Tag: amarezza

Gio

27

Giu

2019

Come sapravviviamo?

Sfogo di Avatar di MugugnoMugugno | Categoria: Altro

Ammesso che uno non si sia già ammalato di tutto questo e abbia ancora forza volontà o stupidità di andare avanti in questo meraviglioso paese! La settimana lavorativa tipo  per guadagnare i tuoi circa mille euro si svolge come segue: Lunedì esci di casa il tuo vicino ti saluta e va al mare xche non lavora da un anno, disoccupato?.  No è semplicemente esaurito finto e in MarinaMilitare quindi non soggetto a controllo INPS della malattia se non su richiesta del suo comandante.Lo saluti a denti stretti e sai che quest’anno avrà maturato almeno due o tre anni in termini pensionistici, a loro contano doppi o tripli standomene a casa. Martedì esci di casa e ti ferma l’operatore ecologico della cooperativa ( ex tossico)che ha preso l’appalto dalla municipalizzata perché 3000 dipendenti per 60000 persone non bastavano. Ti ammonisce severamente perché hai messo la plastica in un sacco di plastica il giorno giusto ma della tonalità di giallo sbagliato. Non avrai mica comprato Sacchi aggiuntivi dai Cinesi e non a 20 euro al rotolo dalla municipalizzata! Ci sono sanzioni gravissime. Mercoledì esci di casa e vai al lavoro con lo scooter perché  ingorghi , ztl, parcheggi residenti di fatto ti impediscono di poter accedere alla città.Tu non hai diritto di circolare ma ti fermano i vigili per un controllo! Assicurato, revisionato, dotato di tutto ( assicurazioni scooter a prezzi folli e revisioni biennali e tassa di proprietà lo rendono di fatto un mezzo di lusso) ma...... Il tuo casco è troppo datato e la sua etichetta lo rende fuori norma e loro malgrado per la Tua sicurezza ti devono fare 80 euro di multa! Giovedì esci di casa vai al lavoro col bus perché non hai ancora avuto tempo di comprare il casco nuovo e col tuo biglietto urbano comprato nell’unica tabaccheria rimasta aperta a circa 1 km prendi il bus in ritardo. Esiste solo corsa singola 1,5 euro per traffico urbano ovvero per un raggio di 3 Km di percorrenza (3 euro andata e ritorno) Il bus è un mezzo sporco senza climatizzatore che circa 5 minuti dopo si ferma! Tutti fuori! svelti dice l’autista! Altri 5 minuti e il bus è sparito divorato dalle fiamme! La societa’ municipalizzata con oltre 1000 dipendenti usa mezzi di terza mano dismessi dall’est Europa xche’ non ha soldi per pagare tutti i dipendenti ed in particolare i numerosidirigenti ( 4000 euro al mese netti). Non ci resta, visto che non è previsto neanche il rimborso del biglietto in questo caso, che farcela a piedi tanto non piove! Venerdì esci di casa e ti accorgi che la bicicletta che avevi preparato è legato al portone la sera prima è sparita durante la notte. Vai a fare denuncia visti i numerosi furti in appartamenti avvenuti in zona è palese che ormai si è assediati dai ladri ( non è a causa del vicino campo rom sia chiaro!). Quando chiedi più presenza delle volanti di notte vieni a sapere che non esistono per carenza di personale e di mezzi e benzina. Ma se di giorno alle 10 del mattino c’è pieno di posti di blocco con auto nuove a controllare col velox! In sintesi se ti derubano di giorno ( se superi i 40 km/h) di notte e ‘ il turno dei rom arrangiati! Sabato esci di casa e non lavori ma passi 2 ore all’unica posta rimasta ( le poste chiudono sportelli per essere in utile!) un’ impiegata che ormai piu’ prossima al trapasso che alla pensione ti comunica che la raccomandata che devi ritirare non c’ e  perché l’ha presa il postino che ha lasciato l’avviso e quindi devi ritornare!Non è chiaro quando! Comunque sarà una multa! Domenica esci di casa e visto che stai al mare prendi la barca acquistata al 50 con un amico ( speso ben 2000 euro a testa) e molli gli ormeggi ma c’è strapieno di Finanza, Guardia costiera,Carabinieri, ( un numero spropositato d’ M bar azioni per una piccola citta’) che ovviamente ti fermano e chiedono documenti e dotazioni d’emerge (razzi di segnalazione) pur sapendo che con quel mezzo non è possibile andare oltre 200 metri dalla costa ovvero a una distanza che basta urlare per avere soccorso. Purtroppo sono scaduti e quindi non potrebbero funzionare è così 150 euro di multa. Ti Graziano all’italiana maniera con ammonizione perché indaffarati in cose più importanti. Nel frattempo sai che stanno facendo controlli col barcavelox e tutti quelli che rispettano i limiti avranno un bollino che gli garantirà di non essere più fermati in futuro. Ovviamente la notizia si è sparsa via radio e li tutti i motoscafi anche da milioni in fila per prendere il bollino immunità e poi avanti tutta con onde da due metti fino in spiaggia! Che pacchia! Ora uno penserebbe che sia un forum di barzellette ma è tutto vero a La Spezia Liguria Italia nell’anno del signore 2019. Ma non è il racconto di una settimana è costantemente così. Se ne avessi le capacità sono sicuro di poter scrivere volumi interi xche tutti i giorni sono così! E questo è solo il buongiorno immaginate il resto delle giornate!

