Altro

Sfoghi: (Pag. 419)

Sab

25

Ago

2018

Vademecum

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Che cos è per voi il matrimonio? 

Voi mi direte: un unione di due persone che si amano 

Ok, fin qui non ho niente da obiettare, ma una domanda che penso abbiano pensato in molti, se non tutti, è: perché!?

Perché sposarsi per dichiarare amore eterno ad una persona? Se la ami non c è bisogno di un anello al dito o un foglio di carta che lo attesta.

Perché sposarsi per spendere inutili soldi in cerimonie, vestiti, cibo e quant altro? Se volete mangiare fuori potete andarci quando volete e se volete vedere i parenti basta chiamarli. 

Perché sposarsi per poi andare in luna di miele? Se volete fare un bel viaggio non c è bisogno del matrimonio 

Non venitemi a dire che lo fate per i soldi, perché quelli che si tirano su dalle "buste" non sempre coprono le spese ottenute per affrontare tutto il matrimonio e lo scoprite solo dopo la cerimonia... 

Perché sposarsi e spendere soldi quando si rischia col tempo di non amarsi più? Un divorzio generalmente costa molto e sarebbero altri soldi da spendere per annullare tutto, quindi Delle due non sarebbe meglio utilizzare i soldi in altro?   

Oggigiorno sono sempre di più le coppie che si sposano e dopo pochissimo tempo divorziano. Lo trovo un inutile dispendio di energie e di denaro. Un consiglio che vorrei dare ai giovani di oggi è:

Pensateci almeno 10 volte prima di compiere questo rito, non è da prendere alla leggera, non solo perché con l' amore non si scherza, ma nemmeno con i soldi e con gli avvocati divorzisti.  

Sab

25

Ago

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di DanaDana | Categoria: Altro

Ieri ho confessato al mio ragazzo che gli ho mentito. Gli avevo nascosto che avevo passato una serata intera a sfogarmi su questo sito.

Sono una persona estremamente onesta e sincera. Dico e voglio dire sempre tutta la verità, specialmente nel rapporto col ragazzo. Non credo abbia senso nascondere qualcosa che si teme possa non essere approvato dall'altro. E' giusto che l'altro sappia chi sei e cosa fai e decida sempre coscientemente di voler stare con te.

Be', ieri dopo un anno e mezzo ho detto una bugia. Ho confessato qualche ora dopo, in piena notte. Perché l'ho fatto? non lo so nemmeno io. Forse non voglio solamente che legga i miei pensieri se non è lui a tirarmeli fuori.

Mi sento un po' ignorata. Non perché non mi voglia bene, anzi proprio adesso che non mi sta parlando è perché sta lavorando per me. Ma non capisce che ho bisogno di parlare, di compagnia, di sentirlo vicino anche quando non lo è fisicamente.

E' una persona a cui ho dato tanta fiducia, a cui ho perdonato tante tantissime cose che non sono proprio nella mia più lontana concezione di relazione. Abbiamo azzerato un periodo buio e gli ho concesso di ricominciare da capo lasciandogli un margine di errore pari a 0.

Ma cos'è effettivamente perdona? cos'è ricominciare da capo?

Per me è stato ed è l'inferno. Sì, è vero che sono andata avanti. Ma ho l'ombra della paura sempre alle spalle e se vedo una sua irregolarità microscopica la interpreto come una montagna che mi sta per cadere addosso.

Ieri gli ho detto che gli ho mentito, che mi ero sfogata qua. Lui non ha battuto ciglio. Ovvio, non so cosa abbia effettivamente pensato dato che gliel ho detto alle 5 del mattino su whatsapp, ma sicuramente non è stata la reazione di chi si sente dire dalla fidanzata che preferisce sfogarsi con "sconosciuti", preferisce parlare con un ipotetico lettore, che trovare in lui la prima spalla su cui buttarsi. Io l'avrei interpretata così. Anzi, se fosse stato al contrario l'avrei interpretata molto peggio, come la fine della sintonia come la fine di tutto.

Lui invece ha detto solo "visto? tu mi hai detto che mi hai mentito e io non sto facendo niente. Quando è al contrario scoppia il putiferio". Mi sono offesa tantissimo. In primis perché ha osato paragonare la mia inutile bugia detta appena tre ore dopo alla situazione che ho invece accettato io in via opposta, che ho scoperto mille bugie e ho dovuto faticare per avere la verità e con tutta la forza che ho ho accettato tutto e vado avanti perché ho deciso a mente lucida di concedergli una seconda possibilità, ma nonostante questo vivo sempre con quel mostro del dubbio su ogni cosa che mi perseguita.

