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Lun
03
Lug
2017
Al fratello della mia ragazza sto antipatico
Sono un ragazzo di 18 anni, la mia ragazza ne ha 19 e suo fratello 21. Non so il perché ma non sto tanto simpatico a suo fratello, sono un ragazzo gentile, bravo e non le farei mai del male, la amo tantissimo. Suo frattello però già dal primo giorno che mi ha visto non ha nemmeno voluto parlarmi, manco mi ha salutato, se ne stava in camera sua a giocare alla play. Poi mi guarda con uno sguardo odioso come se gli avessi fatto qualcosa di male, non lo capisco, maco ci siamo conosciuti. Magari è geloso perchè lui è single. voi che dite?
Lun
03
Lug
2017
È difficile o facile
Da piccolo ero un tipo per lo più solitario, amavo restare da solo, immaginavo a volte di essere lasciato da solo in città come New York, Parigi. Mi piaceva l'avventura solitaria. Crescendo capii che questa mia tendenza "introversa" era solo frutto di un disturbo evitante. È vero, mettici che ero anche solo timido e per lo più introverso, ma il mio intuito mi suggerii che qualcosa non andava.
Ansia che domina i miei pensieri, sensazioni di smarrimento al contatto con le diverse facce della società.
Da piccolo arrossivo spesso, mi capita ancora ora, raramente, ma ormai fa parte di me.
Son riuscito a smussare alcuni tratti del mio disturbo, si può dire che il vero cambiamento è iniziato da un paio di anni e ancora non è finito.È come vivere con dei massi attaccati ai piedi, vivo con la voglia di liberarmene, però.
La cosa che mi pecca è che questo disturbo mi ha fatto perdere tante occasioni e la mia vita se da un lato non è quello che vorrei che fosse, è appunto per questo, uso il 60% delle mie forze giornaliere per darmi un freno all'ansia e Aver coraggio di osare, sempre.
Lun
03
Lug
2017
Cosa pensate dei veneti e di dove siete?
Cosa pensate dei veneti?
Di dove siete?
Lun
03
Lug
2017
Pubblica Umiliazione: Effetti a lungo termine.
Andavo in un liceo di scarse 150 persone situato in un paese di 8000 circa. Sono sempre stato un ragazzetto timidino, e nessuno mi conosceva a scuola, se non di vista, togliendo un paio di persone della mia classe con cui andavo d'accordo [Gli altri non mi stavan sulle balle, mi eran più che altro indifferenti.]
Avevo da poco compiuto 18 anni, era la seconda metà del quarto, quando, durante un party, un po' aiutato dall'alcool, stavo chiacchierando con un ragazza che faceva il secondo (della stessa sezione);era una bella ragazza, mi sembrava piuttosto gentile, durante quel party mi aveva pure detto che mi trovava divertente ed intelligente [ero il tipico tizio che parlava poco ma se interpellato aveva la battuta pronta].
Di rado ci provavo con le ragazze, ma quella mi sembrava una buona occasione. Tra una chiacchiera ed un'altra esce fuori che aveva problemi con una materia, avendo avuto la stessa insegnante ed essendo stato discretamente bravo in quella materia mi offro di aiutarla. Fa la verifica, mi contatta su FB per dirmi che è andata bene e che mi ringraziava. Approfitto per chiederle se le andasse di uscire per festeggiare con una birretta. Nessuna risposta, e stavam parlando già da 10 minuti; immaginavo "vabbé, ho cagato fuori dal vaso, lezione imparata". Alla fine, lei era bella e popolare; io ero un ragazzo ciccione, insicuro, con la faccia asimmetrica ed il naso storto; ero uno sfigato, che speranze avevo?
E invece non era finita là manco per il cazzo. Dopo qualche minuto sulla Home mi compare lo screen del mio ultimo messaggio (senza aver rimosso né Avatar né nome) e il suo commento in didascalia "Non puoi fare un complimento che subito pensano tu ci stia, vi suggerisco di imapare i livelli" o una cazzata del genere. Piuttosto doloroso; già di mio ero timido da fare schifo per paura di non piacere al prossimo. Ora tutti quei dubbi erano diventati realtà.
La settimana a venire manco ve lo racconto, lo immaginate già. A scuola risatine alle spalle più o meno ovvie, occhiatacce divertite e quant'altro. Mi sono sentito una merda, ma non ho avuto il coraggio di andarle ad urlare contro. Infatti non le ho parlato più; incontrandola per i corridoi, abbassavo la testa.
