Altro
Sfoghi: (Pag. 604)
Ven
21
Lug
2017
VITA CHE NON VA
Ciao a tutti, la mia Vita non va, il mio lavoro non mi piace ma devo farlo per vivere. Soffro di depressione e ansia, prendo farmaci. Sono sovrappeso e non mi piaccio.
In famiglia ho dei problemi con un familiare che ci rende la vita impossibile.
La mia vita di coppia non va, non amo la mia compagna.
Sono proprio incastrato a qualcosa che non può continuare, è una sofferenza costante.
Non so cosa fare sinceramente.
Ven
21
Lug
2017
Amore e odio
Non so quanto sia dannoso e penalizzante avere un paio di genitori o, più in generale, una famiglia che ti faccia sperimentare amore e odio allo stesso tempo. È una situazione pericolosa perché ti fa traballare sul sottile filo che intercorre tra il voler bene una persona e il disfarsene sentimentalmente una volta e per sempre. Mio padre è mia madre sono quel tipo di genitori chiusi di mente che condannano ogni cosa che sia al di fuori del normale. Per essere dei figli "idonei" si aspettano un determinato tipo di cose che devi fare necessariamente, nonostante tu abbia dei sentimenti o un carattere che poco si conforma ai loro standard. I miei genitori non sono stati una famiglia vera per me, non perché non mi abbiamo dato da mangiare, da bere, dei soldi per uscire o per acquistare le cose più necessarie (come vestiti, ricariche telefoniche...), ma perché non li ho sentiti mai così vicini fino in fondo. Non mi hanno mai trasmesso sicurezza, voglia di vivere, amore sincero nonostante tutto, non sono mai stati davvero comprensivi. Per non considerare l'assenza asfissiante di un padre che preferisce passare il weekend con gli amici al bar piuttosto che coltivare gioia e pace e amore in famiglia. Mia madre non è che sia di aiuto: anche lei ha una dose massiccia di colpe in tutto ciò. Finora ho farneticato, ma forse con qualche esempio pratico capireste meglio come ci si sente. Ultimamente ho vinto un viaggio su un'isola del Lazio attraverso un concorso scolastico (ho 17 anni, liceo scientifico) e tra le cose da portare lì ce ne erano diverse da comprare! Per non portarla sulle lunghe avevo bisogno di 100 euro (ma anche di meno) per comprare tutto. Appena hanno sentito che dovevo comprare scarpe, valigia e quant'altro, hanno cominciato a rinfacciarmi tutti i soldi che mi danno, dicendomi che sono viziato e altre stronzate simili. Io non sono quel tipo di figlio, con poco riesco sempre a vestirmi alla moda senza dover ricorrere a vestiti firmati e costosi. Ma in tutto ciò c'è sempre un particolar gusto nel fare le differenze tra me e mia sorella, che attualmente vive col marito. Un paragone che, a prescindere, non dovrebbe mai esserci se c'è amore incondizionato per i figli, ma anche se io avessi molti più soldi e privilegi di mia sorella, qual è il vostro problema? Sono abbastanza responsabile in quel che compro: non acquisto videogiochi o cose inutilmente costose, evito di comprare roba solo perchémi piace, cercando sempre di prendere ciò che è realmente utile. Ma ovviamente mia madre ha fatto casino anche per delle lenti a contatto che da tanto volevo acquistare, incutendomi sempre quel terrore e quella insicurezza di essere talmente imbranato nelle cose da non essere in grado di applicarle sui miei occhi. Alla faccia sua che ho imparato in meno di un'ora e riesco a inserirle in meno di 5 minuti. Tutto questo pregiudicarmi è nato dal fatto che non ho mai imparato a ingoiare le pillole. Quante volte mi hanno detto di essere un incapace e un imbranato solo perché non sono in grado di raggirare lo stimo involontario di non affogare. Alle volte basta un po' di sicurezza e di sprono per risolvere questi piccoli "problemi", ma l'ignoranza è troppa per capire come impartire una giusta educazione ai figli. Per non parlare poi del fatto che mia madre non accetta la mia omosessualità e mio padre fa finta di nulla al riguardo. In fin dei conti, penso che siano stati dei buoni genitori perché non mi è mancato mai nulla, anche se ogni volta (senza alcuna eccezione eh!) hanno polemizzato sui soldi che chiedevo per comprare anche semplicemente i libri della scuola. Il punto è che un figlio non si fa felice con i soldi ma con l'amore che è fatto da tantissime piccole cose che loro non hanno mai realizzato con me. In ogni caso, la vita è mia e non credo che accettaranno di buon gusto che un giorno possa sposarmi con un uomo e che possa avere un figlio adottivo! Già immagino il dolore che dovrò provere un giorno quando noto un diverso trattamento in termini di affetto e amore nei confronti di mio figlio rispetto a mia nipote (nata biologicamente da un padre e una madre eterosessuali al 100%). Per dirla filosoficamente, ho una valigia nell'armadio piena di sogni che so che non potrò mai realizzare grazie a loro, per cui dovrò fare affidamento alle sole mie forze.
