Tag: disperazione

Gio

11

Apr

2019

LESBICHE E NON, VI CONDIVIDO IL MIO INCONFESSABILE E IMMENSO DOLORE, HO UN DISPERATO BISOGNO DEL VOSTRO CONSIGLIO

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Ho vent'anni, sono lesbica, per la prima volta in titta la mia vita mi innnamoro follemente di una ragazza che frequenta la mia stessa facoltà. All'inizio non ci conosciamo, sento un'innata simpatia per lei, che vedo per alcuni aspetti simile a me. Noti che i nostri sguardi si incrociano spesso. Decido di entrare nel coro in cui canta per conoscerla. Perdo completamente la testa per lei. Ma non so se lei sia lesbica o meno. Poi vengo a sapere di una sua presunta storia con uno,  disperazione. Il tempo passa vengo a sapere che frequenta un locale gay. Euforia. Poi però vengo a sapere che in realtà ci va con un gruppo di amici fra cui ci sono gat e le loro amiche etero. Sconforto e delusione più totale. Eppiure noto che alle prove di coro ci scambiamo sorrisi complici e proviamo entrambe una spiccata simpatia l'una per l'altra, ci facciamo un po' di scherzi infantili ci punzecchiamo un po'. 

Poi la svolta: ieri abbiamo avuto un concerto, dopo siamo andati.a ballare in dicoteca, e io subito voglio ballare con lei e vedere che succede. Le insegno qualche passo di salsa, le nostre mani si toccano, io sono al settimo cielo. Poi ci sepatiamo ballando non a coppia, ma sempre vicine. Poi il sogno che si avvera, lei mi rixhiede di ballare a coppia e io allora cerco  di farlr capire quelio che provo e quindi cerco di incrociare le mie dita con le sue e noti che lei accetta, però non ho il coraggio di guardarla negli occhi, nè di avvicinarmi troppo, nè tanto meno di baciarla, anche se non avrei voluto fare altro. Poi si ritorna a ballare separate, con momenti alterni di imbarazzo per il ballo a volte poco spontaneo.  A un certo punto ci annoiamo un po' decidiamo di andare via insieme al resto dei miei amici coristi, compreso mio fratello. Camminiamo, rimaniamo io lei mio fratello e una amica, io dico così: Stasera ho capito molte cose. Lei, e mio fratello mi chiedono cosa. Io con lo chalance dico che non posso dirlo. Lei insiste, mi chiede di dire almeno cosa riguarda in generale. Io ripeto che non posso perchè riguarda uno di loro. Mio fratello non sa nulla, pensa che stia dicendo cose a caso. Poi mi volto a mio fratello e gli dico, non riguarda te... o forse sì. Lo dico ne disperato tantativo che lei capisca che sto alludendo a lei.  Io mi sono fatta aggiungere nel gruppo di amici di lei che frequenta il locale gay, si chiama Unicorni e non. E nel gruppo c'è anche mio fratello ( che è dichiaratamente gay, si lo so asssurdo che mio fratello non sappia che anche io non sono gay). E ovviamente in questo gruppo c'è ancbe lei, anzi è lei che mi aggiunge. Oggi io ero a lezione lei no. Ci scambiamo messaggo simpatici su whatsupp. Poi il pomeriggio durante la lezione pomeridiana lei arriva in ritardo e si siede accanto a me, io super impacciata, amcbe perchè pensavo non venisse, si era vestita tutta carina e profumata, io ero conciata un po'male,.non  pensavo di vederla a lezione, senno mi sarei fatta una doccia, mi sarei messa qualcisa di carino, quindi le dico qualcosa ma poco e anche lei mi sembra freddima, io vado nel panico convinta che mi veda bruttina e malconcia e che magari non mi trovi più attraente. Anche quando ci salutiamo non c'è piů l'affetto con cui ci siamo lasciate l'altra sera. Io cado in una profonda disperazione, forse se mi fossi ^preparata^ alla sua presenza a lezione, mi sarei messa meglio, le avrei scambiato più parole. Avrei fatto un'impressione migliore, cazzo!

