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Ven
01
Mar
2019
Le mie insicurezze non mi fanno vivere.
Ciao a tutti, mi sono iscritta adesso qui volevo sfogarmi.. ho 17 anni e vado al 4 superiore, sono una ragazza molto chiusa e molto timida.. con i miei compagni di classe sono molto chiusa nonostante siano passati 4 anni non sono riuscita a relazionarmi tanto o a costruire qualcosa.. questa cosa mi fa soffrire ogni giorno .. vedo le mie compagne cosi aperte che scherzano sono solari .. quanto vorrei essere cosi, non mi piaccio per niente se potessi mi cambierei il carattere di merda che mi ritrovo.. mi odio odio il mio carattere chiuso .. l unica persona che mi conosce davvero è mia sorella con lei sono me stessa al 100% scherziamo parliamo di tutto , abbiamo un rapporto bellissimo siamo inseparabili usciamo sempre insieme.. lei è molto diversa da me è piu aperta scherzosa solare con gli altri.. la cosa che mi ha piú spiazzato in assoluto sono le parole di mio padre, mi disse che il problema sono io, che sono un imbranata e che non parlo con nessuno, io ho fatto finta di niente perchè non mi faccio vedere dagli altri quando qualcosa mi ferisce, sono scappata in cameretta e ho pianto.. mi ha fatto sentire sbagliata, inadeguata dentro di me mi sentivo morire.. invece di spronarmi mi ha solo buttata giù.. io non lo sopporto mio padre .. non vorrei mai avere un uomo cosi al mio fianco. è brutto da dire ma purtroppo è quello che sento è una persona egoista , quando qualcosa non va bene se la prende con tutti e da ordini!, poi mi sento anche la 2 scelta a casa ad esempio con mia sorella vedo che attuano degli atteggiamenti diversi da me si interessano di piu alle sue cose , mia mamma sempre gli chiede cosa fa a lavoro dove sta quando esce del fidanzato.. a me invece non si interessano cosi come alle sue cose soprattutto mia madre.. non mi ha mai chiesto cosa non va col mio fidanzato o comunque quando ci esco cosa facciamo ecc.. colpa del mio carattere chiuso.. questa cosa mi fa soffrire troppo mi mangia dentro e non mi fa vivere la vita come.vorrei .. tutto questo mi logora dentro!
Ven
01
Mar
2019
Senza Titolo
Ho provato a fare di tutto ma non sono bravo in niente. Non so giocare a calcio. Non sono bravo nello studio. Non sono bravo nella musica. Non sono bravo a farmi amici. Non sono bravo a stare in una famiglia. Non ho qualità. Non trovo scopo in questa vita. Non ho mai aiutato nessuno. Non ho mai reso orgogliosi mamma e papà. Io non so perchè sono nato e non so neanche come ci sono finito qui. Qualsiasi cosa provi mi andrà sempre male. Mi dispiace. Io non so più cosa fare. Mi dispiace. Io non mi sento più umano. Mi sento solo vuoto. Un'inutile macchina priva di emozioni positive. Un robot che vorrebbe essere a tutti costi un umano ma non può. Mi sento come se una piccola parte di me vorrebbe uscire da questa stanza troppo buia, ma non ci riesce. Sto morendo. Anzi sono già morto. Non so perchè lo sto scrivendo. Tanto già saprò cosa commenteranno gli altri. Mi prenderanno in giro perchè devono far vedere di essere superiori e di avere una vita sociale migliore della mia. Gli altri mi faranno delle domande per cercare di aiutarmi ma le domande saranno, molto probabilmente, scontate. Nulla può aiutarmi. Mi dispiace di essere venuto al mondo e di dar fastidio a voi che state leggendo questo e a tutti quelli che mi conoscono.
Ven
01
Mar
2019
26 anni, nessuno si è mai accorto di me.
Quando girerà la ruota della fortuna anche per me? Quando vivrò anche io una bella gioia, una bella soddisfazione in ambito affettivo? Perché sono invisibile, certi giorni sono talmente depresso per questa situazione che non riesco a stare in piedi.. certo c è gente che ha sofferenze molto più grandi, ma io sto raggiungendo i trent'anni e si sa che dopo scorrono alla velocità della luce, non mi sono goduto nella vita.. ho sempre e solo lavorato.. perché non ho mai fatto scoccare la scintilla in qualcuno?
Ven
01
Mar
2019
Domanda
Quando una storia finisce e resta il dubbio che sia finita per un tradimento mai svelato...
Vale la pena di scoprire la verità?
Oppure è meglio non sapere?
Cosa preferireste?
