Tag: rabbia

Dom

10

Nov

2019

Mamma scassaminchia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Hai portato morte e desolazione in casa a scapito di tutti

depressa di merda sempre in lutto complessata Mi hai impedito di viaggiare, ti faceva invidia che lo facevo e mi hai fatto perdere il biglietto usando malesseri a comando e subdoli ricatti psicologici oltre che a stressarmi tutto il tempo mesi e mesi...

Hai rinnegato tua nuora,la mia ex snobbandola

Sei arida non senti niente x nessuno sin da piccolo mi hai sempre deriso e emarginato davanti a estranei

Per te conta quello che dice e che pensa la suocera rincoglionita e vecchia e i cognati tuo figlio(io) non conta un cazzo..Solo x tua madre sentivi e da quando è morta saresti voluta andare a farle compagnia dentro la bara..

Mi fai fare spesso e volentieri la figura del coglione quando ci sono ospiti tant'e che devo andarmene di casa quando ce qualcuno

 Vaffanculo schifo,sarebbe stato meglio essere nato orfano..meglio era, invece adesso devo sorbirti fino alla vecchiaia scassapalle guastafeste idiota depressa che non sei altra...

Fino a quando questa spina nel fianco sará in vita col culo che viaggerò..Avevo scritto altre atroci blasfemie miste a insulti pesantissimi ma dato che si tratta di te ma' e io il tuo stesso sangue non sono marcio come te mi limito a queste soprascritte

Prendi questo:

 

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Mar

05

Nov

2019

Biondamore

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Ci siamo salutati nel maggio 2018 dopo 14 anni di quasi indiscusso amore..turbato negli ultimi da un lasciaeprendi dove ha prevalso l'addio..i nostri baci non erano piu come quelli che ti davo da ragazzo..pero nei momenti duri e neri tu eri li accanto a me a consolarmi...mi sento uno stupido ad averti abbandonato ma tu ti sei vestita di morte..il balzello da pagare era diventato insostenibile e nel tuo sapore non incontravo piu la giovinezza ma la vecchiaia che arrivava unita al fiato corto....Però mi manchi: checchènedicano i perbenisti e i bigottoni io ti rivoglio con me..Che sia il 2020 l'anno del nostro riincontro e riappacificazione? SI,io e te lontano dai maligni,da casa mia e da chi rinfaccia di averti acquistata con la gioia del nostro amico e consigliere tabaccaio: Sono stato un coglione a smettere di fumare,Voi che fumate non separatevene mai non fate il mio stesso errore o ve ne pentirete cosi come me ne pento io.Rivoglio la sigaretta anche in punto di morte,voglio tornare a sentirmi giovane e vivo!

Mar

05

Nov

2019

Non mi piace questa vita

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sto attraversando un periodo NO. Sono infelice, faccio una vita che non mi gratifica, sono triste, irritata e poco comprensiva.

Prima non ero così, ero un'ottimista, ma afesso non più. 

Soffro di un'ansia crescente, come un macigno mi comprime il petto...... Ansia crescente motivata da fattori economici, famiglia, marito e futuro. 

Faccio  un lavoro molto instabile economicamente, poco gratificante come guadagno...... Ma non saprei cos'altro fare..... Ho paura del futuro, delle incertezze....... Ho cominciato ad avere paura di non essere abbastanza...... Di non essere adeguata....... Di non valere nulla. 

Vedo gli altri e li invidio tanto...... La loro stabilità, la loro serenità mi disturba. 

Vorrei scappare da tutto e tutti, vorrei urlare, spaccare qualcosa, piangere........ Ma sono una Madre, una moglie...... Una persona che....... Gode di una certa stima agli occhi degli altri. 

Sono sempre stata vista come una persona forte, una roccia, una sicura di se ed un'amica....... Ma nella realtà mi faccio schifo, mi sento inutile, mi sento depressa........ E vorrei urlare!!!! 

Non so cosa fare per uscire da questa situazione di frustrazione...... Mi sento in catena!!!! E non posso urlarlo al mondo! 

