Tag: coraggio

Dom

21

Apr

2019

Se solo fossi....!!!!!!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ma è tanto squallido farsi dare il numero di una persona da un amica? Perché mi sa tanto di cosa da adolescenti.. Ma io sono grande, eppure non ho avuto il coraggio di chiederlo alla ragazza che mi interessa e lho chiesto ad una sua amica, che è anche mia amica... Mi sento uno stupido, e quasi quasi evito proprio di scrivergli, ma in questo modo ho paura di perdere tempo. Magari si incazza come una iena e pensa che sono un bambino e così si rovina tutto, oppure ci sta e risponde e sarebbe tutto fantastico e io potrei chiederle di incontrarci etc...........boh che casino. Se solo fossi un po' più coraggioso e l'avessi chiesto a lei......... 

Mar

26

Mar

2019

CE L'HO FATTA!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho bisogno di dirlo di esprimermi e buttare fuori tutto. Pensavo fosse il mio grande amore...Io italiana lui africano di origine, in Italia da quasi dieci anni, una cultura immensa (più della mia quasi su storia e politica estera), un carattere forte deciso e un uomo che ti fa sentire sicura e ti sprona a fare sempre del tuo meglio. La nosstra storia ha cominciato ad andare male dopo i primi 3 mesi...Scenate di gelosia da parte mia e freddezza da parte sua e in più la lontananza che non aiuta di certo. Dopo mesi di sofferenza sono riuscita a lasciarlo andare. L'altro ieri l'ho mollato e ho bloccato tutto. Tanto so che non mi avrebbe ricercato..Mi aveva chiesto una pausa, dopo 10 giorni ancora non si decideva a dirmi cosa voleva. Non ce l'ho fatta più e nonistante lo amassi e sognassi un futuro con lui l'ho alsciato andare. Non è stato facile, ma sono fiera di me stessa per quello che ho avuto il coraggio di fare. Riompiango solo il fatto che i momenti insieme felici siano stati pochi sia per la lontananza sia per i continui problemi. Io ho fatto del mio meglio, ma lui non voleva lottare. Non sopporto poi chi dice mogli e buoi dei paesi tuoi..Non c'entra nulla...è solo un'incompatibiloità caratteriale che non poteva durare ahimè...Mi manca e non nascondo che vorrei tornasse da me(si sono masochista forse), o magari chissà c'è un nuovo amore ad attendermi all'orizzonte.

 

Dom

24

Mar

2019

2 anni che provo sentimenti per un suo amico

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

ciao a tutti, sonouna ragazza ho22 anni.

scrivo perchè ho una forte necessità di sfogarmi e spero che qualcuno mi sappia dare un buon consiglio. sono fidanzata da quasi tre anni con un bravissimo ragazzo che però non è il massimo al livello culturale. ma ci ho fatto l'abitudine negli anni per amore. all'inizio ero pazza di lui, non mi sembrava vero di aver trovato la persona della mia vita, dopo i primi  mesi insime le cose sono cambiate: litigi frequenti su cose futili, scontri quotidiani fino ad arrivare alle mani. stavamo insime da 1 anno quando ho conosciuto uno dei suo migliori amici con cui è cresciuto . questo ragazzo è tutta un'altra storia , non abbiamo mai litigato , ha il tipo di carattere che piace a me e spesso parlavamo su whattsap del mio rapporto col mio fidanzato e delle ragazze che gli piacevano. mi aiutava molto come parte imparziale nella riconciliazione col mio fidanzato. da li le cose sono progredite un po, ha cominciato a darmi dei soprannomi carini, a preoccuparsi per me peril rapporto brusco che c'era col mio fidanzato, quando litigavamo ed il mio ragazzo gli raccontava il litigio  per sfogarsi, lui mi chiamava subito per sapere se mi aveva picchiata , se stavo bene,se volevo sfogarmi con lui ecc. era imprziale ma il 90% delle volte era dalla mia parte perche obiettivamente il mio ragazzo era ed è uno St***zo (notiamo la S maiuscola). ci fu una brutta litigata  col mioragazzo chenon si comportò molto bene verso di me , da qui l'amico gli diede ragione , prese le sue parti senza sapere nel dettaglio la questione e non mi parlò più. io resto fidanzata con questa pessima persona oggi, solo nella speranza di rivedere un giorno questo ragazzo, per potergli spiegare come stavano le cose davvero in quella situazione . tengo molto a lui, credo di esserne innamorata, il modo in cui mi faceva sentire non è minimamente paragonabile al rapporto col mio attuale fidanzato , per cui dico consapevolmente di aver realizzato che non ne sono più innamorata da un po di mesi . è sempre stata una relazione burrascosa piena di sue gelosie futili e tira e molla , era probabilmente la mia poca maturità ed il fatto che è una persona molto allegra  , a farmi innamorare all'inizio . vorrei lasciare il mio ragazzo e scrivere all'amico , non viviamo nella stessa città ma mi auguro di vederlo presto perche con lui ho sentito una connessione che non ho mai avuto con nessuno, e penso che certe cose fort non si possono sentire solo in un senso. sono convinta che anche lui provava qualcosa, altrimenti non si sarebbe preoccupato tanto per me. ma n qualche modo penso che lui si senta deluso da me nell'aver giudicato (secondo lui) male il mio fidanzato in quella situazione, ed è per questo che non ci sentiamo piu. forse mi crede una cattiva persona .

