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Gio
18
Ago
2016
Vorrei sognare
Molte sere mi ritrovo a guardare la luna dalla finestra mentre tutti dormono cercando l ispirazione per sognare, ma non riesco.... Provo con la musica, un libro, un film, ma niente .... Chiudo gli occhi e non penso a niente e dopo pochi minuti eccomi a fissare il muro in cerca di qualcosa.... Vorrei poter sognare come quando ero ragazzina, senza preoccupazioni, invece mi ritrovo sempre con un sogno lasciato a meta che man mano, passando giorni, non rimane che un vago ricordo con qualche immagine sfocata e so che prima o poi svanirà come gli altri e rimarrà solo la luna da guardare...
Gio
18
Ago
2016
Sono felice, mi hanno rubato l'ombrellone nuovo
Località marittima, ieri.ore 20:30 circa. ci si prepara per tornare a casa per la cena dopo una bella giornata di mare, e dico ai ritiro l"ombrellone e arrivo. I furbi, parenti incontrati qui' per trascorrere qualche giorno assieme in armonia.tra cui il vikingo,uno zio che si gli voglio bene e che ha modi punti di vista completamente diversi dai miei di vedere le cose . appoggiandomi una mano sulla spalla, spingendomi con la delicatezza di un rinoceronte. in modo scherzoso secondo lui, mi dice. ma che ritiri, domani siamo qui', vedi lo fanno tutti. e io, spiegando le mie motovazioni. cioe',che se lo fanno tutti non vuol dire che lo devo fare anchi'io, e che non e' giusto occupare uno spazio non mio, e che secondo me domani ne trovo due di ombrelloni se lo lascio qui'. comunque, andando al dunque. questa mattina si torna in spiaggia, e in lontananza gia' inizio a sospettare. Non vedo la punta del mio ombrellone, si va avanti e la convinzione si fa' sempre piu' veritiera. fino a quando, giunti sul posto........... ecco qui', mai stato cosi' felice. cosi' che, ho avuto la conferma di varie cose che gia' mi piaceva pensare. cioe', ascoltare sempre la propria testa e il proprio sesto senso, se gli altri fanno una cosa non e' detto che la si bisogna fare, e sopratutto. cosa che prima di ora non avevo mai fatto. occupare uno spazio che non e' proprio. Dopo di che, felice e pimpante sono andato a comprare un nuovo ombrellone, torno e lo metto dove c'era l'altro. felice non che avevo ragione, ma piu' consapevole delle cose dette :) un selfie e un bel saluto assieme al mio ombrellone.ciao
Gio
18
Ago
2016
non ti sopporto piu
NON TI SOPPORTO PIU.....
SALVE A TUTTI... MI SFOGO QUI PERCHE L'UNICO POSTO DOVE CREDO POSSA FARLO.... SPOSATO DA 6 ANNI... I PRIMI DUE BELLISSIMI... ARRIVA IL PRIMO ABORTO E DA LI INIZIA L'INCUBO DELLA MIA VITA... LA COLPA E DI MIA SORELLA... COSI SOSTIENE... PASSANO GLI ANNI CURE FARMACI VISITE SOLDI INSEMINAZIONE ARTIFICIALE E NUOVO ABORTO... CONTINUA L'INFERNO... PREMESSO CHE DURANTE IL GIORNO STA SEMPRE D'AVANTI IL PC A SCARICARE MUSICA.. LE PULIZIE A QUANDO CAPITANO... IN SEI ANNI SARA ANDATA IN VACANZA CON LA MADRE CIRCA 10 VOLTE... E DA SEI ANNI CHE MI RINFACCIA CHE PENSO SOLO AL LAVORO, CHE NON NON HO VOGLIA DI PASSARE DEL TEMPO DI QUALITA CON LEI... MA NON CONSIDERA CHE I TEMPI CHE STIAMO VIVENDO UN PO TUTTI, AVENDO UN ATTIVITA IN PROPRIO, LE FERIE SONO UN OPTIONAL... NON STIAMO BENISSIMO ECONOMICAMENTE MA VIVIAMO MA SOLO GRAZIE AL MIO LAVORO... DOVE MI RUBA TUTTA LA GIORNATA... ANCHE IO AVREI BISOGNI DI RIPOSARE, RILASSARMI, DI GODERMI UN PO DI MARE , MA DA QUANDO MI SONO SPOSATO CON LEI NON VEDO RIPOSO... GIORNALMENTE ARRIVANO PACCHI ZALANDO O BAG OGGETTI PER LA CASA... NON SA NEANCHE COSA VUOL DIRE RISPARMIO.... SA SOLO SPENDERE E BUTTARE SOLDI DEL RESTO ESSENDO FIGLIA DEI SUOI GENITORI NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI.... MI RENDO CONTO CHE QUANDO SONO AL LAVORO SONO SERENO PERCHE NON LA VEDO... PERCHE STARCI INSIEME PER OGNI COSA CHE SUCCEDE E SEMPRE COLPA MIA... SEMPRE CHE MI PROPONE VACANZE IN PERIODI FUORI LUOGO... ULTIMAMENTE PRESENTE ANCHE LEI ALLA TELEFONATA DEL COMMERCIALISTA CHE HO DA PAGARE UN SACCO DI SOLDI, LEI CHE FA?? PRENOTA UNA VACANZA A SANTORINI PER UNA SETTIMANA A SETTEMBRE... VORREI DIVORZIARE E GODERMI I MIEI QUARANTANNI PERCHE MORALMENTE MI RENDO CONTO CHE MI RENDE INFELICE...
