Altro
Sfoghi: (Pag. 848)
Ven
05
Ago
2016
Inutile ed inesistente!!!
Allora, è la prima volta che scrivo su un sito del genere quindi non so bene come funziona, ma ne ho davvero bisogno! Nessuno mi ascolta mai, quindi sono arrivata a scrivere qui, sperando che qualcuno mi possa tranquillizzare, o almeno farmi capire i miei problemi, perché io non ho mai confassato a nessuno le mie paure, le mie incertezze e soprattutto i miei sentimenti. Beh... prima ne parlavo con una mia amica ma adesso io e lei non ci sentiamo molto più spesso come prima, poi siamo cambiate tanto ed i nostri caratteri non credo che siano più compatibili... da quando non parlo più con lei,non ho parlato più con nessuno,anche perché mi è difficile fare amicizia con delle persone della mia età, per la magior parte delle volte perché mi sento brutta, grassa, non presentabile e non simpatica. Beh... non mi va di parlare della mia vita sociale... bensì della mia vita a casa, dove passo magior parte del tempo, non avendo nessun con cui uscire. I miei genitori non sono separati, ma è come se lo fossero, si gridano addosso, litigano sempre ed avvolte ho paura che si alzino addirittura le mani addosso. Poi ho due sorelle ed un fratello più grandi di me che mi danno addosso come se fossi la loro schiavetta o come se tutto fosse colpa mia... da un po' di tempo si è trasferito anche mio cugino, della mia stessa età, nella mia città. I suoi genitori hanno deciso di separarsi e lui sta vivendo un brutto momento, lo ammetto, un po' di tempo fa ebbi una discussione con mia sorella maggiore su mio cugino, perché non avendo amici nella mia città mi avevano proposto di farlo uscire con me ed i miei amici, quella mattina dovevamo andare a mare, ma eravamo tutte ragazze e ci saremmo sentite un po' a disagio con lui così lo dissi a mia sorella e dopo una lunga discussione mi disse "tu non puoi capire quello che sta vivendo lui" quelle parole mi toccarlo profondamente... come faccio a non capire cosa sta vivendo lui se il giorno prima avevo visto mia mamma in lacrime con una valigia tra le mani? Come non potevo capire lui quando le sere le passavo a piangere sul cuscino,in modo che nessuno mi sentisse fino ad addormentarmi? Avvolte... penso di non essere normale... vorrei prendermela la con qualcuno, mi verrebbe voglia di picchiare questo qualcuno di farlo male, tanto solo per sfogarmi, per sentirmi meglio, anche se so che non funzionerebbe....
Ven
05
Ago
2016
Oramai è un mese...
è esattamente un mese che ci frequentiamo... mi hai fatto vivere cose che non ho vissuto nemmeno con il mio ex con cui sono stata per 6 lunghi anni. Notti passate insieme, trascorse a respirare l'aria del mare, con la tua testa appoggiata sulle mie gambe, a parlare di tutto e di più, ridere insieme e baciarci per ore, fare l'amore, facendo sempre più fatica a staccarci...
tu che hai deciso di volermi far innamorare di te, che vuoi che io sia solo ed esclusivamente tua.
tu che anche se dovresti recuperare milioni di ore di sonno preferisci stare con me fino a tardi.
tu che ogni volta non mi hai mai permesso di pagare un euro per le nostre cenette, e ogni volta che tiro fuori il portafoglio me lo fai rimettere sempre dentro e mi rimproveri.
tu che, come me, preferisci vivermi di persona piuttosto che su chat o per telefono.
tu che dici di volermi bene, di stare bene con me; che mi chiami tesoro mio e mentre guidi tieni la tua mano sulla mia gamba.
