Tag: morte

Lun

21

Gen

2019

Il limbo nero di Ozymandias

Sfogo di Avatar di OzymandiasOzymandias | Categoria: Altro

Che cosa viene dopo?

Ricordo bene lo sgomento delle tante notti insonni che turbarono la mia adolescenza.
Il MALEDETTO limbo nero! Mi ci vollero anni per sconfiggere questo apparente paradosso concettuale conciliando una volta per tutte i mei dubbi in modo credibile.

PREMESSA
Ho sempre amato la logica e il ragionamento. Non ho mai aderito alle asserzioni per partito preso.   
Trovo pace solo dalle conclusioni plausibili raggiunte attraverso passaggi chiari ed inequivocabili (un meccanismo molto simile ai teoremi e alle dimostrazioni).
Ritengo il metodo scientifico l’unico vero approccio sensato nella ricerca della verità , sebbene purtroppo io non disponga dell’istruzione necessaria a rispettarlo rigorosamente in ogni suo punto.


DA COSA NASCE IL LIMBO NERO?:
Cos’ha dato origine a quel mostro che mi ha perseguitato (più o meno) dai 13 ai 20 anni?
Nacque dalla necessità di farmi una idea del post mortem che potesse convivere con due conclusioni tutt’altro che comode alle quali all’epoca giunsi abbastanza faticosamente. Di seguito cerco di riassumerle sintetizzando i punti cardine alla base di entrambe:


1) DIO (SE ESISTE) NON PUO’ ESSERE COMPRESO NE’ IMMAGINATO
Come ormai noto, il pianeta terra rispetto al solo universo conosciuto è molto (ma molto) più piccolo di quanto lo sia un batterio rispetto a Giove. La proporzione NON rende giustizia (l’universo è in realtà molto di più) ma facciamo finta che sia sufficiente per semplicità di ragionamento/immaginazione.

- Come si può credere che un Dio in grado di creare l’intero universo somigli all’individuo di una popolazione che vive su una micro particella insignificante come la Terra? Come si può credere che abbia impiegato 7 giorni per crearla (per il resto del cosmo gli ci sono voluti triliardi di anni)? Come si può credere che esista un paradiso fatto a misura d’uomo nella quale un santo (sempre con sembianze umane) ci accoglierà per farci vivere beatamente ed in eterno? Non entro poi volutamente nel paradosso  del libero arbitrio che non può logicamente convivere con l’onniscienza, altrimenti non finisco più di scrivere.
Mi riesce molto più facile accettare cappuccetto rosso ed un lupo (magari geneticamente modificato) con il dono della parola.

- Volendo immaginare una sorta di super entità creatrice dell’universo (che nulla avrebbe a che vedere con le fantasiose, omocentriche e semplicistiche versioni propinateci dalle varie religioni) e volendolo fare attraverso l’ausilio di proporzioni approssimative, sarebbe come accettare l’idea che un micro organismo dotato al massimo di un’autocoscienza minima e primordiale potesse comprendere appieno l’anatomia di un essere umano o il progetto di una nave spaziale. Sarebbe semplicemente al di fuori delle sue limitatissime risorse cognitive. COMPLETAMENTE fuori portata.

Per gli stessi motivi Dio non può esistere così come ci viene descritto, e SE esiste non può che essere qualcosa di tremendamente enorme, complesso e fuori scala da non poter neppure sperare di figurarcelo nella nostra più fervida immaginazione.


2)QUELLA CHE CHIAMIAMO ANIMA  E’ SOLO L’EFFETTO DELLE REAZIONI FISICO/CHIMICO/BIOLOGICHE DEL CERVELLO
Tralasciando la parte fisica, che cosa siamo noi? Cosa riesce ad identificarci in modo NETTO se non le nostre sensazioni, i nostri pensieri, i nostri ricordi e la nostra sensibilità a quel che vediamo, tocchiamo e sentiamo?
Non riesco a definire l’ANIMA in modo diverso da ciò che ho appena descritto, che riassunto in una sola parola si chiama autocoscienza: La complessa consapevolezza di esistere.

