Tag: tristezza

Sab

22

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Mi sto frequentando da quasi un mese con un ragazzo.. Conoscendolo ho scoperto che ha avuto solo relazioni leggere, cioè frequentazioni e niente di serio. Io, nonostate sia da un mese che ci stiamo frequentando, ho leggermente percepito che vuole fare la stessa cosa con me, anche perché mi scrive e mi cerca pochissimo. Premetto che è stato lui ha cercarmi e a farsi avanti. Quando sono con lui sto bene, sono spensierata, mi riempie di complimenti, ma ora che mi sono costruita una specie di pregiudizio su di lui nella mia testa, mi sembra tutto finto: dai complimenti, dalle carezze, in sintesi mi sembra tutto costruito. Mi capita anche che quando mi fa un complimento, nella mia testa mi dico da sola che "avrà fatto lo stesso complimento ad un'altra ragazza". Io non dico che voglio qualcosa di serio, ma non voglio nemmeno affezionarmi troppo, e purtroppo più passano i giorni e più penso di affezionarmi. Non voglio nemmeno essere presa in giro o fare da zerbino. Io voglio qualcosa che mi faccia stare bene e non vogio avere il tormento che la persona che frequento mi stia prendendo in giro. Io sinceramente vorrei interrompere questa frequentazione, perché ho paura che mi nuocerà. Purtroppo, per colpa di alcune vicende che mi sono successo in passato, riesco a fidarmi poco, se poi aggiungiamo che questo ragazzo non mi da nessuna sicurezza, mi faccio più paranoie e alla fine non ne ricavo nulla, se non un po' di sofferenza. Cosa mi consigliate? Farei bene ad interrompere o no? 

Mer

19

Set

2018

Perché sono così?

Sfogo di Avatar di ApeironApeiron | Categoria: Altro

Ho bisogno di una sola persona nella mia vita per stare bene. Ho bisogno di sicurezza e onestà. Dal mio ragazzo pretendo cose impossibili. Voglio che non mi dica mai bugie, nemmeno piccole stronzate di poco conto, non voglio che parli con altre ragazze, non voglio che guardi altre ragazze, nemmeno nei film, non voglio che guardi i porno, non voglio che abbia amiche, voglio che ami passare tutto il tempo con me, che abbia voglia di rendermi felice sempre e che sia felice di comportarsi in questo modo, perché io sono così quando amo una persona. Ma un'altra persona come me non esiste e quindi mi chiedo: perché sono così? Sarei potuta nascere normale anch'io e invece no. Se voglio stare con una persona devo accettare che questa mi faccia soffrire, perché soffro per ogni minima cosa. Il mio ex ha fatto tante cose belle per me, era l'unico che si prendeva cura di me davvero, cucinava per me a volte, mi portava il cornetto tutte le domeniche, mi faceva regali, passava molto tempo con me, ma queste cose non bastavano, anzi, non erano necessarie perché a me "bastava" ciò che ho scritto sopra. Lui sapeva com'ero, sapeva che mi faceva stare male, ma per 2 anni e mezzo ha continuato così. L'ho lasciato e ha continuato a starmi tra i piedi senza muovere un dito e dopo un mese (giusto perché mi amava ancora) ha fatto amicizia con delle ragazze (sapendo che non l'avrei accettato e  che quindi non avrebbe avuto più alcuna speranza con me). Io ho provato ad allontanarmi ma non ci sono riuscita, sento il bisogno di avere qualcuno accanto che si prenda cura di me. Adesso sto riprovando a stargli lontano ma con molta fatica, solo un giorno sono riuscita a non scrivergli e sto male davvero. 

Io non volevo essere così, volevo essere normale e non stare male per puttanate. Io so che sbaglio, ma soffro comunque. Se guarda un'altra so che è nella natura dell'uomo ma sto male, voglio essere l'unica o meglioo, voglio essere normale e accettare queste cose normali. 

