Tag: invidia

Ven

26

Ott

2018

Stare male per qualcuno che non puoi avere

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Che palle che palle in realtà mi odio per questa situazione perchè non dovrei proprio soffrire per una cosa del genere ma io sono fatta così e sto cercando di migliorarmi. 

Seguo un giocatore di pallavolo, è un ragazzo dolcissimo, molto bello, simpatico ma è fidanzato. Oltre che non mi considererà mai, mi piace proprio come è la sua persone e spesso lo desidero accanto a me. Purtroppo quando vedo immagini con lei o storie di ig che mette soffro tantissimo, piango e vorrei esserci io al posto suo. So che è un comportamento infantile ma non posso dire al mio corpo cosa fare se piangere o no. Non voglio soffrire così, voglio continuare a seguirlo per lo sport che fa e non stare cosí male. 

 

Dom

23

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Invidia? Sì 

Rabbia? Sì

Gelosia? Sì

Vorrei cacciare via tutte queste sensazioni ma non riesco... Hai avuto tutto dalla vita, ti sei nascosta dietro falsi problemi per farti vedere, non hai mai dovuto patire la fame o piangere la notte per i problemi quelli veri. Ora che sei tornata hai una casa tutta tua, la macchina regalata, bollo e assicurazione e bollette pagati e hai pure la faccia tosta di non cercare lavoro perché devi inseguire i tuoi sogni...  Io quando sono tornata ho avuto una misera stanzetta che mi sono ricavata con le mie mani, pagavo ogni mese un tot per le spese per non pesare su nessuno e lavoravo tutto il giorno, per avere una casa mia ho dovuto pagare e ora le spese facciamo a metà... Non voglio farmi prendere dalla rabbia perché loro ci provano a fare le cose uguali, anche se non sempre è possibile, ma piu ti guardo e più provo odio... "Ma come? Tu non vai dal parrucchiere tutti i mesi?" - "Adesso ogni 10 giorni vado dall' estetista perché mi devo sistemare le unghie" - "sai domani esco con le mie amiche che devo fare un set fotografico" - "scusate il ritardo ero a fare aperitivo con le amiche" ecco queste sono proprio le parole giuste per farmi incazzare... Ma respiro e vado avanti... Prima o poi la ruota gira... 

Lun

03

Set

2018

La mia migliore amica sta diventando insopportabile!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Io e lei ci conosciamo da tantissimi anni, si può dire che siamo quasi come sorelle.
Non ci siamo mai lamentate l'una dell'altra e la nostra amicizia è nata proprio perché eravamo entrambe emarginate dai gruppetti a scuola.
Da un po' di tempo (5 anni) si sta comportando in maniera esageratamente gelosa.

Io e lei siamo uniche amiche. Non abbiamo mai avuto altre persone (o almeno, quelle poche volte che avevamo altri amici se ne andavano dopo breve tempo).
Ormai è diventata insopportabilmente gelosa.
Mi spia le chat, legge i miei messaggi privati. Non posso andare a salutare un vecchio compagno di scuola che va lei, con aria adirata, a dirmi "chi cazzo era???" oppure ad urlarmi contro di non andare ad abbracciarle.
Vuole sempre decidere per me (se lei vuole fare una cosa, costringe anche me a farla). E quando -ovviamente- mi ribello a questo comportamento, mi fa passare per la cattivona di turno e lei si fa passare per la vittima.
Usa la carta del vittimismo quasi sempre, ormai. e mi dà sui nervi questo comportamento immaturo.
L'altra volta mi ha minacciato di andarsene via se non smettevo di parlare con altre persone.

Ora mi dico, se mi conosci da anni e anni, sai che ci tengo tantissimo a te, cosa stai a fare la gelosa? non sono un oggetto! Non sono così idiota da lasciarti comandare a bacchetta la mia vita, i miei gusti e sopratutto le mie idee! Che cosa vuoi?!
E il bello è che lei, grandissima egoista, può far quel cazzo che vuole mentre io devo starla a sentire.

Se lei vuole viaggiare, DEVO viaggiare con lei.
Se lei vuole andare al mare, DEVO andare con lei.
Se a lei non piace una cosa, ovviamente, NON DEVE PIACERE A ME.

Oh, vero! Lei può avere tutti gli amici che vuole. mentre se io parlo con loro (e magari mi trovano più interessante di lei) fa di tutto pur di bloccare i contatti con loro. Perché è perennemente gelosa E invidiosa di me.
Devo essere solo sua. Ma allo stesso tempo, GUAI se parlo con i suoi amici e loro cercano me per parlare.
è insicura. Molto, ma MOLTO insicura. Ma allos tesso tempo, c'ha un ego così smisurato che farà incazzare persino la persona più paziente al mondo.
Pensa quasi sempre a se stessa, molto egocentrica, bambina viziata. E sopratutto, ha la mania di sparare puttanate e subito dopo (se la sentono e si arrabbiano) fa la scarica barile, del tipo: "Ma sei stata tu, A., a dire ciò che ho detto!"

