Tag: matrimonio

Mer

02

Mag

2018

Matrimonio finito

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono sposato da quasi 11 anni, con 2 figli, uno di 6, l'altro di 4.

Il matrimonio è da qualche anno che vacilla, mia moglie ha espresso già una volta il dubbio di non amarmi più. 

Dei due quello che avrebbe voluto continuare sono stato io (ma anche lei), in primis per i figli, in secondo luogo per non buttare via quello che era un bel rapporto sul quale tutti e 2 abbiamo investito molto. 

Cosi al primo dubbio abbiamo deciso in accordo di provarci. Il mio provarci era un far finta di non essere stato messo da parte e cercare di essere un buon marito aiutando in casa (probabilmente con i miei limiti). Dall'altra parte mi aspettavo uno sforzo nell'essere più espansiva e meno fredda per dare un po' di energia al rapporto che si stava spegnendo nella speranza di riaccenderlo. 

Tra alti e bassi abbiamo trascorso gli ultimi 2 anni, da ingenuo quale sono speravo che le cose si sarebbero aggiustate. 

Nei giorni scorsi si è parlato un po' di come vanno le cose, da parte mia vedo un continuo accusare qualsiasi cosa faccia e ovviamente una mancanza di affetto e di rapporti, dall'altra non so bene cosa ci sia, so che ieri ancora mi ha detto che non mi ama più. 

Anche il mio amore oramai è quasi a zero, con l'attenuante che se vedessi in lei un ritorno di fiamma sarei disposto a continuare.  

Ora non so cosa fare. 

Abbiamo una casa di cui stiamo finendo di pagare il mutuo e soldi sempre risicati, ma soprattutto i figli. 

Da quanto ho capito lei sarebbe pure disposta a continuare facendo finta di nulla per il bene dei figli.  

Io non voglio rinunciare al piacere di potermi addormentare e svegliare nella stessa casa dei miei figli per non perderne nulla, ma allo stesso tempo un matrimonio di facciata mi fa inorridire e probabilmente mi farei venire un'ulcera grande come una casa. 

Al momento potrei pure rinunciare al sesso ma non so per quanto resisterei. 

Mi si spezza il cuore all'idea di dire ai miei figli (cosi piccoli!!) che avranno genitori separati, a doverli vedere solo in determinati momenti e sballottarli eventualmente da una casa all'altra. 

Sono incazzato, perchè per scelta di lei, rimarrei senza casa, e chissà, probabilmente un giorno qualcun altro vivrebbe nella casa che ho pagato e per cui mi sono fatto il culo nei fine settimana per fare lavori e condividerebbe il tetto con i miei figli. 

Se non ci fossero i figli me ne sarei già andato da tempo, ma forse non avremmo nemmeno affrontato gli ultimi 2 anni, avremmo chiuso subito. 

Potrei pure provare a farmi un amante, ma sono certo che non sarei disposto ad accettare che se lo faccia lei, e so che non sarebbe giusto avere questa pretesa, ma cazzo è lei che ha scelto per me :-(

Non voglio fare del male ai miei figli, ma ho 40 anni, può essere che la mia vita debba essere una galera per i prossimi 10/15 anni? 

E poi un accordo del genere potrebbe durare così tanto o è solo un rimandare il problema?

L'idea della separazione da mia moglie non mi renderebbe di certo felice e aprirebbe ad un sacco di casini economici, ma potrei affrontarla, l'idea di far soffrire i miei figli o di poterli vedere con il conta gocce invece mi uccide.  

 

Gio

22

Feb

2018

Che incubo!