Mer

19

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di ApeironApeiron | Categoria: Altro

Mi manca condividere anche le cose più stupide con lui.

Mer

19

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non so se questo è proprio il posto adatto per trattare questi argomenti, ma ho davvero bisogno di sfogarmi. Non ce la faccio più, la mia vita mi sembra vuota, inutile, monotona, insapore, triste, grigia. Mi sento così da ormai due anni, ora non so se sto meglio o peggio di prima ma io non posso più andare avanti oltre. Non sono in grado di avere nessun tipo di legame affettivo con nessuno, e ancora non ne ho capito la causa. La psicologa dice cheè perchè ho troppo timore del giudizio degli altri, ma ionon credo sia solo quello, perchè in verità sono capace di avere una conversazione normale -anche se controoglia- con qualcuno se necessario. Semplicemente la gente non mi attira per niente. Non so neanch'io cosa sto cercando, ma ho bisogno di trovare qualcosa che possa riempire il mio vuoto in qualche modo. Ho sofferto di anoressia e bulimia e oggi ne sono quasi del tutto uscita, mi sento sempre uno schifo sia fisicamente che mentalmente. Le mie giornate sono tutte uguali e oscillano tra ansia, esasperazione, frustrazione e lacrime. Non ho nessuna passione in particolare, o comunque non si tratta di passioni che mi fanno "bene" o che comunque possano servirmi a qualcosa nella via. Non ho sogni nè ambizioni, non mi conosco per niente e se dovesssi descrivermi non avrei la più pallida idea di che parole usare. Sento sempre come se ci fosse qualcosa che ho sulla punta della lingua, qualcosa che vorrei comunicare per cambiare la situazione, ma ormai non sono neanche più così sicura che quel qualcosa esista realmente. MI!! SENTO!! VUOTA!! Inutile. Se non ho ambizioni, non ho nessuna qualità, nulla che possa rendere la mia esistenza utile in almeno una minima parte, a che serve che io resti in vita? L'unica cosa che so fare è dare dolore ai miei genitori, SOno solo un errore costoso e mi pento di essere nata ogni santo giorno, non che fosse stata una mia scelta in ogni caso. I miei genitori sono stati l'unico motivo della mia esistena per anni perchè mi sento in colpa nei loro confronti desiderando di non essere mai nata. La verità è che mi hanno sempre messo un sacco di pressione addosso sin da piccola, inculcandomi nella testa il concetto "tutto quello che fai deve essere la perfezione e se non sei in grado di farlo sarai una nullità ai nostri occhi". E allora, ogni volta che mi sono trovata davanti una sfida troppo grande, mi sono rifiutata dall'inizio. E con questa ansia ho iniziato a degenerare sempre di più...  credo di essermi calmata, grazie per questa opportunità.

Mer

19

Set

2018

Sono inutile

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Non trovo un posto per me nel mondo, nonostante sia una ragazza carina, con un fidanzato fantastico, pochi amici ma buoni e una famiglia che mi sostiene sempre. C'è chi crede pure che sia intelligente, chi che sia creativa e chi che sia particolarmente empatica, eppure io mi sento persa, persa nella vasta scelta di strade che si possono prendere, persa perchè non so prendere decisioni, non so cavarmela mai da sola, persa perchè sento che il mondo è davvero troppo grande per me e mi terrorizza. Vorrei fare l'università, ma puntualmente quando ci sono i test o non mi presento oppure non studio abbastanza, così da essere sicura di non entrare perchè "ho deciso io di non studiare tutto il programma" e non di fallire perchè ho studiato tutto, ho il terrore di essere rimbalzata che preferisco trovare il modo di non dare il 100% ed essere la causa del mio fallimento, piuttosto che impegnarmi e dare modo a qualcosa di esterno da me di bocciarmi. Sono inutile. Sono inutile e ferma sempre nello stesso punto. 
Cerco lavoro, cerco un corso di studi che non debba avere un test di ingresso, cerco la mia autonomia, cerco la mia strada, cerco di capire se davvero c'è qualcosa che mi piace fare. Credo di non avere nessuna passione e sono arrabbiata con tutti per questo, fin da piccoli un sacco di persone che conoscono si erano già fatti un'idea di quali ambiti poter sviluppare da più grandi, perchè quella era la loro strada. C'è chi se n'è andato a Londra per studiare danza, chi per equitazione, chi, invece, non vedeva l'ora di studiarsi malloppi di pagine sulle culture dei vari paesi, chi libri di economia e io che oscillo fra mille idee, che non sono brava in niente, che un giorno vorrei essere un chimico e l'altro una psicologa, ma tranquilli, qualche settimana dopo sogno già di diventare una stilista di successo. 

