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Gio
26
Apr
2018
Zerbino
In amore ho sempre fatto lo zerbino. Non mi piaccio, mi sento brutta e poco interessante e per questo, ogni volta che mi piace qualcuno, gli mento per sembrargli perfetta e farlo stare con me.
Adesso mi piace un ragazzo e, siccome è molto più bello di me, sto facendo di tutto per fare colpo. Mi sto ingegnando per trovare argomenti per farlo capitolare, faccio lo zerbino, più di quanto abbia mai fatto in passato. Ma lui, dopo mesi, sembra sempre indifferente. Che altro devo fare per impressionarlo, per colpirlo?
Gio
26
Apr
2018
Ansia
sono una ragazza di 17 anni, frequento una scuola, a mio parere, difficile e pesante ma fino ad ora sono riuscita ad avere tutte le materie sufficienti.
Il problema che mi ha portato ad avere una crisi pochi minuti fa e che mi ha anche fatto decidere di cercare un sito dove sfogarmi sonoi mie fantastici insegnanti che hanno ben pensato di metterci 17 verifiche/ interrogazioni nel mese di maggio e io non so davvero cosa fare per poter mantenere la media sufficiente. Sono veramente stanca di studiare in questo modo, la notte mi sveglio spesso per l’ansia della scuola e mi è capitato di alzarmi per riprendere lo studio che il pomeriggio non ero riuscita a finire. Non riesco a stare al passo e il pensiero di poter essere rimandata mi fa veramenre deprimere perché non ho assolutamente voglia di fare la vita che daccio tutto l’anno anche d’estate. La cosa che mi preoccupa di più è il non riuscire a essere razionale durante le mie crisi di pianto per l’ansia, oggi sono arrivata a pensare di bere una boccetta di lexotan. Ovviamente mi sono resa conto in qualche minuto dell’enorme boiata e idiozia, solo che ci ho pensarti.
In classe mia è già successo a tre persone di dover prendere psicofarmaci per la scuola, e io non vorrei arrivare a questo, ma non so come fare a prendere più alla leggera la scuola, perché ci tengo a non passare l’estate sui libri...
Tra l’altro non posso nemmeno cambiare scuola dato che sono in quarta liceo e per di più a maggio...
Gio
26
Apr
2018
Consiglio? Non ho più interessi
Buongiorno a tutti intanto... oggi sono un po’ perplessa, mi rendo conto di non avere più interessi/modi per passare il tempo quando sono da sola. Vi è mai capitato? Prima ero molto attiva e seguivo duemila cose... mi interessavo anche alle pagine di serie che mi piacevano o novità, adesso non seguo più nulla.. mi sento un po’ vuota forse è il periodo.. solo che non so come uscire da questa situazione di stallo e apatia
Mer
25
Apr
2018
Heartbroken
Ho il cuore a pezzi... lo so, a molti può sembrare una stronzata, ma,fa male. Oh, eccome se fa male. Il mondo non ha,fatto sconti: genitori separati, padre mammone e attaccato alla bottiglia, pianti, dolori, battaglie legali, un casino. Ora credevo di aver trovato un po' di pace, ma a quanto pare no. Sono destinata a stare forever alone. Credevo che mi amasse, che fosse diverso, ma a quanto pare no, un altro stronzo mi doveva capitare.
Mer
25
Apr
2018
Sfogo
Quando dovevo partorire mi disse nn vedo l' ora di vederti soffrire con i dolori del parto....infatti appena iniziarono i dolori quella notte in macchina era tutto soddisfatto e felice nel vedermi soffrire.Ma peccato per lui perché ebbi un parto precipitoso e il travaglio non durò niente.Fui più io a godere nel vederlo soffrire trascorrere la nottata su una sedia e io bella distesa nel letto.Tie'....Fece anche una faccia sconvolta quando mi dissero che non avevo bisogno di nessun punto...chissà forse avrai pensato questa vorrà avere subito rapporti!!!Guarda che con quel mezzo cazzo che ti ritrovi nn mi soddisfi nemmeno me ne andrò con i neri lurido bastato che non sei altro ti meriti questo e altro per tutte le sofferenze che mi hai dato.
