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Mer
05
Set
2018
Sverginarsi?
Sono un ragazzo di 18 anni. Penserete che sia il solito morto di f*** ma non è proprio così. Semplicemente vedo che tutti hanno esperienze, tutti fanno qua di la, anche avventure, e a me non capitano mai. E mi sento un po’ uno sfigatello perché tutti hanno da raccontare mentre io non ho fatto ancora nulla. Non dico che voglio avventure, preferirei ragazza serie ma ultimamente accetterei pure una cosa da una sola volta giusto da poi stare bene con me stesso. Ma è davvero così difficile sverginarmi? Perché a me sembra un traguardo irraggiungibile
Mar
04
Set
2018
sono tutto molto interessante! per i rompicoglioni
Dunque da quando sono bambino anche se mi comporto come gli altri, faccio cazzate come gli altri divento interessante... troppo interessante!che cazzo sono un uomo comune eppure tutti mi vogliono per rompermi le balle, mi spiego meglio:
1)quando andavo alle elementari la maestra prendeva sempre me per esempio sia in negativo che in positivo.
2)con gli amici tutti sembravano interessati a cosa facevo anche quante volte al di andavo al cesso.
3) per gli amici scopavo con la tipa che piaceva a tutti nel gruppo anche senza consumare nessu atto!
4)se mi cade un centesimo per strada si girano anche i cani per fissarmi.
5) se vado dal parrucchiere e mi taglio i capelli come centinaia di persone mi fanno tutti i complimenti(non so se sinceri oppure mi sfottono)
6) l'altra sera avevo appena finito di cenare al ristorante, uscendo ancora con la pancia piena vengo richiamato da un tizio che era in panne con la macchia e mi chiedeva se potevo aiutarlo a spingere la macchina( in torno a me cerano minimo 20 passanti perche proprio a me?)
7)tutti mi chiedono informazioni oppure consigli di qualunque tipo anche se non li conosco.
8) se i carabinieri vedono una macchina anche con i fanali spenti oppure senza stop fermano poi me.
9) se mi siedo su un pulman e deve salire un barbone con 200 borse di nylon con 9-10 posti ancora completamente liberi si mette attaccato al mio sedile.
10) una ragazza era diventata la mia fidanzata senza che io lo sapessi prendendoci solo un caffe! non scherzo! cercava di obbligarmi a stare con lei quando conoscevo appena il suo nome.
questi sono banali esempi di cosa mi succede potrei elencarne centinaia, persino la mia ragazza ha notato questa cosa quando ci sono io nei paraggi sono quello che spicca di più e finisco al centro dell'attenzione nonostante non voglio farmi notare! la prendo a ridere però a volte diventa pesante sono il VIP degli scassaballe.
Mar
04
Set
2018
ingenua
So che la fine di una relazione non è la fine del mondo, non è la fine della vita, so che ci sono cose ben peggiori. ma come mi sento io oggi,dopo quattro anni passati a dare possibilità ad un uomo che non ha fatto altro che farmi del male, bhe come mi sento io oggi fa veramente schifo.Senza dirmelo in faccia, senza dirlo a voce, con un messaggio che ho dovuto sottointendere io. e poi sparire nel nulla. Per cosa?per una playstation. perchè vuole fare tutto quello che vuole senza di me. e mi ritrovo da sola in una casa che ho condiviso con una persona che mi ha presa in giro, che sapeva di non volermi ma per mesi mi ha usato a suo piacimento. mi ritrovo sola in una casa vuota e sono vuota anche io.e lo so che le sofferenze nella vita non sono queste, ma oggi, oggi sono a pezzi. Mi ha portato via la possibilità di un futuro, perchè credevo in lui,in noi, mi ha dato la colpa di volermi impegnare troppo, mi ha dato la colpa di essere troppo innamorata. Sono sbagliata io allora? a 25 anni, a voler iniziare una vita assime ad una persona con cui sto da quattro anni? dopo tutte le possibilità che gli ho dato, mi sento male per quanto sono sbagliata, per quanto mi faccia sentire una nullità. Forse troverò un'altra persona, forse no, sta di fatto che non mi sento più una persona, mi sento niente, come se solo lui potesse volermi, come se nessun altro mi vorrà mai perchè io non vado bene. Mi ha portato via tutto, mi ha tolto tutto quello che avevo. E ho veramente paura stavolta di non farcela, di non tirarmi fuori da tutto.Perchè non sono in grado, perchè in quattro anni mi sono lasciata distruggere e io non ho piu la forza. Mi sento male, per quanto so che c'è di peggio nella vita. io mi sento male.non so come fare.
