Tag: solitudine

Lun

14

Ago

2017

Scommesse

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Scommetto appena ho l'occasione, sempre meglio di beverseli come fa mio papà, mia mamma è morta 20 anno fa, io non ho una vita mia devo sempre pensare anche a mio padre che non esce di casa se non per andare a bere ma siamo così poveri che non va quasi mai, gli compro io la birra e non posso dire di no quando ordina....so che sembra assurdo ma è così.

Io bestemmio tantissimo quando perdo per una partita e non sento che dio mi ama anzi mi vuole far soffrire il più possibile , però non mi ammazzo perché la vita va vissuta fino alla fine nel bene nel male...

Ci tengo a precisare che scommetto sia per passione sia perché spero di vincere qualche volta e quindi avere un po di soldi per fare la spesa e comprare sigarette, visto che fumiamo tutti e due, e gioco poco in base alla disponibilità max 15 euro a settimana

Comunque gli anni migliori miei sono stati gli anni 90 senza dubbio, adesso sembra tutto sbagliato e senza un senso, si vive così anzi si sopravvive, come zombies direi. Non ho da anni una donna e non sto a tormentarmi per trovarne una . Comunque a me piacciono le.mature over 50, io ho 36 anni

In questa era digitale si è perso il senso dell'umanità, mi sembra di essere già morto, di vivere in un periodo vuoto , sempre più nervosismo e cattiveria in giro, una volta fino al 2006 sapevo chi ero e come stare decentemente, adesso colpa anche dei psicofarmaci e della vita abulica non so più niente, non so che senso ha tutto questo.

Grazie se avete letto il mio sfogo e se lasciate qualche consiglio o commento, anche solo per dire che ci sentite come mel 

Dom

13

Ago

2017

Depressione - 21 anni

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao a tutti...sono un ragazzo di 21 anni , mi sento terribilmente solo , ho fatto una serie di cose che mi hanno portato a non avere più nessuno ,

Ho sempre sofferto tantissimo il giudizio della gente, tanto da uscire sempre meno di casa, mentre fumavo cannabis ogni giorno....e così ormai mi sono completamente alienato dalla realtà e non riesco più a uscirne..

Prima di tutto questo ero un ragazzo comunque normale..ho avuto parecchie ragazze ...e anche amici... 

Sto smettendo tutto ciò che mi ha fatto male...canne sigarette cibo..

La verità è che sono un coglione....e che ora vorrei solo parlare con qualcuno ... sono disperato 

Gio

10

Ago

2017

Cammino da solo per le strade di Roma

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non ho nessuno. Sono solo al mondo. L'altra sera sono uscito, ai miei ho detto che uscivo con gli amici. In realtà ho vagato per mezza Roma completamente in solitudine, perché io non ho amici.

Prendo la metropolitana e vado in posti assurdi, isolati. Da lontano si sente il frastuono di qualche  discoteca, le urla, le risate di miei coetanei felici. Per terra trovo dei preservativi usati. Qualcuno di recente è stato qui, ma non per passeggiare.

 

Vado a Trastevere, un must per qualsiasi romano. Gente che si bacia, gente che ride, gente che balla, gente che beve. Nessuno era da solo come me, erano tutti in compagnia di amici o fidanzati. Ho visto una ragazza che era la fine del mondo. La bellezza è donna, c'è poco da fare. Di solito non guardo nessuno negli occhi, lei invece l'ho guardata. Non si è accorta di me nemmeno per una frazione di secondo.

 Si fa tardi, si fa notte. La città lentamente si svuota, il traffico pian piano diminuisce. Sono le 4, non c'è più nessuno per strada. Sono solo, in tutti i sensi. Piscio in mezzo alla strada, tanto non mi vede nessuno. Prendo un autobus notturno, non è vuoto, c'e diversa gente che va a lavorare. Allora è vero che qualcuno che si alza alle 4 per andare a lavoro esiste ancora.