Le chiedo se stasera va al locale gay, come mi aveva detto ieri. Mi dice che no,.non ci va.Ma cos!?!?!?? Va be ci salutiamo senza affetto, poi va be io non riuscivo a pensare lucidamente. Va be' quest ultima parte magari vi sembra strana e non la capite, è che ci skno trop e cose da spiegare. 

Ditemi solo una cosa: dai insomma mi ha chiesto di ballare, ci.siamo.incrociate le.dita.delle mani, eravamo entrambe un po'imbarazzo. Lei prova qualcosa per me? E se oggi avessi rovjnato l'impresione di bella e sjmpatica ragazza di ieri?  

Innanzi tutto forse farò coming out con mio fratello, magari gli dico che sono bisessuale, Perchè mi vergogno meno e poi,  perchè  si senturà tradito che gli ho nascosto la mia omosessualità per tutto sto tempo. Poi bho.dovrei dichiararmi?  Ho jma fottuta paura di non essere alla sua altezza, lei è veramente bella, fascinosa, intelligente e simpatica, io sono meno bella, meno simpatica e meno intelligente e poi non mi vesto benissimo, mi vesto in maniera poco femminile e un po'infantile.

Vi prego aiutatemi, in nome della nostra.comune appartenza alla razza umana e al.nostro comune soffrire per ragioni di amore

 

scusate errori di ortografia, è la fretta dello sfogo 

Lun

14

Gen

2019

Innamorata di chi mai mi sarei immaginata!!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Ho 24 anni e a giugno dell’anno scorso mi sono innamorata di quello che è ora il mio ex cognato (ex compagno della sorella del mio ex). Sono stata assieme al mio ex per 10 anni, portando avanti una relazione a distanza, motivo per cui ho passato molti mesi a casa sua e motivo per cui ho avuto un certo legame con la sua famiglia. Le cose tra noi sono nate quando eravamo 2ragazzini, ma dopo molto tempo, l’intesa e quello che pensavo fosse amore è svanito. In cuor mio l’ho sempre saputo, saputo delle sue bugie e dei suoi tradimenti ma ho preferito non vedere, continuare così, e quando finalmente ci siamo lasciati sono stata davvero bene, bene con me stessa. Ma il punto è ben altro.

un po di tempo fa, la mia ex cognata (sorella del mio ex), mi confessò di aver fatto un torto al suo al tempo compagno, o meglio di averlo tradito ed essere rimasta incinta di in altro ragazzo ed in seguito abortito. Io rimasi scioccata, lei gli fece credere che la gravidanza fosse di lui, e che aveva deciso di abortire perché avevano già un bimbo di due anni e la situazione non sarebbe riuscita a reggerla. Io rimasi zitta, non ne feci parola con nessuno.

Dopo circa un anno, la situazione si ripresenta. Mi confessa ancora che è rimasta di nuovo incinta sempre del suo “amante”, e che ovviamente avrebbe abortito (forse solo perché il colore della pelle sarebbe stata un’altra, altrimenti con tanta cattiveria e astuzia forse li avrebbe anche tenuti!). Io ancora rimango di stucco, ma non ne faccio parola con nessuno.

Del primo aborto il suo ex compagno lo sapeva, ma lei gli racconto che il loro bimbo era ancora piccolo e che ancora non era pront per un altra gravidanza. Anche la sua famiglia lo sapeva e anche essa pensava fosse del suo ex compagno (ex perché poi lui ha scoperto tutta la verità).

Del secondo aborto lui addirittura dice che non ne era a conoscenza. Nel frattempo dopo il secondo aborto, uanno avuto un altro bambino. Fatto sta che un po’ di mesi fa, quando io oramai mi ero lasciata con il mio ex, mi contatta il compagno della mia ex cognata, dicendo che aveva alcuni sospetti nei confronti di lei, che aveva trovato dei messaggi sui suo telefono e che ora aveva la testa che viaggiava. Io ovvio stetti zitta, gli dissi che non sapevo nulla e in più non potevo prendermi la responsabilità di rovinare una famiglia e nonostante tutto, nonostante un po’ di delusione io a lei volevo bene e mai avrei potuto. E sempre stato smerdato sia da lei che dalla famiglia di lei. 