Ven
01
Mar
2019
Pensieri sulla delusione (dal letame nascono i fior)
Sto meglio, anche se sono un po' stanca. Sento che alcuni pensieri mi rubano le energie mentali, ma voglio guardarli in faccia. Altrimenti fatico a concentrami su altro, su ciò che mi da leggerezza, fiducia e mi riempie il cuore.
È difficile concentrarsi sullo studio quando sono pre-occupata di qualcosa d’altro.
Ma voglio approfondire. Non voglio fermarmi. Voglio attraversare queste emozioni, anche se portano dolore. Ma mi permettono di mettere ordine e fare i conti con me, con quello che sono e ho vissuto. Per superare certi ostacoli NON insormontabili, anche se difficili da affrontare. Per capirmi e volermi bene.
Sono contenta che qualcosa dentro di me si sia mosso e che io ieri sera mi sia sentita delusa. Questa piccola crisi ha fatto sì che riemergessero dei piccoli tasselli, che ho la necessità di rimettere in ordine. Sento necessario farli riaffiorare e affrontarli consapevolmente. Voglio scioglierli. Voglio attraversare con coraggio questo dolore e viverne anche tutte le emozioni connesse. Ho voglia di crescere.
Cosa mi ha fatto riflettere questa mattina:
Pensieri sulle mie amiche del liceo. Sono state vicine a me, per lo meno materialmente e forse anche emotivamente, a modo loro. Ma non si sono rese conto del male che mi hanno fatto. So che ervamo piccole, a quell'età cerchi di decodificare il tuo mondo e cio' che ti sta accanto. Credo che mi abbiano anche voluto bene e su alcune cose non abbiano fatto apposta, ma io ho bisogno di tirare fuori alcuni pensieri.
Io ero sempre considerata la bruttina del gruppo. Quella non abbastanza. Si, simpatica, quello si… dovevo puntare su quello, altrimenti a cosa avrei mai potuto aspirare, proprio io? Al mio correspettivo maschile, ovviamente, al ragazzo considerato bruttino, grassottello ma proprio simpatico del gruppo degli amici maschi.
Loro non lo sanno immagino, ma io mi sono sentita svilita. Non abbastanza.
Da un lato ringrazio una di loro, di avermi detto che quella persona che ci aveva provato con me quella volta lo aveva fatto per… scommessa. Per una scomessa con i suoi amici e davanti a tutti loro. Umiliata. E io che ci ho creduto. Certo, mi era sembrato strano… ma alla fine… perché non sarebbe potuto succedere?
Dall’altro lato odio la leggerezza (che fosse effettiva o meno, IO l’ho percepita) con cui la mia "amica" me lo ha detto e il modo in cui gliel’ho lasciato dire. Magari voleva solo e mettermi in guardia, ma io non ricordo parole di conforto e vicinanza quando me lo ha detto.
Ho percepito il non rispetto. Avevo paura di cosa? La responsabilità è anche mia, non avrei dovuto permetterglielo.
Anche oggi capita che mi ridica che è strano che, proprio io, sono l’unica che adesso sono fidanzata tra il gruppetto di noi 3 amiche (sottotitolo: visto che noi eravamo fighe e fidanzate a 14 anni e tu cessina con poche speranze, è davvero strano). L’ultima volta le ho risposto che avevamo 15 anni (mio sottotitolo: è più normale la mia situazione, che a 30 anni sono prossima al matrimonio, che la tua che alla stessa età non sai ancora cosa vuoi nella tua vita sentimentale).
Ma voglio eliminare i sottotitoli per la prossima volta e, se dovesse venire fuori l’argomento, dirglielo in faccia. Io non sono la sfigatina del gruppo. Ho un fidanzato d’oro che mi ama per quello che sono, ne più ne meno. La persona davvero più speciale che abbia mai incontrato.
Ma quello che è stato, è stato. Quello che è, è. E' inutile dare colpe e fare dietrologie ruba-energie che non portano a niente. Cerco solo le cause temporalmente più vicine, le cause che hanno fatto riemergere in me questi pensieri.
Adesso guardo avanti e so di avere le risorse per sciogliere questi dolorosi nodi dell’anima. La sfida è avvincente e trovo stimolante fare i conti con questi anfratti emotivi. Solo io conosco certe ferite. Non le voglio nascondere, non voglio metterle sotto il tappeto. Le voglio tirare fuori, metterle li’, davanti a me.
Non posso negare che esistano queste mie emozioni e non lo voglio neppure. Per questo le voglio guardare in faccia, anche se fanno paura e se fanno male. Ma poi scopro che esce in me un leone, una forza che mi restituisce fiducia.
...E scrivere questi pensieri è la mia nuova medicina.