Mar
04
Set
2018
Verde
Verde. Erano giorni che non ti scrivevo- due per l’esattezza- arrabbiata com’ero per averti vista per l’ennesima volta online a tarda ora. E so che non me ne dovrebbe fregare niente. Tuttavia, oggi, per noi, sarebbe stato un giorno da festeggiare questo. Mi avresti portata dal cinese, a ingurgitare sushi come se non ci fosse un domani, mi avresti guardato negli occhi e mi avresti ripetuto per l’ennesima volta quanto ti piace vedermi felice. Verde. Capisci domi? Oggi sorseggiavo la mia tazza di latte e come sempre aprivo il solito link sul cellulare, come mi è solito fare da un mese a questa parte. Non mi aspettavo nulla. E poi all’improvviso il latte mi è andato di traverso. Verde, Domi. Mi hanno ammessa. E Domi, sapessi quanto ho riso, ho pianto, ho gridato e poi di nuovo riso e pianto. E quindi ho chiamato tutti, mia madre, Dalida, Serena, le mie zie. E avrei chiamato te, fino a un mese fa. Ti avrei strillato al telefono “ ce l’ho fatta!” E tu mi avresti risposto: “bravaaaaa! Ma io lo sapevo!”. Lo sapevi anche stavolta Domi?Che mi avrebbero ammessa, intendo. Perché avrei tanto voluto dirtelo, avrei tanto voluto abbracciarti forte forte, e sentirmi stretta forte forte. Avrei tanto voluto vedere i tuoi occhi felici, felici come i miei al pensiero che io stessi realizzando un sogno. Il sogno di sempre, riuscire ad essere ammessa ad un Corso di Laurea che mi avrebbe dato da mangiare subito appena uscita di lì.
Però non ti ho chiamato. Non ti ho scritto. Non ho fatto nulla di tutto ciò. E dopo l’euforia iniziale, ho ripreso a studiare. Perché, da qui a tre giorni, ho un esame. L’ultimo esame.
Sai Domi, sai quanto avrei voluto sentirti in questi giorni? Sai quanti segnali ti ho mandato? Sai quanto mi manchi?No, perché vorrei che ti mancassi almeno un decimo di quanto manchi a me. La notte mi addormento sperando di chiudere gli occhi e svegliarmi al tuo fianco, “ad incastro”. Mi immagino te che che vuoi metterti all’interno e che costringi me a stare all’esterno. E ora ci entreremmo bene in questo lettino.
Mi sono convinta che il destino non esista, e l’ho detto ieri a Carmen. Non esiste. Perché se fosse esistito, io e te saremmo stati destinati a stare insieme per sempre. E la parola per sempre non mi faceva paura se messa accanto a te. Ma ho accantonato per troppo tempo me stessa e i miei desideri, nella speranza che prima o poi sarebbero passati, per esaudire i tuoi. I tuoi che pensavo fossero anche i miei. Ma tu correvi veloce, li volevi esaudire tutti i tuoi desideri. Una casa, una famiglia. E io mi convincevo insieme a te che fossero i giusti desideri quelli. Che i miei non avessero importanza, che non avrei avuto il tempo per pensarci. E le menzogne che raccontavo a me stessa mi facevano sentire in trappola. E avevo paura a dirlo, per paura di rompere il tuo idillio. E mai, mai al mondo avrei voluto farti del male. Mai al mondo avrei voluto questo. Solo Dio sa quanto ti amo, quanto il mio cuore sanguini ogni giorno pensandoti. Solo Dio sa la forza che sto trovando per alzarmi ogni mattina e ricominciare, ricominciare da capo. A mangiare, a studiare, ad uscire, a dormire. Solo Dio sa quanto avrei voluto ci fossi tu, il mio primo sostenitore da sempre, a essere felice per me oggi. A dirmi di non avere paura, che chi ha paura muore. Solo Dio sa, solo Dio sa.