Mi iscrivo in palestra, inizio a perder peso, finisce il quarto, finisce il quinto, mi trasferisco in città per l'università. Per i primi due anni di Uni a malapena ho parlato con le ragazze, anche solo in amicizia. Non posso cambiare la mia faccia, che è oggettivamente brutta, ma quantomeno posso lavorare sul fisico, e quando ho raggiunto l'obiettivo voluto ho iniziato a muovermi.
Ho ricevuto un'incetta di no a non finire, e ognuno di essi faceva più male del prossimo, ma almeno sono state tutte educate ed oneste nel farlo. Di tanto in tanto qualcuna ha pure accettato di uscire, ma niente di quagliato. Fino allo scorso anno non avevo mai manco baciato una ragazza, ad esser onesti.
Nel frattanto mi prendo la laurea di primo livello, inizio a lavorare. Due mesi fa vengo trasferito in un ufficio più grande in una città vicino al mio paese d'origine. Si era organizzati per lo scorso sabato una cena di classe con quelli del quinto. Volendo rivedere qualcuno e non avendo nulla contro gli altri accetto di buon grado.
Quello che non sapevo è che uno dei nostri compagni si è messo proprio con quella stronza, e lui, bravo imbecille, se l'è pure portata appresso, nonostante sapesse della mia presenza. Quando ci incontriamo mi aspettavo che maturata avrebbe abbassato lo sguardo e avrebbe evitato di parlarmi per il resto della serata. Manco per il cazzo. Mi da un falso sorriso, diabolico, e mi fa "Vedo che FINALMENTE sei ALMENO dimagrito", frase testuale. Avevo la risposta pronta nella mia mente, quello che di solito avrei detto. "ALCUNI di noi migliorano." ma non mi è uscita, come si fosse interrotta la connessione tra cervello e bocca, sopraffatta da qualcosa.
Sabato ho capito due cose.
1 - Do troppo spesso il beneficio del dubbio. Stronza era e stronza è rimasta.
2 - Il ragazzo ciccione ed insicuro che pensavo di aver sepolto sotto un mare di rifiuti è ancora vivo e vegeto, e qualche volta riesce ancora a prendere il sopravvento.
Dom
02
Lug
2017
Sono come una serva a casa mia
Ho 18 anni e vivo con mio padre e lui sta tutto il tempo seduto sul divano a guardare la tv, l'unica cosa che fa in casa è farci pranzo e cena e tirare i vestiti dalla lavatrice.
Invece io devo sempre lavare i piatti che molte volte sono tantissimi come sa avessero mangiato 10 persone, perché nessuno lava quello che sporca e sporcano tutti tanto, ci deve essere sempre una persona fissa che lava quello che sporcano tutti.
Quando lui fa la cena le pentole che sporca non le lava mentre il cibo si cuoce ma le lascia nel lavandino per me.
Poi le mie sorelle anche loro se sporcano le lasciano nel lavandino per me, ognuno secondo me dovrebbe lavare quello che sporca, io dovrei solo lavare quello che sporco io mica tutto quello che sporcano tutti.
Io glielo anche detto ma ormai con lui non vale parlare perché si arrabbia futilmente e urla.
Poi ogni weekend devo pulire la casa.
Io lavoro 8 ore più 1 ora ci metto a tornare a casa dal lavoro.
E in quelle poche ore che mi rimangono devo lavare i piatti di tutti.
Mio padre è all'antica, pensa che io sono la sua serva.
Torno a casa alle 18:30, mi sveglio alle 06:00.
Lunedì e martedì esco e torno alle 21:30.
Alle 23:30 vado a dormire.
Non ho nemmeno abbastanza tempo per me :(
Dom
02
Lug
2017
Il fresco dopo la pioggia
Dopo tanti giorni ha piovuto, finalmente.
L'aria si è rinfrescata, si sta bene. Mi affaccio alla finestra del tetto e mi godo il bellissimo cielo limpido con qualche chiazza di bianco, il sole filtrato dalle nuvole dona una delicata luce arancione al paesaggio tipico della campagna italiana. Mi accendo la sigaretta rollata, come da rituale. Ed è lì che il tizzone rimasto sepolto sotto una coltre di cenere arde di nuovo.
Qualcuno ricorda i bei momenti rivedendo vecchie foto, qualcun altro parlando di vecchie glorie con amici di sempre, o ascoltando una canzone. A me invece basta una sensazione per rivivere attimi che sembrava fossero finiti nello stanzino del cervello.
