Tag: impegno

Gio

30

Mag

2019

tutto inutile....

Sfogo di Avatar di redhood91redhood91 | Categoria: Accidia

troppi problemi... troppi... sul serio... 

adesso basta. 

non dormo da mesi, due anni che tutta 'sta maledetta storia va' avanti e nulla si è risolto. 

alle volte, anzi, sempre, perchè è così, mi faccio sempre e solo io mille paranoie, problemi, preoccupazioni e più me ne faccio, più m'impegno per risolvere qualcosa, meno risolvo, meno riesco e meno si conclude. sembra un girone infernale, di queli brutti brutti bruttissimi... dove ogni giorno il tormento si ripete e sembra sempre peggiore del giorno prima. oramai, su troppi aspetti della mia vita, sta diventando così. 

e nonostante tutto il mio impegno, niente, nulla cambia, anzi, cambia tutto ma nel verso peggiore. 

entrare in casa è oramai un oncubo, prego ogni santo giorno che quel cane maledetto che mi sta facendo diventare matta, se ne vada al creatore. lo so, è crudele, ma quando un animale, che manco hai voluto, ma che il tuo compagno ti ha fatto trovare in casa, ti rende la vita un inferno, tanto vale sperare una cosa simile. giusto per non doverci mettere mano io, lo confesso. ma no, non voglio neanche questo, perchè il cane non ha colpa di essere cane. come le persone non hanno colpa di essere persone e quindi aver diritto al loro spazio di mondo. forse quella sbagliata sono io... 

come a lavoro. alla fine me ne sono andata e.... boh, trattamento? dopo un anno ancora non ho notizie del mio tfr nonostante le richieste continue e ripetute, ex collega che sputa sentenze a tutto andare e la mia nuova e piccola attività che fa fatica per tanti, troppi motivi, in primis economici, dato l'ottimo periodo. forse veramente è colpa mia.... avrei dovuto continuare a stare zitta.... lasciarmi usare come una pezza da piedi ebeh, auguri, almeno il lavoro ce l'avevo. già..... lavorare per due anni a tempo pieno e vedersi in busta paga pagate le ore di un part-time, rischiare il licenziamento per una diceria di paese messa in giro da un paio di clienti che manco conosci, fare straordinari non pagati.... si si. tutto bellissimo. ma almeno avevo il contratto. ero io la pianta grane, quella che vuole sempre tutto perfetto.

si... forse sono io che non vado bene, in fondo....  

Mar

12

Giu

2018

Vorrei tanto capirvi....

Sfogo di Avatar di redhood91redhood91 | Categoria: Altro

allora... lavoro a contatto con il pubblico da circa 11 anni. 
Io non vi capisco e non vi tollero più. 
Chiedete una cosa, ve la si porge, non la volete più, ma la prendete e poi non volete pagare. 
Vi si prepara l'ordine, manco il tempo di FARE LE COSE e urlate come scimmie allo zoo perchè non avete subito tutto pronto in tempo zero. 
Non salutate, manco scendesse Nostro Signore Gesù cristo a chiedervelo, no, il cliente non saluta... MAI!
MAI CONTENTI, .... mai... mai.... never and never and never....

Se uno si ferma a bere un bicchier d'acqua, pausa fisiologica bagno, giorno libero o ferie, ecco che arriva puntuale la frecciatina di qualche super simpaticone di turno " Ahhhhhhh, ma si batte la fiacca, qui, ehhhh?!?!?" ..... ehm... no, non si batte la fiacca, semplicemente sono in pausa/giorno libero/ferie, come tutte le persone normali. 
Al primo sbaglio --------> la seconda guerra mondiale, rispetto, è stato un tafferuglio tra condomini litigiosi. 

Il cliente ha sempre ragione.... va beh... ci sarebbe da scrivere una bibbia intera su questa roba, perchè mai sentita cosa più assurda e cretina di questa. 

per uno sbaglio dopo anni e anni e anni di servizio, vieni messo in croce. 
per anni e anni di servizio e di fatica, di tante ore non pagate, di tanto sudore e tanti mal di pancia.... tutto dato alla grazia divina e chi s'è visto s'è visto. 

