Tag: scrittura

Sab

06

Lug

2019

Quando le passioni ti salvano la vita

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono sempre stata (per via sfortuna) molto timida e schiva. Forse perché non ho avuto una situazione familiare facile:il ricordo che ho dei miei genitori durante l'infanzia è quello di due persone quasi estranee, che non hanno fatto altro che litigare dal primo giorno di matrimonio. Ho due fratelli maggiori a cui voglio bene, ma abbiamo caratteri troppo diversi e non siamo mai riusciti ad instaurare un rapporto profondo. A scuola non ero una cima, soprattutto nel rapporto con gli altri bambini:non ci andavo d'accordo, ed ho passato gran parte della mia infanzia a chiedermi cosa avessi di sbagliato,perché fossi sempre sola. La cosa mi faceva stare male, finché a dieci anni non ho preso un diario ed ho iniziato a scrivere tutto ciò che mi passava per la testa:pensieri, opinioni, storielle abbastanza stupide che oggi mi fanno davvero ridere. La scrittura mi ha salvato la vita. Scrivere mi fa dimenticare di tutto:problemi, tristezze, qualsiasi cosa. Quando scrivo sento tutti i pesi che ho sul petto sparire:siamo solo io, il mio foglio di carta e le mie parole. Il mio sogno sarebbe trasformare questa passione in un lavoro un giorno, ma se questo non sarà possibile continuerò comunque a scrivere, ricordandomi di quella bambina imbronciata e con le trecce che cercando di fuggire dalla realtà ha trovato come compagna di vita una penna. 

Dom

13

Mag

2018

Nessuna Risposta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono strana da sempre.

Da sempre ho cercato dei metodi per non darlo troppo a vedere. Ma più tempo passa e meno funzionano.

Non sono mai in grado di spiegare cosa intendo dire. 

Ora come ora sono tante le cose che non sono in grado di fare: Non riesco ad andare in bicicletta, non riesco a fare le pulizie, non riesco a fare sport (non senza mettermi in ridicolo, almeno), non riesco a ricordare cosa ho mangiato ieri sera, cosa mi è stato detto poco fa o cosa ho fatto nelle precedenti ore, non riesco a cacciar via la nebbia che sento nel cervello ogni sacrosanta volta che esco di casa, non riesco ad impedirmi di inciampare dovunque, sbattere da tutti i lati anche più volte, farmi scivolare le cose dalle mani.

Non riesco a scrivere: raccontare per iscritto cosa ci fosse nel mio animo era l'unica cosa che riuscisse a farmi stare bene. Era, appunto. Andando avanti con gli anni mi sono accorta che la mia scrittura si faceva sempre più incomprensibile anche per me, che se scrivo troppo velocemente e per troppo tempo non riesco più neanche a mettere una lettera dietro l'altra, dimentico come si scrive per farla breve. Ora scrivo soprattutto al computer, ma non è la stessa cosa. Spesso vedo una schermata bianca di fronte a me.

Qualsiasi cosa sia, si è portato via anche questo.

 

Ho 23 anni, vedo specialisti da prima di compierne 2. Perchè non ero una bambina normale: avevo l'argento vivo addosso, non parlavo con nessuno e non dormivo quasi per nulla. 

Nessuno di loro ha mai cavato un ragno dal buco. Molti se ne sono anche approfittati.

I miei genitori si sono stufati. Molto presto cominciarono a dire che la gente non mi conosce e non capisce, che mi sarei dovuta solo impegnare un po' di più, che non ho proprio nulla ed è tutto nella mia testa. Anche perchè viviamo in un posto non troppo grosso, dove tutti si conoscono e tutti possono sparlare, quindi deve essere per forza colpa di qualcuno, o mia di mia madre (di mio padre mai perchè nell'immaginario popolare il papà non conta mai nulla. Tranne quando si parla di famiglie arcobaleno, allora li diventa indispensabile...) 

Per diverso tempo ho cercato di dire cosa mi angosciava ma nessuno riusciva mai a capire, io mi ci arrabbiavo per questo e come risposta venivo tacciata di vittimismo. Se dovessi cacciar via dalla mia vita tutte le persone che almeno una volta mi hanno accusato di esagerare rimarrei sola al mondo. Giuro.

 

Sapete che c'è, oggi faccio la vittimista in piena regola.

La verità è che nessuno può sapere che significa essere me: cosa significa avere il corpo che resta fermo immobile a guardare il vuoto anche per parecchi secondi mentre il cervello disperato si chiede se sta per morire e gli altri ti osservano pensando che tu stia facendo i tuoi porci comodi, cosa significa perdere il ricordo di intere ore della giornata, cosa significa non riuscire a soffermarti sulle cose che ami fare, cosa significa dover chiedere aiuto a tua madre per lavarti le ascelle perchè tu hai problemi persino a fare questo. A 23 ANNI!