Ciò detto, per quanto reputi affascinante l’idea che la nostra anima possa lasciare intatta il corpo e permanere in una non meglio specificata dimensione ultra terrena, non mi convince affatto!

Non mi convince perché SE COSI’ FOSSE dovrebbe rimanere inalterata ed insensibile a trattamenti fisico/chimici, limitandosi solo ad lasciare il nostro corpo una volta morti, ma sappiamo tutti che non è così.

Una persona sottoposta a psicofarmaci, oppure reduce da un incidente con lesioni ad una qualsiasi area cerebrale, non è più la stessa! Viene alterata irreversibilmente proprio la parte più intima che dovrebbe appunto corrispondere all’anima!  L’individuo soggetto al trauma non pensa come prima, non ragiona come prima, non percepisce le cose come prima, non ricorda neppure il passato come prima (a volte non lo ricorda affatto)…  insomma diventa a tutti gli effetti un’altra persona e la sua consapevolezza di esistere diviene via via più debole ed imperfetta quanto più grave è il danno subito.

Il fatto stesso che manipolando fisicamente/chimicamente il cervello si modifichi di pari passo l’autocoscienza per me è già quasi una dimostrazione del fatto che l’insieme delle nostre percezioni altro non è che l’articolato risultato chimico/fisico di ciò che avviene dentro al cranio (sinapsi et similia).


UNIAMO IL TEMA 1 ED IL TEMA 2
Tirando le somme, da ragazzo le conclusioni dei due temi mi facevano vivere nel terrore di un limbo, di un nulla, di vivere una breve vita seguita da un’eternità vuota.

Come avrei fatto ad immaginarmi un “dopo” accettabile? Una teoria che stesse in piedi e che andasse d’accordo con entrambi i punti???? Ci riuscii con la  “teoria dell’inesorabile continuità della vita”, a cui giunsi dopo diversi anni di paranoie.


TEORIA DELL’INESORABILE CONTINUITA’ DELLA VITA.

Io sono nato agli inizi del 1985. Come tutti noi ho ricordi più o meno vaghi a partire dal 1988 (solitamente come saprete si hanno ricordi dai 2-3 anni in su).

Tantissime persone hanno vissuto/stanno vivendo/vivranno nello stesso momento in cui sto lo sto facendo io, intersecando quindi la loro linea temporale con la mia.
Invece un numero immensamente più grande di persone non mi ha mai intersecato, sono cioè nate e morte prima che io nascessi.

Sono cresciute, hanno amato, hanno sofferto, hanno combattuto e sono morte molto prima che io venissi al mondo, e tanti di loro come me hanno passato notti insonni nella paura, nell’ansia e nel terrore di ciò che sarebbe capitato alla loro anima (al loro IO più intimo) dopo la morte.

Tutto questo loro terrore io l’ho forse percepito o sofferto? NO!  Quelli che verranno dopo di me lo percepiranno/soffriranno? NEPPURE!

Ognuno vive la propria minuscola finestra temporale senza accusare minimamente il peso dell’eternità già trascorsa. Una volta che il cervello è clinicamente morto, il complesso mix di interazioni che compone la propria anima svanisce irreversibilmente nel nulla sciogliendosi come una goccia immersa in un oceano dal quale non può più essere riestratta. MA TUTTO QUESTO NON CONTA E NON DEVE ASSOLUTAMENTE SPAVENTARCI!

Non conta perché la vita in generale (non la vita mia del signor Ozy Mario Rossi o dell’altro signor  Sergio Bianchi  ma l’autocoscienza di tutti gli esseri che stanno vivendo in quel preciso istante) permarrà in continuità e non soffrirà del vuoto precedente lasciato da altre vite (sebbene non vi sia alcun legame fisico o mentale fra le stesse).

Perché CONTINUITA’ INESORABILE mi domanderete? Il perché è ovvio provate a immaginare: cosa accadrebbe se tutte le forme di vita dell’universo si estinguessero improvvisamente? non rimarrebbe più neppure un essere senziente  in tutta l’immensità dello spazio.
Supponete a questo punto di far trascorrere un miliardo di anni, in seguito ai quali un fenomeno spontaneo facesse rinascere un primo e nuovo essere.

