Tag: malinconia

Mer

22

Mag

2019

non lo so come mi sento

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

 

è un periodo così strano, in fondo non ho niente ch mi manca

eppure mi sembra che mi manca tutto.

 vorrei parlare con qualcuno e ne avrei ma non voglio parlare con loro

potrei uscire ma non ne ho voglia

l'unica cosa di cui avrei voglia è di bere vino  parlando con l'unica persona con la quale non posso

perchè non vieni qui cazzo 

 

Ven

17

Mag

2019

Sospesa

Sfogo di Avatar di EvanescentStarEvanescentStar | Categoria: Accidia

Ho un disturbo di personalià diagnosticato, per il quale sono in terapia, anche farmacologica, da circa due anni.

In questo lasso di tempo ho avuto modo di conoscere il mio funzionamento più o meno, so cosa dovrebbe farmi star bene... Eppure quando arriva il momento di metterlo in pratica divento completamente incapace. 

Il mio psichiatra rincara puntualmente la dose di qualche farmaco dopo ogni colloquio, mentre la mia psicoterapeuta sostiene che dovremmo avviarci verso la sospensione ed io sinceramente mi sento confusa. A volte vorrei solo allontanarmi da tutti e tutto. Ho ancora pensieri fortemente autodistruttivi ed ideazioni suicide, ma la mia terapeuta non si scompone mai più di tanto, eppure in passato ci sono stati anche dei tentativi.

Ho conseguito alcuni obiettivi importanti, eppure non ne percepisco alcuna soddisfazione o appagamento. Non riesco ad essere felice per niente. Passo le mie giornate ad anestetizzarmi col cibo e le cose futili, mentre riprendo i chili faticosamente perduti l'anno scorso. Vado alla deriva, e non riesco nemmeno a preoccuparmene.

Mi sono ripromessa di riprendere dieta e palestra dalla settimana prossima, ma dubito mi faranno sentire più viva di così.

Non ho amici e ho troncato anche le conoscenze virtuali, per la gioia della mia terapeuta, dal momento che mi annoiavano. Non capisco se sono quel tipo di relazioni ad annoiarmi o proprio le persone in generale... So solo che a tratti mi sento estremamente sola e vorrei qualcuno attorno... 

Mar

12

Mar

2019

Mi sento nostalgica

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

ho 29 anni, un figlio, un mutuo, insomma una vita normale ed impegni presi da persona adulta. Poco fa su Facebook sono incappata in un video dove si ricordava l'uscita 15 anni fa del film 3metei sopra al cielo. Ero una ragazzina a quei tempi, mi è salita una grande nostalgia di un ragazzo con il quale lasciai in sospeso una storia, ripresa poi anni fa prima di accompagnarmi ufficialmente. Era, e penso sia ancora, il classico ragazzaccio affascinante ma poco di buono. Ho una voglia tremenda di continuare ciò che si è interrotto due volte, premetto che tra noi c'era stato tanto buon sesso, cosa devo fare? Ricontattarlo? Mi sento una cretina ma mi è salita molta emozione..

Mar

05

Feb

2019

Mi sento molto sfigata

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non sono mai stata brava a socializzare e purtroppo questo ha causato in me poca autostima e poche amicizie. Ultimamente la mia vita sta andando peggio a livello sociale. Sono costretta a passare le giornate a studiare chiusa in casa, ma il problema è che quelle poche volte che esco mi sento come sperduta e imbranata, quando mi capita di conoscere qualcuno il massimo che faccio è annuire e sorridere durante una conversazione, non riesco a sentirmi libera di parlare, ho come qualcosa che mi blocca e nella mia testa penso "dico questo o non lo dico" e ovviamente finisce che sto zitta a fare scena muta. A volte mi sento la testa in uno stato confusionale e di stanchezza e l'unica cosa che penso è "ma chi me l'ha fatto fare ad uscire fuori di casa", è brutto perché facendo così mi sento di non maturare e di non distruggere la mia timidezza. Mi sono anche accorta che quando esco di casa e magari cammino per strada faccio di tutto per non incrociare lo sguardo degli altri, è una cosa che mi porto dietro da tanto tempo. Anche quando sto conversando con qualcuno mi imbarazza troppo guardare l'interlocutore negli occhi. Siceramente è una cosa che vorrei superare, ma più mi impunto a migliorarmi e più faccio schifo. Mi riuscite a dare qualche suggerimento su come "sbloccarmi" e non sentirmi impacciata ad ogni gesto che faccio? Perché sono arrivata un po' all'estremo, mi capita addirittura di sognare di avere una vita sociale intensa e appena mi sveglio mi sento proprio uno schifo e ho paura che andando avanti con gli anni rimanga sempre allo stesso punto, senza amici e sola. 

