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Lun
15
Lug
2019
Non so
Me lo dicono tutti,da sempre, che sono una ragazza (ora donna) molto particolare, nel senso bello. Gli altri tendono a riconoscermi varie qualità positive, che io davo per scontate, ma nel continuo rapporto con il mondo ho capito a cosa si riferivano. Dunque, il punto è questo: di una banalità assoluta, ci saranno migliaia di sfoghi così, ma non trovo l'amore. Mi sento dire tutti i giorni che sono stupenda, che ho lineamenti del viso che rimangono impressi perché trasmettono molte emozioni, che ho un fisico mozzafiato (non sto scherzando e non sono un troll, è la mia -a questo punto triste- verità, altrimenti non sarei su questo sito a sfogarmi e chiedere se possibile un parere), che ho un intelligenza fuori dal comune, che sono in gamba, che sono troppo avanti su tante cose, addirittura mi Son sentita dire che sono divina, negli ultimi tempi aumentano i complimenti del tipo "caduta da un altro pianeta", "stellare", ecc ecc. Bene, a sentire quest elenco dovrei essere la più contenta del mondo, giusto? Non solo non lo sono, ma la mia anima è bloccata su tutto. Non so se perché ho avuto una famiglia alle spalle a dir poco devastante, non so se ho un lungo percorso zigarzigolato che mi ha esposta davvero ai 4 venti, dovendomela cavare sempre sola, imparando a difendermi dalle avances, dal maschilismo, dalla cattiveria, ecc, insomma credo di essere ad oggi completamente sola al mondo. Nonostante L eta ancora abbastanza giovane, mi sto sentendo nell anima di 90 anni. Sono ancora a metà del cammin di nostra vita, e il bilancio è stato devastante. Poi sto dicendo: ok, ho tutta la seconda metà della vita da vivere, potrò costruirmi famiglia, fare figli, ricominciare, ma è come se mi faccio forza da sola, la verità è che mi sembra tutto un lavoro, anche L idea di dovermi ora cercare un uomo, casa, ecc. Tutto una faticaccia, e credetemi non sono depressa, anzi conduco una vita molto interessante e particolare, piena di nuovi incontri e giornate belle e sempre diverse tra loro. Gli uomini con me continuano a provarci, ma il mio cuore si è ghiacciato in una specie di strana saggezza, come se fossi un anziana seduta sulla soglia di casa che contempla i passanti, quando ci provano con me è come se proprio non sto riuscendo a essere interessata a nessuno anzi gli guardo stranita del tipo "ma che cavolo vogliono da me?". Poi sento però questo "dovere", cioe l'istinto alla maternità che è fortissimo, ma lo vivo come se mi avessero detto "guarda, la maternità è lì sull Everest, per ottenerla devi scalarlo sola, a mani nude e vestita solo con una camicetta, esposta al vento e al freddo". Cioè una cosa che dovrebbe essere così bella e soprattutto spontanea, come avere un figlio con un uomo, a me sta sembrando un impresa titanica, che Son disposta ad affrontare, ma perché? Cioè la mia domanda è se qualcuno leggendo questo sfogo ha pensato a una prospettiva diversa che magari a me sta sfuggendo, un nuovo punto di vista che io non sono riuscita a vedere...cioè per concludere, come mai secondo voi chiunque fa figli, famiglia, ecc, e a me sta sembrando un qualcosa di così complesso e inarrivabile anche solo trovare L amore che mi mandi un bel messaggio, figuriamoci farci casa, figli, ecc? Quali motivazioni potrebbero esserci dietro a questa mia dinamica?
Dom
14
Lug
2019
Fauna
Quante cazzo di storie per una trombata. Mi passa pure la voglia. Sono del parere comunque che ci sia troppa disparità tra il numero di donne e uomini altrimenti non se la tirerebbero tutte così. Come se fossero le uniche ad averla. Ma annatevene affanculo !!
Dom
14
Lug
2019
meglio tagliarsi un dito
forse è davvero meglio un dolore fisico piuttosto che perdere te.
continuo a piangere e l'unica via d'uscita è lui..così poi sarò sicura che con me non vorrai più tornarci.. Non farmelo fare.
Come back to me my love. Miss you.
Dom
14
Lug
2019
Astenia perenne...
