Tag: lavoro

Lun

11

Dic

2017

Ma siete idioti?!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sapete solo dirmi queste tre cazz...e ogni volta che mi vedete? 

"Eh, dovresti prendere tua sorella come esempio, lei usa la testa". Oh ma che c...o, se lei ha scelto di studiare saranno anche affari suoi! Io invece, il poveretto che ha scelto di fare il bottegaio, sono un bruto troglodita che non sa pensare. Ma siamo fuori?

Mai sorella poi non si permetterebbe mai di dirmi un'idiozia del genere. Poi scusate parenti cari: cominciate a pensare ai vostri figli che a 28 anni sono ancora a fare i deficienti ai festini universitari con le diciottenni neo iscritte. Loro sono fuori corso, svegli come una sogliola e non hanno mai mosso un solo dito per guadagnarsi qualcosa. Ma loro "usano la testa", uuuh che argomentazione. 

Io almeno ho un lavoro e arrotondo facendo fiere con pezzi miei che mi studio e mi preparo. Rispetto per chi si sbatte zero. Siete davvero come un gatto isterico nelle mutande. 

Sab

25

Nov

2017

Vado in panico con poco - lavoro -

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao a tutti. Vi racconto un po' questa cosa perché mi sento una tonta. Ho 30 anni e per 11 anni ho lavorato in uno studio grafico che da pochi anni non andava tanto bene e per riduzione personale mi hanno licenziata, ahimè. Sono a casa da due mesi e percepisco la disoccupazione ma ovviamente ho fatto già alcuni colloqui e mandato una miriade di CV un po' in tutti i settori, anche in posti dove non ho esperienza... Perché fondamentale ho fatto sempre e solo quello e al di fuori non ho esperienze. Il settore grafico poi è in crisi quindi ho deciso di ampliare la ricerca. Mi sono proposta anche quindi come commessa, o per lavorare in catene di supermercati tipo Coop, Conad ecc. Mi hanno chiamata a fare un colloquio la prox settimana proprio dalla Coop nella sede degli uffici. Non so ancora per cosa perché mi hanno detto "stiamo aprendo delle posizioni avremmo piacere di valutare la tua candidatura". Non so dire quindi se è per un lavoro negli uffici della Coop o proprio dentro al supermercato. Io spero ardentemente il primo perché, a causa della mia fobia non so come potrebbe andare se mi mettessero a fare la cassiera. Preferirei non so, banco pane... Macelleria... Pesce,  Scaffalista, magazzino, ma cassiera no. Perché? Perché io ho una seria repulsione del rapporto coi soldi. Non so dare i resti (ma questo è un dettaglio visto che le casse moderne ti dicono loro il resto) è tutta  la restante parte! Stare attenta sugli scontrini, segnare importi, sconti, fare chiusure di cassa... Io ho il terrore. Ho l eventuale terrore di ipotetici ammanchi... Della fila di persone che si crea... Cioè ho l ansia e obiettivamente più gente c è più rischio di perdermi in un bicchiere d acqua. Divento paonazza, sudo freddo, la testa mi va in tilt. Magari mi sto facendo dei viaggi per nulla, magari non si tratta di questo e poi anche fosse non mi sembra che per fare la cassiera bisogna essere Einstein... Però a me sembra proprio un ruolo ostico e che mi crea paura. 

Ven

24

Nov

2017

giovani senza futuro (dottori di ricerca)

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono all'ultimo anno di dottorato. Avevo iniziato, come forse molti altri, perché amavo la ricerca e l'insegnamento. Grazie all'incoraggiamento di professori, anche.

Avevo iniziato per passione, e ora mi ritrovo in un mondo di solitudine e scoraggiamento, in cui io e i miei colleghi siamo divisi tra quelli che hanno già capito come va, quelli che si illudono ancora e quelli che hanno già la carriera pronta. Ai tutor non frega assolutamente nulla di noi, se non nella misura in cui possono sfruttarci come segretari/assistenti/portaborse/tuttofare o usarci come bersagli facili su cui sfogare frustrazioni e malumori.