Secondo me quella esclamazione che gli è venuta fuori tanto spontanea se la poteva ben risparmiare. Vuol dire che lui non capisce appieno il male che mi ha fatto e quanto questo influisca sui miei pensieri di ogni giorno. Non paragonerei mai una bugia sua di oggi (che si presenta con precedenti gravi) a una mia di oggi (unica in assoluto, fine a se stessa in un momento di debolezza).

In secondo luogo mi lascia da pensare. Perché non si è posto il problema che io abbia preferito sfogarmi in uno sterile sito online, in cui sono appena iscritta e non conosco nessuno (se mai si possa conoscere qualcuno, non so come funziona) piuttosto che parlarne ed aprirmi con lui? forse non gli interessa? forse non arriva a capire quanto mi possa sentire sola e quanto bisgno abbia di parlare con qualcuno dei miei pensieri prima che mi atterrino...

Bo, a me una situazione inversa mi avrebbe mandato in tilt. Questa reazione di assoluta indifferenza (più paragone assolutamente fuori luogo) mi lascia assolutamente spiazzata.

Questa mattina si è svegliato e la prima cosa che ha fatto è andare a finire il lavoro che mi dovev consegnare oggi, senza neanche preoccuparsi di me in prima persona, a chiedermi come sto o che altro. 

Io gliene sono grata che stia lavorando per me ma ora come ora non me ne importa un fico secco. Imploro attenzioni da giorni, mi vede sempre più fragile, ma aspetta che mi passi da solo. Lavora e non ci sentiamo, esce da lavoro e non ci sentiamo, la sera lavora e non ci sentiamo, la mattina dorme, si sveglia e lavora e non ci sentiamo. Ma cosa devo fare? Mi sento un impegno messo in coda insieme alle altre cose. 

Se qualcuno  è arrivato a leggere tutto mi dica la verità, sono io ad essere esagerata? E' così assurdo quello che mi aspetto faccia? uff....

Sab

25

Ago

2018

Un cretino a pranzo

Sfogo di Avatar di MillemortMillemort | Categoria: Altro

Omuncolo di sto cazzo, come ti permetti a criticare me e la mia famiglia, il nostro stile di vita, quello che faccio o non faccio senza sapere neanche come mi chiamo, decisamente se lavoro o no non sono cazzi tuoi, né lo sono i nomi delle mie figlie e non lo sono tutte le cose che riguardano la mia/nostra vita, sei ospite dei miei genitori a pranzo e ti permetti di sparare giudizi e spalare merda nemmeno ci conoscessimo da sempre. Io fossi al tuo posto mi preoccuperei di quel moccioso viziato e capriccioso che ti ritrovi come figlio, ecco lui avrebbe bisogno di qualcuno che si preoccupi della sua vita e che lo raddrizzi perché è veramente insopportabile, io mi arrangio! Addio e spero di non rivederti mai più, povero deficente ripieno di orgoglio, stupidità ed ignoranza! 

Sab

25

Ago

2018

ciera una volta

Sfogo di Avatar di farnightfarnight | Categoria: Altro

vorrei formulare nella maniera più completa possibile [considerati taluni limiti di tempo] un pensiero che in passato ho accennato/cominciato più volte

una delle cose che mi spiace non aver compreso nel periodo scolastico elementari/medie/superiori, e forse università, sono i maestri/professori/docenti
il fatto che siano umani, persone con attitudini, preferenze, hobby... una vita, diciamo

sentivo parlare altre persone di 'particolarità' riguardo i loro insegnanti (in genere in maniera negativa), o comunque di "cose"
io non lo so, vivevo la cosa in maniera distaccata, cioè la persona dall'altra parte della cattedra dice di fare qualcosa, fine, non è che sia possibile discuterne o altro
e invece ovviamente non è così, non è che i loro 'ordini' arrivino "dall'alto", incontestabili e assoluti

