Tag: piccoletto

Ven

27

Ott

2017

Ricordi - (titolo provvisorio, come provvisori sono i ricordi)

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Fisso il quadrangolo chiaro che si stende sotto la scritta Confessati:*, il cursore lampeggia, non so ancora bene come scrivere, tanto è vero che nel titolo ho scritto la nota "provvisorio"... magari resterà così, ancora non lo so, non conosco la forma di quello che scriverò ma ne conosco l'essenza, libero le dita sulla tastiera che cominciano a rincorrersi sulla qwerty, accalappiano i pensieri e gli danno nome e forma da stendere sulla pagina virtuale di questo sito, sfogati! mi dice provocandomi l'incipit di questa pagina... raccolgo la sfida.

Tanto tempo fa:

Qual'è il ricordo più antico che avete dei vostri genitori, proprio quello che sta sul bordo della pianura delle vostre esperienze, oltre il quale non potete andare, oltre il quale si cade di sotto, in questo mondo piatto che cresce ogni giorno, ed è la somma delle vostre scelte delle esperienze, dei no detti e ricevuti, dei si felici e profumati, delle gioie delle speranze delle storie tristi e di quelle felici, c'è chi li chiama ricordi chi esperienza di vita chi vissuto... io la chiamo anima, ma non divaghiamo... dicevo... qual'è il ricordo più antico che avete?

Il mio è formato da due mani forti sicure e conosciute che mi prendono improvvisamente senza preavviso per le spalle, mi portano in aria salendo velocemente sulla mia verticale e mi depositano sulle spalle del mio papà, quelle stesse mani che poco fa mi hanno fatto volare ora si poggiano sulle mie gambe ancorandole al suo petto, non mi vede ma lui sa che non mi lascerà per nessun motivo, e lo so anch'io e non ho paura, rido forte a bocca aperta felice perchè vedo tutto dall'alto dalla vetta del mondo, e papà comincia a camminare ed io rido rido rido sempre... e ride pure lui, non avrò avuto più di tre anni, ricordo il vento fresco sulla faccia il sole fra gli alberi, l'umido dell'erba appena tagliata, le mie mani sulla sua testa, il movimento cadenzato dei suoi passi e le mie risate.

Onestamente non so se è un ricordo reale o costruito, c'è una foto molto vecchia fra gli album dei miei genitori, in bianco e nero, lì c'è mio papà ed io sulle sue spalle siamo in un giardino condominiale sotto casa e si vedono gli alberi, ma in realtà non ha importanza se il ricordo è veritiero o no, il fatto è successo quella foto lo prova, se ciò che ricordo è una mia ricostruzione non fa nulla, è un pensiero che mi consola sempre quando lo evoco, io che volo e che rido.

tempo fa:

La vita poi gira, e succede che volente o nolente io cresco, faccio esperienze, vivendo ingrandisco quel mondo piatto fatta di ricordi ed esperienze di cui vi parlavo prima, succede che divento papà anch'io.. e che faccio? ... prendo il mio piccolo per i fianchi lo alzo e lo metto sulle mie spalle, e lui ride ride, io ballo corro (sempre con moderazione), e lui stringe le sue manine fra i miei capelli mi fa quasi male ma  rido anch'io, e mi dice lì... vai lì... non quì liììììì... e mentre succede mi ricordo quella foto in bianco e nero. Estate , fa caldo, il sole rosso sta per tuffarsi in mare, per arrivare in paese bisogna fare decine centinaia di scalini, è una faticaccia da soli figurarsi con un bambino piccolo, lo metto sulle mie spalle e salgo con in testa le sensazioni di tanti anni prima, ed arriviamo in cima, con il mio piccolo amore sulle spalle, ed una foto in bianco e nero nella testa.

Ieri:

Ieri sono salito a casa dai mie, dovevo fare una commissione per mamma, e quando ritorno  mamma mi dice che papà prima non mi ha riconosciuto, le ha chiesto chi ero, una malattia vigliacca dal nome difficile gli sta portando via velocemente zolla dopo zolla intere porzioni della sua terra dei ricordi, non era mai successo prima che non mi riconoscesse... paradossalmente ora che la malattia si fa più crudele mostra il suo lato "clemente", prima papà si dispiaceva e stava male perchè capiva che in lui c'era qualcosa che non andava, ora non ne sarà più coscente, galleggerà in un mondo con pezzi di ricordi che si mischiano si ricombinano in storie improbabili e mai avvenute, i suoi occhi sono vuoti e tristi, come una casa con le finestre sempre buie, il mio papà forte gigante ora è diventato il mio piccolè-tto... non dico nulla a mamma o meglio non vorrei dire, ma dalla mia bocca esce qualcosa di inutile e crudele nella speranza di esorcizzare la paura che sta dietro le mie spalle.. "lo sapevamo mamma che sarebbe peggiorato, l'alzheimer è così", vado a casa avrei voglia di piangere, ma poi mi salva quel ricordo... due mani che mi fanno volare ed io che rido.

Ora:

scrivo quì nel timore che un giorno anche il mio ricordo possa perdersi, arrotolo questo foglio di bit  lo chiudo in bottiglia e lo lancio in questo oceano enorme fatto dei ricordi di tutti quelli che sono passati quì.

Sono un utente registrato, ed ho scritto da "anonimo" per il semplice fatto che non voglio questo scritto tra l'elenco dei miei sfoghi.