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Gio
02
Nov
2017
Non ce la faccio più
Ciao, non dirò quanti anni ho ma dico solo che sono abbastanza piccola, meno di 16 anni. Ormai ho provato a sfogarmi con chiunque ma sembra che nessuno capisca realmente ciò che provo. L'hanno scorso sono stata fidanzata con un mio compagno di classe, non è andata tanto bene...dopo poco ci siamo lasciati. Semplicemente non stavamo bene insieme. Il problema è che...mi piaceva ancora, TANTO...ma l'ho tenuto per me, perché la nostra amicizia stava tornando come prima e non volevo rovinarla. Beh ora è successo un bel casino: appena iniziata la scuola a settembre vederlo dopo praticamente tre mesi è stato bello...ma allo stesso tempo doloroso, perché continuava a piacermi. La nostra amicizia è migliorata tanto, ma cio che volevo io non era solo amicizia. Finché un giorno lui mi confessa che gli mancavo e che voleva rimettersi con me. Bene. Ho fatto la cazzata più grande che esista: gli ho detto di no. Non so bene il perché, forse avevo paura che finisse come l'ultima volta. Dopo un po' mi stava passando questa fissa (o almeno mi autoconvincevo che mi stava passando)...ma questa autoconvinzione è durata poco...un giorno la mia migliore amica ha invitato lui e me a casa sua...abbiamo giocato a obbligo o verità. Ovviamente quella scema ha obbliga lui a baciarmi...e poi un'altra volta e un'altra volta ancora. Dentro di me c'era un enorme confusione. Per me quei baci non erano solo un gioco. Stavo cominciando a pentirmi di avergli detto di no. Un altra volta ci capita di rigiocare a obbligo o verità, stavolta non erano solo baci a stampo, ma di più. Stavo facendo un bel casino. Il problema che ero gelosissima perché come lui baciava me baciava anche la mia migliore amica (sempre per obbligo o verità). Saltiamo i dettagli e andiamo al punto. Mel'ha richiesto. Cisa ho fatto io? Di nuovo no. Come una deficente stavo conbattendo contro me stessa. Avevo troppa paura che se ci fossimo lasciati la nostra amicizia sarebbe finita davvero questa volta. Ma me ne ero troppo pentita di nuovo...allora mi sono detta che tentare non costava nulla...e un giorno ci siamo messi insieme...ero felice...tanto felice. Ma mi sono resa conto che non andava tanto bene tra noi. Volevo provare e l'ho fatto, ma non ha funzionato. Ci siamo lasciati, DI NUOVO. Ora non ci parliamo praticamente più...LUI non vuole parlarmi in realtà...io ci provo ma lui è sempre scontroso...Ora è fidanzato con una delle mie amiche...lui sta andando avanti... Io no. Ed è colpa mia. Dice che vuole farmi rosicare...non si bene di cosa. Sto soffrendo molto...ci tenevo MOLTO a lui. E so du averlo perso anche solo come amico. In realtà non mi prendo tutte le colpe io. Anche lui sta facendo lo stron*o...le sue parole "voglio farla rosicare, non consideratela più" mi fanno stare malissimo. Non so come nel giro di due giorni il suo atteggiamento verso di me è completamente cambiato. Nessuno mi capisce...tutti mi dicono di lasciarlo stare che non ne vale la pena, nemmeno mi ascoltano più, l'altro giorno stavo tutta la mattina piangendo a scuola..adesso mi dicono addirittura che sono niosa. Nessuno prova a mettersi nei miei panni e a capire come mi sento.
Spero che qualcuno di voi riesca ad aiutarmi...scusate se vi ho annoiato con questo messaggio lunghissimo...ma avevo bisogno di sfogarmi con altre persone.
GRAZIE in anticipo se mi aiuterete.
