Tag: matrimonio

Ven

06

Ott

2017

Trovarsi un amante

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

E ora sono pronta a ricevere critiche,insulti e risposte banali,ma se tra queste  ne leggeró almeno una che mi aiuti ,allora ne sarà valsa la pena.

Sono sposata da 10 anni.Con mio marito non so neanche piú se possiamo definirci una coppia,sembriamo piú che altro due coinquilini che dividono un appartamento.Non c'é dialogo e men che meno intimità. Abbiamo un figlio di 8 anni e praticamente,lui é l unico legame che ci é rimasto.Nessuno immaggina che il nostro rapporto sia cosí logoro.Io non lo amo neanche piú.Volevo separarmi,ma lui non é d accordo.Dice che lui mi ama ma non é affatto vero.Mi fa infuriare che non vuole ammettere che non mi ama,la verità é che non si vuole separare perché l appartamento in cui viviamo é solo mio,l ho avuto in regalo da mia nonna e pertanto a lui non spetterebbe nulla.So che potrei comunque divorziare anche senza il suo consenso,ma a me dispiace,perché so che questo gli creerebbe parecchi problemi,e in realtà un poco di bene gli e ne voglio ancora.

Peró cosí facendo sto distruggendo la mia vita.Io sono sposata e mi sento single.Vorrei un amante.Ma non so neanche da dove cominciare.Mi piaceva tantissimo una persona due anni fa,ci ho fantasticato su parecchio,ero convinta che potessi interessargli anche io,ma alla fine non é sucesso nulla.Non sono riuscita a dirgli chiaramente quali fossero le mie intenzioni,e ancora sto a rimurginare su come o cosa avrei dovuto fare per fargli capire che poteva provarci con me anche se sono sposata.Non voglio una scopata e via.Non mi interessa.Vorrei una storia,un amante fisso,un rapporto doppio.Lo so che me ne direte di tutti i colori,ma secondo voi é piú vergognoso questo o buttarlo in mezzo alla strada?Io non voglio buttare mio marito in una strada,ma ho bisogno di calore,di emozioni dialogo e complicità... Tutto ció che con lui non ho.

Mer

13

Set

2017

Ho sposato te non la tua famiglia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho incontrato mio marito a 20 anni e mi sono innamorata...lui è iraniano e, dopo le iniziali diffidenze, mi sono fidata. Vedo ancora in lui le qualità positive che vedevo all'inizio...anche se indubbiamente non posso dire sia lo stesso dopo quasi 10 anni. Ultimamente c è qualcosa che mi preoccupa..lui ha una famiglia molto numerosa...sono persone simpatiche e gentili ma iniziò a sentire troppo spesso parlare di ricongiungimenti!! Per carità capisco la malinconia della lontananza ma per me è un incubo pensare di poter vivere sotto lo stesso tetto con i suoi fratelli...madre o nipoti! Anche perché viviamo in un semplice appartamento!Chiedo troppo!!?? Qualcuno sa dirmi secondo la legge chi potrebbe effettivamente vivere con noi qualora ottenesse la cittadinanza? Io avrei qualche diritto a oppormi qualora mi venisse imposto? Io ho sposato lui è non la sua famiglia! Sono un egoista? Premetto che nel loro paese vivono bene e non hanno problemi particolari..altrimenti non mi sarei opposta! Non so come comportarmi!

Ven

08

Set

2017

Mi sono innamorata della donna sbagliata

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono una donna di 39 anni e convivo da quasi 15 anni con il mio compagno, che è anche il padre di mia figlia.
L'anno scorso, ovviamente senza propormelo, mi sono innamorata perdutamente di un'altra donna (sono sempre stata consapevole di essere bisessuale, quindi il fatto che lei sia una lei non è il problema principale).
Ricordo il giorno in cui l'ho conosciuta, quando me l'hanno presentata e ho sentito il suo nome qualcosa si è mosso dentro di me, come se già la conoscessi; e quando l'ho guardata negli occhi è successo il guaio... Da quel giorno non ho smesso di pensare a lei, giorno e notte.M

Mi sento in colpa nei confronti del mio compagno, che non si accorge di nulla e non ha fatto niente di male per meritarsi questa situazione... Sono mesi che cerco le scuse più assurde per non fare l'amore con lui, perché non mi va proprio, penso sempre all'altra e la sola idea di toccare lui mi infastidisce, mi dà quasi la nausea. Semplicemente non lo amo più, mi sono innamorata di un'altra persona e vorrei lasciarlo, ma non so come farlo senza fare del male a nostra figlia.

Però non posso dire di essere pentita di tutto questo, è impossibile pentirsi di essersi innamorati, è qualcosa che succede senza che lo possiamo evitare, anche se spesso succede con la persona sbagliata e nel momento sbagliato, come nel mio caso.

Col tempo ho cercato di conoscere meglio questa ragazza, con la speranza di scoprire che non era così perfetta come sembrava a me, per dimenticarla una volta per tutte, ma niente, non ha funzionato, anzi. Più parlo con lei più i miei sentimenti aumentano e stanno diventando un'ossessione. A parte il fatto che è bellissima e sento per lei un'attrazione spaventosa, sono innamorata della sua personalità, del suo modo di parlare e di ascoltare, di come ride, di come guarda il nulla quand'è preoccupata, di come si sistema i capelli dietro l'orecchio quando si innervosisce... di tutto.

Quando parliamo insieme vedo nei suoi occhi che anche lei con me si trova a suo agio, che c'è un certo feeling: con gli altri è una persona seria ed introversa, mentre con me non smette di sorridere e mi racconta cose molte personali. A volte mi guarda fisso negli occhi e rimaniamo lì, imbambolate in mezzo alla gente, a fissarci come due ragazzine. Ma poi quando abbiamo l'occasione non affrontiamo mai l'argomento.

Penso che nonostante ci sia del feeling lei non provi assolutamente niente per me, pur sapendo di piacermi non ha mai dato ad intendere di avere alcun interesse di un certo tipo, non mi ha mai dato false speranze (tranne quelle lunghe occhiate...).