Nessuno potrà capire cosa significa sentirsi dire "Non è possibile che in tutti questi anni nessuno ti abbia dato una diagnosi" dagli stessi "specialisti" gonzi che quando devono essere loro a dare una cosidetta "diagnosi" prima ci girano attorno con paroloni e poi a domanda diretta rispondono "Perchè vuoi etichettarti per forza?"

 

Basta.

BASTA!

Io voglio solo una risposta. Non mi importa di che natura sia, se sia colpa mia, del mio cervello, della sociatà, di mia madre, della gestosi che ebbe quando mi aspettava, dei vaccini, degli alieni o di una possibile malattia influenzale risalente a Dio solo sa quanti anni fa. Sono stufa di essere sbattuta dovunque da chi dopo averti spillato soldi senza concludere nulla pensa di non essere "la persona adatta", sono stufa di dipendere dali altri, di non conoscermi, di non riuscire a vivere la mia vita. Significa "Etichettarsi"?

Se è così allora si, voglio etichettarmi.

Voglio vivere la mia vita. E' chiedere troppo?

 

PS: Domani vedo uno psichiatra. Auguratemi buona fortuna.

Lun

02

Mar

2015

EDITOR O GHOST WRITER?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Accidia

La prima cosa che voglio specificare è che se tornassi indietro rifarei tutto. Mi è piaciuto imbarcarmi in questo progetto, mi è piaciuto poter conoscere in maniera più approfondita una persona talmente timida da non alzare mai gli occhi da terra e spiccicare parola.

Mi hai fatto leggere la bozza del tuo romanzo a settembre del 2013. Definirla bozza è un complimento. Piena di errori (perchè tu non rileggi e hai disattivato il correttore automatico), totalmente mancante di punteggiatura (con conseguente difficoltà di lettura), stile pressochè assente e uso di un linguaggio e creazione di situazioni troppo infantili che cercavano di imitare i manga. Ora, non so quante volte ti ho ripetuto che ciò che funziona in un manga shojou o shonen non funziona in romanzo sia pure un urban fantasy. Insomma, scrivere è un'altra cosa. I personaggi, per tua stessa ammissione erano privi di spessore e di personalità e mancavano i sentimenti. Quest'ultimo problema non da poco per qualcuno che dice di voler fare della scrittura il proprio mestiere.

Cosa ho fatto io? Ho cercato di capire (nonostante il testo illegibile per i problemi suddetti)se il tuo libro avesse qualcosa di buono e ti ho anche scritto due note a margine del file che mi avevi mandato, indicando i punti di forza, le cose che andavano cambiate, quelle da eliminare etc etc. Tu all'epoca annuisti e la cosa si fermò. Due settimane dopo, durante una cena, mi prendi da parte e mi chiedi se puoi mandare il libro ed io replico che se hai corretto ampliato le varei situazioni etc puoi farlo, e tu,incredibilmente mi dici no. Io rimango basita, si basita perchè quello che hai scritto e il modo in cui l'hai scritto non è degno neanche di una di terza elementare e tu all'epoca lo volevi pure mandare a blasonate case editrici. In quel momento mi sono chiesta se il tuo essere timida e un'esclusa ( ti hanno definito disadattata un tempo e per quanto io ti voglia bene, forse, non aveva torto quella persona) non ti abbia anche reso difficile giudicare ciò che fai. Il bello è che tu leggi solo UF e YA ( e hai 33 anni!) e spesso fai critiche aspre su libri che comunque sono stati pubblicati e che hanno anche venduto parecchio. Che a te piaccia o meno il libro è un prodotto e come tale deve essere reso vendibile. Il tuo non lo era. Insomma, bella l'idea, l'ambientazione, ma c'era da lavorarci, io ci ho visto del potenziale ma tu non avevi intenzione di lavorarci (pigrizia? superbia? incapacità di andare oltre il tuo stile infantile?).

Veniamo al dunque: Siccome all'epoca ero forzatamente a casa (ci rimasi due mesi e mezzo) mi sono detta: Perchè non provare a farci un editing bello pesante sopra? Per evitare che tu ti offendessi, ti ho riscritto il primo capitolo. Eri rimasta sbalordita, dicendo che era proprio quello che volevi scrivere, che nella tua testa lo immaginavi così (peccato che essere scrittore significa tradurre in parole ciò che ti frulla nella testa). Così ho proseguito, stravolgenti in parte la trama che così come l'avevi progettata non portava da nessuna parte, ti ho tirato su dei personaggi con i contro cazzi (si, pecco di sueprbia, ma è vero!) ti ho definito l'ambientazione (e che ambientazione). Ho arricchito il romanzo (erano appena 140 paginette) con descrizioni, situazioni che intercalando con situazioni più d'azione fungessero da cuscinetto e aiutassero ad immergersi nella vita dei protagonisti. Cosa fondamentale: I protagonisti hanno un'evoluzione emozionale e caratteriale, prima era assente.