Ma quando più d'una sensazione si lega in una sinfonia di percezioni, si risveglia il ricordo, ritorna la malinconia. Questa volta, è la malinconia piacevole, che ti intristisce con il sorriso.
L'aria fresca, il profumo di prato dopo la pioggia, i colori dell'ambiente, l'intensità della luce, persino il venticello che scuote gli alberi...
Mi hanno riportato ad un viaggio in nord Europa di molti anni fa. Ero un adolescente.
Riesco a specchiarmi di nuovo negli occhi di quella ragazza, sento le risate di amici di viaggio, vedo i loro sorrisi, i loro zaini e le birre che ci caddero nel parcheggio del centro commerciale. Ammiro ancora una volta i tramonti visti insieme, le partite di calcio, sento l'odore di quella mensa appiccicaticcia e dei suoi vassoi color verde stagno. Avverto il pessimo gusto di quel succo d'arancia preconfezionato seguito dalle battute sarcastiche sul pessimo cibo. Sento sulla pelle la "morbidezza" delle poltrone dell'area comune ,riascolto dei discorsi meravigliosi e ripeto, di nuovo, fra me e me "Che belle persone, mi piace passare il tempo con loro!"
Le ore di lezione pomeridiane, la pausa, poi la campanella. Esco con gli altri sulle scale dell'atrio, ridiamo. Mi allontano per salutarla, il cuore scalpita impazzito. La bacio. Lì, con il fresco dopo la pioggia, con la luce che tinge d'arancio ciò che ci circonda, con l'odore del prato bagnato.
La sigaretta è finita, se continuo mi fumo anche il filtro. Me ne accenderei un'altra per restare nel cinema dei ricordi. Meglio di no. Per oggi credo possa bastare così, devo tornare alle mie carte.
Ps
Ultimamente non provo sentimenti negativi: quando prendo carta e penna, o in alternativa entro su questo sito, i miei sfoghi tendono al malinconico dei ricordi. Forse non è attinente con il sito, ma sono riflessioni che non riesco a tenermi, devo fissarle su carta/schermo e andarle a rileggere magari a distanza di giorni. Ne ho quasi necessità.
Dom
02
Lug
2017
Le ho detto addio...
...o forse era solo un arrivederci, non lo so.
E' stato imbarazzante: è strano come ci si possa sentire cosi con una persona con la quale prima di allora ti sei sempre sentito più che a tuo agio.
Sarà che certe cose sono inesprimibili, sarà che sapevo da tempo che sarebbe arrivato questo giorno, sarà che ancora non realizzo pienamente, sarà che il mio cervello ha imparato ad andare in autoprotezione, non lo so.
Ad ogni modo è stato diverso da come me lo aspettavo, non ho provato emozioni.
Alla fine il bigliettino non è stata un'idea così stupida...non sarà stato il massimo ma almeno le cose di base le ho scritte.
Ah, si è tornata l'ansia: respiro a fatica, per fortuna dormo ancora regolarmente...chissà per quanto.
Dom
02
Lug
2017
Dovrei lasciare l'università?
Sono un raazzo di ventun'anni iscritto al pimo anno di università. Gli ultimi anni di liceo ho attraversato un periodo di maleessere, diciamo così, che mi ha portato a chiudermi in casa, isolarmi totalmente, farmi del male e a non avere più voglia di fare niente, in generale. Mi aveva sempre appassionato lo studio prima di allora, andavo bene a scuola, fino a quel momento...poi ho iniziato a comportarmi malissimo, ho rischiato di non venire ammesso alla maturità per un 5 in condotta, e in più non studiavo, non mi impegnavo, mi pesava anche riflettere per mettere insieme due parole per scrivere un tema, spesso non avevo nemmeno voglia di provarci a prendere una sufficienza e consegnavo in bianco direttamente, anche se qualcosa da scrivere avrei potuto inventarmela. Insomma, mi mostravo totalmente indifferente ed aggressivo in classe. Litigavo con tutti, compagni e professori, così ho iniziato (anche giustamente) a venire rifiutato. Sono rimasto completamente solo ed ho iniziato a perdere fiducia in me stesso, nelle mie capacità e a considerarmi stupido. Così, dopo l'oscena maturità che ho conseguito arrancando in questo stato pietoso, che ancora oggi mi fa vergognare di me stesso e rimpiango,ho seguito il consiglio di parenti per l'università, senza nemmeno fare lo sforzo di pensarci da me. Sono riuscito a passare il test ad un corso a numero chiuso e così sono andato, alla cieca. Durante questo primo anno universitario in cui continuavo a stare male ho iniziato ad avere ansia sociale, ipocondria, a non parlare e ad avere crisi di panico tutti i giorni) ho deciso di prendere in mano la situazione e cambiare. Mi sono messo a pensare a cosa avrei voluto davvero studiare, ho cercato di credere un po' più in me stesso e a lasciarmi il passato alle spalle. Così, l'anno successivo ho cambiato corso di studi, scegliendo il mio percorso universitario. Lo vedevo come un nuovo inizio, pensavo che finalmente sarebbe stato diverso. Invece nonostante ora l'oggetto di studio mi stimoli di più, continuo a non fare niente della mia vita. Un altro anno è passato e io non ho dato nemmeno un esame. Continuo a rimandare, rimandare, ed ora mi sono reso conto che sono nuovamente chiuso in casa da mesi. Siamo a luglio e l'ultima volta che ho messo piede fuori casa faceva fresco. Sono tornate anche le crisi di pianto e di panico. Sto continuando a perdere solo tempo e credo di dover ammettere a me stesso di non essere portato per gli studi, di dover abbandonare la carriera universitaria. La cosa mi ferisce un po', mi butta giù e sono davvero in imbarazzo per me stesso, ma inizio a credere che sia la soluzione migliore, perché sto solo buttando la mia vita nel niente, senza muovermi in alcuna direzione. Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere lo sfogo.