ps. quando faccio l'amore col mio ragazzo, riesco a pensare solo a questo suo amico, non riesco a togliermelo dalla testa da due anni, è spesso nei miei pensieri!! aiutoo, che fare? lascio il mio raazzo e mi faccio risentire? o lascio il mio ragazzo e rimpiango di aver perso un rapporto vero e sano e sentimentalmente di valore per me ? 

Sab

16

Mar

2019

Mi ricordo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Io mi ricordo, quattro ragazzi con la chitarra 
E un pianoforte sulla spalla 
Come pini di Roma, la vita non li spezza...

 

 

 

Dom

17

Feb

2019

L'università mi sta schiacciando

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Accidia

Ho 23 anni e premetto che amo quello che sto studiando, e so benissimo che in università non è tutto rose e fiori, ma non ce la faccio più. La mia autostima è rasa al suolo, ho fatto i salti mortali per stare dentro coi tempi e ora sto preparando gli ultimi esami con il c*lo, ne ho addirittura due domani e non provo nulla, nessun ansia o eccitazione pre esame. Ho perso quasi ogni rispetto per i miei colleghi, il loro modo di fare mi ha completamente reso insopportabile un mondo che prima amavo. Non vedo l'ora di avere la mia qualifica ed entrare nel mondo del lavoro, che per quanto difficile e tragica sia la situazione italiana, almeno avrò nuovi stimoli e più possibilità di gestire il mio tempo. Caratterialmente questo percorso di studi mi ha reso apatico, piatto, acido, non mi riconosco. Mi consolo pensando che non sono l'unico della mia facoltà ad esserne uscito così male. 

Lun

26

Nov

2018

Ansia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Vorrei tornare ad avere le sicurezze che avevo prima, potermi stancare piu fisicamente che mentalmente.... Poter dormire lanotte senza svegliarmi con la tachicardia, vorrei essere più sicura di me, più forte. Vorrei che quando parlo con te tu mi sostenessi e incoraggiassi, invece mi aggredisci e mi ferisci. Io non sono un tuo collega, sono la tua compagna e ho bisogno di te. 

Mar

24

Apr

2018

Un caldo abbraccio

Sfogo di Avatar di BellaciBellaci | Categoria: Altro

Notte tra il 31 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018.

Tutto è iniziato qui, in questa notte.


Lo sapevo, lo immaginavo, me lo sentivo… il mio sesto senso per queste cose non ha mai fallito.

Sapevo che sarebbe finita, non avrei immaginato così presto, ma lo sapevo.

Ne ho avuto la conferma in un tuo messaggio, da un tuo “Buongiorno”. Non era più lo stesso, era diverso, freddo, senza pensiero, una risposta di cortesia.