Gli studenti sono ignoranti da paura, ma non mi sento di dare la colpa solo a loro: non hanno stimoli da nessuna parte, i professori inseriscono nei programmi le cose che sanno già senza pensare minimamente a quello che potrebbe essere in linea con il loro percorso di studi, entrano in classe con questi assurdi power point pieni di testo copia/incollato dai libri che gli studenti hanno già, ripetono le solite quattro stronzate. Non sono tutti così, naturalmente, e quelli che non lo sono spesso si vedono contestare i metodi troppo "innovativi". Io che faccio tutorato agli studenti e tengo lezioni coinvolgenti, come una persona di 28 anni (che sono), gli studenti mi ringraziano dal vivo o per mail, vengono a sfogarsi con me e piangono perché si sentono senza futuro.

 Ma come posso consolarli io, che il futuro davanti a me non lo vedo? Come faccio a spiegare ai futuri datori di lavoro (la carriera accademica ormai ho capito che è una chimera) che durante il dottorato si impara a fare 1000 mestieri e non solo a scrivere? Come faccio a dire loro che i dottori di ricerca sono in grado di fare i segretari, gli istruttori, gli scrittori di testi tecnici, gli ispettori di documenti, i correttori di bozze, i PR, i selezionatori di personale, i traduttori, gli interpreti, i motivatori, gli insegnanti... e tutto ciò per paghe da fame? Come faccio a non farmi dire "il suo curriculum è sovra-qualificato"? 

E non crediate, in vita mia ho fatto mestieri di ogni tipo: ho lavorato in fabbrica, in gelateria, in boutique, all'adidas, in reception, non ho mai avuto pregiudizi verso lavori per i quali non occorre la laurea. Ho voluto studiare per passione, e ora vedo le porte dei mestieri "da laureati/dottori" che si chiudono per l'eccesso di raccomandazioni e la mancanza di fondi e i lavori da "non laureati" che mi rifiutano per eccesso di qualifiche. 

Odio quei maledetti professori che non si schiodano dalle loro poltrone, che ci trattano come zerbini, che ci illudono quando siamo giovani, brillanti e pieni di speranza, odio me per non sapere cosa fare, odio quelli che parlano senza aver provato le cose sulla propria pelle, odio chi ci ha portato via il futuro e adesso ci dice che siamo pigri e fannulloni. 

E ho paura. Ho maldettamente paura di cosa accadrà quando la borsa di studio sarà finita. 

Gio

23

Nov

2017

Sono una stronza

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono una stronza.

Sono una stronza perchè ho avuto un figlio a 17 anni.

Sono una stronza perchè questo figlio l'ho tenuto.

Sono una stronza perchè vivo ancora con mia madre.

Sono una stronza perchè ho un sogno e per coltivarlo non lavoro.

Si, sono una stronza perchè non lavoro. 

Anche se già ho rinunciato a studiare, perchè non posso permettermelo, sono comunque una stronza perchè non ho rinunciato a sperare di riuscire a fare almeno il lavoro dei miei sogni.

Sono una stronza perchè amo il mio fidanzato che odia mia mamma.

Mia mamma, che scrive a tutti che sono una stronza.

E ha ragione sono una stronza perchè le controllo il telefono.

 

Sono un stronza perchè non parlo piú con mio padre. Padre che mi veniva a trovare solo quando scendeva mia sorella.

Mia sorella. Quasi laureata, lei che quando mia mamma le diceva che non poteva mantenerla al nord iniziava a darle della stronza. A lei a mia madre.

Lei all'università ci è andata, dove voleva ovviamente.

Lei che si lamenta che quando scende dorme in salotto nel suo letto in Memory perchè io e il mio ragazzo e mio figlio dormiamo nella stanza che una volta era la 'nostra' , in un divano letto, con un materasso che è una sottiletta e sentiamo il ferro premere sulla schiena.