E poi ci si stupisce per la depressione sul posto di lavoro... baaaahhhhh
Siamo proprio nell'epoca Maiunagioiasempre

Dom

16

Lug

2017

Laurea over 30

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Accidia

Mi sento schiacciato dal dubbio. Ho 27 anni e ho appena conseguito la laurea triennale in Psicologia. Ho intenzione di continuare e specializzarmi, è quello che voglio fare, arrivare alla fine ed immettermi nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo sono preoccupato per la mia condizione. Nel migliore dei casi avrò 29 anni al momento della laurea magistrale (e il migliore dei casi non si verifica mai), 30 all'iscrizione all'ordine. "Laureato dopo i 30." Questa cosa continua a rimbombarmi nella testa. Ho cercato informazioni in giro per il web (con gli ovvi discordanti e inconcludenti risultati) e tra le mie conoscenze. Sul web passano dal descriverti l'inferno che sarà il resto della tua vita a meno che non molli tutto ed inizi a lavorare ora, adesso, prima dei 30, qualunque cosa purché sia un lavoro, al dire quanto l'età non conti nulla, che anzi a 30 anni sei uno spruzzo di sole appena nato e che puoi prenderti pure fino ai 40 anni per laurearti ed oltre. Tra le mie conoscenze ho trovato invece pareri ed esperienze più rassicuranti ed omogenee: C'è chi a 34 anni non si è ancora abilitato alla professione per vari motivi, ma non condivide le mie ansie sull'importanza dell'età; C'è chi dopo 7 anni di duro lavoro comunque ben retribuito ha onorevolmente deciso di passare al part-time per iniziare un percorso di studi a 27 anni (siamo coetanei) lavorando, andando a lezione, e studiando (è incoraggiante quanto colpevolizzante); C'è chi un percorso di studi non l'ha mai intrapreso, e comunque o non è riuscito ad entrare seriamente nel mondo del lavoro anche in 10 anni, o non lavora affatto; C'è chi si è laureato in tempo e col massimo dei voti, ma non lavora, e chi è nella medesima situazione con il medesimo titolo di studi, ma lavora; E ci sono i fuori corso come me che per un motivo o per l'altro hanno perso 6 anni alla triennale (mi sono iscritto a 21), sentono il peso degli anni iniziare a farsi sentire, e smettono, o si intestardiscono sui loro sogni (il mio maledetto caso). Per prendere 2 piccioni con una fava avevo pensato di iniziare a lavorare durante gli studi, così da essere già dentro il mondo del lavoro a laurea magistrale conseguita, ringalluzzire un po' il mio ego, e guadagnarmi finalmente la tanto agognata indipendenza economica, se non fosse che la mia università ha costellato il corso magistrale di laboratori a frequenza obbligatoria che iniziano alle 9 del mattino e finiscono alle 19, limitando di parecchio le mie opzioni (più di fare il banconista al Mc Donald et similia non penso di poter fare, nonostante non mi dispiacerebbe l'esperienza, adoro fare cose nuove e vivere nuove esperienze e conoscere nuove persone, anche se per poco tempo). È anche un'opzione fortemente osteggiata dai miei finanziatori, i miei genitori, convinti che mi farebbe solo perdere tempo in più e non costituirebbe un vantaggio sul lungo termine, visto che chi assume psicologi non credo che guardi se sai vendere un panino, e mi hanno chiesto di continuare sulla strada del solo studio. Oltre a tutto questo vi sono naturalmente i sensi di colpa. So benissimo che la mia condizione è principalmente colpa mia, e che avrei potuto laurearmi praticamente in tempo se non mi fossi praticamente congelato per 2 anni e mezzo. Ebbi un crollo nervoso, che mi fece perdere pressoché tutti gli amici (ero diventato davvero intrattabile), che mi fece restare solo, che mi fece cadere in depressione, che mi fece perdere la mia fidanzata con la quale avevo una lunghissima storia, che mi fece perdere pure la voglia di vivere, congelandomi per 2 anni, al termine dei quali mi è morto il gatto al quale ero affezionatissimo (non sto scherzando, quel gatto era l'unica cosa vivente che mi era rimasta), durante una sessione d'esami. Adesso ho recuperato quasi tutto, ho la laurea, ho le mie tresche amorose, sono circondato di nuovi amici, ho pure dei nuovi hobby, e non ho intenzione di perdere un secondo di più. In una singola sessione ho dato quello che mi mancava, ho impugnato la laurea e adesso mi sto preparando per l'esame di ammissione... Dovrei essere contento, ma non faccio che ripetermi che si, forse ho toccato il fondo del barile psicologico, e la depressione è una brutta bestia che non auguro a nessuno (non sarai mai più quello di prima), forse perdere città natale (fuori sede), amici, fidanzata, restare assolutamente solo (non ricevere nemmeno un sms per mesi perché non esisti per nessuno è schiacciante), finire fuori corso, e perdere il gatto tutto in sequenza non è stata una rilassante successione di eventi, ma farmi abbattere è stata colps mia, IO ho rinunciato, IO non mi sono nemmeno accorto che stavano passando gli anni, IO, e avrei dovuto essere più forte, c'è chi lo è. Ma non mi posso fermare...e non voglio fermarmi, per nulla al mondo. Non ho paura di fare la gavetta fino a 45 anni, e di dover lavorare di più per farmi valere: quello che c'è da fare sarà fatto. Ho paura che comunque vada il mio destino lavorativo sia segnato ugualmente alla precarietà, indipendentemente da quanto lavorerò, e che ormai sia tardi. Ho paura di guardarmi allo specchio e vedere il colpevole. Ho paura di morire in povertà