Lui continua a chiedermi se io sapessi qualcosa, ma io ho sempre negato anzi dicendo che lei non L avrebbe mai tradito! una bella sera mi chiama lui e mi dice che ha scoperto tutto, dei suoi tradimenti, dei suoi aborti, o meglio del primo.. ed io per istinto gli dico “tu sai che non è successo solo una volta vero...”, solo questo!

Lui aveva già parlato lo stesso giorno con un’amica di lei la quale sapeva anche lei dell’accaduto e gli confessò la verità.e mi confessa che del primo aborrono aveva avuto qualche dubbio, ma che la persona con cui cui ne parlo lo prese per pazzo, e fece quello che feci io, finta di nulla.

Immaginate il putiferio che ne esce. Anche io vengo tirata in ballo, all’inizio credevo di dovermi sentire in colpa, perché ho passato molto tempo a casa del mio ex quindi a casa sua, con la sua famiglia e sua sorella. Vengo anche contattata dal mio ex il quale mi dice che x lui la sorella è morta e che io assolutamente non mi devo sentire in colpa.

Il vero punto cruciale, è che dopo un po’ di giorni dall’accaduto, l’ex compagno della mia ex cognata inizia a farmi discorsi strani, comportamenti che mai avrei immaginato.. la realtà è che tra me e lui non c’è mai stato nulla e questo lo giuro sulla mia stessa vita su quello che più caro ho. Per me è sempre stato un bel ragazzo ed io per lui lo stesso, ma mai e poi mai ci siamo nemmeno sfiorati manco col pensiero. Era una bel ragazzo ma non si avvicina minimamente a quello che io volevo, lo reputavo stronzo, menefreghista... e invece, dopo L’accaduto disse che le telefonate tra noi, le nostre ore al telefono a parlare della situazione, il nostro avvicinamento l’avevano portato ad innamorarsi di me. Io rimasi malissimo, gli chiesi per favore di non dirmelo mai più e che le Cose tra noi non sarebbe mai andate, perché eravamo e siamo ex cognati e in più io alla famiglia del mio ex e della sua ex ci tenevo troppo. 

Il tempo passa, e intanto vengo a conoscenza di cose Che mi fanno pensare molto sul rapporto con il mio ex e quella famiglia. 

Un bel giorno lui mi dice che stava per prendere l’aereo e venire a trovarmi. Io faccio il macello, non volevo che venisse e non volevo che la storia continuasse. Fatto sta che viene, ed io mi perdo. Scopro una persona diversa, una persona che mi fa stare bene e a cui riesco s confessare i miei dolori più segreti.

Ci innamoriamo. Io lo amo da morire e lui ama me. Si parla del mio trasferimento da lui, si parla di matrimonio,  di giuramenti ed io sento di aver trovato la persona giusta per me. Il nostro non è qualcosa che accade spesso è qualcosa di speciale. C’è verita, condivisione, viglia di vivere ed essere felici solo questo. 

Anche io sono stata da lui, abbiamo passato giorni indimenticabili, solo di amore senza pensare a tutta la merda che ci circonda quello che potrebbe accaderci.

Io ho deciso per il mio bene di chiudere il rapporto con quella famiglia anche se il mio ex a volte mi contatta, solo ed esclusivamente perché ha la coscienza non sporca di più. La sua ex e la sua famiglia sospetta che tra noi ci sia stato qualcosa infatti a lui è stato detto dalla sua ex che io sono una persona di merda, una poco di buono...

lo so che si potrà pensare che io e lui ci siamo fatti gli affari nostri o che siamo stati amanti, ma non è così. È un amore che è nato quando entrambi eravamo liberi, purtroppo entrambi ex di due fratelli.  

La situazione è davvero difficile, ci amiamo da morire e lui continua a ripetermi che non stiamo facendo nulla di sbagliato. Ma io ho troppa paura, quello che diranno e inventeranno, mi daranno della poco di buono, diranno che io sono stata a casa loro, ho fatto la principessa e che ho avuto il coraggio di fare questo. Di stare con lui.

