Tag: famiglia

Gio

20

Set

2018

Madre distruttiva psicologicamente, insopportabile

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

mia mamma è ed è sempre stata insopportabile.Ho 23 anni e con lei ne ho passate di tutti i colori, è stata sempre molto tirchia,lamentosa, sin dall'infanzia sempre incline a dare "botte" e a maltrattare, io mi ricordo i pianti che mi facevo erano immensi, ho avuto anche problemi a scuola perchè ero diventata insicura e non parlavo con nessuno e sono anche stata vittima di bullismo per qualche anno.  Ultimamente la cosa sta degenerando perchè sto studiando all'università ho superato il primo anno  e  a volte fa delle discussioni sull'invidia, dicendo che alcune madri sono invidiose delle figlie....se tipo vedono che sono migliori di loro ecc....cosi infatti lei cosa fa,  cerca di elogiare mia sorella  e di disprezzare me   insomma cerca di fare distinzioni e poi tutte le cose negative le attribuisce a me.   Quando devo fare una cosa io succede l'inferno, anche se semplicemente mi devo portare la macchina, e dice che odia il mio fidanzato...mentre il fidanzato di mia sorella è fantastico....Con me si rivolge proprio male,scorbutica,  quando gli chiedo di prestarmi qualcosa mi manda a quel paese, o anche semplicemente se voglio parlare con lei mentre è in salone nel divano, non mi calcola, guarda il cellulare.   Quando però le conviene, mi cerca e vuole fatta compagnia per fare la spesa o  dal dottore insomma per il comodo. Alcune volte in passato è capitato che mi faceva complimenti, anche fisicamente ma è come se poi ci riflette ed è invidiosa.  In realtà sono abbastanza carina anche per quello che mi dicono gli altri....Questa situazione a casa è pesante perchè mentalmente sono molto disturbata infatti soffro di ansia  e ho avuto anche la depressione che mi ha fatto perdere 3 anni di studio ma dalla quale mi sono ripresa da sola grazie anche al mio fidanzato che mi fa da supporto, diciamo che mi ha aiutata molto.

Non sono mai stata da uno psicologo,  inoltre io reputo di avere problemi nel senso che sono eccessivamente timida e chiusa in me stessa e non sono una di quelle che parla in pubblico anzi tremerei solo al pensiero, insomma dicono di me che non parlo proprio mai....la gente pensa questo di me....e per questo sono anche vittima di prese in giro perchè mi prendono per una "troppo buona"  però questo deriva proprio da un mio stato interno di preoccupazione continua e rabbia che ho, anche economicamente non stiamo molto bene, abito in quartiere misero infatti avevo pensato di studiare fuori ma non posso per questo motivo.   Ne ho provate tante, a cercare lavoro fuori e mi è andato tutto male.   Non so come fare continuare a studiare? con lei che molte volte accende la radio o tenta di distrarmi e cmq sopportarla durante il pranzo e cena con le sue provocazioni tanto per poi dirmi che sono irritabile ??....  Sono proprio stressata al massimo mi mantengo così proprio tutti i giorni. Mio papà in tutto ciò è uno che non conta, non si esprime, nel senso che è succube di mia madre perchè fa tutto quello che dice lei nonostante è solo lui che lavora.

Sab

15

Set

2018

Una situazione pesante

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Cosa intendo per situazione pesante?

Vorrei evitare di fare papiri ma siccome per essere comprensibile dovrei comunque spiegare delle cose, scriverò qualcosa di più o meno lungo lo stesso.

Mia madre scappò dalla casa di mio padre biologico, uomo con già ben tre storie e tre figli alle spalle, perché era violento quando avevo due mesi. Da quando ho memoria io ho sempre vissuto con mia nonna che mi ha fatto da mamma, mentre mia mamma lavorava per mantenerci tutte e tre, questo fino a quando non è apparso l'attuale marito di mamma.

Lui e lei hanno praticamente costruito una loro famiglia, sono andati a vivere insieme, si sono sposati e poco dopo sono anche arrivati i miei due fratellini, tutto nel mentre io ancora vivevo da nonna.