E POI SON SEMPRE QUI. FERMA. In un paesino di 15mila abitanti, nessuno sbocco lavorativo, nessuna passione e con una paura invalidante di guidare. Mantenuta dai miei, inutile. Inutile in mezzo a tutti i miei amici studenti e neolaureati, in mezzo a tutte persone affermate. E io che faccio? E io chi sono? Continuo a rimandare, continuo ad annullare e rifiutare. Continuo a non voler veder nessuno, a stare chiusa nella mia camera a deprimermi perchè è quello che so far meglio, perchè combattere quando sai che ci potrebbe essere la possibilità di perdere? Voglio essere una vincenti e vesto i panni di una pigra, terrorizzata perdente.

Che schifo che mi faccio. 

Mar

18

Set

2018

Sono triste e sola

Sfogo di Avatar di ApeironApeiron | Categoria: Altro

Non mi è mai piaciuto vivere, sono sempre stata una bambina sola. La mia timidezza mi ha impedito di farmi degli amici. Una volta ho avuto una migliore amica ma finite le elementari ha conosciuto altre ragazze e mi ha un po' messa da parte, fino al giorno in cui ci eravamo organizzate per uscire e non si presentò. Adesso mi capita di messaggiare con 2 o 3 "amiche" ma nulla in più di qualche frase, non abbiamo niente da dirci. Sono sola. Ho lasciato il mio ragazzo con cui sono stata 2 anni e mezzo perché non ce la facevo più, non ce la faccio più a sopportare la gente. Ho capito che è nella natura umana pensare prima a ciò che ci piace piuttosto che far felice un'altra persona. Lui sapeva fin dall'inizio come sono, paranoica, esageratamente esigente, possessiva, pazza, ma sempre presente e sempre attenta a cosa fare e non fare per non ferire l'unica persona che conta per me. E a lui piaceva quest'ultima cosa però lui non era disposto a fare lo stesso e quindi faceva cose che mi facevano soffrire alle mie spalle e per non farsi scoprire mi mentiva. Tante cose che ha fatto le ho scoperte ma ogni volta continuava, mi ha sempre mentito. Mi ha sempre fatta soffrire e ha continuato lo stesso e per questo penso che non gli importasse di me, che erano più importanti altre minchiate che si potevano evitare. Io lo so che sono pesante e ho seri problemi mentali ma lui non era costretto a stare con me, poteva essere sincero e dire che non mi accettava per quella che sono. Invece no, gli piaceva quella parte di me che pensava solo a farlo sentire sicuro, gli piaceva che di me poteva fidarsi sempre ma io non ho avuto lo stesso in cambio. Sono sola e le persone mentono sempre, tutti i giorni, anche su cazzate su cui non servirebbe mentire, perché le persone sono fatte così e ok, anche io mento, ma con lui no. Posso aver sbagliato qualcosa anch'io durante i primi mesi di relazione, ma ho cercato sempre di essere una buona fidanzata e lui lo sa. Non mento all'unica persona che è davvero importante per me e mi aspettavo lo stesso trattamento. Le persone sono false, non ho più fiducia in nessuno. L'unica cosa bella che ho sono i miei animali, ma loro non parlano e mi sento sola lo stesso. Era lui la mia cosa bella.