Sto sempre più male, pensando di fare quello che è giusto ma mai facendo quello che fa star bene me!!

In mezzo ci sono due bambini, i quali mi chiamavano zia fino a un anno fa. Poche sono le persone che ci dicono di seguire il nostro cuore, ma la maggior parte dice che non potrà mai essere che è impossibile, che potrebbero anche farci del male.

Ci amiamo da morire, la nostra non è vendetta, non è rancore. È solo un forte sentimento che è nato puro. Ho troppa paura, paura di quello che potrebbe accaderci, so solo che anche se lontani non posso pensare di vivere senza lui!!!

Che disperazione 😞😞😞 

Sab

22

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho delle allucinazioni uditive: sento delle risposte e dei commenti a quello che dico e faccio fuori e dentro casa. Il guaio grosso è che non sono per niente convinto che si tratti di allucinazioni, in poche parole mi sento spiato, anche perché queste voci dicono certe cose che io non penso o si esprimono in un modo diverso dal mio. Abito vicino a una strada quindi può darsi che senta veramente quello che si dice all'esterno e ogni cosa la riferisca a me. Ad ogni modo non riesco a convincermi di stare delirando, mi sembra tutto reale e quello che sento o credo di sentire mi annienta al punto che non riesco più a svolgere le attività quotidiane. Non so proprio che fare, non voglio prendere psicofarmaci l'ho già fatto per un certo periodo e mi davano più fastidi che altro...l'unico modo per convincermi sarebbe chiedere a una persona di fiducia di ascoltare dall'esterno e tenermi informato.

Lun

03

Set

2018

CONFESSIONE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI

 

Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.

Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.

E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.

Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un  forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in  alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?

E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.

In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.

Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.

Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.

Dom

29

Lug

2018

Luci ed ombre

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao... Non so se mi ascolterai, ma da te vorrei un aiuto. Senza essere giudicato, come se avessi una maschera sul viso che nascondesse i miei difetti ed il mio passato. Vorrei ancora essere in grado di guardarmi allo specchio, di poter uscire sereno e poter trascorrere in tranquillità i miei anni, senza aver paura di mostrarmi. Invece no, non ci riesco. Ricado nel mio baratro, neanche parlarne mi fa stare bene. Solo il pensiero di poter fuggire via da tutto e da tutti, senza che nessuno che mi conosca, mi fa stare bene.

Alcuni dicono che non mi merito il mio lavoro e per  questo fra un po' so che mi licenzieranno.  Secondo loro devo dire la verità e abbandonare la mia casa. Ma il solo  pensiero di abbandonare tutto è anche miei cari mi spaventa. Da una parte vorrei ricominciare, da una parte vorrei sparire. Per sempre. Poi qualcuno mi scuote e mi riporta in me ma ormai mi sento come se fossi morto dentro, ormai. 

Continuo a trascinarmi, ad aggrapparmi ma so che le mie certezze stanno per abbandonarmi, prima o poi, come se avessi una bomba ad orologeria attaccata sotto la maglietta che aspetta di scoppiare. 

Non so se riuscirò a superare tutto questo, e il pensiero del futuro mi spaventa. Il presente sembra cupo, e molte volte sono sull'orlo della disperazione. Sto cercando di  farmi aiutare ma alcune persone da fuori vogliono solo spettegolare su chi mi sta aiutando e tutto questo mi fa male.

Ho paura di non riuscire ad arrivare a fine mese, di dover abbandonare la mia casa, di dover perdere l'affetto dei miei genitori, della mia famiglia.

 

Mer

11

Apr

2018

AIUTO NON VOGLIO ESSERE FELICE!!! LEGGETE!!!

Sfogo di Avatar di ScarsoFecciaScarsoFeccia | Categoria: Invidia

 

APPROVATE SUBITO QUESTO SFOGO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Premetto che so che questo non è il luogo ideale per chiedere consulenza psicologica ma.... fottesega gli psicologi costano e non servono ad un quinto di cippa.