Perché dico che è la donna sbagliata e perché non le dico chiaramente come stanno le cose? Sostanzialmente per due motivi. Un motivo professionale, pure grave: lei è la maestra di mia figlia. L'altro motivo, personale: lei sta già con un'altra, di cui è innamorata e con cui so per certo che è felice, tanto che l'anno scorso hanno pure deciso di avere un figlio insieme. So benissimo che non ho nessun diritto al mondo di interferire nella sua vita e di distruggere la sua felice famigliola, per questo non le ho mai detto esplicitamente che la amo da morire. 

Ma passa il tempo e non riesco a disinnamorarmi di lei. 

Gio

07

Set

2017

Sentore d'autunno

Sfogo di Avatar di ColeridgeColeridge | Categoria: Ira

Sabato 2 settembre - Noci fresche. Le ho trovate stamattina al supermercato a un prezzo accettabile considerando che, di solito, queste primizie se le fanno pagare uno sproposito. Ancora umide di mallo. Sfiziosissime, ne mangerei il triplo se non fosse per la seccatura dello spellamento a unghia dei gherigli. Me le sgranocchio nervosamente a tavola, a pranzo concluso. Laura non le ha neanche assaggiate ed è andata su a riposare. Per lei sono ricominciati i collegi docenti e in questi giorni, tra l'altro, non sta bene, quindi era piuttosto provata. Figlio, appena arrivato, è ripartito stamattina per un altro corso di perfezionamento, quindi a tavola sono da solo a sgranocchiare noci, sorseggiarmi un gutturnio dopo tante settimane (d'estate quasi solo birra, poco vino e mai rosso) in attesa di svuotare lavastoviglie sbarazzare tavola riempire lavastoviglie prepararmi un caffè dotarmi di felpa e fumarmi una pipa in terrazzino tempo permettendo. Più autunno di così.


Ci provo ad essere sereno, ma sono un po' avvilito e un po' incazzato. A dire il vero non sono incazzato solo un poco, ero forse un po' incazzato con Laura negli scorsi giorni, ma ora sono molto, ma molto incazzato con me stesso. E sono avvilito. Piuttosto avvilito. Avevo provato appunto a tirarmi su cucinando una pasta e fagioli e allestendo la tavola con il vino e le noci. Laura, come dicevo, appena rientrata ha mangiato svogliatamente un po' di pasta, non ha voluto vino, s'è presa un po' di prosciutto dal frigo ed è andata a letto. Ma, come dicevo, Laura non sta molto bene in questi giorni, mentre io, se non l'avessi detto, sono avvilito e incazzato. Con me stesso.

 

Settimana di vacanza

Era una settimana di vacanza questa. L'avevo preventivata proprio in vista del fatto che Laura avrebbe preso servizio a inizio mese. Avevamo stabilito di non fare grandi cose. Un po' di faccende di casa, un po' di tempo per noi e solo un paio di giorni al mare visto che le nostre vacanze ce le siamo fatte e sono costate pure un botto. Una settimana cominciata sotto i migliori auspici. Ci pensavo giusto qualche pomeriggio fa, nella sala d'attesa del pronto soccorso, mentre Laura era dentro a farsi visitare per un codice verde. Lo scorso fine settimana era ancora estate, estate piena. A questo pensavo. E noi, da soli a casa, avevamo ripreso a fare l'amore anche un po' rumorosamente. La sera, fuori per l'aperitivo, lei sfoggiava abbronzatura, sorriso radiante e umore delizioso. Agitava le spalle con la musica (lo fa di rado, la mia pianista classica), arrivando a sussurrarmi di aver quasi voglia di ballare assieme tra i tavoli.


Lunedì mattina partenza per le Cinque Terre. Albergo carino in centro paese, ci attrezziamo per farci il primo tratto di camminata del celebre sentiero che unisce i cinque borghi sul mare, su e giù per i costoni di roccia. Non proprio una passeggiatina amena, sotto il sole a picco. All'arrivo, nel primo pomeriggio, ci concediamo un meritato bagno a mare, un pezzo di focaccia col pesto e ce ne torniamo in treno all'albergo. Ci facciamo la doccia e restiamo a poltrire in accappatoio sul copriletto. Lei manifesta anche un proposito vagamente birichino ma è un po' in conflitto con la preparazione per la serata che è già in fase avanzata con capelli lavati e crema viso. Dopo qualche tentativo comico (i capelli!! fa gli occhiacci e ride) decidiamo di rimandare alla sera e ce ne andiamo in giro a bighellonare tra negozietti, anticipi di aperitivi, selfie sul molo, progetti per l'autunno, progetti per il futuro di Figlio, pettegolezzi su amici e passanti. E passa il tempo, passa talmente che tutti i ristoranti interessanti sono stracolmi di turisti. Si sa che i migliori sono in posizione sfigata, ma non vorremmo rinunciare alla vista mare, così troviamo un buon compromesso con un ristorante vicino al molo: sembra molto turistico ma il profumo non è male e si è appena liberato un tavolino all'esterno in posizione interessantissima. E' nostro. Servizio non speditissimo ma abbastanza compatibile con la quantità di gente. E poi non abbiamo fretta. Optiamo per il mezzo litro di bianco della casa. Di solito va più che bene. Non questa volta, E' un intruglio slavato dal gusto indefinibile. Chiediamo il cambio e prendiamo una bottiglia. Verso generosamente ad entrambi, lei protesta debolmente, ma poi lo beve tutto a stomaco vuoto. Non sempre le fa un buon effetto, dipende da come gira la conversazione. E la conversazione, per motivi insondabili, non stava prendendo una buona piega.