 

è stupido. Abbiamo entrambe rispettivamente 19 e 20 anni.
Ti prego, per carità di dio, Comportati come una ragazza della tua età. 
Non puoi stare a minacciare che ti allontani da me SOLAMENTE perchè ho abbracciato una ragazza.

(Lei è bisessuale. ma non è per niente innamorata di me. Anzi, mi tratta come una sorella minore. Ma appunto il problema è che decide troppo per me. e se non riesce a decidere per me o a mettermi in bocca cosa che non ho detto, si arrabbia e comincia ad essere anche manesca).

Qualche consiglio?

Lun

27

Ago

2018

i vostri peccati capitali

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

quali sono i 3 peccati capitali che vi definiscono? e perchè? i miei sono accidia: sono pigra e non ho mai la voglia/coraggio di mettermi in gioco e fare cose per me stessa e per gli altri, vivo vegetando > orgoglio: il fatto di stare "sempre ferma" mi rende superiore agli altri e qualsiasi persona o fatto che mi minaccia mi irrita > invidia: la costante sensazione di impotenza mi fa invidiare il successo degli altri anche se, appunto, sono troppo orgogliosa per ammetterlo e troppo pigra per  muovere il sederino. da qui il ciclo riprende. 

commentate, il più disagiato/a vince una serata a suon di jojo references

Sab

25

Ago

2018

La mamma del mio ragazzo

Sfogo di Avatar di noncelapossofarenoncelapossofare | Categoria: Ira

La mamma del mio ragazzo è una persona di merda. Cerca in tutti i modi di sembrare carina e gentile con il suo sorriso falsissimo ma le sue frecciatine e battutine inappropriate fanno emergere la sua natura di stronza. Ma il mio non è un odio incondizionato. Negli ultimi due anni sono passata sopra a tutte le frecciatine, non sono mai stata colpita dai suoi commenti inaproppriati ma adesso è davvero troppo. Si è permessa di dire che io non devo stare con suo figlio perché sono incontentabile, insopportabile. Si è permessa di dire che suo figlio deve lasciarmi e che non può continuare a stare "con una così". E io che che mi sono mostrata sempre per quella che sono (educata, rispettosa, premurosa), io che mi si adatto a qualsiasi situazione e qualsiasi scelta, io che sorrido sempre e apprezzo davvero tutto sarei quella incontentabile? E non devo più "mettere piede in casa sua". E il mio ragazzo ha pure il coraggio di chiedermi perché io adesso la odio...

Mar

21

Ago

2018

Non riesco a credergli

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Ciao a tutti... Vi racconto che cosa mi frulla nella testa e che non riesco a estirpare.

Da quando sono piccola ho sempre avuto una specie di sesto senso per quanto riguarda il capire se una persona mente oppure no. 

8 mesi fa, ho conosciuto un ragazzo. Io venivo da una storia di 3 anni e lui invece aveva sempre e solo avuto storielle di 2/3 mesi. Premetto che se non fosse per me non staremmo insieme, perché dopo il primo appuntamento mi sono fatta sentire io e da lì è iniziata la nostra storia. 

Insomma, ci conosciamo, ci piacciamo... Dopo un po' di tempo inizio a essere curiosa del suo passato, ma non per giudicarlo, per conoscere meglio la persona che ho accanto.

Durante un discorso mi parla frettolosamente di una storia che l'ha segnato molto durante la sua adolescenza, la quale ha segnato in modo indelebile il suo carattere, ovvero si è chiuso e fa fatica a esprimere i suoi sentimenti. Non mi parla troppo di questa storia, chiude il discorso in 2 minuti e si innervosisce pure. 

Io dopo un mese riesco a scoprire, cazzeggiando su Facebook, chi è la ragazza in questione e riesco a ottenere qualche altra informazione, sebbene lui si innervosisca sempre. Lei è una sua amica di infanzia, con cui è stato un mese circa, però per la quale ha avuto una cotta di 2 anni ed è stato rifiutato da lei. 

Insomma, non ne parliamo più finché dopo 5 mesi di relazione gli domando come mai foto con me su Facebook non ne vuole mettere e lui mi dice che per lui le cose importanti vanno tenute fuori dai social, condivisibilissimo... Se non fosse che ha ancora tra le vecchie foto quella con la sua ex e io divento sempre più gelosa. Gli chiedo in continuazione perché lei, con cui è stato un mese si meritava la foto e io no. Insomma, inizia a radicarsi in me sempre più il sospetto che lui non sia mai riuscito ad avere una relazione stabile perché pensava ancora a lei e che io fossi solamente un ripiego temporaneo. 