sto vivendo in un sogno, un sogno che nessuno mai ancora mi aveva fatto vivere. ma quando ci separiamo bisogna tornare alla realtà, alla cruda realtà. perché tu sei fidanzato, da ben 9 anni. e so che non sei più felice. in molti sanno che non sei più felice. e tu continui a rimanere in questa trappola solo perché non potresti mai rinunciare al tuo nipotino acquisito che hai cresciuto come fosse tuo figlio... e anche se mi presenti a tutti, anche se non hai problemi ad abbracciarmi e a coccolarmi davanti a tutti e non ti importa se ci vedono in giro insieme, io so che di là c'è lei.
se ho sensi di colpa per lei? non ci riesco, perché per la prima volta in vita mia sono davvero egoista, e tu, con il tuo continuo farmi stare bene, con le parole spente e menefreghiste che spendi quelle rarissime volte che parli di lei, riesci solo a farmi sperare, sperare, sperare. Sperare che un giorno tu possa prendere la decisione più coraggiosa della tua vita ed essere di nuovo felice.
se ora sto scrivendo tutto ciò qui sopra, è proprio perché non posso parlartene. non dopo solo un misero mese, scapperesti. e io non ti voglio perdere, non voglio affatto...
ho solo tanta paura: paura che da un giorno all'altro tu possa stancarti, sparire dovendo io intuire che non mi vuoi più, che possa capire che non vale la pena buttare 9 anni di vita per una che conosci da così poco e che non sai cosa avrà da offrirti (anche se io so bene che ti darei l'anima, cosa che faccio con ogni persona a cui tengo davvero). è come se stessimo insieme, ma non possiamo urlarlo al mondo intero. e questa è una delle peggiori cose che esistano.
Ven
05
Ago
2016
Mia madre
Oggi, per l'ennesima volta ho litigato con mia madre. Ho 16 anni, e ho sempre cercato di essere perfetta in tutto. L'anno scorso i miei si suono separati (meno male, litigavano molto) e ho sempre cercato di aiutare mia madre perché era lei ad essere stata lasciata. Mio padre mi ha confessato che voleva molto bene a mia madre ma che non ce la faceva più. Sono sempre andata bene a scuola, faccio un sacco di sport, sono abbastanza brava a scrivere temi (ne è più fiera lei di me), perciò partecipo a tutti i concorsi che vuole, ecc., ecc... Il problema è che non andiamo d'accordo. Io sono un po' con la testa fra le nuvole, sono meno pratica di lei, sono un po' ritardataria ma se mi chiede di fare qualcosa in casa, obbedisco sempre. Ora siamo al mare ed è arrabbiata perché non sono venuta a camminare con lei. È vero, avevo fatto una mezza promessa, ma quando mi ha detto che voleva andare da un'altra parte, ho rifiutato. Quando ho visto che si era arrabbiata ho provato a dirle che andava bene, ma lei ha detto che non ha bisogno della carità di nessuno. Mi sembra un motivo molto stupido. Il problema è che entrambe ingoiamo la rabbia e il dolore, ma, mentre lei ha qualcuno con cui sfogarsi, io vivrò nel costante terrore che legga questo pensiero che ho scritto. Spero che commentiate perché ho bisogno di sapere un parere diverso dal mio.
Ven
05
Ago
2016
Amore Borderline / Personalità multiple *SFOGO LUNGO*
AVVISO: questo sfogo sarà lunghissimo (aggiungerò i minimi dettagli), quindi vi prego di avere pazienza e provare a leggerlo tutto, anche perché sono sicura che in un modo o nell'altro rimarrete affascinati dall'argomento inusuale che sto per narrarvi.
PREMESSA: Ho 19 anni, in passato ho sofferto di personalità multiple (o borderline) che hanno comportato altri disturbi psicologici, come problemi alimentari, autolesionismo e per un certo periodo addirittura piccole perdite di memoria. Vado da uno psicologo dall'età di 15 anni ed in questo tempo sono riuscita a curare la maggior parte dei disagi, ma il problema più grande è sempre quello della fiducia verso le altre persone, carattere introverso e dei repentini cambi di umore, nonchè altri comportamenti tipici dei "malati" di personalità borderline. Ho avuto solo un ragazzo che mi ha ferita, abbandonandomi, mentre nel corso della mia vita a causa del mio disturbo ho ferito a mia volta un paio di persone. Nonostante ciò non sono mai andata oltre il bacio perché, appunto, sono diffidente.