Dom

16

Lug

2017

Laurea over 30

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Accidia

Mi sento schiacciato dal dubbio.

Ho 27 anni e ho appena conseguito la laurea triennale in Psicologia.

 Ho intenzione di continuare e specializzarmi, è quello che voglio fare, arrivare alla fine ed immettermi nel mondo del lavoro, ma allo stesso tempo sono preoccupato per la mia condizione. Nel migliore dei casi avrò 29 anni al momento della laurea magistrale (e il migliore dei casi non si verifica mai), 30 all'iscrizione all'ordine.

"Laureato dopo i 30."

Questa cosa continua a rimbombarmi nella testa.

Ho cercato informazioni in giro per il web (con gli ovvi discordanti e inconcludenti risultati) e tra le mie conoscenze. Sul web passano dal descriverti l'inferno che sarà il resto della tua vita a meno che non molli tutto ed inizi a lavorare ora, adesso, prima dei 30, qualunque cosa purché sia un lavoro, al dire quanto l'età non conti nulla, che anzi a 30 anni sei uno spruzzo di sole appena nato e che puoi prenderti pure fino ai 40 anni per laurearti ed oltre. Tra le mie conoscenze ho trovato invece pareri ed esperienze più rassicuranti ed omogenee:

C'è chi a 34 anni non si è ancora abilitato alla professione per vari motivi, ma non condivide le mie ansie sull'importanza dell'età;

C'è chi dopo 7 anni di duro lavoro comunque  ben retribuito ha onorevolmente deciso di passare al part-time per iniziare un percorso di studi a 27 anni (siamo coetanei) lavorando, andando a lezione, e studiando (è incoraggiante quanto colpevolizzante);

C'è chi un percorso di studi non l'ha mai intrapreso, e comunque o non è riuscito ad entrare seriamente nel mondo del lavoro anche in 10 anni, o non lavora affatto;

C'è chi si è laureato in tempo e col massimo dei voti, ma non lavora, e chi è nella medesima situazione con il medesimo titolo di studi, ma lavora;

E ci sono i fuori corso come me che per un motivo o per l'altro hanno perso 6 anni alla triennale (mi sono iscritto a 21), sentono il peso degli anni iniziare a farsi sentire, e smettono, o si intestardiscono sui loro sogni (il mio maledetto caso).

Per prendere 2 piccioni con una fava avevo pensato di iniziare a lavorare durante gli studi, così da essere già dentro il mondo del lavoro a laurea magistrale conseguita, ringalluzzire un po' il mio ego, e guadagnarmi finalmente la tanto agognata indipendenza economica, se non fosse che la mia università ha costellato il corso magistrale di laboratori a frequenza obbligatoria che iniziano alle 9 del mattino e finiscono alle 19, limitando di parecchio le mie opzioni (più di fare il banconista al Mc Donald et similia non penso di poter fare, nonostante non mi dispiacerebbe l'esperienza, adoro fare cose nuove e vivere nuove esperienze e conoscere nuove persone, anche se per poco tempo). È anche un'opzione fortemente osteggiata dai miei finanziatori, i miei genitori, convinti che mi farebbe solo perdere tempo in più e non costituirebbe un vantaggio sul lungo termine, visto che chi assume psicologi non credo che guardi se sai vendere un panino, e mi hanno chiesto di continuare sulla strada del solo studio.