Mer
25
Apr
2018
Confessione
Ho peccato e mi pento
Mer
25
Apr
2018
Follia allo stato puro
Sono stanca di questa situazione, la mia "famiglia" anche se mi viene un colpo al cuore chiamarla così mi rendono la vita impossibile. Preferiscono che io stia chiusa in casa perché quando devono sfogarsi, perché magari sono frustrati per qualcosa possono inizare ad offendermi, vi faccio un esempio cammino in cucina mi sento chiamare putt... , e altre offese simili(che poi ho avuto una storia seria ancora in corso e queste offese non le capisco) da mia "sorella" mi rivolgo ai miei spiegando la situazione e mi dicono eh ma sta nervosa lasciala stare. Mi altero e dico ma perché dovrei accettare ciò e mi rispondono allora che vuoi da noi vai a litigarci così le prendi anche, e a noi non importa. Così inizio a litigarci e loro si uniscono in gruppo per offendermi, strattonandomi, do sempre problemi, e sono sempre io. Mio padre non porta mai le chiavi di casa e io devo alzarmi minimo 10 volte al giorno, se non mi alzo comincia a offendermi pesantemente, mentre alle figlie dice che non vuole scomodarle se stanno loro a casa e si porta le chiavi, poi mi fa la stessa domanda per 4 volte consecutive, stanca della stessa domanda mi arrabbio, e lui mi offende, mia madre forse è anche peggio, aggressiva verbalmente e fisicamente, permette di fare tutto alle mie sorelle anche se una ha 13 anni meno di me, mentre io vengo giudicata in malo modo anche se guardo la tv e vedo un'attrice molto bella e lo dico iniziano a chiamarmi lesbica e a offendermi. Ah poi quando mi accusano che ho rubato qualcosa e io non so' nemmeno di cosa parlano , infatti chiudono le porte a chiavi, magari io quel giorno non c'ero e non ho nemmeno le chiavi. Assurdo mi sembra tutto così folle.
Mar
24
Apr
2018
troppo sensibile
ma che mi è successo. sono una bella ragazza (ho bisogno di dirmelo), ho tanti interessi. e mi preoccupo e ci rimango male quando il mio ragazzo mi tratta male. perchè ho paura di perderlo. ma dai. mi fa ridere che abbia passato mesi a dipingermi come la donna perfetta e ora mi risponda a merda ogni qual volta. ma dai
Mar
24
Apr
2018
Senza Titolo
sto rivedendo un film chiamato lost and delirious che parla di due lesbiche però una è un po' stronza e cagasotto e l'altra si suicida è un po' cringe come film, lo ricordavo molto meglio. ricordo che quando lo vidi, una notte di estate delle medie, rimasi tipo affascinata da morire da quelle due tipe che limonavano, però la prima volta vidi solo la scena in cui limonavano perché decisi di spegnere la tv prima di poterlo finire, mi sentivo così sporca che lo confessai persino in chiesa lol e il prete pensò che mi vedevo i porno ma ok questo è un'altra storia. muoio. all'epoca ero vittima di bullismo e tra le voci che avevano messo in giro c'era il mio essere lesbica perché non mi interessava nessun pischello. voi direte, siccome avevo visto quella scena in tv, la cosa non mi aveva turbato affatto no? E INVECE. quando lo venni a scoprire ci rimasi malissimo perché mi immaginavo al posto di una di quelle due e non so, la cosa mi disgustava e faceva sentire come un fenomeno da baraccone. assurdo. assurdo come solo una voce possa farti sentire così isolata e diversa dagli altri, e non in senso positivo. e la cosa divertente è vedere ora, a 10 anni di distanza gente che si divertiva ad isolarmi o insultarmi fare tutti i "13 reasons a raggione buu i bulli!!!" "la gente è omofobica nel 2018???? nn ci poxo credere xdxd". A parte che se hai bisogno di un telefilm di merda per capire che il bullismo è sbagliato a 20 anni direi che dovresti controllare un attimo il tuo iq, cretina. forse dovrei accettare il fatto che la gente cambia, ma mi hanno traumatizzato quindi direi anche che ho il diritto di incazzarmi con loro mentalmente mentre sono ubriaca e vedo frociate. ora che sono arrivata a questo punto non mi ricordo quale era il punto iniziale, ma ok, ciao ciao :(
Mar
24
Apr
2018
Un caldo abbraccio
Notte tra il 31 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018.