Dom
02
Lug
2017
Penso che sia tutta una questione di abitudine o forse no.
La sofferenza, la solitudine, la frustrazione, la gelosia, l'ossessione, il desiderio.
Prima o poi ci si costruise una corazza attorno ed ogni contatto si esclude. In primis perchè non si è abbastanza forti. Soffrire ti indebolisce e per perdonare ci vuole tanta, troppa forza. Ed io sono forte fuori ma debole dentro.
Non ci riesco, vorrei trovare la mia serenità, vorrei essere felice. Non riuscirei mai ad abituarmi al dolore. C'è subito un rimedio momentaneo in questo periodo di tristezza. Amici, spensieratezza, divertimento, risate. Ma poi tutto finisce ed io mi rintano in quell'angolo e, piango. Scommetto che di gente triste ne è pieno il sito. In parte mi sento vicina a voi, poichè anche io sono molto triste e giù, troppo giù per andare avanti sorridente. Sembra facile parlarne, motivare, spronare. Ma la verità è che è dura, la vita non ti regala niente, devi essere tu capace. Fino ad ora non sono stata capace di nulla.
Purtroppo ho anche notato che da sola non riesco a farcela. Non ce la faccio, vorrei che qualcuno mi dia una pacca sulla spalla e dicendomi "andrà tutto bene" mi faccia sentire meglio. Ma è cosi superficiale, nessuno è realmente interessato,a nessuno frega un cazzo di nessuno in fondo.
E allora, continuo da sola perchè è meglio cosi. Devo comunque andare avanti, sperando come una povera illusa che prima o poi, sapete, le cose si aggiustino.
So di fare veramente pena in questo momento, mai sentita cosi inutile e banale. Ma devo comunque andare avanti. La lacrime vogliono scendere, la voglia di ridere non c'è, l'allegria di allora non c'è. Ma, devo comunque andare avanti.
Cerco di motivarmi invano da sola, magari a breve mi sentirò meglio dopo aver esternato questi pensieri qui sopra. O forse no. Ripeto, vorrei piangere sulla spalla di qualcuno ed urlare tutto il mio dolore. Ma non mi fido di nessuno, ed è troppo imbarazzante per il mio orgoglio.
Sto iniziando a piangere anche adesso, mi fermo. Vado a dormire un po'.
Dom
02
Lug
2017
mia moglie è una bestia
salve convivo da due anni con questa bastarda pezzo di merda e ******ci tengo pure un figlio(l'unica cosa buona).A sta puttana di merda basta che c'è qualcosa che non gli sta bene e e subito inizia a gridare a trattarmi male,Per me è stato l'errore più grande della mia vita.Guardate vorrei morire una persona peggiore non l'ho mai conosciuta e non so perchè me ne sono innamorato.Ragazzi veramente sono disperato non so fino a quando resisterò ma credo che prima o poi la farò finita forse mi toglierò la vita non lo so ragazzi sono davvero disperato essere trattato male dalla persona che ami come un pecorone è la cosa più brutta che si possa subire.
State da soli divertitevi godetevi la vita non ci pensate mai a crearvi una famiglia trovate una donna come questa e vi siete rovinati l'esistenza.Io adesso vorrei solo morire.
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