Sab

02

Nov

2019

Provo solo odio, non so piĆ¹ amare

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Ho 22 anni, e provo così tanto odio da esserne succube.

Sono la persona più piccola della casa, con tanti anni di differenza rispetto ai miei fratell. Sono cresciut* dovendo adattarmi ai bisogni degli altri membi della famiglia, l'unico modo per ottenere attenzione dai miei genitori era essre il/la tipic* bambin* viziat*: continuando a pretendere, ad un certo punto si rivolgevano anche a me. Questa situazione mi ha portato a provare inizialmente risentimento verso mia sorella e mio padre.

Mia sorella non ha mai accettato la mia presenza: si è sempre rifiutata di passare del tempo con me (che fosse giocare insieme o aiutarmi con la scuola), non ha mai perso occasione di correggerre qualsiasi cosa io dicessi, anche la cosa più semplice e stupida. Perchè giustamente, una persona di 6 anni che ti racconta cosa ha fatto a scuola deve per forza essere corretta sugli argomenti che sta trattando. Per questo suo atteggiamento, io non ricordo una sola cena della mia infanzia dove non ci sia stata una litigata tra me e lei.  Urla, urla e ancora urla.

Con il passare del tempo ovviamente la situaizone non è migliorata, anzi. Lei ha cominciato a soffrire di depressione, quindi la mia famiglia giustificava i suoi comprtamenti distruttivi nei miei confronti. IL punto di non ritorno penso sia stato quando per 1 anno ha fatto vivere il suo ragazzo da noi. Io, in completa adolescenza immers* nei miei casini, non lo ho mai tollerato: una persona inutile, puzzolente, incapace di prendersi cura della propria igiene personale, sempre afflosciato sul divano e incapace ti intraprendere una qualsiasi conversaizone normale. Semplicemente disgustoso, una sanguisuga viscida e orrenda. Da quel momento in poi l'insofferenza verso di lei non ha fatto che crescere: qualsiasi sua parola, gesto, espressione mi mandava in bestia. Una donna orribile, che per anni non ha avuto altro obiettivo che farmi soffrire. E ora che lei è grande e "adulta responsabile" fa la vittima quando mi rifiuto di passare anche solo 5 minuti nella stessa stanza con lei. Povera vittima, dopo decenni di sofferenza si sente presa di mira perchè non la sopporto più. La vedrò 4 o 5 volte all'anno ormai, e mi sembra sempre troppo. 

Allo stesso tempo odio questa situazione, perchè vorrei aver avuto una sorella maggiore che mi volesse bene, che si prendesse cura di me. Invece è come se fossi cresciut* figli* unic*, visto che mio fratello è il tipo che si fa i fatti suoi.

 Mio padre invece, non capisco nemmeno io perchè lo odi così tanto. Rispetto quello che ha fatto nella vita, perchè era tutto per la famiglia che però alla fine ha finito per dimenticarsi. 

Un uomo freddo, che non ha mai mostrato affetto nei nostri confronti. Credeva di si, lui ne era certo, ma per anni lui è stato presente 10 minuti la mattina e un'oretta la sera. Fine. niente più, niente meno. Nei giorni di festa passava il tempo a dirmi cosa dovessi fare, "questo devi farlo così, adeso", "questo non così!" con enorme espressione di disappunto e delusione. I pochi ricordi che ho di quando sono rimast* sol* con lui sono i silenzi che seguivano le litigate, l'irritazione e l'intolleranza, le 2 volte che mi ha messo le mani addosso e tutte quelle in cui mi ha trascinato a forza a far cose che non volevo fare. E questo da sempre, i primi ricordi di quando avevo 4 o 5 anni hanno già questo rancore verso di lui. 

In adolescenza non potevo nemmeno sopportare che fosse in casa nello stesso momento in cui ci fossi io.

Ora non lo posso vedere, anche solo senire la sua voce mi fa venire voglia di scappare. Un vecchio incapace di capire che quello che dice è costantemente inappropriato, sessista e razzista solo mascherato da ironia anche fatta male. Lo odio, non ha mai nascosto la sua delusione per non aver fatto ingegneria all'università così da continuare il suo lavoro. 

un uomo freddo, che ora cerca e vuole l'affetto di una famiglia che ha ignorato per anni, sentendosi anche lui vittima, perchè questo affetto per lui "gli è dovuto visto che siamo i suoi parenti".

