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Dom
28
Lug
2019
Sono una donna fortunata
Ho due uomini, non uno solo. Ci penso tante volte al perché di questa situazione ma è così il destino. È iniziato quando mio marito mi trascurava forte e ha iniziato ad approfittare della mia situazione è economica. È un uomo dolce e gli voglio bene, non sto dicendo che è da buttare ma con lui c'è stato un periodo che desideravo buttarmi via e dimenticarmi di vivere.. perché ero sempre stanca e non si prendeva cura di me. Ho patito fame, freddo e lui non alzava un dito per impedirlo...
Son passati tanti anni e vicino a me c'è sempre stato un altro uomo, eravamo conoscenti. Un uomo simpatico, spigliato fin troppo con le donne e già sposato. Possiamo anche chiamarlo puttaniere se rende meglio l'idea. Fino ad allora i nostri erano solo discorsi di lavoro, un giorno abbiamo iniziato a parlare delle nostre vite e dei problemi che avevamo. Ho scoperto punti di vista sugli uomini che non conoscevo, non ho potuto fare a meno di fare confronti tra la sua e la mia famiglia.
Si chiede sempre alle persone, ai genitori, di essere grandi forti e autonomi. O di darci sicurezza.. invece poi tutto quel che cerca una persona è qualcuno che si prenda cura di lui o lei nello stesso modo in cui lui o lei fa con gli altri.. io non avrei mai pensato di diventare quel che sono oggi, il mio comportamento è sbagliato. Non l'ho fatto per un desiderio di rivincita. È che con lui sto bene..
Non so se ora sia tutto passato o solo una fase, ho cambiato modo di vedere la vita e non ho più pensieri strani sul come farla finita. Se fosse stato per la mia famiglia nessuno ha mai voluto capire quanto stavo male sia mentalmente che fisicamente poi.. è dovuto arrivare uno "stronzo" a tenermi compagnia (e io a lui) per farmi capire che la vita può essere breve, non contano gli anni ma stare bene. Non posso passare 10 anni di inferno quando neanche so' se la mia data di scadenza è vicina..
Dom
28
Lug
2019
Laurea magistrale e crisi esistenziale
Ho 25 anni e una storia travagliatissima con lo studio. Fin da piccola mi è sempre andato stretto l'ambiente scolastico e non ho mai particolarmente gradito studiare per interrogazioni e compiti, ma mi forzavo a dare un'apparenza da "brava bimba" solo per compiacere mia madre e i miei nonni, per avere i loro complimenti e sentirmi buona e amata. Sicché si è creata di me un'immagine quanto più lontana possibile dalla realtà: quella di "secchiona" amante dello studio, a cui non pesa affatto passare intere giornate sui libri e che punta solo ai voti più alti. Voti che ho preso: dalle elementari fino alla sudatissima laurea triennale in lettere classiche sono sempre riuscita a prendere il massimo, nonostante non avessi un vero metodo e la mia voglia fosse sempre pari a zero. Era la mia parlantina, era la fortuna o il riuscire ad assorbire tutto dalle spiegazioni in classe, non so. Semplicemente mi mettevo davanti ai libri per ore e ore - trascurando la mia vita sociale e qualunque attività alternativa - e tra un pensiero deconcentrante e l'altro qualcosa mi rimaneva. Era molto più facile quando qualcosa suscitava un minimo interesse in me, altrimenti era dieci volte più complicato riuscire ad assimilare anche solo un misero concetto. Fatto sta che la materia che mi riusciva meglio era italiano: non per un particolare impegno ma perché i miei temi (sproloqui di pagine e pagine; rigorosamente tema libero) piacevano agli insegnanti e amavo leggere di tutto. Così si è aggiunta un'altra sfumatura alla mia maschera: quella di appassionata di letteratura, quella che deve assolutamente frequentare il liceo classico e poi una facoltà umanistica, altrimenti avrebbe perso il suo enorme "potenziale". Per ribellarmi, piuttosto inconsciamente, a questo diktat, inizialmente mi sono iscritta a mediazione culturale, studiando francese (non so per quale ragione, dato che la mia preparazione risaliva alle basi delle medie) e tedesco. Tempo un semestre e mezzo e, anche a causa di una mia compagna del liceo che mi stalkerava letteralmente all'università, pur avendo preso 30 a tutti gli esami dati decido di smettere perché mi faccio prendere dalla trappola de "Ma la tua passione non erano le lettere? Che ci fai lì?!". Ennesima scelta di merda. Mi sarebbe bastato rendermi conto del fatto che invidiavo