questo secondo me mostra due problemi di fondo, il più importante è il fallimento dell'istituzione scolastica, credo, o dei professori stessi, nella loro inabilità professionale
questa non vuole essere una critica nel senso che siamo tutti nella stessa barca, loro erano pessimi insegnanti e io ero un pessimo studente, è più una constatazione, una realizzazione
per tanto tempo ho pensato che avrei anche potuto fare l'insegnante in modo da provare a dare almeno a qualche studente un professore migliore dell'offerta attuale; non so se effettivamente sarei stato migliore, però ho ancora contatti con persone che studiano, e vedo ancora grossi errori
incapacità nel rapportarsi (ma questo è complicato, punto e basta; le differenze tra alunni e personale scolastico sono enormi), grossi difetti nello spiegare, problemi nel programma... è una cosa di cui comunque a me importa; ovviamente queste questioni non appartengono a tutti gli insegnanti

altra cosa ovvia è che io noto le parti che conosco meglio e che mi riguardano; non sono di certo in grado di dare valutazioni a 360 gradi... questo non significa che non possa fare la mia parte
faccio un esempio, alle elementari degli studenti facevano il dito medio ad una delle maestre, fuori da scuola; lei non sapeva neanche cosa significasse questo gesto, in realtà
questo sfogo potrebbe diventare molto lungo

mi rendo conto che la quantità di informazioni da dare agli studenti sia enorme, e quindi non si può che tagliare qualcosa... e, di nuovo, tanta gente ha le sue opinioni da dare (o da infliggere), opinioni anche estreme per quanto mi riguarda
altro esempio: le maestre delle elementari non erano state in grado di capire che un compagno fosse dislessico
ma sulle mie elementari davvero c'è poco che è andato positivamente, prendere esempi da lì... diciamo che spero solo non rappresentino il caso medio, e procediamo su altro

altro esempio che mi dà fastidio, è stato quando alle superiori, corso di informatica all'istituto tecnico, ci vengono a dire che per accedere al laboratorio di informatica  dobbiamo comportarci bene perché è un lusso, non ci è dovuto
ora, posso più o meno capire le loro intenzioni, ma in effetti non è così; se non insegni ad usare un computer a degli studenti a) di informatica b) nell'era dell'informatica c) nella città dell'informatica, allora non stai svolgendo il tuo lavoro correttamente, fine
non puoi permetterti che degli studenti escano da lì senza esperienza su un pc

c'è poi il sempreverde rapporto col mondo del lavoro: è noto che la scuola non prepara al lavoro, ma una volta non era così e non deve essere ancora per forza così; le superiori mi sembrano già un periodo in cui è lecito introdurre genericamente cosa significhi lavorare nel senso di fare le cose bene, organizzarsi, gestire rapporti professionali... sono cose assolutamente non banali per certe persone, altre invece ci hanno già avuto a che fare e si trovano a loro agio, ma mi pare stupido lasciare queste cose al caso

comunque, riprendendo il discorso insegnanti
anche dal punto di vista loro, quando non c'è un rapporto chissacché profondo con gli studenti va a finire che diventano più freddi, meno interazioni, meno fiducia, meno opzioni, in generale meno qualità e meno benessere
questo purtroppo se non c'è nessuno a osservarlo, nessuno con una mentalità aperta e che possibilmente ha risolto queste problematiche, va a finire che rimane tutto così

tipo, alle medie ho avuto due professori con problemi di alcolismo (cosa stavo dicendo sulle elementari?...)
per me non so non significava niente, che ne sapevo io di cosa prova uno in quella situazione
ora, uscito dalla scuola da anni, ho frequentato qualche associazione dei 12 passi e ho potuto capire a cosa va incontro certa gente, cos'ha vissuto, cosa può aver passato; alcolisti, mangiatori compulsivi, nicotina, gioco d'azzardo, narcotici, e altri ancora, e posso dire di comprenderli molto meglio
ma all'epoca, 12~14 anni, sono strani e basta, uno non conosce famiglie distrutte, reputazione, sensi di colpa, ecc

un insegnante era la legge, non era possibile un'interazione, tutto o niente
quando arrivavo a scuola e non avevo fatto compiti o studiato per me non c'era rimedio, era tutto perduto, era un danno irreparabile
col senno di poi questa è una scemenza colossale; posso studiare e presentarmi un'altra volta, possiamo discuterne e trovare una soluzione, ci sono innumerevoli modi in cui possiamo risolverla