Si raccoglie quello che si semina, e da me avrete solo rancore e risentimento. 

Ma la cosa che più mi da fastidio è che provo così tanta solitudine, così tanta che mi fa desiderare il loro affetto. E allo stesso tempo sono così incazzat* che devo negare la loro felicità. Voglio che soffrano, che provino tutto quello che ho represso per anni senza fiatare con gli interessi e più. Non vi meritate di essere felici, mi avete fatto soffrire così tanto da rendermi incapace di amare. L'unico modo ormai che ho per tenere sotto controllo questa rabbia sono i periodici attacchi isterici che riportano ad un livello accettabile questi sentimenti. spesso vorrei spaccare e rompere quello che ho intorno per sfogarmi... ho paura di questa violenza che emerge

li odio, li odio, li odio, li odio, li odio li odio ! andatevene a fanculo tutti quanti. 

 

per chi avesse letto fino in fondo, voi cosa fareste? Quando sono nella città dell'università non mi sento a casa, ma non riesco più neanche a stare in casa mia, che ho semrpe considerato il mio rifugio.  Sono pers*, completamente. Avrei davvero bisogno di parlarne con qualcuno senza essere giudicat*

 

 

Ven

25

Ott

2019

Gente fuori di testa

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Proprio poco fa ero sull'autobus per andare all'università. Mi avvicino all'uscita per scendere alla fermata e ho davanti un tizio alto più o meno quanto me, di mezza età. Gli chiedo gentilmente se scende. Questo mi fa una piazzata con fare polemico, inizia a chiedermi a male parole se mi dà fastidio, se deve spostarsi ecc..Io cerco di fargli capire che ha frainteso, poi però sbotto e lo mando a quel paese. Allora il verme ha pure la faccia tosta di rinfacciarmi che ho poca educazione. Ovviamente io gli faccio notare che il maleducato è lui. Questo allora inizia a minacciarmi fisicamente, allora io (volendo evitare risse stupide) lo mando a cagare di nuovo e vado dall'altra uscita del bus. Poi alla fermata scendo. Mi accorgo di avere i nervi scossi, eppure se avessi voluto lo avrei potuto mandare all'ospedale, quindi non capisco cosa mi agiti tanto. Forse l'insensatezza della situazione, forse l'abitudine a non avere a che fare con gente del genere, forse il fatto che i presenti non solo non hanno detto niente ma addirittura, nell'indifferenza generale, mi guardavano con fastidio. Questo stronzo mi ha già rovinato la giornata. Ora come ora vorrei rincontrarlo, seguirlo in un vicolo e poi pestarlo a sangue e fargli ingoiare i denti come avrei dovuto fare sul bus. Maledetto me e la mia educazione, dovevo perdere anche un quarto d'ora ma almeno lo avrei ridotto al silenzio.