Ven
01
Mar
2019
Accettare o no un lavoro?
Voglio essere sintetico.
Sono stato chiamato, sondato e selezionato per un lavoro in uno degli ambiti per cui sto finendo di studiare, sebbene non la mia preferenza prima, ma comunque interessante. Chiamato da una grossa azienda milanese, bella e grossa, facente parte di un grosso gruppo internazionale, che non fallirebbe mai nemmeno se volesse.
Classiche 8 ore per 5 giorni, possibilità di continuare il lavoro da casa qualora si debba uscire prima, non arrivare per forza alle 8 o alle 9, e non uscire per forza alle 17 o 18, l’importante è che tu faccia 8 ore, possibilità di trasferte; insomma da come me l’hanno presentata e dalle testimonianze che ho letto il dipendente è trattato molto bene e messo a suo agio.
Offerta 25000/anno lordi con aumenti a scaglioni di 6 mesi fino ai 18, poi salite di livello varie ecc le classiche promozioni e minchiate per invogliare il dipendente a lavorare bene.
I pro sono:
.entrata mensile (seppur bassa rispetto alla vita improponibile di un cesso come Milano);
.vivere a Milano, che sebbene cesso, è una città viva con aspettative e possibilità, concrete e morali;
.fare un lavoro per cui ho studiato;
.lavorare in un’azienda figa;
.lavoro a tempo indeterminato;
.mangiare quello che voglio.
I contro sono:
.sputtanare soldi in affitto e avere un’entrata effettiva di forse 300 euro (in appartamento con altri non ci andrei più per ragioni ovvie);
.fare un lavoro che non è il lavoro dei miei sogni;
.lavorare;
.fare il dipendente come gli sfigati e arricchire non sé stessi, ma terzi;
.non avere a portata di mano i miei affetti (famiglia e amici);
.non trovare pronto in tavola;
.non trovare vestiti puliti nell’armadio;
.sgobbare per gli ultimi due punti;
.vivere in una città come Milano (sono tipo da paese, da giardino, da correre in campagna, da raccolta di uova delle galline nell’aia, da accarezzare i conigli nelle loro gabbie);
.vivere in una città mal sana;
.vivere tra extracomunitari, immigrati, gay e tante altre minoranze.
Io alle luce di questo una scelta l’ho già fatta.
Voi che fareste?
Grazie
LSVen
01
Mar
2019
Troppo divertente
Leggere miei post su sfoghiamoci del 2011 e scoprire che mi sfogavo per cazzate ♥️
Ven
01
Mar
2019
SOLITUDINE
Non é facile scrivere quello che starò per scrivere perché non so se riuscirò a farmi capire senza essere fraintesa. Il fatto é che da un paio di anni sono entrata in un vortice di solitudine dal quale mi sembra impossibile uscire. Mi sono ritrovata sola, senza amici, io che di amici in passato ne avevo tanti (premessa, ho 21 anni). Quando esco con qualcuno, sia che conosco già e sia che non conosco, entro in questo spettro di serietà, non riesco ad essere sciolta, spontanea, simpatica, sembro solo una che sta zitta e si fa i fatti suoi e a volte vengo fraintesa e presa per antipatica, vanitosa ecc.. Poi si aggiunge anche la timidezza e il sentirmi sempre inferiore a tutti, meno intelligente, meno simpatica, meno piacente e la cosa mi fa stare tanto male perché a me non piace stare sola anzi mi piace la compagnia, uscire, prendere una boccata di aria fresca, ma ultimamente non ci riesco proprio. Si accettano consigli, sono disperata.
Gio
28
Feb
2019
È questa la differenza tra amore e approfittare
Io quando pensi ad una casa mia con il mio ragazzo penso "cucineremo, dormiremo insieme abbracciati, ti preparerò questo, vedremo film ogni sera"
Mia madre con il tizio che ha visto 2 volte invece : ma 100 mq basteranno?
È una cazzo di arrivista di meeda, che sta approfittando di una persona economicamente stabile ma con problemi.
Non la sopporto
Gio
28
Feb
2019
È stupida
Non posso farci niente. Quando mia madre mi parla di "eh sì, ho detto al tizio che sto frequentando e che ho visto 2 volte che quando compreremo la casa la voglio di 100 mq, secondo te va bene per 2 persone?". L'ha visto due volte. Due! Non riesco a non dirle "ma non pensi che questo sia un discorso prematuro?"
Non riesco a concepire questa cosa. Non posso farci niente, già inizia a farsi un sacco di castelli in aria su una persona vista 2 volte! Parla addirittura di quando si trasferira con lui. Raga, no. È impensabile
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