Il lunghissimo lasso di tempo trascorso non nuocerebbe a nessuno, proprio perché non verrebbe  PERCEPITO da nessuno. L’autocoscienza dell’ultimo individuo si spegnerebbe, ma IMMEDIATAMENTE si riaccenderebbe quella dell’altro nato un miliardo di anni dopo.
Nessuno percepirebbe/soffrirebbe il peso della pseudo eternità intercorsa , che quindi si esaurirebbe in un istante. Ecco perché parlo di INESORABILE CONTINUITA’. Perché gli eventuali buchi sarebbero inevitabilmente colmati.

CONCLUSIONE

Dopo la mia morte (IMMEDIATAMENTE dopo la mia morte) qualcun altro vivrà, qualcun altro si renderà conto di esistere e vorrà continuare ad esistere così come sarà. Devo solo accettare che quel qualcuno non sarò io e non avrà NULLA a che fare con me. D’altronde a me ha dato forse fastidio non aver nulla a che fare con i miei predecessori?

Giungere alle conclusioni di queste ultime 3 righe mi ha consentito di sconfiggere definitivamente il LIMBO NERO e vivere sereno.
Un sentito ringraziamento ai temerari che sono giunti fino a qui, e scusate come al solito per il pappardellone :- )












Ven

04

Gen

2019

Se finisce subito fa meno male

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve a tutti, ho 15 anni e sono stanca: da ormai 4 anni nella mia famiglia non c'è più pace a causa di mia nonna che, dopo un'incidente in macchina, ha perso l'uso delle gambe e sinceramente anche del cervello. Il trauma del colpo l'ha infatti condotta ad una sorta di demenza senile che ha portato via la pace a tutti in famiglia.

Quando è accaduto l'incidente mia madre era alla guida e si sente in colpa per ciò che è successo e non c'è verso di farle cambiare idea. Da 4 anni mia nonna vive in casa nostra e, visto che non è autosufficiente, gli serve aiuto per qualunque cosa e di notte urla in continuazione i nomi di tutti i parenti vivi e morti che possiede.

Io ho il sonno profondo e non me ne accorgo ma i miei genitori sì, mio padre in particolare non sopporta questa situazione ma più di ogni altra cosa non sopportiamo più come mia madre è diventata: piange sempre, è irritabile a causa del sonno perso, perde spesso la pazienza con mia nonna ma non sopporta l'idea che venga mandata in un istituto per paura che muoia per incuria o per malattia.

Da un lato capisco il suo punto di vista ma dall'altro vorrei solo che tutto questo finisse: sono stanca di vedere mia madre distrutta dal senso di colpa e vorrei solo che mia nonna smettesse di soffrire. Io le volevo bene ma ora so che non è più lei e che è solo l'ombra di quello che era un tempo e se potessi vorrei poter fare in modo di porre fine alle sue sofferenze ma so che la sua morte peggiorerebbe solo le cose.

Mia madre dice sempre di non poter vivere senza di lei e che vorrebbe morire con lei. Non posso darle tutti i torti ma la situazione è ormai insostenibile da troppo tempo. Io vado bene a scuola, non ho più problemi di bullismo e ho degli amici ma tutto ciò non cancella il fatto che la mia vita familiare sia diventata un'inferno.

Abbiamo già provato a parlare con qualcuno ma quell'idiota dello psicologo non ha fatto altro che dare a mia madre farmaci a caso che le hanno dato solo più sonnolenza ma non hanno risolto il vero problema che ci attanagliava. Quando glielo abbiamo detto ci ha solo detto che per quello lui non poteva fare niente e che doveva essere mia madre a decidere cosa fare.

Adesso siamo di nuovo a un punto morto e io non ce la faccio più e vivo nell'amarezza da un pezzo. Non so più cosa fare e spero solo che la morte arrivi a sistemare tutto ma ormai è passato un casino di tempo e credo che purtroppo ne dovrà passare ancora molto, la morte è una vera stronza e non è mai in orario, arriva sempre troppo presto o troppo tardi.