Sab

19

Ott

2019

Essere uomo fa schifo!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sfatiamo una volta per tutte questo mito del cazzo secondo cui gli uomini avrebbero una vita più facile delle donne perché sono più semplici, più diretti, trovano lavoro più facilmente, guadagnano di più, la società è maschilista e bla bla bla…Sto cazzo mie care, sto cazzo. Essere uomo non è facile per niente, specie se a 22 anni sei alto 1,65, pesi 45 kili senza niente addosso e non fai parte della massa omologata che ti circonda. Partiamo dalle basi: il rapporto con gli appartenenti al proprio sesso. Voi donne rompete sempre i coglioni con questa storia della competizione tra donne, del fatto che vi parlate alle spalle, che spesso gli uomini sono più “sinceri” (no, non sono più sinceri, se vi assecondano è solo perché vogliono portarvi a letto)…ma voi avete idea di cosa sia la competizione fra maschi? Praticamente fin dalla prima età i bambini maschi cercano di fottersi a vicenda, e non nel senso buono del termine. Gli viene insegnato che devono sempre prevalere, che devono essere vincenti, che devono COMANDARE. Così arrivi all’adolescenza che se non hai un carattere abbastanza forte verrai automaticamente bullizzato dai tuoi coetanei e da quelli più grandi di te (e a me è andata bene tutto sommato: ci hanno provato per un annetto in terza media ma mi sono ribellato ed è finita lì, tuttavia mentirei se dicessi che quell’esperienza non mi ha segnato), un’esperienza di vita che le signorine neanche si immaginano. Cresci e ti rendi conto di essere diverso dalla maggioranza, fuori dal coro: mentre quei coglioni dei tuoi companeros si interessano prevalentemente di soldi, fica e motori, di abiti di marca, di merdosi gruppi musicali modaioli e like su facebook e instagram, di calcio e fantacalcio, tu invece sei appassionato di lettura, di cinema, scrivi recensioni, ascolti gruppi come Genesis e The Alan Parsons Project, ti piacciono vari generi musicali considerati “fuori-moda” o troppo colti, frequenti anche gente più grande di te, preferisci il ciclismo al calcio (tifi Nibali e di Ronaldo non te ne frega un cazzo), preferisci ascoltare e imparare anziché parlare per non dire nulla, ti indigni per le ingiustizie e le disuguaglianze anziché acclamare Chiara Ferragni. E fin qui tutto bene. Il problema è che se sei una ragazza, sarai considerata “speciale”, intelligente, indipendente, se invece sei un ragazzo vieni considerato uno “sfigato”. Se ti va bene. Se ti va male sei un “frocio demmerda”. Se sei femmina e sei bassa, sei FIGA. Se sei maschio e sei sotto l’1,75, sei una mezzasega. Se sei donna puoi anche startene per i cazzi tuoi passivamente, nessuno penserà a giudicarti per questo, tutt’altro: non ci vorrà molto prima che qualcuno si faccia avanti per abbordarti. Se sei un uomo e te ne stai per i fatti tuoi perché il “branco” non fa per te, allora devi per forza essere un asociale depresso e patetico. E non solo agli occhi degli uomini, ma anche a quelli delle donne stesse, le più grandi maschiliste e sessiste che ci sono a questo mondo. E sì, se sei uomo devi per forza far parte del branco e fare a spadate col pisello con i tuoi commilitoni, altrimenti sei una mezza checca senza palle e non meriti la considerazione di nessuno. Una donna può permettersi di essere sensibile, di mostrare le proprie debolezze, può piangere senza essere giudicata, può mostrare la propria sofferenza, può anche esternare le proprie emozioni ed essere romantica, può avere slanci d’affetto, può chiamare le amiche e confidarsi con loro e mostrare che vuole loro bene. Un uomo no. Un uomo deve essere impassibile, deve indossare una maschera ventiquattr’ore su ventiquattro, non far trapelare nessuna emozione, tanto meno una debolezza, guai a mostrarsi vulnerabili! Verresti subito scoperto e infilzato. Non puoi neanche mostrarti affettuoso con le persone a cui vuoi bene. Quando parli con gli amici puoi solo raccontare delle cazzate, mai parlare dei tuoi problemi o delle tue paure altrimenti verresti catalogato come un rompicoglioni e una piangina. L’amicizia tra uomini non esiste, è solo un falso mito. O ti uniformi alla massa e parli di cose futili e tieni gli stessi atteggiamenti degli altri, o sei tagliato fuori. Gli uomini sono soli, sono sempre soli. Una donna avrà sempre qualcuno o qualcuna che la cercherà, pronto o pronta ad aiutarla, sostenerla e incoraggiarla. Un uomo no, dovrà sempre arrangiarsi da solo e soffrire in silenzio facendo finta di niente. E voi donne non aiutate per niente. Mentre una donna fuori dal coro è tenuta in palmo di mano, un uomo fuori dal coro è schifato. E sì che poi vi lamentate che gli uomini sono stupidi, ignoranti, rozzi, cafoni, insensibili, maniaci sessuali, maschilisti, sessisti, retrogradi, imbranati, inutili, tutti uguali, ma quando uno si azzarda a rompere i paradigmi che ci tengono soggiogati voi siete maestre nel considerarlo e nel farlo sentire una merda insignificante. Alla fine non fate altro che promuovere lo stereotipo dell’uomo vincente a cui tutti avremo difficoltà ad uniformarci. All’atto pratico, mentre la stragrande maggioranza delle donne vive serena e non fatica a trovarsi un partner, la stragrande maggioranza degli uomini vive di merda ed è depressa, infelice e si sente inadeguata. Sarà per questo che viviamo meno di voi? Io credo di sì, e a questo punto dico: ”Meno male! Sai che strazio vivere cent’anni a sta maniera?”.

