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Ven

11

Mar

2016

Tutto Joker minuto per minuto

Sfogo di Avatar di SoldatojokerSoldatojoker | Categoria: Altro

Contenitore vuoto.  In aggiornamento continuo in tempo reale. 

Gio

10

Mar

2016

Amo ancora profondamente il mio ex ragazzo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao, mi chiamo Debora.

Ho bisogno di sfogare ciò che sento, e anche se forse nessuno mi darà il supporto che cerco, è già abbastanza poterlo esprimre esplicitamente. Scrivere di qualcosa che ti fa male, in un modo o nell'altro, ti impone di accettare quel dolore. Quando io e il mio ex ragazzo ci siamo conosciuti io avevo 16 anni e lui 14. Eravamo immaturi ovviamente, ma ci siamo sempre sentiti diversi dalle altre persone per il vizio di "pensare troppo". Comunque ci siamo conosciuti ad un comicon, e abbiamo stretto amicizia sin da subito. In realtà, anime e manga a parte, non avevamo molti interessi in comune. Lui era un patito di videogiochi, di pc e informatica, frequentava un istituto industriale ad indirrizo informatico appunto, e desiderava diventare un programmatore. Io amavo leggere, la scrittura è sempre stato il mio interesse principale (scrivo storie da quando avevo 7 anni), mi piacevano le serie Tv e frequentavo un liceo classico. Tuttavia ciò non ci ha impedito di intessere un bel rapporto; pur non avendo interessi particolari in comune, avevamo una forte affinità caratteriale e questo non ha fatto altro che facilitare la rispettiva conoscenza. Ridevamo, scherzavamo insieme, ci introducevamo l'uno negli interessi dell'altro, e lo stesso umorismo e ironia ci hanno permesso di diventare amici. In realtà, migliori amici. Parlavamo di tutto, dalle cose più stupide agli argomenti più seri. Ci raccontavamo del nostro passato e ci supportavamo vicendevolmente. Sviluppavamo nostre opinioni personali sugli argomenti esistenziali, e non vedevamo l'ora di trascorrere del tempo insieme. Ed è così che mi sono innamorata di lui.

Dopo un po' di tempo di questa amicizia, non ce l'ho fatta più e gliel'ho detto. Sapevo di essere ricambiata perché un nostro amico me lo aveva confidato, certo che io provassi lo stesso per lui. Ah, sì, ho omesso questa cosa: lui mi aveva presentata ai suoi amici e io ai miei, e andavamo d'accordo con tutti. Così ci siamo messi insieme. Ero la persona più felice del mondo perché avevo trovato a 17 anni ciò che la gente cerca per tutta la vita. Era il mio ragazzo e il mio migliore amico e le cose non potevano andare meglio di così. Tuttavia la nostra non è mai stata molto semplice. Per un annetto di relazione i suoi genitori si sono costantemente ostacolati al nostro rapporto perché non condividevano il nostro "appiccicume" e poco prima di diventare maggiorenne interrompemmo i contatti perché i suoi minacciavano di denunciarmi essendo loro figlio ancora minorenne. Inutile dire che lui provava un'ostilità profonda verso questi atteggiamenti, e ovviamente anche io. Tuttavia ho sopportato qualsiasi invettiva e offesa (anche pesante) mi rivolgessero perché lo amavo. Quel mese di lontananza è stato straziante. Non sapevo dove fosse, cosa facesse, ed ero terrorizzata all'idea che smettesse di amarmi, o che, in qualche modo, non riuscendo a reggere quella situazione cedesse sotto le pressioni dei suoi genitori. Fortunatamente i suoi capirono cosa era successo e che avevamo smesso di sentirci, e di vederci. In quel periodo eravamo entrambi distrutti. Così i suoi lentamente allentarono la presa, e cominciarono a dimostrarsi più bendisposti nei miei confronti. Io e lui tornammo a sentirci e vederci cercando in tutti i modi di non indispettire i suoi genitori, e in realtà, ben presto iniziarono a comportarsi gentilmente con me, invitandomi a cena, salutandomi quando ero al telefono con lui, interessandosi a me e ai miei gusti. Così mettemmo tutti una pietra sopra a ciò che era successo.