Sfogo di Avatar di aznarungaznarung | Categoria: Lussuria

Ciao a tutti,

 è il mio primo sfogo dopo averne letti tanti, sinceramente non so quanto aiuti identificarsi nei problemi degli altri in quanto spesso poi non leggo molte soluzioni (forse quei pochi che la trovano poi non hanno più interesse a sfogarsi in senso positivo, però forse aiuterebbe). Questa considerazione mi ha portato a pensare di rendere questa mia esperienza + interattiva vedendo direttamente cosa ne pensa un passante X della mia situazione:
Sposato da quasi 5 anni, convivo da 12. Abbiamo due figli maschi, uno di 3 anni e l'altro appena nato. 
Scommetto che indovinate già qual'è il MIO problema... ;) Però la vorrei porre in maniera diversa. Non è tanto il sesso a mancarmi quanto un riscontro nel mio bisogno di essere desiderato sessualmente/intimamente. Per carità, ho 35 anni e non sono più il 22enne che ha conosciuto mia moglie all'epoca. In questi anni sono venuti fuori dei miei problemi legati a un disturbo di personalità borderline-narcisista che ho provato ad indirizzare con una terapia familiare ma senza successo (ho abbandonato la terapia dopo vari tira e molla di quasi 2 anni). Fisicamente ho messo su qualche chiletto (ma non è che quando, al contrario, li ho persi abbia notato chissà quali differenze). Insomma, non sono certo l'uomo dei sogni (come così lei non è la donna dei sogni). Certo porto lo stipendio a casa (pure lei anche se prende di meno), quando posso do una mano (ma metto il segno dove arrivo, il mio lavoro mi leva molte energie e spesso mi occupa anche in casa - leggasi reperibilità), provo ogni giorno a diventare un padre migliore per i miei figli (spesso accontentandomi dei risultati precari dovuti al mio disturbo e al mio carattere), insomma non ostante le difficoltà cerco di andare avanti anche se lo faccio con pessimismo e rassegnazione. Premetto che quando ci siamo conosciuti non ero così. Ero desideroso di costruire qualcosa per il mio futuro ma un tarlo + di altri ha eroso completamente la mia autostima in tutti i campi: lei non mi desidera. Probabilmente non l'ha mai fatto. La sensazione è che interesse vero in tal senso da lei sia sempre e solo arrivato nei momenti di picco ormonale (quindi 1 volta al mese). Tutti gli altri rapporti sono sempre stati dei "contentini" che lei mi dava (anche se, a suo dire, ha sempre raggiunto l'orgasmo, anche quando praticamente mi sono dovuto "imporre" pur di avere un rapporto). Da quando ci sono i figli, che ve lo dico a fare. Non che prima si girassero film porno eh, ma ora l'unica occasione in cui lei si avvicina (sempre per darmi un contentino, ovvio) è quando mi vede letteralmente distrutto (magari da un co-insieme di fattori: lei che non me la da e una delusione sul lavoro. Lei che non me la da e un acuirsi dei miei sintomi, lei che non me la da e un altro motivo X).Insomma, l'unica vera costante nei miei pensieri sul fallimento, sull'insuccesso, sulla mia autostima a pezzi è sempre che lei non prova amore erotico nei miei confronti. Negli anni ovviamente ho provato tutte le strategie: parlarne, incazzarmi, maggiore presenza e cura del rapporto, 0 presenza e cura, provato a tenermi in forma, provato a rivoluzionarmi moralmente e spiritualmente, provata la terapia familiare, provato ad ignorarla del tutto (questa è l'unica strategia ancora "valida" quanto meno mi consente la conservazione della dignità). Questo mi ha portato, e lo dico con l'amaro in bocca, a intercettare quelle che sono le sue necessità e a chiudere anche io i rubinetti (nella bambinesca ripicca del "se non mi dai quello che voglio, allora da me non avrai quello di cui necessiti"). E così eccoci qui, in loop. Parlarne serve solo a farle constatare che lei è diversa nei bisogni su questo aspetto da me (Tradotto: è un problema tuo, per me non esiste) e che il muro che ho messo di certo non aiuta (ma non si rende conto che prima del muro ho adottato diverse altre strategie). Adesso io mi chiedo: ma è possibile per una persona accettare di non desiderare il proprio compagno? Al di là di tutto quello che la vita ti vomita addosso, io non riesco a concepire di non avere voglia di lei. Lo vorri fare anche quando sono distrutto, stremato, depresso, stanco della vita. Lei non si sa bene, dopo 12 anni, di cosa debba avere bisogno. Non credo lo sappia nemmeno le  Aver maturato la credenza che lei non mi voglia mi porta a comportarmi in un certo modo che serve a dare coerenza alle mie credenze (altrimenti impazzirei). A questo punto che si fa? Questa situazione mi sta creando una zavorra insopportabile. Vorrei cambiare molti aspetti della mia vita (per esempio sogno di trasferirmi all'estero) ma ogni piccola difficoltà è la goccia che fa traboccare il vaso ricolmo della mia mancanza di autostima. Mi sento un fallito. Come posso essere l'uomo che vorrei essere se mia moglie in primis non vede in me l'uomo che tento di tirare fuori? E, soprattuto, perchè cazzo questa cosa è così importante? perchè non riesco a rassegnarmi e ad andare avanti senza questa necessità di conferma. Perchè la mia autostima deve dipendere da questo aspetto.
Qualcuno è già incappato in loop del genere? Come ne siete usciti (se ne siete usciti)?

 

Grazie a tutti per l'aiuto che vorrà darmi. 

Mar

02

Gen

2018

La persistenza della memoria.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Tanti anni fa, avevo circa 19 anni, mi innamorai, corrisposto, di una compagna di classe.

La nostra storia durò circa 4 anni e finì improvvisamente, ad un passo dal matrimonio, a causa di un tradimento di lei.

Solito motivo per il quale naufragano le storie. Eppure il nostro rapporto andava benissimo e anche il sesso era... unico. Non ho piu riprovato sensazioni simili...

Pensavo di poterla perdonare ed infatti ci siamo rincorsi, presi, rilasciati, ripresi e rilasciati per un paio di anni circa. 
La prima volta fu mentre stavo per andare a Londra... mi scrisse una lettera toccante, mi sentii male... mi disse di telefonarle, uscii di casa in canottiera (non avevamo telefono) per chiamarla... oddio proprio ora che vado a Londra, ho gia il biglietto... dai son 15 giorni... le scrissi una cartolina e la chiamai spesso... tornai e per un poco lavorammo assieme in una rappresentanza, purtroppo non ero piu io.. non mi sentivo quello di prima. La guardavo e mi sentivo sciogliere di amore, la toccavo e mi prendeva una rabbia cieca. E giuro, stava male anche lei per quello che aveva fatto. 
Ci lasciammo di nuovo... passarono sei mesi circa, e mi capita di vederla davanti a casa mia... stessa cosa, siamo durati 7 giorni..

Poi di nuovo, mi viene a trovare sul lavoro... abbiamo riprovato, stavo prendendo il brevetto di volo le dissi poi ti faccio vedere Massa dall'alto.. 

Ci trovammo ancora al nostro posto.... ci biaciammo, la toccai e mi esplose la rabbia, la tristezza. Non riuscivo piu a fare nulla con lei, solo parlarci o passeggiare come due amici, come fratello e sorella. 

Durò pochi giorni anche li e poi ci lasciammo definitivamente, non ho piu saputo nulla di lei e, credo, nemmeno lei di me. Era il 1985, novembre 1985 per la precisione.

Dopodiche ho avuto la vita che abbiamo avuto tutti, storie piu o meno importanti, lavori vari, interessi, amici, viaggi, fino al matrimonio, la nascita di due figlie, il divorzio, le nuove compagne, quella definitiva... 

 

Eppure, in tutti questi anni, dal 1985 ad ora in cui sto scrivendo, non ho mai smesso di pensare a Lei, riservandole un piccolo posto nel cuore, a fianco di tutto il resto. L ho sempre sentita dentro di me, per anni ho continuato ad andare sui "nostri" luoghi nei "nostri" anniversari... il Pontile dove ci siamo dati il primo bacio e dove dissi una frase da cretino che meno male la prese per quello che era... la spiaggia dove ci baciavamo e il posto dove abbiamo fatto l'amore la prima volta. Per entrambi. Lei maglione bianco e jeans, io maglione grigio, jeans e giubbotto mattone. Poi la scuola, la strada nella quale abitava... figuratevi che il primo anno dopo che ci eravamo lasciati, lavoravo di notte e ogni mattina prima di tornare a casa, facevo una puntata dalle sue parti... 15 km di distanza... 

Perchè? non lo so. CI amavamo, mi ha tradito pochi mesi prima di sposarci, si è detta pentita, ha cercato di fare di tutto per non perdermi, ma io, ogni volta che stavo con lei, la immaginavo di un altro e non riuscivo piu a trovare serenità nel nostro rapporto.