Attualmente, ho 16 anni. Ancora oggi vivo fissa da mia nonna, sia per comodità che per mia volontà e sto cominciando a notare come questa cosa ai miei genitori(mia madre e suo marito per intenderci, siccome mio padre biologico lo conosco da 3 anni) pesi molto. Solitamente, io sto da mia nonna tutta la settimana ed il weekend con i miei ma visto la tensione evidente in casa mia con la mia presenza, siccome tra noi non andiamo per niente d'accordo, a volte preferisco restare da mia nonna.

Oggi, mia madre mi ha dato uno schiaffo.

Per carità, non penso sia un sacrilegio "punire" i propri figli, ma è il motivo che mi ha lasciato perplessa: io le avevo chiesto di andare da mia nonna.

Mentre mio padre ha cominciato a darmi della figlia ingrata insinuando che io li usi come bancomat, mamma ha urlato dicendo che non ne poteva più sentirmi piangere, che non ho due anni e che devo imparare a rispettarli.

Scusate, ma io non ho mai visto tutto questo come una mancanza di rispetto solamente, avendomi lasciato tutta la mia infanzia fa mia nonna trovo difficile staccarmene, anche se non è assolutamente la vecchiata più amorevole del mondo.

Mi spiego: in casa, quando litigo con i più grandi, è frequente che mi si dica "idiota", "stupida", "ritardata", "cogliona" e tanto altro infatti ci ho fatto l'abitudine, ancor di più quando si tratta di insultarmi per come mi vesto, cosa che mia madre fa abitualmente.

Tra il bullismo subito a scuola e i miei genitori che non si regolano, io di conseguenza ho sviluppato una personalità apatica, di fatto non mostro emozioni se non sono disappunto o rabbia. 

Mia madre non mi fa mai uscire di casa, non approva le mie amicizie e mi isola, mi comanda a bacchetta insomma. 

Io non so più come comportarmi, qualsiasi cosa faccio è sbagliata e mia madre non fa che prendermi a parolacce, io sto diventando aggressiva nei confronti di tutti, sto perdendo l'interesse in tutto quello che mi appassionava e la cosa mi spaventa un pochino. Quando sto insieme a quelle poche amiche che ho(che vedo una volta ogni due settimane se mi va bene) mi viene naturale ridere, scherzare, ma quando sono da sola o con la mia famiglia perdo ogni stimolo emotivo.

Cosa dovrei fare? Sono io quella sbagliata, dovrei cambiare qualcosa di me stessa? 

 

Provare a dialogare con mia madre è inutile, o mi parla sopra oppure mi mette paura... 

Lun

03

Set

2018

CONFESSIONE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI

 

Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.

Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.

E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.

Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un  forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in  alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?

E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.

In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.

Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.

Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.

Ven

24

Ago

2018

Sono veramente triste e vuota dentro

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Convivo da 2 anni con il mio compagno. Ci conosciamo da una vita ma siamo assieme da 6. Non abbiamo progetti. Viviamo alla giornata. Figli? Boh. Matrimonio? Mah. Non ne abbiamo mai parlato ma neanche per ipotesi. Abbiamo poco da dirci io e lui ultimamente. Lui torna da lavoro e fa le sue cose o sta al telefono... Facebook, instagram, whapp. Io torno dal lavoro, cucino, stiro e faccio le mie cose e o guado un film o sto al telefono anche io a cazzeggiare. Le tipiche conversazioni del tipo: tutto bene a lavoro? Si e tu? Bene dai... Poi a letto. Questa routine ciclica mi uccide. Il sesso? Sporadico. Soprattutto noioso. Mea culpa eh? Sicuramente anche io ho smesso di cercare di fare la Iper seducente... La gattona. Ma anche lui... Sempre le stesse cose, e ultimamente odio, detesto quando durante il sesso mi fa "i grattini" ma perché!?perché cazzo... Scopami forte come mi piace!! 

Il lavoro mi fa merda... Non ho altre grandi alternative quindi mi devo accontentare ma giuro che l ambiente e la tipologia di lavoro mi fa merda. 

Ho pochi risparmi da parte, posso contare si e no sul mio stipendio... Finché ne ho uno.