Gli faccio altre domande, lui si innervosisce sempre di più e non dà mai risposte chiare. Mi spiega che erano altri tempi e che era più piccolo. Sta di fatto che mi imbatto in una loro vecchia chat e leggo cose che mi fanno stare parecchio male: scriveva cose talmente dolci a lei, a me non le ha mai scritte... Appena conosciuti mi dice che non ha mai detto ti amo a nessuno e invece in questa chat scopro che a lei lo ha detto. 

Lui non mi ha mai corteggiata, come ho scritto se non fosse per me non staremmo insieme oggi. Mi ha presentato la sua famiglia, ma con me lui non si apre, è sempre chiuso in se stesso e appena tento di fargli domande su qualsiasi cosa reagisce male, ultimamente ha anche iniziato ad alzare un po' le mani... 

Io non capisco più nulla, ho bisogno di parlare con qualcuno ... Non so se vedo distorta io la situazione per via della gelosia ... Non so che pensare... 

Il fatto è che tra 2 giorni c'è una fiera nel suo paese e 99% incontreremo la sua ex e, siccome  sono rimasti in buoni rapporti, sicuramente si saluteranno calorosamente ecc... Ho paura di avere una crisi se vedessi nei suoi occhi quella luce che con me non ha. Non so come affrontare la cosa e ne sto uscendo pazza. Per favore non prendetemi in giro, so che sembra una stronzata, anzi lo è molto probabilmente ... Però io ci sto male...  

Ven

17

Ago

2018

Mi sottovalutavate tutti...e adesso?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

 

a piu di 4 anni vivo all'estero, sono un programmatore informatico pagato generosamente. Ma a Verona mi sottovalutavate tutti, altezzosi, presunti ricchi. Ero tra i piu bassi punteggi di laurea nel mio corso all'uni eppure fino ad ora ho lavorato nelle top banche e multinazionali mondiali, risate davanti ai miei vecchi docenti!!! Vecchi amici...siete entrati nel mondo lavorativo e adesso quando ritorno per le vacanze vi vedo tutti amareggiati, con orecchie basse. Ma come prima sbandieravate la vostra presunta ricchezza derivata dalla paghetta settimanale del papino e adesso mi siete ridotti cosi? Verona è magnifica ma i veronesi in generale sono persone fredde, associali, bigotte e frustrate ma non li biasimo vista la condizione economica italiana.

Comunque venire adesso come turista in Italia è fantastico, prima di partire non riuscivo nemmeno a permettermi una mountain bike dalla Decathlon!! Italia non è un addio, ci ritornerò a vivere si, ma con la mia pensione privata estera ;)

 PS: scusate se scrivo da anonimo ma nn avevo voglia di registrarmi 

Dom

12

Ago

2018

L'invidia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Ebbene sì,odio ammetterlo,ma provo spesso invidia verso qualcun altro che secondo me possa avere qualcosa che io non ho, ad esempio la bellezza,il fatto di fare più cose nella vita rispetto a quello che faccio io,un lavoro, una casa di proprietà...insomma io ho dei lati della mia vita di cui non sono soddisfatta, appunto non ho un lavoro ,cerco casa in affitto ma non trovo nulla che possa permettermi al momento, ero dimagrita molto ma in seguito alla gravidanza.sono diventata di nuovo un bisonte, sto spesso in casa perché non ho più amiche...eppure ho tantissimo ,un marito prezioso, un bambino fantastico e una bimba che uscirà tra un mese. Si al momento non possiamo fare il grande passo di comprare una casa ma il pane a tavola non manca mai e soprattutto ai bambini non manca nulla. Eppure sono sempre lì a pensare a quello che hanno gli altri che io vorrei, sapendo bene che la vita non è rosa e fiori per nessuno. Discorso immaturo immagino ma stasera non ho sonno e pensavo alla vicina di casa che è appena uscita in tacchi a spillo, svestita nonostante sia una tracagnotta (io non mi metto manco le caviglie di fuori tanto mi faccio schifo), libera di fare ciò che vuole nonostante abbia un figlio, vedova ,coi soldi e fidanzata con un ragazzo della stessa età del figlio..so bene che ognuno ha il suo,la sua vita e via dicendo e allora perché non mi faccio una padellata di cazzi miei e penso a me invece che agli altri??!!

Dom

05

Ago

2018

La mia odissea, perdita di speranza verso l'umanità e me stesso.

Sfogo di Avatar di SopravvivendoSopravvivendo | Categoria: Altro

Il mio sfogo comprende vari vizi capitali, quindi alla fine l'ho buttato in altro.