Adesso, a 56 anni suonati, vorrei capire perchè non sono mai riuscito a dimenticarla, vorrei capire perchè ogni tanto la sogno, o sogno i nostri tempi... vorrei provare a ricontattarla, non sapendo nulla di lei, se è sposata, se è viva, niente....ho solo trovato il suo telefono di casa su Pagine Bianche... è giusto? No, io non credo sia giusto. Però abbiamo scollinato i 50 entrambi, ogni momento può essere quello definitivo nel quale quel che è fatto è fatto.... che male può fare una telefonata? Forse tanto, tantissimo... chissa.

Riflettendo, se avessi avuto all'epoca il cervello di ora, l'avrei perdonata, dovevo magari fare una sburianata di quelle buone, caricarla in macchina e trasferirci in un' altra città. Sarebbe venuta, era quello che voleva.... e anche io, ma ogni volta che eravamo nudi l uno accanto all'altra, mi esplodeva nel cervello il "non è piu mia...", io non sono piu suo.... non siamo piu noi..

però mi manca, mi è mancata per 37 anni. Sono tanti 37 anni, ho avuto tante donne, ho amato da impazzire mia moglie, amo la mia compagna ora, e mi sento in colpa verso di lei, ma il mio cuore, involontariamente, ogni tanto, torna da lei, il mio cuore richiede un poco la mia piccola, dolce, Stella di Mare. 

E' normale? Succede? 

Magari la chiamo e mi spaccio per la Bofrost! 
Ma no... la paura piu grande è sapere che, forse, non mi ha mai pensato... 

Lun

25

Dic

2017

Vergognati

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Mi sono fatta il culo per procurarti il regalo di natale che sognavi, e mi é costato anche un bel pò di soldi. Tu sapevi che desideravo un certo libro e una piccola vacanza, ad esempio una giornata alle terme, ma soprattutto sai da tempo che vorrei finalmente la proposta di matrimonio. E invece che hai fatto? Mi hai comprato un altro libro (non quello che volevo!) e un calendario (di quelli da cucina. Con le foto della verdura). E non solo. Me lo hai comprato a metà con i tuoi. E dire che guadagni più di me. Ovviamente della proposta neanche l'ombra.Ora sei a letto a smaltire la sbronza, visto che tu e tua madre avete avuto l'accortezza di scolarvi due bottiglie di vino. 
Ho già il mio primo buon proposito per l'anno nuovo: MANDARTI A CAGARE, IDIOTA CHE NON SEI ALTRO!!!!

Ven

06

Ott

2017

Trovarsi un amante

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

E ora sono pronta a ricevere critiche,insulti e risposte banali,ma se tra queste  ne leggeró almeno una che mi aiuti ,allora ne sarà valsa la pena.

Sono sposata da 10 anni.Con mio marito non so neanche piú se possiamo definirci una coppia,sembriamo piú che altro due coinquilini che dividono un appartamento.Non c'é dialogo e men che meno intimità. Abbiamo un figlio di 8 anni e praticamente,lui é l unico legame che ci é rimasto.Nessuno immaggina che il nostro rapporto sia cosí logoro.Io non lo amo neanche piú.Volevo separarmi,ma lui non é d accordo.Dice che lui mi ama ma non é affatto vero.Mi fa infuriare che non vuole ammettere che non mi ama,la verità é che non si vuole separare perché l appartamento in cui viviamo é solo mio,l ho avuto in regalo da mia nonna e pertanto a lui non spetterebbe nulla.So che potrei comunque divorziare anche senza il suo consenso,ma a me dispiace,perché so che questo gli creerebbe parecchi problemi,e in realtà un poco di bene gli e ne voglio ancora.

Peró cosí facendo sto distruggendo la mia vita.Io sono sposata e mi sento single.Vorrei un amante.Ma non so neanche da dove cominciare.Mi piaceva tantissimo una persona due anni fa,ci ho fantasticato su parecchio,ero convinta che potessi interessargli anche io,ma alla fine non é sucesso nulla.Non sono riuscita a dirgli chiaramente quali fossero le mie intenzioni,e ancora sto a rimurginare su come o cosa avrei dovuto fare per fargli capire che poteva provarci con me anche se sono sposata.Non voglio una scopata e via.Non mi interessa.Vorrei una storia,un amante fisso,un rapporto doppio.Lo so che me ne direte di tutti i colori,ma secondo voi é piú vergognoso questo o buttarlo in mezzo alla strada?Io non voglio buttare mio marito in una strada,ma ho bisogno di calore,di emozioni dialogo e complicità... Tutto ció che con lui non ho.

Mer

13

Set

2017

Ho sposato te non la tua famiglia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho incontrato mio marito a 20 anni e mi sono innamorata...lui è iraniano e, dopo le iniziali diffidenze, mi sono fidata. Vedo ancora in lui le qualità positive che vedevo all'inizio...anche se indubbiamente non posso dire sia lo stesso dopo quasi 10 anni. Ultimamente c è qualcosa che mi preoccupa..lui ha una famiglia molto numerosa...sono persone simpatiche e gentili ma iniziò a sentire troppo spesso parlare di ricongiungimenti!! Per carità capisco la malinconia della lontananza ma per me è un incubo pensare di poter vivere sotto lo stesso tetto con i suoi fratelli...madre o nipoti! Anche perché viviamo in un semplice appartamento!Chiedo troppo!!?? Qualcuno sa dirmi secondo la legge chi potrebbe effettivamente vivere con noi qualora ottenesse la cittadinanza? Io avrei qualche diritto a oppormi qualora mi venisse imposto? Io ho sposato lui è non la sua famiglia! Sono un egoista? Premetto che nel loro paese vivono bene e non hanno problemi particolari..altrimenti non mi sarei opposta! Non so come comportarmi!

