Mer
30
Ott
2019
Non voglio laurearmi
"Non si vive per accontentare gli altri", bella frase, bellissima, ma io non sono mai riuscita a metterla in pratica.
Ho 27 anni e mezzo, mi manca una materia e la tesi per terminare l'università, ma io non volevo andarci all'università. Ricordo quando un giorno, alle scuole medie, la professoressa chiese chi voleva prendere la laurea e io feci finta di non sentire per poter non alzare la mano e rispondere a quella domanda così scomoda. Poi arrivò il liceo, io ero indecisa tra vari indirizzi e mia madre mi disse: "Io ti lascio libera di scegliere, puoi andare al classico o allo scientifico". La cosa bella era che ripeteva questa frase anche davanti ad amici che le facevano notare come in realtà non ci fosse questo gran margine di libertà. Comunque come una stupida scelsi lo scientifico che frequentai con risultati nella norma e con poco entusiasmo. Poi arrivò il diploma e l'obbligo da parte della famiglia (soprattutto al solito mia madre) di iscrivermi all'università. Un giorno io ero sul letto depressa e lei mi tirò per le mutande pur di obbligarmi ad accendere il computer e informarmi sull'offerta formativa della mia città.
Negli anni del liceo forse, ma sicuramente durante quelli all'università, posso dire con sicurezza di aver conosciuto la depressione, la consapevolezza di fare una cosa che ti fa stare male, di non aver voglia di alzarti dal letto la mattina perché priva di stimoli. Non sono una persona senza ambizioni, voglio solo una vita tranquilla e un lavoro che mi permetta di vivere dignitosamente. Se avessi avuto il coraggio di prendere in mano le mie scelte probabilmente avrei frequentato il commerciale o il geometra e poi cercato un lavoro appena uscita dalle superiori, ma ad ogni mio tentativo di svincolamento mia madre rispondeva con scenate di vittimismo e poi si muoveva nervosamente per casa infondendomi una sorta di terrorismo psicologico.
Adesso non so ancora cosa voglio fare della mia vita ma sto cercando qualche lavoretto e faccio qualche breve viaggio soggiornando da amici in giro per l'Italia; e non mi sento in colpa. Ho un po' di ansia e pressione ma mi sento libera (da un paio di anni non vivo più a casa e mi mantengo da sola per il 75% grazie alle borse di studio). Sicuramente mi direte di stringere i denti e terminare gli studi perché mi manca poco, ma non credo di voler lavorare nel campo in cui sto studiando quindi mi sembra tutto tempo perso.
Ho solo la consapevolezza di aver sprecato molto del mio tempo che più nessuno mi ridarà indietro e spesso mi sento impotente di realizzarmi, bloccata dal peso che le scelte imposte hanno avuto sulla mia vita e il mio umore. Cosa mi consigliate per vivere meglio?
24 commenti
È giunto il momento di metterla in pratica. Chiediti "Cosa voglio?" e poi risponditi. Poi manda a farsi dare nel culo tutti quelli che ti hanno tolto libertà naturali e inalienabili, compresa tua madre.
Ricorda, la cultura non passa dallo studio. Men che meno dall'università.
Una persona può benissimo essere un ingegnere, senza avere la laurea.
E ormai fattelo questo ultimo passo
Almeno non avrai sprecato tutto
L'istruzione non è mai tempo perso è comunque utile nella vita per cultura personale Nesduno poi ti obbliga a non fare o cercare di fare quello che ti piace. Tanto più che molti laureati si devono accontentare di fare quel che trovano
Una laurea é sempre una laurea indipendente dal campo in cui andrai a lavorare. Pensa a tutti i soldi ed il tempo... un esame dallo, anche con 18, ma dallo!
L'unico modo per ricevere risposte è muoversi: non puoi aspettare di sapere c9sa vuoi fare e poi iniziare a cercare lavoro. Anche perché é nella pratica che scopri cosa ti piace fare. Quindi, manda curricula e coltiva le tue passioni... spesso alcune risposte ( non dal punto di vista lavorativo, ma da quello umano) si trovano proprio lì, dove c'è il cuore che batte e l'entusiasmo di fare.
Non dare retta ad Aurora. Meglio aver tempo perso e soldi che perdere ora la salute. Cosa te ne frega dei soldi? Li hai spesi, bon. È andata un po' storta? Bon lo stesso.
Se una cosa non ti rende serena, allora non la fai. Non è una balla, lo stress è una condizione che porta a malattie mica da ridere.