da morire quelli che studiavano giapponese, che ero così interessata (per la prima volta davvero) che mi feci fare venti euro di fotocopie dei loro appunti, per fare una scelta decisamente più sensata: cambiare francese con il dannato giapponese e non abbandonare la facoltà di lingue. Niente di tutto questo. Mi iscrivo a lettere classiche ormai completamente in balia degli eventi e ci resto, perché dopo aver voluto la bicicletta dovevo necessariamente pedalarla. Nonostante esami tostissimi, professori severi e la solita mancanza di forte interesse e motivazione riesco a terminare la triennale a pieni voti. Non mi laureo neppure che già sto frequentando la magistrale, senza pensarci, senza darmi tempo di capire cosa diavolo sto facendo e cosa voglio fare davvero - perché tanto devo fare per forza l'insegnante dopo questo percorso di studi, no? La magistrale la scelgo in filologia moderna (in pratica, la magistrale di lettere moderne) perché quella classica mi ha svenato. Inizio a bomba col solito 30, il primo corso mi piace e mi impegno sul serio. Da lì, una discesa nel baratro. Iniziano corsi assurdi senza capo né coda. Comincio a chiedermi cosa ci faccio lì, come se fossi in terra straniera. Tutti mi tartassano dicendo che il voto della triennale non conta, conta solo quello della magistrale, e che quindi avrei dovuto prendere una sfilza di 30 per assicurarmi un altro 110 e lode. Per la pressione, per l'essere completamente sola in un ambito totalmente diverso, per la mancanza di senso di questa magistrale, inizio pian piano a scivolare nella depressione. Evito le mie (già poche) amiche, sparisco, non rispondo più a nessuno, mi chiudo in casa, piango ogni giorno; soprattutto, non riesco più a studiare. Apro il libro, qualunque libro, e nonostante non sia nulla di così difficile rispetto a quello che mi costrinsi ad imparare alla magistrale non riesco ad andare oltre le due righe. Fisso le pagine, con occhi da morta. La mattina devo mettere una decina di allarmi sul cellulare per convincermi ad alzarmi, la sera non voglio andare a letto per il terrore che verrà domani e sarà un altro giorno in cui cercherò di studiare senza successo e dovrò vedere quei libri di cui non mi importa nulla. Disturbi psicosomatici iniziano a minare la mia salute, fino ad allora abbastanza buona. Gastrite cronica, cisti, tiroidite, disturbi intestinali, infiammazione alla colecisti, emicrania: a 24 anni la mia vita si consuma tutta tra ospedali e decine e decine di dottori. Vado in crisi col mio ragazzo. Per completare il quadro, pensieri suicidi spuntano come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mi costringo comunque a fare altri due esami e dopo l'ennesima crisi esistenziale vado da uno psicologo. Per lui devo finire subito questa magistrale, dato che ormai sono in ballo, e smetterla di piangere perché "non c'è tempo". WOW. Davvero, non l'avrei mai detto. Ma se sono da te evidentemente è perché questa cavolo di magistrale non riesco a finirla in fretta, saltellando sulla mia crisi come una lepre marzolina! Ora, un anno dopo, sono esattamente allo stesso punto di prima, anzi, la situazione (fisica e mentale) sembra peggiorare di giorno in giorno. Non credo ormai che abbandonerei, anche se non mi interessa nulla di quello che studio, se non altro per orgoglio. Vorrei solo...prendermi una pausa. Fermarmi un attimo a riflettere e dirmi "Si può sapere dove sto andando?". Vorrei darmi da fare lavorando di più di quanto faccio, acquisire esperienza del mondo - che non ho -, sviluppare delle competenze CONCRETE. Sono vent'anni che sto studiando ininterrottamente e controvoglia, senza nessuno svago, senza nessuna valvola di sfogo, in un ambiente familiare disastrato da violenze fisiche e psicologiche, droga e malattie mentali. Non incolpo i miei familiari di nulla, però. La colpa è mia che non ho saputo prendere in mano le redini della mia vita, non ho avuto la forza di distaccarmi da quelle dinamiche e pensare a me, alla persona con cui devo passare l'intera esistenza. Come ho detto, l'unico studio stimolante probabilmente sarebbe stato il giapponese alla facoltà di lingue. Quel treno è passato e ora è troppo tardi. Alla luce quindi di quello in cui ormai mi ritrovo, come potrei dire a mia madre che è tempo per il mio bene di prendermi anche una piccola pausa dall'università?