Il problema è che in realtà io e lui non eravamo più gli stessi. Tendenzialmente siamo sempre stati un po' troppo predisposti al sacrificio, ma credo che dopo quel momento la situazione ci sia completamente sfuggita di mano. Definivamo l'amore come anteposizione del bene dell'altro al proprio e forse è così, ma per dei ragazzini di 16 e 18 anni era un concetto troppo difficile da comprendere. Così abbiamo esagerato, e gli eccessi non sono mai una cosa positiva. Io ero terrorizzata dall'idea che a lui non importasse di me; non so perché questa ossessione si era insinuata così prepotentemente in me dato l'amore che mi aveva dimostrato e la fiducia che aveva riposto nella nostra relazione, ma accadde. Ero convinta che preferisse i suoi interessi a me, che preferisse gli amici, la famiglia, tutto quanto, e che io fossi in fondo alla lista dei suoi pensieri. Desideravo essere una priorità, ma sentivo di non esserlo e questo mi distruggeva. Pretendevo che lui trascorresse molto più tempo con me, e che dedicasse meno attenzione alle altre cose, che reputavo una distrazione da me. Lui inizialmente non sapeva come gestire il mio temperamento, e desiderava solo placare quel turbinio che mi aveva sovrastata, così acconsentiva alle mie richieste. A tutte le mie richieste, anche quelle più difficili, che non voleva, sottomettendo la sua volontà alla mia serenità. In realtà so perché accadde: perché lui è sempre stato realmente ossessionato dai suoi interessi. Preferiva di gran lunga trascorrere il suo tempo giocando al pc che in mia compagnia, e questo è un parere abbastanza oggettivo. Dopo il periodo di distanza cui eravamo stati costretti io non desideravo altro che la sua presenza. Sentivo però, che il desiderio non era ricambiato, non perché non mi amasse più, ma perché i suoi interessi risucchiavano la maggior parte del suo tempo e delle sue energie. Così con il tempo, quando si rese conto di non riuscire a stare dietro a tutte le mie richieste, iniziò a mentire.

So che avrei dovuto percepire il suo amore senza bisogno di "prove concrete", tuttavia ero convinta che il concetto di amore fosse legato a "ciò che sei disposto a fare per me". Lui mi mentiva, giorno dopo giorno, su ogni minima cavolata, e quando iniziai a rendermene conto e a rimproverarlo per questo, lui esasperatamente diceva che non voleva farmi del male. Così io sono diventata tutto ciò che non avrei mai voluto diventare, e lui anche. Io ero una stalker disgustosa, e il solo ricordo di ciò che ero mi crea ribrezzo. Appena finivo di studiare gli imponevo di trascorrere tutto il pomeriggio con me, senza vie di eccezione. Gli controllavo il cellulare, la cronologia google, gli ultimi accessi sui social e se qualcosa non mi quadrava diventavo una furia. Mi fa schifo anche solo parlarne. Lui mentiva sempre di più; fondamentalmente le sue bugie alimentavano le mie insicurezze, le mie insicurezze alimentavano il mio bisogno ossessivo di controllo, e il mio stalkeraggio alimentava le sue bugie. Era un circolo vizioso da cui non riuscivamo più a uscire. Dopo circa sei-sette mesi di questa situazione, ho iniziato a capire di averlo ridotto a uno straccio. Certa del suo amore, e ripugnata da ciò che ero diventata, cessai tutti i miei atteggiamenti negativi. Cercai di farmi andare bene anche le cose che mi facevano male e iniziai ad anteporlo a tutto e tutti, anche a me stessa. Ed è questo il secondo grave errore che ha portato al misero fallimento del nostro rapporto.

Fondamentalmente compresi che non dovevo diventare un ostacolo ai suoi interessi, ma integrarmici, esattamente come quando eravamo solo amici. Così cercai di rassicurarlo condividendo tutti i suoi interessi e questo lo rese felicissimo. Giocavamo ai videogiochi insieme, mi insegnava le basi di programmazione e mi parlava di tutti i suoi progressi e di ciò che imparava. Non ne capivo nulla, ma mi piaceva ascoltare. Il problema in tutto questo è che mi convertii a ciò che lui desiderava che io fossi, dimenticando totalmente chi ero. Non leggevo più, non scrivevo più, non compravo più manga, nè guardavo anime. Risparmiavo i soldi per fargli dei regali e per il nostro futuro insieme, rinunciando a qualsiasi forma di interesse mi aveva contraddistinta prima di conoscere lui. Nonostante i miei sacrifici in lui si era innescato un processo troppo profondo per essere bloccato. Continuava a mentirmi su tante cose, non riusciva ad essere sincero e quando gli chiedevo perché continuasse a farmi questo lui piangendo diceva che aveva paura di perdermi. Fondamentalmente le pressioni che avevo esercitato su di lui in quel periodo si sono trasformate in questo: nel terrore di perdermi. Credo avesse anche percepito che in realtà mi stavo forzando ai suoi interessi perché diceva che non ero felice, diceva che era un male per me. La verità è che io pensavo lo stesso di me.