Che stronzi noi, che stronzo lui. Lui che ha problemi alla schiena e avvolte non dorme la notte, lui che è stato bocciato e che solo ora sta finendo la scuola. Si sente stronzo anche lui perchè la scuola la vuole finire. È stronzo perchè lavora di sera , ma non sempre e quindi è uno stronzo.

Sono una stronza perchè non porto fuori il cane la sera, perché non ordino il letto, perchè non cambio l'idea che il mio ragazzo ha riguardo mia madre, sono una stronza perchè non ringrazio mia madre per ogni singola cosa che fa. Sono una stronza e lei è la vittima. La vittima che scrive a tutti che sono una stronza.

La puttana stronza sta aspettando che l'altra casa sia pronta. Per andarsene. La puttana stronza poi non si farà vedere piú, nè da lei, nè della sorella chesi lamentaaa di quanto tempo la stronza ci mette per farsi la doccia.

Sono stronza perchè ci metto mezz'ora a farmi la doccia. Ci metto mezz'ora perchè sotto la doccia posso piangere quanto mi pare. Ci metto mezz'ora perchè non riesco a smettere di piangere. Perchè lo so che è giusto che io lavori, che è giusto che io me ne vada. Lo so. Io voglio andarmene. Ma voglio anche realizzarmi nella vita. Voglio realizzarimi cosí da dire un giorno a mio figlio che se io ci sono riuscita anche lui può farcela. Voglio realizzarmi perchè voglio che sia orgoglioso di me. Voglio realizzarmi per me stessa, per il mio ragazzo, Per chi ha detto che una ragazza piccola che ha un figlio non può crescere lavorativamente.

Voglio realizzarmi perchè sono una stronza, perchè lo voglio urlare a questo fottutomondo quanto sono stata stronza, voglio urlare che mia mamma non aveva ragione quando ha detto

"La tua vita è finita" perchè ero rimasta incinta. 

Voglio dirlo a tutti che non è finita.

Che non è finita.. perché sono stronza.

 

 

 

 

Dom

19

Nov

2017

Un collega saccente

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono alla mia prima esperienza lavorativa (tirocinio retribuito) e nel mio ufficio c’è un collega col quale non faccio altro che scontrarmi. Io certo non mi permetto di replicare, alla fine lì dentro non sono nessuno ne tantomeno voglio attirare l’attenzione o creare problemi (per questo anche non voglio parlarne con il mio tutor). In più è bravo nel suo lavoro e figurarsi se non ne uscirebbe “pulito” da ciò, giustificandosi in qualche modo. Poi non siamo a scuola dove un compagno ti tratta male e vai dall’insegnante, quindi non voglio proprio coinvolgere altri.

 

Ovviamente non ho problemi ad ammettere che a volte ho sbagliato io e le critiche le meritavo, però c’è da dire che sono lì per imparare e le cose si possono dire in mille modi e con mille toni. Poi spesso è anche lui che esagera… è così saccente da far impallidire chiunque, per esempio non sa niente dell’ambito di cui mi occupo io eppure ha sempre da sottolineare qualcosa, tant’è che spesso controlla cosa faccio al pc e mi da “consigli” gratuiti!! Se fosse della serie “Dai, ti aiuto” lo apprezzerei anche, ma il tono è completamente diverso.

Spesso poi blocca ciò che sto facendo per farmi svolgere qualcosa per lui e ci perdo tutto il giorno perché non gli va mai bene nulla. (vorrei precisare che è l’unico con cui ho a che fare col quale ho questo problema, perché ok che non sono la n°1 al mondo nel mio campo ma comunque me la cavo e la gente lo riconosce). 

E’ davvero una continua critica, qualsiasi cosa faccia! Perché non solo non va bene nulla ma lo dice anche con tono spregiativo. Mi demoralizza un sacco perché so di non essere un’incapace ma è esattamente come mi fa sentire! 

 

Sono arrivata al punto di sperare che non mi assumano a fine tirocinio perché, nel caso in cui invece andasse bene, non sarei così scema da sputare su un’opportunità lavorativa, va bene che ho 22 anni e una vita davanti ma non mi sembra il caso di rifiutare uno stipendio a causa di un’antipatia.