Tags: amarezza

Dom

21

Apr

2019

Mi sento annegare.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono in un periodo della mia vita in cui vorrei soltanto mollare tutto e isolarmi dal mondo.

Quattro anni fa decisi di chiudere i rapporti con tutte le mie amiche, un gesto estremo ma che per vari motivi ero intenzionata a fare e così ho fatto. Questo distacco mi servì soprattutto a prendere delle scelte sulla mia vita, scelte che spesso possono essere influenzate dai “ragionamenti” degli amici. In questo periodo ho abbracciato la solitudine, con alti e bassi, ma ero consapevole di averla scelta io.

Ho iniziato a frenquentare l’università e a fare un lavoro nel weekend, la mia vita stava riprendendo il verso giusto. Ho iniziato a conoscere persone e due di queste tutt’oggi sono dei miei amici a cui voglio tanto bene. Con le vecchie amiche provai ad uscirci, ma capì che il distaccarmi la prima volta fu la scelta giusta. Era un bel periodo finché..

Il terzo anno inizai a conoscere un ragazzo. Abbiamo iniziato a frequentarci, ad avere una sorta di relazione, è stata la mia prima volta. Ma questa relazione mi ha un po’ rovinato. Ogni giorno che passava capivo che le cose non funzionavano come volevo, ma non ho mai avuto il coraggio di dirglielo direttamente. Forse per paura di essere derisa o peggio ancora non essere capita. Purtroppo molto spesso non ci capivamo e i “problemi” tra noi andavano a sommarsi. Pian piano ho iniziato a vergognarmi di me (è strano ma è così), non mi sentivo “abbastanza”, sembra un frase fatta, ma è quello che ho iniziato a provare. Ho iniziato a vergognarmi di alcuni miei diffetti fisici come l’essere troppo magra o altre caratteristche, il fatto di non riuscire ad aprirmi subito o di apparire strana a causa della mia riservatezza, soprattutto il fatto di non avere degli amici con cui uscire il venerdì e il sabato sera e il fatto di aver paura di guidare, me ne vergogno perché non mi fa sentire autonoma.. Tutte le mie insicurezze sono venute a galla. E fu in quel momento che decisi di chiudere, forse per paura di essere “abbandonata” per non essere abbastanza per lui. Quindi ho pensato che se lo avessi lasciato io non c’era il rischio che lui mi abbandonasse, è contorto, ma sono stata convinta di questo. Me ne pentì, anche se non mi dava le giuste attenzioni, mi pentì di lasciarlo, ma in parte sapevo di aver fatto una scelta giusta. Lo capì in particolar modo il giorno dopo, quando lo vidì in università vantarsi con un suo amico di essere andata a casa di una ragazza il giorno in cui lo lasciai. Non so se me lo fece apposta, ma ci rimasi male, forse il fatto di essere stata rimpiazzata così facilmente mi ha fatto sentire inutile. Da quel periodo mi ritrovo ad avere l’ansia di andare in università per paura di incrociarlo e mi sento come se non avessi più voglia di fare nulla, nemmeno di curarmi, infatti mi sto davvero trascurando esteticamente e per di più a causa del forte stress mi è venuta la colite che non riesco a far passare, anzi trascuro anche quella. Con questo ragazzo ho un’amica in comune (che qualche anno fa si era dichiarata con me) che non fa altro che ricordarmelo, e dirmi cose che non vorrei sapere su di lui e non capisco se me lo faccia apposta per vedere una mia reazione o per altro, fatto sta che ci sto male. Non so come uscirne, vorrei trovare la voglia di andare avanti, mi sento demotivata, con l’autostima sotto le scarpe, non so minimamente da dove iniziare a riprendere la mia vita. Sto addirittura trascurando le mie due uniche amicizie, mi sento come se fossi apatica come se nulla catturasse la mia attenzione. Qualcuno può darmi qualche consiglio o dirmi la vostra esperienza? Mi sento un po’ come se stessi annegando, ma non faccio nulla per provare a salvarmi.