Mer

16

Ott

2019

Coinquiline rompipalle

Sfogo di Avatar di ChiccoChiccoChiccoChicco | Categoria: Ira

Le mie coinquiline rompono i maroni ogni volta che trovano mezza macchietta di una qualsiasi cosa nel tavolo o nel piano cottura. Io ad ogni modo pulisco sempre ma loro pretendono che vada fatto subito altrimenti mangiano nell'immondizia a detta loro. Posso assoldare qualcuno per ucciderle?

Mer

16

Ott

2019

Vecchia relazione andata male

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

È da un 3-4 mesi che mi sono lasciato con quella che è oramai la mia ex, stavamo insieme da 2 anni e, tutto a un tratto, è finita. È stata un'estate un po' brutta ma col tempo sto iniziando a riprendermi tuttavia, quando mi capita di pensarci, ancora non riesco a capacitarmi di quali siano stati i motivi della rottura e avevo bisogno di un vostro parere.
Diciamo che fino a febbraio è andato tutto pressoché per il meglio, poi un paio di discussioni a tema universitario hanno fatto si che la relazione si complicasse (non c'entrano quindi ne tradimenti ne nulla di questo tipo o almeno non da parte mia) anche se mi pareva il tutto si stesse iniziando a risolvere col tempo. L'ultimo periodo (giugno) sono partito una settimana a trovare mia nonna e, per cellulare, ho discusso per l'ultima volta tramite whatsapp del fatto che mi sembrava comunque rimasta fredda nei miei confronti tra febbraio e giugno e abbiamo avuto SOLO 2-3 rapporti sessuali in tutti quei mesi (a differenza di tutto l'arco precedente della nostra relazione in cui ogni scusa era buona per farlo).

La discussione che ci ha portato a mollarci (in cui ho chiesto spiegazioni sul perché non volesse mai farlo, perché non volesse passare molto tempo con me se non per prenderci un caffè o giusto fare due commissioni con la scusa del vederci qualche mattina) è avvenuta quindi quando eravamo lontani ed è stata l'ultima volta in cui abbiamo discusso in quanto successivamente sono stato bloccato dappertutto sui social, non ho piu avuto modo di chiedere chiarimenti, sono stato mollato di colpo senza capire la situazione. L'unica cosa che so è che la discussione era tranquillissima, continuava a dire "io provo affetto per te" e bla bla. Poi però la situazione degenera quando, attraverso una registrazione, con tono tranquillo ma deciso senza accusarla di niente in maniera aggressiva le chiedo: "senti ma non è che ti sei stufata di me? o magari c'è qualcun altro che ti piace, ho bisogno di saperlo perché non mi va di rimanere sul dubbio in eterno" (testuali parole, mai un insulto, mai detto niente di offensivo). Al sentire questa registrazione scoppia in un papiro in cui non fa altro che insultarmi e dirmi "non è che se una ragazza non prova più niente vuol dire che c'è qualche altro ragazzo in mezzo, voi maschi siete tutti uguali", mi da della testa di cazzo, del nullafacente, della merda umana ecc il che mi lascia allibito, non avevo mai ricevuto una miriade di insulti tale da nessuna mia ex ne tanto meno me li aspettavo proprio dalla ragazza che amavo di piu in assoluto, il tutto perché ho chiesto spiegazioni sul PERCHE di tale situazione della nostra relazione. Dopo avermi mandato a quel paese si rende incontattabile e ora, che siamo a ottobre, sono 3-4 mesi che io non ci ho ancora capito nulla se non che è finita è che mi ha lasciato nel peggiore dei modi ovvero:
1) insultandomi "aggratis"
2) tramite whatsapp e non a voce
3) non "faccia a faccia" ma quando ero distante da lei il che mi ha fatto riflettere sulla sua codardia nel non dirmi mai le cose se non quando gliele tiravo fuori con le pinze