L unico conforto è la mia famiglia, mamma e papà. Con loro sto bene. Non vedo l ora di andarli a trovare, parlare con loro e posso dire che quando torno a casa dei miei ritrovo l aria. 

Vado da una psichiatra da un po' di mesi perche per un insieme di cose mi sento terribilmente infelice. È un misto di cose, lo so ma non so come uscirne e ho solo 30 anni. I miei genitori che mi conoscono molto bene vedono che c è qualcosa che non va e da loro mi sento amata pienamente per quello che sono. Solo al pensiero mi verrebbe da alzarmi dal divano di casa mia su cui sono seduta, mollare tutto e tutti e correre da loro. Sono messa male? 

Gio

23

Ago

2018

Zii menefreghisti e padre demoralizzato

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono veramente demoralizzata dal trattamento che subiscono mio padre e mia nonna da parte della loro famiglia d'origine. 

Premessa per far capire il contesto: famiglia relativamente benestante (proprietari di una casa con quattro appartamenti costruita dal mio bisnonno), il nonno paterno è morto molti anni fa e quindi mia nonna è rimasta vedova abbastanza giovane con tre figli (mio padre, un fratello e una sorella); io ho un fratello e tre cugini, figli del fratello di mio padre. Con i miei siamo una famiglia abbastanza unita, io e mio fratello non abitiamo più con loro ma comunque sento che ci vogliamo bene e non ci siamo mai fatti mancare reciprocamente nulla. Finché abbiamo vissuto tutti e quattro insieme siamo stati nella casa di proprietà della mia famiglia paterna, mentre gli altri tre appartamenti erano occupati rispettivamente da mia nonna, la famiglia di mia zia e la famiglia di mio zio.

Veniamo a oggi. Da poco più di un anno mia nonna, sempre sanissima, ha improvvisamente cominciato a soffrire di demenza e lentamente è diventata non autosufficiente. A questo punto gli screzi fra i tre fratelli, sempre sopiti, si sono rivelati apertamente. Non appena mia nonna ha perso la ragione e ha smesso di riconoscere i suoi figli (scambiando ogni giorno mio padre e mio zio per mio nonno e mia zia per sua sorella), i miei zii hanno cominciato a disinteressarsi completamente del suo stato di salute. Inizialmente negando il problema (anche facendosi una risata quando mia nonna è stata ritrovata in camicia da notte per strada in stato confusionale), poi la questione è degenerata quando mio zio, stufo della situazione dopo un solo mese, ha preso i contatti con un ospizio per sbattercela dentro. Per fortuna mio padre lo ha scoperto per caso e (con il nostro aiuto e con quello di mia madre) è riuscito a convincerli ad assumere una badante, che fra l'altro costa meno di un ospizio e almeno avrebbe permesso a mia nonna di morire nella casa dove è nata, vicino ai suoi figli. Che, in tutto questo, se ne sbattono da mesi e non mettono piede in casa della madre (nonostante abiti al piano di sopra). Mio padre non è ancora in pensione e nonostante questo dedica ore al giorno a fare compagnia a mia nonna, anche se lei non lo riconosce più e adesso non riesce più a parlare. Io e mio fratello lavoriamo e le facciamo visita almeno due volte alla settimana, mentre i miei cugini, più piccoli di noi e ancora a casa coi genitori (quindi, lo sottolineo, nello stesso palazzo di mia nonna), non ci mettono piedi per settimane o mesi interi. Per capirci, mia nonna era ormai allettata da ormai quasi quattro settimane quando mio cugino è entrato in camera sua e ha urlato "porca troia, ma non cammina più?" Buongiorno e grazie per l'interessamento! A volte mio padre è costretto a uscire prima dal lavoro perché mia nonna è da sola, correre a casa... Per poi scoprire che i miei zii erano a casa in poltrona ma non avevano voglia di alzare le chiappe dalla poltrona per fare una rampa di scale!!!

