Tag: isolamento

Gio

25

Apr

2019

Io non esisto. Non ho e non sono.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Avete mai l'impressione che non siate adatti alla vita?

E non solo: che per voi non ci sia nulla in questa esistenza, che sia stato tutto già distribuito, e a voi non è toccata che una misera e insignificante porzione, o addirittura nulla?

 

E non mi riferisco a momentanei episodi in cui le cose non sembrano andare per il verso giusto. No, io intendo un'intera esistenza fatta di nulla.

 

Osservo gli altri: li vedo vivere le più disparate esperienze; fare nuove conoscenze; stringere legami; avere relazioni sentimentali; realizzare progetti; in sostanza, tutte quelle attività tipiche di un'esistenza cosiddetta "normale".

 

Io odio chi ha tutto ciò, chi vive. A me non è concesso.

 

A me infatti, come a una ristretta cerchia di altri come me, è toccata l'emarginazione più profonda e uno stato di solitudine oramai permanente.

Ai margini della società, mere comparse nelle vite altrui, privi di qualsiasi significato, ci aggiriamo come fossimo "normali" (e chissà, magari qualcuno dall'esterno potrebbe crederlo veramente), eppure dentro siamo vuoti, spenti, pieni di invidia e rancore per ciò che agli altri sembra essere concesso, ma a noi negato nei modi più beffardi.

 

Passo fin troppo tempo a rimuginare su tale ingiustizia: sulla mia non-vita, monotona, piatta, fatta di nessun affetto e apprezzamento; una vita da osservatore passivo, seduto da solo in platea, nell'oscurità, mentre tutta la magia si consuma sul palco, su cui sono puntate le luci e gli altri portano avanti il copione della propria vita.

Perché loro sì e io no? Cosa ho di sbagliato, perché a me non è concesso fare le stesse esperienze altrui, ma sono relegato a una esistenza di solitudine e isolamento?

 

In virtù di ciò, non posso che godere delle disgrazie degli altri, soprattutto quando accadono ai miei coetanei. In quei momenti, sento che un po' di giustizia è stata fatta, che a qualcuno è stato tolto, che la sua felicità o serenità è stata spezzata.

Come io non ho, è giusto che anche altri che hanno perdano la loro parte, secondo un meccanismo casuale - o no? Ma qui si aprirebbe un altro dibattito - che ristabilisce un minimo di equità, seppur infinitesimale nella immensa condizione di ingiustizia di cui il mondo è pregno.

 

Questo è quanto. So che non sono l'unico in questa miserabile condizione; a te che vivi le stesse cose, ti saluto calorosamente.

Ven

27

Apr

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Abito in un piccolo paesino, circondato da altri piccoli paesini, lontano dalle grandi città; il mio gruppo di amici è sempre il solito da anni... siamo una decina (19-23 anni),nessuno di loro ha mai voglia di programmare niente, ci incontriamo per stare ognuno al cell per i cavoli sua, ormai lavoro e di tempo per andare a giro a conoscere gente nuova ne ho poco, anche perché i miei "amici" sono ostili a tutto ciò che è nuovo.

È fondamentalmente una compagnia del cazzo .

 PORCA MA****A MA NON POTETE SPEGNERE QUEI CAZZO DI TELEFONI IN QUELLE  2 MISERE ORE CHE CI VEDIAMO?!

 

Lun

02

Apr

2018

pensieri casuali, forse, ma non troppo.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira


C'è una costante della mia vita che ancora non riescoa  acpire se sia un peso o un ombra nella mia testa - la costante insoddisfazione, il sapere di doversi dar da fare per combatterla, il vedere come, alla beneamata età di 29 anni ancora non si riesca a trovare uno straccio di lavoro. C'è un però - sto combattendo per prendermi una qualifica e finalmente fare il salto di qualità. E quindi,almeno in apparenza, credo di star cominciando a crescere come tutti, anche se a scoppio ritardato....Porto pazienza e combatto.  C'è un altro però, che mi fa scrivere questo post - ed è come la sensazione che abbia toccato con mano come le donne prendano in considerazione le persone solo per quello che possono dare di materiale.E non è che la cosa mi piaccia, tutt'altro. Perchè dico questo?Perchè sono stato "scartato"per chi stava meglio - economicamente,socialmente,emotivamente.Perchè è una costante che torna anno prima ed anno poi. Perchè a 29 anni non ho mai avuto una ragazza seria, non ho idea di cosa voglia dire essere inammorati da ambo le parti.Perchè non credo di sapermi relazionare alle donne e ciò mi causa un po di imbarazzo per me stesso.Perchè comincio ad avere odio verso il genere femminile, magari stupidamente. Perchè non mi vedo brutto, ma è evidente che se non ho uno standard preciso a cui adeguarmi sono inesistente.Sono inesistente, anche senza troppi dubbi. Non lo so, questo non vuole essere un post che spara sentenze, più che altro un pensiero di come stia/son cambiato nel tempo e mi rende un po mesto sapere che una volta, anche io, avrei voluto darmi a qualcuno.Avrei voluto fare una famiglia.Avrei voluto dei figli,magari, perchè no.Ed invece adesso vedo solo me, la mia carriera, i miei progetti... certo, parte di questo è positivo, ma d'altra parte c'è un enorme ostilità e sfiducia nelle persone. Un ostilità sfiancante, deprimente, pesante.  "Devi imparare a dar fiducia alle persone""Devi imparare a perdonare" Ad oggi mi sembra la cosa più stupida che si possa fare, davvero.Se non imparo a perdonare, a che pro continuare a ipotizzare un futuro migliore? Se non imparo a convivere con gli altri ..... forse starei meglio su qualche montagna, a scrivere, e basta.    

Sab

01

Ott

2016

Mi odio, senza volerlo...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Mi odio. Ma non di aspetto fisico, anche se potrei avere di meglio (capelli marroni, occhi marroni... insomma, una faccia che se incontraste per strada sarebbe alquanto irrilevante), non mi trovo né mozzafiato, ma neanche un mostro. Il mio problema sta tutto su come sono cresciuta. La colpa non è dei miei genitori perché loro non hanno avuto molta influenza su di me, se non sullo studio e sullo sport. Il mio problema sono sempre stata io e sempre lo sarò. Non per gli altri (anche se...). Ma per me stessa.

Mi definisco una ragazza piuttosto complicata... o meglio, mi piace complicarmi la vita. In questi giorni me ne sono resa conto come se mi fosse arrivato tutto insieme su un treno dritto sulla fronte. E ora sono qui, dopo aver assimilato il colpo che penso che ormai la botta in testa non si può più riparare: smetto di girarci intorno, i miei sono problemi di cuore. Sono innamorata. Di una ragazza. Ovviamente fidanzata. Era una mia cara amica... il problema è che ho uno strano modo di vedere i miei "gusti". Mi spiego meglio... diciamo che la mia mente (o il mio cuore) va a periodi, per qualche mese posso sbavare dietro al ragazzo più figo del liceo, e il giorno dopo ritrovarmi a fissare la mia compagna pensando a come sarebbe bello se fossimo fidanzate e con un figlio. E, guarda caso, la cotta più grande della mia (seppur corta e fino ad ora) vita, me la sono presa per una ragazza. Ed è per questo che mi comportano diversamente con lei! Ero piuttosto timida, impacciata, si vedeva lontano un migliore mi piaceva! Così lei su questo aveva da ridire... una sera mi scrisse e mi disse che non sopportava che mi comportassi così con lei. E che le dicevo? Che se mi fossi comportata come con l'altro le sarei saltata addosso? Così ho assorbito i colpi, fino a ricevere il colpo di grazia, ovvero lei che mi diceva che forse non avremmo dovuto parlare per un po' dato la litigata e che se ne andava a casa del suo ragazzo (erano le 21.30, tanto per precisare).