Perchè la gente mi incoraggia ad essere me stesso quando io non vado bene? 

 

Ho capito che cosa c'è che non va in me. Soffro di un disturbo comportamentale avanzato, me l'hanno spiegato oggi a lezione.

La mia personalità è troppo strana e contorta, fatico ad identificarmi nei miei coetanei, non ne condivido l'umorismo, le opinioni o i pensieri. E' come se fossi un vecchio di ottant'anni.

Non so perchè ma le battute degli altri non mi fanno mai ridere e mi costringono a sghignazzare ipocriticamente per mascherare la mia noia. Trovo invece esilaranti scenari grotteschi e demenziali. Quando tutti sorridono mi sento a disagio ed inizio ad avere paura perchè sento un'immensa ed irrimediabile distanza tra me e i ragazzi normali. Loro sono degni di amore e io no.

Perchè sono così sbagliato? Intanto chi se ne frega del mio fisico o della misura del mio pene, sono solo meccanismi di autosabotaggio che uso per distogliermi dal vero problema, ossia il mio carattere bizzarro.

Voglio qualcuno che mi capisca ma non sono capace di entrare in confidenza stretta con nessuno.

Che ho fatto di male, non ho mai insultato nessuno, mai fatto il bullo, non ho pregiudizi razziali o sessuali di qualsiasi tipo, EPPURE ANCORA NON VADO BENE, SONO MARCIO DENTRO!!!! 

Se devo restare solo ed incompreso a vita preferirei non essere mai nato, è meglio se smetto di respirare stanotte per non essere costretto a patire una vita miserabile e desolata. Non so come uscire da questo limbo, vi supplico ditemi come, sono prigioniero di me stesso e cambiare sembra impossibile perchè avverto troppa differenza tra me e gli altri.

Ho pensieri terribili i testa, nessuno mi sorriderà mai con amore ed è solo colpa mia che sono fatto male. Voglio uccidermi. 

 

Domanda bonus: capisco che i miei sproloqui sul sesso possano essere logorroici e ridondanti ma come vi sentireste voi se non foste mai stati desiderati sessualmente da qualcuno nel corso della vostra vita?

Anche mio fratello minore ha una morosa e lui ha 15 anni. 

 

p.s. Sono iscritto in palestra ora, ma continuo a non parlare con nessuno. Voglio solo fare parte di una cerchia sociale, mi basterebbe quello invece di soffrire come un cane, ma proprio non riesco a stabilire connessioni.

Forse è la prova che non merito di vivere e devo essere ucciso per il bene della razza umana. 

Gio

28

Dic

2017

Anima gemella

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ebbene sì, io a quella cretinata sull'anima gemella ci credo, e non riesco ad arrendermi al fatto che non esista. Io non voglio assolutamente dovermi accontentare del primo sfigato che passa solo perché devo per forza stare con qualcuno, voglio QUEL qualcuno. La parte mancante che non sapevi che mancasse, l'altra metà della mela. Quel qualcuno che guardi negli occhi e subito ti senti attratta verso lui/lei. Teoricamente l'avrei trovata... è un cantante famoso americano morto. Perché so che è lui la mia anima gemella? Perché ho sentito tutto quello che si sentirebbe di fronte alla tua anima gemella: mi è bastata una foto del suo sguardo penetrante per sentire l'immediata connessione. Poi facendo ricerche ho trovato altre cose in comune tra di noi. È una follia, è una cosa al di fuori dell'umana normalità, eppure è così. Ma siccome non è più sulla terra, cerco qualcuno che mi dia le stesse emozioni... e fin'ora nessuno. Consigli?Lasciate perdere gli scherni, lo so bene che quello che ho scritto è pura follia.Ma in fondo l'amore non è normale.

Dom

26

Nov

2017

La vita è ingiusta.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Oggi è un giorno terribile per me. Ieri sera il mio cane, e chiamarlo cane sarebbe riduttivo, è stato volontariamente preso dal mio cortile e fatto sparire nel nulla. A nulla servirà la denuncia ai carabinieri, spero solo che le tante condivisioni servano a qualcosa. 