Detto questo, non ho mai visto mio padre così depresso nella sua vita. Il colpo di grazia è stato quando sua sorella gli ha proposto di modificare il testamento di mia nonna (per aggiustare un cavillo burocratico che avrebbe accelerato l'acquisizione dell'eredità) chiedendo a un anziano di prestarsi per falsificare la firma. Piange al telefono quando lo chiamo ma non riesce, non ha il coraggio di incazzarsi coi suoi fratelli, che praticamente ormai ammettono quasi apertamente di non vedere l'ora che mia nonna tiri le cuoia. Vorrei tanto poter fare qualcosa per lui ma siccome non riesce ad ammettere completamente a se stesso il problema è molto difficile affrontare l'argomento. 

Scusate lo sfogo lunghissimo ma avevo bisogno di scriverlo da qualche parte. 

Dom

19

Ago

2018

Cosa dovrei fare?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Salve a tutti, sono un ragazzo di 18 anni. Mio padre è "uscito" dalla mia vita quando avevo 11 anni perché mia madre, giustamente, lo ha cacciato fuori di casa dopo aver sperperato tutti i soldi in droga. E fino a qui ci possiamo anche stare, per così dire. Vivo quindi in casa con mia mamma, mio fratello e mia nonna.

Mia mamma lavora tutti i giorni, torna a casa stanca e usa l'alcol per rilassarsi. Ha trovato un compagno con cui sta insieme da un anno e sono felice per lei ma sta trascurando un po' la casa e la famiglia. Io non so come mai ma non riesco ad averci un rapporto con mia madre. Ci parliamo pochissimo, quando mi abbraccia divento freddo e non riesco proprio a comunicare con lei.

Mia nonna invece essendo in casa più tempo di mia madre si sente in obbligo di gestire la casa, e purtroppo anche la mia vita. E io non riesco piu a gestire il suo fiato sul collo, la sua costante mania di controllo che ha nei miei confronti.

Aggiungo inoltre che sono bisessuale. Ho avuto una relazione con una ragazza che ovviamente non piaceva molto alla mia famiglia (era ritenuta troppo ingenua e infantile per me). Ora invece sto con un ragazzo invece, da due mesi e poco piu. Ovviamente ho dovuto fare outing ma il punto non è quello. Lui è più grande di me di 8 anni, ma a me non interessa niente dell'età di una persona.

E ovviamente a mia nonna questo ragazzo non piace.

"Ti farà soffrire" "Ti sta solo usando" "Vedrai poi come ci stai male" Sono solo le frasi più leggere che mi gengono ripetute ogni giorno.

E io dico, ma che cazzo ne sapete di com'è. Lui è un ragazzo bravissimo, stiamo bene insieme, non mi fa mancare nulla e è sempre disponibile quando ho bisogno. Io ci tengo veramente a lui e vorrei vivere questa relazione nel modo più sereno possibile. Ma non ci riesco. È un periodo che sto sempre fuori casa perché non sopporto nessuno in famiglia, e stando sempre con lui ricevo solo più lamentele. 

Devo anche studiare per gli esami che ho a settembre per la scuola ma non ho la testa per farlo. Mi hanno fatto iniziare ripetizioni inutili con persone che mi lasciano solo da studiare a casa e più mi opprimono con tutti questi obblighi e più sento il bisogno di staccare. Mi sono sempre organizzato e non ho di certo bisogno del loro aiuto. 

E la cosa piu grave è che io li odio. Li odio proprio. Quando entro in casa comincio a innervosirmi anche solo sentendo la loro voce, non voglio parlarci, mangiarci e nemmeno dormire in quella casa. La situazione è molto complicata e scriverla tutta diventerebbe un romanzo. Questo era il mio sfogo, buona giornata a tutti.

Gio

16

Ago

2018

Odio la mia famiglia!