Così, quando ripresi ad autolesionarmi (cosa che non facevo da quando avevo 14 anni ormai) ho capito che era arrivato il momento di dire basta. Un rapporto dovrebbe rendere felici, non distruggere così. Avevo cercato di recuperare il rapporto che avevamo nei primi anni di amicizia e relazione, ma era tutto inutile. Lui non era più la stessa persona, e la mia presenza non faceva altro che ferirlo. Inoltre io avevo perso di vista me stessa e i miei interessi, quelli veri, mi mancavano disperatamente tanto. A dispetto della paura di perdermi che dichiara così spudoratamente, so che in realtà voleva lasciarmi. Lo so perché più volte litigando disse che voleva chiudere, che non ce la faceva più, che stava impazzendo. Così sopperii alla sua codardia trovando io stessa quel coraggio. Ero più grande e mi sono assunta la responsabilità di diventare io "il mostro". Così l'ho lasciato, ma siamo rimasti amici. Quando ho capito che anche in un rapporto di amicizia subiva le stesse pressioni, ho costretto me stessa, andando contro tutta la mia volontà, a troncare ogni rapporto e contatto. E quando ci siamo detti addio, è quel giorno che la mia vita si è fermata. 

Per un anno non ho fatto che pensare a lui, e ho rifiutato qualsiasi ragazzo mi si sia proposto perché mancava completamente la complicità che avevo con il mio ex. Qualsiasi persona fosse, pensavo solo che non era lui. L'ho sognato in continuazione, e al risveglio era straziante avere a che fare con quei ricordi, e accettare che appartenevano ad un passato a cui non si poteva più tornare. Per un'infinità di volte ho desiderato riscrivergli, contattarlo, cercare un dialogo, ma non potevo farlo. Lo amavo troppo per imporgli di nuovo la mia presenza. Sapevo che era la cosa giusta, che stava ritrovando se stesso, e che si stava disintossicando da me. Doveva riappropriarsi della sua vita e imparare a volersi bene come prima non era mai riuscito a fare. Ed è questo che mi sono sempre ripetuta quando volevo scrivergli. Faceva malissimo, ma ho sopportato perché lo amavo. Dicono che l'amore è restare, ma non è così. A volte amare vuol dire lasciar liberi. E so che è difficile da capire, ma fa un male terribile andar via da qualcuno che ami solo perché quello è il suo bene. Eppure a volte l'amore è questo. E fa male.

È passato un anno da quando ci siamo lasciati. Ho 20 anni ora, e lui 18, e sono innamorata della stessa persona da quando ne avevo 16. Così non ce l'ho fatta più e l'ho ricontattato. Mi ha risposto, e abbiamo parlato dalle 15 di pomeriggio alle 23 disera. Riprendere a parlargli è stata una sensazione stranissima; il cuore batteva dentro il petto come le prime volte, e tremavo mentre leggevo ciò che mi raccontava e mentre condividevo con lui la mia vita. Gli ho raccontato che vivo in un'altra città, che frequento l'università di chimica, gli ho parlato dell'ambiente qui, delle persone, e delle amicizie che sto stringendo. Lui mi ha racontato della sua scuola, dei suoi nuovi interessi, della gente che ha conosciuto sui giochi online. Leggevo le sue parole e pensavo "cavolo, davvero avevo ancora un cuore?". Ma poi, in diverse occasioni durante la conversazione, lui ha ribadito di stare bene e che non gli importa più ormai, riferendosi a noi. Ed è vero, non c'era né affetto, né risentimento nella sua voce, e questo mi ha distrutto. Mi aspettavo che mi respingesse, mi aspettavo odio, rabbia, o dolore, ma non l'indifferenza. Forse in effetti era il sentimento più prevedibile. Quando gli ho chiesto di evitare di rinfacciare quanto stesse bene e il suo disinteresse si è riaperto un capitolo della nostra vita, e le ferite hanno ripreso a bruciare più vividamente che mai. Ha contraddetto se stesso più di una volta ripetendo prima di stare bene e che non gli importa più ormai, che è andato avanti e suggerendomi di fare lo stesso in caso non lo abbia fatto, ma poi sostituendo quelle parole con diversi "fa male", alludendo sia all'esperienza passata che al risentirci. Ma le parole più terribile sono state "sono stato deluso perché credevo davvero in noi, perché credevo che le cose sarebbero andate bene, perché mi fidavo di una relazione che ha ceduto". Ha detto che non mi accusa di nulla, anzi, mi ringrazia perché sa quanto dolore mi sia costata la mia scelta e sa che ho agito anche nel suo interesse. Ha detto di non avermi mai contattato perché gli faceva male, e quando l'ho accusato di esserci passato su in fretta, ha risposto che un anno non è in fretta. Ha anche detto di non volere relazioni per un bel po', ma che comunque è andato avanti. E che l'amore non è anteposizione dell'altro come entrambi credevamo, ma trovare qualcuno con cui si è in perfetta sintonia. Non ripeterà gli stessi errori, ha detto, e anche se sono stata molto importante per lui e non dimenticherà ciò che abbiamo condiviso, ormai sono solo un ricordo.