Sono invidioso per chi nella mia stessa situazione ha potuto di più, magari in termini economi o di dove è vissuto, permettendosi vie più semplici, di chi ha ricevuto affetto nella propria vita e riesce ancora a sentirsi compatibile con le persone.

Accidia, perché nel mio stato attuale e visto le uniche scelte che posso fare preferirei mille volte abbandonarmi a me stesso e non fare nulla.

 Ira, per le istituzioni che non mi hanno mai calcolato, verso qualsiasi scherzo del destino che ha peggiorato la situazione con mio padre e tutte le persone (alunni, professori) colpevoli ormai della mia misantropia e desensibilizzazione verso il rapporto sociale.

 Voleva essere uno sfogo pieno di risentimento verso questo mondo, e tutto il negativo che continua a rinconcorrermi, ma a un certo punto è diventato estenuante tanto da trasformarsi in una cronaca dei fatti. Ma mi sono sfogato. 

 

La mia è una situazione abbastanza particolare, a seguito di atti di bullismo piuttosto pesanti ma non necessariamente gravi (la colpa è anche la mia, sono sempre stato una persona troppo sensibile e non inteso in senso positivo) passo i miei 3 anni delle medie a pelo con tante assenze, anni in cui ho probabilmente sviluppato anche la maggior parte dei miei meccanismi antisociali, nonostante sia rimasto per tutto il periodo sempre il "primo della classe". Già da allora non avevo nessuna ragione in particolare per studiare, ma il mio essere abbandonato a me stesso, l'essermi abituato ad essere quello che studia e la mia inesistente vita sociale mi ha fatto passare tutti i pomeriggi di quegli anni sui libri, così da eccellere anche senza essere particolarmente intelligente. Ironicamente ciò mi ha portato la maggior parte degli asti della classe, rendendo poi in futuro lo studio un trauma per me.

 

Iniziate le superiori, stavolta mi ritrovo a che fare col bullismo fisico e contemporaneamente, a seguito di una malattia fulminante, mio padre diventa infermo mentale. Siamo sempre stati tre in famiglia, quei pochi parenti esistevano soltanto dalla parte paterna e quindi ci siamo ritrovati completamente soli. I miei hanno iniziato a spostarsi per cliniche psichiatriche servite dal SSN, ritrovandomi da solo a casa. Da quel momento in poi ho vissuto completamente da recluso, abbandonando la scuola (senza mai aver ricevuto visite da assistenti sociali) fino ai miei 18 anni. Parliamo quindi di un periodo di circa 4 anni. La situazione in casa era brutta, ma ero solo, mia madre era già depressa di suo. Dai 14 e mezzo ai 17 anni - anche perché la nostra situazione economica era ed è ancora da mani nei capelli, sopravvivendo grazie a qualche soldo messo da parte negli anni - tutto ciò che ho avuto è stato questo portatile cui regge ormai a malapena Chrome e la connessione ad Internet. Non avendo quindi un computer con cui videogiocare ho passato i primi anni della reclusione semplicemente guardando quantità industriali di serie tv, poi anime (la mia passione più grande ma forse anche la mia rovina finale, per le aspettative che mi ha creato durante quella particolare fare dell'adolescenza verso la vita vera) e qualche film. Il tutto dormendo alle 10AM e svegliandomi a caso dalle 15-18PM. Non mi interessava avere contatti sociali, ne avevo pieno le scatole, e non riuscivo a trovare nemmeno luoghi in italiano in cui includermi online. Così il resto dei miei svaghi era visitare imageboard, reddit, qualsiasi sito in lingua inglese lurkandoli per ore intere senza mai partecipare alla discussione. Anche perché a furia di alimentare questo vizio, sono arrivato a capire quasi completamente l'inglese scritto di getto, ma non saper comporre due frasi più profonde.

 

Verso i 16 anni ho iniziato a sviluppare una profonda depressione, non ne potevo più, iniziavo a sentire le ansie del mondo esterno (sempre grazie ad Internet) ma allo stesso tempo ero paralizzato. Da lì un vuoto totale. Verso la fine dei 17 anni ho iniziato a dormire soltanto qualche ore a notte, disperato ho trafugato ansiolitici di mio padre e sia per colpa loro che grazie a loro appena sono scattati i 18 ho festeggiato fiondandomi nel CSM della mia città.