C’è però da dire che psicologicamente già dopo un mese non ce la faccio più, è capitato che a pausa pranzo scoppiassi a piangere da sola, non voglio nemmeno pensarci a come starei dopo un anno del genere. 

 

Scusate tanto per la lunghezza di questo sfogo, alla fine però metterlo giù così mi è anche servito a calmarmi un po'...

 

Buona domenica! 

Lun

13

Nov

2017

ingrata e confusa

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Che c'è? Eh che c'è... c'è che sei la mia capa e anche se sei davvero una brava capa io non posso dirtelo che fondamentalmente questo lavoro non mi piace. Non mi piace ma ci tengo. Ci tengo a fare bella figura, ci tengo per voi colleghi oltre che per me, perchè siete tutti delle brave persone, ci tengo perchè mi permette di avere una vita mia, dei soldi miei e mi fa sentire utile. Ma fondamentalmente non è quello che sogno di fare, probabilmente comunque non troverò mai il lavoro perfetto perchè 1 è impossibile 2 ho io un carattere di merda, pensate tutti che io sia una tipa tranquilla e riservata, ma invece non sapete quante volte mi trattengo per non dare in escandescenze. Non mi conoscete e questo mi dispiace. Ma io ho paura di mostrarmi come realmente sono, perchè ho paura di dire quello che realmente penso, perchè penso che dire quello che penso non sia un buon modo per tenersi un lavoro. Mi dispiace tanto, avrei di più da dare ma tutte le volte che mi incazzo silenziosamente penso che è solo l'ennesimo problema che mi fa capire che forse non è questo il contesto per me. Per di più tuo fratello mi ha messo in testa un'idea e io continuo a chiedermi quanto manca al momento in cui avrò davvero bisogno di cambiare aria.

Tags: lavoro

Sab

11

Nov

2017

Non riesco più a stare in casa, nè al lavoro

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sento il bisogno di parlare con qualcuno, ma sono stanca di tediare i miei amici e il mio ragazzo, quindi scrivo qui. 

Ho 23 anni, lavoro da qualche anno oramai, sono abbastanza indipendente economicamente. Due anni fa ero la ragazza più felice del mondo: lavoro a tempo indeterminato, uno splendino ragazzo e una famiglia felice. Ho sempre vissuto con mia madre e mio padre. Ora le cose sono cambiate, alla grande. Lavoro nello stesso posto, e ho capito oramai da un pò quanto mi stia uccidendo dentro. Faccio un lavoro pesante, in magazzino, 40 gradi d'estate e 5 in inverno, ma a me è sempre piaciuto. Lo sforzo fisico mi ha sempre fatta sentire bene. Faccio 3, 4 ore in estate, e 13, 14 ore in inverno. Ci sono mesi dove per tre o quattro settimane non ho avuto un singolo giorno di riposo, arrivando a collezionare quasi 300 ore di lavoro mensile. Odio quel posto ora, odio che mi paghino poco, e odio che per i loro intrallazzi legali io sia stata costretta a firmare le dimissioni ed ad essere riassunta...con contratto a 6 mesi. 