Ven

08

Set

2017

Mi sono innamorata della donna sbagliata

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono una donna di 39 anni e convivo da quasi 15 anni con il mio compagno, che è anche il padre di mia figlia.
L'anno scorso, ovviamente senza propormelo, mi sono innamorata perdutamente di un'altra donna (sono sempre stata consapevole di essere bisessuale, quindi il fatto che lei sia una lei non è il problema principale).
Ricordo il giorno in cui l'ho conosciuta, quando me l'hanno presentata e ho sentito il suo nome qualcosa si è mosso dentro di me, come se già la conoscessi; e quando l'ho guardata negli occhi è successo il guaio... Da quel giorno non ho smesso di pensare a lei, giorno e notte.M

Mi sento in colpa nei confronti del mio compagno, che non si accorge di nulla e non ha fatto niente di male per meritarsi questa situazione... Sono mesi che cerco le scuse più assurde per non fare l'amore con lui, perché non mi va proprio, penso sempre all'altra e la sola idea di toccare lui mi infastidisce, mi dà quasi la nausea. Semplicemente non lo amo più, mi sono innamorata di un'altra persona e vorrei lasciarlo, ma non so come farlo senza fare del male a nostra figlia.

Però non posso dire di essere pentita di tutto questo, è impossibile pentirsi di essersi innamorati, è qualcosa che succede senza che lo possiamo evitare, anche se spesso succede con la persona sbagliata e nel momento sbagliato, come nel mio caso.

Col tempo ho cercato di conoscere meglio questa ragazza, con la speranza di scoprire che non era così perfetta come sembrava a me, per dimenticarla una volta per tutte, ma niente, non ha funzionato, anzi. Più parlo con lei più i miei sentimenti aumentano e stanno diventando un'ossessione. A parte il fatto che è bellissima e sento per lei un'attrazione spaventosa, sono innamorata della sua personalità, del suo modo di parlare e di ascoltare, di come ride, di come guarda il nulla quand'è preoccupata, di come si sistema i capelli dietro l'orecchio quando si innervosisce... di tutto.

Quando parliamo insieme vedo nei suoi occhi che anche lei con me si trova a suo agio, che c'è un certo feeling: con gli altri è una persona seria ed introversa, mentre con me non smette di sorridere e mi racconta cose molte personali. A volte mi guarda fisso negli occhi e rimaniamo lì, imbambolate in mezzo alla gente, a fissarci come due ragazzine. Ma poi quando abbiamo l'occasione non affrontiamo mai l'argomento.

Penso che nonostante ci sia del feeling lei non provi assolutamente niente per me, pur sapendo di piacermi non ha mai dato ad intendere di avere alcun interesse di un certo tipo, non mi ha mai dato false speranze (tranne quelle lunghe occhiate...).

Perché dico che è la donna sbagliata e perché non le dico chiaramente come stanno le cose? Sostanzialmente per due motivi. Un motivo professionale, pure grave: lei è la maestra di mia figlia. L'altro motivo, personale: lei sta già con un'altra, di cui è innamorata e con cui so per certo che è felice, tanto che l'anno scorso hanno pure deciso di avere un figlio insieme. So benissimo che non ho nessun diritto al mondo di interferire nella sua vita e di distruggere la sua felice famigliola, per questo non le ho mai detto esplicitamente che la amo da morire. 

Ma passa il tempo e non riesco a disinnamorarmi di lei. 

Gio

07

Set

2017

Sentore d'autunno

Sfogo di Avatar di ColeridgeColeridge | Categoria: Ira

Sabato 2 settembre - Noci fresche. Le ho trovate stamattina al supermercato a un prezzo accettabile considerando che, di solito, queste primizie se le fanno pagare uno sproposito. Ancora umide di mallo. Sfiziosissime, ne mangerei il triplo se non fosse per la seccatura dello spellamento a unghia dei gherigli. Me le sgranocchio nervosamente a tavola, a pranzo concluso. Laura non le ha neanche assaggiate ed è andata su a riposare. Per lei sono ricominciati i collegi docenti e in questi giorni, tra l'altro, non sta bene, quindi era piuttosto provata. Figlio, appena arrivato, è ripartito stamattina per un altro corso di perfezionamento, quindi a tavola sono da solo a sgranocchiare noci, sorseggiarmi un gutturnio dopo tante settimane (d'estate quasi solo birra, poco vino e mai rosso) in attesa di svuotare lavastoviglie sbarazzare tavola riempire lavastoviglie prepararmi un caffè dotarmi di felpa e fumarmi una pipa in terrazzino tempo permettendo. Più autunno di così.


Ci provo ad essere sereno, ma sono un po' avvilito e un po' incazzato. A dire il vero non sono incazzato solo un poco, ero forse un po' incazzato con Laura negli scorsi giorni, ma ora sono molto, ma molto incazzato con me stesso. E sono avvilito. Piuttosto avvilito. Avevo provato appunto a tirarmi su cucinando una pasta e fagioli e allestendo la tavola con il vino e le noci. Laura, come dicevo, appena rientrata ha mangiato svogliatamente un po' di pasta, non ha voluto vino, s'è presa un po' di prosciutto dal frigo ed è andata a letto. Ma, come dicevo, Laura non sta molto bene in questi giorni, mentre io, se non l'avessi detto, sono avvilito e incazzato. Con me stesso.

 

Settimana di vacanza

Era una settimana di vacanza questa. L'avevo preventivata proprio in vista del fatto che Laura avrebbe preso servizio a inizio mese. Avevamo stabilito di non fare grandi cose. Un po' di faccende di casa, un po' di tempo per noi e solo un paio di giorni al mare visto che le nostre vacanze ce le siamo fatte e sono costate pure un botto. Una settimana cominciata sotto i migliori auspici. Ci pensavo giusto qualche pomeriggio fa, nella sala d'attesa del pronto soccorso, mentre Laura era dentro a farsi visitare per un codice verde. Lo scorso fine settimana era ancora estate, estate piena. A questo pensavo. E noi, da soli a casa, avevamo ripreso a fare l'amore anche un po' rumorosamente. La sera, fuori per l'aperitivo, lei sfoggiava abbronzatura, sorriso radiante e umore delizioso. Agitava le spalle con la musica (lo fa di rado, la mia pianista classica), arrivando a sussurrarmi di aver quasi voglia di ballare assieme tra i tavoli.