 

Un mese dopo sono riuscito ad avere il mio primo appuntamento con lo psichiatra, mio primo ricordo lui a telefono che si lamentava dei turni in più da fare al Centro a causa di un corso d'aggiornamento svoltosi di recente, tutto davanti a me quando già da solo mi sentivo di troppo. Il colloquio durò cinque minuti, solita coppia di antidepressivo+benzo e sei colloqui psicologici. Finì al Diurno, un gruppo di ragazzi tutti esuberanti e senza freni che gettavano ombra su di me. Tutto ciò che facevamo erano delle passeggiate per le vie del centro con due infermiere che stavano aspettando la promozione in modo da finire in qualche ospedale, ero invisibile, non mi facevo sentire, abituati a quelle persone così esasperate nell'esporsi io sembravo al confronto già guarito. Le "visite psicologiche" consistevano soltanto nel raccontare cosa sperimentassimo al diurno e non riuscì ad avere più contatti con lo psichiatra, costringendomi a smettere con l'antidepressivo visto la nausea che mi portava.

 

L'ansiolitico però stava agendo, non avevo più troppa ansia ad uscire di casa da solo, bastava non dovessi parlare con nessuno, e dopo qualche mese la mia fuga dal CSM e l'impossibilità a detta del medico di base di frequentare altri posti convenzionati (qualche altro Centro magari) se non della mia città, chiesi a mia madre il sacrificio e iniziai a vedere uno psichiatra privato.

 

Mi prescrisse un altro tipo di antidepressivo e un ansiolitico più potente, dovendo mettere una pezza e sostituire Xanax e Tavor che ormai nel casino generale prendevo assieme entrambi massima dose. Stavolta l'antidepressivo fece il suo effetto, incominciai a voler uscire di casa, prendevo il treno per visitare qualche città vicina che gradivo, sedermi in qualche parco ecc... ma allo stesso tempo mi castrò completamente a livello sessuale e iniziai a provare sempre meno emozioni. All'improvviso ho aperto gli occhi verso un sacco di cose, ma ciò mi ha portato ad invidiare tantissimo quelle poche persone che conoscevo o potevo conoscere. In 19 anni della mia vita non sono mai andato a fare una vacanza con i miei genitori, nemmeno al di fuori della provincia della mia città. Non ho avuto gli effetti di un parente, nonni, zie.. tuti inesistenti. L'auto non c'è mai stata, non avevo mai avuto la possibilità di partecipare a quei pochi eventi culturali della provincia visto che tutti i mezzi dopo le 21 sono fuori uso. Parchi divertimento, luoghi turistici, culturali, di scambio sociale.. nulla, ero vuoto, come appena nato. E per la prima volta ho iniziato a rosicare forte per ciò, chiunque conoscessi era stato almeno 3-4 volte all'estero, chi con la passione di Anime e Manga si faceva varie fiere italiane, appassionati d'arte ai circoli di Van Gogh, di musica ai concerti, un parco divertimenti... nulla di niente, e oltre alla brutta invidia ero anche povero di esperienze, nulla da raccontare, il mio io non esisteva più. Ora mi ritrovavo a desiderare quelle cose, ma ancora naturalmente impossibilitate a farle a causa della situazione economica, ed in più mi ritrovavo pure castrato. Non ché abbia mai avuto un particolare interesse nel fidanzarmi a breve, soprattutto conoscendo la mia situazione e sapendo di non poter offrire nulla ad un eventuale partner, oltre a non sapermi relazionare con un dottore figuriamoci con una fidanzata, ma quell'effetto in più metteva definitivamente fine ad un altro aspetto della mia vita. Inoltre il mio carattere è sottomissivo, volevo essere io la ragazza da proteggere, iniziai a provare invidia verso i bei vestiti che potevano indossare le ragazze e le attenzioni che ricevevano. Magari invece il giorno dopo volevo apparire elegante in giacca e cravatta. Un casino, su quest'argomento mi fermo qui.

 

A detta dello psichiatra mi serviva una psicoterapia, ovviamente al CSM ci ero già passato quindi via anche lì di privato. Online se ne trovano tantissime, tra cliniche, a metodi, che ti promettono di sbloccarti anche dalla più forte ansia sociale di questo pianeta, ma i soldi già è tanto che li stavo facendo uscire (sono consapevole di quel che ci è rimasto da parte e dell'entrate della pensione di mio padre) quindi sono finito in un piccolo centro privato della mia città a "basso prezzo" (meno di 150 euro al mese, 1 volta a settimana). In due mesi ho capito di aver fatto una cazzata, siamo partiti dal fatto che ero già a buon punto perché l'approccio che sembra essere più usato adesso è quello cognitivo-comportamentale, e riscontrando in me una capacità analitica di livello molto alto, praticamente era fatta. Il problema è che posso rifletterci anche mesi interi su "questo non è così perché ovviamente non fanno questo ragionamento ecc.." ma la mia paura, ansia, è proprio istintiva. Arrivati al punto mi blocco, divento un pezzo di ghiaccio, invisibile. Al ché quindi siamo partiti da cose come vai in questo negozietto e comprati qualcosa, magari scambiando due chiacchiere col cassiere, cosa che più o meno riesco anche a fare (se so di star andando lì a spender soldi). E lì la rivelazione, seguendo questo metodo di terapia e vista la mia situazione bisogna per forza partire così lenti, facciamo finta anche soltanto un anno, quanti soldi dovrei spendere? Di colpo mi sono pentito della scelta ed infatti ho intenzione di non presentarmi più dopo le ferie. Allo stesso tempo avevo smesso di contattare del tutto lo psichiatra, sempre per soldi, e così ho iniziato a dismettere da solo l'antidepressivo che mi stava facendo impazzire. Il calo di umore si è sentito contemporaneamente al ripristino parziale di alcune facoltà sessuali, e all'iperattività diminuita. Gli ansiolitici sono rimasti lì perché senza non dormo nemmeno 30 minuti e ho paura di poter fare qualcosa di grave con un periodo di insonnia così a lungo termine.