 Oltre a tutto questo vi sono naturalmente i sensi di colpa. 

So benissimo che la mia condizione è principalmente colpa mia, e che avrei potuto laurearmi praticamente in tempo se non mi fossi praticamente congelato per 2 anni e mezzo.

Ebbi un crollo nervoso, che mi fece perdere pressoché tutti gli amici (ero diventato davvero intrattabile), che mi fece restare solo, che mi fece cadere in depressione, che mi fece perdere la mia fidanzata con la quale avevo una lunghissima storia, che mi fece perdere pure la voglia di vivere, congelandomi per 2 anni, al termine dei quali mi è morto il gatto al quale ero affezionatissimo (non sto scherzando, quel gatto era l'unica cosa vivente che mi era rimasta), durante una sessione d'esami.

Adesso ho recuperato quasi tutto, ho la laurea, ho le mie tresche amorose, sono circondato di nuovi amici, ho pure dei nuovi hobby, e non ho intenzione di perdere un secondo di più. 

In una singola sessione ho dato quello che mi mancava, ho impugnato la laurea e adesso mi sto preparando per l'esame di ammissione...

Dovrei essere contento, ma non faccio che ripetermi che si, forse ho toccato il fondo del barile psicologico, e la depressione è una brutta bestia che non auguro a nessuno (non sarai mai più quello di prima), forse perdere città natale (fuori sede), amici, fidanzata, restare assolutamente solo (non ricevere nemmeno un sms per mesi perché non esisti per nessuno è schiacciante), finire fuori corso, e perdere il gatto tutto in sequenza non è stata una rilassante successione di eventi, ma farmi abbattere è stata colps mia, IO ho rinunciato, IO non mi sono nemmeno accorto che stavano passando gli anni, IO, e avrei dovuto essere più forte, c'è chi lo è.

Ma non mi posso fermare...e non voglio fermarmi, per nulla al mondo.

Non ho paura di fare la gavetta fino a 45 anni, e di dover lavorare di più per farmi valere: quello che c'è da fare sarà fatto.

Ho paura che comunque vada il mio destino lavorativo sia segnato ugualmente alla precarietà, indipendentemente da quanto lavorerò, e che ormai sia tardi.

Ho paura di guardarmi allo specchio e vedere il colpevole.

Ho paura di morire in povertà 

Sab

25

Feb

2017

Il premio per l'impegno non esiste

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Fanculo a chi ci crede, a chi professa queste cazzate senza capo né coda. Ma quale premio per l'impegno!? C'ho messo tutto me stesso in tutte le cose a cui credevo, dal lavoro agli hobby ai rapporti. E ci fosse stata una volta che il destino abbia detto "bravo, è giusto premiarti, tu meriti!". Invece mi è sempre andato contro, in tutte le fasi della mia vita ho visto quasi sempre sofferenza, problemi e delusioni.

Poi pr forza che uno diventa negativo e finisce in un limbo, eccheccazzo, come fai a essere positivo davanti a una vita di mmerda!? Sono qui che nemmeno so ancora come si ride, non so nemmeno chi sono e quanto valgo, ho solamente visto i miei cari andarsene via uno dopo l'altro e forse è meglio che non continuo.

 

Lun

19

Gen

2015

voi uomini avere rotto i coglioni

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Con questa storia che avete paura di impegnarvi.

Rimanete a casa a farvi le seghe e non iniziate relazioni se poi vi prende il panico quando una donna di 31 anni approccia il discorso convivenza e figli, come natura vuole (childfree non rompetemi le palle. Ok fate come volete voi ma IO figli ne voglio e non sono ne egoista ne medioevale).

Mi sono rotta il cazzo di questi over 30 che si sentono studentelli 20enni. Siete degli immaturi di merda e basta. Poi vi stupite che le donne vi incastrano...e meno male che alcune lonfanno, sennò il genere umano si estinguerebbe.