Ci siamo "abbracciati virtualmente" alla fine della conversazione e quando ho ammesso di star piangendo ha confessato di essere commosso anche lui. Tuttavia so che le lacrime avevano emozioni diverse. Lui era commosso per aver chiarito un'ultima volta la nostra separazione, mentre io piangevo distrutta dall'idea che non potremo mai tornare insieme. È da una settimana che piango in continuazione, che non dormo, e che lo stomaco chiuso mi impedisce di mangiare davvero un pasto decente. Spesso mi assale un senso di nausea e devo reprimere la voglia di istigarmi il vomito pur di placare quei conati. Vorrei autolesionarmi, ma non me lo permetto perché nonostante tutto non ce l'ho con me. Ci siamo ripromessi di scriverci, ma non so se accadrà. So che lui non mi contatterà mai, e se non lo faccio io tutto scemerà via, scivolando definitivamente nel dimenticatoio.

Ogni fottuto giorno mi alzo con la speranza di essere privilegiata da Dio, e che sto rivivendo un giorno di due anni fa, quando tutto questo era ancora salvabile. E ogni giorno accetto che non è così. So di aver agito per il suo bene, so anche che lui ha recuperato la sua identità come io ho recuperato la mia. Ma come soffrivo quando avevo lui ma non avevo me, soffro ora che ho me ma non ho lui. Lui è andato avanti. Lui non mi ama più. E so che è normale, so che la vita sarebbe continuata comunque; e sentir dire dalla stessa persona che diceva di farsi schifo, di odiarsi, e di di aspirare al suicidio, che si ama e che prima di qualsiasi altra persona verrà sempre se stesso mi rende orgogliosa perché è esattamente ciò che desideravo comprendesse quando gli ho restituito la libertà. Ma proprio per questo so che non ripeteremmo gli stessi errori. So che se mi desse una seconda possibilità saremmo felici insieme. Avrei solo voluto si fidasse di me quando, di fronte alle sue bugie, gli disegnavo il futuro che si sarebbe prospettato se non avesse smesso. E quel futuro lì è questo qui.

Vorrei solo svegliarmi e sapere che è stato tutto un brutto sogno, e poter agire con la consapevolezza di poi per dirgli quanto lo amo. O piuttosto, vorrei non svegliarmi affatto.

