Tutti gli sfoghi
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Mer
23
Ago
2017
Perché?
Sono la classifica mediterranea e puntualmente finisco per intraprendere relazioni e innamorarmi di uomini a cui piaccio ma non abbastanza perché preferiscono le nordiche. Perché? Perché diamine mi succede puntualmente? Non sarò il massimo della bellezza ma mi reputo carina...credo di meritare di meglio.
Mer
23
Ago
2017
cosa pensano le amanti??? perchè non stanno a casa loro?
buon giorno a tutti, sono distrutta, amareggiata, delusa e adirata. Ho una storia da ben 15 anni (ho 29 anni) è stata un relazione di cresciata, di continuo mutamento ma sempre e cmq in continua crescita di amore e passione. 10 mesi fa è nata la nostra bambina, l'adoriamo, ma questa nuova routine, questo nuovo stile di vita gli va stretto così, un mese fa, una ragazza entra nella testa del mio uomo dopo una litigata, e da li non è andata più via. il mio compagno ha l'amante, cado dalle nuvole quando me lo ha detto, 10 giorni fa, ho cercato di capire le sue motivazioni e i suoi pensieri. Mi confessa che non sa cosa fare, se buttare all'aria 15 anni di vita iniseme per lei, perchè per la bimba ci sarà sempre. io decido di giocare tutte le mie carte essere la donna di sempre, un po' più accativante, più serena, ma questi pensieri ci attenagliano in un continuo vortice di tristezza. Abbiamo fatto l'amore più volte, non è mai stato cos' bello e di passione, ma 8 ore dopo lui pensava a lei; Vedendolo in uno stato di confsione in questi giorni abbiamo parlato tanto e io ho districato i nodi, lui non prova più nulla per me, lui si sente stretto nella nostra vita, io non gli basto più. Mi sento una scarpa vecchi ormai rotta, anche se dice che per me c'è affetto. Con lei non ha ancora fatto nulla, perchè è di un altra città, ma le piace come testa, come ragionameti, detta da lui hanno un buon feeling. Più e più volte mi sono chiesta cosa ho sbagliato. La decisione definitiva non è stata anora pronuciata, per il bene della bimba stiamo ancora sotto lo stesso tetto, e stiamo pensando al da farsi,ma siamo praicamente separati in casa. Perchè sono talmente sfigata che lu ha scelto lei!!! di solito gli uomini sono codardi e non lasciano le compagni e moglie invece io gli ho spianato a strada facendogli capire dove risiedeva la sua felicità. Una cosa non riesco proprio a mandarla giù e mi tormenta, cosa spinge una donna o un uomo single a intufolarsi malignamente in una relazione altrui.??? Masochismo??? cinismo?? Egoismo?? perchè queste persone non possono cercare pesone libere??perchè per un momento non pensano a che male stanno recando a tutti?? in queto caso a me, la compagna, a una bimba di 10 mesi, e poi anche al'uomo che stanno corteggiando che è in un turbinio continuo di emozioni struggenti.
Io ora sono sola con una bimba da crescere e amo talmente il mio compagno che sto facendo di tutto per renderlo felice, anche lasciarlo andare con l'amante.
Mer
23
Ago
2017
Indelebile
Sono due settimane che soffro d'insonnia, e nonostante il calmante sono con gli occhi sbarrati, a pensare, a fissare il buio, a perdere tempo con il telefono.
Quando tra le memo, trovo questo sfogo datato Aprile:
" Non lo saprai mai, ma stasera mi hai ferita numerose volte.
Mi pesa il cuore, ho il corpo di piombo.
Un nodo stretto allo stomaco.
Mi è passata tutta la fame che avevo, eppure a pranzo ho mangiato solo un uovo.
Sto soffrendo così tanto, e se lo sapessi penso che mi diresti che non dovrei.
Che non c'è nulla per cui soffrire.
Che non c'è nulla fra me e te.
Che sono un'ingenua e che dovrei amare me stessa.
O forse non mi diresti proprio un bel niente.
Dovrei continuare a non aspettarmi nulla, a fingere e reprimere ogni sorta di sentimento che mi sboccia in corpo.
Un po' ti odio, perché non vorrei provare tutto questo affetto nei tuoi confronti.
Non che non te lo meriti, ma fa schifo volere l'impossibile.
Ti darei un ceffone per ogni bacio che mi hai dato.
Per ogni minuto in cui ci siamo stretti.
Se fin dall'inizio non avevi intenzione, non avresti dovuto sbilanciarti tanto.
Stupida io ad accettare, a sciogliermi. Stupida io a crederci e a cadere dentro con tutte le scarpe.
Vaffanculo. Dal profondo del mio cuore.
E mentre lo scrivo piango per il dispiacere di averlo anche solo pensato.
Dubito capiresti.
Penso proprio che non lo farai.
A volte non vorrei parlarti mai più per la quantità di dolore che involontariamente mi arresti.
Eppure ogni volta ci ricasco.
Col mio cuore ci stai facendo tutto tu.
O meglio, non ci stai facendo proprio nulla, che è ancora peggio di farci qualcosa.