 

Da qualche anno il fenomeno degli "Hikikomori" ha avuto un medio momento di notorietà grazie a qualche organizzazione fondata di recente, ma appunto esso si isola volontariamente, io in realtà oscillo di nuovo anche su ciò ma ovviamente tutte queste strutture (sempre al Nord, poi) prevedono che siano i tuoi genitori dietro ad esserci, perché appunto devono essere loro a volerti fuori e non tu di tua spontanea volontà, quindi sono tagliato fuori.

Il resto, riabilitazioni NEET tramite associazioni (ho visto qualcosa anche per chi ha la terza media, che appunto puntava molto fortemente anche alla riabilitazione sociale) o scuole superiori sperimentali sempre su questo verso sono tutte situate Torino-Milano.

 

Nel mio paesino c'è giusto un serale, potevo scegliere fra industriale (elettronica-elettrotecnico) o moda, e non se ne parla molto bene.., anzi. Non ci sono nemmeno i fondi per il biennio ma nemmeno quelli per un piccolo corso in modo da passare al terzo anno direttamente, quindi in qualche modo, conoscendo anche qualche 50enne abbastanza messo male che parteciperà sicuro alla classe, finiremo magicamente tutti direttamente al triennio.

 

Io è come mi sentissi su una frequenza differente rispetto agli esseri umani ma sfortunatamente o fortunatamente sia perché mi presento abbastanza bene (coi farmaci sono diventato da sottopeso a normopeso), sia perché è come che agissi sempre in terza persona, tutto il mio malessere interiore non si nota. Quei pochi che ho conosciuto magari al CSM facendo il paragone con i loro figli mi hanno pure detto, se non ce la fai tu come potrebbero farcela loro. Eppure il mio è un malessere che corrode, d'incomprensione, come se interagisse un robot al posto mio durante una conversazione. Fingo, mento su tutto. L'aver avuto mio padre in quelle condizioni mi ha sempre represso, quando veramente sono arrivato a limiti estremi non ho mai tentato brutti gesti pensando a mia madre, e dico brutti qua quasi automaticamente perché è come che fosse la norma farlo ma in realtà non lo penso davvero, oppure richieste d'attenzioni forti quando ero adolescente come scappare di casa, dalla disperazione. Tutto ciò mi è rimasto, persino con la mia terapeuta sono bastate due sedute per poi entrare in un circolo vizioso facendogli capire che ci stavo provando e non penso alla mia vita ormai come finita o su come sia insostenibile tutto quel percorso.

 

Mi vedo vuoto, con quei piccoli desideri irrealizzabili, e altri tre anni da sopportare in un posto che già so mi toglierà tutte le speranze di questo mondo, preferirei mi dicessero vieni in una prigione dove si studia duramente dalla mattina alla sera e vivere come un robot. Invece dovrò reggere mentalmente e mi viene da ridere perché soltanto pensando a come vedo io attualmente l'esistenza, mi sembra tutto così senza senso. Perché le persone continuando ad andare avanti? Cosa le spinge? Chi magari lavora 15 ore giusto per sopravvivere e non ha una famiglia. Io dopo 10 anni sto impazzendo, lo sento. Per me sarebbe impossibile, ormai ogni minima interazione è uno stress mentale. Ora sono tutti partiti per le vacanze, ma anche uscire quelle poche volte con un piccolo gruppo di conoscenti per mangiarsi una pizza (avevo ristabilito qualche contatto delle elementari) per me era uno stress mentale incalcolabile, oltre a sentirmi fuori contesto in questa società dove sembro incontrare sempre qualcuno che più o meno ha iniziato a credere in qualcosa, e cerca di vivere la sua vita, io mi sento come un osservatore che non ha nemmeno più la voglia di partecipare.