ma questo spiega quello che per me è forse il più grosso problema, perlomeno di ciò che è stato il mio rapporto con la scuola, mettendo da parte il mio problema a integrarmi
e cioè che questo atteggiamento è stato totalmente fallimentare, ma fallimentare al punto che in parte è stato più nocivo che altro
anche tralasciando i loro problemi a livello umano e personale, non so come si fossero preparate quelle persone per essere insegnanti, né so se magari fossero state "traumatizzate" dalle nuove ondate di studenti stronzi, non lo so... (inutile negarlo)
però non ne è risultato un ambiente in cui i prof riuscivano a trasmettere qualcosa, per dire, trasmettere la loro passione per la materia, o la passione per l'insegnamento stesso, o trattare gli alunni come esseri che - anche se hanno ancora tanto da imparare - comunque hanno un cervello per ragionare

son stati quanti, 13 anni di mortorio, di travagli, di paura, di attrito
se penso a quello che sarebbe potuto essere, cioè ovvio che c'è da faticare, ma dopo aver visto questo è facile immaginare come altre scuole possano produrre persone creative, persone in grado di competere, di innovare, ecc
e quindi sto valutando davvero quale sia il bilancio di questa esperienza, cosa mi ha davvero dato sia sul livello tecnico che sul livello umano, perché i rapporti umani erano zero, anche coi compagni, e quello che uso ora per lavoro l'ho imparato praticamente tutto nel mio tempo libero a casa
e il lavoro l'ho trovato grazie ad un amico, non grazie alla scuola
non lo so, qualcosa che non va c'è

ps da questi anni escludo l'asilo perché l'ho passato dalle suore
non penso meriti nemmeno una menzione dal punto di vista di un'analisi

qualche altro pensiero
È successo che un'insegnante, quella di italiano e storia, visti i miei problemi si fosse rivolta a me una volta quasi fuori dal suo ruolo e da un punto di vista personale, e questo credo sia l'unico esempio che posso portare.
Posso comprendere che un prof sia depresso dopo che il sistema [ndf per i complottari, questa vuole essere un'accezione molto leggera del termine] per cui lavora lo porta a formare studenti senza personalità, senza voglia di studiare, con cui non riesce a relazionarsi, e che statisticamente non saranno mai nessuno nella vita, e che quindi non porteranno né risultati né orgoglio ai responsabili della loro istruzione.
Riguardo passioni, ambizioni, e altre possibili connotazioni positive del corpo insegnanti, queste è possibile vederle di più probabilmente all'università, dove è più probabile trovare persone che fanno ricerca, persone che sono lì perché è bello esserci e perché sanno di poter dare qualcosa, e magari addirittura sono intellettualmente agili. La mia esperienza con le scuole precedenti a quella è per la maggior parte con persone che son rimaste a ciò che avevano imparato 20-30 anni prima, senza nessun interesse a progredire. Non sono nozioni per forza errate, ma eventualmente sono obsolete. Tutta un'altra cosa è una persona che sa rendere interessante la materia, arricchirla, e magari con cui si può discutere di piccoli progetti magari come interesse personale.
E simile al punto precedente è anche quello che vado ad elaborare, cioè l'apertura mentale di chi si prende l'onore e onere di tentare di inculcare qualcosa nelle zucche vuote e caotiche delle piccole persone di cui sta in compagnia per ore al giorno. Non è solo il bagaglio di esperienze personali che fa la differenza, ma anche il (quello che dovrebbe essere classico) confronto con realtà differenti e persone differenti, l'attitudine ad affrontare le situazioni con risoluzione, ecc. Perché dico questo? Spiegare una lezione è relativamente semplice, la parte complicata arriva quando uno alza la manina e dice "non ho capito". Lì non solo deve aver capito il concetto chi sta tentando di spiegarlo, ma è possibile ci sia il bisogno di formularlo in una maniera adatta al destinatario. Questo richiede il comprendere un minimo la sua visione del mondo, che può essere una tecnica, una umanistica, una artistica, e altre ancora. Senza aver preventivamente fatto esperienza con queste categorie non si può pretendere di ottenere il successo necessario. Da qui il discorso può proseguire quasi all'infinito. Basti pensare al dovere della pulizia di discorso e dell'onestà intellettuale, cioè fare ordine quando vengono messe sul tavolo opinioni randomiche o quando si affrontano temi con un importante livello di incertezza. O temi verso cui qualcuno è sensibile.
Ok, penso di poter finire di blaterare qui.