Lun

21

Gen

2019

Corna lunghe...7 anni.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

La mia è la classica storia sentita e risentita, lei (S) ama lui (A), ma lui (A) la tradisce con l'altra che a sua volta è innamorata di lui(A). Ed io non ce la faccio più, perchè in tutto ciò io sono "l'altra". 

E' iniziato tutto a Marzo 2012, io ero una ragazzina avevo solo 17 anni, mentre A ne aveva  22. Ci conosciamo ad una festa e da lì iniziamo ad uscire ogni tanto assieme, peccato che ad Agosto 2012 scopro tramite delle foto di vacanze postate sui social che è fidanzato da 5 anni con un'altra e che quando ci siamo conosciuti erano solo in un periodo di crisi. Mollo il colpo per qualche mese e lui fa lo stesso, ma a Dicembre 2012 ricompare organizzandomi una mega festa per il mio diciottesimo (e quella sera andammo a letto assieme per la prima volta). A quel punto, visto lo sbattimento che si è fatto gli credo quando mi dice che si è lasciato, ma dopo qualche mese scompare e ritorna da S.. Incazzata come una iena, io, lo cancello completamente dalla mia vita, volto pagina e conosco un ragazzo con il quale mi fidanzo per 3 anni. 

A Settembre 2015 mi succede una cosa che non auguro a nessuno, il mio ex mi alza le mani. Ci lasciamo e anche A ed S si lasciano nello stesso mese. (forse per la prima vera volta in modo ufficiale) dopo che A viene a sapere di ciò che mi è successo, mi contatta per sapere come sto e mi chiede di vederci per fare due chiacchere, io come una cretina accetto e da quel giorno iniziamo a frequentarci in modo continuativo e molto più frequente delle altre volte, trascorriamo molto tempo assieme, inizio a fermarmi da lui a domire ecc.. MA dopo qualche mese di tranquillità e presunta stabilità scopro che la ex lo tartassa di messaggi e lettere chiedendogli di riprovare ed io decido di lasciarlo andare scomparendo. Lui torna con lei ed io vedo altre persone. Lo scorso anno ci rivediamo per caso e mi racconta dei suoi nuovi progetti e di aver preso casa, così mi invita a vederla. Da quel giorno ad oggi continua il nostro rapporto da amanti. Chiunque si chiede perchè A non lasci S dato che è stracornuta, ma io sono arrivata alla conclusione che A non lascerà mai S, perche dopo 12 anni di relazione lui mi dice che è già tutto scritto, che non può ricominciare qualcosa a 29 anni, che ormai sono fidanzati in casa e le loro famiglie sono unitissime. Ma mi dice anche che lei è noiosa, troppo seriosa e sempre presa con il lavoro, poco dolce e romantica e che praticamente non fanno mai sesso. E mi chiedo come un ragazzo come A che è determinato, sempre vivace, con tanta voglia di vivere, pieno di passioni (uguali alle mie) possa stare e soprattutto accettare di stare con una che non c'entra nulla con lui? E soprattuto se sta così bene con me come dice.. perchè non trova il coraggio di lasciarla?

Lui mi ripete di continuo che io sono la ragazza perfetta, che con me è mille volte meglio ecc, ma poi rimane coon lei! preferisce davvero passare tutta la vita con una ragazza che non ama e che tradisce di continuo, piuttosto che buttare via la "certezza" che ha dall'altra parte per qualcosa di "sconosciuto" che potrei dargli io?  So che a lui pesa tanto la storie delle familie e il dover ricominciare da zero con un'altra persona... ma trovo davvero assurdo che uno determinato come lui in tutto, poi si accontenti di una relazione tiempida.(per non dire del tutto fredda). 

Io mi sento completamente incasinata, perchè sono palesemente innamorata di lui, ma ho accettato per troppo tempo di essere la sua amante ed io non voglio più essere l'amante di nessuno. O la lascia e si butta in questa cosa con me o sono costretta a malincuore a lasciarlo andare e non vederlo più ( anche se so che non riuscirò mai a voltare per davvero questa pagina), proprio perchè non mi ha mai dato la possibilità di provarci seriamente con lui, io ogni volta che mi vedrò con un altro penserò al " chissà come sarebbe stato conA" ...  

Non so che fare, sono davvero triste per questa situazione!! 