Gio
18
Ago
2016
Dopo aver compiuto diciotto anni vorrei andarmene di casa.
Spero che non sia solo un capriccio di quest'età, ma io appena compio i diciotto anni voglio trasferirmi, essere indipendente, andare a vivere da sola. Sto in un paese in provincia dove non mi da niente, la mia famiglia non è una delle migliori, con mia mamma ci litigo spesso, con mio papà non c'è dialogo e per giunta entrambi non hanno quasi mai un buon rapporto. È tutta una noia, sento che quello che voglio non lo cerco qui, ma a loro evidentemente piace tutta questa merda, e questa gente (di merda), i vicini di casa che osservano qualsiasi movimento, o chi si vanta di avere un figlio diplomato buttando nella merda gli altri.
E non importa se magari sarà più impegnativo vivere da sola che con i genitori, perché io qui non ci voglio stare, troverò un lavoro anche se magari sarà difficile, almeno so che ho fatto qualcosa con le mie mani, anche perché i miei genitori stanno sempre a rinfacciare qualsiasi piccolezza nonostante non sia una persona viziata...
E niente mi andava di scriverlo perché ci stavo pensando
Gio
18
Ago
2016
Il mio viaggio di nozze è stato un incubo!
Sento il bisogno di sfogarmi, dopo tutto quello che ho passato. Sono tornata 2 giorni fa da New York, da quello che doveva essere il viaggio della vita e che invece si è trasformato in un vero e proprio incubo dal quale sia io che mio marito stiamo faticando non poco a riprenderci. È iniziato tutto con una strana sensazione, già da quando ero in partenza sul volo per NY. Non ero tranquilla, avevo una strana agitazione addosso e non era certo per la paura dell'aereo. Giunti a destinazione troviamo un caldo infernale, un caldo e un'afa mai sentiti prima, qualcosa che ti toglie il respiro. Non era certo il primo viaggio che facevamo insieme, di solito ci informiamo su tutto prima di partire, organizziamo tutto noi da soli, ma stavolta, tra i preparativi del matrimonio e le ultime incombenze a lavoro, non abbiamo avuto molto tempo per organizzare il viaggio e per informarci adeguatamente su tutto, ci siamo affidati ad un'agenzia e stop. Primo sbaglio. L'albergo è centralissimo, ma la camera ha come vista un muro altissimo ad appena 2 metri dalle finestre...evvabbè, ci diciamo, pazienza, tanto staremo tutto il giorno fuori e noi non siamo tipi particolarmente esigenti, essendo giovani e abituati agli ostelli. Girare a piedi per la città con quel caldo non era facile, in più, cosa che non ci aspettavamo, NY è la città più sporca e puzzolente che abbiamo mai visitato. Camminare voleva dire fare lo slalom tra le montagne di sacchi di rifiuti sui marciapiedi, anche nelle vie più "in", e sopportare puzza di pipì e monnezza lasciata macerare al sole per tutto il tempo. Anche qui abbiamo detto pazienza, NY è così, c'è chi la ama anche per questo. Scendere nella metro era come calare direttamente agli inferi: se in superficie la temperatura era rovente, sotto la metro era un qualcosa di inumano, oltre 45 gradi, difficoltà a respirare, sudore a fiumi. Ecco che proprio in metro abbiamo la prima sfiga: rubano il portafogli a mio marito! Uno shock. Passiamo una serata intera dentro una piccola stazione della polizia per sporgere denuncia. Entriamo alle 19:30 e usciamo alle 23. Specifico che non c'erano file e che non abbiamo nessun problema con l'inglese, eravamo gli unici dentro quel commissariato. Alla fine ci viene detto che per avere copia della denuncia dovevamo andare il giorno dopo da tutta un'altra parte. Che efficienza! Il giorno dopo raggiungiamo Police Plaza per ritirare questa benedetta copia, ci fanno ricompilare lo stesso modulo del giorno prima e poi ci lasciano nuovamente ad aspettare per circa 2 ore. Wow, come sono avanti! Già questa vicenda è bastata a