 

Ah, al serale mi sono iscritto anche se la tentazione di chiudermi a riccio nei miei anime (tanto chi mi verrebbe a dire nulla) e "non vivere" fino a quando non sarò impazzito del tutto, visto le alternative, è sempre lì presente come una gazzella che fissa la sua preda.

 

Lo so, sono stato prolisso, è mia abitudine.

Mar

31

Lug

2018

Gelosia e invidia. Due bastarde che mi hanno sempre rovinato la vita.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao, sono qui per sfogarmi...

Inizio col dire che, già da bambina, ero la classica pulce solare che amava giocare con gli altri bambini(chi non lo era?) . crescendo, però, le cose cambiarono...

Mi spiego meglio:

Sono nata prematura ed entrambi i miei genitori sono bassi di statura. Genetica vuole che, prendendo sopratutto la corporatura bassa e formosa di mia madre, crebbi bassottina ma proporzionata  al mio corpo. (non pensate che io sia cicciona o altro. Ho dei fianchi molto larghi, ma sono in peso forma. È proprio la mia corporatura.) 

  Che c'entra questo, vi chiederete...

Crescendo, cominciai a capire cosa fosse la Gelosia e L'invidia.

 Il mio corpo mutò prima delle altre mie compagne di scuola. Ovviam ente mi presero di mira per questo motivo.

Non voglio Stare a spiegare cose che potreste già immaginare (depressione, niente amici eccetera), dunque ve lo risparmio.

... 

Non sono quel tipo di ragazza che si fa notare. anzi. Odio essere trattata in modo speciale dagli altri. Io cercavo solamente di starme ne per le mie, cercando di non intralciare nessuno. (Addirittura si lamentano che sono "troppo modesta". Ma se non mi vedo così brava e non me la tiro... non è una cosa positiva, invece?)

Ma la colpa non è la mia...La gelosia e invidia delle altre persone ha sempre rovinato i miei rapporti. 

Ho 18 anni. E in tutti questi anni cercavo almeno un amico con cui parlare. Ma niente.

Ogni gruppetto che riuscivo a fare, andava a finire che mi prendevano in antipatia perché, per loro, ero " troppo immatura e troppo noiosa".

Sì, non fumo e non mi drogo. e dovrei essere immatura?

Oppure, tra di loro, si facevano la guerra per vedere a chi tenevo di più.

Bene, qui inizia la storia...

Ieri sera ho perso la mia unica migliore amica. Per via della sua gelosia.

mi sento male solo a pensarci...

È successo che, per vari motivi, la mia classe è stata chiusa per pochi iscritti (e per troppa immaturità). Ero in 3° superiore, e il preside, vedendo che ero l'unica ad aver voti sufficienti, mi aiutò a poter andare quest'anno direttamente in 5° superiore (ovviamente dopo aver fatto gli esami integrativi.)

La mia migliore amica ha abbandonato la scuola, ma io ho pensato bene di finire almeno la 5°, per poter avere almeno il documento.

Io e lei siamo amiche da ormai 7 anni. Alle medie l'avevo aiutata a superare il bullismo e altre problematiche. Ci volevamo tanto bene, ma verso la prima superiore (sono stata bocciata) cominciò ad avere piccoli atti di gelosia nel confronto delle mie "amiche" dell'epoca.

Cominciò a dire che, sicuro, l'avrei abbandonata. E che trattavo le altre ragazze come migliori amiche pur essendo lei come una sorella per me.

Ora dico: Non ho mai voluto fare a preferenza. Perché so' che è orribile sapere che le altre persone preferiscono altri a posto della tua compagnia. Ma vi assicuro che la maggior parte del mio tempo e delle mie attenzioni la davo alla mia migliore amica.

Qui penso che sia stata anche colpa mia. Perchè mi ritrovai a prestare attenzione solo a lei. Il mio mondo era incentrato su di lei.

Evitavo di uscire con altre persone perché, all'epoca, la mia migliore amica aveva poca autostima. E io cercavo di aiutarla. Non volevo che soffrisse come ho sofferto io, e dunque non volevo farle pensare che non mi importasse niente di lei...

All'inizio, come ho detto, ebbe attacchi di gelosia con le altre persone. (Cioè, è normale. Anche io sono stata gelosa varie volte) ma MAI come lei...

In pratica, usava la tattica della vittima per far passare me nel torto.

Tre/quattro anni fa, capii che la mia "adorata migliore amica" si comportava in maniera immatura. Ma non solo immatura; si comportava da grandissima ipocrita. 

LEI doveva essere al centro dell'attenzione.

LEI aveva sempre ragione, anche se aveva torto marcio. E se non le davi ragione si metteva a fare il muso e ad augurarti le peggio cose, facendo capricci da bambina di sei anni.