Ma soprattutto odio il fatto che da poco si è trasferita mia nonna a casa con noi. Non la conosco, sono 23 anni che non mi caga ma ora è in difficoltà quindi dobbiamo tenercela. I miei litigano tutti i giorni, fra di loro, con me, da soli addirittura. Quando torno a casa dopo una giornata in un posto di lavoro che odio vengono da me, a litigare per qualsiasi cosa, a sputarsi veleno addosso a vicenda. Non mangio più. La cucina non posso usarla, mia madre è una persona vecchio stampo e la cucina è roba sua. Lei mio padre e mia nonna hanno una certa età, e ciò che mangiano loro non è mai abbastanza a saziare me. Quindi ho preso l'abitudine di mangiare un panino, uscire e mangiare qualcosa fuori. Non posso sedermi neanche a tavola con loro perchè c'è mia nonna (non ho capito cosa c'entri ma questo mi è stato detto) quindi sono costretta a mangiare in camera mia, non posso fumare più in casa se non in camera mia, anche se credo questo sia un bene. Non posso andare in bagno in certi orari perchè serve a lei, e ho il coprifuoco la sera perchè sennò lei pensa male. Quando sono a casa mi sveglio presto la mattina, mi chiudo in camera mia e lì devo stare, indesiderata, finchè non esco. Mi vogliono bene, lo so, ma non reggo più. Perchè non me ne vado? Mi hanno fregata. Mio padre ha comprato una macchina nel 2013, una macchina costosa. Me l'ha regalata. Me l'ha regalata perchè così, avrei dovuto pagarmela io e lui avrebbe potuto usarla comunque tranquillamente. Sette anni di finanziamento, vi lascio immaginare quanto sia incredibilmente pesante per me. Sette anni di finanziamento che mi costa quanto un affitto, perchè si è fatto fregare. Io ero piccola, avevo 19 anni e non capivo bene come funzionassero queste cose e non riuscii a dargli una mano. Per ora aspetto. Aspetto e basta, sopporto e basta. Almeno uscire di casa e vedere gli amici di sempre mi fa stare bene. Ancora qualche anno e avrò finito, così magari riuscirò a farmi la mia vita. Ma certi giorni da sopportare è dura.  

Tags: lavoro, odio, casa

Ven

10

Nov

2017

Che futuro?

Sfogo di Avatar di Capitan AubreyCapitan Aubrey | Categoria: Superbia

Vi propongo un gioco, sparate pure la prima cosa che vi viene in mente. Ormai conoscete un pochino la mia follia.

La domanda è: secondo te, che cosa dovrebbe fare Capitan Aubrey della sua vita? Che cosa dovrebbe studiare, che lavoro dovrebbe fare, in quale anculo (lapsus intended) di mondo dovrebbe emigrare?

Sparate pure a caso, anche le idee più stupide, anche insulti. Brainstorming completo. Magari mi aiutate ad avere l'illuminazione e intanto mi diverto un po'. 

Buona serata ^^ 

Ven

03

Nov

2017

L'ho fatto

Sfogo di Avatar di Capitan AubreyCapitan Aubrey | Categoria: Avarizia

Ho firmato la rinuncia all'università. Era una cosa da fare, inutile pagare ancora tasse per qualcosa che non porterò a termine.

Andava fatto, eppure mi sento tanto triste. Intanto perchè da oggi inizia la grande recita col mio "mecenate" (non posso dirgli che non vado più in università, se non voglio che mi tagli i fondi). E poi perchè ricordo le selezioni un annetto fa: la gente si ammazzava per quella ventina di posti e mi fa stare male il pensiero che io ce l'ho fatta, sono entrato a pieni voti e il posto ce l'avevo, ma poi mi sono arreso. Sicuramente sembrerò a tutti i miei colleghi di corso un folle e un coglione.

Però questa cosa del "posto" conquistato al numero chiuso, finisce che è la stessa mitologia del posto fisso al lavoro. Tutti lo vogliono, ma una volta che l'hanno strenuamente ottenuto magari si scoprono lo stesso infelici. 

E adesso ho sul conto solo quello che mi basta per mangiare, ho davanti a me un vuoto cosmico e non so che minchia farne della mia vita ahahaha. Però sapete? In un certo senso è liberatorio stare sospesi in questo limbo. Forse è una fase che devo attraversare ed è più lunga del previsto. Devo smetterla di annaspare e lasciarmi portare dalla corrente. A volte, il continuare a sbagliare strada, non può portarti in un posto migliore di quello che andavi cercando?