Omai è l'alba. L'alba è per pochi eletti, il tramonto è per tutti. E io me la godo a Ponte Milvio, senza nessun fastidioso rombo di macchine, senza chiacchiericci insulsi, con l'arietta quasi fresca di prima mattina. Stavolta è andata così, rimando. Ma io voglio morire immerso nella bellezza che non ho mai avuto, e tra la solitudine che mi ha sempre accompagnato

Mer

09

Ago

2017

L'affetto inutile. L'amore materno

Sfogo di Avatar di LicheneLichene | Categoria: Ira

Vorrei partire spiegando il titolo del mio sfogo, che non intende ergersi a valore incontestato, ma è semplicemente il giudizio relegato alla mia visione e alla mia esperienza con l'amore materno.
Inutile, dicevo, perché per me l'amore dovrebbe essere qualcosa in grado di smuoverci e migliorarci, di farci trovare la forza per affrontare quei problemi che, se fosse soltanto per amor proprio, molto pigramente lasceremmo da parte.
La mia esperienza con l'amore materno, cioè quello che mia madre nutre per me, è quello di un amore inutile, che cioè non crea, non dà sicurezze, non è da base, non è stimolo e, in definita, potrebbe essere definito dannoso.
Io ho una fortissima rabbia nei confronti di mia madre da che io ricordi e adesso che mi avvicino ai 30 anni mi rendo conto he in tal senso sono riuscita a fare ben pochi passi in avanti.
Infatti mi rendo conto che non odiare, perdonare, contestualizzare, superare e, se necessario, ignorare, non è compito del genitore ma del figlio.
Mia madre ama di amore cieco e infantile, che però non l'ha fatta muovere di un passo dalla sua debolezza, che con ansia trasmette a me.
Io sono la figlia più piccola e nei miei confronti ha sempre mostrato un particolare attaccamento, alimentato da un senso di colpa dovuto al fatto di aver iniziato a lavorare a tempo pieno proprio mentre io ero in fasce, che però non è mai stato contraccambiato.
Il motivo per cui non ho mai sviluppato una predilezione nei suoi confronti è che mi sono sempre sentita soffocata dal suo amore, e contestualmente questo grande affetto non è nemmeno servito a darmi conforto nei momenti di bisogno.
Mia madre infatti è estremamente passiva, fuori dal mondo, una bambina troppo cresciuta che non è più assolutamente in grado di essere da esempio o quantomeno fornire un sostegno a un figlio che inizi ad avere più di 4-5 anni e dunque che abbia esigenze psicologiche più complesse.
I motivi di rancore per me sono tantissimi, ma quello che più non perdono è l'indifferenza con la quale questa madre, che tanto si lancia in superficiali effusioni, ha ignorato e ignora un grave problema di salute della figlia per sincero egoismo.
Entrambe soffriamo di psoriasi, io in forma grave.
Anche in questo senso lei si dimostra debole, si vergogna enormemente del suo problema, che è veramente di lievissima entità, e all'insorgere dello stesso disturbo in me, anziché trovare in questo la forza di reagire e di affrontare con me anche la sua situazione, ha preferito vivere con imbarazzo entrambe. 
La mia malattia è tabù, non esiste, così come non esiste la sua. In 20 anni di psoriasi non ricordo di aver sentito nominare questa parola per più di 2 volte, al punto che io stessa provo vergogna a pronunciarla.
Non ho mai ricevuto cure particolari, anzi sono stata scoraggiate a trovarne giacché mia madre prova risentimento nei confronti dei medici che non sono stati in grado di occuparsi di lei, e dunque sminuisce ogni tentativo fatto.
Personalmente la  mia situazione è migliorata quando ho potuto permettermi economicamente di prendermi cura di me, ma anche nel farlo mi rendo conto di avere un rapporto malsano con la questione. Infatti, vista l'indifferenza nella quale sono stata cresciuta relativamente a questo problema, ho deciso di non condividere mai nulla di quello che faccio a livello terapeutico in famiglia.
Mia madre non espone mai la sua pelle coprendosi anche d'estate e privandosi di spiaggia e sport, benché abbia a malapena due chiazze sui gomiti.
Per quanto riguarda me, invece, il disturbo interessa tutto il mio corpo e ho tuttora molti problemi ad accettarmi.
E' soprattutto in casa che mi sento a disagio, proprio perché vedo la vergogna di mia madre per se stessa riflettersi su di me.
Avrei voluto avere accanto qualcuno che, oltretutto conoscendo in prima persona questo disturbo, mi mostrasse che si vive lo stesso, che si può essere amati e che non è giusto eclissarsi dalla vita per paura del confronto con gli altri.
Mia madre invece, certo involontariamente, ha fatto l'opposto, rendendomi all'epoca una bambina timidissima, insicura e triste.
Non mi ha stimolato a superare le mie paure, anzi con i suoi gesti ha sempre indirettamente dato conferma ai miei timori.
Avevo vergogna di mostrarmi in costume da bagno e non ho mai imparato a nuotare per questo, né sono stata incoraggiata a farlo.
E' un affetto inutile per me quello che è fatto di smancerie, baci e il tuo piatto di pasta preferito, se poi non è accompagnato da un vero interesse per quello che è la mia persona.
Sono un'adulta incompleta e nonostante abbia successo nella vita lavorativa, mi sento ancora un'adolescente per colpa soprattutto di questo fardello di rancore.
Non fa bene, fa male al cuore e ci rende aridi, ma non so come affrontare la cosa.
Adesso sono costretta per un periodo a vivere con i miei e questo senso di disagio si rende ancora più forte dopo aver vissuto da sola.
Piango molto spesso, sono ipersensibile e arrabbiata.
Mi sento anche ingiusta, perché mia madre è "una brava persona", ma io credo sia piena zeppa di problemi irrisolti e il suo affetto no, non fa per me.