Tags: zercher

Sab

25

Ago

2018

Mia moglie non mi lascia fare un weekend fuori con amici

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao, avrei bisogno di un consiglio, soprattutto da voi donne. Sto con mia moglie da 7 anni, sposati da 1. Per settembre avevo organizzato un viaggio con amici all'Oktoberfest, giusto un weekend veloce. Nello stesso periodo (ma in weekend diversi) dovremmo traslocare, e più o meno da quando ho organizzato mia moglie è arrabbiata e continua a rinfacciarmi il fatto che io vada a ubriacarmi (anche se questa non è un'attività prevista per la vacanza) invece di stare li a preparare le cose per il trasloco. SI è arrabbiata cosi tanto che alla fine non so come è riuscita a convincermi che avrei dovuto annullare tutto. SInceramente non ho motle amicizie rimaste avendo vissuto in varie città, e non vado mai a fare viaggi con amici. Sarei anche andato con lei ma quest'attività non le interessa. DIce che avrei dovuto dire di no in partenza perchè ero gia andato altre volte e per lei è un'esperienza che non avrebbe più senso se ripetuta ogni volta (soprattutto non essendo uno che vive in zona) e che quest'anno in quel periodo non avrei dovuto prendermi impegni e lasciarla sola. Io da parte mia non ho mai negato niente a lei, che però trova molto facile opporsi a ogni mia idea di attività. Secondo voi sbaglio ad annullare tutto e rischaire di perdere una delle poche amicizie che mi son rimaste alla mia età (perchè tirare un pacco del genere a pochi giorni dalla partenza è sbagliato) o è meglio se provo a convincere lei che non succederà nulla di male?

Sab

25

Ago

2018

opportuniste

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

non è possibile che mi chiamate solo quando non sapete a chi dire i vostri problemi, poi quando vi chiedo di uscire non potete e poi vi vedo fuori con altre... avete rotto... da oggi in poi se volete una consulenza o una persona con cui sfogarvi mi faccio pagare, e che cavolo! 

Sab

25

Ago

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ogni giorno penso a te

Ogni istante

Non sai cosa darei per mostrarti  cosa accade dietro un monitor

Giuro di non averti detto cazzate

Lo giuro sulla mia vita

E mi sento morire dentro perché pensavo potessi stare meglio

Ma sto peggio

 Chi ti ha contattato è la mia migliore amica

Che secondo te prima o poi mi abbandonerà

 Ha detto che avrebbe voluto darti il mio numero

Ma hai rifiutato

Ho creato kik PER TE

PERCHÉ PENSAVO VALESSI LA PENA

MA ORA MI SPAVENTI A MORTE

COSA VUOI ORA DA ME?

 Sono pentita di essere entrata in chat per sfogarmi

Ma GRAZIE ANCHE A TE ORA HO COMPRESO QUELLO CHE NON VA

VAGO ANCORA... NON DORMO...NON VEDI?

AVREI CONCESSO A TE DI AVVICINARMI

PERCHÉ MI FIDAVO

MA ORA HO PAURA

CREDIMI

PERCHÉ NON SO CHI TU SIA

 

Sab

25

Ago

2018

Nessuno mi conosce

Sfogo di Avatar di IoSonoIoIoSonoIo | Categoria: Altro

Nessuno in realtà mi conosce veramente. Quando sono con altre persone non sono mai me stesso e sono stufo. Con gli amici con cui esco divento una persona piatta perché preferisco non esprimere mai la mia, penso sempre che a nessuno interessi ciò che dico, anche perché spesso non mi ascoltano. Con i miei genitori sono  ancora un'altra persona, sempre col muso,menefreghista, penso che loro mi vedano come un inetto, un fesso, una persona poco intelligente,insomma, un incapace. Quando sono da solo a casa sto bene perché sto nel mio e posso essere io. Però poi mi faccio schifo. 

 Mi parlo allo specchio e cerco di capire cosa ho di buono, penso che ho degli amici, ma penso che quando esco con loro l'ansia mi uccide, non riesco a mangiare e vomito nel caso. Piango. 

Penso di avere dei problemi di non essere normale e allora non mi faccio più vedere per un po'.

Vorrei una persona che mi apprezzi, ma credo che fin quando non la troverò rimarrò in questo limbo. 