*Aver perso tempo e soldi...
Vedi, anche gli utenti qui vogliono farti fare qualcosa che ti fa star male.
Vi farebbe piacere se vi ingozzassero forzatamente con qualcosa che vi fa schifo?
Ti svelo un segreto. Le cose che puoi fare a 30 anni le puoi fare anche a 80.
Paradossalmente sono d'accordo con Lottascudo. Almeno per quanto riguarda il principio che c'è dietro. Perché non tutto si può imparare con la mera esperienza, per certe cose ci vuole una laurea, punto. Se tu fossi diabetico, ti faresti prescrivere l'insulina da uno che ha solo esperienza, senza che abbia studiato sui libri per anni e senza aver preso una laurea in medicina con relativa specialistica?
Lo so che il buonsenso comune direbbe di laurearsi, visto che manca poco, ma ci sono passata anch'io per questo dilemma e non sono così sicura che sia giusto prendere un diploma (inteso in senso generico) che alla fine è stato preso controvoglia. Da un punto di vista meramente psicologico, mollare anche a pochi passi da un traguardo indesiderato potrebbe aiutare parecchio in termini di autostima. Insomma, credo che sia un messaggio potente: è meglio guardarsi indietro e scoprire che abbiamo raggiunto certi obiettivi alti, ma vissuto una vita voluta da altri, oppure sapere che quegli obiettivi non li abbiamo raggiunti ma intanto la vita che abbiamo vissuto era esattamente quella che volevamo?
Non è un quesito da poco, se ci si pensa bene!
Beh, visto che mi hai tolto le parole di bocca, io ti consiglierei di fare il serale nei tipi di scuola che volevi frequentare tu
Se hai perso tempo fino ad ora, adesso devi prendere in mano la situazione
Se la si guarda in modo razionale, fermarsi a un esame dalla tesi è follia allo stato puro. Può darsi però che tu sia esasperato, che senta un bisogno impellente di staccare la spina. In quel caso fai quello che senti, perché la salute viene prima.
Se la si guarda in modo RAZIONALE, meglio la salute e fare ciò che ci fa stare bene.
Non tutti sono mosochisti come te eh.
Leggere un post per intero no, eh ? Gli ho appunto consigliato di mettere la salute al primo posto. Ma è chiaro che un comportamento del genere può essere dettato solo da un profondo disagio.
Allora, l'esame mancante puoi darlo quando ti pare, quindi puoi rimandarlo.
C'è questo forte imprinting di tua madre che ha scelto un po' troppe cose per te, e, se mi dici che da 2 anni sei fuori casa, per esperienza ti dico che probabilmente il tuo inconscio è in fase di liberazione (purtroppo i tempi di liberazione da influssi e guarigioni psichiche sono lunghi).
Detto questo, non essendoci urgenza di dare l'esame vivi e basta. Cercati qualche lavoro che ti piaccia e che abbia possibilità di apprendimento / carriera.
Ti è stata consigliata la barista: io dico che non è male. Entri nel settore della ristorazione e dell'intrattimento. E anche lì c'è da imparare (in teoria un vero barista dovrebbe sapere fare cocktail, e ricordare a memoria dosi dei componenti).
Anche andare a lavorare in cucina è introdursi nel settore della ristorazione. Il bar è a cavallo fra i settori ristorazione e intrattenimento. Così come lavorare come cameriera ai piani / pulizie in un hotel fa parte del settore alberghiero.
Borse di studio
Anche per rispetto a chi quelle borse di studio le avrebbe usate per uno studio per loro veramente importante, ti DEVI laureare. Anche se poi lavori in un altro campo, ma secondo te sul curriculum cosa ci sta meglio, uno studio compiuto o uno studio interrotto all'ultimo? Faresti la figura di chi molla. Una collaboratrice così chi la vuole?
Saranno sei mesi fra esame e tesi, stringi i denti e falla.
Sono basito. Per rispetto agli altri tu devi stare male.
Ma ce la fate?
Anonimo 18:14 sarai lo stesso che ha commentato sotto il post dei prof universitari latitanti. Distribuisci dosi di cinismo aggratis?! Che piacere si prova? Sulla questione credo che i consigli siano difficili da dare e che ognuno debba valutare da sé. Mi sono anch'io trovato in una situazione simile, ma è inutile prendere gli altri ad esempio.Concordo con alcuni commenti sopra e sono convinto che tutto si possa fare ad ogni età se lo si vuole. Sta a te valutare se riesci nell'ultimo sforzo o meno e facendo cosa staresti meglio. In bocca al lupo per tutto!