 

Cenetta

Non male gli spaghetti allo scoglio. Porzione per due. Molte cozze, che qui chiamano muscoli. Laura però non le mangia più da quando, alcuni anni fa, ne ha beccata una marcia che le ha provocato una tremenda indigestione. Quindi siccome tocca a me sbrigare la pratica mi do da fare, visto che sono anche piuttosto affamato. Lei mi guarda con un'espressione quasi schifata e sibila un commento che mi lascia basito. Mangi come fai sesso. Un po' le chiedo spiegazioni con gli occhi, un po' cerco di riportare la conversazione su tematiche più compatibili con un ristorante affollato. 


Suona il cellulare. E' il mio. Mia madre. Cazzo, non la sento da giorni e l'ultima volta l'ho pure liquidata sbrigativamente senza poi richiamarla. Avevo provato a chiamarla io nel pomeriggio. Non ha risposto e mi richiama, come al solito, al momento meno indicato. Devo rispondere. Le dico subito che sono a cena con Laura e che poi ci saremmo sentiti con calma. E tuttavia mi sento un po' in colpa a riattaccare così dopo l'ultima volta. Come va? Le chiedo con un tono sbrigativo, sottintendendo che non si andasse troppo oltre i convenevoli. Inutile. Attacca con un diluvio di lamentazioni a getto continuo che non riesco ad arginare in alcun modo. Se provo a interromperla non mi sente nemmeno e non posso alzare la voce. Imploro con gli occhi la comprensione di Laura che è pochissimo indulgente quando si tratta di mia madre. Non si parlano da anni. E' visibilmente contrariata. Comincia ad agitarsi. Parla a mezza voce con me, ma senza rivolgersi a me. Alza leggermente il tono. Minaccia di andarsene se non riattacco subito. Se ne va. Io finalmente riesco a trovare un varco nel profluvio di parole prive di un contesto intellegibile e, finalmente, riesco a chiudere la telefonata. Non mi muovo. Tanto le chiavi della stanza ce le ho io. Non per molto. Dopo qualche minuto Laura torna indietro, doppiamente incazzata per essere stata costretta a farlo. Reclama le chiavi senza neanche sedersi. Gliele do con ostentata nonchalance e resto seduto al mio posto. Dopo un po' arriva una sua telefonata. Riattacco. Faccio lo stesso anche ai successivi tentativi. 


La ragazza che ci aveva servito arriva cinguettante per proporre il menu dei dolci e dei liquori e capisce subito l'antifona. La signora torna? Non credo. Va via un po' delusa. Le stavamo simpatici. Di solito siamo particolarmente cordiali, soprattutto quando, a servire ai tavoli, troviamo ragazzi che si pagano gli studi. Quando siamo in buona naturalmente, e non era più aria. Pian piano il numero dei clienti si assottiglia. Pago il conto ma resto al tavolo a finire la bottiglia di bianco. Faccio segno alla ragazza che può sbarazzare. Alla fine resto l'unico ciente sul tavolino di plastica che sta fuori dal plateatico sul ciglio della strada. 


Il locale chiude e la ragazza mi saluta cercando di celare un filo di sconcerto. Laura prova a chiamarmi ancora e poi mi manda un messaggio dicendosi preoccupata. Le rispondo subito dicendo che sono lì esattamente dove mi ha lasciato. Mi augura la buona notte. E' un braccio di ferro sterile che mi vede perdente. Sono fuori dal B&B e non ho le chiavi del portone, quindi mi deve aprire lei e il telefono si sta scaricando. Le comunico assertivo che sto tornando, quindi di aprirmi. E' l'una e mezza passata quando rientro e mi infilo nel letto senza dire una parola. Alle 2 mi addormento. Alle 4 mi sveglio, stanco morto ma con una rabbia sorda che mi impedisce di dormire. Mi alzo, mi vesto con gli stessi indumenti rintracciati a tentoni ed esco. Non c'è una vera e propria hall. Mi metto sul terrazzo col computer, Non funziona nemmeno il trucco del lavoro. Di solito per prendere sonno elaboro cervellotiche procedure che mi sfiniscono. Non questa volta. Troppa adrenalina. Le sei. La strada chiusa al traffico di giorno è attraversata di continuo dai furgoni dei fornitori e dai camioncini della nettezza. Comincia a fare giorno e decido di andare sul lungomare a passeggiare. Ripercorro le stesse strade deserte attraversate la sera prima passeggiando mano nella mano. Verso le 8 mi manda un messaggio chiedendomi di tornare in stanza. 

 

Precipitoso rientro

L'idea originaria era quella di passare l'intera giornata a mare e rientrare con calma nel tardo pomeriggio. Tutto saltato. Si torna a casa immediatamente: ognuno di noi ha minacciato l'altro e ci si è quindi trovati sorprendentemente d'accordo. Mentre vado a prendermi un cappuccino e scegliere una brioche da tutta la generosa colazione del buffet, lei decide di preparare già i pochi bagagli invece di raggiungermi. Pago il conto al titolare che in modo circospetto mi chiede se la signora farà colazione anche lei. Il tono della nostra prima discussione mattutina deve essere giunto alle sue orecchie. Gli rispondo che credo di sì. In realtà usciremo dalla stanza solo per dirigerci, con i bagagli, direttamente al parcheggio. Non dopo esserci urlati nuovamente i nostri rispettivi disappunti. La nostra rabbia è tanta. L'inconfessata consapevolezza di essere in fondo due imbecilli, capaci di rovinare tutti i momenti più belli con le proprie mani, peggiora le cose. 