Ven

24

Ago

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non ho nulla da confessare... ho solo voglia di parlare. Non avrei mai pensato, fino ai tempi dell'adolescenza che sarei rimasta senza nessun amico...zero. Eppure ne avevo abbastanza, mi piacere avere una vita sociale. Col tempo mi sono ridotta da sola. Ho una grande famiglia, animali, "amici" che vanno e vengono da casa mia... eppure nessuno con cui io possa parlare. Mi sento sola. Mi sembra che la vita stia correndo via da me senza che io riesca più a gestirla.

Ho un'alta concezione di me, della mia persona, mi sento davvero migliore rispetto a molte persone... Dicendolo sembra un po' presuntuoso ma lo penso davvero. I miei pensieri si articolano in maniera buona, almeno finchè non sento che l'altro lo meriti.

Cerco di leggere le persone e quando ne conosco qualcuna, specialmente se non fanno parte del "gruppo vip" la guardo sempre in potenza e cerco di dare il massimo per dargli quello che altre persone, per dettagli più o meno importanti, non gli danno.

Sì, sembra un pensiero contorto senza sapere i fatti, ma non importa. Non so perché ho iniziato a parlare di questo.

La verità è che nella vita privata, è vero che sono sola, ma le persone che "ho salvato" mi hanno adorato, chiunque mi conosca sa che sono un uragano, che stravolgo la vita delle persone, che so dare tanto e che sono davvero una come poche. 

Mi tortura il pensiero che questa stessa impressione io non riesca a darla in altri campi. Sto cercando lavoro da un po', vengo sempre scartata. Eppure a me sembra che i colloqui vadano bene, mi espongo in lingua italiana, mi presento per come sono... ma vengo sempre scartata. Non immaginavo che avrei suscitato questo nel selezionatore, avevo un'autostima più elevata. Autostima che stanno prendendo a bastonate, uno per uno. Da una parte penso che mi scartano perché "non mi so vendere", non riesco a far capire il 40min di conversazione che sono una persona ricettiva come pochi, che imparo davvero tutto subito e non c'è niente che io non sappia fare (forse dicendolo mi prendono per falsa?), d'altra parte mi sto ponendo sotto analisi.

Io vengo dal sud, e sicuramente il mio accento è diverso dai lombardi... potrà mai essere questo motivo di esclusione? se io fossi una recruiter a .... non so, Catania... non escluderei un candidato perché ha accento di Bolzano. Ma al nord vale lo stesso?

ipotesi n2, posso non piacere per il mio aspetto. Non avrò forse i lineamenti delle belle ragazze magre e appariscenti che si vedono in giro, ma sono pulita, ho un sorriso bianchissimo, mi vesto sempre in maniera ordinata (forse non all'ultimo grido, dato qualche kg di troppo, ma nemmeno come una suora)... credo di presentarmi bene, Quindi mi sorge il pensiero: può essere che mi scartano perché sono grossa? e per grossa intendo 78kg x 165 . Poi vedo certe foche sciatte coi capelli sporchi e l'alito pesante che hanno un lavoro... e capisco che se fosse per questo potrei ancora avere speranza.

Non saprei che altro ipotizzare... fatto sta che mi sta demoralizzando tanto questa storia. Finché venivo esclusa percHè il cv era squallido lo arrivavo a capire, ma essere esclusa solo dopo aver portato la mia persona in carne ed ossa mi uccide lentamente. L'idea di me "tutto fare" viene presa a bastonate e vengo buttata in un angolo, dopo che per 26 anni sono stata considerata sempre la persona a cui rivolersi per avere qualsiasi tipo di aiuto. Ora mi sento esclusa, emarginata, schifata.

Nonostante questo continuero a cercare lavoro, perché mi serve. Prima di tutto per me stessa, per ricordare a me stessa che sono sempre la persona che non molla davanti a nulla e che da sola può fare tutto.

Quando ho deciso di iscrivermi all'università ho cambiato città, dall'estremo sud sono passata all'Italia centrale. E' stato difficile, il primo anno mi ricordo ero molto depressa, anche perché ero lontana dal mio ragazzo dei tempi, cittàà nuova, amicizie nuove... ma ce l'ho fatta. Ora tutta la mia nuova vita è lì, ma mi sto facendo coraggio per cambiare ancora, per andare ancora più al nord e rivivere di nuovo l'esperienza di stare lontano dal mio ragazzo e in una citta nuova, amicizie nuove, lavoro nuovo.

