Tag: spleen

Mar

30

Gen

2018

I moderni la chiamano accidia e gli antichi aegritudo.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Accidia

Sono stato uno studente brillante durante la mia intera carriera scolastica. Negli ultimi due anni di liceo mi sono un po' perso: i risultati c'erano. Non c'ero io con la testa. Studiavo solo quello che mi piaceva, dedicando alle altre materie quel poco di tempo che mi permetteva di mantenere la stessa media (o quasi). Avevo sviluppato un'apatia totale verso la scuola, ma, soprattutto, verso la vita. I giorni scorrevano come granelli di sabbia fra le dita. I miei amico hanno notato che la mia timidezza se non scomparsa, era perlomeno affievolita. In realtà era la mia totale indifferenza verso il mondo circostante ed esterno da me a dare l'impressione che fossi sicuro di me o addirittura "sprezzante" rispetto a quello che gli altri pensavano di me. Avanti veloce fino all'università. Un anno buttato a frequentare una facoltà che non mi piaceva (ma era organica al capitale: ergo, mi avrebbe permesso di trovare subito un lavoro, smettendo di pesare sulle spalle della mia famiglia, condizione assolutamente detestabile, per me). Quest'anno ho deciso di darmi una possibilità, regalandomi il privilegio di una facoltà più "riflessiva". Speravo la metafisica mi saltasse da questa realtà. A questo punto ho dato 2 esami sui 4 previsti questa sessione. 29 e 30 e lode. Studio minimo. Mi sento la stessa apatia addosso. Forse anche peggio. Dovrei essere felice e motivato, a questo punto. Ma non lo sono. Lascio a metà ogni prigetto che inizio. Ogni volta che prendo un bel voto mi sento un impostore. Dato il prossimo esame, credo che andrò in terapia. 

Sab

25

Giu

2016

Anomalia genetica

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Gli esami non sono ancora terminati.

Ma ho un groppo alla gola che ora mi blocca. Perché? Perché all'inizio dell'anno eravate tutti già proiettati verso la vostra futura carriera e dicevate che sì, era necessario e utile staccarsi dai vecchi schemi, dalla vecchia routine, dai vecchi amici. Ecco io non capisco. Allora ero io ad avere le lacrime agli occhi. Soprattutto quando Lei (un'amica che è quasi un'altra parte di me) diceva che alla fine, si troveranno altre persone, nuovi legami. Sottintendevi che le vecchie amicizie si sarebbero sciolte. Proprio tu? Quella volta mi hai fatto male. Malissimo.                  

Quella sera sono tornata a casa camminando a piedi nudi sul cemento ancora caldo. Una delle mie certezze più forti (il tuo amore), l'hai fatta crollare. Mi sono sentita tradita. Avevo bisogno di sentire che la terra fosse ancora salda. Sono cinica di natura. Ma su di te, io ci avevo sempre contato. Forse è ridicolo, ma da quella sera vedo le cose diversamente. 

Ora che fai? Non vuoi andartene. Non vuoi lasciare il nido. Prima guardavi l'abisso sprezzante. Ora cerchi di rimandare il momento dello stacco. E così fan tutte. 

Io, invece, ho chiuso. Sento che questa scuola non mi potrebbe insegnare più nulla, sento il bisogno di una mia casa, e mi sembra che questa cittadina esali un che di putrefatto. È un sentore fortissimo: camminando per la strada ho la nausea. Aleggia dappertutto un sentore di declino. E vi odio. Tutti. Genitori, vi odio. Professori, vi detesto. Amici, siete come morti. E tu cara parte della mia anima, sei il bacillo che ha infestato questa mia peste dell'esistenza. Sei il principio di putrefazione. Mi hai ferito ed infettato. E ora, ti odio più di tutti.

È forse un'anomalia genetica, la mia? È sano desiderare la distruzione del proprio passato? Ho di certo capito che le mie fondamenta erano ghiaccio. E ora che per me di prospetta la Primavera, si sono tutte sciolte. Sono libera? O profondamente distrutta? Sono un essere terribile? Cerco di convincermi che non è vero. Che non lo desidero sul serio. Che sia piuttosto una posa. Ma, nel profondo, so che, se in questo istante, spariste tutti (lascio a voi decidere il vostro verdetto!), io sola al mondo, sarei libera. Non ho bisogno che di qualcosa con cui vivere e pagarmi l'università. Oh, sì! Devo essere orrenda! Un esperimento andato male!Ma sono così lucida! Solo ora vedo come stanno le cose!