Mer

01

Nov

2017

Mi sono perso, sono a un punto morto della mia vita e non so più cosa fare

Sfogo di Avatar di Capitan AubreyCapitan Aubrey | Categoria: Ira

Oggi voglio confessare che mi sono completamente perso e mi sento a un punto di non ritorno della mia vita in cui vedo solo la tempesta e il naufragio. Non a caso ho scelto questo nickname. Non vi dico quanti anni ho perchè normalmente questo dato viene utilizzato contro di me. Non sono giovane, non lo sono mai stato, per me questa parola è un insulto. Da fuori sembro un ragazzino, ma sin dai tempi dell'asilo avverto una grandissima barriera culturale, esperienziale ed emotiva che mi fa essere un gradino più avanti agli altri ma anche un gradino più vicino alla disperazione e alla solitudine. Dico questo non per fare l'arrogante di turno, ma per esporre una semplice verità delle cose e uno dei noccioli della mia sofferenza. Al mondo esistono persone smart e persone che lo sono meno e non vedo perchè le prime se ne debbano sempre vergognare.

Sono cresciuto in una famiglia pessima fatta di vecchi traumi, urla, divorzi, malattie e morti premature. Ho perso i genitori, che comunque odiavo, e non ho nessun altro parente che non sia affetto da qualche malattia fisica e mentale, che non abbia problemi con la legge o che non viva a 100 km da me. Sono andato a lavorare prestissimo per potermi pagare da mangiare e gli studi in un'età in cui i miei coetanei giravano col motorino e il loro massimo pensiero era il voto che avrebbero preso nella verifica del giorno dopo. Solo con le mie forze ho preso prima il diploma e poi la laurea. Ho passato una selezione difficilissima per una specialistica di economia dove sono iscritto ma che non riesco a frequentare. Ho viaggiato tantissimo, ho raggiunto risultati che avrebbero reso fiero chiunque, ma per me non è mai abbastanza e non mi da nessuna gioia, perchè tanto non c'è nessuno a parte me che vi assista. Ultimamente ho anche l'impressione di non avere più nulla da dire e che la gente tutto sommato mi ignori perchè ha di meglio da fare nella vita, e che io non potrei in alcun modo interessarli o dargli qualcosa in più.

Ho coltivato me stesso con tenacia e spirito di sopravvivenza attraverso libri, corsi di molti generi (perchè sono curioso di tutto) e anche terapie pluriennali che mi hanno aiutato a guardare il mio schifoso passato. Ma non ad accettarlo. Non ci sono riuscito. Non riesco a calmare il dolore che ho dentro, non con le parole, non con la musica e i quadri, non con il sole di un posto esotico, nè con le amicizie o i farmaci.

La mia sembra una storia di rinascita, e invece è una lenta storia di caduta quotidiana. Da fuori sembro una persona normale, magari un po' stralunato, forte, sicuro, un sopravvissuto appunto. A volte gli amici si sono sfogati con me e gli sconosciuti mi fanno fare lo psicolgo. Io nascondo tutta la mia paura, il mio dolore, le idee strane, la mia visione del mondo acuta e sfaccettata...tutto nel retro del negozio. Sono troppi anni che ormai tengo in piedi la facciata del ragazzo intelligente e capace, magari un po' timido e certo molto sensibile, ma uno di cui ci si può fidare. Invece sento dentro di me bollire l'inquietudine e la rabbia verso le radici che mi sono mancate. Vado dove mi porta il vento, dove trovo luoghi di studio e di lavoro. Ma tutto dura poco. Gli amici pian piano si sono allontanati o li ho allontanati io. Non ho interesse per il sesso e questo mi rende una mosca bianca in una nazione che pensa solo a quello. Non mi drogo e l'alcol non mi consola. Ogni tanto mi faccio del male da solo perchè mi rilassa.

Non riesco a SENTIRE nessun affetto, nessun calore da parte degli esseri umani. Per questo passo tutto il tempo in natura sui monti, sulla spiaggia o a fare volontariato con gli animali abbandonati. Mi impedisce di impazzire e mi fa sentire a casa. Credo di essere molto più figlio delle rocce e dei pesci che non dell'umanità. Ma non ho il coraggio di andarmene a fare l'eremita: mi sembra di buttare via la mia vita e tagliare per sempre i ponti con la società, chiudendomi ancora di più in me stesso.