Sapevo che sarebbe finita, che avremmo mandato tutto a puttane per la nostra troppa razionalità, per la nostra poca voglia di continuare per evitare di fare del male all’altro. Ci siamo dedicati poco tempo.

Non ce lo siamo concesso, siamo stati stupidi, ingenui, concreti, sapevamo fin dall’inizio che non avrebbe funzionato, eppure ci siamo buttati a capofitto, dal primo giorno, dal primo incontro, dal primo saluto sulla guancia (slancio da parte mia inimmaginabile, timida come sono, eppure…)

 

Abbiamo sbagliato nell’esserci fatti coinvolgere da fatti esterni, che riguardavano noi, ma che non erano veri. Erano tutte dicerie, eppure è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.


Quella sera sei uscito con il tuo coinquilino, fregandotene del fatto che non ci vedessimo da una settimana, e l’unico paio d’ore che avevi a disposizione lo sei andato a spendere con il tuo amico, senza pensare a me, al fatto che non vedessi l’ora di vederti, di abbracciarti e dirti tutte quelle cose che non ero riuscita a dirti quando me l’hai chieste, per paura, per paura di essere presa in giro un’altra volta da una persona nella quale avevo riposto una fiducia che non è da me, per paura di prendere un’altra inculata, per paura di perdere la persona con la quale pensavo di costruire insieme qualcosa, non subito, abbiamo appena 20 anni, dovevamo prima raggiungere i nostri obiettivi, poi si sarebbe pensato ad ufficializzare la cosa, era tutto officioso, ma non ho pensato che il tuo officioso potesse essere così blando, non pensavo che il tuo “frequentarsi” fosse così superficiale.


Non abbiamo mai definito cosa fossimo, perché tu mi hai chiesto di iniziare a “frequentarci”, iniziare a conoscerci, poi avremmo definito…

Ero d’accordo con te, nemmeno io volevo essere così tanto legata ad una persona, avevamo bisogno dei nostri spazi e delle nostre libertà. Non ti ho mai obbligato a vederci, quando potevamo, quando non eri troppo stanco, ci vedevamo, non ti ho mai tarpato le ali per i tuoi corsi, anzi, ti ho incoraggiato, spinto anche a farne degli altri, ti ho consigliato quando mi chiedevi cosa fare, se accettare questo o quello, sono stata bene con te. Stavo bene con te.


Poi quella sera, quella maledetta sera, quando ti ho chiesto di andarci a fare una passeggiata, non avrei mai voluto che andasse a finire così, ma è successo.

L’ho capito da come camminavi, testa bassa, mani in tasca, con la tuta.

Non sei mai uscito in tuta.

L’ho capito da come sei salito nella mia macchina, mi hai dato le spalle nel sederti, quando in realtà la prima cosa che facevi era sporgerti vero di me per darmi uno di quei tuoi baci.

L’ho capito dal tuo profumo, non ti eri messo il profumo che io adoravo, il profumo che faceva parte di te, no, non eri te, non eri più la persona che avevo conosciuto il primo dell’anno.

No.


Quella sera, sei salito in macchina, hai bocciato tutte le mie idee e ci siamo andati a sedere in un bar, per parlare.

Hai iniziato dicendomi quella stronzata sul sentirsi tutti i giorni, sull’inviarsi il buongiorno e la buonanotte ogni mattina e ogni sera, mi hai detto che era troppo da fidanzati, che noi non lo eravamo.

Ti ho risposto che per me quel sentirsi tutti i giorni non era da fidanzati, era un sapere come stava la persona con la quale mi stavo frequentando, era un conoscere, era un modo per conoscere te.

Non hai avuto il coraggio di replicare, non ne sei stato in grado, tu, che riesci sempre a rispondere, sei stato in silenzio, non mi hai risposto, mi hai solo guardata, come per dire che non ti saresti mai aspettato una tale risposta da me.