Gio
02
Nov
2017
Accontentarsi
Ormai è più di un anno che sto insieme a lui, certo ho deciso di stare con lui perchè mi sentivo sola e ancora oggi sto con lui perchè se no mi sentirei da sola. Ero appena uscita da una storia bella, emozionante, avevo bisogno di qualcuno per colmare il vuoto e così è subentrato lui. Non ho mai provato davvero nulla per questo ragazzo, non ho mai versato una lacrima, certo gli voglio bene. Poi è successo un miracolo, io passo spessissimo dove lavora mia madre, per salutarla, per parlarle, anche perchè il suo posto di lavoro è a 100 metri da casa mia. Succede che un giorno arriva un suo nuovo collega, mio coetaneo (io ho 23 anni, lui 25), carino, timido e lì è stato immediatamente colpo di fulmine. Non mi è mai capitata una cosa del genere, quando lo vedo non mi so spiegare, vorrei sapere tutto di lui, anche le cose più banali, vorrei parlargli per ore, vorrei che lui mi raccontasse ogni cosa, davvero mi si apre il cuore quando lo vedo. Come se tutto il percorso fatto fino a oggi, tutte le sofferenze siano state annullate di fronte a lui. Però ovviamente mi trovo con le mani legate, non posso mica provarci o lasciargli il numero sul posto di lavoro di mia madre, se lui rifiutasse il numero e le raccontasse tutto, lei mi odierebbe. E così mi trovo a vivere una vita di "va bene mi accontento", perchè non ho le palle, non ho le palle di lasciare il mio ragazzo se no mi sentirei sola e triste, innamorata di un ragazzo con cui non posso nemmeno uscire perchè lavora con mia madre. Ma si tanto col mio attuale ragazzo va bene così, andrò avanti con lui, anche se non è quello che voglio perchè sono una donna senza palle!
Gio
02
Nov
2017
Ricordo
Ricordo, come fosse successo un attimo fa, il sapore di una margherita mangiata nella tua vecchia macchina scassata. Era inverno ed eravamo usciti a fare un giro, come facevamo sempre. Col bel tempo venivo io a prenderti col Sì grigio metallizzato, se faceva freddo passavi tu col tuo scassone comico e imbarazzante, che adoravamo. Un carnevale girammo quegli spruzzini del tergicristallo verso l’esterno, e correndo spruzzavamo d’acqua la gente.
Gio
02
Nov
2017
Amore interculturale impossibile
Bello schifo.
Ho vissuto 28 anni della mia vita credendo nell'amore, quello vero, quello che può superare qualunque ostacolo. "Onmia vincit Amor" ce l'ho persino tatuato sul corpo. Non fraintendermi, non sono una persona romantica, non di quello che vengono in mente a te: tutte rosa e cuoricini. Sono anzi abbastanza indipendente, una donna forte, che non ha bisogno di nessuno. Non credo nel romanticismo da due soldi, intendo che credo nell'amore quello vero. -Fine della premessa necessaria-
Ho vissuto 28 anni credendo nell'amore, quello vero, per poi realizzare che non è invincibile. Che non può superare ogni ostacolo, che può essere "impossibile". Bello schifo.
Ti risparmio la storyline di come è nato maturato e cresciuto il nostro amore, ti dico solo che quando ho conosciuto questo ragazzo la mia visione del mondo è cambiata. Io sono cambiata. H
Gio
02
Nov
2017
Avrei bisogno di uno spicologo 😂
Ciao a tutti. Sono di nuovo qui a sfogarmi con voi, perchè con qualcuno dovrò pur farlo.
Sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo fantastico che mi da il mondo ogni giorno della sua vita. La sorella è fidanzata da due anni, con il mio "ex"...ci fu una storia tra me e lui qualche anno fa. Gia da prima che si fidanzassero, mia cognata con lui, c'erano degli sguardi reciprochi, dei piccoli sorrisi. Ora la cosa è diventata un po piú complicata perche dal nulla, magari con qualche scusa, abbiamo iniziato a sentirci. Da un giorno sono diventati due,poi tre, poi settimane e ora sono mesi..... Abbiamo parlato del passato e di cosa poteva succedere tra noi se non fosse finita male. Tutt ora ci guardiamo con la voglia di baciarci. Non è successo nulla tra noi. Siamo rimasti da soli qualche volta, per poco tempo, ma per la timidezza non ci siamo mai detti nulla. Vorrei che succedesse qualcosa. Amo il mio ragazzo ma desidero lui.
Mer
01
Nov
2017
Ho paura
Salve a tutti.
Ho bisogno di raccontare questa cosa perché mi terrorizza. Sette mesi fa il ragazzo di mia sorella (23 anni) ha avuto un incidente in macchina e ha perso la vita. Io ero a lezione quando mia sorella mi manda un messaggio (aveva provato a chiamarmi ma io non le avevo risposto) e mi dice che la sera prima è morto.
Da quel giorno io ho paura che possa succedere di nuovo. Che ogni volta che saluto un mio amico questa potrebbe essere l'ultima volta. Che mi dicano di nuovo che qualcuno è morto.
So che può essere ridicolo ma prima mai e poi mai ci avrei pensato. Poi di colpo quella puttana della vita decide di farti scherzo.