Arriviamo ad oggi: il libro è finito. Il libro è bello. Lo hai fatto leggere e ti hanno fatto i complimenti (e parliamo di gente che legge e legge di tutto. Ti hanno paragonata a Martin e già questo è un complimento che da solo ne vale dieci). L'unica cosa che dovevi fare era scrivere una lettera di presentazione e una sinossi e ovviamente selezionare le case editrici a cui mandarlo.

La hai fatte queste cose? ovviamente la risposta è no. La lista degli editori si limitava a 3 nomi e hai gisutificato la cosa dicendo che erano quelle le case editrici che pubblicavano il genere. Mi chiedo dove tu abbia cercato, di certo non sul web, di certo hai cercato nella tua collezione di Urban Fantasy, quindi, io  oramai ci tengo a questo romanzo (anzi, penso di conoscere meglio di te i personaggi a cui tu hai dato un nome e un volto ma a cui io di fatto ho dato un'anima) ti ho inviato una lista con tanto di mail e modalità di invio del manoscritto (lista di 23 case editrici tra grandi e medie).

Veniamo alla Lettere di Presentazione: Come definirla? esordisci con un "Cari editori" il seguito non lo riporto, qui arriviamo alla prima elementare (ovviamente, pieno di errori di battitura e sintassi, punteggiatura neanche a parlarne etc etc). In un attimo di lucità ti ho rimproverato dicendo che la professionalità è d'obbligo, che non puoi presentarti con il nick name. ( hai detto di aver trovato difficoltà a descriverti, la trovo grave questa cosa!).

Sia la lettere di presentazione che la sinossi te le sto scrivendo io (anzi, te le stò per scrivere). Qualche giorno fa mi hai fatto leggere alcuni capitoli del secondo libro. Tralasciamo il fatto che tu scrivi capitoli sparsi, sono l'ultima che può giudicare ma non hai fatto progressi, nè nello stile, nè grammaticalmente e orrore, i personaggi sono identici alla tua priama stesura, ovvero uan protagonista infantile e stupidina che sembra uscita da un manga. Mi chiedo su cosa cazzo ho lavorato per tutto questo tempo. Mi chiedo se tu non riesca davvero a superare quelli che sono dei limiti oggettivi (belle idee ma non sai scrivere!), se tu non ti renda conto o se davvero ritieni buono quello che scrivi (insomma volevi mandare la bozza alla Mondadori!).

A questo punto io mi chiedo, dove finisce l'editor e inizia il ghost writer? Chi è l'autore di quel libro?

Io o tu che perseveri nello scrivere come una bambina di 10 anni? 

Forse ha ragione mio marito, ci dovrebbe essere anche il mio nome su quel manoscritto.

 

ps: tralasciamo poi il fatto che tu pretendi di far stare in piedi cose che non stanno nè in cielo nè in terra e non parliamo proprio dei titoli che avevi dato ai capitoli (ovvero tipici dei manga!)

La verità è che non riesco ad avercela con te. Sei una donna ma ti comporti come una bambina (no, non ha deficit ha due lauree in archeologia e antropologia), ti vesti come un'adolescente problematica, vivi nel tuo mondo di manga e anime, non hai mai avuto un fidanzato, non hai un lavoro e non lo cerchi. Io, in parte, so la radice di questi problemi ma ciò non toglie che potresti inziare a crescere di testa altrimenti nessuno mai (parlo di editori) ti renderà in considerazione e dovresti seriamente pensare di cominciare a leggere letteratura vera così potresti vedere la differenza di stile.

Insomma che dire, tu a conti fatti non puoi scirvere tutta la saga, perchè nell'ipotesi che ti pubblichino il libro cosa farai quando lavorerai con un editor professionista e gli consegnerai i tuoi strafalcioni? Mica gli puoi dire che a te delle virgole non interessa, mica gli puoi dire scrivemelo tu! E non parliamo dei dialoghi! 

Vabbè mi sono sfogata!Mi scuso se sono risultata arrogante ma sono semplicemente esasperata, perchè io a questa perosna ci tengo davvero e non capisco come sia possibile per lei non rendersi conto dei suoi limiti.

L'ho messo in accidia, perchè secondo me lei è pigra, nel senso che non corregge e migliora i testi per pigrizia, ma credo ci sia pura una forte convinzione da parte sua che ciò che scrive sia fantastico. 

Ven

08

Ago

2014

Non provate a fare gli scrittori, in Italia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Un vaffanculo generale a tutti gli editori del mondo e a tutti quegli stronzi che per 3 euro di merda chiedono articoli e revisioni dalle pretese assurde. E la foto non è della dimensione adatta, e la foto deve essere presa da un sito straniero, e sei nei limiti delle parole ma ci sono pochi caratteri, e ci sono 3 parole in più, e hai usato troppe congiunzioni e il periodo non è armonico. Ma andatevene a fare in culo! Gente, se lavorate scrivendo, non fatevi assolutamente bistrattare! Mi riferisco soprattutto a quella massa di poveri articolisti e giornalisti come me che lavorano sul web: il nostro lavoro vale di più, non accettate ordini sottopagati!