Ven

19

Apr

2019

ci vorrebbe un altra categoria..

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Ho inserito questo sfogo nella sezione ira, ma quella più indicata sarebbe delusione.

Sto insieme al mio ragazzo da quasi 2 anni.

I primi mesi erano fantastici, emozionanti, ovviamente c'era il brio della novità..facevamo l'amore ogni ora..mi faceva complimenti, vedevo i comportamenti che erano da uomo interessato.

Ora si è trasformato il tutto e la passione è andata scemando, il brio non c'è più penso da entrambe le parti, ed ha lasciato posto alla confidenza..al ridere insieme, al poter essere se stessi al 100 % e al dire sempre ciò che si pensa.

Non sto dicendo che è una cosa negativa, anzi, è una cosa bella.

Ma le classiche attenzioni che prima avevo ora da donna non le percepisco più, e non perchè son pazza, ma perchè non ci sono più.

Fiori, sorprese zero, e se lo dico sottoforma di battuta.."certo che una rosellina ogni tanto non mi farebbe male"

lui dice: ancora ma basta l'ho già fatto.

Lui odia i gesti comandati, le feste comandate, e qui ha ragione...però a prescindere di queste feste comandate durante l'arco dell'anno non ci sono spontaneamente da parte sua questi gesti carini nei miei confronti.

Certo ha sempre voglia di vedermi, di ridere con me, mi dice che mi ama ecc..

Ma tipo l'altro giorno mi son vestita scusate da figa. Avevo un vestito sexy ed il mio fisico è tutt'altro che brutto,  e non lo dico per vantarmi ma perchè onestamente so cosa sono e cosa non sono. 

beh la scena assurda..mi preparo per lui..lo aspetto a casa sua (non conviviamo) lui arriva..e sapeva della mia presenza in casa..

nessun commento su di me. Ma un semplice ciao amore lo sai che ecc..

ed ha iniziato una delle sue filippiche stupide di cose da uomini.

Giuro che son rimasta di merda. Pensavo fosse colpa mia, che non lo stuzzico più, mi son fatta figa e neanche te ne sei accorto?!

Se tutto questo accade dopo 2 anni..pensa tra 10?! Neanche si accorge se ho un sacchetto in faccia?!

So che è una minchiata..ma da donna sono rimasta male.

Sono femminile ed entrambi siamo giovani..cazzo a 30 anni se non ti salti addosso cosa fai a 50 anni?!

Io rivorrei il brio..con lui! Non gli piaccio più?

Non so più cosa fare..avete suggerimenti? E' possibile riportare il brio?

aggiungo che non è gay, anzi. Sicuramente se passa Belen si storce il collo.

Io vorrei proprio sapere se è normale tutto ciò. 

Grazie. 

Mar

05

Feb

2019

Mi sento molto sfigata

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non sono mai stata brava a socializzare e purtroppo questo ha causato in me poca autostima e poche amicizie. Ultimamente la mia vita sta andando peggio a livello sociale. Sono costretta a passare le giornate a studiare chiusa in casa, ma il problema è che quelle poche volte che esco mi sento come sperduta e imbranata, quando mi capita di conoscere qualcuno il massimo che faccio è annuire e sorridere durante una conversazione, non riesco a sentirmi libera di parlare, ho come qualcosa che mi blocca e nella mia testa penso "dico questo o non lo dico" e ovviamente finisce che sto zitta a fare scena muta. A volte mi sento la testa in uno stato confusionale e di stanchezza e l'unica cosa che penso è "ma chi me l'ha fatto fare ad uscire fuori di casa", è brutto perché facendo così mi sento di non maturare e di non distruggere la mia timidezza. Mi sono anche accorta che quando esco di casa e magari cammino per strada faccio di tutto per non incrociare lo sguardo degli altri, è una cosa che mi porto dietro da tanto tempo. Anche quando sto conversando con qualcuno mi imbarazza troppo guardare l'interlocutore negli occhi. Siceramente è una cosa che vorrei superare, ma più mi impunto a migliorarmi e più faccio schifo. Mi riuscite a dare qualche suggerimento su come "sbloccarmi" e non sentirmi impacciata ad ogni gesto che faccio? Perché sono arrivata un po' all'estremo, mi capita addirittura di sognare di avere una vita sociale intensa e appena mi sveglio mi sento proprio uno schifo e ho paura che andando avanti con gli anni rimanga sempre allo stesso punto, senza amici e sola. 