Lei è fuori dalla grazia di Dio. Ammette di avere esagerato il giorno precedente ma mi incolpa di non aver voluto arginare l'escalation negandomi al telefono, e poi chiama in causa tutta una serie di mie mancanze, sia storiche, sia recenti. Tralasciando le prime mi accusa di aver concesso che la telefonata con mia madre durasse più del dovuto durante una cena a due e, poi, di averle versato da bere troppo e di averlo fatto nonostante le sue rimostranze, ma cosa pensavo di fare, farla ubriacare per disinibirla? Ma che stai dicendo Laura. Sì, perché c'è questo tuo modo di porti così fisico così... da porco. Non ci sto e le chiedo se non sia impazzita. Non sto contribuendo a calmare le acque e questo ha su di lei il solito effetto. Urla, si avvicina, agita le mani. Usa le mani. Un colpo in testa. Siamo alle solite ma io sono esasperato. Le prendo le braccia, gliele metto dietro la schiena e la avviso, a brutto muso, di mettere in atto quello che da tempo minaccio di fare. Laura io un giorno ti darò un ceffone, uno solo, ma te lo ricorderai per un bel pezzo. Devi tenere le mani a posto. Raccattiamo le ultime cose e ce ne andiamo. Partiamo di buon mattino per andare a casa, dove avremmo passato l'intera giornata che avevamo deciso di trascorrere a mare.

 

Parlando di sesso

Il tecnico di laboratorio ha detto che c'è perdita ma che devo aspettare la dottoressa. Me lo comunica via WhatsApp Laura. La mattina successiva è voluta andare da sola all'appuntamento con la specialista, fissato al pronto soccorso il giorno prima. Accolgo la notizia con apparente calma, chiedo qualche spiegazione in più e poi, con la stessa calma, mi dirigo in cucina e assesto un pugno al lampadario di alluminio spaccando la lampadina. Ma torniamo al giorno in cui abbiamo lasciato l'albergo.


Dopo queste sfuriate la nostra modalità di sblocco è sempre la stessa. Io me ne sto chiuso a riccio senza spiccicare parola ad aspettare che il suo nervoso sbollisca ottenendo l'effetto esattamente opposto, fino a quando non si arriva ad un nuova litigata che si esaurisce per sfinimento e porta entrambi a più miti consigli. Stavolta mi accorgo un po' per tempo e prendo io l'argomento già in macchina, approfittando anche del fatto che sta guidando lei (le mie due ore di sonno non favoriscono alternative). I toni si distendono un po', anche se siamo molto distanti da una riappacificazione. Le frasi smozzicate, le frecciatine velenose rendono evidente che c'è dell'altro e che la sostanza è proprio tutta nel taciuto. Continuiamo a parlare per tutta la giornata. Parliamo di aspettative tradite. Di fraintendimenti. Di taciti accomodamenti e celate insoddisfazioni. Di tutto quello che in questi anni non ci siamo mai veramente detti, che non abbiamo mai veramente approfondito. I ricordi restituiscono un vissuto distorto e piegato alle proprie aspettative deluse. Non esiste una verità dei fatti. Esistono desideri inespressi e non capiti. Incomunicabilità. Superficialità e incapacità di calarsi nei pensieri dell'altro. Ma non è assurdo che proprio adesso, quando il sentore d'autunno della nostra esistenza comincia appena ad essere avvertito, non si riesca ad apprezzare la meraviglia di un tempo d'estate che ancora, nonostante tutto, è vivo e presente, talvolta anche con un tepore più avvolgente e piacevole rispetto al vigore dei nostri trent'anni?

 

E così discutiamo. Torniamo sugli episodi recenti e remoti facendo balenare all'altro una versione dei fatti inedita quando si riesce a fare capolino tra i vari fammi finire, parli sempre tu, ma se non sai cosa voglio dire ecc. ecc. Parliamo soprattutto di sesso. 


Perché ti sei fermato l'altro giorno. Sai che non mi piace quando mi prendi da dietro. Sai che detesto quando mi baci dietro e mi infili la lingua nel culo! A volte esageri anche quando lo fai davanti. Mi hai fatto venire, bravo ci sei riuscito, e allora perché non hai finito? No, dovevi prendermi anche davanti, dovevi vedermi in faccia, ma cosa pretendevi, di baciarmi dopo che mi hai baciato il culo tutto il tempo? 


Come cambiano i punti di vista. Le stavo facendo un massaggio sulla schiena. Avevo virato su questa modalità hot e lei sembrava gradire molto. Ogni tanto si ritraeva e poi si riapriva. Il coito da dietro è sembrato il naturale esito. Più volte, in passato, mi aveva detto che in questo modo non godeva, se non con un aiuto davanti. Ho pensato che ero io a sbagliare indugiando troppo su un movimento lineare. Così avevo privilegiato quello rotatorio con un effetto che sembrava aver decisamente apprezzato. Così, dopo il suo orgasmo, avevo deciso di cambiare posizione e sceglierne una più gradita a lei che, però, avendo un tipo di orgasmo molto 'mascolino', visibilmente non aveva più voglia. Quindi non ho avuto più voglia nemmeno io. Le dico che non avevo minimamente capito che la cosa le avesse dato fastidio. Ho provato a dirtelo, ma tu insisti, cosa avrei dovuto fare? Un po' vedo che fa piacere a te, un po' probabilmente mi piace anche in quel momento, ma in un modo animalesco, che poi mi fa sentire a disagio. Forse non sono io la donna per te. Guarda, forse dovresti trovarti qualcuna con cui fare sesso, te lo dico davvero, capisco che non riesco a soddisfarti. See, come no Laura.

 

E comunque a me piace quando veniamo insieme, mi dice. Il giorno prima eravamo stati benissimo, come non stavamo da tempo. Per quale motivo hai avuto necessità di prenderti la pillolina il giorno dopo. Eh, forse proprio perché il giorno prima ho avuto la sensazione di esserci arrivato per il rotto della cuffia. Laura, le cose per me sono cambiate in questi ultimi mesi. E' avvenuto tutto al di fuori del mio controllo e della mia volontà. Non posso ribadirle troppo che adesso l'unica cosa che davvero mi provoca un'erezione è l'odore del suo collo e la tenerezza del suo abbraccio. Certo che le farebbe piacere, ma quell'adesso, implica che fino a pochissimo tempo fa le cose non erano proprio così. Che un sedere tornito in palestra, che fa gli esercizi esattamente davanti ai miei occhi, prima mi provocava qualche accenno di tumefazione, mentre adesso posso tutt'al più ammirarlo con il distacco estetico di un pittore. Che il mio personale sentore d'autunno sta imboccando un percorso tortuoso, a metà tra l'erotomania dannunziana e una remota pace dei sensi che ha un che di malinconico ma anche di profondamente placido. 