Lei ha un comportamento ossessivo compulsivo di lavarsi (pur essendo una persona sporca... Mi dispiace da morire dirlo, veramente. Ma non mi lascia altra scelta...) e ha un 'odio estremo nei confronti delle sue zie (sì. Ciao. Sono la stessa ragazza dello sfogo della migliore amica credulona di magie eccetera...) 

Ieri le ho fatto notare che il suo comportamento malato e ossessivo le stava rovinando i rapporti con la sua famiglia. Le chiesi del perché di questi atti, ma lei andò subito sulle difensive.

Qui comincia il bello, ve lo assicuro.

Io in questi giorni sto studiando per prendere la patente. E ieri sera cominciò ad augurarmi di venir bocciata a scuola guida.

(Wow, da notare la maturità di una ragazza maggiorenne.)

Io, cercando di mantenere la calma, cercavo di essere ragionevole. Le spiegati con calma che il suo comportamento stava diventando estremo. Malato. E che le avrei anche mostrato che tutte le sue credenze riguardanti i malocchi eccetera sono solo suggestioni.

Niente

Cominciò ad essere più aggressiva. Usando la carta della vittima. "Tu non mi capisci", "Ti fai notare dagli altri", " Sei una bambina perfettina". Cazzate del genere. Da qui potevo leggere l'invidia quando ha cominciato ad offendermi.

Le dico che voglio solamente cercare di capire e di aiutarla. E lei che fa?

Mi blocca la chat. Come una brava bambina piccola. A posto di rispondere ad una semplice domanda.

Passano le ore, ma lei non mi sblocca. La chiamo per parlare.

Mi chiude il telefono in faccia.

 Aspetto altre ore, chiamate su chiamate, messaggi su messaggi...fino a che non ce la faccio più e scoppio in lacrime durante la notte, con il cellulare ancora in mano.

Cosa c'entrerebbe la gelosia con questo?

Prima di bloccarmi mi rinfacciò che, lei, " poverina", aveva deciso di ritirarsi da scuola mentre io sono rimasta. Aveva deciso di non prendere patente, e io la sto prendendo.

 Sentivo la sua gelosia e invidia. E io volevo cercare di creare una mia vita. Cominciando a pensare più ai miei desideri.

Volevo prendere patente per aiutare i miei e per essere indipendente.

Volevo finire la scuola per sentirmi soddisfatta.

Oh, quanto l'ha fatta incazzare questo.

 Esatto.

Tutto questo tempo era mia amica (sicuramente) perché aveva solo bisogno di una persona che la riempiva di attenzioni. Se lei non faceva una cosa, non la dovevo fare nemmeno io.

È vero. Non ha un buon rapporto con la sua famiglia, mentre io ho un bel rapporto di fiducia con la mia. Ma non per questo deve essere stronza e cominciare a farmi venire i sensi di colpa perché LEI sta rovinando la sua vita. Mentre io sto per le mie.

Lei voleva che fossi, alla fine, solo uno zerbino. Le servivo solo per aver ragione. Per sentirsi """ amata""". La elogiavo, le dicevo che era fantastico e che ero felice per lei ad ogni suo traguardo.

Ma non è mai successo il contrario. Sminuiva sempre i miei traguardi. O rispondeva come se non fosse una cosa così importante.

 Se vedeste come si comportava con me e come invece si comportava con gli altri, vi sareste accorti che elogiava più gli altri che me. E non usava mai la carta della vittima con nessuno dei suoi amici.

Io l'amavo come una sorella di sangue. E ora mi trovo da sola, senza amici, perchè sono stata così cieca a sacrificare una vita sociale solo per poter far felice una persona.

Ipocrita. Stronza. Ti sei approfittata della mia gentilezza.

Io mi fidavo ciecamente di te. E tu mi blocchi e mi cancelli dalla tua vita così?! Semplicemente senza pensarci?! 

 Ho problemi a fidarmi della gente, perché da quando ero piccola le persone mi usano per loro comodi. Ora non so che fare, perché sicuramente lei non tornerà a scusarsi. Ha l'ego troppo smisurato per farlo.

Ragazzi, voglio consigliarvi una cosa...

Non state solo con una persona. Cercate di farvi altri amici. Non voglio che altre persone soffrano come sto soffrendo io.

Ammetto di essere stata una cretina a dare tutto il mio amore, la mia "fedeltà" a lei. Ma era la mia prima e unica migliore amica con la A maiuscola. 

...almeno, prima di questo... 

Scuso di sembrare una stupida, ma sto malissimo...ho sempre voluto bene ad una persona alla quale non importava un emerito cazzo di me...mi sento usata, delusa...e ora non so come uscire da questo senso di abbandono...