Mar

01

Ago

2017

Solitudine.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Più vado avanti e più mi convinco che è di questo che la mia vita si può riempire: solitudine. La più opprimente e cieca solitudine.             Già dall'infanzia, a causa della mia timidezza e del mio carattere fragile ho faticato a creare legami e amicizie. A scuola ero sola ed emarginata. Ho passato periodi terribili che mi hanno profondamente segnato, che hano caratterizzato molte delle mie insicurezze e blocchi.Durantel'adolescenza, grazie ad una nuova scuola sono riuscita a vivere serenamente gli anni dai 15 ai 20.          Ora ho quasi 25 anni e i pochi amici che avevo hanno preso altre strade,  sono andati via,  e io sono di nuovo sola. Incapace di fare altre amicizie,  perche qui tutti si conoscono e hanno un'etichetta.  Ho bisogno di uscire,  di ridere con i miei coetanei,  di avere esperienze sentimentali,  di avere qualcuno con cui prendere un caffè al bar e scambiare qualche parola.  A volte mi spavento da come questa mancanza si stia cementando dentro di me e di come stia diventando abitudine.  Ho paura. 

 

Gio

27

Lug

2017

Dopo una storia d'amore

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono stata insieme ad un ragazzo per 5 anni, tra tira e molla. il mio primo (vero?) amore. Forse adatto a quella età. Dalla fine di quell'amore non sono più stata la stessa. E mi accorgo che ognuno di noi, dopo ogni amore, ne esce cambiato. Alcuni diventano gelidi come il ghiaccio e difficilmente proveranno ancora sentimenti, altri stanno sulla difensiva e non permettono a nessuno di prenderli in giro, altri ancora neanche ci credono più, e si buttano sulle superficialità. Ci impoveriamo poco a poco.

io invece, faccio parte di quella categoria che ci crede ancora. Non smetterò mai di credere nell'amore, perché per me è un valore di vita. Io amo le cose, me stessa, le mie passioni, il mondo, il paesaggio, la mia piccola città dopo ogni viaggio. Amo la vita. Amore è indefinibile, e sono disposta ad essere amorevole, non me lo toglierà nessuno mai.

 tuttavia, anche io sono cambiata. Anche io ho il timore di sentirmi sola, e percepisco delle insicurezza che prima non avevo calcolato mai.

la solitudine è meditazione, è stare con sè stessi e conoscersi. Non ci conosciamo abbastanza e non ci diamo tempo a sufficienza per stare bene. Ogni cosa bella per ottenerla richiede sacrificio.

All'inizio ero impaziente in tutto. "Sei felice? No. E allora che schifo, la tua vita è una merda e tutti gli altri intorno a te sono felici. Chi ha il suo amore, e chi non ha l'amore come non ce l'hai tu, non soffre come te, quindi sta sempre meglio di te."

ero sulla strada di una depressione molto lieve, anche perché agli altri davo a vedere tutt'altro. Nessuno ha saputo mai i miei pensieri negativi, se non la mia famiglia, e agli occhi di tutti ero la ragazza forte, spavalda, carismatica, e  molto selettiva.