rovinarci il viaggio, ma non ci siamo arresi e abbiamo cercato di superare la cosa concentrandoci sugli aspetti positivi: i musei, i negozi, i concerti (anche se dopo il furto del portafogli abbiamo dovuto tagliare molte cose). Sinceramente però non vedevo l'ora di rientrare in Italia dato che il viaggio non mi stava entusiasmando più di tanto. L'ultimo giorno (14 agosto) ci rechiamo al Terminal 1 dell'aeroporto JFK, il nostro aereo per il rientro doveva partire alle 23. Doveva. Erano circa le 21:30, e noi eravamo già al gate a fare gli ultimi acquisti nei negozietti di souvenir. Ricordo che stavamo ironizzando su quello che ci era accaduto, eravamo sereni e tranquilli. All'improvviso sentiamo delle urla. Ci voltiamo e vediamo una marea di gente correre disperatamente urlando. È un attimo. La mente corre a Parigi e a Bruxelles e non mi sembrava vero che stesse per succedere anche a noi. D'istinto gettiamo a terra i bagagli e ci mettiamo a correre, non sappiamo dove andare, io cerco di non perdere lui, io e lui dovevamo restare vicini, qualsiasi cosa accadesse. Non c'erano addetti alla sicurezza, non c'erano poliziotti, nessuno che ci dicesse cosa fare e dove andare, lì nell'aeroporto più importante del mondo. Sentiamo il suono incessante dell'allarme generale. Ci gettiamo a terra insieme a tanta altra gente e strisciamo sui gomiti infilandoci sotto i sedili della sala d'aspetto del gate 4, ero paralizzata dal terrore, non riuscivo nemmeno a piangere, ero incredula e terrorizzata. Pensavo che quei sedili non ci avrebbero salvati. Mio marito cercava addirittura di tranquilizzarmi, ma vedevo solo il terrore nei suoi occhi. C'era una bambina, 5 o 6 anni, stretta vicino a me che chiamava sua madre piangendo. Non sapevo cosa dirle. Istanti interminabili. Un addetto apre un'uscita di sicurezza e corriamo tutti verso quella direzione, mio marito è più lucido di me e mi riprende cercando un modo di raggiungere quella porta senza essere travolti dalla calca. Ci fanno uscire tutti all'esterno, ma nessuna notizia di quel che stava accadendo. Gira la voce di uno o più uomini armati all'interno del terminal, qualcuno ha sentito degli spari, altri parlavano di una bomba. Panico. C'erano mamme che nella confusione generale avevano perso i propri bambini e li chiamavano diperate tra la folla. Una scena straziante. Gente scalza che piangeva. In un attimo di apparente calma abbiamo preso i cellulari e abbiamo cercato notizie in rete: internet down, niente. Poco dopo iniziano a farci rientrare all'interno del terminal ma io avevo paura, mi chiedevo come potessero farci rientrare così presto. Non avevamo scelta, rientriamo e dopo nemmeno 2 minuti, nuovo allarme. Urla, nuova corsa disperata, ma stavolta non riusciamo a raggiungere l'uscita e restiamo a terra, stretti l'uno all'altra dietro una colonna. Sentiamo movimenti, qualcosa che si avvicina minacciosamente in lontananza, penso che sto per morire. Invece ci solleviamo e decidiamo di correre di nuovo verso l'uscita di sicurezza. Inizio a sentirmi male, con lo stomaco in subbuglio e tremo. Iniziamo a vedere la polizia, tanta. Stavolta restiamo fuori un po' più a lungo, ma anche lì nessuna notizia di quel che stava succedendo ed eravamo tutti ancora più impauriti. Successivamente ci portano a raccolta nel punto di ritiro dei bagagli e ci restiamo per un lasso di tempo che non riesco a quantificare. Chiedo ad un poliziotto se posso andare in bagno, me la stavo per fare sotto. Anche altra gente mi segue e chiedo a mio marito di entrare nel bagno delle donne con me, non volevo separarmi da lui e non ero l'unica. Poi ci fanno rientrare all'interno del terminal, nella zona dei check-in. Era quasi l'una di notte, ormai. Lì vediamo sui tabelloni che tutti i voli erano