Non ce la faranno mai Lotta. Poi ci credo che vanno in giro a sparare sentenze e cinismo a palate.
Lottascudo ha ragione.
Non è sano accontentare gli altri, fare le cose per far piacere agli altri, o per essere giudicati bene.
Con qualche eccezione, ovviamente. Ad esempio compiacere il partner nele zozzerie. Ma anche quello non è obbligatorio.
Direi che niente è obbligatorio, tranne gli obblighi di legge (e non sempre).
"mi manca una materia e la tesi per terminare l'università,"
Arrivato a questo punto saresti uno sciocco non completarla. Per lo meno avresti qualcosa da scrivere nel curriculum.
Anonimo alle 18:14 del 30-10-2019, smettila di sparare cazzate, conosco un ingegnere che, senza lavorare, ci ha messo 11 anni a laurearsi in ingegneria, tra l'altro neanche con il massimo dei voti. Eppure ha trovato lavoro subito, dopo 7 anni ha mollato il lavoro e si è messo in proprio in tutto un altro settore. Secondo il tuo ragionamento, non avrebbero dovuto prenderlo perché sarebbe passato per un fancazzista, eppure in quell'azienda ci ha lavorato, con tantissima stima da parte dei suoi titolari. Questo per dire che la vita non è solo lo schemino del cazzo che ti insegnano e che tu propini con tanta nonchalance, ci sono infinite variabili che influiscono! Certo la scuola in generale e il suo atteggiamento verso di essa aiuta, ma è decisamente meno influente di quanto si pensi.
Con questo non invito l'autrice a non laurearsi per forza, ci sono diverse alternative. Può anche scegliere davvero di fare lo sforzo di laurearsi e poi guardare sua madre in faccia e dirle "ok, ho fatto sempre quello che hai voluto. Da adesso smettila di rompermi le palle, perché ora decido io!"
La sola cosa veramente vitale è che decida comunque cosa vuole fare. Che si laurei o meno, deve avere le idee chiare, o quantomeno dimostrare la buona volontà di darsi da fare in una direzione, invece di vivacchiare e basta.
Autrice, come ho già detto, il tuo ragionamento non è cosa da poco, ma devi prendere una decisione in fretta, questo sì. Assumiti le tue responsabilità e vai avanti nella direzione che scegli, non andare avanti cincischiando in questo modo!
Concordo, ma l'anonimo sopra parlava solo del concludere gli studi, indipendentemente dagli anni che si impieghino. Ma secondo voi è di vitale importanza farlo in fretta perché per il mondo del lavoro risulta "vecchio"? Perché in merito a questo io ho 2000 esempi in cui il laureatello fresco di 21 anni si è trovato a passarne 5 a cercare un lavoro decente e il trentenne no... E sinceramente mi sembra anche giusto sia così in un certo senso. Io di base sono l'esempio vivente di entrambe le esperienze. Credo ognuno abbia il proprio percorso e lo faccia a proprio modo,ma per la salute mentale della ragazza e per prendere giuste decisioni deve abbattere tutte le pressioni che ha addosso, anche quella della fretta e del "di vita o di morte" perché ne rimarrebbe schiacciata ulteriormente. Certo non deve adagiarsi sulla situazione attuale, ma sarà che io ho sempre vissuto con lo stress dei tempi già di mio e ulteriori pressioni in certi periodi mi avrebbero ucciso letteralmente.
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Essendo donna è piu' facile x te trovare lavoro come: cassiera,commessa,cameriera,donnadellepulizie,rappresentante,etc etc etc Lo stesso diploma ormai vale zero figurati la laurea,conta se sai lavorare,di come muovi le manine,che non dormi sul lavoro e una cosa non te la lasci ripetere...Per chi come te non sa fare nulla io consiglio il BAR : Apprenderai a fare il gelato all'italiana artigianale,a fare i cocktail e molte altre bevande,apprenderai nozioni di pasticceria e a stare in mezzo agli altri..E' un'esperienza che forma:Assumono anche chi non sa fare niente ed escono dopo che hanno finito con un mestiere nelle mani...Io sono un tecnico(elettricista) ma tornassi indietro a 14 anni me ne srei già andato a lavorare nella gastronomia,a quest'ora forse non sarei disoccupato e a casa con i miei...Non x peccare di presunzione: Ma pensatela bene questa storia del bar...