Non so se qualcuno avrà mai il tempo di sentire questo sfogo ma avevo bisogno di sfogarmi in qualche modo visto che non ce la faccio più.  

Sab

29

Dic

2018

Amici?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Se morisse in modo inaspettato e senza preavviso il padre o la madre del vostro migliore amico, voi lo direste al vostro gruppo di amici? con questo gruppo di amici l'amico orfano non esce mai, ma è conosciuto dai membri del gruppp perché, appunto, il vostro migliore amico. 

Grazie  

Gio

20

Dic

2018

Sopravvivere per forza?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Per lavoro vedo tutti i giorni bambini nati con gravi malattie croniche che se non curate conducono alla morte.

In molti casi la cura è qualcosa di doloroso, forzato, che mi ricorda molto il rattoppare una bambola quasi completamente distrutta per tenerla insieme in qualche modo. 

Il risultato è che questo bambini a volte sopravvivono ma con una qualitá di vita pessima, spesso attaccati a vita ad una macchina e incapaci di muoversi e svilupparsi intellettualmente, sempre sotto antidolorifici sempre più forti.

E io comincio a credere che è ora che instauriamo un rapporto piú sano con la morte. Questi bambini hanno una vita incentrata sulla sofferenza. Un veterinario, di fronte ad una situazione simile in un animale, direbbe chiaramente che l'animale soffre e consiglierebbe la soppressione come ultimo atto di pietà.  

Con questi bambini nessuno lo fa. Piuttosto li attaccano a 20 macchine e li riempiono di morfina, lasciandoli in un inferno di dolore e allucinazioni (questo succede con la morfina quando la dose non basta). Basta che continuino a vivere, ma questa è vita? Questa sofferenza orribile che non voglio per il mio gatto la faccio patire a mio figlio? 

È ora di capire e di fare capire ai genitori che per natura non tutti siamo fatti per sopravvivere. È doloroso e orribile ma non possiamo sempre evitare questa sofferenza a scapito di un bambino ridotto ad un piccolo zombie.

 

Tags: morte, figli

Ven

07

Dic

2018

40 anni

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Tempo di bilanci. Tiro le somme della vita, per qualcuno inizia a questa età e per altri inizia un declino triste.

Sono stata fortunata: sono bella, anche se non mi vedevo bella. Ho avuto diverse storie, e tantissimi corteggiatori di cui non mi fregava niente. Ho amato una sola volta. Un ragazzo stupendo che è morto tanti anni fa, a 26 anni. Se esiste un dio, lui era uno dei doni di dio all’umanità, come l’arcobaleno o i tramonti, o il sorriso dei bambini piccoli. Poi sono stata sposata con un uomo che pensavo di amare ma che in realtà riempiva solo un vuoto enorme. Finito il mio matrimonio, mi ritrovavo sola con due figli e l’azienda di famiglia in perdita, noi che eravamo stati benestanti. Adesso ho un compagno, pure lui con diverse storie chiuse alle spalle, due figli, un mare di problemi e la convinzione che si inizia adesso, con la consapevolezza, la maturità, la voglia di giocarsi tutto.

Ieri come al solito cercavo i suoi parenti su fb. Suo padre è morto, sua madre si è trasferita, posta spesso foto dei nipoti. In una foto che la ritrae in una cucina (che deve essere la sua nuova cucina, perchè quella vecchia me la ricordo benissimo), ho visto una sua foto. Sorrideva, con gli occhi neri vivaci e intelligenti, i capelli scuri sulla fronte, l’aria un po’ beffarda che aveva sempre. Quanto vorrei rivivere le volte che ti ho amato, mi basterebbe anche sentire per un attimo il calore della mia mano nella tua.