Lunedì mattina partenza per le Cinque Terre. Albergo carino in centro paese, ci attrezziamo per farci il primo tratto di camminata del celebre sentiero che unisce i cinque borghi sul mare, su e giù per i costoni di roccia. Non proprio una passeggiatina amena, sotto il sole a picco. All'arrivo, nel primo pomeriggio, ci concediamo un meritato bagno a mare, un pezzo di focaccia col pesto e ce ne torniamo in treno all'albergo. Ci facciamo la doccia e restiamo a poltrire in accappatoio sul copriletto. Lei manifesta anche un proposito vagamente birichino ma è un po' in conflitto con la preparazione per la serata che è già in fase avanzata con capelli lavati e crema viso. Dopo qualche tentativo comico (i capelli!! fa gli occhiacci e ride) decidiamo di rimandare alla sera e ce ne andiamo in giro a bighellonare tra negozietti, anticipi di aperitivi, selfie sul molo, progetti per l'autunno, progetti per il futuro di Figlio, pettegolezzi su amici e passanti. E passa il tempo, passa talmente che tutti i ristoranti interessanti sono stracolmi di turisti. Si sa che i migliori sono in posizione sfigata, ma non vorremmo rinunciare alla vista mare, così troviamo un buon compromesso con un ristorante vicino al molo: sembra molto turistico ma il profumo non è male e si è appena liberato un tavolino all'esterno in posizione interessantissima. E' nostro. Servizio non speditissimo ma abbastanza compatibile con la quantità di gente. E poi non abbiamo fretta. Optiamo per il mezzo litro di bianco della casa. Di solito va più che bene. Non questa volta, E' un intruglio slavato dal gusto indefinibile. Chiediamo il cambio e prendiamo una bottiglia. Verso generosamente ad entrambi, lei protesta debolmente, ma poi lo beve tutto a stomaco vuoto. Non sempre le fa un buon effetto, dipende da come gira la conversazione. E la conversazione, per motivi insondabili, non stava prendendo una buona piega.

 

Cenetta

Non male gli spaghetti allo scoglio. Porzione per due. Molte cozze, che qui chiamano muscoli. Laura però non le mangia più da quando, alcuni anni fa, ne ha beccata una marcia che le ha provocato una tremenda indigestione. Quindi siccome tocca a me sbrigare la pratica mi do da fare, visto che sono anche piuttosto affamato. Lei mi guarda con un'espressione quasi schifata e sibila un commento che mi lascia basito. Mangi come fai sesso. Un po' le chiedo spiegazioni con gli occhi, un po' cerco di riportare la conversazione su tematiche più compatibili con un ristorante affollato. 


Suona il cellulare. E' il mio. Mia madre. Cazzo, non la sento da giorni e l'ultima volta l'ho pure liquidata sbrigativamente senza poi richiamarla. Avevo provato a chiamarla io nel pomeriggio. Non ha risposto e mi richiama, come al solito, al momento meno indicato. Devo rispondere. Le dico subito che sono a cena con Laura e che poi ci saremmo sentiti con calma. E tuttavia mi sento un po' in colpa a riattaccare così dopo l'ultima volta. Come va? Le chiedo con un tono sbrigativo, sottintendendo che non si andasse troppo oltre i convenevoli. Inutile. Attacca con un diluvio di lamentazioni a getto continuo che non riesco ad arginare in alcun modo. Se provo a interromperla non mi sente nemmeno e non posso alzare la voce. Imploro con gli occhi la comprensione di Laura che è pochissimo indulgente quando si tratta di mia madre. Non si parlano da anni. E' visibilmente contrariata. Comincia ad agitarsi. Parla a mezza voce con me, ma senza rivolgersi a me. Alza leggermente il tono. Minaccia di andarsene se non riattacco subito. Se ne va. Io finalmente riesco a trovare un varco nel profluvio di parole prive di un contesto intellegibile e, finalmente, riesco a chiudere la telefonata. Non mi muovo. Tanto le chiavi della stanza ce le ho io. Non per molto. Dopo qualche minuto Laura torna indietro, doppiamente incazzata per essere stata costretta a farlo. Reclama le chiavi senza neanche sedersi. Gliele do con ostentata nonchalance e resto seduto al mio posto. Dopo un po' arriva una sua telefonata. Riattacco. Faccio lo stesso anche ai successivi tentativi. 


La ragazza che ci aveva servito arriva cinguettante per proporre il menu dei dolci e dei liquori e capisce subito l'antifona. La signora torna? Non credo. Va via un po' delusa. Le stavamo simpatici. Di solito siamo particolarmente cordiali, soprattutto quando, a servire ai tavoli, troviamo ragazzi che si pagano gli studi. Quando siamo in buona naturalmente, e non era più aria. Pian piano il numero dei clienti si assottiglia. Pago il conto ma resto al tavolo a finire la bottiglia di bianco. Faccio segno alla ragazza che può sbarazzare. Alla fine resto l'unico ciente sul tavolino di plastica che sta fuori dal plateatico sul ciglio della strada. 


Il locale chiude e la ragazza mi saluta cercando di celare un filo di sconcerto. Laura prova a chiamarmi ancora e poi mi manda un messaggio dicendosi preoccupata. Le rispondo subito dicendo che sono lì esattamente dove mi ha lasciato. Mi augura la buona notte. E' un braccio di ferro sterile che mi vede perdente. Sono fuori dal B&B e non ho le chiavi del portone, quindi mi deve aprire lei e il telefono si sta scaricando. Le comunico assertivo che sto tornando, quindi di aprirmi. E' l'una e mezza passata quando rientro e mi infilo nel letto senza dire una parola. Alle 2 mi addormento. Alle 4 mi sveglio, stanco morto ma con una rabbia sorda che mi impedisce di dormire. Mi alzo, mi vesto con gli stessi indumenti rintracciati a tentoni ed esco. Non c'è una vera e propria hall. Mi metto sul terrazzo col computer, Non funziona nemmeno il trucco del lavoro. Di solito per prendere sonno elaboro cervellotiche procedure che mi sfiniscono. Non questa volta. Troppa adrenalina. Le sei. La strada chiusa al traffico di giorno è attraversata di continuo dai furgoni dei fornitori e dai camioncini della nettezza. Comincia a fare giorno e decido di andare sul lungomare a passeggiare. Ripercorro le stesse strade deserte attraversate la sera prima passeggiando mano nella mano. Verso le 8 mi manda un messaggio chiedendomi di tornare in stanza. 