Non mi masturbo più. Questo glielo dico. Prima lo facevo regolarmente durante i lunghi periodi in cui non avevamo rapporti. Ma anche quando li avevamo. Il giorno dopo. Una sorta di celebrazione. Lo dico come la cosa più naturale di questo mondo e non mi avvedo di aver squarciato il velo di Maya su uno dei taciti segreti che più frequentemente caratterizzano il menage di una coppia sposata da anni. Ma i segreti di Pulcinella non andrebbero mai svelati. Cioè tu in tutti questi anni hai continuato a masturbarti. Preferivi fare questo invece che stare insieme, invece che cercare di riavvicinarci. Non è così. Provo a spiegarglielo. Da soli è una cosa diversa, più intima e più banale, meccanica: non soppianta in alcun modo lo stare assieme. Non lo capisce. Sembra completamente fuori dal suo orizzonte comportamentale.

Io non so più chi sei, mi dice. Ogni volta esce fuori qualche sorpresa. Ma tu ti ricordi quando i primi tempi io volevo stare assieme e tu mi dicevi che non è detto che si deve fare ogni sera. Quando ti ho detto una cosa del genere? Una sola volta, che poi è basatata a non farmi più riprovare. Non me ne rammento minimamente. Però ci può stare. In tutti questi anni sono tante le cose che sono successe. Le sensazioni provate. Le tensioni per i figli e il lavoro. E' capitato sì che non avessi voglia io.


E quindi adesso si spiega tutto. Lo dice rompendo un momento di silenzio. Prima ti sfogavi da solo e adesso scarichi tutte le tue voglie su di me. Prima ti guardavi i porno e adesso vorresti farli con me. Ma cosa dici, stai isolando spezzoni di discussione, elementi isolati e li stai rimontando in una sorta di realtà parallela. Questo è quello che mi arriva Coleridge. Come al solito hai rovinato tutto. Come al solito, quando inizio a fidarmi salta fuori qualcosa che mi trascina giù di nuovo.

 

L'hai detto e l'hai fatto

E allora? La porta di casa s'è appena richiusa e la raggiungo in sala. Cosa ti ha detto? Ha confermato quello che ha detto il tecnico di laboratorio. Cioè? Abbassamento abbastanza evidente della percezione sulla regione grave, infatti mi dànno fastidio i rumori di sottofondo come il motore della macchina. Tutto mi rimbomba in testa e domani iniziano i consigli. Guarigione? Ci vorrà un mese e mezzo: nel 90% dei casi si rimette tutto a posto da solo, altrimenti bisogna intervenire chirurgicamente. Naturalmente l'orecchio deve stare completamente all'asciutto, quindi attenzione in doccia e niente più bagni in piscina. E poi continuare con le gocce che mi ha prescritto ieri al pronto soccorso. Ho un controllo tra una decina di giorni, e poi un altro paio.


Laura insegna musica. Sta tutto il giorno tra classi di ragazzini e consigli. Quest'anno inizierà finalmente dei corsi per direzione d'orchestra per intraprendere i quali da anni le sto facendo una testa così. Questa situazione è una iattura, e speriamo che non si trasformi in una tragedia.

 

Il giorno dopo il nostro rientro e dopo le eterne discussioni che hanno preso il posto di quella che doveva essere una giornata di vacanza, gli animi sembrano un po' rasserenati. La buona dormita sicuramente ha aiutato. Intraprendiamo attività di manutenzione casa. Deve passare il tipo a rimontare le zanzariere, io ho un po' di faccende in banca e posta, dobbiamo sistemare lo sgabuzzino con un armadio da smontare e portare in discarica. All'ora di pranzo decidiamo di fare una pausa e andare in piscina. Le parte l'embolo esattamente mentre stiamo raggiungendo la piscina in macchina, facendo un giro più lungo per un strada bloccata. Non ci posso pensare a quello che mi hai detto ieri. Ma chi sei? Ti rendi conto che non so più chi sei? Non so chi ho avuto accanto in tutti questi anni? Ma dovevi proprio dirmele quelle cose, non potevi tenerle per te? Sbraita. Urla. Non si dà pace. E quando arriviamo al parcheggio di nuovo diventa manesca. Mi faccio una nuotata per rinfrescarmi le idee e togliere occasioni in pubblico, mentre lei prende il sole. Torniamo a casa dove avevamo lasciato i lavori a metà. Devo smontare l'armadio che lei ha svuotato la mattina. Ma la situazione non è rientrata. La discussione riprende più virulenta di prima e lei è già entrata in modalità Super Sayian. Strabuzza gli occhi, urla, mi sputa addosso. Faccio quello che mi è già capitato di fare in situazioni del genere, ossia mi chiudo in bagno per far abbassare la temperatura. Lei va fuori di testa. Mi da' del vigliacco, pesca a piene mani da tutto il repertorio di insulti a cui è in grado di accedere. Io aspetto che si calmino le acque ed esco. Le acque non si erano affatto calmate. Si torna di nuovo alle mani. E allora cambio approccio. Mi avvicino a lei e le tengo le braccia. Poi tiro indietro la mano destra con un gesto inequivocabile e una minaccia che esprimo con gli occhi in un attimo sospeso in cui mi chiedo se darle seguito o al contrario, come al solito, farla sfumare. Opportunamente.