Voi come credete debba comportarmi? Io penso di andarmene a vivere all'estero e di farmi vivo solo nei giorni di feste (ammesso che accettino un mio eventuale marito e figlio adottivo) e di ignorarli per tutto il dolore che mi hanno fatto provare, quando non si sono mai sforzati abbastanza per comprendermi veramente!
Ven
21
Lug
2017
Perdita dell'adolescenza
Sarò io il problema, ma penso di aver perso l'adolescenza. Questo periodo tanto esaltato da tutti, colmo di emozioni... In uno sfogo precedente scrissi di essere stato rifiutato da una ragazza. Beh... quella è stata la cosa che più mi ha coinvolto dopo tutti questi anni di sofferenza, dopo essere stato lasciato da una ragazza con cui non ho avuto alcuna MINIMA esperienza in ambito affettivo nè sessuale. Ma questa è un'altra storia...
Tempo fa, mio padre stette male, ebbe un forte ictus. Già da prima era incapace di autogestirsi e mia madre era obbligata a corrergli dietro. Cosa comporta l'incapacità di mio padre? Separazione (questo a 7 anni). Va bene, tiriamo avanti, ammetto di non averlo mai considerato un vero padre, stava sempre da solo, dipendente da internet e sigarette, la casa un disastro. Me lo ricordo ancora... Le notti passate a sentire l'odore di fumo e vedere lui attaccato davanti ad un PC sono state alquanto traumatizzanti.
Mio padre ingrassa, va in sovrappeso, si vuole poco bene. Tre anni fa, a 50 anni di età, arriva l'ictus... Disperazione generale, non sappiamo che fare, ma nonostante ciò mia madre (GRANDISSIMA DONNA, mia madre...) tiene duro. Cerca di non farci pesare la cosa, ma è inevitabile... ha bisogno di aiuto anche lei, com'è giusto che sia.
Cosa comportò l'Ictus? mio padre perse una parte della memoria, che recuperò una settimana più tardi (non ricordava di avere dei figli...), e non provò più emozioni. Da poco, ogni tanto, accenna una risata a qualche battuta...
Dopo un mese di ospedale, altro mese di riabilitazione. Tutti i giorni da andare a trovare, vedere come stesse... senza sentirsi dire nulla, neanche un grazie.
Torna a casa... data la situazione, mia madre decide di riunire la famiglia (ovviamente consultando me e la sorella). Non mi sembrava una cosa umana lasciare mio... padre.... da solo. Comunque, è sempre mio padre...
Tornato appunto a casa, ora tocca seguirlo in ogni cosa: far da mangiare, pulire, aspirare, fare i letti, spolverare, eccetera... non è capace di farlo. Dove si muove crea scompiglio e disordine... devo sistemare io (non che prima non facessi niente!). Mia sorella mi aiuta, ma è piccola e non pretendo nulla.
Nonostante mio padre abbia preso malattia per sei mesi, mia madre lavora, lavora, lavora... lavora tanto. Noi siamo a casa, studiamo e puliamo.
Passo un anno in una scuola di merda, non mi piace, faccio fatica a studiare. Passo in media sei ore giornaliere sui libri, dimagrisco tantissimo: arrivo a pesare 53 chili dai 75 di prima che mio padre fosse colpito... Vengo bocciato.
Dimagrisco ancora, mi considerano anoressico, mi escludono. Tutt'ora peso 60 chili nonostante il mio metro e novanta di altezza, non riesco a mettere su più nulla.
Appunto, vengo escluso da tutto e da tutti. Nel frattempo, probabilmente perchè non le servivo più, la mia ragazza mi molla. Il suo scopo era quello di aumentare la sua autostima, e vedendo che oramai il bisognoso ero io e non più lei, si stufa e decide di tagliare i ponti, addossandomi, oltretutto, colpe che non penso mi meritassi... tutte scuse. Ma nonostante tutto ciò mi riprendo... non posso lasciare mia madre da sola.