Sono disperata, mi sento morire. Pochi capiscono la mia situazione, l'idea che il mio cucciolo sia disperso, catturato, vagabondo, in preda ai pericoli, al freddo e affamato... Spaventato, disperato, e potrei continuare.. Mi distrugge talmente tanto che mi fa male fisicamente. Non riesco a non piangere quando ne parlo, o solo quando ci penso, non mi do pace. Questo dolore è terribile, e agli stronzi maledetti che hanno fatto questa cattiveria dico solo : guardate cosa mi avete fatto! Prendersela con una creatura innocente per fare un "dispetto". E nessuno pagherà. La vita a volte è davvero ingiusta. 

Ven

24

Nov

2017

giovani senza futuro (dottori di ricerca)

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono all'ultimo anno di dottorato. Avevo iniziato, come forse molti altri, perché amavo la ricerca e l'insegnamento. Grazie all'incoraggiamento di professori, anche.

Avevo iniziato per passione, e ora mi ritrovo in un mondo di solitudine e scoraggiamento, in cui io e i miei colleghi siamo divisi tra quelli che hanno già capito come va, quelli che si illudono ancora e quelli che hanno già la carriera pronta. Ai tutor non frega assolutamente nulla di noi, se non nella misura in cui possono sfruttarci come segretari/assistenti/portaborse/tuttofare o usarci come bersagli facili su cui sfogare frustrazioni e malumori.

Gli studenti sono ignoranti da paura, ma non mi sento di dare la colpa solo a loro: non hanno stimoli da nessuna parte, i professori inseriscono nei programmi le cose che sanno già senza pensare minimamente a quello che potrebbe essere in linea con il loro percorso di studi, entrano in classe con questi assurdi power point pieni di testo copia/incollato dai libri che gli studenti hanno già, ripetono le solite quattro stronzate. Non sono tutti così, naturalmente, e quelli che non lo sono spesso si vedono contestare i metodi troppo "innovativi". Io che faccio tutorato agli studenti e tengo lezioni coinvolgenti, come una persona di 28 anni (che sono), gli studenti mi ringraziano dal vivo o per mail, vengono a sfogarsi con me e piangono perché si sentono senza futuro.

 Ma come posso consolarli io, che il futuro davanti a me non lo vedo? Come faccio a spiegare ai futuri datori di lavoro (la carriera accademica ormai ho capito che è una chimera) che durante il dottorato si impara a fare 1000 mestieri e non solo a scrivere? Come faccio a dire loro che i dottori di ricerca sono in grado di fare i segretari, gli istruttori, gli scrittori di testi tecnici, gli ispettori di documenti, i correttori di bozze, i PR, i selezionatori di personale, i traduttori, gli interpreti, i motivatori, gli insegnanti... e tutto ciò per paghe da fame? Come faccio a non farmi dire "il suo curriculum è sovra-qualificato"? 

E non crediate, in vita mia ho fatto mestieri di ogni tipo: ho lavorato in fabbrica, in gelateria, in boutique, all'adidas, in reception, non ho mai avuto pregiudizi verso lavori per i quali non occorre la laurea. Ho voluto studiare per passione, e ora vedo le porte dei mestieri "da laureati/dottori" che si chiudono per l'eccesso di raccomandazioni e la mancanza di fondi e i lavori da "non laureati" che mi rifiutano per eccesso di qualifiche. 

Odio quei maledetti professori che non si schiodano dalle loro poltrone, che ci trattano come zerbini, che ci illudono quando siamo giovani, brillanti e pieni di speranza, odio me per non sapere cosa fare, odio quelli che parlano senza aver provato le cose sulla propria pelle, odio chi ci ha portato via il futuro e adesso ci dice che siamo pigri e fannulloni. 

E ho paura. Ho maldettamente paura di cosa accadrà quando la borsa di studio sarà finita. 