Attenzione. Non sto dicendo che non voglio far nulla, come se fossi una viziata a cui è sempre stato dato tutto perché NON È COSÌ. Vorrei solo CAPIRE. E fare qualcosa che per me abbia significato e mi faccia sentire realizzata nonostante le difficoltà.
Questo è il mio sfogo. Grazie.
Sab
27
Lug
2019
Il focolare (el hogar)
Non ho mai avuto una famiglia normale, né me ne sono fatta una propria. È possibile che in un futuro prossimo io abbia dei soldi in mano, la casa dove vivo sia venduta, e io me ne vada altrove.
Attendo questa opportunità da tempo però il cambio di vita mi fa un po' paura. Più che altro mi preoccupa il non avere parenti stretti che possano aiutarmi. Sono figlio unico, mia madre ed io non siamo in buoni rapporti, il resto dei familiari sono estranei e con loro non chinatevi mai a raccogliere le margherite.
Sarebbe stato diverso se ero piu giovane e/o fidanzato.
Mi manca "capitale sociale" che per definizione sono le persone che possono darci una mano nel momento del bisogno.
I soldi che avrei in mano sarebbero gli ultimi.
Venduto tutto, emigrato....
E se va male?
E poi cosa cerco?
Sono reduce da una convivenza dove sono stato sfruttato. Non vorrei che la cosa si ripetesse.
Però mi piacerebbe farmi una famiglia propria.
Di difficile attuazione, è un progetto che mi piacerebbe.
Spagna, Portogallo, o America Latina?
Poi servirebbe un investimento da fare, e dovrebbe andare bene.
Paura di finire sul marciapiede.
Voglia di andar via.
Pensierino sulla famiglia.
Età un po' al limite.
A 40 anni avrei avuto meno paura.
Settore di lavoro: costruzioni e commercio.
Boh.
Voi credete nel focolare?
Credete che sia possibile rifarsi una vita a 50 anni con qualche soldo in tasca, andando via dall'Italia?
Sab
27
Lug
2019
Finalmente ci prestano la macchina ma...
Finalmente dopo 4 anni che il mio ragazzo guida, hanno deciso di prestargli la macchina. Lui ha 26 anni ed i genitori sono una noia mortale.. glie l'hanno prestata solo per accompagnarmi a casa...
Quando gli dico che tra un po'possiamo uscire lui dice che ci vogliono mesi... ma sono 4 anni che aspettiamo! Che palle, fai un minimo di accenno alla Cossa cazzo!
Sab
27
Lug
2019
Dire cazzate
Un gradevole vaffanculo, a tutti coloro i quali ti dicono: stai facendo fatica col tuo primo figlio, vedrai che se fai il secondo sarà meglio, rinizi a vivere. Ma andate a cagare idioti.
Sab
27
Lug
2019
Il computer in sud-coreano
E niente.
In pratica oggi sono andato a casa dello zio di una mia amica a prendere delle cose che gli avevo prestato, e prima di andare via per una particolare congiuntura temporale mi sono trovato pochissimi minuti da solo in cucina con il PC del suddetto zio aperto sul desktop, senza password né niente. Pronto all'uso, diciamo.
E in quel momento era pure connesso alla rete Wi-Fi domestica, fortunatamente.
E allora che ho fatto?
Con gli occhi e le mani sul PC (e con le orecchie tesissime sulla porta di ingresso affinché potessi accorgermi per tempo se uno di loro due fosse rientrato nella stanza), ho fatto un balzo nel Pannello di Controllo e nelle impostazioni, e gli ho messo il computer in lingua-sudcoerana
(ho scaricato al volo l'aggiornamento da Internet, complice la connessione Wi-Fi cui avevo accesso, e ho impostato il sud-coreano come lingua principale)
Poi ho chiuso tutto e ho rimesso il desktop esattamente come l'avevo trovato, e al loro ritorno mi son fatto trovare seduto tranquillo e sornione come se non fosse successo nulla, sfogliando con nonchalance una rivista che c'era sul tavolo
Mi hanno congedato, strette di mano e convenevoli, e ho lasciato l'abitazione
Adesso voglio vedere come faranno a rimetterlo a posto, rido già solo a pensarci!!