Sfogo di Avatar di jolly24jolly24 | Categoria: Ira

Okay, ho una storia un po' particolare. Mia zia, mio zio e mio cugino hanno vissuto da noi (me, mia madre e mia sorella) per quasi più di 2 anni. Li abbiamo accolti, ma loro, piccoli stronzi, ne hanno sempre colto l'occasione per sfruttarci al meglio del loro piacimento. Mia madre ha trovato una casa per loro e li hanno cacciati fuori di casa, ma loro continuano a venire da noi 'in visita', ma in verità stanno per diversi giorni a casa nostra, certe volte non vogliono nemmeno andarsene. Ora è venuta mia zia a casa mia e si è distesa sul mio letto come fosse casa sua. Sembra una balena spiaggiata. Poi c'è suo figlio (mio cugino) che non ne dobbiamo parlare... c'è, E' TREMENDO! Sembra quasi un terremoto. Tutto il giorno schiamazza e corre in giro per la casa come se qualcuno lo stesse inseguendo, piange ed urla l'intero giorno. Un giorno sono addirittura arrivati i carabinieri e ci hanno multati di €50 per disturbo della quiete pubblica. Suo figlio mi manda anche LETTERALMENTE a quel paese e non fa niente di più che insultarmi. Sua madre, invece, piccola zoccola, non gli fa niente, perché 'i bambini non si educano con la violenza'. Qua non è questione di violenza, ma più di buon principio. Un bambino a 4 anni non può arrivare a mandare a quel paese un uomo di 23 anni, e poi, se rimproverato da 'quell'uomo', sua madre continua a non dirgli niente. E quanto 'gli alzo le mani' (ma con 'alzare le mani' mi riferisco ad una semplice sculacciata, niente di che), inizia ad urlarmi contro (lei, lui e lui). Io mi innervosisco ed esco di casa certe volte. Non so più cosa fare! Mia madre poverina s'è stancata anche lei di loro, ma sta tutto il giorno al lavoro e dunque non ci può fare niente. Tutto il mondo conosce questo 'trio', l'altro giorno il figlio stava buttando dal balcone sua madre, quindi c'è anche una tale 'irrelevanza' anche tra di loro. Uno più stupido dell'altro. Non so più cosa fare. UPDATE: Ora la balena spiaggiata s'è addormentata, russa manco fossero cani in grotta. Io non so più cosa fare, PER FAVORE AIUTATEMI!! Suo figlio continua ad urlarmi contro che mi viene quasi l'istinto di ucciderlo. Poi, per finire in bellezza, vi racconto cosa fa (raramente) LEI per calmare suo figlio; HA 4 FOTTUTI ANNI, quanto inizia a piangere e lei si stanca di lui, cosa fa? GLI DA IL FOTTUTO TELEFONO!! Ha 4 anni questo fottuto bambino e non sa contare fino a 10, per non menzionare il fatto che io a 4 anni non potevo neanche uscire dalla mia cameretta senza il consenso dei miei genitori, figuriamoci che mi avessero dato il telefono! Mah, non so più cosa fare! Aiutatemi voi!! 

Ven

10

Ago

2018

Un lavoro forzato

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve, sono una ragazza di 22 anni. Volevo passare un'estate tranquilla ma ero assillata continuamente da parenti che dovevo trovare un lavoro. Combattuta tra il riposarmi dopo una triennale estenuante e il cercare lavoro, mi è arrivata una proposta che ho subito accettato. Purtroppo, ora, dopo 3 settimane, l'ambiente lavorativo mi fa sentire molto male. Ho continui incubi, penso solo alle situazioni che potrebbero capitare a lavoro e non sto bene neanche fisicamente, perché somatizzo. Oggi sono andata a ritirare il tesserino, con scadenza a dicembre, ma avrei preferito non averlo. Il mio problema è che sono molto insicura, e l'ambiente lavorativo in cui sono capitata è un continuo banco di prova in cui la gente maleducata non manca. Le responsabilità sono tante e molto è lo stress. Ora vorrei solo sparire e ritornare a quel giorno in cui ho accettato questo lavoro. Le mie colleghe dicono che è solo un'impressione iniziale, ma non hanno capito che ho accettato il lavoro solo per esigenze economiche e per non sentirmi dire continuamente di cercare lavoro. Non sono una sfaticata, ho fatto sempre tanti lavoretti...ma questo mi distrugge. Ho parlato con le colleghe e mi hanno detto che in caso potrei andarmene ad Ottobre, retrocedere. Spero che i miei non pensino che sia una debole, ma davvero, ogni volta che penso che devo andare là, sto malissimo.