stati cancellati, nessun'altra comunicazione, nessuna voce dagli altoparlanti, nessuno disposto a darci informazioni. Tutti abbandonati a se stessi, una situazione surreale. Non avevamo neanche l'acqua da bere ed era impossibile cercare ristoro da qualche parte perché era tutto chiuso. Siamo rimasti così tutta la notte, accampati sul pavimento dell'aeroporto senza chiudere un occhio per la paura che potesse nuovamente scattare l'allarme. È solo all'alba che si diffonde la voce del falso allarme, non c'era stato nessun attentato terroristico. All'inizio non mi fidavo, ero ancora troppo terrorizzata. Iniziava anche a farsi sentire forte la stanchezza, eravamo tutti esausti e in tanti hanno iniziato ad innervosirsi, volevamo notizie sui nostri voli, notizie che non arrivavano. A gruppi ci siamo messi in fila per tornare al gate a riprendere i bagagli abbandonati a terra, scortati dal personale dell'aeroporto. Fortunatamente siamo riusciti a trovarli e a recuperarli. Da quel momento in poi siamo rimasti nel limbo dell'incertezza, abbiamo trascorso anche la notte tra il 15 e il 16 in aeroporto. Alla fine, dopo un'altra giornata bloccati in aeroporto, siamo ripartiti alle 4 del mattino del 17 agosto, stremati ed esasperati. Non abbiamo ancora riavuto tutti i nostri i bagagli. Dopo questa esperienza il ritorno a casa ha tutto un altro sapore. Credo che per un bel po' non andrò più all'estero.
Gio
18
Ago
2016
Ai moderatori
Vorrei sapere perchè i miei commenti non vengono più pubblicati pur essendo corretti ortograficamente ed eticamente.
Gio
18
Ago
2016
Costretta a stare sola
I miei genitori mi costringono a stare da sola perché odiano la mia migliore amica.
Sono stufa, ma proprio stufa.
Mi costringono ad uscire da sola senza chiamare la mia migliore amica.
Tutto é cominciato perché ho conosciuto (a forza) la figlia di una nuova collega di mia madre:
Ragazza perfetta: aiuta la madre a pulire, é educata...la pecca?
Schizzinosa in maniera esagerata, antipatica nei miei confronti e raccontaballe!
E c'è di più! Ha anche mania di persecuzione!
Ha raccontato ai miei genitori che io e la mia migliore amica abbiamo parlato male di lei a prescindere (Cosa non vera!) e si é messa a dire che l'abbiamo guardata male, l'abbiamo trattata come una schiava e si é messa persino a dire che la odiamo perché é un po' più scura di carnagione! (Lei é di colore, come l'altro genitore)
Palesemente delle cazzate (scusate il termine) ma a chi va a credere mia madre? A lei! Alla nuova arrivata!
Conclusione? Sono in punizione (a 16 anni) senza uscire con la mia migliore amica perché secondo loro é lei che mi ha fatto diventare "maleducata".
Sto soffrendo, perché a casa mia nessuno mi crede, danno la colpa alla mia migliore amica di tutto pur essendo una persona dolcissima e non credono alle mie parole...
Preferiscono credere alla nuova arrivata perché: "Non la conosco bene e non posso dire se é maleducata, lei vuole solamente socializzare e noi l'abbiamo scartata perché siamo gelose di lei (addirittura)"
E che altro devo dire?
Io e la mia migliore amica siamo quasi diventate sconosciute per via dei miei genitori, evitano tutti i modi di parlare con lei e addirittura ad allontanarmela in qualsiasi modo (per esempio: mi fanno uscire a forza contro la mia volontà minacciandomi di far aumentare la punizione (consiste nel rimanere senza apparecchi elettronici e senza uscire con la mia migliore amica, ora sono al cellulare di nascosto per sfogarmi)e aumentare la punizione ad un mese, o di più )
Tutto perché secondo loro la mia migliore amica mi ha cambiata (secondo loro), sto soffrendo a sapere che non posso sentire più la mia migliore amica, per via dei capricci di una stupida ragazzina che vuole sembrare la povera stellina speciale.