Quando ami tanto una persona, tutto passa in secondo piano. A volte anche la tua vita.Perdi di vista la progettualità, le prospettive. Ma non puoi comunque rimuoverle, fanno parte di te. E prima o poi ti bussano alla porta, e ti ricordano Chi sei. Ma io sono Chiara. E non avrei voluto rinunciare né a te, né ai miei sogni. E non riesco ad immaginare un futuro senza te. Ancora.E sono consapevole, lo sono da giorni, che il tuo cuore potrebbe nn essere più il mio. Ma se il sentimento era lo stesso, se il cuore batteva forte allo stesso modo, come puoi non amarmi piu? Perché io sento d’amarti al punto di impazzire. E mi sono vietata di venire sotto casa, di scriverti, di parlarti, perché ho capito che tu non hai il desiderio di farlo. E mi sono sentita rifiutata, rigettata, sputata e non desiderata. E come farei, come? Dove troverei la forza per incassare un nuovo rifiuto?
Spesso alla memoria risalgono spezzoni della nostra storia assieme, tutte le cose che abbiamo fatto, i posti dove siamo stati... le cose che ci siamo detti. Se il nostro amore era verso l’infinito e oltre, ora dov’è finito quell’oltre? Ti dissi che l’amore supera tutto e si sa che io sia brava a dispensare consigli quanto poco adatta a seguirli. Eppure vorrei che per una volta avessi avuto ragione, che davvero l’amore vince su ogni cosa. Anche sui progetti diversi. Perché quando c’è un problema si trova una soluzione, e questo me lo hai insegnato tu.Perché dietro quella medaglietta ti feci incidere “Sempre tua” e io, davvero, per tutta la vita, mi sentirò sempre tua.
Lun
03
Set
2018
Cervello in tilt
Come funziona il cervello umano? A me davvero viene da impazzire. Fino alla settimana scorsa che ero distante dal mio ragazzo soffrivo, non mi fidavo, paranoie e gogo sul nulla...
Poi sono tornata in città, ci siamo rivisti, abbiamo parlato ecc.. mi sono trasformata... Sono tornata quella che ero all'inizio... A sentire l' amore dentro e la passione forte... Una passione travolgente.... La notte più bella di sempre e il giorno dopo a cercare nuove idee piccanti per dare di più... Insomma tutto era tornato come prima del mio impazzimento estibo...
Grande piano per la notte successiva... Usciamo in gruppo sabato, bellissima serata, tutto va bene.... La sera torniamo tardi e crollo dal troppo sonno... Domenica mattina non so cosa mi e successo!!!!!! Lui si e messo a giocare alla play con un mio amico che e per ora ospite a casa mia, e io giravo per casa cercando cose da fare... E mi faceva piacere sentirlo giocare, che si divertiva e faceva come un folle...fin lì era ancora tutto ok
A un certo punto mi sono ritrovata ad aiutare mia sorella a sbrigare un paio di cose e all' improvviso mi sono trasformata in un mostro intollerante verso il mio ragazzo. Un cambio di umore netto a bianco a nero che ha alcun motivo per essere così drastico!