Ci siamo presi i nostri infusi caldi, io un “caldo abbraccio”, un modo carino per dirti che in quel momento ne avevo bisogno, e tu lo hai capito, mi hai guardata con quel tuo sguardo che sa, che non perde un attimo, che analizza. Hai capito, ma non hai agito.


Abbiamo parlato, abbiamo parlato della situazione. Tu hai sempre pensato che io non avessi capito i termini di condizione, e invece io li avevo ben presenti.

Mi hai accusata di non dirti le cose, di non essere diretta e di non arrivare mai al sodo. Hai fatto ricadere la colpa su di me, quando sei stato tu ad allontanarmi sempre di più, da quando la nostra amica si è messa in mezzo. Non le ho mai creduto, MAI, te l’ho detto, ti ho sempre dato una fiducia incotrollata nonostante tutte le mie insicurezze, ma tu non hai fatto altro che diminuirle piano piano fino ad arrivare a questo punto.


Mi hai detto di non dirti le cose così come le pensassi.

Tu hai mai pensato che magari cercassi un modo per evitare di ferirti?

Non hai pensato che magari era un modo per evitare di farti stare male, perché a te ci tenevo?

Ci hai mai pensato che forse il mio essere così tranquilla era un evitare di farti del male, dopo tutto ciò che avevi passato?

Hai mai pensato che capissi veramente che cosa avessi passato, nonostante sia entrata nella tua vita all’improvviso e solo per 4 mesi?

Hai mai pensato che ti capissi veramente pur avendo avuto esperienze diverse dalle tue, ma con risultati e stati d’animo simili?


Mi hai detto di non essere stata diretta, di non averti detto veramente ciò che pensassi.

Tu non hai capito che quando ero con te, io non pensavo a nulla, stavo bene, mi stavo godendo il momento, stavo imprimendo il nostro essere abbracciati sul letto nella mente, vicini, i nostri cuori che battevano, nel silenzio di quelle sere lo sentivo, batteva forte.

Poi ad un certo punto tutto è finito, tutto si è affievolito.


Perchè? Perchè non hai fatto in modo di evitare questa situazione, perché non hai cercato di abbattere di più i miei muri, perché non ti sei reso conto che mi stavo richiudendo in me stessa?


Perchè non hai capito che avevo bisogno di te quando è successo il fattaccio e hai preferito vederti un film con il tuo coinquilino? Mi hai risposto che avrei dovuto dirti che avevo bisogno di te.

No, non te l’avrei dovuto dire io, non eravamo fidanzati.

Se ci tenevi veramente avresti dovuto capirlo, dal mio “sono in crisi, ho tanti pensieri per la testa, ci vediamo stasera?”


Però ti devo ringraziare.

Dopotutto, se non ti avessi incontrato, non sarei mai riuscita a comprendere me stessa fino in fondo, non sarei mai riuscita a capire quanto io sia forte. Quanto sia stata coraggiosa. Quanto sia matura.


Senza di te non sarei mai cresciuta così tanto.


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Gio

07

Set

2017

la lussuria......(leggete per favore)

Sfogo di Avatar di mattia24sportmattia24sport | Categoria: Lussuria

Nella trattazione dei sette vizi capitali siamo giunti alla LUSSURIA, ossia l'uso disordinato dell'istinto sessuale. Nel progetto di Dio l'esercizio della sessualità con il piacere che vi è connesso, ha come fine quello di costituire per l'uomo un mezzo per esprimere il suo amore verso una persona dell'altro sesso, e ciò a servizio della vita e nel contesto del matrimonio indissolubile.

E proprio perché corrispondono al progetto di Dio, il Concilio afferma (GS 49) che “gli atti con i quali i coniugi si uniscono in casta intimità, sono onorabili e degni e, se compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano, e arricchiscono vicendevolmente in gioiosa gratitudini gli sposi”.

Purtroppo, però, in questo settore, più che in ogni altro forse, portiamo le tristi conseguenze del peccato originale. S. Paolo avrebbe voluto che i cristiani non avessero neppure nominato questo disordine morale:«Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, NEPPURE SE NE PARLI TRA VOI, come si addice ai santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti» (Ef 5, 3 – 4).