Gio

10

Mar

2016

Non riesco a liberarmi della paura della mia relazione precedente

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Allora, buongiorno a tutti... Vi narro questo fatto molto carino e simpatico per modo di dire. Sono stata fidanzata quattro anni. Dopo mesi di sofferenza più TOTALE perchè non capivo se amavo più questa persona o no finalmente sono riuscita ad abbandonare la nave. Fin qui tutto bene. Era la fine di agosto ed io sulle onde del "ma si è ancora estate adesso mi diverto" mi ero abbandonata a fiumi di alcool (per dire ovviamente) per riprendermi da una storia conclusa. Raccattare i pezzi di me alla fine di quello che è stato il mio primo vero amore e gestirmi un po' nella vita. Mesi e mesi di disagio affrontati con un mio amico che mi faceva da spalla. Peccato che, questi mesi e mesi di disagio, nei quali io dovevo divertirmi, con chiunque e in qualsiasi luogo e darmi alla leggerezza più totale, pensando solo a me stessa bene o male si sono affiancati ad un'altra strada. Ho incontrato subito un'altra persona che, mi ha catturato nella sua tela di ragno e mi ha fatto nuovamente diciamo "innamorare". Perchè il punto è proprio questo. Che ci si crede ancora all'amore? Sono ancora un po' abbatacchiata nel tunnel del "tanto tutto finisce prima o poi" e della non voglia di ristare male come questa estate. Veramente tutto questo deve finire nuovamente e anche tutto questo che provo ora andrà chissà dove!?!?... Come se ne può uscire? Se ne esce? Perchè sennò non vivo serenamente neanche questa relazione. Quali sono stati i passi che hanno mandato all'aria il sentimento che provavo prima per l'altra persona e che non mi faranno mandare all'aria il sentimento che provo ora per questa?

La parte più interessante è stato il sogno che ho fatto l'altra sera. Stavo con il mio ex, stavo male perchè non ci volevo più stare, poi c'era il mio nuovo ragazzo e lui voleva stare con me, ed io con lui. Ma non potevo per via del mio ex, mi sentivo bloccata, un bel trip insomma

Gio

10

Mar

2016

mi serve una bugia credibile

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Devo vedere una persona ,sono sposata e non esco mai di casa fuori orario,dovrei uscire intorno alle 14.Non so dire bugie e neanche inventarne,mi suggerite qualcosa di credibile da dire al marito per uscire a quell ora?Di solito dalle 13 in poi non ho impegni,e lui è in casa fino alle 16.Grazie a chi vorrà aiutare una mezza reclusa.

 

Tags: uscita

Mer

09

Mar

2016

Che palle...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Tutti i giorni sono uguali...caffè, spulciata ai siti internet di ricerca del lavoro, spesa, pranzo, lavaggio dei piatti, u&d su canale 5, lettura di qualche libro sul divano, lavoretti casalinghi, cena, TV e a nanna. Questo ogni giorno da ormai 1 anno. Vivo con il mio fidanzato che torna sempre intorno alle 20:00/20:30 da lavoro, il mio unico pensiero è quindi quello di fare la brava donna di casa. Ma che cavolo, pure io ho studiato! Anch'io voglio lavorare! Il problema è che nonostante le valanghe di cv che invio non si muove nulla. Cercano solo stagisti, e io di stage ne ho fatti 5, ora non ho più l'età e i requisiti per farne altri. A casa mi rompo le palle dalla mattina alla sera, tra l'altro vivo lontanissima dalla mia città, non ho famigliari o vecchi amici con cui trascorrere il tempo libero e qui ho pochissime conoscenze. Mi pare di impazzire! Poi ogni tanto mi vengono delle fisse per passare il tempo, adesso ho quella del bricolage, ma non sono capace e quindi, nel tentativo di autocostruirmi delle cose, spesso mi faccio pure male, ho tutte le dita tagliate! Ho provato con qualche corso ma quelli realmente utili costano un sacco, tipo quelli di lingue e informatica. Quanto resisterò così???

Tags: noia

Mer

09

Mar

2016

la cina é vicina,ma lontana...

Sfogo di Avatar di spellspell | Categoria: Altro

...mi manca stare con loro...mi manca davvero tanto!!!amavo il loro mondo pazzesco e lontano dalla nostra mentalità!

 mi mancano le loro battute stupide...mi manca imparare qualcosa di cinese tutte le sere...mi manca il loro karaoke,mi manca il loro matrimonio,mi mancano le loro pizze cinesi fritte!!!che tutti ne dicano il popolo cinese é stupendo per certi versi...mi manca il loro disordine!!!quanto vorrei uscire ancora con loro,quanto vorrei tornare a lavorarci assieme ed essere presa come una di famiglia!!!visitare Paolo sarpi nn sarà mai come viverli!!!uffi...ho proprio voglia di loro!

Mer

09

Mar

2016

SUPERBIA???

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non saprei in che categoria metterla...forse SUPERBIA??

Comunque ora mi sto lasciando con Lui, perchè giustamente si è stancato dei miei alti e bassi, si è giustamente distaccato dal mio cuore da quando ha saputo che volevo te e amavo te. Della serie: chi troppo vuole NULLA STRINGE!!