Oggi ho capito invece, che felicità è una scelta e un lavoro sodo e determinato. Ognuno ha e dovrebbe se non lo ha, procurarsi un motivo per essere felice, un'occasione per ridere almeno una volta al giorno. Felicità non è una meta ma un percorso, un viaggio, un andamento instabile, che senza il suo opposto, la tristezza, non esisterebbe. Pensare che l'ho scoperto da sola.

la felicità l'ho trovata dentro di me.... e mi sono accorta che da questo momento, emano energia positiva che arriva a chi mi sta intorno, come prima arrivava quella negativa.

Non possiamo essere pronti per qualcun altro se prima non siamo pronti per noi stessi. 

 

FB 

Mar

25

Lug

2017

Ho molta confusione in testa

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho 21 anni, sono una ragazza molto insicura, con una bassa autostima e molto ansiosa. Ho avuto molti problemi in passato; problemi in famiglia, problemi di salute.. E una cosa che mi ha particolarmente segnato è stato il bullismo psicologico che ho subito durante i tre anni delle medie da alcuni compagni, professori e amiche, ed è una cosa che mi porto dentro insieme a tutti gli altri mix di problemi. Non voglio stare qui a specificare che problemi ho avuto perchè non servirebbe a molto e perchè penso che tutti abbiamo dei problemi e che i miei non sono dei veri e propri problemi. Vado al dunque, ho paura che ultimamente non sto facendo delle scelte giuste e spero che qualcuno sia disposto a darmi qualche consiglio, perchè non so proprio con chi parlarne. Il fatto è che ho un carattere abbastanza particolare e tutti spesso me lo dicono, alcuni in modo positivo e altri in modo negativo, questo mio carettere mi ha portato ad avere poche amiche e soprattutto pochissime relazioni. Una di queste amicizie ancora tutt'oggi mi "perseguita", è un'amicizia nata durante gli anni del liceo che con il tempo e a causa dei cambiamenti è andata a trasformarsi in qualcosa di ben diverso, in rivalità e penso che sia una rivalità più di lei nei miei confronti. Durante l'ultimo anno di liceo un litigio ci portò a separarci e per un anno intero entrambe avevamo deciso di rompere i rapporti. Io in quell'intero anno, dopo il litigio con lei, ho tarscorso un periodo abbastanza brutto.. morì mia zia, morì mio nonno paterno, non fui ammessa all'università, i miei genitori volevano divorziare, inviavo curriculume cercavo lavoro per non rimanere in casa con scarsi risultati, non andavo d'accordo con i miei che non facevano altro che farmi capire che ero una fallimento... In quell'anno pensavo che l'unico rimedio potesse essere il suicidio, mi svegliavo e avevo quel pensiero che mi accompagnava per tutto il giorno. Diciamo che in quel periodo avevo bisogno di un'amica, appunto della mia migliore amica, come io c'ero stata per lei nei suoi momenti peggiori... La volevo accanto, anche solo per dirmi "le cose si sistemeranno, vai tranquilla!". Invece non ho avuto nulla di tutto questo.. anzi, per ripicca si sentiva con i ragazzi di cui provavo simpatia e ci provava anche con i miei bulli (perchè quando eravamo amiche glielo raccontai), fa ridere come situazione, ma alla fine penso che sia stata davvero cattiva. Io non le avrei mai fatto tutto questo. A parte ciò, a Settembre decisi di rialzarmi, di studiare e di scegliere un'università e di cambiare radicalmente vita. Ed infatti ci sono riuscita, sono entrata in università, ho conosciuto tantissime persone, ragazzi e ragazze, sono diventata molto indipendente e soprattutto ho anche trovato un lavoro, giusto per non dipendere totalmente dai miei. A parte questo lei, continua a scrivermi, a chiedermi di uscire, ma ormai la mia testa pensa che lo faccia solo per sapere come va la mia vita e per potermi buttare giù (poi non mi è andato molto giù il litigio e soprattutto penso di provare molto rancore nei suoi confronti), vorrei chiudere definitivamente con lei, ma ho paura. Ho paura, non di rimanere da sola (perchè alla fine ci sono passata e mi sono anche abituata), ma sarebbe una conferma che anche con lei non sono riuscita ad mantenere un rapporto di amicizia e sarebbe una conferma che tutti i litigi passati con le altre amiche sono causate sempre per colpa mia e non loro...
E il fatto anche di non avere dei veri e propri amici, di non essere la solita ragazza che esce il sabato sera o che va in vacanza al mare, in montagna o chissà dove, che rimane chiusa in casa mi porta a vergognarmi un po' di me stessa, anche di passare le festività a casa, tipo Capodanno, Ferragosto... E questo mia vergogna mi fa pensare di non essere nemmeno all'altezza di un ragazzo che mi piace in università e con cui ho solo scambiato uno stupido sguardo. A volte penso che se dovessi avere un ragazzo sarei costretta a dovergli mentire di come realmente vivo, magari anche alla domanda "cos'hai fatto sabato sera?" so già che mentirei per vergogna di dirgli "sono rimasta a casa a fare schifo guardando la tv", perchè avrei paura di un giudizio negativo. Ed è per questo che non mi avvicino a quel ragazzo che vedo in università, forse perchè non conoscendolo penso lo stesso che si meriterebbe qualcuno di meglio di me. Scusate il poema, ma spero che possiate darmi una mano. Per favore non insultatemi, sono abbastanza sensibile e fragile in questo periodo.