Perchè vi sto dicendo queste cose? Andiamo con ordine e capirete.
A inizio estate, ad una festa in maschera (quindi avevamo tutti dei costumi, io avevo un makeup che mi nascondeva completamente la faccia) ho conosciuto un ragazzo di 4 anni più grande di me, che proprio come la sottoscritta si fa chiamare dalle altre persone con un nome falso e non con il suo nome reale (che tra l'altro conoscono veramente in pochissimi). Apparentemente sembrava avere un carattere molto aperto, sbarazzino. Non è bellissimo, ma è il classico tipetto che, anche se involontariamente, ci sa fare con le ragazze ed in un modo o nell'altro le attira tutte a sè.
Inizialmente non mi interessava, ma poi ho notato che nei miei confronti aveva un carattere del tutto differente: pacato, silenzioso, educato. Azzarderei anche un po' timido, forse. Si fermava spesso a guardarmi negli occhi e, puntualmente, distoglievo lo sguardo perché non sono abituata a determinati tipi di contatti.
Dopo la festa ci siamo tenuti in contatto su whatsapp.
Premetto che al tempo lui ancora doveva vedere il mio volto, quindi non sapeva che aspetto avessi.
Iniziammo a parlare e lui era molto sicuro di sè in ciò che scriveva e scherzando spesso diceva "tu mi amiii ahahah" (io reggevo il gioco ma non gli davo molta corda). Ad ogni modo, iniziò a confidarsi con me, dicendomi che lui è molto intuitivo, sa inquadrare bene le persone e quando è da solo ha tutta un'altra personalità rispetto a come si mostra davanti alle altre persone.
Insomma, ha descritto praticamente la mia persona, mi ha inquadrata a dovere e così facendo mi ha fatto conoscere questo suo lato con una presentazione ad hoc.
Successivamente, sempre parlando, avevo intuito quanto lui ed io fossimo simili ed infatti ho azzardato una mossa che ha rivelato poi, che lui ha "qualche personalità in più" e per questo ne soffre molto.
(Ammetto che ho sempre avuto un lato da crocerossina, aiutare le persone a cui mi affeziono è un bel passatempo, rilassante ed appagante)
Così, avendo sofferto per anni della sua stessa patologia, ho iniziato ad aprirmi anch'io, inviandogli un lungo messaggio contenente una descrizione di come ci si sente vivendo questa situazione, per fargli capire che lo supporto, che so quello che prova e non dev'essere spaventato, ché può riprendersi e guarire (almeno in parte).
A quel punto lui mi ha scritto una cosa che mi ha fatto tremare il cuore, ovvero che, continuando così, lo avrei fatto innamorare e lui non voleva.
L'unica frase che mi disse fu una cosa simile a "e poi arriva *il mio nome* nella tua vita e ti sconvolge l'esistenza quando capisci che esiste qualcuno che ha il tuo stesso sguardo"
Così tronchiamo il discorso.
Qualche settimana più tardi, dopo un periodo in cui provava a starmi lontano e si comportava in modo freddo (ma ci scrivevamo comunque tanto, perché io cercavo di aiutarlo provando a fargli capire che non ho cattive intenzioni), la situazione si ribalta inaspettatamente ed iniziamo un discorso serio, sentimentale.
-
In pratica, lui mi diceva di stargli lontano perché aveva paura di affezionarsi, che era meglio così e che non voleva ferirsi di nuovo. Poi però neppure un paio d'ore più tardi, ci ritrovavamo a ridere e scherzare assieme. Un giorno gli chiesi quale fosse il suo vero nome (a volte, per alcuni soggetti affetti da DPB è uno stress enorme anche solo rivelare parte della propria vera identità) e lui me lo disse senza troppi problemi, solo con una leggera esitazione iniziale.