Il fatto che sia sclerata di colpo quando ho chiesto se magari non le piacevo più perche le piaceva qualche altro è sintomo che ci ho azzeccato in pieno oppure è solo una mia supposizione e magari si era semplicemente stufata? Mi rode e mi genera una rabbia smisurata il "brancolare nel buio" senza davvero sapere le motivazioni (che non saprò mai al 100%) però mi potrebbe consolare avere opinioni da parte vostra. Grazie.

Mer

16

Ott

2019

Mi sono rotta il cazzo

Sfogo di Avatar di PhoebePhoebe | Categoria: Ira

Mi sono rotta il cazzo degli uomini che ti prendono per il culo. Mi riempivi di "Ti amo", "Sei importante per me", "Mi fai venire voglia di essere un uomo migliore"... poi salta fuori che ti stai rifrequentando con la tua ex del cazzo, quella che odiavi per averti ha tradito più volte, quella che te ne ha combinate di ogni eche non volevi più vedere. E poi hai anche il coraggio di dirmi "Eh ma almeno lei mi ha detto cosa provava"? Io uscivo da una storia complicata e tossica, per cui ci stava che non mi fidassi tanto degli uomini (in generale), e quindi avevo bisogno di un po' di tempo e soprattutto di DIMOSTRAZIONI, oltre alle tante parole. Cioè TU pretendevi dimostrazioni da me senza dare nulla in cambio? A 32 anni hai bisogno del disegnino per capire cosa prova una persona? Non ti bastava quella volta in cui mi sono ingelosita per colpa della tua ex di merda? Non ti bastavano tutte quelle volte in cui ti ho invitato qui e tu mi paccavi sempre? Ti ho fatto perfino entrare in casa mia, santo cielo! Spero che tu e la tua ex vi rimettiate insieme e lei ti tratti malissimo a vita. Così forse mi rimpiangerai e imparerai a lasciare i diamanti per correre dietro alla merda. Ma sarà troppo tardi. 

Tags: rabbia, ex, ira

Lun

14

Ott

2019

Dell'esercizio dei diritti in autobus

Sfogo di Avatar di ekediekedi | Categoria: Altro

Quando: un lunedì mattina, orario di punta di inizio giornata.

Luogo: un autobus stranamente non affollato (il servizio è migliorato, ne passano tanti) che percorre una delle arterie principali e collega una stazione ferroviaria e varie metropolitane a un ospedale.

Protagonisti: vari passeggeri con diversi livelli di arrabbiatura e indignazione.

Il ruolo di attore principale di questa commedia, lo assume un signore sedicente ottantenne, che in realtà saltellava tra una curva e una frenata, più arzillo di me.

Il signore si era documentato ampiamente sui suoi diritti di passeggero -abbiamo avuto modo di verificare - e si era premurato di aderire ad una certa campagna promossa dal'azienda di trasporto locale, per sensibilizzare le mummie che normalmente si accalcano sui mezzi, ad avere compassione di chi sia in difficoltà, cedendo il posto.

Il posto a sedere in autobus ... una conquista, lo ammetto.

Averlo è come essere giocatori diRisiko che collocano la loro bandierina su una nuova colonia.

Deve proprio passarti davanti uno visibilmente vecchio, tremebondo e con un braccio rotto, perchè ti venga voglia di cedere la tua sedia ... 

Tra le sedie però, ahimè, ce ne sono alcune espressamente riservate ai disabili, alle donne incinte (si discute a quanta circonferenza di vita di pancia gravida scatti il diritto al posto) e alle donne con bambini in braccio (si assiste al temporaneo rapimento di bambini, collocati in braccio, pur di non lasciare il posto).