 

Ma quanto ci mette? Ho già sfogliato tre o quattro riviste. Ogni tanto passeggio in su e in giù. Un'umanità varia sta lì, in bilico tra 

l'annoiato e l'impaziente. Qualcuno è stato fatto accomodare sulla sedia a rotelle, qualcun altro fa la spola con il distributore di bibite. Che vergogna. Dal vetro, poco dopo essere arrivati, vedevo lei che raccontava all'infermiere di una dinamica totalmente inventata. Fatti venire in mente qualcosa da dire, mi diceva mentre la portavo al pronto soccorso. Fino a pochi minuti prima mi stava urlando che mi avrebbe denunciato. Io sconvolto le ho replicato che mi sarei autodenunciato io, ma di andare perché qualcosa era successo. La sua reazione alla sberla che non ricordo neanche quando avevo deciso di darle, era anomala. Ricordo solo che in un attimo di lucidità avevo solo cercato di far caso a non colpirle l'orecchio. Evidentemente non c'ero riuscito. La sua rezione sorpresa e incredula era anomala, urlava, diceva che avvertiva un soffio continuo, le davano fastidio tutti i rumori.

 

Finalmente esce. Allora? Ha detto che deve vedermi domattina e che fino ad allora non si sbilancia. Devo prendere queste gocce. Ma come stai? Cosa ti ha detto? Mi guarda. Hai sempre detto che la volta che mi avresti dato una sberla me lo sarei ricordato. Sei stato di parola. Mi hai sfondato il timpano.

 

giovedì 7 settmbre: tra qualche giorno la prima visita di controllo. La situazione sembra molto migliorata. La mia vaga sensazione di essere una merda d'uomo, oltre tutte le possibili giustificazioni, mi accompagna a distanza ma non mi abbandona


Gio

10

Ago

2017

Sono sposata ma sono pazza di un altro.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Voglio un bene immenso a mio marito e mi piace fare l'amore con lui, ma oltre a questo c'è poco. Tempo fa conobbi un ragazzo meraviglioso, mi è piaciuto all'impatto. Lo desidero da impazzire. Lo voglio in un modo assurdo. Questo ragazzo ha la mia stessa età ed è single. Fisicamente mi piace da impazzire. Mi ritrovo a pensarlo spessissimo durante il giorno e sogno di fare l'amore con lui. Sto impazzendo. Non so come posso fare per dimenticarlo. Da un lato vorrei scordarmelo ma dall'altro vorrei fosse mio. Non ho mai provato per nessuno ciò che provo per lui. Mio marito ha un carattere diverso dal mio. E' poco romantico e poco affettuoso. L'ho sposato per amore ma ormai sento solo affetto nei suoi riguardi. Non mi dà molte attenzioni, tranne quando siamo a letto. Mi sento trascurata e non apprezzata. Lui è chiuso, è ermetico. Mentre prima non era un problema per me questo suo carattere, ora sta cominciando a pesarmi. Mi sento che sto buttando anni della mia vita insieme a lui. Invece sento forti emozioni nei confronti dell'altro. Non poterlo avere mi fa stare male. Vorrei averlo conosciuto quando ero da sola, non adesso che sono impegnata. Può essere un discorso che molti criticheranno ma è la pura verità. Spesso faccio sesso con mio marito pensando a lui. Sono sicura però che questo non sarebbe successo se mio marito avesse tenuto acceso il sentimento che nutrivo per lui. Non per giustificarmi ma lo amavo molto. Ora a tratti quando sto con lui provo nausea. Lo so che dovrei lasciarlo ma, non ho il coraggio di affrontare le terze persone e le loro critiche. Nella vita ne ho passate troppe, sono stata sfortunata. Lo sono in tutto, anche in amore. Preferirei non vivvere piuttosto che vivere così. Non ho niente che mi renda felice. Niente.

Mer

03

Mag

2017

Uomini e donne sono uguali

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Basta con questa cazzata, per favore basta. Troppe volte ho sentito frasi del tipo: ma guarda che uomini e donne pensano al sesso in egual misura......ci sono donne che hanno la stessa attività/voglia sessuale degli uomini....basta veramente.

Il problema è solo 1

A una donna che non fa sesso per un mese non succede nulla di particolare, sarà solo più eccitata per via del digiuno.

Un uomo che non eiacula per un mese....non si è mai visto! Noi abbiamo un bisogno fisiologico che deve essere espletato.

Personalmente dopo i primi giorni di astinenza, oltre che una voglia matta, sento un fastidio nella zona pelvica, sono irritabile, dormo male e ho meno appetito del solito. Se l'astinenza si protrae i sintomi peggiorano. Semplice, lineare.

  È come se ad una tavola imbandita di ogni ben di Dio ci fossero 2 commensali diversissimi tra loro. Il primo è un taglialegna  di 2 metri e 120kg che lavora nei boschi 12 ore al giorno e abbatte alberi a mani nude. Il secondo è un omino di 1,65mt per 60kg che si occupa trading online, è vegano e celiaco. Entrambi hanno una fame della madonna, secondo voi si comporteranno alla stessa maniera a tavola??

Scherzi a parte, vediamo di finirla con le cazzate. All'ultima conoscente in crisi xchè è stata cornificata dal marito le ho detto: ma secondo te, tuo marito si è fatto l'amante dopo 15anni di matrimonio xchè non ti ama più, xchè si è innamorato di altre, xchè si è reso conto che ha sbagliato a sposarti, xchè è in crisi di mezza età?? Sveglia ciccia! Un hamburger di tofu al taglialegna non basta ;-)