Me li sto immaginando lì, con le mani nei capelli seduti su quella sedia della cucina a cercare in mezzo a tutti quegli sghiribizzi e strani geroglifici estremo-orientali dove si trova l'impostazione per farlo ritornare in italiano. Certo, perché per caso qualcuno di voi sa come si dice "Pannello di Controllo" in coreano, oppure "Cambia Lingua"? No, eh? Hahaha
Che spasso
Qui sotto mi viene chiesto se mi sento pentito per quello che ho fatto:
ebbene, LA RISPOSTA E' NO. Anzi, potessi tornare indietro lo rifarei di nuovo
Sab
27
Lug
2019
Senza Titolo
È successa una cosa che io reputo grave, volevo chiedervi un parere: con il mio fidanzato lo scorso anno abbiamo preso un cane. Non avevo mai avuto un animale domestico, e ho capito perché tutti ne parlano tanto: ci si affeziona troppo, lì si ama proprio, io all inizio facevo difficoltà, ma forse quando ho visto quanto amore dava, ho provato per la prima volta cosa significa voler bene a un cane. Benissimo. Devo dire che anche questo nuovo arrivo in casa, ha un po' riunito una coppia che, me ne rendo conto ora, era forse già morta da almeno due tre anni. Ora avevamo sempre di che parlare, la sua presenza in casa ci riempiva di allegria, insomma un po' ci aveva affiatati di nuovo.
Nel dire che la coppia era ormai forse morta, intendo che non è mai successo qualcosa di grave o eclatante, tipo un litigio o un tradimento, ma è stato un suo lento spegnersi nei miei confronti, che ammetto mi ha ammazzata nell anima, giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto.
Io vengo da una storia familiare molto, molto difficile, e lui era non solo il mio partner, ma ha avuto per me sempre una devozione, una fedeltà sincera da migliore amico, era il mio alleato su tutto, non litigavamo mai, sempre d'accordo, sempre dalla mia parte, poteva esserci qualche scaramuccia, ma dopo un minuto eravamo già lì a ridere, non riuscivamo mai davvero a stare arrabbiati uno con L altro.
pero negli ultimi anni lui, pur non perdendo questo atteggiamento di protezione e vicinanza, è diventato sempre più scostante,sempre meno attento alle mie esigenze, sempre vicino quando avevo un problema, ma solo perché è una persona estremamente buona, come uomo però non c'era più.
Se anche L amore ha a che fare con la morte, posso dire che L amore non è morto di incidente improvviso , ma di malattia lunga e dolorosa a cui lui mi ha sottoposta.
Se non che questo cane L anno scorso sembrava aver riportato la vita in casa e tra noi due. Ora, veniamo all accaduto: quest estate io sono tornata a casa, in Sicilia per le vacanze, lasciando lui e il cane a Milano, poi avrebbero dovuto raggiungermi al sud.
Lui cosa ha fatto? Sicuramente per il bene del cane, che avrebbe sofferto il caldo e la macchina, (infatti L ultima volta, in viaggio, vomitava ecc, abbiamo scoperto che soffre molto L auto) insomma si è organizzato lasciandolo a una sua collega.
ora, detta così non ci sarebbe nulla di male, ma ha fatto questa mossa senza assolutamente coinvolgermi, nonostante io gli chiedessi in più occasioni negli ultimi giorni di parlarne, lui era sempre evasivo, in effetti poiché a livello di vaccini, alimentazione ecc L ha sempre curato lui, io ero solo lì per le coccole, ha valutato lui così come la cosa migliore.