Quella bella mente spensierata che avevo non è più tornata ed è due giorni che sono di nuovo a terra e vedo con occhio sospettoso ogni cosa che mi dice e rispondo in maniera scorbutica a tutto . Di quei bei piani d'amore non ne ho più voglia manco a parlarne, sono gelida eogni volta che lui mi chiede cos ho non so dire altro che "Bo non lo so"... Ma mi sento spenta! Come diamine è possibile un cambiamento netto come questo???????? Io non me lo riesco a spiegsre! E figuriamoci lui che non capisce neanche quando glielo spiego io... Mi sta prendendo per folle. Stavolta veramente non ha fatto nulla che potesse lontanamente giustificare il mio impazzimento così netto!
Ma come e possibile che l'umore cambi in questo modo? Cosa è successo al mio cervello?
(PS non ci sono è accentate perché scrivendo col cel mi sfuffa concentrarmi )
Lun
03
Set
2018
Senza Titolo
Ciao a tutti... sono insieme alla mia ragazza da 4 mesi appena.. vi spiego.. praticamente mi sono fidanzato con lei dopo quasi un mese di distanza dalla morte di mia madre.. lei mi ha aiutato molto mi ha dato tante dimostrazioni, al punto che, io non avendo neanche il papá ho deciso di andarci a convivere.. fin qui tutto bene tranne una cosa che mi turba... lei vorrebbe andare a lavorare, per contribuire alle spese di casa e quant'altro, l'unico problema è che io non mi fido tanto, ovvero ho molta paura che nel posto di lavoro possa incontrare qualcuno che le possa piacere per poi lasciarmi... cosa che mi butterebbe praticamente a terra dato che è proprio grazie a lei se io non penso a tutto il mio passato.. è un pensiero che non riesco a togliermi dalla testa.. so che è un pensiero molto banale ma volevo avere il consigli di qualche persona "esterna"..
Lun
03
Set
2018
CONFESSIONE
QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI
Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.
Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.
E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.
Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?
E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.
In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.
Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.
Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.
Lun
03
Set
2018
domani รจ il mio anniversario di matrimonio
Domani è il mio anniversario di matrimonio (son 24 anni) e sono triste, anzi per la precisione VUOTA mi sento vuota . Vorrei non ci fosse il 4 settembre. Non voglio fare l'ipocrita o festeggiare qualcosa di non festeggiabile.
Ho sposato il mio primo e unico grande amore ed ora non ci credo ancora di come siamo ridotti. Come è potuto accadere ?? Mai avrei detto che noi due saremmo finiti così, due estranei che al massimo litigano , al meglio si ignorano. Noi che eravamo così amici, così sulla stessa lunghezza d'onda , cosa è successo ?? Sto cercando di cambiare la situazione ( " se vuoi che le cose cambino, devi essere il primo tu a cambiare" ) ma non si smuove nulla MAI, mi sento in trappola. Poi sento che questi si son lasciati, gli altri han divorziato e mi trovo ad invidiarli. Io non ci riesco proprio.
Ho ho avuto il flash che non l'amavo più ad ottobre 2013, anche se erano anni che non stavamo bene ma vuoi il lavoro vuoi i figli e gli impegni... e da allora cerco di uscirne in qualche modo, lui lo sa ,sono 5 anni che parliamo, che litighiamo, siamo andati a tera pia di coppia ....non c'è soluzione. A me questo amore non ritorna. Vorrei veramente che il mio cuore tornasse a battere per lui ma niente, non succede.
Premetto che il problema principale è il suo bere (e come diventa quando beve) . Ho detto chiaramente al mio consorte che potrà esserci un dialogo, un possibile riavvicinamente se e solo se smette di bere. Solo allora potremmo parlare del futuro etc...ma non si fa aiutare, non vuole far nulla e tira avanti. Ed io tiro avanti con lui. Ma che vita è questa ?? lavoro molto , non ho mai tregua per poi tornare a casa e NON SENTIRE NULLA anzi sempre con l'ansia di non sapere in che stato lo troverò. Andiamo in ferie assieme (con la famiglia) ma non sono mai felice, mai spensierata. Come ne esco ??