Mentre gli altri ragazzi si godono la propria giovinezza, magari avendo anche le prime vere esperienze affettive, io rimango da solo. Nessun amico vero, scappano tutti vedendomi in difficoltà. L'unico che rimane è mio cugino insieme ai suoi genitori... Li ringrazio per questo: vengono a darci una mano in casa, a portare fuori mio padre... un grande aiuto, un sospiro di sollievo...
Ora... mi rendo conto che sono rimasto indietro. Gli altri hanno fatto delle esperienze che sì, forse in futuro farò, ma non sarà mai come averle fatte prima...
Avrei desiderato avere al mio fianco, anche solo per poco tempo, una persona che mi amasse veramente, con cui avrei avuto i primi rapporti... Certo, sono consapevole che nell'adolescenza, al giorno d'oggi, molte relazioni siano superficiali, ma comunque avrei desiderato provare queste esperienze sulla mia pelle (la ragazza di cui ho parlato prima mi usava... E io non pretendevo, pensavo che prima o poi qualcosa cambiasse, ma nulla).
Mi ritrovo a diciassette anni, secondo me, troppo maturato. Non ho più la testa di un ragazzo, sono avanti, ne sono consapevole. Avrei voluto solamente vivere la mia adolescenza... non diventare padre di mio padre!
Ven
21
Lug
2017
Senza Titolo
Sono davvero delusa
Ven
21
Lug
2017
Che fare?
Ciao a tutti poco tempo fa con il mio ragazzo abbiamo acquistato casa, dopo aver cercato per 2 anni, con L' intento di andare a vivere assieme. L'abbiamo arredata completamente e adesso che è finita in me è sono cominciate le preoccupazioni, dubbi e incertezze su tutto ciò che mi circonda, non riesco che a pensare se saró in grado di riuscire a distaccarmi dalla mia famiglia o se sarò in grado di provvedere a tutto quello che comporta la gestione di una casa o se un domani riuscirò ad essere una brava mamma, se è stata la scelta giusa, ogni pensiero è proiettato al futuro e naturalmente questi pensieri non mi fanno dormire ne la notte ne il giorno. Il mio ragazzo è una persona meravigliosa che mi viene incontro in tutto, ma il problema è mio e non riesco a venirne fuori.
Ven
21
Lug
2017
Non so che titolo inventarmi
Sono spaventata, per quanto possa sembrare stupido.
Ma il mio esofago brucia, la gola è in fiamme, la voce mi si spezza ogni giorno. Mi fa male il torace.
Ho la pressione troppo bassa per reggermi in piedi, il cuore salta i battiti. Ed ogni volta che mi alzo vedo nero, la realtà si allontana, e sono in alto e galleggio, galleggio nell'aria con i polmoni che si riempiono e svuotano, tranquilli.
Ho sputato sangue, in tazze di porcellana in innumerevoli bagni innumerevoli volte. Ho smesso di contarle. Mi sento una miserabile. Sono una miserabile, sono miserabile ogni volta che sono costretta a pulire tutto con la carta igienica ed a cercare ogni residuo di succhi gastrici. Che schifo, penso sempre.
Sono una miserabile con i segni dei denti sulle nocche, con l'anulare segnato da due cicatrici da acido, e le unghie corte. Perchè una volta mi sono anche graffiata.
Ed una volta ho sentito il cuore fare silenzio, dopo avere vomitato anche l'anima in un bagno di un ristorante, e ho avuto il terrore di non sentirlo più battere. Per un solo momento ho pensato che forse cadere e non rialzarsi più non sarebbe stato che una conseguenza naturale, solo un movimento conseguente alla catena. Lasciare che le ginocchia cedessero e basta.
Il mio corpo sta lentamente smettendo di funzionare a dovere, il mio peso sta precipitando, nello specchio non ci sono più io, non c'è più la mia sagoma, non ci sono più nemmeno i miei occhi. L'anima l'ho sputata tutta, penso spesso, quando non sono di fretta o di buonumore. Quando non ho da fare, quando sono sola. Di me non c'è che l'ombra, eppure l'ombra imita i miei movimenti. Si incolla a quello che dovrebbe essere il mio riflesso e mi storpia, mi scimmiotta, fissa l'espressione vuota di quando mi studio freddamente.
E penso che non voglio morire. Di notte fisso il buio sopra di me, in silenzio. Non voglio morire.
Sto solo aspettando l'emorragia, l'effetto del presto o tardi che mi costringerà a cessare. Cessare in un modo o nell'altro, dipende. Ma io non voglio morire.
E me lo ripeto migliaia di volte. E ancora, e ancora. E di nuovo. Non voglio morire. Devo fermarmi prima.