Tutto è iniziato qui, in questa notte.
Lo sapevo, lo immaginavo, me lo sentivo… il mio sesto senso per queste cose non ha mai fallito.
Sapevo che sarebbe finita, non avrei immaginato così presto, ma lo sapevo.
Ne ho avuto la conferma in un tuo messaggio, da un tuo “Buongiorno”. Non era più lo stesso, era diverso, freddo, senza pensiero, una risposta di cortesia.
Sapevo che sarebbe finita, che avremmo mandato tutto a puttane per la nostra troppa razionalità, per la nostra poca voglia di continuare per evitare di fare del male all’altro. Ci siamo dedicati poco tempo.
Non ce lo siamo concesso, siamo stati stupidi, ingenui, concreti, sapevamo fin dall’inizio che non avrebbe funzionato, eppure ci siamo buttati a capofitto, dal primo giorno, dal primo incontro, dal primo saluto sulla guancia (slancio da parte mia inimmaginabile, timida come sono, eppure…)
Abbiamo sbagliato nell’esserci fatti coinvolgere da fatti esterni, che riguardavano noi, ma che non erano veri. Erano tutte dicerie, eppure è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Quella sera sei uscito con il tuo coinquilino, fregandotene del fatto che non ci vedessimo da una settimana, e l’unico paio d’ore che avevi a disposizione lo sei andato a spendere con il tuo amico, senza pensare a me, al fatto che non vedessi l’ora di vederti, di abbracciarti e dirti tutte quelle cose che non ero riuscita a dirti quando me l’hai chieste, per paura, per paura di essere presa in giro un’altra volta da una persona nella quale avevo riposto una fiducia che non è da me, per paura di prendere un’altra inculata, per paura di perdere la persona con la quale pensavo di costruire insieme qualcosa, non subito, abbiamo appena 20 anni, dovevamo prima raggiungere i nostri obiettivi, poi si sarebbe pensato ad ufficializzare la cosa, era tutto officioso, ma non ho pensato che il tuo officioso potesse essere così blando, non pensavo che il tuo “frequentarsi” fosse così superficiale.
Non abbiamo mai definito cosa fossimo, perché tu mi hai chiesto di iniziare a “frequentarci”, iniziare a conoscerci, poi avremmo definito…
Ero d’accordo con te, nemmeno io volevo essere così tanto legata ad una persona, avevamo bisogno dei nostri spazi e delle nostre libertà. Non ti ho mai obbligato a vederci, quando potevamo, quando non eri troppo stanco, ci vedevamo, non ti ho mai tarpato le ali per i tuoi corsi, anzi, ti ho incoraggiato, spinto anche a farne degli altri, ti ho consigliato quando mi chiedevi cosa fare, se accettare questo o quello, sono stata bene con te. Stavo bene con te.
Poi quella sera, quella maledetta sera, quando ti ho chiesto di andarci a fare una passeggiata, non avrei mai voluto che andasse a finire così, ma è successo.
L’ho capito da come camminavi, testa bassa, mani in tasca, con la tuta.
Non sei mai uscito in tuta.
L’ho capito da come sei salito nella mia macchina, mi hai dato le spalle nel sederti, quando in realtà la prima cosa che facevi era sporgerti vero di me per darmi uno di quei tuoi baci.