Già da questo punto potete capire che lui ha veramente più di una personalità.
Ma continuando il racconto...
Mi ha confidato di essere stato per qualche anno con una ragazza che amava moltissimo e che, dopo aver troncato bruscamente la relazione, lui continuò a cercarla ma lei non voleva. Da qui inizia il suo percorso nel baratro oscuro della depressione che, unito al suo disturbo delle personalità, creò una combo devastante di disagi. Fin quando circa un anno dopo, si rividero ma lei lo usava solo per puro piacere, perché aveva già un altro ragazzo con cui si sentiva.
Così la situazione peggiorò, lui non voleva più vivere, si sentiva distrutto, svuotato da qualsiasi tipo di emozione. Si faceva del male, si allontanava spesso da casa a volte per giorni interi e non badava alla sicurezza mentre era alla guida. Per questo era molto spaventato all'idea di affezionarsi di nuovo.
Dunque anche io gli ho detto che ero spaventata all'idea di innamorarmi nuovamente per cause passate molto simili alle sue, tra cui un tentativo non molto recente di stalking nei miei confronti da parte di un pazzo psicopatico che si professava mio amico ma in realtà mirava ad altro.
In ogni caso, decidiamo di provare a conoscerci, senza fretta, senza avere la certezza che un giorno ci metteremo assieme. Abbiamo deciso di superare questi timori assieme. Insomma una classica situazione in cui due persone vogliono conoscersi meglio prima di azzardare passi di cui potrebero pentirsi.
A causa del lavoro non ci possiamo vedere in questo periodo, perché io lavoro al bar vicino casa e lui ad un paio d'ore di distanza in un villaggio vacanze.
Quando decise di presentarsi per il posto di lavoro, me lo disse il giorno prima, chiarendo che se vivere distante da me avrebbe comportato un disinteressamento da parte mia nei suoi confronti, non avrebbe accettato il lavoro e sarebbe rimasto al mio fianco pur di non perdermi. Non sono mai stata una persona egoista o gelosa, quindi gli ho detto che per me non c'erano problemi, che lo sarei andato a trovare e che non sarebbero state un paio d'ore di distanza a farmi perdere l'interesse verso di lui.
Infatti tre giorni fa sono andata a trovarlo ma siamo stati assieme a chiacchierare solo per un'oretta visto che lui doveva lavorare ed io arrivai anche in ritardo per via dei mezzi pubblici.
In ogni caso è una persona splendida, mi contatta ogni volta che può anche se lavora sodo e senza sosta. Ogni tanto mi invia foto, video e quant'altro.
"Tutto perfetto" direte voi.
EH NO!
Ci sono dei punti che non mi quadrano. Ve li elenco in seguito.
- 1: Non parla spesso di sè e della sua vita privata- non vuole parlare del suo passato, dice di aver rimosso volontariamente tutti i suoi ricordi (quindi temo che gli portino alla mente qualcosa di brutto), prima di andare a trovarlo non sapevo che avesse una sorella e un fratello (l'ho scoperto per caso), da quando è andato a lavorare mi parla di cosa fa, cosa organizza e come si sente, ma di argomenti suoi personali ancora nienite, solo qualche info sui suoi genitori. Gli chiesi di sfuggita dove vivesse, ma mi ha risposto "da qualche parte nel mondo"...
Perchè mi preoccupo di queste cose? Può darsi che ancora non si fidi molto di me, ma d'altro canto le persone affette da DBP (disturbo personalità borderline) tendono a mentire anche su piccole cose, arrivando, in una relazione, a tradire svariate volte (anche se involontariamente, senza cattiveria).
-2:Ha parecchie difficoltà nell'esternare le sue emozioni- Per darvi un'idea, gli ho detto che mi è mancato e lui mi ha risposto con "l'ho notato". Oppure gli chiedo sempre come sta, che ha fatto durante la giornata e, mi risponde in maniera normale, ma non chiede quasi mai di me o quando gli racconto qualcosa che ho fatto mi risponde in modo breve. Ciò mi causa dei dubbi...