Ma il fatto che per L ennesima volta si sia mostrato ormai così indifferente alla mia opinione, alla mia presenza nella decisione, per me la dice lunghissima. Senza considerare che in questi anni, cercando i motivi per me inspiegabili del suo lento allontanamento, ho chiesto cento volte se si fosse innamorato di qualche collega, di parlarmene tranquillamente, L ho implorato pur di avere la verità, ma non c è stato nulla da fare, ha sempre negato che ci fosse un altra donna.
ora, a voi sembrerà infantile, ma il sapere che ha consegnato il mio, nostro cagnolino, nelle mani di questa collega a me sconosciuta e senza minimamente coinvolgermi, lo sto reputando un fatto gravissimo nella storia, non si era mai arrivato a tanto.
So che al mondo ci sono tanti problemi, ma per me lui è stato per troppi anni il mio più grande punto di riferimento, e a causa di questa vicenda, che è stata solo la ciliegia finale di una dinamica forse ormai compromessa, mi ha devastata. Lui continua a dire che sto esagerando, che ha agito solo per il bene del cane, e io gli ho detto "appunto!"
Fatemi sapere che ne pensate, sto già passando un periodo della mia vita orribile, loro due, lui e il cane, erano i miei unici punti di riferimento, e non ci voleva proprio questa cosa, mi ha dato la mazzata finale, in più mi ingelosisce troppo saperlo nelle mani di un altra, ditemi che ne pensate grazie mille
Sab
27
Lug
2019
Scusa perfetta per non uscire..
Sta arrivando una tempesta assurda dove abito, si stanno abbattendo temporali, grandine, raffiche di vento fortissime... quale scusa migliore per stare in casa, e non sentirmi in colpa per non aver fatto niente anhe questo sabato, tanto non sarei comunque uscito, non ho nessuno che mi cerchi da ora mai troppo tempo.. mi sto convincendo sempre di più che una volta che resti solo, purtroppo ci rimani, poi io non sono nemmeno un figo, sono un tipo normale, cicciottello... chi potrebbe mai notarmi? Amo questo tempo comunque, amo il vento, il freddo, la pioggia... hanno quel non so che di decadente, romantico, malinconico..
Sab
27
Lug
2019
Mai una gioia in amore...
Sono sempre stufo e annoiato oramai.. ho voglia di un amante, qualcuno di passionale che mi faccia bollire il sangue.. ma non ne trovo uomini così... mi è successo un anno fa di restare affascinato da un uomo di mezza età, molto affascinante brizzolato, con ancora un bel fisico sportivo e una faccia da porco.. gli si leggeva in faccia che era un porco, gli ho fatto capire di essere attratto da lui, sapevo che era sposato, ma qualcosa mi diceva che era bisex latente.. lui ha iniziato a fissarmi, mi fissava ogni santissima volta che veniva in ufficio da me, mi sentivo per la prima volta in vita mia desiderato, attraente.. aspettavo solo la sua mossa.. non so cosa l'abbia bloccato, non voleva rogne, o forse era imbarazzato.. una volta l ho beccato mentre mi fissava, l ho fissato anche con uno sguardo arrapato ed è diventato tutto rosso.. ero già pornto a fantasticare a come sarebbe stato bello scopare insieme, alle spalle della moglie, non mi interessava una relazione, io volevo farmelo a tutti i costi, volevo essere la sua cagna in calore... fatto sta che questo coglione non si è deciso a darsi una mossa e il gioco ha perso la sua attrattiva.. lui è sparito, non so perché, ho paura di aver preso un granchio, e se magari questo tizio non era bisex ma io lo avevo immaginato così.. però quegli sguardi continui, quel cercare sempre i miei occhi, come si fa a fraintendere una cosa del genere... è passato un anno e io come un coglione ancora lo desidero, lo penso, non ho mai provato una chimica così forte per qualcuno, sentivo che il momento era arrivato, che lui era l'uomo giusto per porvare certe cose... ma non è andata, ci sia una volta che sia fortunato in queste cose... ancora lo desidero ma lui non si fa più vedere, è sparito dalla circolazione.. non so cosa pensare.. ancora mi capita di fantasticarci, ho delle erezioni pensando a lui che non ho mai avuto in vita mia, addirittura l altro giorno sono venuto senza toccarmi immaginando di essere scopato da quest uomo.. sono troppo triste...
Sab
27
Lug
2019
Alis Volat Propriis
vola con le tue ali, vai dove ti porta il cuore, non la mente.
si è quel che si è destinati ad essere.
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