Non che l'espressa riserva abbia valore imperativo: è un suggerimento; un invito alla cortesia, ma nessuno è sanzionato nè con il doppio del biglietto, nè con la discesa forzata dal mezzo nè, men che meno, con la pubblica gogna, se non cede il posto a chi appaia averne diritto.

Dunque, in questo lunedì mattina sonnolento, questo signore ottantenne entra e, dopo aver snobbato tre o quattro sedili liberi, si lancia contro i due posti riservati, già occupati da due signore.

Una gli dice, placida, di essere cardiopatica e  diretta all'ospedale (potenza dell'autocertificazione!).

L'altra era chiaramente non nelle condizioni, a causa della sua dimensione fisica, di spostarsi agevolmente  o prendere altri posti.

Questa seconda signora, peraltro bellissima, elegante, riservata .. un piacere a vederla, si è limitata a fare un cenno al proprio disagio.

L'atletico ottantenne, dunque, è scattato come una molla appollaiandosi sul sedile libero dietro alla signora non in grado di muoversi, collocato in posizione un po' rialzata, su una pedana.

E da lì, forte del pulpito che il destino gli aveva riservato, ha cominciato a insultare questa povera, gentilissima signora, brandendo come baluardo il suo stemmino blu, che gli avrebbe garantito il diritto a sedere e, a quanto pare, ad insultare.

Un rapido giro di sguardi tra i passeggeri è stato sufficiente al raggiungimento di un silenzioso accordo: meglio lasciarlo parlare.

Era davvero triste udire tanta rabbia in una persona anziana.

Ho sempre pensato che l'età porti, finalmente, il distacco ... ma questo signore ha dimostrato il contrario.

La cattiveria può esplodere e divenire virulenta, proprio in tarda età.

Si era ormai alla quarta ripetizione dello stesso ritornello quando una coppia di signori di mezza età, non potendone più, ha dato voce al disagio collettivo esprimendo il dissenso su quanto andava accadendo.

La coppia era, si sarebbe presto saputo, di Napoli (musica, il sentirli parlare!).

La provenienza da una città forse più bella di quella in cui transitava l'autobus - palcoscenico, ha ulteriormente inferocito l'arcigno vecchio, che ha così spolverato il repertorio della sua gioventù in politica: il meglio dell'Umberto, al grido di TERONI!

Un'offesa che ha colpito: i signori, risentiti, l'hanno accusato di razzismo!

E qui il primo momento surreale per me.

Sedevo accanto ad un signore che ho poi scoperto essere eritreo.

Mentre le due fazioni si fronteggiavano (teroni! razzista!) questo signore, con assoluta placidità, mi ha sussurrato: ma qui, in realtà, di razzismo non si può parlare ...

Sono scoppiata a ridere: tecnicamente è vero. L'essere meridionali non costituisce appartenenza razziale.

Detto da uno che invece sa cosa voglia dire essere di un'altra razza ... ecco, ha assunto un sapore un po' particolare.

In tutto ciò, l'eritreo tifava apertamente per i teroni: solidarietà tra minoranze, mi ha detto.

Sentendosi messo alle strette, il signore ottantenne sempre più arrabbiato, ha deciso di rivolgersi all'autorità, quella che aveva a disposizione in loco.

Si è avvicinato al conducente e, per tre lunghissime fermate, ha spiegato ad altissima voce le sue ragioni.

Esemplare l'impassibilità del conducente.

Non una parola, non un gesto.

Che classe, ho pensato!

Ma quando il vecchio arrabbiato è sceso, il conducente, chiuse le porte, ha aperto il suo sportello, è uscito, e con chiaro accento palermitano si è scusato con i compagni di cordata: "che potevo dire io? sono più terrone di voi!!".

Abbiamo tutti riso, un applauso agrodolce che ha sciolto la tensione e lasciato irrisolto un dubbio; ma davvero dobbiamo essere così incattiviti?

Il mio grazie alla signora paziente e  gentile, all'eritreo che sa cos'è il razzismo e alla coppia napoletana che ha avuto voglia di alzare la voce.

Al vecchio non saprei davvero cosa augurare ...