-3:Alterna dei momenti in cui è più affettuoso del solito ad altri in cui è più incerto- Come ho scritto prima, a quei comportamenti un po' freddi ne alterna altri in cui è curioso di sapere come me la passo, che faccio... A volte mi scrive cose carine e complimenti. Altre volte invece, nulla... Insomma è diverso dal "lui" che ho conosciuto all'inizio, che si confidava e faceva sembrare tutto più come un sogno. Sarà per via del suo lavoro forse, non voglio creare paranoie inutili.
Lasciate infine che vi parli di qualche caratteristica di noi DPB.
Chi soffre di questo disturbo trova spesso impossibile accettare l'idea che qualcuno possa volergli bene o amarlo, quindi nei casi più gravi con il tempo si arriva a prendere l'amore che le persone ci dimostrano, come una specie di sfida, vedendo quelle stesse persone come ostacoli ed ad accettare più propensamente nella propria vita, invece, persone i cui scopi sono meschini e li trattano in modo spesso irrispettoso.
Queste persone affette da questa "malattia" sanno perfettamente a quali vittime avvicinarsi visto che sono dotati di estrema sentibilità ed intuito acutissimo. Prediligono persone altrettanto sensibili, che col passar del tempo tendono a divenire succubi e salvatori. Infatti all'inizio dimostrano una grande empatia, ti fanno sentire speciale e tutto sembra perfetto, ma dopo un po' di tempo la loro vera natura viene fuori e quello che sembrava un sogno diventa un incubo.
Un DBP tende a manipolare (senza farlo di proposito però) le altre persone, a vittimizzarsi per ricevere affetto e spingere gli altri a non abbandonarlo. Col tempo le persone che gli stanno accanto troveranno difficile lasciare il soggetto o anche solo allontanarsi, perchè a queste verranno addossate tutte le colpe, convincendoli di essere loro il problema. In realtà, il DPB è pronto a cambiare quelle stesse persone con altre "di rimpiazzo" in qualsiasi momento perchè una delle sue caratteristiche è proprio quella di avere problemi nell'esternare ed accettare le proprie emozioni, il che comporta spesso alla creazione di un carattere privo di queste ultime, non capace di provare vero affetto verso le altre persone. Il DPB inoltre è una vera e propria "aspirapolvere" di affetto, lo ricerca costantemente eppure non riesce mai a colmare quel vuoto che sente dentro ed appena qualcuno contrasta una sua idea, risponde con meno frequenza alle sue richieste di attenzioni (ecc..) si sente tradito e si innesca dentro di lui una reazione a catena composta da sensazione di essere tradito, rabbia e ansia che spingono il soggetto a "vendicarsi". Le sue relazioni possono durare da un minimo di qualche mese ad anni interi, durante i quali i tradimenti e le bugie sono frequenti, così come i repentini cambi di umore.
Infine, la maggior parte degli esperti, tra cui molti psicologi, rifiutano categoricamente di curare chi soffre di questo disturbo perché ritenuto "come un cancro terminale: incurabile". Chi riesce a salvarsi (come me) è dotato di grande forza di volontà e molta fortuna ma nonostante ciò il disturbo continuerà ad esistere per sempre, anche se in parte.
E' un qualcosa che, a meno che non lo si viva di persona, sembra una gran cazzata quando in realtà è una situazione che distrugge letteralmente. Immaginate di vivere un'esistenza in cui non sapete neppure chi siete di preciso ed ogni giorno vi ritrovate in un corpo uguale ma con ideali, carattere e modi di fare diversi. Schifati da voi stessi e da chi vi circonda, vivendo in costante paranoia e disagio.
Dimostrare affetto a questi soggetti sarebbe inutile, l'unica vera soluzione è quella di convincerli ad andare da un esperto.
Volendo fare un discorso approfondito occuperei ancor più spazio e rischierei di annoiarvi ulteriormente.