E il giorno dopo sono di nuovo lì, che esco da un bagno sorridente e con gli occhi lucidi, una voce allegra ed un sorriso stampato in faccia, che mento spudoratamente. Tutto bene, ho mangiato, sto benone, dovevo solo fare pipì.
I disturbi del comportamento alimentare sono una fabbrica di bugiardi. Io non faccio eccezione.
Ven
21
Lug
2017
É normale che non sono contenta di mangiare con i miei suoceri?
sono stata fidanzata 12 anni con mio marito. Durante questi anni i miei suoceri non mi calcolavano proprio!! In 12 anni non ho mangiato una volta a casa loro e se mi vedevano per strada non mi salutavano!! Io andavo a casa sua per Natale e a fare gli auguri di compleanno a sua mamma perché ci tenevo a lui ed una volta mi sono beccata da sua mamma che ero una" sfacciata" perché ero andata farle gli auguri con un regalino e lei il mio compleanno lo dimenticava...( avevo 18 anni). Si diceva che non volevano per me.. Perché la mia famiglia Era umile e senza istruzione!Così dopo 10 anni ho fatto la prova del 9: ho chiesto a lui di ufficializzare il nostro fidanzamento e fidanzarci in casa.. Ero stufa di starmene zitta, in disparte e dietro le quinte della sua vita, volevo vedere se ero importante x lui. Lui é scappato!! Non ci siamo più visti...! Poi é successo l'imprevedibile.. Io ho avuto, in conseguenza della situazione, una depressione maggiore, per la quale ho assunto per anni dosi massicce di psicofarmaci e ci siamo sposati contro il loro volere che si sono opposti fino all'ultimo istante.. Ora capita che ci invitino .. All'inizio del matrimonio molto spesso..tutti i giorni. Inutile dire quanto siano acidi, ficcanaso, pettegoli, cattivi.. Mi trovo male con loro.. È normale, dopo quello che ho visto in questi anni,io non abbia piacere di andare?
Ven
21
Lug
2017
Stanca marcia di questi suoi giochetti!!!
Credetemi non ne posso più… È già la quarta volta che mi capita di notare che come gli faccio capire al mio ragazzo che sono gelosa di una persona, lui comincia a parlarmi sempre molto spesso di lei e gli mette i like di continuo sui social. Sono per la libertà di opinione e non costringo nessuno a fare qualcosa che non voglia ma quando è troppo è troppo! Quando sai che sono gelosa e dovresti evitare questi giochi perché continui?? Lo fa apposta!!! E ieri sera sono esplosa a piangere perché non riesco più a fare finta di nulla... qui si tratta di mancanza di rispetto! Voi che ne dite? Che dovrei fare??
Ven
21
Lug
2017
Come funziona esatemente un aeroporto?
Ad agosto dovrò andare in Serbia partendo dall'aeroporto Malpensa, però non ho MAI visto un aeroporto nei miei 19 anni di vita, quindi non so né come funziona né come è fatto all'interno, ho prenotato il viaggio da internet. Quando arriverò là come dovrò muovermi? Mi hanno detto che quel posto è enorme. Una volta arrivata li, dove dovrei andare?, cosa dovrei fare? Come capire di tutti quei aerei da che parte devo andare per prendere quello per la Serbia. Poi ho sentito parlare di check-in, che cos'è?
Gio
20
Lug
2017
Hai voluto la bicicletta??? Ora pedala!!!!
Ho 28 anni, sono sposata da 3 e in attesa del primo figlio, desideratissimo sia da me che da mio marito.
Dovrei essere la donna più felice del mondo, ero straconvinta di questa scelta, e invece ora......ho una paura folle!!!!
Paura di non essere all'altezza, di non poter più uscire di casa, di non riuscire a gestire più il lavoro (impiegata), la casa e tutti gli altri impegni...non sono una persona molto energica, non credevo ma mi sto rendendo conto con la gravidanza che mi stanco facilmente e questo mi terrorizza...come potrò affrontare le notti insonni??? Le poppate?? Lo stress???? i pianti???
Ho paura che sarà un fiasco, che non sarò una buona madre.
I miei amici hanno praticamente tutti figli e sono felici, molti stanno facendo il secondo o il terzo ma penso sempre che lo siano perchè rispetto a me hanno molti agi in più....compagni e famiglie più presenti, più soldi, sono più pazienti di carattere....insomma mi sembrano adatti di me a fare i genitori.
Sto entrando in un vortice di ansia e non sto vivendo per niente bene quello che dovrebbe essere il momento più bello della mia vita!!!!!
Se ne parlo con mio marito se la prende e dice che sono esagerata ma è più forte di me.
mi passerà??????
Iscriviti!


