Sab
25
Ago
2018
Nessuno mi conosce
Nessuno in realtà mi conosce veramente. Quando sono con altre persone non sono mai me stesso e sono stufo. Con gli amici con cui esco divento una persona piatta perché preferisco non esprimere mai la mia, penso sempre che a nessuno interessi ciò che dico, anche perché spesso non mi ascoltano. Con i miei genitori sono ancora un'altra persona, sempre col muso,menefreghista, penso che loro mi vedano come un inetto, un fesso, una persona poco intelligente,insomma, un incapace. Quando sono da solo a casa sto bene perché sto nel mio e posso essere io. Però poi mi faccio schifo.
Mi parlo allo specchio e cerco di capire cosa ho di buono, penso che ho degli amici, ma penso che quando esco con loro l'ansia mi uccide, non riesco a mangiare e vomito nel caso. Piango.
Penso di avere dei problemi di non essere normale e allora non mi faccio più vedere per un po'.
Vorrei una persona che mi apprezzi, ma credo che fin quando non la troverò rimarrò in questo limbo.
7 commenti
Credo che prima di trovare qualcuno che ti apprezzi devi essere tu stesso ad apprezzarti. Mettiti un po' sotto analisi, ti piaci? Se no, cosa non ti piace di te? Come lo vorresti? Come puoi fare per cambiarlo?
Ogni punto lo dovresti analizzare e affrontare singolarmente.
Appena ti piacerai tu e acquisterai più fiducia in te stesso vedrai che le cose andranno meglio di riflesso su tutti gli altri campi
Quello che mi piace di me esteriormente è l'altezza, il fisico e gli occhi. Per il resto vorrei essere totalmente diverso. Vorrei invece non essere quello che può solo far divertire le persone e a volte un po' "fesso" e sempre impacciato per l'ansia, ma vorrei essere preso sul serio magari essere visto come una persona più profonda, magari con degli interessi.
Quando sono con il mio "migliore" amico sono una persona più sciolta, che sa fare dei discorsi, che fa ridere, ma che sa sostenere anche una conversazione più alta, capace di dire la sua.
Tu sei me
Raccontami un po
non dipende da quello che è intorno a te, ma da quello che è dentro, non c'è nulla di anormale o sbagliato dentro, ti senti come una mano che perennemente stringe il tuo stomaco, una pesantezza che annulla tutto nei momenti più bui, probabilmente muovi continuamente e velocemente (o spesso) le gambe, in particolar modo la gamba destra, nei momenti bui ti seppellisci nel letto, le tue relazioni sociali ne risentono pesantemente, inizialmente il vomito è un ottimo meccanismo di "scarico", ti senti come se avessi proiettato fuori tutto il male che c'è dentro, un atto liberatorio che ti fa stare meglio, penserai che basta vomitare per stare meglio, e nel momento che lo realizzi il meccanismo non funziona più, per un momento hai pensato di poter gestire il tutto chiudendoti nei tuoi momenti "bui", ma ti accorgi che con il tempo questo "malessere" aumenta.
Non è nulla di anormale o "malato", è solo ansia, mal di vivere, non voglio sminuire il problema o ridurlo a barzelletta so che ti appare insormontabile, ma credimi non lo è, solo che probabilmente non hai gli strumenti per affrontarlo.
Consiglio non richiesto: anche se è l'ultima cosa che vorresti fare, anche se pensi che non serva a nulla, che non possano capirti, o che se ne freghino di te perchè indaffarati in altro, chiedi aiuto a i tuoi genitori, parlagli con franchezza, troveranno una soluzione, io credo di sapere qual'è, ma tu devi scoprirlo da te, intanto il primo passo per risolvere un problema mi sembra che tu l'abbia già fatto... riconoscere di avere un problema, e credimi non è affatto poco.
ah... dimenticavo la cosa più importante... tu ... sei... NORMALE!
A proposito del vomito negli ultimi quattro mesi la mia ansia è diventata paura di vomitare, non riesco a mangiare con persone che non conosco e che penso potrebbero giudicarmi o con le quali dovrei avere una conversazione ed effettivamente se vomito sto meglio. La situazione è diventata insostenibile perché evitavo di andare a casa di amici a mangiare oppure alle varie cene. Quindi ne ho parlato con i miei e tra un po' inizierò un percorso da uno psicologo perché è un grosso ostacolo che non posso affrontare da solo. Hai ragione, la gamba destra ha dei tick quando sono a tavola in ansia, oltre alle mani che tremano durante i primi bocconi. Per la forte ansia circa un mese fa ho avuto tremolii al piede per una settimana.
Grazie di aver condiviso la tua esperienza.
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Ehi, a meno che tu non sia un serial killer stupratore non fai schifo ;) dici che quando sei da solo riesci a essere te stesso. E com'è questo tuo Io autentico? Riusciresti a descriverlo? :)