Mer

26

Apr

2017

Matrimonio e sesso

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Lussuria

Sono una ragazza giovane, sono stata fidanzata  5 anni e sono sposata da 2. Ho studiato tutti i porno, i ragazzi ke mi circondano....i loro gusti... sò un sacco di cose e credo di essere molto portata nel soddisfare un uomo. Ma mio marito è strano, lo vuole fare quando vuole lui e come vuole lui.... in risposta a tutti i momenti di intenso piacere e attenzione ke gli dedico mi risponde ke la sua ex nn sapeva fare niente ma a lui andava bene comunque. Se ci provo gli da fastidio, alle mie rikieste di attenzione si sente pressato e non lo vuole fare poi... ormai non vengo da 1 mese e mezzo, sto impazzendo....lo trovo fighissimo e poi ha anke un bananone niente male ma sono bloccata a livello psicologico come una tigre in gabbia. Ci sono uomini ke farebbero salti mortali x avere una porcona fedele come me e lui neanke se ne accorge.... xkè mi tratta così? Io ho fatto di tutto x lui...completini (ke a lui nn interessano minimamente), video....foto...tattike seduttive...nn funziona niente se non è quando dice lui! Sono anke disposta a rifarmi il seno x avere più attenzione visto ke sn piattina...ma lui si è opposto all intervento dicendomi ke gli piaccio così come sono. Ma allora xkè è così egoista? ...x lui o si fa sesso nella notte a luce spenta o pompino o pecora visto ke ho un bel fondoskiena. Il mio potenziale è sfruttato tipo al 2% ...cosa gli passa x la testa? Io lo farei ancora nel parkeggio...gli do tutto quello ke vuole di me. Uso anke la tattica di negarmi proprio x farlo sentire cacciatore ma nn vengo sfruttata lo stesso. Xkè mi fa questo?

Mer

19

Apr

2017

lui mi piace ma รจ impegnato..

Sfogo di Avatar di Sonoarrabbiata92Sonoarrabbiata92 | Categoria: Lussuria

da un pò mi sento per messaggi con questo ragazzo, lui è sposato da 2 anni ed ha una bambina di 2 anni.. Io sono fidanzata da 7 anni ma sto cercando di evitare il matrimonio perché c'è qualcosa che  non mi sento di fare..mi sento che la mia storia si è appassita come una rosa morta sotto il sole cocente.. ogni tanto io e il mio ragazzo quando parliamo ritorniamo sempre ai soliti punti :lavoro e famiglia. Ma più volte ho ripetuto che NON VA PIù, che 7 anni sono davvero tanti non si dimentica una persona così da un giorno all'altro comunque il sentimento tra noi c'è però è diventata una cosa PESANTE in tutti i sensi.. Io voglio cambiare, mi sento di stare sola per un pò o avere del tempo.. Ho conosciuto lui circa 2 mesi fa su internet e poi siamo passati a whatsapp, lui per un periodo su internet non lo trovavo e lui non trovava me come se qualcuno ci avesse tolto l'amicizia ma lui dice che non è stato e nemmeno io..quando ci risentiamo lui è felice dice che era rimasto davvero male a non sentirmi che non mi trovava e pensava che lo avevo eliminato e che davvero era rimasto deluso..allora passiamo a whatsapp.. io lo salvo con un nome diverso per non farmi beccare perché il mio ragazzo  è invadente e usa il mio telefono ogni tanto e si deve leggere le chat perché nella testa sua se non voglio dargli il cel e gli dico è privacy lui mi dice la solita frase (allora mi nascondi qualcosa).. e come si può ragionare con il mio ragazzo se è un tipo geloso? allora gli ho messo un altro nome e questo lo spaccio come cugino eliminiamo sempre le chat o le foto che ci mandiamo. Lui dice che non vuole una storia ma nemmeno io volevamo incontrarci per stare insieme, dice che gli piaccio e che se io voglio lui verrebbe ad incontrarmi o ci si organizza, siamo della stessa regione ci differenziano solo 4 ore di distanza. Io non voglio essere la sua amante perché mi dispiace per la moglie quindi al momento ci sentiamo come due amici che scherzano ma niente di più, io non voglio niente da lui mi piacerebbe si passare una notte con lui perché davvero fisicamente mi piace e anche lui la stessa cosa ha detto di me.. dice che per 1 volta non succede niente, io gli ho detto che non possiamo rischiare perché rischierebbe lui che ha una bimba e una moglie ma lui dice che non gli frega e che non è problema mio, io non mi faccio problemi con il mio fidanzato perché la storia nostra non si ripiglia più e sta andando verso un burrone anno dopo anno,non si fa sesso mai forse 1 volta ogni 3 mesi , quindi non mi piace più il mio ragazzo fisicamente purtroppo e non c'è attrazione fisica, mentre con l'altro sento di provare qualcosa.Lui dice che devo fidarmi che dice la verità s quello che prova per me, io non do molta fiducia essendo che ha già una moglie è come se le promettesse a lei che non sente nessuna ma sente me e lui rifacendo sta promessa chissà quante si fa oltre me se succederebbe qualcosa.. Noi vorremmo passare solo 1 notte insieme e niente più . Ma mi ha preso davvero tanto, ma sto cercando di evitare di mettere un freno non voglio passare per zoccola, lui dice che non gliene frega della moglie io molte volte su questo punto gli ho detto di no perché non é onesto nei confronti della moglie ed ha anche una bambina di lasciare stare che magari mi svago e mi passerà la sua assenza.. ma ogni giorno ci sentiamo ed è difficile, mi piace troppo lui dice di incontrarci ma io non so che fare..non ho lasciato ancora il mio ragazzo passiamo i giorni a litigare perché non va e lui pensa che si sistema tutto col tempo.. io sinceramente voglio altro e mi dispiace davvero col cuore ma non mi voglio sposare come si pensa lui , è brutto da dire ma 7 anni per me sono tanti e la vedo dura a passare quello che accadrà io mi sto preparando anche psicologicamente perché lasciare il primo fidanzato è difficile, ma intanto io da un pò sto cercando di guardare altrove.. Come faccio? che posso fare? l'altro mi piace tanto andiamo anche moltie cose in comune ,anzi tante. Aiutatemi voi se ci siete passati che io a 25 anni non so che fare.

Mar

28

Mar

2017

Tango

Sfogo di Avatar di ColeridgeColeridge | Categoria: Altro

Oh, io ho già preso le scarpe. Mi chiama al mattino al lavoro. Io l'ascolto ma nel frattempo ho gli occhi che rimbalzano sui vari monitor visto che sono nel mezzo di un rilascio e in testa ho una todo list abbastanza serrata (gergo odioso lo so, ma passatemelo).