Mer
01
Nov
2017
la gente si deve levare dal cazzo
vi volete togliere dalla strada?
vi spiacerebbe lasciar passare chi ha qualcosa da fare nella sua vita?
se dietro di voi c'è una coda di 5, 10, 15 macchine, magari è il caso che al primo isolotto o al primo incrocio vi facciate da parte perché magari state rallentando tutti
non mi pare troppo difficile da comprendere
vuoi andare piano? fai BENISSIMO, e lo farei anch'io se potessi
però non è così, devo andare da qualche parte, svolgere i miei affari, e poi tornare a casa, e così molta gente su questa stessa strada
quindi che tu stia manovrando il tuo camper in montagna, che tu abbia il tuo catorcio che non fa più dei 50, che tu sia vecchio e non ti fidi a spingere, che ci sia un acquazzone e hai paura, qualsiasi cosa sia che ti trattenga...
alla prima occasione LEVATI e lascia passare chi hai dietro
costringere le persone ad andare piano significa farle innervosire, al punto che possono compiere gesti impulsivi pur di non fare 30 all'ora in rettilineo e quindi eventualmente causare incidenti o rovinarsi la macchina o consumare carburante e freni
GRAZIE
Mer
01
Nov
2017
Addivenire
"che non abbia mai più a verificarsi.." che modo di parlare che hanno gli avvocati.
Mi arriva così questa mail, come un fulmine tascabile a ciel sereno. A ciel sereno. Diciamo. Il mittente lo conosco, cioè conoscevo solo uno dei quattro cognomi con i quali s'è firmato. E' un comune amico, o meglio, un amico di Laura che conosco anch'io.
In realtà, tra ieri e oggi, Laura avrebbe avuto più di un'occasione per accennarmi la cosa anche de visu. Peccato che da domenica le comunicazioni siano ormai interrotte. Io sono rientrato ieri sera, concio come un lebbroso, untore per di più, visto che ho infestato, tra ufficio e treno, una bella fetta della popolazione in età lavorativa che ha avuto la sventura di capitarmi a tiro. Poi sono andato a dormire nel mio divano letto preferito, ma stamattina l'ho rifatto senza richiuderlo, giusto per ristorarmi di tanto in tanto visto che oggi, lavorando da casa, avevo allestito la mia postazione di lavoro in sala.
In una di queste pause, passando dal laptop di lavoro al mio notebook, ho notato questo messaggio la cui sostanza è che mia moglie intende addivenire a una separazione consensuale, e la forma è che me lo sta comunicando tramite avvocato. Massì effettivamente ha un senso, considerati i nostri attuali rapporti. Sì, perché dire che non ci parliamo più non rende molto l'idea. In realtà, in queste ultime ore stiamo esplorando con successo nuovi territori dell'incomunicabilità coniugale. Adesso non ci guardiamo più nemmeno in faccia. Letteralmente, se la televisione non è accesa, si sentono volare le mosche. Anche le cimici si danno da fare abbandonando i propri sicuri rifugi e concedendosi qualche botta di vita per cercare di ravvivare un po' l'ambiente: anche loro non riescono a sopportare questo assurdo silenzio carico di tensione. Ognuno si prepara da mangiare per sé e anche le forme di cortesia elementari, che prima non erano mai state abbandonate (tipo la tisana condivisa prima di andare a letto) sono venute meno. Naturalmente Figlio non c'è in questi giorni. Meglio per lui. E chissà, forse anche per noi.
Già Figlio. Tutto è nato da qui. Laura era via domenica per un corso di aggiornamento e io ho fatto una cosa di cui non sono pentito, ma che ha violato un patto che lei aveva fortemente caldeggiato e sul quale io non ho mai nascosto le mie molte riserve. Ho raccontato a Figlio quello che è successo tra me e Laura alla fine di agosto, conseguenze comprese. Lui è rimasto più silenzioso che interdetto. E tuttavia volevo che lui conoscesse un po' meglio la vera ragione della tensione accumalatasi in queste settimane. Nel raccontare ho messo in incidentale il comportamento di Laura che aveva innescato l'escalation, sottolineando che, alla fine, io avevo fatto qualcosa che non avrei mai dovuto fare, assumendomi per intero la responsablità dell'accaduto.