Tags: amore, morte

Gio

18

Ott

2018

Pensierino

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Questo inverno mi preoccupa. Vivo in un posto strano vicino al mare, che anni fa era ben frequentato da turisti e ora è quasi un deserto; non mi sono mai abituato al freddo e all'umido, e comunque non lavoro, aspetto, mi sto organizzando. Cerco di recuperare la salute e sono raffreddato. Non avevo mai passato così tanto tempo da solo, e d'abitudine rivedo episodi del passato. Adolescente rifugiato, bambino in montagna, gite in autobus, il deserto di Almeria and so on. Nel deserto corro, fuggo. Un episodio degli anni 70, un assassino m'insegue. Che vita assurda, ho perduto la mia band. Ma quanto ci piacevano i film americani e le loro mode? Si andava avanti a film. Saturday night fever fu il migliore, dappertutto discoteche. Le donne vonno fa' le attrici, si vestono come Maria Schneider e Sofia Loren.

Stiamo parlando di una vita fa. Cos'è cambiato da allora?

In mezzo c'è la mia vita, ho attraversato il deserto di Almeria...

Si muero,

dejad el balcón abierto.

Tags: vita, morte, cinema

Gio

16

Ago

2018

Odio la mia famiglia!

Sfogo di Avatar di jolly24jolly24 | Categoria: Ira

Okay, ho una storia un po' particolare. Mia zia, mio zio e mio cugino hanno vissuto da noi (me, mia madre e mia sorella) per quasi più di 2 anni. Li abbiamo accolti, ma loro, piccoli stronzi, ne hanno sempre colto l'occasione per sfruttarci al meglio del loro piacimento. Mia madre ha trovato una casa per loro e li hanno cacciati fuori di casa, ma loro continuano a venire da noi 'in visita', ma in verità stanno per diversi giorni a casa nostra, certe volte non vogliono nemmeno andarsene. Ora è venuta mia zia a casa mia e si è distesa sul mio letto come fosse casa sua. Sembra una balena spiaggiata. Poi c'è suo figlio (mio cugino) che non ne dobbiamo parlare... c'è, E' TREMENDO! Sembra quasi un terremoto. Tutto il giorno schiamazza e corre in giro per la casa come se qualcuno lo stesse inseguendo, piange ed urla l'intero giorno. Un giorno sono addirittura arrivati i carabinieri e ci hanno multati di €50 per disturbo della quiete pubblica. Suo figlio mi manda anche LETTERALMENTE a quel paese e non fa niente di più che insultarmi. Sua madre, invece, piccola zoccola, non gli fa niente, perché 'i bambini non si educano con la violenza'. Qua non è questione di violenza, ma più di buon principio. Un bambino a 4 anni non può arrivare a mandare a quel paese un uomo di 23 anni, e poi, se rimproverato da 'quell'uomo', sua madre continua a non dirgli niente. E quanto 'gli alzo le mani' (ma con 'alzare le mani' mi riferisco ad una semplice sculacciata, niente di che), inizia ad urlarmi contro (lei, lui e lui). Io mi innervosisco ed esco di casa certe volte. Non so più cosa fare! Mia madre poverina s'è stancata anche lei di loro, ma sta tutto il giorno al lavoro e dunque non ci può fare niente. Tutto il mondo conosce questo 'trio', l'altro giorno il figlio stava buttando dal balcone sua madre, quindi c'è anche una tale 'irrelevanza' anche tra di loro. Uno più stupido dell'altro. Non so più cosa fare. UPDATE: Ora la balena spiaggiata s'è addormentata, russa manco fossero cani in grotta. Io non so più cosa fare, PER FAVORE AIUTATEMI!! Suo figlio continua ad urlarmi contro che mi viene quasi l'istinto di ucciderlo. Poi, per finire in bellezza, vi racconto cosa fa (raramente) LEI per calmare suo figlio; HA 4 FOTTUTI ANNI, quanto inizia a piangere e lei si stanca di lui, cosa fa? GLI DA IL FOTTUTO TELEFONO!! Ha 4 anni questo fottuto bambino e non sa contare fino a 10, per non menzionare il fatto che io a 4 anni non potevo neanche uscire dalla mia cameretta senza il consenso dei miei genitori, figuriamoci che mi avessero dato il telefono! Mah, non so più cosa fare! Aiutatemi voi!! 