Mer

01

Nov

2017

Mi sono perso, sono a un punto morto della mia vita e non so più cosa fare

Sfogo di Avatar di Capitan AubreyCapitan Aubrey | Categoria: Ira

Oggi voglio confessare che mi sono completamente perso e mi sento a un punto di non ritorno della mia vita in cui vedo solo la tempesta e il naufragio. Non a caso ho scelto questo nickname. Non vi dico quanti anni ho perchè normalmente questo dato viene utilizzato contro di me. Non sono giovane, non lo sono mai stato, per me questa parola è un insulto. Da fuori sembro un ragazzino, ma sin dai tempi dell'asilo avverto una grandissima barriera culturale, esperienziale ed emotiva che mi fa essere un gradino più avanti agli altri ma anche un gradino più vicino alla disperazione e alla solitudine. Dico questo non per fare l'arrogante di turno, ma per esporre una semplice verità delle cose e uno dei noccioli della mia sofferenza. Al mondo esistono persone smart e persone che lo sono meno e non vedo perchè le prime se ne debbano sempre vergognare.

Sono cresciuto in una famiglia pessima fatta di vecchi traumi, urla, divorzi, malattie e morti premature. Ho perso i genitori, che comunque odiavo, e non ho nessun altro parente che non sia affetto da qualche malattia fisica e mentale, che non abbia problemi con la legge o che non viva a 100 km da me. Sono andato a lavorare prestissimo per potermi pagare da mangiare e gli studi in un'età in cui i miei coetanei giravano col motorino e il loro massimo pensiero era il voto che avrebbero preso nella verifica del giorno dopo. Solo con le mie forze ho preso prima il diploma e poi la laurea. Ho passato una selezione difficilissima per una specialistica di economia dove sono iscritto ma che non riesco a frequentare. Ho viaggiato tantissimo, ho raggiunto risultati che avrebbero reso fiero chiunque, ma per me non è mai abbastanza e non mi da nessuna gioia, perchè tanto non c'è nessuno a parte me che vi assista. Ultimamente ho anche l'impressione di non avere più nulla da dire e che la gente tutto sommato mi ignori perchè ha di meglio da fare nella vita, e che io non potrei in alcun modo interessarli o dargli qualcosa in più.

Ho coltivato me stesso con tenacia e spirito di sopravvivenza attraverso libri, corsi di molti generi (perchè sono curioso di tutto) e anche terapie pluriennali che mi hanno aiutato a guardare il mio schifoso passato. Ma non ad accettarlo. Non ci sono riuscito. Non riesco a calmare il dolore che ho dentro, non con le parole, non con la musica e i quadri, non con il sole di un posto esotico, nè con le amicizie o i farmaci.

La mia sembra una storia di rinascita, e invece è una lenta storia di caduta quotidiana. Da fuori sembro una persona normale, magari un po' stralunato, forte, sicuro, un sopravvissuto appunto. A volte gli amici si sono sfogati con me e gli sconosciuti mi fanno fare lo psicolgo. Io nascondo tutta la mia paura, il mio dolore, le idee strane, la mia visione del mondo acuta e sfaccettata...tutto nel retro del negozio. Sono troppi anni che ormai tengo in piedi la facciata del ragazzo intelligente e capace, magari un po' timido e certo molto sensibile, ma uno di cui ci si può fidare. Invece sento dentro di me bollire l'inquietudine e la rabbia verso le radici che mi sono mancate. Vado dove mi porta il vento, dove trovo luoghi di studio e di lavoro. Ma tutto dura poco. Gli amici pian piano si sono allontanati o li ho allontanati io. Non ho interesse per il sesso e questo mi rende una mosca bianca in una nazione che pensa solo a quello. Non mi drogo e l'alcol non mi consola. Ogni tanto mi faccio del male da solo perchè mi rilassa.

Non riesco a SENTIRE nessun affetto, nessun calore da parte degli esseri umani. Per questo passo tutto il tempo in natura sui monti, sulla spiaggia o a fare volontariato con gli animali abbandonati. Mi impedisce di impazzire e mi fa sentire a casa. Credo di essere molto più figlio delle rocce e dei pesci che non dell'umanità. Ma non ho il coraggio di andarmene a fare l'eremita: mi sembra di buttare via la mia vita e tagliare per sempre i ponti con la società, chiudendomi ancora di più in me stesso.