E come ho già detto, i miei genitori credono solamente ala figlia della collega di mia madre.
E ci sono molti esempi di balle dette dalla ragazza, un altro esempio é dire che lei non ha amici ed é depressa a rimanere da sola a casa sua. É sempre triste e ha bisogno di amici urgentemente.
Si é finta depressa la ragazza, perché le TESTUALI PAROLE DETTE A ME PER FARE CONVERSAZIONE: "Io ho molti amici. Ho due migliori amici e non sono mai sola, cosa farei senza di loro!"
E se ve lo state chiedendo si, ho anche controllato sul suo facebook se effettivamente aveva qualche amico come diceva lei:
Ha un gruppetto di 7 amici, maschi e femmine di ogni etnia.
I commenti dei migliori amici sono sdolcinati, il classico "ti amo cucciola!" e altri.
E dopo aver visto il suo facebook, l'ho riferito a mia madre.
"Bugiarda!" mi ripete lei, mia madre ormai sembra abbia perso fiducia in me magicamente.
"Sei una bugiarda, lei é depressa! Quelli non sono amici veri! Sono solamente dei compagni di scuola che la invitano raramente ad uscire"
E indovinate, la ragazza mi aveva detto che usciva SEMPRE con loro.
Allora da lì cominciò il mio inferno...
La ragazza non ci calcolava se salutavamo, e se appariva mia madre diceva di nascosto che noi non l'avevamo salutata e che l'abbiamo fissata male. Non ha nemmeno il coraggio di dircelo in faccia per quanto é subdola!
Ormai mia madre non ci crede più, preferisce credere ad una stupida bambina che a sua figlia...che ho fatto di male per meritarmelo?
Sembrerà esagerato, ma sento che sto per crollare...sentirmi dire ogni giorno che sono cambiata per via della mia migliore amica, sentirmi dire che sono solo una bugiarda insensibile mi fa morire dentro...chi mi può aiutare?
Gio
18
Ago
2016
Bugie..
Sto vivendo in un mondo di bugie che mi sono creata da sola. Tutte le persone che mi conoscono sanno la triste storia del mio primo e unico ragazzo, quello a cui ho dato il primo bacio, e che mi ha tradita. Beh, indovinate un po'? Questo ragazzo non esiste. L'ho inventato io quando avevo tredici anni e alle medie sentivo tutte le ragazze parlare delle loro cotte, delle loro esperienze, eccetera. Volevo avere anche io qualcosa di cui parlare. E ho buttato lì qualcosa su questo ragazzo del mare. Nessuno poteva scoprire che non esisteva.
Poi la bugia si é ingigantita. Al liceo. Le ragazze intorno a me parlavano di un ragazzo diverso ogni mese e poi c'ero io. Che non ne ho mai avuto uno. E allora ho ritirato fuori la storia del ragazzo del mare. Ma loro chiedevano i dettagli, così ho iniziato ad inventare.
Cavolo, ci ho pensato così tanto a questo ragazzo che se chiudo gli occhi lo riesco a vedere. Lo ho praticamente reso reale per me. Mi sono quasi autoconvinta che esiste davvero.
Adesso, a 18 anni, mi rendo conto che ho fatto una cagata a inventarmi questo qui perchè mi vergognavo a dire che non avevo mai dato il primo bacio, neanche a 15 anni. Anche perchè a un mese dai 16 anni l'ho dato davvero il mio primo bacio. Buttato via in realtà. A una persona della quale non mi interessava niente a livello sentimentale. Ma pazienza, non ho mai dato chissà quale importanza al fantomatico 'primo bacio'.
In ogni caso, il fatto che questo ragazzo non esiste rimarrà il mio piccolo segreto che morirà con me. Non avrebbe senso tirare fuori la verità adesso. Dire a persone di cui mi fido ciecamente e che si fidano ciecamente di me, alle mie amiche e ai miei amici, che sono stata una bugiarda dal principio con loro.
