Tag: spaghetti

Lun

23

Lug

2018

Certi giorni

Sfogo di Avatar di KafsiKafsi | Categoria: Altro

mi sento come se volessi scrivermi "amami" in faccia 

amami in senso lato 

forse più un "voglimi bene, persona"

Gio

06

Lug

2017

Piatti e spaghetti

Sfogo di Avatar di CinereaCinerea | Categoria: Altro

Certi giorni ci tireremmo i piatti, se non costassero così tanto e non ci fosse così tanto amore. 

Anche perchè il mio, di piatto, è quasi sempre vuoto.

Mangia, mi dice, mangia un po' di pasta Cinerea, non fare stronzate. Stessa scena, ogni singolo giorno, da qualche tempo a questa parte. Routine.

La scena:

Le ho riempito il piatto e ho depositato una forchettata di spaghetti nel mio, giusto per fare scena. Una forchettata di rappresentanza. Ho rimesso giù la pentola: vuota, perché ho smesso di farne, per me. E tu? Mi ha chiesto. Non ho fame. Risposta standard. 

Mi sono seduta al tavolo, fingendo di non sentire la sua rabbia che iniziava a crescere. Ho fissato intensamente i miei tre spaghetti come fossero stati un universo da scoprire.

Cinerea.

La sua voce. Secca.

Quando ho alzato lo sguardo, ho visto il suo che lanciava fulmini. Quegli occhi felini che a suo tempo mi hanno folgorata mi stavano letteralmente incenerendo. Se gli sguardi potessero uccidere, insomma.

Ha piantato la forchetta nel piatto, con una faccia buia come il cielo dei temporali d'estate, attraversata solo da un furioso lampo fulvo. Prendi un po' della mia. 

Si è alzata e mi ha piazzato sotto il naso metà del suo piatto. E io, con un sorriso: ma no, davvero, non ho fame. Mangia pure. 

Silenzio da parte sua, è tornata a sedersi ed ha iniziato a mangiare. Il suo imperativo era rimasto sospeso nell'aria, e io lo stavo ignorando con la massima nonchalance possibile. 

Altro silenzio, io che fissavo il mio piatto, lei che fissava ora il suo, ora il mio, ora me. Lei ha finito e si è piantata lì a fissarmi. 

Nel frattempo avevo leeeeeeentamente mangiato uno spaghetto. Due spaghetti. Trrreeee.. (uno alla volta..... avvolgendoli intorno alla forchetta...... un pezzettino alla volta.......... esasperante). Quaaattttt.. 

Mangia quegli spaghetti e non fare cazzate. Sono molto seria. Guardami. 

No che non la guardavo, perché quando vedo quell'espressione dura mi si ferma il cuore.

Cinerea.

Silenzio mio. Ho alzato gli occhi ed ho guardato la sua mandibola serrata, i muscoli contratti. La rabbia che le forava le pupille, come un fascio di spilli rivolti verso di me. 

Lì le cose sono degenerate, perché mi è salita quella rabbia stupida che monta quando si depriva qualcuno della sua personale droga, della sua dipendenza. Frustrazione e odio cieco, rivolto verso tutti e verso nessuno, forse anche verso di sè, verso di me. 

Smetti di cercare di infilarmi le cose in gola. Tanto lo sai come finisce, lo sai che è inutile. Lo sai che sputo tutto. Cos'è, vuoi costringermi? Cazzo. Non puoi. Basta. Piantala di insistere. Cazzo.

Voce venata di isteria.

Silenzio da parte sua.

BAM, sua manata frustrata sul tavolo. Non è una donna esile, ed è un colpo che ha ferito anche me. Non fisicamente, ma il suo riverbero mi ha riempito il cuore, suonando vuoto. 

Lei non ha detto più nulla. Si è alzata e ha messo giù il piatto (con cura, perché se non ce li possiamo tirare di certo non li possiamo sbeccare). Me ne vado.

Silenzio. La mia rabbia ottusa (ed ingiusta, perchè ho scaricato tutto addosso a lei e non avrei mai, mai, mai voluto) è sparita in un istante. Oddio, scusami. Scusami.  

Stai sparendo, mi ha detto. Ti prego, mangia qualcosa. Non voglio che tu sparisca. O che cada, o che ne so. Hai perso troppo. Quanto, cinque, sei, sette chili? In quanti giorni? Meno di un mese. Cosa cazzo stai facendo? 

Silenzio.

Fammi un favore e mangia quegli spaghetti. 

L'ha detto con un'espressione di dolore, di rabbia frustrata. Ha preso le sue cose ed è uscita davvero, perché sapeva che rimanere non sarebbe servito lo stesso.  

Mezz'ora dopo l'ho mangiato, alla fine. 

Inutile dire com'è finita.

 

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