Gio

31

Gen

2019

Perchè non vedo il buono che mi circonda

Sfogo di Avatar di AspasiaAspasia | Categoria: Altro

Quanto è facile vedere il bicchiere mezzo vuoto.

Ho compiuto da pochissimo ventisei anni. Ho rischiato di trascorrere il giorno del mio compleanno a lavoro, con colleghi che non mi piacciono più di tanto, in una città a cui non sono legata emotivamente, lontano dai veri affetti della mia vita e invece sono riuscita a trascorrerlo a casa, almeno con i miei genitori. 

Eppure a pranzo, sarà stato il silenzio, all'improvviso mi è salito un magone che mi ha costretta ad alzarmi per andare nel bagno, chiudere la porta a chiave e piangere. Un pianto veloce, sbrigativo, come una cosa che devi fare, un bisogno fisiologico che chiama all'improvviso e che corri al bagno ad espletare per poi pulirti e via, tornare a ciò che facevi prima. Non l'avevo mai fatto prima nè avevo un motivo apparente per farlo. Ma la verità è che sono in una fase della mia vita che mi è incredibilmente sgradevole. Non sono soddisfatta dal punto di vista professionale, i miei genitori che timidamente mi fanno domande a riguardo, che cercano di capire che piani ho per il mio futuro, non fanno che peggiorare il mio animo. Per la prima volta nella mia vita ho paura di perdere la loro stima.

Non sono soddisfatta della mia vita sentimentale, che in effetti non è mai nata.

Non sono soddisfatta della mia vita sessuale, che da mesi ha elettrocardiogramma piatto.

Vengo da una settimana dura, segnata da lutti e annunci di malattie gravi che, grazie a Dio, non riguardano la mia famiglia direttamente.

Ma se mi fermo a riflettere bene, vedo che la mia famiglia è unita e solida, fisicamente ed economicamente. Non mi mancano le amicizie, nella mia città natale e in quella dove lavoro. Io stessa scoppio di salute. Ventisei anni non sono pochi ma garantiscono un margine di miglioramento, sotto ogni aspetto dell'esistenza di una persona.

Perchè non sempre vediamo il bicchiere mezzo pieno, perchè ci accorgiamo di essere stati felici e non di essere felici

NB leggere l'ultima frase come interrogativa, la tastiera del pc che sto usando non mi permette di usare la corretta punteggiatura.

Ven

04

Gen

2019

Se finisce subito fa meno male

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve a tutti, ho 15 anni e sono stanca: da ormai 4 anni nella mia famiglia non c'è più pace a causa di mia nonna che, dopo un'incidente in macchina, ha perso l'uso delle gambe e sinceramente anche del cervello. Il trauma del colpo l'ha infatti condotta ad una sorta di demenza senile che ha portato via la pace a tutti in famiglia.

Quando è accaduto l'incidente mia madre era alla guida e si sente in colpa per ciò che è successo e non c'è verso di farle cambiare idea. Da 4 anni mia nonna vive in casa nostra e, visto che non è autosufficiente, gli serve aiuto per qualunque cosa e di notte urla in continuazione i nomi di tutti i parenti vivi e morti che possiede.

Io ho il sonno profondo e non me ne accorgo ma i miei genitori sì, mio padre in particolare non sopporta questa situazione ma più di ogni altra cosa non sopportiamo più come mia madre è diventata: piange sempre, è irritabile a causa del sonno perso, perde spesso la pazienza con mia nonna ma non sopporta l'idea che venga mandata in un istituto per paura che muoia per incuria o per malattia.

Da un lato capisco il suo punto di vista ma dall'altro vorrei solo che tutto questo finisse: sono stanca di vedere mia madre distrutta dal senso di colpa e vorrei solo che mia nonna smettesse di soffrire. Io le volevo bene ma ora so che non è più lei e che è solo l'ombra di quello che era un tempo e se potessi vorrei poter fare in modo di porre fine alle sue sofferenze ma so che la sua morte peggiorerebbe solo le cose.