Mer

15

Ago

2018

Sono l'unico al mondo?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non so da cosa cominciare... vi dirò qualcosa di me

Sono un ragazzo di 16 anni, non mi manca principalmente nulla. I miei genitori mi vogliono bene, ho un fratellino di 2 anni con cui gioco sempre, un po' d'amici a cui scrivo per stare meglio ogni giorno... senza risultato.

 I miei problemi cominciano con la scuola, non sono stupido o cos'altro, le cose potrei benissimo capirle, ma è come se il mio cervello si rifiutasse. Per quanto ogni tanto ci provi, e sappia che è sbagliato, non studio nulla e voglio lasciare la scuola in quanto la vedo come limitazione e come spreco. Non mi aspetto nulla dal futuro oltre che la morte.

Ho dei desideri, come convivere con 2 miei amici, che non si realizzeranno mai

Ma il mio più grande problema, è LEI. Ho questo problema (perchè è già successo in modo simile), che mi fa innamorare di una ragazza che non conosco principalemente... è una ragazza "famosa" (sempre italiana) e la vedo come unico scopo della mia vita. Non riesco a vedere altro nella mia mente. Quando vedo il suo sorriso divento felice e allo stesso momento mi deprimo. Nulla è più importante di lei. 

Da un po' passo il tenpo a cer are di piangere (per sfogarmi un po'), ma mi riesce difficile...

Voglio bene a tutti i miei cari... ma questa vita mi sta opprimendo. L'unica cosa che vorrei è morire guardandola, e lasciare tutto, sparendo in quei meravigliosi occhi... di una ragazza che è la mia dannazione

Scusate per il poema, pero che qualcuno abbia voglia di leggerselo 

Mer

08

Ago

2018

esistenza infelice

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve a tutti

Sono una ragazza di appena vent’anni e scrivo qui perché non ho nessuno che sia disposto ad ascoltarmi, nessuno che si preoccupi di come sto realmente. Sono sempre stata forte, fin da piccola ho avuto la forza di affrontare cose più grandi di me, in più ero davvero speranzosa: avevo molta fede, ogni giorno quando mi svegliavo e mi trovavo ad affrontare tutto il male che mi capitava,avevo il coraggio di credere che il giorno successivo sarebbe stato migliore. Ma quel giorno non è mai arrivato..

Partiamo dalla mia infanzia, cresco tutto sommato in una buona famiglia se non fosse per mia madre,che soffre di disturbi di personalità. Da piccola non riuscivo mai a capire i suoi comportamenti e ne soffrivo tanto ma quando sono cresciuta ho cominciato a capire.

Ho capito che lei non era come le altre mamme,aveva uno strano modo di volermi bene, mi faceva del male e lo ha fatto più di qualche volta senza una reale motivazione.

Mi ha fatto sempre soffrire tanto, da piccola non ho mai ricevuto una sua carezza. Alcune volte per via dei suoi disturbi ho come l’impressione di non conoscere chi sia,altre volte dimentica di avere dinnanzi la figlia trattandomi peggio di un’estrenea. La convivenza con lei è diventata insostenibile perché i suoi disturbi la rendono terribilmente insopportabile (ma purtroppo non ho possibilità di andare via). Lei per me non c’e mai stata, non è mai stata un punto di riferimento,ho fatto sempre tutto da sola.

 Quali sono i ricordi che compongono la mia infanzia ? I suoi deliri. Io riuscivo ad affrontarli e superarli perché nel mio cuore c’era la convinzione che l’amore della mia vita mi avrebbe portata via da quell’inferno. Sognavo che,una volta cresciuti e passato del tempo, saremmo andati via assieme.