Non riesco più a fare niente. Non trovo un lavoro da mesi e se lo trovo non riesco a tenermelo perchè mi stressa troppo. Non vado a lezione all'università e racconto a tutti che ci sto andando. Che poi, questi "tutti", sono dei tutti fittizi e a distanza. Qualche parente che si informa vagamente su come sto o che chiama solo perchè lo aiuti a risolvere i suoi problemi legali e finanziari eludendo il blocco delle chiamate indesiderate. Qualche amico che non sento più da mesi mi chiama ogni tanto sbronzo marcio. Gli altri sono emigrati, o sono finiti a drogarsi, o hanno finito gli studi e ora pensano solo alla macchina e al lavoro. Qualcuno ha già figli.

E poi ci sono le schiere di conoscenti sui social che pensano che la vita mi vada alla grande. Pubblico un sacco di belle cose sui social, molto profonde e luminose, e infatti piacciono solo a quei quattro aficionados con l'anima più pensatrice e artistica. Per il resto non mi caga sostanzialmente nessuno.

Voglio mollare la specialistica, anche se ho fatto tanto casino per entrarci, ma non so nemmeno a cosa dedicare il resto della mia esistenza. Paradossalmente vado bene un po' in tutto ma non c'è più quel Sogno, quel progetto di vita che mi spingeva avanti pur avendolo cambiato molte volte nel corso degli anni. Non c'è nessuno che mi sostiene. Vivo in una vecchia casa di famiglia sfitta in un paesino di provincia, guardo passare le mie giornate aspettando che accada...non so, qualcosa? Che mi torni un po' di quella ispirazione che mi teneva in piedi e stordiva la mia consapevolezza di quanto sono solo e sbagliato in questo mondo. Qualunque cosa faccia mi sembra senza senso e deludente, inadatta alla mia personalità.

Chi non mi capisce e trova massima gioia nello sbattersi una donna, nel cibo e nel vino, in un lavoro ripetitivo e omologato mi da del narcisista, ovviamente senza capire un fico secco della profondità che possono raggiungere la mia consapevolezza e il mio dolore.

Mi trovo co-proprietario di due case per ragioni di eredità, ma anche pieno di debiti e con zero soldi liquidi sul conto. Ho dovuto accettare che un parente con cui non ho particolari legami mi mandasse dei soldi per gli studi e per tenermeli gli dico che è tutto a posto, che tutto procede, che sì, certo che do gli esami e vanno benone. Ma non è vero, cazzo. Combatto tutti i giorni battaglie contro il suicidio e la mancanza di scopo. E mi sento uno schifo a prendere quei soldi e pagarci il cibo che ho in frigorifero, anzichè l'università, senza essermeli guadagnati come ho sempre fatto in passato.

Mi rendo conto che sto annaspando e giro a vuoto come chi si è perso in montagna. E la vita scorre, il sole cala e io vado sempre più nel panico e continuo a imbroccare sentieri sbagliati, qualunque, pur di marciare convinto su uno qualunque di questi per far vedere che vado avanti.

Ho provato anche a fermarmi per 6 mesi, per un anno, viaggiando e basta, ma non è servito a niente. Ho creato solo più vuoto e ne sono uscito con zero risposte e ho dato fondo a risparmi che adesso potevano servirmi per mangiare o per rifarmi una vita una buona volta. Non so come uscire da questo maledetto loop. 

Voi, e con voi intendo quelli come me, i disadattati, i "troppo" qualcosa per stare bene nel mondo; voi che fate per stare a galla? Perchè siete ancora vivi, cos'è che vi illumina da dentro e vi da la forza di alzarvi al mattino e pure con un sorriso in faccia? Come si esce da questo stato d'animo che nasconde più di vent'anni di sofferenza passata? Come si raddrizza un albero cresciuto storto da sempre, a parte farne legna per il camino? 

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