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Sfoghi: (Pag. 20)
Mer
30
Ott
2019
Sfogo ad oggi impopolare
Ho studiato e mi sono laureato. I miei hanno fatto sacrifici per farmi viaggiare, per farmi confrontare con gli altri in modo educato, senza dover pensare sempre e solo al denaro. Ad oggi mi trovo con poco e in un ufficio pieno di cafoni che con la scusa della loro iniziale povertà, si prendono delle confidenze. Ah giusto no è un'azienda quotata in borsa. E, chiedo perdono se lo dico, spendo la mia giornata con paesanotti di ogni tipo che mai capirò perché non siano rimasti a casa loro....
Non hanno gusto, sono competitivi e maleducati. Non hanno rispetto umano. Avendo potuto viaggiare per il mondo e per l'Italia so come relazionarmi con gli altri. Ammetto di mancare di professionalità qualche volta, ma non è colpa mia. Sono una persona delicata, gentile e non ho mai fatto le scarpe a nessuno.
Ho sempre cercato di aiutare. E forse l'errore è proprio questo. Non trovo un vero senso nel fare le cose. Spesso mi trovo a chiedermi:"Perché quella persona si innervosisce quando lavora?". "Perché le persone sono così meschine, cosi cattive?".
A volte basta davvero una giornata storta per farle cambiare di umore. Poi dicono:"Non ce l'avevo con te, non c'è bisogno di incazzarsi...". Psicopatici totali.
Mer
30
Ott
2019
soli
ma in fondo, soli, non lo siamo un pò tutti?
Mer
30
Ott
2019
Ho rinunciato
Ho rinunciato alla mia felicità per non scontentare gli altri, dovrei essere felice, ma non lo sono. Avrei dovuto essere più egoista e fregarmene
Mer
30
Ott
2019
Mi sento patetico
Perchè non riesco a farmi avanti con la ragazza che mi piace? Perchè non riesco a salutarla come se niente fosse e a parlare con lei anche se non la conosco? Ad essere brillante, ad essere disinvolto, vincente, sicuro di me, attraente? Perchè, anche quando mi decido a farmi avanti, finisce che desisto oppure qualche evento imponderabile fa sì che i miei piani e i miei propositi vadano tutti all'aria? Mi odio. In tutti gli altri ambiti della mia vita sono un tipo normale, in alcuni addirittura eccellente. Con le donne invece faccio letteralmente schifo. Ma non con tutte le donne. Solo con quelle per cui provo dei sentimenti. Odio innamorarmi. Quando sono innamorato mi sento debole, vulnerabile, alla mercè di tutti. Se solo potessi cavarmi il cuore dal petto lo farei. Sarebbe magnifico non avere sentimenti, nulla potrebbe scalfirmi, invece quando mi innamoro rimango in balia degli eventi e mi sento devastato. Perchè ogni volta che esco dal muro che mi sono costruito intorno mi sento così male? Perchè non sono come quegli uomini sfacciati, arroganti, strafottenti, noncuranti degli altri, che hanno successo in società come con le donne e si possono permettere di trattare gli altri come oggetti, anzi, vengono stimati proprio per questo? Perchè io invece se faccio lo stronzo vengo odiato, mentre se mi mostro per ciò che sono realmente vengo sbeffeggiato e deriso? Mi odio. Vorrei essere un altro, come nella canzone degli Eels "That look you give that guy". Perchè sono così "sbagliato"? Perchè sono nato perdente? Non potevo essere uno dei tanti che neanche si rendono conto di ciò che li circonda e vivono bene? Invece sono l'equivalente di Paolino Paperino che si fa fregare la fidanzata da Gastone. Mi sento patetico e se potessi sparirei per sempre.
Mer
30
Ott
2019
IncuboFinito
Dopo tanti anni sono riuscita a liberarmi della mia ossessione!!
E quello che idolatravo ed adoravo...ORA MI SEMBRA SOLO UN GRAN CESSO :-) ah ah
Giuro....ho guardato la sua foto per l'ultima volta, prima di cancellarlo definitivamente da whatsapp (ultimo contatto rimasto) e mi sono detta: MA DI STO CESSO MI SONO INNAMORATA???
AH AH AH
RAGAZZI
ORA STO TROPPO BENE!!
VI AMO
LA VITA E' BELLA
Mer
30
Ott
2019
(la) Vorrei
Un giorno senza pioggia e già mi manca!