Da sempre sono una persona fortemente astenica, mi stanco subito delle cose e faccio fatica ad iniziarne di nuove per mancanza di forze mentale e fisiche.. quando ho fatto le analisi del sangue non é mai stato riscontrato nulla di anomalo, valori assolutamente nella norma e sono un ragazzo di sana e robusta costituzione, che non ha mai avuto particolari problemi, anzi, posso dire di aver avuto una salute di ferro fino ad ora.. ma allora l'origine di questa stanchezza, poi non è solo astenia e spossatezza, ma è proprio malinconia, vuoto incolmabile, una sensazione struggente di perdita, come se avessi perso in passato qualcosa di importante e non sia più riuscita ad appropriatamene, è così difficile da spiegare... ovviamente vivere così non è facile, infatti la mia vita più che vita è stato sempre trascinarsi da una cosa all'altra senza entusiasmo, senza capire il motivo.. da sempre insofferente e profondamente lacerato da questo sentimento, mi son sentito sempre escluso dalle bellezze della vita in quanto a causa di questo malessere non ho mai avuto una gran vita sociale, amore non ne parliamo, mai stato con nessuno anche se qualche segnale l'ho ricevuto ma non era da parte di chi volevo e desideravo io.. adesso sono solo e il mio peggior incubo si é avverato, il restar solo senza contatti, senza amore, era questo il mio incubo peggiore e si è avverato.. ma evidentemente nella vita nulla viene per caso, sono sempre stato fortemente convinto che qualsiasi cosa arrivi per un motivo.. forse questa mia solitudine è arrivata per cercare di riflettere su me stesso, per scavare a fondo e andare alla ricerca di ciò che ha scatenato questo stato di prostrazione perenne, ho provato ad indagare nella mia infanzia ma grossi traumi non ne ho avuti, a parte qualche episodio di bullismo che prima o poi capita a chiunque.. anzi sono stato fin troppo amato dai miei genitori e riempito di qualsiasi attenzione, soprattutto da mia madre, in maniera forse anche un po' morbosa.. però ho saputo poco tempo fa, che mia madre ha sofferto di una grave forma depressiva a causa di un problema di salute molto grave di mio fratello alla nascita, che poi l'ha obbligata a stare per diverso tempo in clinica a roma.. io sono stato con i miei nonni in quel periodo ma ricordo davvero poco.. è possibile che quella separazione così violenta abbia innescato in me tutta una serie di meccanismi che mi hanno portato a essere e diventare così? Adesso la mia più grande paura è di non riuscire a trovare qualcuno che mi ami e mi accetti per quello che sono, visto che in 26 anni non ho mai incontrato una persona del genere.. se qualcuno studia psicologia o è appassionato di gente problematica mi aiuti a capire perché cknvivo con questo stato di stanchezza perenne..
Dom
14
Lug
2019
confusione
Sono molto confusa, sto con un ragazzo a 800km e mi sto scrivendo con uno della mia città ma non so cosa fare perché vorrei lasciare quello lontano visto che non ci vediamo mai.. Ma non so come farlo siccome lui è una persona molto sensibile e tra poco sono 6 mesi che stiamo insieme,
Dom
14
Lug
2019
VOGLIO SMETTERLA...
Voglio smettere di essere quella che sono, non voglio che le persone abbiano delle aspettative su di me. Quest'anno compierò 18 anni... Fino all'anno scorso ero entusiasta di questo momento, ma ora come ora è come se mi ritrovassi in un burrone senza alcuna via di uscita. Io studio recitazione da 5 anni e mi piacerebbe continuare con questo percorso, ma purtroppo non mi è possibile. Ci ho riflettuto tanto, da una parte non volevo gettare i miei 5 anni di recitazione, ma nemmeno quelli del liceo scientifico, per cui ho dovuto cambiare le carte in tavola e ragionare. Ho deciso di andare all'università, in particolare alla facoltà di medicina, in questo modo posso dire addio al mio sogno di diventare un'attrice. La recitazione è una strada dal punto interrogativo, per cui ho pensato che sia meglio focalizzarsi sulla laurea per poter avere un posto di lavoro sicuro. Voi direte che non c'è nulla di male, invece sono giorni che non faccio altro che piangere. Avrei voluto essere un altro tipo di persona, la classica ragazza che va in una scuola dal diploma finito per poter fare ciò che vuole in seguito, e non quella che sono, non una persona con la testa sempre e solo sui libri per ottenere buoni voti a scuola, che piange per delle insufficienze. Non avrei voluto essere la seconda figlia, lo scarto del primo, quella meno amata della famiglia, quella che deve fare ciò che non ha fatto il primogenito. Voglio smetterla di star male ogni volta che i miei genitori mi dicono cosa devo fare. Voglio smetterla di avere dei sogni per poi non realizzarli. Voglio smetterla di volere una vita che so già di non potere avere. Voglio smetterla di piangere all'idea di abbandonare la recitazione. Voglio smetterla di vivere questo incubo. Voglio smettere di guardare i miei parenti che hanno delle aspettative su di me. Voglio smetterla di pensare di essere una delusione per la famiglia se non riuscirò nel mio intento. Voglio smetterla di stare in questo tunnel che non finisce più. Non vedo la luce.