Ma noi, invece, ne dobbiamo parlare, perché questo vizio impuro ha assunto oggi una estensione ed una sfacciataggine, che il riferimento biblico a Sodoma e Gomorra  sembra tutt’altro che esagerato…. Ogni vizio è un padrone prepotente e quello impuro conta molti servi e schiavi, forse più di ogni altro. E’ stato detto che non tutti i dannati sono finiti all’Inferno solo per questo peccato, ma tutti anche per questo peccato. Forse è una affermazione che può sembrare esagerata ed unilaterale, ma se poi ci si pensa bene, ci si accorge che non è molto lontana dal vero. Sì, perché il peccato impuro avvelena tutti i settori della vita spirituale, incominciando da quello fondamentale della FEDE. Pensate alla crisi religiosa di una larga fascia della gioventù…..

Ma cerchiamo di precisare il nostro discorso, chiedendoci IN CHE COSA CONSISTA la lussuria, quale sia la natura di questo peccato e persino perché debba ritenersi peccato, cioè offesa di Dio, rottura dell’armonia con Lui, disordine morale. Non sono pochi oggi, infatti, quelli che non la ritengono più tale:”Ma che male facciamo? Sei d’accordo tu, sono d’accordo io, non togliamo nulla a nessuno ….” Oppure:”Sono bisogni naturali che sentiamo tutti, che male c’è nel soddisfarli?...” Per non dire di peggio. Discorsi molto superficiali, ma che ingannano parecchi. La confusione (interessata!) delle idee in questo campo (confusione promossa talvolta da un certo tipo di cosiddetta “educazione” sessuale impartita a scuola) aiuta non poco il vizio a dilagare.

La lussuria è peccato – e peccato grave – perché è un uso disordinato, e quindi contrario alla volontà di Dio, di una facoltà  (quella sessuale) ordinata esclusivamente al matrimonio, cioè alla comunione totale (spirito e corpo) di un uomo con una donna e al mantenimento e alla propagazione del genere umano (“Crescete e moltiplicatevi”). Matrimonio che Gesù ha elevato a dignità di sacramento, cioè consacrazione e sigillo divino all’amore umano, sacramento che comporta una stabilità inscindibile tra i due partners e grazie preziose per la loro crescita spirituale e per l’educazione umana e cristiana  dei figli.

Fuori da questa cornice sacra del matrimonio l’uso della facoltà sessuale diventa disordine egoistico, che si oppone al piano di Dio. E siccome la sessualità è qualcosa che prende tutto l’uomo, si può cadere in questo disordine col pensiero, col desiderio, con gli sguardi, con le parole, con le azioni, da soli e con altri, in modo più o meno grave, ma sempre grave di per sé. I teologi, infatti, dicono che questo peccato non ammette pareri di materia, come l’ammettono gran parte degli altri peccati (per esempio, uno può rubare poco o molto, può irritarsi leggermente  o giungere fino all’odio, può lasciarsi andare al pettegolezzo o giungere a una grave calunnia, essere leggermente brilli o ubriaco fradicio…ecc. ecc.). Nella purezza anche un pensiero gravemente disonesto o un desiderio nascosto, pienamente accettati,  costituiscono colpa grave agli occhi di Dio:«Se tu guardi una donna con occhio impuro, è come se già avessi peccato con lei», dice Gesù (Mt 5, 29). L’impurità può essere peccatoveniale per insufficiente avvertenza della mente o imperfetto consenso della volontà (cosa, ritengo, abbastanza frequente). S. Paolo parla chiaro a questo riguardo:«Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio » (1 Cr 6, 9 – 10). Lui che ha anche raccomandato di non profanare il nostro corpo, tempio vivo dello Spirito Santo.