E adesso, entra in gioco la seconda grande bugia della mia vita. Come esperienze sono ferma al bacio, non sono mai andata oltre, per motivi che non sto a spiegare. I miei amici lo sanno, ma dei nuovi amici che ho conosciuto in Spagna no. Loro credono che io abbia, scusate la volgarità, fatto una sega a uno. Perchè l'ho insinuato io stessa una volta scoperto che loro, più piccoli di me di tre anni, hanno già avuto complete esperienze sessuali. Ho un problema di autostima a quanto pare, lo so. Non so perchè voglio così ardentemente essere all'altezza, o superare, gli altri. Davvero non lo so. È una cosa inconscia. Così inconscia da venirmi spontanea. Lo giuro, io non volevo inserire una nuova bugia alla prima, mi è solo scivolata di bocca al momento giusto. La cosa che più mi spaventa è che sto diventando brava a inventare storie. Io non ho fatto niente. Ho solo lanciato una frecciatina e ho lasciato che fossero gli altri a crearmi una storia con la loro curiosità e le loro domande. Che erano quello a cui miravo, immagino. La loro attenzione. E qui ritorna l'evidente problema di autostima, a quanto pare.
Ora, arriviamo al problema. I miei amici della Spagna incontreranno presto i miei amici di sempre. Io ho detto a quelli della Spagna di non dire niente perchè i miei amici non capirebbero, che è una mia scelta dirglielo o no eccetera eccetera. Se si lasciano sfuggire qualcosa sono morta.
E sono disperata. Sono solo una bugiarda. Meriterei che lo vengano a sapere e non mi rivolgano più la parola. D'altronde, mi sono costruita la ghiliottina da sola..
Mer
17
Ago
2016
É passato troppo tempo
Ciao io sono Alice, ho 16anni. É successo che mi sono innamorata di una persona... proprio da impazzire.
Avevo chiesto di metterci insieme esattamente il 27 aprile 2015, dopo alcuni messi di tira e molla di ' sei davvero speciale', 'non so cosa farei senza di te'.
Aveva detto che necessitava di un po' di tempo perché c'era un'altra ragazza. Io ovviamente non ho insistito e il 15 maggio é stata quest'altra persona a chiedermelo. Ero molto felice di questa cosa... era ufficiale ma non del tutto.
Siccome ci siamo conosciute tramite Facebook e io ero sotto la chiara e rinomata protezione dei miei stupendi genitori, non approvavano il fatto che io scrivessi con persone estranee. Posso capirlo ovviamente.. Avevano ragione.Ma separarmi da questa persona é stata la peggior decisione che abbiano mai potuto scegliere. Avevo paura di dirlo ai miei. Stavo zitta e solo qualche settimana fa ho detto a mia mamma: Mamma , io sono innamorata, non mi interessa se tu vuoi o non vuoi che mi senta von lei ma io lo faccio. Potevo farlo da mesi, perché sapevo il suo numero a memoria ma ho penato che tu dovessi saperlo. Alla fine lei ha detto che andava bene, così presi la bici e andai nei campi dove era mio solito pensare a questa persona. La chiamai e... insomma... non ë andata come speravo.Ha detto che é passato molto tempo e che non prova le stesse cose. Insomma ha ragione...era da agosto che non ci sentivamo più, ma io retop dell'idea che una promessa resta una promessa e io non emetterò mai di amarla.
Ieri mi ha scritto... e mi ha detto: ho conosciuto un'altra persona... (e ho detto... ok) poi mi ha scritto' é troppo carino, mi tratta come una principessa) e con ciò ero tipo" e io come ti ho trattata?"
scusatemi per questa cagata come storia ma avevo proprio bisogno di sfogarmi da qualche parte😂
Mer
17
Ago
2016
un consiglio?
Salve, volevo sapere una cosa.. secondo voi, che cosa significa: Stare da soli e sentirsi "vuoti", privi di forze, vogliosi di una nuova storia d'amore, di viaggiare, di incontrare persone nuove, ma una volta che mi ritrovo fuori di casa, (nei posti dove ho girato negli ultimi 5 anni..) mi sento di voler tornare a casa perché sto perdendo tempo, non so se mi spiego.. mi sento obsoleto nel luogo in cui sono, ho voglia di respirare aria nuova, ma temo che diventerò pazzo prima di finire di studiare per poter andare via da qua.
cosa mi consigliate di fare? è successo tutto dall'inizio delle vacanze estive scolastiche, che alla fine avendo anche un lavoro, mi ha alleggerito la vita non di poco, tra l'altro ho passato pure l'anno e quello che dovrò fare sarà l'ultimo. Finalmente.
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