Dom
14
Lug
2019
solitudine
ho 20 anni e mi sento molto molto sola. Ho perso praticamente la maggior parte delle amiche che avevo ed ora ne ho solo tre, di cui due vivono all'estero e quindi non posso uscirci mentre la terza vive vicino a me ma non so neanche se considerarla amica... Non ha niente da fare ma se non le chiedo io di uscire o organizzare qualcosa da fare , lei raramente si fa avanti e me lo chiede quindi non so pù che pensare, se considerarla amica o tagliare completamente i rapporti con lei... Si può dire che a causa sua io non esco mai e mi da fastidio la sensazione di stare sprecando l'estate dei miei 20 anni. Tutto ciò mi rende anche molto nervosa perchè i miei genitori non si lamentano solo del fatto che io non esco mai e sto sempre in casa , sul letto; a causa di ciò loro pensano che io sia depressa , che in realtà in parte è vero ma è proprio perchè non ho nessuno con cui uscire e divertirmi. Avrei tanta voglia di andare al mare a ballare, di conoscere gente, di fare le cose che fanno tutte le ragazze della mia età ma non posso perchè sono sola.
A volte mi viene la voglia di scrivere a questa mia amica e dirle di lasciarmi in pace , che non tiene veramente a me e scriverle tutto ciò che penso sul suo conto ma poi mi ricredo e mi dico che in fondo sto bene con lei le poche volte che siamo insieme e non credo non tenga a me e considero anche il fatto che senza di lei rimarrei completamente e totalmente sola. Però è lei che mi fa sentire così sola senza nessuno...e mi rende anche molto triste...
Questa solitudine e tristezza mi porta come ho già detto a passare le giornate in casa, senza fare attività fisica e non facendo altro che mangiare per sfogarmi e sentirmi meno vuota...
Non so più davvero che fare, vorrei piangere e basta.
Dom
14
Lug
2019
mancanze
mi manca qualcuno terribilmente, così tanto che vorrei chiamare.
poi però mi incavolo con me stessa perchè dovrei cercare qualcuno a cui non frega niente
Dom
14
Lug
2019
Il mostro
Molti anni fa:
Era un tempo di bambini con i pantaloni corti, di foto in bianco e nero di telefoni a gettoni nei bar e delle sue sedie di acciaio intrecciate con fili di plastica colorata. Domenica: oggi si va tutti a fare una gita in centro, con l'autobus ovviamente, quello a due piani, orecchie a sventola sorriso sdentato e viaggio con mamma e papà sul tetto del mondo che si muove per le strade , se dovessi dare un colore alla felicità sarebbe il verde cupo di quell'autobus ad averlo. Arrivati alla villa centrale visitiamo il parco, e da una parte c'è il museo civico di zoologia, edificio già carico di anni allora, l'ultimo stile architettonico di questo paese, un severo razionalismo del ventennio, una scalinata sfrontata e vanitosa porta al piano rialzato, il sole estivo di tarda mattinata ci spinge a morsi nell'ampia entrata, dal sole accecante alla penombra, buio, il respiro per un attimo si interrompe, sento il rumore delle pupille che si dilatano affamate di luce, e poco alla volta tornano le forme, una stanza enorme sconfinata (così mi sembrava) "il soffitto sarà alto cento metri!" papà mi guarda sorride e non parla, tipico dei bambini che vogliono darsi un tono ed usano le parole dei grandi a sproposito. La sala contiene teche di vetro, animali impagliati suppellettili, lance, mazze, scudi di pelli, residui bellici della sciagurata guerra d'Africa, la sala di sotto e quella sopra sono dedicate alle civiltà africane, lo vedo subito, è laggiù all'estremo opposto della sala, mi guarda con rabbia, mi angoscia, mi nascondo dietro mamma che mi tiene la mano, è una Testa di elefante attaccata al muro, posta due metri sopra l'accesso al pianerottolo della scala che porta al primo piano, quindi per andare di sopra bisogna necessariamente passare sotto a lui, non guardo nulla di quella sala, solo l'angoscia che lievita ad ogni passo, la proboscide, le zanne, le orecchie enormi, quegli occhi di vetro che sembra mi seguano e minaccino ogni mio pensiero, comincio a piangere, i miei mi guardano incuriositi e preoccupati, glielo dico, papà mi prende in braccio mi dice che è morto non può farmi nulla, "chiudi gli occhi ti porto io su" ci provo, dopo due passi di papà riesplodo in un pianto a dirotto, anche se non lo vedo lui è li, mamma capisce "andiamo via dai", ma i capricci continuano, e non sono i miei stavolta ma quelli di papà, visto che ha pagato il biglietto non intende rinunciare, si trova un compromesso, io rimango giù col responsabile di sala, e loro vanno su, 5 minuti dopo ridiscendono, papà fa ancora i capricci perché mamma si è accorta di avermi lasciato con uno sconosciuto (altri tempi) è ha dato il pilotto a papà per scendere in fretta, usciamo dal museo, il sole di fuori ci stava aspettando e continua a bersagliarci, meraviglia dei bambini che rifioriscono subito, il verde di quell'autobus a due piani mi aspetta per il ritorno.