Il problema è che, nonostante un'apparenza di rapporto civile, questa sorta di patto non si è affiancato al tentativo di superare il problema. Laura ha sottolineato l'importanza che il fattaccio non dovesse essere divulgato ad anima viva, ma, allo stesso tempo, non passa giorno in cui implicitamente ed esplicitamente non mi accusi di quanto è successo, di quanto io le abbia rovinato la vita ecc. Il timpano lacerato si è rimarginato, ma lei mi dice che non ha recuperato al 100%. Stiamo provando a sentire un centro specializzato. Il punto è che, in una situazione di stabilità emotiva tanto precaria, non ci vuole niente che questa vicenda esca fuori nel peggiore dei modi, e con peggiori conseguenze, sull'onda di una sua invettiva durante una litigata con Figlio presente. E' già successo in passato per cose di minor conto e ho deciso di prevenirlo.
Ma poi, a ben guardare, non è nemmeno questo il vero motivo del mio coming out. Magari, difatti, vista la serietà della circostanze, questa volta forse Laura si sarebbe controllata. In realtà la vera questione è un altra. Io avevo la sensazione che, fino a quando questo episodio sarebbe rimasto ammantato da un'esoterica aura di mistero, di peccato originale inconfessabile, non avrebbe mai cessato di alimentare tensioni e incomprensioni. La mia intenzione era quella di restituirgli una sua dimensione reale e gestibile, senza tacerne la gravità, ovviamente, ma senza nemmeno farlo diventare come una sorta di terzo segreto di Fatima da confessare sul letto di morte.
La sua rivelazione, invece, ha causato il corto circuito: "dolendosi dell'avvenuto coinvolgimento di Figlio" mi scrive il nostro. Ma non l'ho mica invitato a prendere le mie parti, Figlio. Al contrario. Ho proprio evidenziato che in questa situazione la responsabilità è mia. Mi sono limitato a chiarire circostanze di quello che è già avvenuto senza che questo comportasse una sua presa di posizione. In poche parole ho detto: è successo questo, la colpa è mia e non smetto di dispiacermene. Punto. Perchè una cosa in definitiva tanto banale e con conseguenze negative solo sulla mia reputazione, non su quella altrui, causa una reazione così esasperata da parte di mia moglie? Il mio sospetto è che si tratti proprio dell'ira della sacerdotessa per la violazione del patto esoterico. Fuori dal suo 'mistero' iniziatico, infatti, questo episodio diventa un fatto increscioso, ma un fatto della vita, uno sbaglio, qualcosa che si può affrontare, accettare, esecrare, ma, in definitiva, anche superare. All'interno del patto esoterico, invece, le colpe non si estinguono. Al contrario aleggiano in perpetuo e qualificano le relazioni mantenendo ben chiaro, e senza possibilità di ribaltamento, chi nel rapporto è vittima e chi carnefice. Chi, in qualità di vittima, mantiene il diritto ad esercitare qualsiasi tipo di prerogativa in virtù della titolarità di una sorta di polizza di risarcimento senza data di scadenza e chi, al contrario, in qualità di carnefice è condannato ad una sorta di espiazione continua per il male causato. Un male che diventa assoluto, totalmente estrapolato dal contesto e dalle dinamiche originarie. In una parola, ed in definitiva, inemendabile.
Cattive notizie
E' passato un altro giorno dal precedente paragrafo. Ieri pomeriggio ho ricevuto una brutta notizia. Un mio caro zio è morto. E' un anno che non torno nella mia sicilia e l'anno scorso ho fatto giusto una toccata e fuga di un paio di giorni. Lui stava male da tempo. Temevo di non poterlo più rivedere e così è successo. I funerali saranno il prossimo sabato e così, vista la situazione idilliaca che si respira in casa, ho preso la decisione di andarci. Costi dei voli inavvicinabili a così poca distanza, quindi mi sono orientato per i 1300 km su autostrada. Ho già prenotato il noleggio, visto che da oltre un anno non ho più la mia gloriosa monovolume. Il prossimo fine settimana sarà on the road. Tra le persone che volevo informare c'è anche la sorella di Laura che conosce mio cugino. Lascio il messaggio su Whatsapp che mantiene la spunta singola. Faccio caso e mi accorgo che non posso vedere nemmeno lo stato. Eppure giusto qualche giorno fa le avevo fatto gli auguri del compleanno e ci eravamo lapidariamente messaggiati anche per altri motivi. Capisco che mi ha bloccato. E non è l'unica cosa che capisco. Fuori dal Cerchio della Fiducia, che pure era stato esteso solo a nostro figlio, la notizia è evidentemente diventata di dominio pubblico presso il resto dei familiari.