Lun
03
Set
2018
Luci sull'oceano
Girovagavo per Galway alle prese con una nuova realtà.
Ero in viaggio, libero, occhi avidi di novità. Perso fra le strade irlandesi, decisi di fermarmi in un pub per inaugurare l'inizio di quella che sarebbe stata, a mia insaputa, una meravigliosa avventura.
Lì ci siamo conosciuti, in quella bettola di pub nascosto alle masse turistiche. Si veniva travolti dalla gioia di vivere del mondo, i musicisti si scatenavano in un angolo, qualcuno ballava, la barista ti chiedeva sorridente cosa volessi bere.
E noi?
Due viaggiatori solitari del Bel Paese che per puro caso si incontrano in un pub di Galway. Erano solo 10 minuti che ridevamo come due matti, eppure mi sembrava che ti conoscessi da una vita, come se avessimo già fatto quel viaggio insieme. Più ti guardavo negli occhi, più ero convinto di quel pensiero. Più mi innamoravo.
Ci rivedemmo la sera per andare a ballare il folk irlandese sempre in quella bettola, la quale dopo le 20 diventava il centro d'Irlanda. Ballammo per ore, ci interruppe un bacio, leggero, innocente, senza scopi. Momenti di un'intensità tale se ne vivono pochi.
A pub chiuso andammo a sederci sull'oceano. Le luci del centro illuminavano il cuore della città, qualche ubriaco perso cantava , qualche porta si spalancava all'improvviso facendo scappare un paio di secondi di musica dal vivo. Tutta quella vitalità, quella luce calda, quei volti in crisi mistica travolti da una felicità riscoperta lasciavano man mano il posto ai suoni della sottile pioggia che cadeva di traverso e del grande oceano che tormenta quelle coste.
Ci sedemmo dunque, e parlammo. Parlammo di cose meravigliose, del futuro, del passato, delle scarpe scomode e di quella nazione che sotto la sua aria umida, grigia e ventilata, nasconde un caldo cuore pulsante e vivo, capace di farsi ascoltare dai viaggiatori e di intontirli.
L'allegro caos della città si sentiva da lontano contrapponendosi con i suoni selvaggi delle scogliere e di qualche gabbiano insonne. Iniziai ad avvertire che la scintilla stava per diventar vampa.
Decisi di non innamorarmi di lei.
Anzi, me lo imposi. Volevo godermi gli attimi di quel viaggio per come venivano. Eravamo due viaggiatori con dimore distanti, sapevo che una volta tornato sarei caduto in preda ai tormenti della lontananza.
Oramai era notte fonda, i pub avevano chiuso. Un turista cercava di tornare sui propri piedi all'albergo, i musicisti di strada fumavano insieme dopo una jam session durata un giorno intero.
Arrivammo al bivio che separava le strade delle nostre sistemazioni. Ci guardammo negli occhi per un po', forse per un minuto forse per un'ora, non saprei. Un abbraccio e mi disse: "Il mondo è piccolo, riusciremo a rivederci, volendolo. O forse casualmente".
Il giorno dopo avevamo tanta strada da percorrere, chi in una direzione, chi in quella opposta. Avevo già ripreso a camminare quando le dissi, girandomi "Beh hai ragione, il mondo è piccolo... ma anche tondo! Prima o poi due direzioni opposte si incrociano, e questo è un fatto!".
Lei rise, e riprendemmo a camminare.
Lun
03
Set
2018
Domanda per gli utenti
Ma anche a voi nelle pubblicità di questo sito a bordo pagina compare un sacco di roba erotica su incontri online, chat per conoscere donne, ecc ecc?
P.S. non sono una che frequenta siti pornografici, per cui mi domandavo se questeo tipo di ads fossero indipendenti dalle ricerche che si fanno su Internet
adesso ad esempio sulla destra ho "chat with russian ladies"... :DD
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