Ah le hai già prese? Sono piuttosto sorpeso visto che ultimamente è lei la prima a fare caso a tutte le spese, e dobbiamo risparmiare, e hai le mani bucate. Un equivoco. In realtà mi stava dicendo che le aveva già prese su per la sera, le sue scarpe da concerto. Però mi fa piacere. Non pensavo che la prospettiva la entusiasmasse così tanto. Glielo avevo proposto nei giorni in cui, dopo esserci riavvicinati, abbiamo deciso di ritornare insieme: un corso di tango. Non molto originale come idea, anzi, un classico delle coppie mature che vogliono un po' ritrovarsi. Pochissime volte siamo andati a ballare. Più che altro ci siamo ritrovati a farlo durante qualche capodanno o qualche festa in vacanza. Eppure entrambi abbiamo molto a che fare con la musica: per lei è una professione, per me doveva esserlo.

Perchè il tango? La cosa che mi piace è l'idea che sta alla base del ballo di coppia o, se vogliamo, dell'idea che me ne sono fatto: la necessità di intendersi, di andare insieme, di sincronizzarsi. Nel tango poi c'è una metafora di un approccio relazionale quasi atavico, con l'uomo che deve sempre guidare e sostenere, e la donna che deve imparare ad affidarsi o addirittura, ad alti livelli, abbandonarsi. Potrebbe sembrare una specie di rivincita del povero maschio frustrato ma, sinceramente, non è quello che mi affascina. Trovo, al contrario, che possa essere catartico soprattutto per le coppie che, nella vita quotidiana, hanno quella modalità di interazione, come dire, dialettico-competitiva? che caratterizza, H24, il nostro rapporto.

Sono quindi contentissimo che lei abbia deciso di rilanciare con il proprio entusiasmo alla mia proposta. Lunedì sera ultimo appuntamento del corso per principianti, riprenderanno tra un paio di settimane con un nuovo blocco di lezioni, così decidiamo di fare una lezione di prova. Appuntamento direttamente alla sala da ballo in centro città. Arrivo a pelo dopo essere passato da casa, dalla stazione,  per cambiarmi anch'io le scarpe. Ci sentiamo un po' imbarazzati a fare questa cosa. Entrando vediamo un'altra coppia della nostra età che ci guarda un po' incuriosita. Poi dentro, nella sala, dove ci si siede su dei divani alle pareti. Ci presentiamo e, mentre gli altri fanno la loro lezione, un paio di allievi tutor si prendono cura di noi separatamente. Più tardi arrivano singolarmente anche i due maestri titolari del corso: una coppia di ballerini argentini. Non molto alti di statura, ma estremamente eleganti e, soprattutto, simpaticissimi. Lei ride divertita quando Laura mi riprende su un passo "Ecco, si comincia subito!". Eh già se parte il trip altro che rilassarsi insieme: riusciamo a discutere anche quando c'è da montare una mensola, immaginarsi sui passi da seguire. Ma non è così per adesso. Ridiamo anche noi e ci godiamo il primo passo base guardandoci negli occhi e inciampando.

Alla fine si avvicina la titolare del corso e ci elenca un po' le condizioni  per partecipare. Laura salta tutti i passaggi: potete gia iscriverci, vero Coleridge? Certo sì, anche se glielo comunichiamo domani  non credo che ci saranno problemi, scherzo, ma comunque sì. Usciamo, entusiasti e rilassati e andiamo in un pub a divorarci un tagliere di affettati visto che siamo a digiuno. E così, almeno un giorno alla settimana eviteremo di passarlo stravaccati sul divano.

Tutto il resto della nostra vita, il nostro ricominciare non sarà troppo diverso. Far capire, capire, aspettarsi, sincronizzarsi. Dopo Valigie in cui ho raccontato una possibile separazione, il mio nuovo diario in cui vorrei parlare di una possibile rinascita e di una rinascita possibile. 

Sab

25

Mar

2017

C'era una volta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

c'era una volta Elena, aveva 19 anni quando andò a studiare inglese in un'accademia britannica. Era il 2002 e quell'estate sembrava volgere al termine senza emozioni, senza scossoni... sembrava perché era agosto quando si innamorò follemente di Nicolas e Nicolas si innamorò follemente di lei. Fu un colpo di fulmine che si trasformò in una passione intensa e travolgente. Nicolas era uno studente di ingegneria, lei era all'ultimo anno di liceo. Vissero quei 12 mesi con il sogno di rincontrarsi, e così fu. A settembre Elena si trasferì in una città del nord Italia e il venerdì correva a Lione, Nicolas correva anche lui. Correvano e non vedevano l'ora che arrivasse il momento di vedersi. Un bacio, coccole chiacchiere, amore, lo studio. Il venerdì partire e il lunedì mattina ritornare tra i banchi della facoltà.

La vita non ti permette di sognare e, appena può, distrugge gli incanti. Spostarsi non è gratis, nessuno dei due era disposto a cambiare città nell'immediato, Elena si sta per laureare quando Nicolas, ormai laureato, viste trasferto in Malaysia per due lunghi anni con la prospettiva di restarci:"non possiamo fermaci e aspettarci, Elena" "hai ragione".

Il mondo cadde ma si rialzarono. Elena non sa a che punto sia adesso la vita di Nicolas, ha solo un profilo linkedin a cui non ha mai scrivtto. Elena ha avuto altre storie ma non ha mai davvero amato nessuno come ha amato Nicolas. Da quando entrò nel suo cuore nel 2002 non uscì mai più e niente fu in grado di cancellare questo sentimento... nè tempo, nè distanza, nè altre passioni, altre avventure. 

Tra mezz'ora alla porta di Elena citofonerà la sua parrucchiera perché oggi Elena si sposerà ma non con l'uomo che ama da 15 anni. Sposerà un uomo che non ama perché nella vita ci è concesso di amare ed essere smati veramente  solo una volta. 

Ti porto nel cuore, amore mio!

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