 Ma anche a prescindere dalla chiarezza della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa a questo riguardo, la stessa ragione umana comprende che nel peccato impuro non è l’anima intelligente e libera che ha in dominio il corpo, ma viceversa…. E a chi dice: “Ma siamo uomini!...” per giustificare le proprie debolezze morali in questo campo, si può rispondere:”Appunto per questo devi essere padrone di te stesso!” E qui si tocca con mano l’altezza morale del cristianesimo, che non si accontenta di un perbenismo esterno, “sepolcri imbiancati”, ma scende nell’intimità e nella profondità dell’animo umano per esigere piena limpidezza , trasparenza e dignità morale. Il regno di Dio è dentro di noi, prima di essere attorno a noi. Nell’Antico Testamento vengono puniti con pene severe l’adulterio, l’incesto, l’omosessualità, la bestialità e viene deplorato l’onanismo (Gn 38, 9 – 10), ma nel Nuovo Testamento Gesù ci fa fare questo salto di qualità per giungere alla limpidezza del cuore. Ed è veramente da compatire chi non riesce a rendersene conto. Il peccato impuro in tutte le sue forme, dentro e fuori del matrimonio, calpesta la dignità della persona umana che non può mai essere ridotta a cosa e impedisce lo sviluppo della vita divina nell’anima.

Sì, possiamo veramente dire che dopo l’orgoglio non c’è ostacolo più grande alla perfezione cristiana del vizio della lussuria: essa produce abitudini tiranniche, egoismo sfrenato, infiacchimento dell’intelligenza e della volontà, assenza di slancio verso il bene, insomma una vera e propria palla di piombo al piede per l’uomo nel suo cammino verso Dio.

Ma per non discostarci dal carattere pratico di queste nostre conversazioni, sarà bene accennare a qualche mezzo per preservarci dal vizio della lussuria o per intraprendere un serio cammino di purificazione qualora disgraziatamente vi fossimo caduti.

·        Innanzi tutto idee chiare e convinzioni profonde, altrimenti ci manca il punto fermo su cui far leva. Quanto abbiamo accennato finora tendeva proprio a tale chiarificazione, ma certo nella confusione di idee di oggi non si insisterà mai abbastanza su questo punto.

·        Notiamo poi che molte persone cadono nei peccati di lussuria per il loro orgoglio e la loro presunzione. Sì, la purezza va a braccetto dell’umiltà. E chi è umile ammette di essere debole e non si espone sconsideratamente a tentazioni e pericoli. Guai ai presuntuosi in questo campo! Chi non usa prudenza e mortificazione è in balia del Demonio. Qui vince chi sa fuggire per tempo….

·        Già, la mortificazione. La mortificazione, quella fisica e quella dello spirito, è come la ginnastica, l’allenamento della volontà, senza della quale essa rimane fiacca e incline a tutti i cedimenti, anche i più vergognosi. E questo, l’abbiamo notato già altre volte, è un discorso difficilmente recepito in una società consumistica, tesa a soddisfare in tutto e subito qualsiasi desiderio, anche il meno nobile, tantochè gli stessi annunciatori del Vangelo spesso sorvolano sull’aspetto austero della Croce, presentando un cristianesimo a buon mercato, digeribile da tutti, anche dai più smidollati, ma per ciò stesso non autentico. E appunto anche per questo il vizio impuro dilaga, come torrente melmoso, senza trovare praticamente resistenza. Golosità e pigrizia in particolare sono due grandi alleate della lussuria. Ma a proposito di “alleati” dell’impurità l’elenco potrebbe oggi continuare a lungo: la televisione e il computer sono divenuti un veicolo continuo di oscenità e di infezione morale; la maggior parte dei periodici laici in mano a tutti danno anch’essi il loro notevole contributo a creare una mentalità moralmente permissiva;  la moda esibizionistica, tomba legalizzata e propagandata di ogni restante senso del pudore; e persino certa musica, a dire degli esperti, può risultare sessualmente stimolante. Come dicevo l’elenco dei trabocchetti, più o meno pericolosi, alla virtù cristiana della purezza, della castità, in una società complessa e permissiva come la nostra attuale, potrebbe allungarsi a dismisura, ma mi sembra quasi inutile soffermarmi su ciascuno di essi. Io ho l’impressione, comunque, e ve lo partecipo come tale, che noi cristiani ci stiamo arrendendo su questo fronte, forse per paura di essere additati per gente sorpassata e dalla mentalità ristretta. Persino noi preti, nel momento della maggiore apertura delle coscienze, quello della confessione o della riconciliazione sacramentale, rischiamo di sorvolare diplomaticamente su certe esigenze della morale evangelica in materia, per non diventare impopolari ed essere catalogati preti “preconciliari”… Ma quale conto dovremo rendere al Giudizio Divino? Non ho parlato delle passeggiate solitarie, in machina o non, tra ragazzi e ragazze, vero e proprio “piccolo turismo del peccato”…. Ma, ripeto, è inutile fare elenco di guai che tutti conosciamo, se non c’è volontà e sincerità di evitarli con coraggio e fermezza, coraggio che il cristiano oggi deve avere di essere diverso dalla e nella massa degli smidollati e dei viziosi. Ma in fondo è bello, e persino esaltante, dover essere cristiani per scelta cosciente e coraggiosa e non per stanca tradizione! E oggi è davvero così.