Diversi anni dopo:
Oggi si fa sega, c'è il "mattone" il prof di fisica che interroga, via al centro città, si va in villa a rimorchiare, la caccia non ha avuto prede quel giorno (invece gli altri giorni 😔), e mi ritrovo davanti quell'edificio, i ricordi mi colpiscono con ferocia, ed una voglia di riscatto sale dallo stomaco prepotente "figurati se sta ancora li, lo avranno tolto quelciarpame,", salgo i gradini due a due, di corsa, entro veloce, dopo il buio la luce torna, entro, tutto l'edificio si è rimpicciolito per magia, il soffitto con sorpresa non è alto cento metri, non più di 6, lui inaspettatamente è ancora li, ignoro tutte le teche, le armi dell'esercito italiano le hanno tolte (per fortuna) , ma io assaporo il momento, braccia lungo i fianchi come un pistolero, cammino a passi lenti lungo l'asse longitudinale del suo sguardo, ci passo sotto sorridendo, al di la del muro alzo la testa, una parte di me si aspettava di trovare il resto del corpo, ovvio che non sia così, eppure ora questo cambia tutto, i pensieri cambiano colore, l'elettricità corticale cambia percorso, salgo la scala che conduce al piano di sopra, ogni gradino aumenta la consapevolezza, il sorriso di vincitore sparisce poco a poco, penso a questo animale maestoso e pacifico nella savana, ed un'altra creatura di una specie meschina e ignorante gli toglie la vita, per cibarsene? Per coprirsi? Per sfruttarne le risorse del corpo? Per venderne l'avorio? Per lucro? No... C'è un motivo ancora peggiore, per vanità per soddisfare il bisogno di esaltare la propria supposta superiorità, per attaccarne la testa in un museo dove non va mai nessuno, la verità colpisce duro alla bocca dello stomaco, la mia mano si alza aspettandosi un buco che mi trapassa strappandomi via le lacrime di quel giorno raccolte li, quel giorno di tanti anni fa, quel giorno in fotografia di carta ingiallita con i bordi seghettati, quel giirno... era lui che aveva paura di me.
Il mostro
P. S. Lo so è parecchio romanzato e melodrammatico, e parte dei ricordi saranno ricostruiti, ma i fatti narrati sono veri, tutte e due le visite.
Dom
14
Lug
2019
mi chiedo
al giorno di oggi chi glielo fa fare ad un uomo sposarsi. Mettere su famiglia è oramai un concetto antico. Perché la donna non è più portata ai sacrifici e impegni. Io da donna lo capisco. Vedo le mie coetanee sposate che tutto fanno tranne credere fino in fondo a far felice il proprio marito. E se la storia finisce sono cazzi amari per lui. Sia nei diritti che economicamente. Lo dico da donna che rispetta il proprio uomo, perché lo amo. Con mio marito le cose vanno bene perché abbiamo una linea di condotta comune, due figli e vogllia di migliorare per i nostri figli. Direi alle donne di non sentirsi dei padreterni di poter fare quello che vogliono se quello che fanno va contro il proprio uomo. Siate piu serie e meno egoiste e anche meno zoccole. Il mio sfogo nasce dal fatto che una mia cara ex amica ha cercato di distruggere la mia famiglia. Sono riuscita a tenermi il mio uomo. ma è stato un anno terribile. Mi ha fatto delle bastardate incredibili..... vi racconterò se vorrò.
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