Allora mi sono chiesta... cosa ci faccio qui. Perché continuare a complicare la vita degli altri e soprattutto la mia? È da diversi mesi che dico a mia madre che esco di casa, quando invece me ne vado a giro per la mia città, camminando per non so quante ore. A scuola mi isolo. Parlo poco con tutti. Studio e studio a non finire, per tenere la mente occupata. Ma l'unica cosa che vorrei in realtà è smettere di essere quella che sono.

Mi scuso per lo sfogo lungo mezzo miglio... è grazie. A chiunque sappia formulare una risposta che risponda al mio quesito incasinato. 

Lun

28

Mar

2016

Quando non ti aspetti a niente

Sfogo di Avatar di BrosKuzza91BrosKuzza91 | Categoria: Altro

Ho paura da morire ...di andare avanti ,cominciare da capo...mi sento bloccata in tutto...in tutto che faccio ,sono piena di ansia,e cosi desgustoso ,mi sento ...come se non sono al sicuro con me stessa, mi fa paura qualcosa, ho pensieri freddi, ho dubbi in futuro...come si po arrivare a vivere cosi oribile, ho paura , sto sofrendo non so come uscire da questa cosa.....sono davvero cosi sola, non riesco piu a fidarmi di nessuno, non vredo se riuscirò...sono cose che non potro mai dire a nessuno, perche non riesco a comprenderli, sono scioccata, non capisco piu niente, dove e statta la verita, dove no,le cose che mi sembravano che le vedo chiare ...ora sono dubbi..perche sono caduta in questa storia......e non riesco a comprenderla, dio quanto mi fa male aiutami per favore................dami forza di andare avanti e dimenticare.....come facio.....come a vivere cosi .......cosi come mi sento..........

Dom

14

Feb

2016

mi sento depressissima

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

La mattina mi sveglio sempre con buone intenzioni. E la notte prima di addormentarmi sono convinta che il giorno dopo andra' bene.

Pero' passo un sacco di tempo a guardare su internet quello che fanno i miei conoscenti, che probabilmente si sono dimenticati della mia esistenza perche sono almeno tre anni che non li vedo di persona.  E vedo che stanno tutti facendo cose, mentre io sono qui chiusa in camera mia che non so dove sbattere la testa. Non so cosa significhi fare i conti con la propria solitudine e capisco che isolarmi non e' positivo. Ho desiderio ad uscire e condividere con gli altri quello che faccio o vorrei fare, ma appena immagino veramente di uscire allo scoperto e contattare qualcuno, ho paura e provo un fortissimo dolore al petto o come se avessi un muro di fronte che non riesco ad attraversare. 

Qualche idea geniale per riuscire a raggirare questo ostacolo?

Lun

13

Apr

2015

Depressione farmacologica, disoccupazione, sfratto, isolamento

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Accidia

Non ho un attimo di tregua.

Di giorno devo affrontare i miei problemi. Cerco di affrontarli in silenzio, senza farlo pesare a nessuno, ma proprio per questo sembra che io non li affronti "con la dovuta serietà" e mi vengono ricordati di continuo... ma di continuo... di continuo... è l'unico argomento che ho con i miei familiari oramai.

La notte sono tormentato da incubi che riguardano i miei problemi di giorno. 

Ogni giorno sono sempre più stanco, non mi riposo la notte, non ho tregua da sveglio, non so cosa darei per poter godere di una semplice tranquillità, un sonno senza sogni o l'assenza delle emozioni. E i miei problemi non posso risolverli da solo, me ne sono reso conto dopo due anni di lotte e tentativi tenaci, vorrei che qualcuno mi tirasse fuori così che io possa ricominciare e gestirli per bene... ma non posso chiedere a nessuno. Nessuno mi può aiutare, nessuno è in grado di farlo... e nessuno mi capisce.

Mi dicono che io non li voglio affrontare i problemi, dovrebbero capire che a volte "tirare fuori le palle" non basta a risolvere tutti i problemi della vita, ma che esistono situazioni belle complicate.

E non so cosa darei per poter dormire sonni tranquilli.