·        Idee e convinzioni chiare, umiltà, forza e coraggio della mortificazione, ma non basta. “Senza di me, non potete fare nulla!”, ha detto Gesù, e sul pendio viscido dell’impuro più che in altri campi. Chissà quante volte l’avete notato anche voi: quando si trascura di innaffiare l’orticello della nostra anima con la preghiera  e la grazia dei sacramenti, si seccano e pian piano muoiono tutte le virtù evangeliche, mentre rinascono lussureggianti le erbacce di ogni genere: orgoglio, ira, pigrizia, egoismo e, naturalmente, anche la sensualità. E’ stato detto, penso molto giustamente e a proposito, che per tenere sgombro il nostro cuore e la nostra vita dalla suggestione e dal vizio impuro, sono indispensabili DUE GRANDI AMORI: quello personale a un Gesù vivo, amico e fratello; un amore proprio delle anime interiori, un amore che quasi definirei “contemplativo”; e l’amore, la passione per la salvezza dei fratelli e la costruzione del Regno di Dio nel mondo, cioè la dimensione missionaria della vita cristiana, lo slancio delle anime apostoliche nell’affascinante sfida della “nuova evangelizzazione” dell’Europa e del mondo. Pensando soprattutto ai nostri giovani, nati e cresciuti in un’atmosfera che non è più quella di una “cristianità” tradizionale, ma quella spregiudicata e contestatrice di una società postcristiana, dobbiamo renderci conto che non è più il metodo ripetitivo di un moralismo, in sé sostanzialmente valido, ma che può facilmente apparire repressivo ed inibitorio, quello che otterrà udienza e avrà successo. Bisogna ricorrere  a proposte più positive  e stimolanti, bisognerà riproporre l’Amore (quello con l’A maiuscola!); l’Amore che si dona fino al sacrificio di sé; l’Amore che ci impedisce di raggomitolarci nel nostro egoismo e di soffocare nel viscidume dei nostri vizi; l’Amore che ci fa liberi e grandi, al di sopra di ogni mortificante meschinità; l’Amore che solo Cristo, il Figlio di Dio, è venuto a riportare e a riproporre sulla terra; l’Amore che dilata il nostro piccolo e povero cuore a pregustare l’Amore eterno e beatificante della Comunione dei santi. Dobbiamo noi stessi amare di più per insegnare agli altri ad amare e potere dire loro:”Ama e sarai puro e….sii puro per amare di più!”

Il linguaggio dell’amore è quello più comprensibile ed efficace  con l’uomo del 2000 (ma probabilmente con l’uomo di sempre….), perché è il linguaggio di Gesù, è il linguaggio di Dio! Il nostro Papa, definito il Papa dei giovani, lo sa mirabilmente usare con loro, ed è probabilmente per questo che trascina con sé verso Cristo milioni e milioni di giovani…. Forse dovremmo provarci anche noi nel nostro piccolo.