 

Precipitoso rientro

L'idea originaria era quella di passare l'intera giornata a mare e rientrare con calma nel tardo pomeriggio. Tutto saltato. Si torna a casa immediatamente: ognuno di noi ha minacciato l'altro e ci si è quindi trovati sorprendentemente d'accordo. Mentre vado a prendermi un cappuccino e scegliere una brioche da tutta la generosa colazione del buffet, lei decide di preparare già i pochi bagagli invece di raggiungermi. Pago il conto al titolare che in modo circospetto mi chiede se la signora farà colazione anche lei. Il tono della nostra prima discussione mattutina deve essere giunto alle sue orecchie. Gli rispondo che credo di sì. In realtà usciremo dalla stanza solo per dirigerci, con i bagagli, direttamente al parcheggio. Non dopo esserci urlati nuovamente i nostri rispettivi disappunti. La nostra rabbia è tanta. L'inconfessata consapevolezza di essere in fondo due imbecilli, capaci di rovinare tutti i momenti più belli con le proprie mani, peggiora le cose. 


Lei è fuori dalla grazia di Dio. Ammette di avere esagerato il giorno precedente ma mi incolpa di non aver voluto arginare l'escalation negandomi al telefono, e poi chiama in causa tutta una serie di mie mancanze, sia storiche, sia recenti. Tralasciando le prime mi accusa di aver concesso che la telefonata con mia madre durasse più del dovuto durante una cena a due e, poi, di averle versato da bere troppo e di averlo fatto nonostante le sue rimostranze, ma cosa pensavo di fare, farla ubriacare per disinibirla? Ma che stai dicendo Laura. Sì, perché c'è questo tuo modo di porti così fisico così... da porco. Non ci sto e le chiedo se non sia impazzita. Non sto contribuendo a calmare le acque e questo ha su di lei il solito effetto. Urla, si avvicina, agita le mani. Usa le mani. Un colpo in testa. Siamo alle solite ma io sono esasperato. Le prendo le braccia, gliele metto dietro la schiena e la avviso, a brutto muso, di mettere in atto quello che da tempo minaccio di fare. Laura io un giorno ti darò un ceffone, uno solo, ma te lo ricorderai per un bel pezzo. Devi tenere le mani a posto. Raccattiamo le ultime cose e ce ne andiamo. Partiamo di buon mattino per andare a casa, dove avremmo passato l'intera giornata che avevamo deciso di trascorrere a mare.

 

Parlando di sesso

Il tecnico di laboratorio ha detto che c'è perdita ma che devo aspettare la dottoressa. Me lo comunica via WhatsApp Laura. La mattina successiva è voluta andare da sola all'appuntamento con la specialista, fissato al pronto soccorso il giorno prima. Accolgo la notizia con apparente calma, chiedo qualche spiegazione in più e poi, con la stessa calma, mi dirigo in cucina e assesto un pugno al lampadario di alluminio spaccando la lampadina. Ma torniamo al giorno in cui abbiamo lasciato l'albergo.


Dopo queste sfuriate la nostra modalità di sblocco è sempre la stessa. Io me ne sto chiuso a riccio senza spiccicare parola ad aspettare che il suo nervoso sbollisca ottenendo l'effetto esattamente opposto, fino a quando non si arriva ad un nuova litigata che si esaurisce per sfinimento e porta entrambi a più miti consigli. Stavolta mi accorgo un po' per tempo e prendo io l'argomento già in macchina, approfittando anche del fatto che sta guidando lei (le mie due ore di sonno non favoriscono alternative). I toni si distendono un po', anche se siamo molto distanti da una riappacificazione. Le frasi smozzicate, le frecciatine velenose rendono evidente che c'è dell'altro e che la sostanza è proprio tutta nel taciuto. Continuiamo a parlare per tutta la giornata. Parliamo di aspettative tradite. Di fraintendimenti. Di taciti accomodamenti e celate insoddisfazioni. Di tutto quello che in questi anni non ci siamo mai veramente detti, che non abbiamo mai veramente approfondito. I ricordi restituiscono un vissuto distorto e piegato alle proprie aspettative deluse. Non esiste una verità dei fatti. Esistono desideri inespressi e non capiti. Incomunicabilità. Superficialità e incapacità di calarsi nei pensieri dell'altro. Ma non è assurdo che proprio adesso, quando il sentore d'autunno della nostra esistenza comincia appena ad essere avvertito, non si riesca ad apprezzare la meraviglia di un tempo d'estate che ancora, nonostante tutto, è vivo e presente, talvolta anche con un tepore più avvolgente e piacevole rispetto al vigore dei nostri trent'anni?

 

E così discutiamo. Torniamo sugli episodi recenti e remoti facendo balenare all'altro una versione dei fatti inedita quando si riesce a fare capolino tra i vari fammi finire, parli sempre tu, ma se non sai cosa voglio dire ecc. ecc. Parliamo soprattutto di sesso. 


Perché ti sei fermato l'altro giorno. Sai che non mi piace quando mi prendi da dietro. Sai che detesto quando mi baci dietro e mi infili la lingua nel culo! A volte esageri anche quando lo fai davanti. Mi hai fatto venire, bravo ci sei riuscito, e allora perché non hai finito? No, dovevi prendermi anche davanti, dovevi vedermi in faccia, ma cosa pretendevi, di baciarmi dopo che mi hai baciato il culo tutto il tempo? 


Come cambiano i punti di vista. Le stavo facendo un massaggio sulla schiena. Avevo virato su questa modalità hot e lei sembrava gradire molto. Ogni tanto si ritraeva e poi si riapriva. Il coito da dietro è sembrato il naturale esito. Più volte, in passato, mi aveva detto che in questo modo non godeva, se non con un aiuto davanti. Ho pensato che ero io a sbagliare indugiando troppo su un movimento lineare. Così avevo privilegiato quello rotatorio con un effetto che sembrava aver decisamente apprezzato. Così, dopo il suo orgasmo, avevo deciso di cambiare posizione e sceglierne una più gradita a lei che, però, avendo un tipo di orgasmo molto 'mascolino', visibilmente non aveva più voglia. Quindi non ho avuto più voglia nemmeno io. Le dico che non avevo minimamente capito che la cosa le avesse dato fastidio. Ho provato a dirtelo, ma tu insisti, cosa avrei dovuto fare? Un po' vedo che fa piacere a te, un po' probabilmente mi piace anche in quel momento, ma in un modo animalesco, che poi mi fa sentire a disagio. Forse non sono io la donna per te. Guarda, forse dovresti trovarti qualcuna con cui fare sesso, te lo dico davvero, capisco che non riesco a soddisfarti. See, come no Laura.