Mer

26

Dic

2018

Natale:la sagra della falsità

Sfogo di Avatar di ivodepressoivodepresso | Categoria: Altro

PRIMA? prima era diverso le feste le sentivo con il cuore, mia nonna si preparava e veniva da noi con il suo castagnaccio fatto con una ricetta di 100 anni e sopratutto con la voglia di fare e di festeggiare. Passavo il pomeriggio di Natale con lei a parlare e ridere tutto il resto e sopratutto gli altri non li notavo neanche, sempre li a discutere di politica e trovare una scusa buona per offendere e criticare, tutti falsi! con mia mamma che ogni due per tre si metteva in un angolino a schernire mia nonna senza motivo, non importava perchè lei era li e anche se da gran signora lo notava ci rideva sopra...Adesso il secondo Natale senza di lei la sua mancanza si sente, tutti i parenti paiono hai miei occhi più falsi che mai, regali reciclati,sbagliati e sopratutto fatti controvoglia, auguri meno sentiti di un vaffanculo in faccia, inviti che ricordano una rettoscopia, persino il pranzo diventa un reciclo, tutto quello che trovi sulla tavola nove volte su dieci è stato acquistato nel reparto gastronomia e da mani esperte sapientemente modificato per farlo assomigliare il più possibile ad un piatto fatto in casa, spesso e volentieri accompagnato da la frase " ho dovuto cuocerlo per 3 ore a fiamma bassa". Il peggio arriva quando inizi a fissare l'orologio, i secondi diventano minuti e i minuti ore!  poi finalmente arriva il momento che tutti se ne vanno e finalmente ti vai a riposare cercando di digerire i mattoni che hai appena ingerito. Il giorno dopo invece verso le 5-6 del mattino ti alzi disperato con i puntuali crampi alla pancia, ricordando gli atteggiamenti di un topo avvelenato dai bocconi verso il viale del tramonto. 

Dom

25

Nov

2018

Voglio tornare indietro

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

35 anni, delusa dalla vita. Voglio tornare indietro, rivoglio i miei 18 anni. Voglio ballare, dimenticare tutte le cazzate che mi ha messo in testa mia madre. Fare sport, essere bella e asciutta, piena di vita. Innamorarmi in discoteca, fare l'amore in spiaggia.

Ho sprecato la mia vita.  

Sab

06

Ott

2018

Addii

Sfogo di Avatar di SpleenSpleen | Categoria: Altro

 

Tizio, sei uno sciocco. Ti odio. è colpa tua se siamo in questa situazione del cazzo. A me stava bene vivere la mia vita continuando a ignorare la tua esistenza. Poi siamo diventati quasi amici, e tu, maledetto, hai cominciato a comportarti in quel modo. Cosa vorrà mai questo Tizio, chi è? Sembra che abbiamo cose in comune, che ci troviamo bene insieme, mi fa ridere, sembra che gli piaccio, forse no, poi non ci parliamo più, poi come niente fosse andiamo di nuovo d'accordo. A un certo punto ho detto ' ok, ci piacciamo. Perchè sprecare questa cosa? Tanto non dovrà saperlo nessuno'. Ma Tizio sembra il campione delle complicazioni. Ama le cose tormentate. Si sente in colpa verso la sua ragazza, verso il suo amico. Forse è solo insicuro, forse sono solo un gioco, una competizione. Non ne abbiamo mai parlato apertamente, ma lo sapevamo entrambi. C'era questa cosa in ballo. Potevamo spingerci più in là... Ma abbiamo solo scherzato.

Adesso perdiamoci di vista. Non credo avremo modo di stare di nuovo insieme. Ti ho guardato e ti odiavo, mentre volevo accarezzarti quella faccia pallida. Ti ascoltavo e ti odiavo per questa messinscena, mentre mi facevi ridere di nuovo. Tu non lo sai, ma questa cosa che hai dentro non finirà mai. Sentirai sempre che la vita non è abbastanza, e forse qualcuno, o qualcosa potrà darti un sollievo. Ma non sarò io. 

Lun

03

Set

2018

CONFESSIONE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI

 

Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.

Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.

E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.

Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un  forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in  alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?

E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.

In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.

Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.

Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.

Gio

26

Lug

2018

La gatta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono 2 o 3 anni che la gatta della mia vicina è sempre in casa mia. La tizia sta al 3° piano e io al piano terra.

Fatto sta che mi sono un po' stancato perché ho l'impressione che la vicina se ne approfitti. Le ho detto che scenda qualcosa da mangiare per la gatta, che mi sembra sempre affamata. In più appare invecchiata e non caccia come prima (prima non c'era bisogno di darle niente perché ammazzava tutti gli uccelli che trovava... uno spettacolo).

Ora non più... e quando cucino è sempre a rompe l ca..o... 

Quindi sono combattuto fra i due istinti / emozioni.

Mi ha stancato e a volte vorrei cacciarla di casa, però m'intenerisce.

Mi sorprendo a pensare come la stessa cosa càpiti con le persone. Una volta ci si amava, poi non più, a volte si arriva ad odiarsi...

Profonde riflessioni esistenziali...

Escluse le caxxate dei soliti esseri vorrei sapere che ne pensate.

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