Non posso terminare questa chiacchierata, però, senza uno sguardo, sia pur fuggevole e conclusivo, a Colei che è prototipo, modello e madre del Popolo di Dio e che noi chiamiamo Immacolata: in Lei ogni viscidume di peccato impuro, o semplicemente di ogni peccato, è stato superato da una splendida purezza, luminosa e feconda, trionfo della pienezza in Lei dell’azione dello Spirito Santo. Guardiamo più spesso a Maria Immacolata, “respiriamo” la presenza e il mistero di Maria nella  Chiesa e nella storia dell’umanità e di ciascuno di noi (perché è stata costituita da Cristo morente Madre di tutti) e ci sentiremo disintossicati dai miasmi della putrefazione morale che ci circonda e che forse è persino in noi… Guardando a Lei, buttandoci tra le sue braccia materne, non ci sarà più impossibile vivere quella splendida beatitudine evangelica:”Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio!”.

Gio

27

Lug

2017

Dopo una storia d'amore

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono stata insieme ad un ragazzo per 5 anni, tra tira e molla. il mio primo (vero?) amore. Forse adatto a quella età. Dalla fine di quell'amore non sono più stata la stessa. E mi accorgo che ognuno di noi, dopo ogni amore, ne esce cambiato. Alcuni diventano gelidi come il ghiaccio e difficilmente proveranno ancora sentimenti, altri stanno sulla difensiva e non permettono a nessuno di prenderli in giro, altri ancora neanche ci credono più, e si buttano sulle superficialità. Ci impoveriamo poco a poco.

io invece, faccio parte di quella categoria che ci crede ancora. Non smetterò mai di credere nell'amore, perché per me è un valore di vita. Io amo le cose, me stessa, le mie passioni, il mondo, il paesaggio, la mia piccola città dopo ogni viaggio. Amo la vita. Amore è indefinibile, e sono disposta ad essere amorevole, non me lo toglierà nessuno mai.

 tuttavia, anche io sono cambiata. Anche io ho il timore di sentirmi sola, e percepisco delle insicurezza che prima non avevo calcolato mai.

la solitudine è meditazione, è stare con sè stessi e conoscersi. Non ci conosciamo abbastanza e non ci diamo tempo a sufficienza per stare bene. Ogni cosa bella per ottenerla richiede sacrificio.

All'inizio ero impaziente in tutto. "Sei felice? No. E allora che schifo, la tua vita è una merda e tutti gli altri intorno a te sono felici. Chi ha il suo amore, e chi non ha l'amore come non ce l'hai tu, non soffre come te, quindi sta sempre meglio di te."

ero sulla strada di una depressione molto lieve, anche perché agli altri davo a vedere tutt'altro. Nessuno ha saputo mai i miei pensieri negativi, se non la mia famiglia, e agli occhi di tutti ero la ragazza forte, spavalda, carismatica, e  molto selettiva.

Oggi ho capito invece, che felicità è una scelta e un lavoro sodo e determinato. Ognuno ha e dovrebbe se non lo ha, procurarsi un motivo per essere felice, un'occasione per ridere almeno una volta al giorno. Felicità non è una meta ma un percorso, un viaggio, un andamento instabile, che senza il suo opposto, la tristezza, non esisterebbe. Pensare che l'ho scoperto da sola.

la felicità l'ho trovata dentro di me.... e mi sono accorta che da questo momento, emano energia positiva che arriva a chi mi sta intorno, come prima arrivava quella negativa.

Non possiamo essere pronti per qualcun altro se prima non siamo pronti per noi stessi. 

 

FB 

Sab

13

Ago

2016

Che ne pensate delle donne con la testa rasata?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

È un po' che mi gira in testa questa idea..vorrei trovare il coraggio di tagliarmi i capelli a zero o al massimo lunghi qualche millimetro. 

Voi che ne pensate di una donna con i capelli così corti?

Ho un viso abbastanza rotondo (anche di forma) e ho paura che avere la testa rasata accentui questa caratteristica. In più, ci vorrebbero mesi per tornare ad avere una lunghezza sufficiente per farmi un taglio sensato. E se poi mi stanco di averli così corti? 

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