Ven

21

Lug

2017

Sono stanca

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono stanca di tutti e tutto...

Avevo delle amiche favolose e per una stupida litigata non ci parlo più e so già che se ci chiariremo non saremo più come prima e non voglio nemmeno provare a chiarire perche alcune di loro mi odiano...

Ho 4 amiche che conosco da sempre che si sono aggiunte ad un gruppo di altre cinque ragazze e così sono tornata ad essere loro amica, ma le odio, le odio tantissimo.               Non mi chiamano mai quando escono, solamente quando hanno bisogno di me, quindi solo per usarmi. Poi quando ci sto insieme alcune di loro sembrano non sopportarmi...     Con solo due ragazze diciamo che ci sto bene, ma a volte anche loro non le sopporto. Poi per il mio compleanno non mi hanno nemmeno fatto un regalo, niente di niente.         Una di loro non mi risponde mai ai messaggi e mi risponde sempre malissimo, la odio tantissimo! Secondo me sono loro ad odiarmi, ma non capisco perché, forse perché sono un po' logorroica, ma non mi sembra una ragione per odiarmi, non chiamarmi mai ed usarmi, anche perché sto migliorando e cerco di parlare un po' meno. Però due di loro non le capisco, una è quella che odio tantissimo mentre un altra è una ragazza che conosco dall'asilo, quando siamo a scuola ridiamo e siamo sempre insieme, ma fuori da scuola cambiano completamente. Due anni fa erano bravissime adesso sono insopportabili!

L'unica persona che amo è il mio ragazzo, è l'unica con cui posso sfogarmi, con cui sto bene, infatti ho una tremenda pura di perderlo, perché è un ragazzo che si arrabbia molto facilmente e per una parola sbagliata potrebbe anche lasciarmi...

NON NE POSSO PIÙ. 

Cosa potrei fare? 

Ven

21

Lug

2017

Perdita dell'adolescenza

Sfogo di Avatar di SirioBiancoSirioBianco | Categoria: Altro

Sarò io il problema, ma penso di aver perso l'adolescenza. Questo periodo tanto esaltato da tutti, colmo di emozioni... In uno sfogo precedente scrissi di essere stato rifiutato da una ragazza. Beh... quella è stata la cosa che più mi ha coinvolto dopo tutti questi anni di sofferenza, dopo essere stato lasciato da una ragazza con cui non ho avuto alcuna MINIMA esperienza in ambito affettivo nè sessuale. Ma questa è un'altra storia...