Io ho conosciuto l’amore della mia vita quando avevo solo 5 anni: lo vidi per la prima volta con gli occhi da bambina e,nonostante la giovanissima età, nacquero dei sentimenti molto forti e soprattutto vero. Vi assicuro che nonostante l’immaturità legata all’età,io ero innamorata davvero di lui a tale punto di non degnare neanche di uno sguardo gli altri. Quest’amore era ricambiato, eravamo entrambi dei bambini timidi che arrossivano ogni volta che ci scambiavamo una parola. Siamo cresciuti assieme, io conoscevo di lui dettagli che agli altri sfuggono: sapevo che era un genio in matematica, conoscevo le sue manie,i suoi pensieri,ogni suo comportamento. Lo amavo perché era diverso dagli altri, perché arrossiva, perché era speciale. Lo era già da piccolo,poi è diventato un ragazzo meraviglioso,il sogno di ogni ragazza. Siamo cresciuti e ci siamo un po’ distaccati (per via di altre questioni), ma io continuavo ad amarlo. Nonostante questo distacco,io ero sicura che prima o poi noi due ci saremmo ritrovati. Forse perché credevo nel destino,credevo nel fatto che lui fosse la mia anima gemella (sentivo che mi apparteneva come nessun altro).

Un maledettissimo giorno, 3 anni fa, l’amore della mia vita viene a mancare perché aveva una malattia congenita,nonostante la giovane età. Il mondo mi crolla addosso, ogni cosa su questa terra sembra non avere più senso, la mia vita sembra non avere più senso.

La mia vita diventa un incubo più di quanto lo fosse di suo, svegliarsi la mattina diventa un dovere. Ogni giorno vivo con un dolore che mi soffoca il cuore, vivo soffocando una voce dentro di me che vorrebbe urlare. Vivo un dolore senza termine,un dolore distruttivo. E poi la mancanza,la nostalgia,il rimpianto...

Ogni sera chiudo gli occhi immaginando a come sarebbe potuta essere una vita assieme, alcune volte immaginando noi due assieme in un posto meraviglioso, altre volte mi capita di trovarmi a pregare Dio affinché possa sognarlo per sentirlo vicino a me. Per due anni ho vissuto con questo dolore (come anche adesso) che non riuscivo nè a controllare nè a gestire.

Cercavo spiegazioni e non ne trovavo,cercavo un senso a quello che era accaduto e non lo trovavo. Mi chiedevo perché lui non fosse accanto a me,perché lui non potesse più godere della luce del sole,di ogni piccola bellezza che offre la vita. Perché era così distante da me? E dov’era adesso? Stava bene? Perché mi aveva lasciata da sola?

Man mano ho cominciato a reagire a questo dolore, ho provato a conviverci gestendolo e ad accettare l’idea che lui non fosse più con me,che lui fosse la cosa più bella che mi sia capitata nella mia  vita,ció che è da portare nel cuore sempre, ma pur sempre un ricordo.

Dopo anni in cui i miei occhi cercavano solo i suoi, ho pensato di avere il dovere di provare ad essere felice e ho cominciato a guardarmi attorno. Solo da un anno ho avuto delle frequentazioni che sono però finite male. Mi mancava qualcosa, il mio cuore cerca quello che non potró più avere.

Non ho mai provato più quello che ho provato in passato per lui e quello che provo adesso : un amore sconfinato, che va oltre il corpo, un amore che mi lega alla sua anima. Io lo amo,ogni giorno di più, vorrei che fosse qui. Spero che un giorno la rabbia si placherà e mi rimarrà soltanto l’amore.

Tra un dolore e l’altro (la cattiveria di mia madre e l’assenza del mio amore), mi sto consumando giorno per giorno.

La vita non mi offre occasioni per riprendermi ed ogni giorno,io, non avendo più la voglia e la forza di lottare, comincio ad invocare la morte. Che senso ha vivere una vita colma di sofferenza? Una vita in cui lui non c’e ? Io odio il fatto che il sole continui s risorgere,che il cielo continui ad essere blu,che il mondo vada avanti senza di lui. Il mio mondo non va più avanti invece,si è fermato a quel giorno quando lui è volato via lasciandomi in questo mondo infame. Perché dovrei rimanere se la mia felicità è altrove?

Ho pensato qualche volta di sfuggita al suicidio ma io non riuscirei mai a commettere una cosa del genere e quindi vivo ogni giorno come un vegetale nella mia solitudine.