Mar

07

Ago

2018

La famiglia è un male

Sfogo di Avatar di rewiind96rewiind96 | Categoria: Accidia

parlo per la mia esperienza. La famiglia è un male, non ti sostiene se non sei come vogliono loro, se non fai il lavoro che vogliono loro, se non stai con una persona a cui loro va bene. La famiglia ripone in te aspettative assurde e solo perché ti hanno mantenuto pretendono di avere il controllo su di te. I genitori riversano tutte le frustrazioni che hanno avuto nella loro infanzia su di te e non se ne rendono neanche conto. Sono loro le persone che più ti criticano e ti criticheranno. Ma dico io, se vuoi bene a una persona la accetti per quello che è, no? E invece no. La famiglia è un male. Se non si è prima a posto con se stessi e con il proprio animo non si dovrebbe mai diventare genitori. Poi i figli crescono problematici e diventeranno adulti ansiosi, questo causa pazzia e sfascio della società 

Mar

07

Ago

2018

Brutta giornata

Sfogo di Avatar di rewiind96rewiind96 | Categoria: Ira

Penso che oggi sia stata una delle giornate più brutte della mia vita. Ho 22 anni e sono una studentessa universitaria. Lavoro e studio durante l’anno contemporaneamente, ho dato tutti i miei esami di quest’anno entro Giugno e non ho esami indietro. Mi faccio un culo così durante l’anno per poi riposarmi durante l’estate e per poter stare con il mio fidanzato, che è un mio coetaneo. Lui lavora e siamo entrambi molto responsabili. Il problema qui è mia madre. Oggi è venuto fuori che una sua collega, la quale non mi vedeva da almeno 7 anni, le ha detto che secondo lei sono ingrassata. Apriti cielo! Mi ha insultata tutto il giorno, dicendomi che se non perdo almeno 3 kg non mi darà mai più soldi se mi servono e mi ha fatta piangere tutto il giorno. Io non sono la classica ragazza magra, sono alta 1.73 e sono sempre stata formosa, ho una quarta abbondante di seno e porto la 44. Il culmine è arrivato però quando ha scritto al mio ragazzo, dicendogli che sono ingrassata e che mi deve far stare a dieta e insultandomi. Mi è caduto il mondo addosso perché io ci ho messo veramente tanto a trovare un mio equilibrio mentale e fisico, lei cerca sempre di rovinarmi tutto e si attacca a ogni minima cosa per farmi stare male. Se non avessi dato i miei esami a questo mi avrebbe invece fatto una scenata per gli esami. Io non ce la faccio più. Lei da sempre sfoga l’infanzia di merda che ha avuto su di me, mia sorella e mio padre e si permette di invadere gli spazi degli altri in questa maniera. Non mi ha mai fatta uscire quando ero più giovane, è solo da quando ho iniziato l’universita che mi sono resa un po’ più indipendente lavorando quando posso. Il mio ragazzo è fantastico, stiamo insieme da due anni ma non volevo che vedesse questa parte di me.. Lui sapeva che mia madre non era a posto ma fino a questo punto no... Lui dice di non ascoltarla e che sono bella così, il problema è che ora continuerà a scrivergli per chissà quanto, non gliela avevo mai presentata perché non ho mai avuto un bel rapporto con lei come potete immaginare, quindi che gli abbia scritto e per di più che gli abbia scritto insultandomi (ha usato svariate volte il termine “vacca” per descrivermi) mi ha mandato in crisi. Io sto bene con me stessa, mi piace essere formosa e non vedo perché dovrei sentirmi come una ragazzina complessata ora. Io penso che lei voglia distruggermi tutto dato che mi vede felice e lei forse non lo è mai stata nella sua vita. Vorrei tanto finire al più presto l’Università e andarmene, ma il mio corso di laurea è di 5 anni interi, quindi ancora un paio d’anni mi mancano. Il fatto è che a 22 anni mi sento adulta e odio essere trattata come se avessi 12 anni e fossi di sua proprietà. A volte la famiglia è veramente il tuo peggior nemico. Oggi ho pianto tanto e mi sono arrabbiata, ora vorrei solo dormire ma non riesco