Tempo fa, mio padre stette male, ebbe un forte ictus. Già da prima era incapace di autogestirsi e mia madre era obbligata a corrergli dietro. Cosa comporta l'incapacità di mio padre? Separazione (questo a 7 anni). Va bene, tiriamo avanti, ammetto di non averlo mai considerato un vero padre, stava sempre da solo, dipendente da internet e sigarette, la casa un disastro. Me lo ricordo ancora... Le notti passate a sentire l'odore di fumo e vedere lui attaccato davanti ad un PC sono state alquanto traumatizzanti.

Mio padre ingrassa, va in sovrappeso, si vuole poco bene. Tre anni fa, a 50 anni di età, arriva l'ictus... Disperazione generale, non sappiamo che fare, ma nonostante ciò mia madre (GRANDISSIMA DONNA, mia madre...) tiene duro. Cerca di non farci pesare la cosa, ma è inevitabile... ha bisogno di aiuto anche lei, com'è giusto che sia.

Cosa comportò l'Ictus? mio padre perse una parte della memoria, che recuperò una settimana più tardi (non ricordava di avere dei figli...), e non provò più emozioni. Da poco, ogni tanto, accenna una risata a qualche battuta...

Dopo un mese di ospedale, altro mese di riabilitazione. Tutti i giorni da andare a trovare, vedere come stesse... senza sentirsi dire nulla, neanche un grazie.

Torna a casa... data la situazione, mia madre decide di riunire la famiglia (ovviamente consultando me e la sorella). Non mi sembrava una cosa umana lasciare mio... padre.... da solo. Comunque, è sempre mio padre...

Tornato appunto a casa, ora tocca seguirlo in ogni cosa: far da mangiare, pulire, aspirare, fare i letti, spolverare, eccetera... non è capace di farlo. Dove si muove crea scompiglio e disordine... devo sistemare io (non che prima non facessi niente!). Mia sorella mi aiuta, ma è piccola e non pretendo nulla.

Nonostante mio padre abbia preso malattia per sei mesi, mia madre lavora, lavora, lavora... lavora tanto. Noi siamo a casa, studiamo e puliamo.

Passo un anno in una scuola di merda, non mi piace, faccio fatica a studiare. Passo in media sei ore giornaliere sui libri, dimagrisco tantissimo: arrivo a pesare 53 chili dai 75 di prima che mio padre fosse colpito... Vengo bocciato.

Dimagrisco ancora, mi considerano anoressico, mi escludono. Tutt'ora peso 60 chili nonostante il mio metro e novanta di altezza, non riesco a mettere su più nulla.

Appunto, vengo escluso da tutto e da tutti. Nel frattempo, probabilmente perchè non le servivo più, la mia ragazza mi molla. Il suo scopo era quello di aumentare la sua autostima, e vedendo che oramai il bisognoso ero io e non più lei, si stufa e decide di tagliare i ponti, addossandomi, oltretutto, colpe che non penso mi meritassi... tutte scuse. Ma nonostante tutto ciò mi riprendo... non posso lasciare mia madre da sola. 

Mentre gli altri ragazzi si godono la propria giovinezza, magari avendo anche le prime vere esperienze affettive, io rimango da solo. Nessun amico vero, scappano tutti vedendomi in difficoltà. L'unico che rimane è mio cugino insieme ai suoi genitori... Li ringrazio per questo: vengono a darci una mano in casa, a portare fuori mio padre... un grande aiuto, un sospiro di sollievo...

Ora... mi rendo conto che sono rimasto indietro. Gli altri hanno fatto delle esperienze che sì, forse in futuro farò, ma non sarà mai come averle fatte prima...

Avrei desiderato avere al mio fianco, anche solo per poco tempo, una persona che mi amasse veramente, con cui avrei avuto i primi rapporti... Certo, sono consapevole che nell'adolescenza, al giorno d'oggi, molte relazioni siano superficiali, ma comunque avrei desiderato provare queste esperienze sulla mia pelle (la ragazza di cui ho parlato prima mi usava... E io non pretendevo, pensavo che prima o poi qualcosa cambiasse, ma nulla).

Mi ritrovo a diciassette anni, secondo me, troppo maturato. Non ho più la testa di un ragazzo, sono avanti, ne sono consapevole. Avrei voluto solamente vivere la mia adolescenza... non diventare padre di mio padre!