Quindi arriviamo alla fine di questo lungo testo.
Sono solo paranoica o ci sono dei legami tra la descrizione dei "caratteri" di questo ragazzo e quelli di chi soffre di DPB? Pensate che dovrei continuare a "conoscerlo" oppure prima o poi me ne pentirò? Ovviamente sono passati a stento 3 mesi ed ancora non lo conosco bene (ed ho intenzione di far passare almeno un anno prima di decidere di frequentarlo come ragazzo) quindi le mie potrebbero essere solo mere congetture...
Vi ricordo che abbiamo passato le stesse situazioni, abbiamo lo stesso problema, io lo capisco e lui capisce me ma mentre io sono migliorata nel corso degli anni, lui mi ricorda molto una versione della me del passato: un agnellino che si trasforma nella più crudele delle bestie, affamata d'affetto e sofferenza.
Pensate che l'amore possa far cambiare un soggetto del genere? Mi conviene mollare tutto?
La mia è solo paranoia per aver attraversato periodi difficili? Sarebbe meglio convincerlo a vedere un esperto che potrebbe aiutarlo? Magari lui è una persona ok e sono io che avendo questo problema sono paranoica? Forse la colpa è mia che vedo tutto in negativo e sono diffidente?
Cacchio, sono peggio di Cartesio con tutti questi dubbi.
Scusate per lo sfogo lunghissimo, ma mi sono affezionata davvero molto a questa persona e non voglio perderla...
Grazie a tutti per avermi ascoltata.
-A
Ven
05
Ago
2016
Ho un dubbio stupido...
Ciao a tutti lo so sto male a parlare di certe cose hahah ma devo togliermi assolutanente questo dubbio.
Ho notato nel tempo una strana cosa.
Riguarda sia donne che uomini. Per le donne il pene e sempre enorme tranne in casi estremi...ma nella maggior parte dei casi ci appare come tale.. ad esempio un giorno parlando con mia cugina mi descrisse il pene del suo ragazzo in lunghezza (scusate se sono cosi diretta) e non mi sembrava realistica la cosa...o comunque accompagnava la descrizione con aggettivi sulla lungheza e grandezza (non hanno fatto l amore l ha solo visto) io conosco il suo ragazzo perche andando nella mia stessa classe tra di noi scorre buon sangue... ma sempre in classe ogni tanto i maschi si additano a vicenda e iniziano a dirsi "ce l hai piccolo" una volta avevano preso di mira lui e quello che sentii lasciamo stare..pero penso che tra maschi ci siano criteri diversi insomma.
Lo stesso per i seni delle donne visti dagli uomini....
E questa esperienza l ho vissuta in prima persona. Io non ho seni enormi sono piccoli o almeno io li vedo cosi perche questa estate sono stata in vacanza e nel mio gruppo di amici per lo piu maschi c era sempre qualche battutina sul mio decolte...ma la cosa che mi ha stupito di piu e che un mio ex mi abbia detto proprio che mi notava le tette che si forse un pochino sarano cresciute ma e sempre una seconda....
Detto questo penso che il cervello maschile e quello femminile siano creati proprio con queste differenze e di conseguenza accade nella maggior parte dei casi quello che ho descritto. Puo essere?
E pazza come cosa lo so ma volevo sapere la vostra nom so per quale motivo questo dubbio
Gio
04
Ago
2016
Sono un frustrato..