La persona che più amavo al mondo è andata via e nel momento di difficoltà sono scomparse anche quelle che consideravo e amiche ed eccomi qui,sola e addolorata senza la voglia  di andare avanti.

vi ringrazio tutti. 

Ven

29

Giu

2018

Sapete dirmi che mi succede?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Devo parlare con qialcuno che non conosco per avere parere esterni perché non mi sveglio mai positiva. Sempre triste e stanca.

Premetto di non essere mai stata molto estroversa e allegra , fin da piccola vivevo in un piccolo paese dove non ero molto integrata. Fra gente bigotta e famiglie pergettine io non avevo il padre e vivendo in ristrette possibilità economiche ero sempre bersaglio di bulletti... Ma non bambini bensi maestre e suore da cui studiavo.

 Per le medie abbiamo cambiato zona ma anche li andò molto male.

Quando andai alle superiori (altra città di nuovo) molto meglio. Ero carina e brava a scuola finalmente mi integrai. Trovai le mie prime amiche fidanzati mai. Ero troppo timida e insicura....

 Gli ultimi due anni ebbi un ragazzo ma la storia finì e ne soffrii tuttavia lavoravo e iniziai a vivere da sola presto. Ero indipendente bella ma mi mancava spirito di iniziativa oltre casa e lavoro ero spesso sola. Trovai un altro ragazzo ma anche qui durò poco. Ci avevo messo me stessa ma lui nulla, aveva perso il lavoro ma di cercarne altri manco l'idea. Voleva campare alle mie spese.

 rimasta nuovamente sola mi dissi di andare all'università.... Ero brava a studiare però l idea di non farcela mi freno'. Pensavo a cambiar lavoro a cercare di meglio ma poi mi dicevo ma che vai cercando lavoro non si trova e rinunciai.

 Iniziai ad uscire di più e volevo far viaggi, girando incontrai mio marito. Bene ma viveva in un altra città.... Lasciai presto il mio lavoro, precario per andare a vivere con lui. 

Una volta sposato però l'uomo era cambiato..... Se chiedevo di andare da qualche parte si negava però da solo usciva sempre. Mai una vacanza insieme e quelle rare volte che mettevamo piede fuori insieme litigavamo per la strada.... Gli dicevo di piantarla tra le persone ma lui sembrava divertirsi con quelle scemeggiate.... Un giorno arrivò a dirmi per strada che lui mi dava da mangiare che sola non avrei mai fatto un passo che gli facevo schifo..... 

Ormai mi cacciava anche dal letto e mi tradiva con un cesso... Io bo.

Ripresi a lavorare perché secondo lui ero un parassita ma iniziò a dire che da quando lavoravo casa ero uno schifo, che non riuscivo a gestire le due cose... Il resto lo potete immaginare... Tutto a rotoli finché finalmente lo lascio e torno a lavorare in un altra città. 

prova tuttora a recuperare il rapporto ma io non lo voglio più provo rancore per tutte le volte che rideva di me dicendo che non potevo andare da nessuna parte senza di lui perche non ho nemmeno una famiglia...

Arrivata qui dovrei essere soddisfatta, ho trovato un lavoro da persone che coi loro difetti comunque mi pagano mi apprezzano e mi rispettano. Sto frequentando un altra persona anche se ora ci vado coi piedi di piombo però mi fa stare molto bene è equilibrato e sincero. Ho possibilità di progetti anche per il futuro professionale e sono senza figli quindi non mantengo altri che me stessa...

Ma ogni giorno il cervello svegliandosi mi dice non ce la faccio ad arrivare anche oggi fino a stasera....Vorrei rimettermi in gioco ma non ho le forze... Non sono giovanissima, i muri della casa che ho dovuto lasciare li avevo arredati pure io.... Le mie abitudini stravolte un'altra volta.... E chissà quante altre volte ancora se voglio crescere professionalmente e risposarmi... Ma perché non ho trovato ancora stabilità e pace? 

so di essere capace di riprendere la mia vita ma quasi quasi i pensieri di morte che ho al mattino li lascerei vincere....

Che mi accada ? Dove è andata a finire la mia sicurezza? 

Tags: morte, di, pensieri
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