Mer
30
Ott
2019
Primi figli e secondo geniti
Secondo voi è vero che i primogeniti aprono le strade ai secondi? Sopratutto con i parenti..? Che se ad esempio il primogenito non da retta a una zia e che quindi non va a trovarla ma la saluta e con saluto dico ciao, solo se la ritrova in casa ai pranzi di natale e basta? In qualche modo la rifiuta giusto? Ora vi spiego meglio
Io ho un fratello più grande, lui si caga solo mio zio materno con la sua famiglia e invece mia zia paterna da sola, non la va mai a trovare e gli concede un saluto solo se la ritrova a mangiare a Natale ma non ci parla neanche. Mio zio materno abita al piano di sotto della mia famiglia ma questo non significa che se l altra zia non abita li allora non se la deve cagare. A me ha messo in una condizione di disagio enorme. Io sono costretta a seguire i parenti che lui caga, se no se vado da altri parenti lui mi fa tagliare fuori dalla famiglia. Sono sempre stata obbligare a scegliere i parenti che sceglieva lui e mio padre si incassa del fatto che io non vado a trovare mia zia.
Mer
30
Ott
2019
Vita senza famiglia
Secondo voi una persona che Scappa di casa e dico proprio da situazioni pericolose che mettono a repentaglio la propria incolumità..puo vivere nella solitudine? Cioè senza contatti con mamma e papà e fratelli ecc..? Secondo voi si riesce a fare amici lo stesso? Secondo me no...una amicizia non non riesce a mantenere e costruire senza che non si ha punti di riferimento ancora in contatto.. Secondo voi queste persone sono destinate a morire e a cacciarsi nei guai?e a stare in mezzo alla strada? Nel vero senso della parola?
Mer
30
Ott
2019
Malattia dei bambini
Secondo voi le malattie genetiche sono dovute a qualcosa che non ha funzionato nell incontro tra spermatozoo e ovulo (cosa che penso io) oppure le malattie nascono per una sorta di scelta della madre che in qualche modo a condizionato li sviluppo del feto? Intendo a livello emotivo (Non a livello alimentazione ecc) ..cioè l intenzione come preoccupazioni e stati d animo può influenzare lo stato di salute e il creare malattie come la sindrome di down ecc?? (La seconda opzione la pensa una psicoterapeuta e secondo me proprio è una cosa che non sta ne in cielo ne in terra)
Mer
30
Ott
2019
Non voglio laurearmi
"Non si vive per accontentare gli altri", bella frase, bellissima, ma io non sono mai riuscita a metterla in pratica.
Ho 27 anni e mezzo, mi manca una materia e la tesi per terminare l'università, ma io non volevo andarci all'università. Ricordo quando un giorno, alle scuole medie, la professoressa chiese chi voleva prendere la laurea e io feci finta di non sentire per poter non alzare la mano e rispondere a quella domanda così scomoda. Poi arrivò il liceo, io ero indecisa tra vari indirizzi e mia madre mi disse: "Io ti lascio libera di scegliere, puoi andare al classico o allo scientifico". La cosa bella era che ripeteva questa frase anche davanti ad amici che le facevano notare come in realtà non ci fosse questo gran margine di libertà. Comunque come una stupida scelsi lo scientifico che frequentai con risultati nella norma e con poco entusiasmo. Poi arrivò il diploma e l'obbligo da parte della famiglia (soprattutto al solito mia madre) di iscrivermi all'università. Un giorno io ero sul letto depressa e lei mi tirò per le mutande pur di obbligarmi ad accendere il computer e informarmi sull'offerta formativa della mia città.
Negli anni del liceo forse, ma sicuramente durante quelli all'università, posso dire con sicurezza di aver conosciuto la depressione, la consapevolezza di fare una cosa che ti fa stare male, di non aver voglia di alzarti dal letto la mattina perché priva di stimoli. Non sono una persona senza ambizioni, voglio solo una vita tranquilla e un lavoro che mi permetta di vivere dignitosamente. Se avessi avuto il coraggio di prendere in mano le mie scelte probabilmente avrei frequentato il commerciale o il geometra e poi cercato un lavoro appena uscita dalle superiori, ma ad ogni mio tentativo di svincolamento mia madre rispondeva con scenate di vittimismo e poi si muoveva nervosamente per casa infondendomi una sorta di terrorismo psicologico.
Adesso non so ancora cosa voglio fare della mia vita ma sto cercando qualche lavoretto e faccio qualche breve viaggio soggiornando da amici in giro per l'Italia; e non mi sento in colpa. Ho un po' di ansia e pressione ma mi sento libera (da un paio di anni non vivo più a casa e mi mantengo da sola per il 75% grazie alle borse di studio). Sicuramente mi direte di stringere i denti e terminare gli studi perché mi manca poco, ma non credo di voler lavorare nel campo in cui sto studiando quindi mi sembra tutto tempo perso.
Ho solo la consapevolezza di aver sprecato molto del mio tempo che più nessuno mi ridarà indietro e spesso mi sento impotente di realizzarmi, bloccata dal peso che le scelte imposte hanno avuto sulla mia vita e il mio umore. Cosa mi consigliate per vivere meglio?
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