Mia madre dice sempre di non poter vivere senza di lei e che vorrebbe morire con lei. Non posso darle tutti i torti ma la situazione è ormai insostenibile da troppo tempo. Io vado bene a scuola, non ho più problemi di bullismo e ho degli amici ma tutto ciò non cancella il fatto che la mia vita familiare sia diventata un'inferno.

Abbiamo già provato a parlare con qualcuno ma quell'idiota dello psicologo non ha fatto altro che dare a mia madre farmaci a caso che le hanno dato solo più sonnolenza ma non hanno risolto il vero problema che ci attanagliava. Quando glielo abbiamo detto ci ha solo detto che per quello lui non poteva fare niente e che doveva essere mia madre a decidere cosa fare.

Adesso siamo di nuovo a un punto morto e io non ce la faccio più e vivo nell'amarezza da un pezzo. Non so più cosa fare e spero solo che la morte arrivi a sistemare tutto ma ormai è passato un casino di tempo e credo che purtroppo ne dovrà passare ancora molto, la morte è una vera stronza e non è mai in orario, arriva sempre troppo presto o troppo tardi.

Non so se qualcuno avrà mai il tempo di sentire questo sfogo ma avevo bisogno di sfogarmi in qualche modo visto che non ce la faccio più.  

Dom

30

Set

2018

Aiuto!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho un po' di timore che il mio ragazzo possa tradirmi, vivo quasi tutti i giorni con questa preoccupazione addosso. A volte vorrei lasciarlo, interrompere tutto per questo motivo, il motivo è che non ho fiducia... e un rapporto senza fiducia non va molto lontano. Premetto che lui è molto bravo con me e mi fa star bene, ma ha una vita sociale molto movimentata rispetto alla mia e per non parlare che adesso dovrà spostarsi per frequentare un università distante da casa. Ho paura che possa perdere la testa per qualcuna o comunque conoscere qualche ragazza, magari meglio di me. La mia non fiducia credo che nasce dalla mia bassa autostima, dalla paura di non trovare nessuno come lui e dal fatto che sono stata sia "vittima" di tradimento e sia "spettatrice", spettatrice in quanto in casa i miei genitori hanno vissuto questi "problemi". Come posso fare? Come posso essere più tranquilla e lasciarmi andare? Lui se ne è accorto che non gli do fiducia, ma non lo faccio con cattiveria, purtroppo ho troppa paura di starci male, ho paura che possa ferirmi e per questo motivo preferirei scappare e mollarlo

Sab

22

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Mi sto frequentando da quasi un mese con un ragazzo.. Conoscendolo ho scoperto che ha avuto solo relazioni leggere, cioè frequentazioni e niente di serio. Io, nonostate sia da un mese che ci stiamo frequentando, ho leggermente percepito che vuole fare la stessa cosa con me, anche perché mi scrive e mi cerca pochissimo. Premetto che è stato lui ha cercarmi e a farsi avanti. Quando sono con lui sto bene, sono spensierata, mi riempie di complimenti, ma ora che mi sono costruita una specie di pregiudizio su di lui nella mia testa, mi sembra tutto finto: dai complimenti, dalle carezze, in sintesi mi sembra tutto costruito. Mi capita anche che quando mi fa un complimento, nella mia testa mi dico da sola che "avrà fatto lo stesso complimento ad un'altra ragazza". Io non dico che voglio qualcosa di serio, ma non voglio nemmeno affezionarmi troppo, e purtroppo più passano i giorni e più penso di affezionarmi. Non voglio nemmeno essere presa in giro o fare da zerbino. Io voglio qualcosa che mi faccia stare bene e non vogio avere il tormento che la persona che frequento mi stia prendendo in giro. Io sinceramente vorrei interrompere questa frequentazione, perché ho paura che mi nuocerà. Purtroppo, per colpa di alcune vicende che mi sono successo in passato, riesco a fidarmi poco, se poi aggiungiamo che questo ragazzo non mi da nessuna sicurezza, mi faccio più paranoie e alla fine non ne ricavo nulla, se non un po' di sofferenza. Cosa mi consigliate? Farei bene ad interrompere o no? 

Lun

03

Set

2018

CONFESSIONE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI

 

Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.

Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.

E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.

Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un  forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in  alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?

E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.

In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.

Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.

Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.

Lun

13

Ago

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Quanto è effimero l'interesse di chi dice t'amo solo per invidia e gelosia, d'esser solo la prima donna, lì null'altro troverà il tuo cuore affranto. Fuggi senza indugi come volpe braccata dai seguggi, se non vuoi travarti ad affrontare meriggi tristi e solitari.

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