Il buffo è che sta accandendo ora che non ci frequentiamo più io te....e prima, quando tutto era ancora possibile le cose andavano a meraviglia con Lui.

 

Come vorrei averti qua, con me. Ridere come facevamo un tempo, stringerci, baciarci, coccolarci.....il  guaio è che ho sempre nutrito questi desideri nei Tuoi confronti Non nei suoi.....

 

Lui è un bravissimo ragazzo, bello, sicuro, ma abbastanza freddino nelle relazioni....per anni me la sono fatta andare bene, non mi mancavano nè coccole nè tenerezza....ma ora....si...ne sento il desiderio ed il bisogno....e ora che siamo giunti al capolinea...ci siamo accorti che abbiamo due caratteri incompatibili...che insieme credo non saremo mai felici.

 

Lui è corteggiato da tante altre ragazze/ine...è proprio un bel ragazzo....sono gelosa, io sono molto possessiva e però farò di tutto per cercare di far rinascere il fuoco...l'amore fra noi...ce la metterò tutto.....ma poi...credo lascerò perdere....

 

IN FONDO L'UNICO UOMO CHE MI FA SEMRE IL SOLITO EFFETTO SEI TU.

Mi vedo già fra qualche mese.....single.....Nè Lui Nè Te....ma finalmente forse riscoprirò me stessa.

HO TANTA CONFUSIONE IN TESTA...PENSO SI CAPISCA NO??? 

Mer

09

Mar

2016

Chiedere scusa dopo 30 anni

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Scrivo questa lettera con la speranza nel cuore che tu Massimo legga casualmente questa confessione. Eravamo compagni di classe, entrambi sotto i 20 anni. Frequentavamo ragioneria. Tu un giorno hai chiesto il mio diario per poi ridarmelo con una dedica accompagnata da un, bel disegno e da una dolce dichiarazione d'amore. Poi il primo appuntamento, io sono scesa dal treno, e siamo andati al, parco, trascorso del tempo su, una panchina. Hai, osato, un, abbraccio e la tua sensibilitá ti aveva fatto capire di non, andare oltre. Non ero pronta per il, mio primo bacio. Le emozioni, i giorni a seguire mi sono implose dentro, era caos nella mia testa. Quella stessa sera mi sono rifugiata nella sala della mia casa avvinghiata a me stessa e mi sono, riconciliata con il, mio essere ancora bimba guardando, i cartoon, in particolare i puffi. Devi sapere che i silenzi a cui ti ho ingiustamente sottoposto, l'averti rinnegato con i compagni e stato solo, il modo per scappare dal mio diventare grande. Poi ho, cambiato scuola e me ne sono, andata senza salutarti, senza averti mai degnato, di una spiegazione. Perdonami. Ultimamente ti vedo nel, mio, paese, vorrei fermarti e chiederti, scusa, vorrei spiegarti che ero, una adolescente lenta, ma oggi, ho, 46 anni e sono, sposata e mi sembra inopportuno. Sono, stata bimba a lungo, condizionata forse da una educazione rigida. Ho sposato a 35 anni il, fidanzato storico, quello e stato l'unico uomo. Perdonami, Massimo B. Il, motivo per cui ti ho, lasciato e rinnegato, subito dopo, il, primo appuntamento era che ero, bimba e non, ero, pronta per il mio primo, bacio. Il tuo, ricordo mi accarezza il, cuore. Consolati sapendo che non saresti riuscito, a stare al.mio, fianco a vivere la mia lunga e lenta adolescenza. Alla fine sono, diventata donna in, viaggio di, nozze, e ho, pianto a lungo, quando ho lasciato la radsicurante casa paterna. Oggi, penso che quello che e diventato, mio marito dopo 14 anni di lungo fidanzamento era predestinato dal cielo. Lui ha potuto capire perché ha avuto come me un, padre padrone. Ti auguro, il meglio. Ti saluto, con, quell'abbraccio che ci siamo, scambiati su quella panchina del parco.

Mer

09

Mar

2016

Il mio cane

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho comprato un cane e l'ho chiamato cuccia

*Vieni qui, cuccia!*

Adesso è pazzo. 

Mar

08

Mar

2016

Peti

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Mio marito va in giro per casa dandomi della schifosa perchè è convinto che i peti tremendi che sente siano i miei, invece li fa il nostro bimbo di pochi mesi mentre lo allatto!! 

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