Ho paura che diventerò come fantozzi. Lavoro in ufficio come impiegato da 4 anni quasi, perdo un buon stipendio, 1500 euro netti la mese ma sono infelice. E' un lavoro di una monotonia insopportabile, credo che sia il lavoro più abbruttente del mondo. Lavoro quasi 8 ore al giorno, faccio sempre le stesse identiche operazioni, sempre, in maniera stereotipata.. Sto esplodendo perchè non trovo più stimoli, non ho voglia di lavorare in gruppo in fatti in ufficio tutti mi hanno bollato come l'asociale e seppur mi rispettino davanti so che dietro me ne dicono di tutti i colori come fanno con gli altri.. zero proposte di crescita, perchè non mettendoci passione e volendo fare tutto in fretta, sono diventato col tempo un po lavativo e superficiale.. e questo mi fa male nonostante tutto perchè appaio per una persona che in realtà fuori dall'ufficio non sono.. Io sono tutt altro che superficiale, sono sempre stato introverso, razionale e pieno di sensibilità.. I colleghi non ti cagano neanche se perdi sangue dalle orecchie, poi a casa ho una situazione difficile.. vivo solo lontano dalla mia regione e non ho più amici.. Non so più cosa fare, ogni giorno che passa divento più svampito e disinteressato, perdo fogli, ricevute e documenti anche se poi li ritrovo per fortuna.. Come faccio a lasciare un lavoro che tuttosommato mi permette di avere delle entrate fisse ma che mi spegne ogni giorno di più dentro?
Gio
04
Ago
2016
Quanto è difficile separarsi dalla persona che si ama.
E così è finita una storia a cui io avevo dato tanta importanza. Ti ho sentito dopo un mese e una piccolissima parte di me sperava che le cose si sarebbero riaggiustate, ma non sempre va secondo i nostri piani così mi è toccato piangere di nuovo, perché tu mi avevi detto addio. E avevo capito tutto, l'avevo capito dai tuoi comportamenti ma una parte di me non lo accettava. Ma va bene anche così. Adesso è la fine e bisogna cambiare tante cose, come prima cosa abituarmi a stare senza di te. Ma come si fa? Solo adesso mi accorgo di quanto ti ho amato e di quanto ti amo anche adesso, a prescindere da come ti sei comportato nei miei confronti. Vorrei scrivere tante cose che rispecchiano il mio stato d'animo ma di te ho scritto fin troppo e adesso non trovo più le parole. E poi che me ne faccio della gente che mi dice "Lo dimenticherai", che me ne faccio di chi mi dice che merito di meglio se io volevo te?...purtroppo i tempi cambiano e insieme anche le persone, tu sei cambiato come anche io ma i sentimenti che provo per te NO. Sembrerà una frase banalissima e scontata, ma è la verità. È brutto amare una persona sapendo che non ritornerà ecco perché sono sentimenti inutili se tu non mi vuoi. E in un amore come questo bisogna andare avanti non perché si vuole ma perché si deve. “Ti custodirò nel cuore in rispetto a ciò che siamo stati nonostante tutto, anche per così poco tempo, per me resterai sempre infinito.”
Gio
04
Ago
2016
Ferie in arrivo...
... e spero di potermi dedicare a me stessa e alle persone che amo come si deve...
... spero che mi ricarichino...
... spero che questa oscura cappa di pessimismo passi...
... spero che mi aiutino a smettere di trattarmi come se fossi la stupida di turno, come se non meritassi nulla...
... spero che quest'ansia passi...
... spero che le cose migliorino davvero, che queste scintille che capitano siano delle braci che si stanno ravvivando, e non l'ultimo, estremo saluto di un fuoco che si è definitivamente spento...
Ho bisogno di credere che le cose miglioreranno, ho bisogno di credere che ce la farò. Mentre razionalmente penso che ho tutte le carte in regola, sotto sotto ho paura che le cose non cambieranno mai.
Spero vivamente che sia la stanchezza e la voglia di ferie a farmi questo effetto da "l'ottimismo vola... via!"...
Dei dell'Olimpo, perché??????? Ma un giorno senza avere voglia di tagliarmi le vene per lungo per un motivo o per l'altro non lo posso avere???