 

E comunque a me piace quando veniamo insieme, mi dice. Il giorno prima eravamo stati benissimo, come non stavamo da tempo. Per quale motivo hai avuto necessità di prenderti la pillolina il giorno dopo. Eh, forse proprio perché il giorno prima ho avuto la sensazione di esserci arrivato per il rotto della cuffia. Laura, le cose per me sono cambiate in questi ultimi mesi. E' avvenuto tutto al di fuori del mio controllo e della mia volontà. Non posso ribadirle troppo che adesso l'unica cosa che davvero mi provoca un'erezione è l'odore del suo collo e la tenerezza del suo abbraccio. Certo che le farebbe piacere, ma quell'adesso, implica che fino a pochissimo tempo fa le cose non erano proprio così. Che un sedere tornito in palestra, che fa gli esercizi esattamente davanti ai miei occhi, prima mi provocava qualche accenno di tumefazione, mentre adesso posso tutt'al più ammirarlo con il distacco estetico di un pittore. Che il mio personale sentore d'autunno sta imboccando un percorso tortuoso, a metà tra l'erotomania dannunziana e una remota pace dei sensi che ha un che di malinconico ma anche di profondamente placido. 


Non mi masturbo più. Questo glielo dico. Prima lo facevo regolarmente durante i lunghi periodi in cui non avevamo rapporti. Ma anche quando li avevamo. Il giorno dopo. Una sorta di celebrazione. Lo dico come la cosa più naturale di questo mondo e non mi avvedo di aver squarciato il velo di Maya su uno dei taciti segreti che più frequentemente caratterizzano il menage di una coppia sposata da anni. Ma i segreti di Pulcinella non andrebbero mai svelati. Cioè tu in tutti questi anni hai continuato a masturbarti. Preferivi fare questo invece che stare insieme, invece che cercare di riavvicinarci. Non è così. Provo a spiegarglielo. Da soli è una cosa diversa, più intima e più banale, meccanica: non soppianta in alcun modo lo stare assieme. Non lo capisce. Sembra completamente fuori dal suo orizzonte comportamentale.

Io non so più chi sei, mi dice. Ogni volta esce fuori qualche sorpresa. Ma tu ti ricordi quando i primi tempi io volevo stare assieme e tu mi dicevi che non è detto che si deve fare ogni sera. Quando ti ho detto una cosa del genere? Una sola volta, che poi è basatata a non farmi più riprovare. Non me ne rammento minimamente. Però ci può stare. In tutti questi anni sono tante le cose che sono successe. Le sensazioni provate. Le tensioni per i figli e il lavoro. E' capitato sì che non avessi voglia io.


E quindi adesso si spiega tutto. Lo dice rompendo un momento di silenzio. Prima ti sfogavi da solo e adesso scarichi tutte le tue voglie su di me. Prima ti guardavi i porno e adesso vorresti farli con me. Ma cosa dici, stai isolando spezzoni di discussione, elementi isolati e li stai rimontando in una sorta di realtà parallela. Questo è quello che mi arriva Coleridge. Come al solito hai rovinato tutto. Come al solito, quando inizio a fidarmi salta fuori qualcosa che mi trascina giù di nuovo.

 

L'hai detto e l'hai fatto

E allora? La porta di casa s'è appena richiusa e la raggiungo in sala. Cosa ti ha detto? Ha confermato quello che ha detto il tecnico di laboratorio. Cioè? Abbassamento abbastanza evidente della percezione sulla regione grave, infatti mi dànno fastidio i rumori di sottofondo come il motore della macchina. Tutto mi rimbomba in testa e domani iniziano i consigli. Guarigione? Ci vorrà un mese e mezzo: nel 90% dei casi si rimette tutto a posto da solo, altrimenti bisogna intervenire chirurgicamente. Naturalmente l'orecchio deve stare completamente all'asciutto, quindi attenzione in doccia e niente più bagni in piscina. E poi continuare con le gocce che mi ha prescritto ieri al pronto soccorso. Ho un controllo tra una decina di giorni, e poi un altro paio.


Laura insegna musica. Sta tutto il giorno tra classi di ragazzini e consigli. Quest'anno inizierà finalmente dei corsi per direzione d'orchestra per intraprendere i quali da anni le sto facendo una testa così. Questa situazione è una iattura, e speriamo che non si trasformi in una tragedia.

 

Il giorno dopo il nostro rientro e dopo le eterne discussioni che hanno preso il posto di quella che doveva essere una giornata di vacanza, gli animi sembrano un po' rasserenati. La buona dormita sicuramente ha aiutato. Intraprendiamo attività di manutenzione casa. Deve passare il tipo a rimontare le zanzariere, io ho un po' di faccende in banca e posta, dobbiamo sistemare lo sgabuzzino con un armadio da smontare e portare in discarica. All'ora di pranzo decidiamo di fare una pausa e andare in piscina. Le parte l'embolo esattamente mentre stiamo raggiungendo la piscina in macchina, facendo un giro più lungo per un strada bloccata. Non ci posso pensare a quello che mi hai detto ieri. Ma chi sei? Ti rendi conto che non so più chi sei? Non so chi ho avuto accanto in tutti questi anni? Ma dovevi proprio dirmele quelle cose, non potevi tenerle per te? Sbraita. Urla. Non si dà pace. E quando arriviamo al parcheggio di nuovo diventa manesca. Mi faccio una nuotata per rinfrescarmi le idee e togliere occasioni in pubblico, mentre lei prende il sole. Torniamo a casa dove avevamo lasciato i lavori a metà. Devo smontare l'armadio che lei ha svuotato la mattina. Ma la situazione non è rientrata. La discussione riprende più virulenta di prima e lei è già entrata in modalità Super Sayian. Strabuzza gli occhi, urla, mi sputa addosso. Faccio quello che mi è già capitato di fare in situazioni del genere, ossia mi chiudo in bagno per far abbassare la temperatura. Lei va fuori di testa. Mi da' del vigliacco, pesca a piene mani da tutto il repertorio di insulti a cui è in grado di accedere. Io aspetto che si calmino le acque ed esco. Le acque non si erano affatto calmate. Si torna di nuovo alle mani. E allora cambio approccio. Mi avvicino a lei e le tengo le braccia. Poi tiro indietro la mano destra con un gesto inequivocabile e una minaccia che esprimo con gli occhi in un attimo sospeso in cui mi chiedo se darle seguito o al contrario, come al solito, farla sfumare. Opportunamente.