Sab

15

Set

2018

Triste

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Odio questa vita di m*** che mi sono ritrovata che mi sta solo rovinando. Obbligata di accettare figli e genitori che non mi appartengono e i miei sforzi vengono solo buttati nel cesso e mai essere rispettata . Un giorno finirà questo brutto sogno..

Tags: tristezza

Gio

13

Set

2018

Felicità effimera...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Oggi è proprio una giornata no. Svegliarsi con un nodo alla gola, è poi piangere e buttare fuori lacrime a fiumi, non riesco a fermarmi. Dopo una serata passata a bere, ridere e scherzare. La felicità è così effimera... Un momento prima sei circondata da gente simpatica, stai bene, sei leggera... Ma quando poi ritorni a casa, da sola nel letto, senti che tutto scivola via come l'acqua. Non riuscirò mai a colmare il vuoto profondo dentro di me. Continuo a circondarmi di persone, mi aggrappo disperatamente a qualsiasi cosa mi faccia sorridere, ma alla fine di tutto, nella realtà, non c'è amore, non c'è un abbraccio, non c'è qualcuno che ti sorride al mattino appena sveglia, solo vuoto e solitudine. Faccio festa e poi piango. Ho solo un disperato bisogno di un po' di amore, ma quello sincero, quello disinteressato, quello che ti fa battere il cuore, che ti rassicuri, che ti dica "va tutto bene." .... Oggi non c'è la faccio a stare nella mia quotidianità, è una giornata no. Eppure esco di casa e indosso il mio sorriso migliore. 

Mer

12

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di DanaDana | Categoria: Altro

Chissà perché tutto è così complesso... Mi sono un po' rotta le scatole... 

È frustrante non essere un punto di riferimento per nessuno,non essere più me stessa. 

Chissà se troverò mai lavoro... Una laurea un master... Un carattere duro... E non mi considera nessuno. Sono trasparente. 

Lo stare sempre ferma, a casa, ad aspettare che le giornate passino o che il telefono squilli... Mi sta uccidendo.

Non ho voglia di fare nulla, di sentire nessuno... Più  mi sento triste più vado giù ... Ho bisogno di realizzarmi, di lavorare, di guadagnare, di avere una vita ... 

So che questo momento nero passerà nel momento in cui avrò uno scopo nella vita, che sia solo un impegno fisso, il dover andare a lavorare ... Avere una vita normale ...

Invece come tanti laureati sono a spasso, e ne soffro...ne soffro terribilmente  ... 

L' unica persona che mi fa distrarre sia nel bene che nel male, che occupa una posizione nella mia testa è il mio ragazzo... Anche il sololitigarci mi da un segno che sono viva... Per ora è calma piatta... Lui con la febbre quindi né usciamo ne discutiamo, e sono apatica a tutto il resto del mondo, non voglio fare bulla, non voglio vedere nessuno....

Una giornata intera a lavorare ai ferri ascoltando un audio libro...con l umore sempre più giù... Basta che il mio ragazzo mi dica unaminima cosa che mi metto a piangere... L' unica persona con cui ho un minimo di reazione sincera ma per niente bella... Mi sento veramente inutile... Vorrei essere apprezzata...

Vorrei senturmi capita, apprezzata,ammirata... Invece sono il nulla... Trasparente per tutti, indifferente ... 

La so gia la risposta a questo sfogo ... "Pazienta che arriverà il lavoro"... Lo so.... Ma l' attesa mi sta struggendo.... Così inutile, così piatta....  voglio lavorare e realizzarmi...  Voglio tornare in vita...

Lun

03

Set

2018

CONFESSIONE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI

 

Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.

Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.

E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.

Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un  forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in  alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?

E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.

In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.

Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.

Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.