Gio
04
Ago
2016
E' un vero peccato
E' un vero peccato che non ci sia la sezione "Tristezza" in questa pagina, altrimenti la riempirei, ma capisco che la tristezza non è un peccato. Tutto è cominciato con la fine del liceo d'arte, volevo davvero sviluppare la mia creatività, avevo un certo talento nel disegno, lo giuro, mi piaceva l'arte, il design e avrei avuto delle carte in regola per diventare un bravo disegnatore forse, peccato che a fine percorso smisi di disegnare, i miei prof erano noiosi, incapaci, scorbutici e menefreghisti, arrivato in quarto liceo già non mi piaceva più disegnare per la scuola e tornato a casa dovevo studiare altre materie, uscito dal quinto ero così demoralizzato dai professorie dai miei (che non hanno mai appoggiato la mia passione) che scelsi qualcosa di più conforme, lingue.
Non mi piaceva molto ma il tempo passava, l'idea di un anno sabatico (a lavorare) era stata bocciata dai miei, e allora mi sono buttato su una cosa che non mi piaceva. Risultato: andai a vivere in una città noiosa, piccola, frequentai corsi noiosissimi, con prof bastardi e rigidi che si aspettavano chissà cosa. Dopo un anno mollai, depresso anche a causa dei coinquilini che mi ero trovato, una mi derubava mensilmente dei soldi, me ne accorsi dopo un bel po' perché li accumulava un poco per volta. Mi spostai in un'altra città e ripresi lingue, dopo 2 anni non ce la feci più a studiare cose che non mi interessavano, non potete capire l'inutilità degli esami che dovevo sostenere, dopo 2 anni non avevo dato nemmeno un esame di lingua, solo teoria, cultura generale, geografia, storia medievale, decisi di non buttare più via soldi e per via di mille problemi personali, tra cui problemi di salute smisi di studiare perché ero davvero esaurito. Poi sono andato a lavorare, ora che il lavoro è finito e ho 23 anni (e mezzo) non so cosa fare della mia esistenza. Vorrei essere come gli altri, uno di quelli appassionati di qualche materia, magari qualcosa di utile, che mi faccia essere felice e soddisfatto e con i pensieri tranquilli. Invece non so che fare, è agosto e mi sveglio tardi al mattino, dormo maluccio la notte, non sto male ma quando penso alla mia vita sto da cani. Essendomi spostato di nuovo al mio paesino sono solo, se ne sono andati tutti e in due anni si perdono di vista tanti contatti, si cambia, si cresce. Ora ho questo periodo di transizione davanti, non so dove sbattere la testa. Mio padre ha perso il lavoro da due mesi (era tra i pensieri che mi disturbavano mentre davo esami inutili a lingue). Mi sento davvero giù, non ho uno scopo, non ho amici. Penso a cosa farò da mesi ma niente mi viene in mente, ho paura a riprovarci, dopo due università fallite. Avete avuto esperienze simili all'università?
Gio
04
Ago
2016
fusa
Mi piace la mia vicina, perchè si fa i fatti suoi, non fa domande,ed è educata.
Mi ha invitata a prendere il caffè , siamo state bene, è alla mano, dice parolacce, a me non piacciono le donne per benino.
Però adesso mi bussa alla porta più volte al giorno, io sono felice di aiutarla a spostare un mobile pesante, come mi ha chiesto ieri, ma ha un difetto, e chi non ne ha?
E' logorroica , simpaticissima, ridiamo, ma mi stanca di testa.
Lei non mi conosce, non sa che io ho poche energie psichiche, ho bisogno di stare sola per ore x ricaricarmi, ma questo mi ha portata ad isolarmi.
Però vorrei un minimo di rapporti sociali e lei , mi ripeto, mi piace come carattere, siamo coetanee.
Ora, a prescindere dal fatto che questi miei limiti possono anche essere ritenuti difetti odiosi, niente altro che capricci di una persona " CHE VUOLE UN'AMICA GIUSTO X AVERE RAPPORTI SOCIALI", il che è vero fino a un certo punto, se faccio amicizia mi comporto da amica, non uso le persone, credo.
Ma il problema è come farle capire che se invece di più volte al giorno io posso vederla, ridere e scherzare una volta al giorno al massimo, proprio al massimo?
Boh, chi vivrà vedrà.
Iscriviti!