 

Ma quanto ci mette? Ho già sfogliato tre o quattro riviste. Ogni tanto passeggio in su e in giù. Un'umanità varia sta lì, in bilico tra 

l'annoiato e l'impaziente. Qualcuno è stato fatto accomodare sulla sedia a rotelle, qualcun altro fa la spola con il distributore di bibite. Che vergogna. Dal vetro, poco dopo essere arrivati, vedevo lei che raccontava all'infermiere di una dinamica totalmente inventata. Fatti venire in mente qualcosa da dire, mi diceva mentre la portavo al pronto soccorso. Fino a pochi minuti prima mi stava urlando che mi avrebbe denunciato. Io sconvolto le ho replicato che mi sarei autodenunciato io, ma di andare perché qualcosa era successo. La sua reazione alla sberla che non ricordo neanche quando avevo deciso di darle, era anomala. Ricordo solo che in un attimo di lucidità avevo solo cercato di far caso a non colpirle l'orecchio. Evidentemente non c'ero riuscito. La sua rezione sorpresa e incredula era anomala, urlava, diceva che avvertiva un soffio continuo, le davano fastidio tutti i rumori.

 

Finalmente esce. Allora? Ha detto che deve vedermi domattina e che fino ad allora non si sbilancia. Devo prendere queste gocce. Ma come stai? Cosa ti ha detto? Mi guarda. Hai sempre detto che la volta che mi avresti dato una sberla me lo sarei ricordato. Sei stato di parola. Mi hai sfondato il timpano.

 

giovedì 7 settmbre: tra qualche giorno la prima visita di controllo. La situazione sembra molto migliorata. La mia vaga sensazione di essere una merda d'uomo, oltre tutte le possibili giustificazioni, mi accompagna a distanza ma non mi abbandona


Gio

10

Ago

2017

Sono sposata ma sono pazza di un altro.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Voglio un bene immenso a mio marito e mi piace fare l'amore con lui, ma oltre a questo c'è poco. Tempo fa conobbi un ragazzo meraviglioso, mi è piaciuto all'impatto. Lo desidero da impazzire. Lo voglio in un modo assurdo. Questo ragazzo ha la mia stessa età ed è single. Fisicamente mi piace da impazzire. Mi ritrovo a pensarlo spessissimo durante il giorno e sogno di fare l'amore con lui. Sto impazzendo. Non so come posso fare per dimenticarlo. Da un lato vorrei scordarmelo ma dall'altro vorrei fosse mio. Non ho mai provato per nessuno ciò che provo per lui. Mio marito ha un carattere diverso dal mio. E' poco romantico e poco affettuoso. L'ho sposato per amore ma ormai sento solo affetto nei suoi riguardi. Non mi dà molte attenzioni, tranne quando siamo a letto. Mi sento trascurata e non apprezzata. Lui è chiuso, è ermetico. Mentre prima non era un problema per me questo suo carattere, ora sta cominciando a pesarmi. Mi sento che sto buttando anni della mia vita insieme a lui. Invece sento forti emozioni nei confronti dell'altro. Non poterlo avere mi fa stare male. Vorrei averlo conosciuto quando ero da sola, non adesso che sono impegnata. Può essere un discorso che molti criticheranno ma è la pura verità. Spesso faccio sesso con mio marito pensando a lui. Sono sicura però che questo non sarebbe successo se mio marito avesse tenuto acceso il sentimento che nutrivo per lui. Non per giustificarmi ma lo amavo molto. Ora a tratti quando sto con lui provo nausea. Lo so che dovrei lasciarlo ma, non ho il coraggio di affrontare le terze persone e le loro critiche. Nella vita ne ho passate troppe, sono stata sfortunata. Lo sono in tutto, anche in amore. Preferirei non vivvere piuttosto che vivere così. Non ho niente che mi renda felice. Niente.

Mer

03

Mag

2017

Uomini e donne sono uguali

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Basta con questa cazzata, per favore basta. Troppe volte ho sentito frasi del tipo: ma guarda che uomini e donne pensano al sesso in egual misura......ci sono donne che hanno la stessa attività/voglia sessuale degli uomini....basta veramente.

Il problema è solo 1

A una donna che non fa sesso per un mese non succede nulla di particolare, sarà solo più eccitata per via del digiuno.

Un uomo che non eiacula per un mese....non si è mai visto! Noi abbiamo un bisogno fisiologico che deve essere espletato.

Personalmente dopo i primi giorni di astinenza, oltre che una voglia matta, sento un fastidio nella zona pelvica, sono irritabile, dormo male e ho meno appetito del solito. Se l'astinenza si protrae i sintomi peggiorano. Semplice, lineare.

  È come se ad una tavola imbandita di ogni ben di Dio ci fossero 2 commensali diversissimi tra loro. Il primo è un taglialegna  di 2 metri e 120kg che lavora nei boschi 12 ore al giorno e abbatte alberi a mani nude. Il secondo è un omino di 1,65mt per 60kg che si occupa trading online, è vegano e celiaco. Entrambi hanno una fame della madonna, secondo voi si comporteranno alla stessa maniera a tavola??

Scherzi a parte, vediamo di finirla con le cazzate. All'ultima conoscente in crisi xchè è stata cornificata dal marito le ho detto: ma secondo te, tuo marito si è fatto l'amante dopo 15anni di matrimonio xchè non ti ama più, xchè si è innamorato di altre, xchè si è reso conto che ha sbagliato a sposarti, xchè è in crisi di mezza età?? Sveglia ciccia! Un hamburger di tofu al taglialegna non basta ;-)

Succ » 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17

Iscriviti

Iscriviti
Iscrivendoti potrai aggiungere commenti senza attendere approvazioni, votare gli sfoghi e potrai gestire i tuoi post ed il tuo profilo senza limitazioni.
Clicca qui o sull'immagine per aggiungerti