Non riesco più a fare niente. Non trovo un lavoro da mesi e se lo trovo non riesco a tenermelo perchè mi stressa troppo. Non vado a lezione all'università e racconto a tutti che ci sto andando. Che poi, questi "tutti", sono dei tutti fittizi e a distanza. Qualche parente che si informa vagamente su come sto o che chiama solo perchè lo aiuti a risolvere i suoi problemi legali e finanziari eludendo il blocco delle chiamate indesiderate. Qualche amico che non sento più da mesi mi chiama ogni tanto sbronzo marcio. Gli altri sono emigrati, o sono finiti a drogarsi, o hanno finito gli studi e ora pensano solo alla macchina e al lavoro. Qualcuno ha già figli.

E poi ci sono le schiere di conoscenti sui social che pensano che la vita mi vada alla grande. Pubblico un sacco di belle cose sui social, molto profonde e luminose, e infatti piacciono solo a quei quattro aficionados con l'anima più pensatrice e artistica. Per il resto non mi caga sostanzialmente nessuno.

Voglio mollare la specialistica, anche se ho fatto tanto casino per entrarci, ma non so nemmeno a cosa dedicare il resto della mia esistenza. Paradossalmente vado bene un po' in tutto ma non c'è più quel Sogno, quel progetto di vita che mi spingeva avanti pur avendolo cambiato molte volte nel corso degli anni. Non c'è nessuno che mi sostiene. Vivo in una vecchia casa di famiglia sfitta in un paesino di provincia, guardo passare le mie giornate aspettando che accada...non so, qualcosa? Che mi torni un po' di quella ispirazione che mi teneva in piedi e stordiva la mia consapevolezza di quanto sono solo e sbagliato in questo mondo. Qualunque cosa faccia mi sembra senza senso e deludente, inadatta alla mia personalità.

Chi non mi capisce e trova massima gioia nello sbattersi una donna, nel cibo e nel vino, in un lavoro ripetitivo e omologato mi da del narcisista, ovviamente senza capire un fico secco della profondità che possono raggiungere la mia consapevolezza e il mio dolore.

Mi trovo co-proprietario di due case per ragioni di eredità, ma anche pieno di debiti e con zero soldi liquidi sul conto. Ho dovuto accettare che un parente con cui non ho particolari legami mi mandasse dei soldi per gli studi e per tenermeli gli dico che è tutto a posto, che tutto procede, che sì, certo che do gli esami e vanno benone. Ma non è vero, cazzo. Combatto tutti i giorni battaglie contro il suicidio e la mancanza di scopo. E mi sento uno schifo a prendere quei soldi e pagarci il cibo che ho in frigorifero, anzichè l'università, senza essermeli guadagnati come ho sempre fatto in passato.

Mi rendo conto che sto annaspando e giro a vuoto come chi si è perso in montagna. E la vita scorre, il sole cala e io vado sempre più nel panico e continuo a imbroccare sentieri sbagliati, qualunque, pur di marciare convinto su uno qualunque di questi per far vedere che vado avanti.

Ho provato anche a fermarmi per 6 mesi, per un anno, viaggiando e basta, ma non è servito a niente. Ho creato solo più vuoto e ne sono uscito con zero risposte e ho dato fondo a risparmi che adesso potevano servirmi per mangiare o per rifarmi una vita una buona volta. Non so come uscire da questo maledetto loop. 

Voi, e con voi intendo quelli come me, i disadattati, i "troppo" qualcosa per stare bene nel mondo; voi che fate per stare a galla? Perchè siete ancora vivi, cos'è che vi illumina da dentro e vi da la forza di alzarvi al mattino e pure con un sorriso in faccia? Come si esce da questo stato d'animo che nasconde più di vent'anni di sofferenza passata? Come si raddrizza un albero cresciuto storto da sempre, a parte farne legna per il camino? 

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