 

Gio

13

Lug

2017

ogni flirt un flop

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro


salve,per farla breve - ho 28 anni. Mai avuto una storia, semplicemente perchè ogni flirt che ho avuto, come da tittolo, è finito in merda. Ora, ho fatto un po di autocritica, ma mi pare che le donne mi vedano come uno su cui farsi un giro e poi mi mollano da parte. Sempre. Do simpatia (le faccio piegare dal ridere) cerco sempre di variare portando le ragazze con cui sto in giro, e sessualmente non si lamentano. Tranne una, che ha avuto il coraggio di piantarmi perchè la "desideravo troppo" - e qui, ci sta, ma VAFFANCULO. La mia risposta è stata "Se ti lamenti perchè ti voglio allora il problema è tuo, se non ti volessi, sarebbe un problema più grande, credimi" e mi ha bloccato. ma RIVAFFANCULO  Vedo un sacco di misoginia in giro, anche ben nascosta per farsi la classica "botta e via" ma a me personalmente non m'importa più nulla. Cazzo nella fodera, in pensione sessuale a 28 anni. Meglio così forse sì, sono arrivato al punto che non mi interessano nemmeno più le tipe. Non voglio uscirci insieme, ho come il sospetto che quelle che mi guardano o sono stupide, o vogliono tirarmi per il culo, o lo fanno per sbaglio. Deve essere così, visto che, per quanto io ci provi a fare quello che ci tiene (sovente ne ho mandate a stendere,e qualcuna è anche tornata... salvo poi mettermi da parte quando le ha fatto comodo) mi buttano via come un paio di scarpe usate. Se un mio amico mi dice "sto uscendo con una" mi viene da ridere - tanto ormai le tipe escono con tutti, scopano con tutti, ed è "normale". No, non lo è, lo trovo disgustoso, e preferisco evitarmi sorprese in sto senso.  il mio desiderio di accasarmi è ormai andato. Fare fligli? non se ne parla. Ne parlavo con un mio amico è dice che è colpa del fatto che ho trovato solo cretine - dico, può anche darsi, ma la mia sopportazione è stata azzerata. Ora mi danno dell' "indisponente" se ogni stronzata tirata fuori per litigare non la faccio più passare, non la giustifico più. No, semplicemente non sopporto più questo bel luogo comune che tutto quello che può dirti una donna vada rispettato. Se sono stronzate, e mi offendono, te lo dico. Se stai facendo la cretina, te lo dico. Troppo facile fare silenzio. E io mi sono stancato. Un altro mio amico mi ha detto "forse non sei abbastanza attraente". Già. Non ho una casa in Svizzera, nè il macchinone, nè l'appartamento, nè i soldi in tasca. Di fondo, perchè una dovrebbe mettersi con uno che da tutto senza avere niente? Sono cinico qui. Ho come idea che le donne non sappiano quello che vogliono, se il bello-stronzo o quello normale-che si fa rispettare. Un pò ci credo e un po Mi spiace, non ci credo che sono tutte delle cretine superficiali, ho amiche  che non hanno questo "standard".Ma va anche detto - non sono quei gran che. Altro luogo comune - se non sei granchè stai con qualcuno perchè ai altri meriti. No, sei cessa e non puoi fare quella che seleziona quelli che stanno meglio. E' un dato di fatto. Io probabilmente sono non così "bello" - concezione passata dai media, meglio i fighetti che quelli con personalità propria - da "meritare" una relazione. Sapete che cè? ma chi la vuole! La verità di fondo è che ho sempre voluto qualcuno da accudire, qualcuno che fosse un pò una chiave di volta nel mio mondo un po incasinato. Diciamo un qualcosa di bello. Solo solo sogni. Basto a me stesso, adesso. Per quello che mi rigurarda, e parlo di quelle che mi hanno mollato, vi devo ringraziare - non dovrò mantenere nessuna di voi, tantomeno perdere tempo a ricordarmi ognuna delle vostre stronzate. E soprattutto - non valete un oncia di quello che posso dare, e se questo è l'andazzo, preferisco non darmi più del tutto. Ciao a tutti  .   

Iscriviti

Iscriviti
Iscrivendoti potrai aggiungere commenti senza attendere approvazioni, votare gli sfoghi e potrai gestire i tuoi post ed il tuo profilo senza limitazioni.
Clicca qui o sull'immagine per aggiungerti