Nella necessità di riorganizzare al più presto la mia vita ho preso una serie di decisioni.
a. Prenderò su Amazon il set di trolley il cui acquisto ho rinviato per troppo tempo
b. Comprerò una macchina di seconda mano. Qualcosa di robusto e capiente. Qualcosa che in qualche circostanza, nella peggiore delle ipotesi, mi possa anche ospitare per la notte, tipo uno station wagon svedese con 150-200mila km. Solo una precauzione: non è un mio obiettivo, chiariamo.
c. Passerò fuori casa tutti i prossimi fine settimana di novembre a trovare amici e parenti
d. Fortuna vuole che ho da seguire un progetto con i miei colleghi di Bari. Avrei dovuto farlo da remoto, ma li ho già contattati e sarebbero felice di avermi là per tutto il mese di dicembre. Natale lo passerò in sicilia.
e. Dalla prossima settimana prenderò in esame i termini della separazione. Nel frattempo comincio a pensare ai vari impacchettamenti. Comunque se ne parlerà per il prossimo anno. Ho già visto qualche casa un po' fuori a prezzi abbordabili.
Però. Nel frattempo, Laura, che fino alla scorsa settimana mi ha fatto il terzo grado ogni singola volta che in pausa pranzo andavo in palestra, millantando chissà quali sedute erotiche con avvenenti colleghe o entreneuse, mi aveva fatto una richiesta. Lo ha fatto dopo l'episodio della sberla. Nelle settimane estive le avevo proposto il concerto dei Rolling Stones, l'unico gruppo rock per cui le è rimata un po' di passione. Sorprendentemente mi ha detto che piuttosto preferiva Morricone, non sempre apprezzato dai cultori di musica classica. E così abbiamo ancora i nostri due biglietti prenotati per i primi di dicembre. Non solo, io ho anche aggiunto una prenotazione in albergo con letti rigorosamente separati. E' ancora tutto lì. Contavo di tornare su sfoghiamoci dopo quell'evento. Volevo come al solito raccontare una storia e, visto che non riesco a raccontare storie che non siano la mia stessa vita, aspettavo che accadesse. Ma siccome è vero che la realtà supera la fantasia e stata la storia che mi è venuta a trovare. Ed eccomi tornato.
Mer
01
Nov
2017
Stanca
Sono sttanca ddella mia tiidezza, non so mai cosa fare. Sono stanca di restare a casa da sola e non sapere cosa fare. Non vedo l' ora di poter lavorare. Dopo sono sempre in colpa perchè certe volte mangio cose che non dovrei anche se so che non devo dimagrire ancora. Mi manca lui, ogni volta che succede che lo devo incontrare la mia sfortuna arriva e non me lo fa nenanche vedere. lui vive lontano da me e questo me lo fa desiderare ancora di più. sono stanca di quesa stupidissima sfortuna, vatti a farti fottere sfigaggine di merda. ODDIO QUESTA CAZZO DI SFORTUNA, LA MIA VITA E COSI MONOTONA, ODDIOOOOOOOOOO!
TIMIDEZZA DI LA, TIMIDEZZA DI QUA, TRISTEZZA LA, DELUSIONE QUA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
MI SONO ROTTA LE SCATOLE, MAI UNA FOTTUTA VOLTA CHE MI SUCCEDE UNA COSA DAVVERO BELLA, MAI. VAFFANCULO MONDO DI MERDA. TUTTI SUPERFICIALI, TUTTI STUPIDI, TUTTI IMMATURI, BASTAAAAA. PERCHE LE PERSONE PIU CATTIVE DEVONO ESSERE LE PIU FORTUNAATE?! DITEMELO!
DOPO CE QUELL' ALTRA STRONZA DELLA MIA "AMICA" CHE NEANCHE RIESCO A LASCIARE ANDARE, NON RIESCO. CAMBIO IDEA CONTINUAMENTE. LEI STA SEMPRE CON LA SUA AMICA (POPOLARE) E MI IGNORA E DOPO SCUOLA CHE FA? MI VIENE A CONTATTARE A ME PER USCIRE PERCHE LA SUA AMICHETTA STA SEMPRE CON LA SUA AMICA. MA VAFFANCULO VA. NON RIESCO A REAGIRE. MONDO DI MERDA.
Mer
01
Nov
2017
Una buona notizia
In mezzo a mille sfoghi rabbiosi e tristi, voglio farne uno positivo: finalmente ho accettato la mia bisessualità!!!
Sono felice di potermi finalmente innamorare di chi voglio senza auto-pregiudizi o muri mentali.
Spero solo di trovare finalmente la mia anima gemella, un giorno.
L'unica cosa di cui ho paura è la reazione che potrebbero avere i miei parentise dovessero scoprire il mio orientamento sessuale
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