L’ho capito dal tuo profumo, non ti eri messo il profumo che io adoravo, il profumo che faceva parte di te, no, non eri te, non eri più la persona che avevo conosciuto il primo dell’anno.
No.
Quella sera, sei salito in macchina, hai bocciato tutte le mie idee e ci siamo andati a sedere in un bar, per parlare.
Hai iniziato dicendomi quella stronzata sul sentirsi tutti i giorni, sull’inviarsi il buongiorno e la buonanotte ogni mattina e ogni sera, mi hai detto che era troppo da fidanzati, che noi non lo eravamo.
Ti ho risposto che per me quel sentirsi tutti i giorni non era da fidanzati, era un sapere come stava la persona con la quale mi stavo frequentando, era un conoscere, era un modo per conoscere te.
Non hai avuto il coraggio di replicare, non ne sei stato in grado, tu, che riesci sempre a rispondere, sei stato in silenzio, non mi hai risposto, mi hai solo guardata, come per dire che non ti saresti mai aspettato una tale risposta da me.
Ci siamo presi i nostri infusi caldi, io un “caldo abbraccio”, un modo carino per dirti che in quel momento ne avevo bisogno, e tu lo hai capito, mi hai guardata con quel tuo sguardo che sa, che non perde un attimo, che analizza. Hai capito, ma non hai agito.
Abbiamo parlato, abbiamo parlato della situazione. Tu hai sempre pensato che io non avessi capito i termini di condizione, e invece io li avevo ben presenti.
Mi hai accusata di non dirti le cose, di non essere diretta e di non arrivare mai al sodo. Hai fatto ricadere la colpa su di me, quando sei stato tu ad allontanarmi sempre di più, da quando la nostra amica si è messa in mezzo. Non le ho mai creduto, MAI, te l’ho detto, ti ho sempre dato una fiducia incotrollata nonostante tutte le mie insicurezze, ma tu non hai fatto altro che diminuirle piano piano fino ad arrivare a questo punto.
Mi hai detto di non dirti le cose così come le pensassi.
Tu hai mai pensato che magari cercassi un modo per evitare di ferirti?
Non hai pensato che magari era un modo per evitare di farti stare male, perché a te ci tenevo?
Ci hai mai pensato che forse il mio essere così tranquilla era un evitare di farti del male, dopo tutto ciò che avevi passato?
Hai mai pensato che capissi veramente che cosa avessi passato, nonostante sia entrata nella tua vita all’improvviso e solo per 4 mesi?
Hai mai pensato che ti capissi veramente pur avendo avuto esperienze diverse dalle tue, ma con risultati e stati d’animo simili?
Mi hai detto di non essere stata diretta, di non averti detto veramente ciò che pensassi.
Tu non hai capito che quando ero con te, io non pensavo a nulla, stavo bene, mi stavo godendo il momento, stavo imprimendo il nostro essere abbracciati sul letto nella mente, vicini, i nostri cuori che battevano, nel silenzio di quelle sere lo sentivo, batteva forte.
Poi ad un certo punto tutto è finito, tutto si è affievolito.
Perchè? Perchè non hai fatto in modo di evitare questa situazione, perché non hai cercato di abbattere di più i miei muri, perché non ti sei reso conto che mi stavo richiudendo in me stessa?
Perchè non hai capito che avevo bisogno di te quando è successo il fattaccio e hai preferito vederti un film con il tuo coinquilino? Mi hai risposto che avrei dovuto dirti che avevo bisogno di te.
No, non te l’avrei dovuto dire io, non eravamo fidanzati.
Se ci tenevi veramente avresti dovuto capirlo, dal mio “sono in crisi, ho tanti pensieri per la testa, ci vediamo stasera?”
Però ti devo ringraziare.
Dopotutto, se non ti avessi incontrato, non sarei mai riuscita a comprendere me stessa fino in fondo, non sarei mai riuscita a capire quanto io sia forte. Quanto sia stata coraggiosa. Quanto sia matura.
Senza di te non sarei mai cresciuta così tanto.
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