Una paura terribile di ricominciare una seconda volta, eppure ci sono. Perchè voglio concludere qualcosa in vita mia, e non posso stare ferma ad aspttare che il tempo passi. Ma sembra che questo non importi a nessuno. Vorrei Mi sembra sempre che nessuno effettivamente capisca cosa provo, con un pensiero fisso ogni giorno. Vorrei un po' di supporto, almeno dal mio ragazzo visto che in famiglia non parlo di cosa provo... Ma neanche lui sa darmelo.

Non perché non mi voglia bene, forse è solo un po' "troppo" diverso da me sotto questo aspetto. Non capisce che se a mezzogiorno gli dico che sono triste, magari mi da supporto sul momento, ma non capisce che la mia tristezza la ritroverà nel pomeriggio e nei giorni dopo finché qualcosa non cambierà o finché non mi farà effettivamente distrarre.

A volte si rivolge che è un amore, altre volte se lo scorda totalmente. Ma non voglio che parli con me sempre di cose pallose vorrei anche solo che avesse il pensiero a tenermi un po' più compagnia, a farmi sentire un po' di più la sua presenza anche se siamo distanti, anche con una chiamata in più o un sorriso in più, o anche se solo mi proponesse di giocare o fare qualcosa insieme anche se siamo distanti...invece lui se lo scorda proprio, ha anche le sue cose da fare ecc, ma io mi sento sola. Terribilmente. Una solitudine che mi divora. Una paura per il cambio vita che mi attanaglia e non ho il giusto supporto. Vorrei fare tutto con lui, stare sempre con lui, parlare sempre con lui... forse è per questo che non mi sembra mai abbastanza... 

Il bello è che nonostante ci pensi sempre e nonostante io voglia praticamente un rapporto più ossessivo (non da malati, solo un po' di più di quello che ho)... sento tanto amore ma sento di doverne manifestare di più e riceverne più manifestazioni, voglio sempre più presenza più squadra... sempre di più sempre di più ne sento la necessità...be, nonostante questo a causa di tutti i miei pensieri che mi tormentano ogni giorno divento isterica e per un motivo o per un altro finiamo sempre a discutere.

Vorrei più squadra ma mi sento sempre più  insicura, e vado ottenendo l'effeto contrario. Mi sto trasformando in un mostro.

Tengo sempre duro, cerco sempre di essere forte, sempre più forte, ma sento che dentro ogni tanto vado in pezzi. 

Come ne esco? Domanda da un milione di dollari, sia perché non so più che ho scritto qui sopra, non se se bbiate effettivamente capito nulla della mia follia, sia perché non so se nessuno sia arrivato a leggere effettivamente la domanda o si è sparato prima dalla noia xD

Insomma, non so che ci faccio qua. Anche se ammetto che scrivere parte dei miei pensieri a muzzo mi è piaciuto.

ciao 

Ven

24

Ago

2018

Mi cade il mondo addosso

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sto malissimo, mi sono senore ritenuta una brava persona con pensieri buoni e ho sempre voluto più il bene degli altri che ilmio.

Questo mi ha portato ha non pensare alle conseguenza della mia bontá e ora tutto mi si ritorce contro.o

Il mondo fa schifo, la giustizia fa schifo, lafamiglia fa schifo, tutto mi sta ammazzando.

Tutto insieme

Io per fare del bene o fatto del male all amore della mia vità senza volerlo

Eora mi ritrovo conun angoscia, una paura, un disgusto verso me stessa... Mi faccio schifo e non non sono utile a nessuno... Sono da sola, e questa solitudine me la sono creata io, con lamia troppa bontá e ingenuità.a

I miei genitori mi hanno tradito, dopo che io ho tradito perloro! I miei amicimi hanno tradito dopo che io ho combattuto per loro. E dietro a tutto uesto dovevo solo stare accanto all amore dellamia vità al papá di miafiglia. E invece per proteggere tutti gli altri ho annegato lui! E ora tutti mi hanno accoltellato e io ho accoltellato lui. 

Mi sento uno schifo, mi sento sola, fessa, cattiva, traditrice, e non so come risolvere tutto questo schifo. 

Ho unangoscia  insopportabile. 

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