Però è là, tuo, te l'ho lasciato.
Io non ce l'ho più con me.
Ennesime lacrime per l'ennesimo amore proibito"
Avevo perso la testa per lui. Anche se mi faceva stare male e mi confondeva. Mi trattava in maniera dolce, ma era pigro e non voleva relazioni a distanza. Sofferenze passate, diceva. Eppure, avevo il corpo che strabordava d'amore per lui. Lo adoravo, mi creava grossi scompensi.
Nel giro di quattro mesi sono cambiate tante cose. Mi sono resa conto che stavo soffrendo, ho voltato pagina. Ho conosciuto un ragazzo che mi dona felicità e che nonostante alcune discussioni, mi sta aiutando a crescere. Stiamo crescendo assieme. È una persona fantastica, che ha molte cose su cui lavorare, ma che non si arrende. Sono felice di starci assieme, abbiamo molte cose in comune, quando stiamo bene è tutto perfetto. Lo amo moltissimo.
Quando spiegai la situazione a lui, dapprima divenne geloso, poi decise di cancellarmi dalla sua vita. Non parliamo da un po', mi spiace l'abbia presa così male. Questione di orgoglio, da quel che ho capito. E sebbene le cose siano andate così, nonostante i ragionamenti infantili e idioti, continuo a volergli una marea di bene. Mi chiedo come sta. Un po' mi manca chiacchierare con lui.
Probabilmente non lo dimenticherò mai. Mi è stato vicino in un periodo estremamente buio della mia vita. Mi chiedo se mai si dimenticherà di me. Buffo, la prima volta che ci siamo visti andammo a vedere un film che parlava proprio di ricordare e dimenticare le persone.
Ogni tanto mi viene il pensiero di mandargli qualche pensiero via posta, in maniera anonima. Sperando che non cestini tutto, sperando che possa apprezzare.
Gli auguro ogni sorta di bene e di successo. Ho davvero voglia di leggere qualcosa di suo in futuro. Ho davvero voglia di ringraziarlo, nonostante tutto il dolore provato. È stato intenso, ed indelebile. Ma straordinario.
Mer
23
Ago
2017
Voglio andare via di casa e ricominciare una nuova vita
Ho 15 anni. Forse adesso mi giudicherete per la mia giovane età, penserete che saranno scenate di disperazione adolescenziale, capricci, vittimismo, ingratitudine verso mia madre che mi ha sempre pagato la scuola e le attività e che ha lavorato dalla mattina alla sera per poter mantenere me e mio fratello, la sua famiglia. Penserete che sarà colpa mia, anch'io lo penso, che forse l'ho resa io così infelice perché dice di essere un vegetale, di non avere più un'identità di donna, che tutti i suoi sogni sono andati in frantumi il giorno che mi ha messo al mondo, che doveva lasciare che mio padre, costantemente ubriaco, mi picchiasse quando ero piccola, che avrebbe dovuto abortire, che adesso sto rovinando la vita a lei e al suo fidanzato, che si vergogna di dire in giro che sono sua figlia, che doveva abbandonarmi in Ucraina dove sono nata. Che sono una stronza, una ritardata, un'idiota, che sono uguale a mio padre violento e nella vita farò la puttana perché non so fare altro. Io, in tutto questo sto zitta. Quando provo a ribellarmi ricevo solo schiaffi e pugni in testa, quando grido dal dolore dicono che voglio solo attirare l'attenzione, che io in verità non sto soffrendo dentro, che fingo e recito, che anzi sono un'assassina. Dicono che sono una pazza da manicomio, che merito di non esistere. Che non ho diritto ad alcuna libertà.
Di fatti non mi fanno mai uscire di casa, adesso non so nemmeno cosa significa avere degli amici, da tanto che non li vedo né sento. Mi hanno portato via la maggior parte dei vestiti, mi chiudono in camera a chiave senza computer o libri, mi riempiono di lavoro domestico. La mia privacy è costantemente violata, guardano le mie chat di whatsapp e scrivono ai miei compagni di classe, rivelando dei segreti sul mio passato, sul nostro passato tormentato. Quando volevo che la mia compagnia di amici conoscesse un'altra me, che a scuola è sempre con un sorriso e un'espressione serena in volto, che sa stare tranquillamente al mondo, che ha dei sogni da perseguire, delle persone su cui contare e che potessero contare su di lei. Volevo essere, all'esterno, una ragazza come tante, con tanti progetti e ambizioni, che ride e scherza con gli altri e non ha problemi a dire "mi piacerebbe venire al tuo pigiama party, grazie per l'invito". Volevo essere riservata e nascondere i miei sentimenti.
Poi tornavo a casa e vivevo una vita parallela, fatta di violenza e abusi, sia fisici che psicologici. Come si fa a vivere così. Questo non è vivere, è semplicemente esistere. Mi assumo anch'io le colpe dell'infelicità di mia madre, certo, sicuramente l'avrò delusa e ferita nel profondo, l'avrò fatta impazzire, perché ammetto anch'io di non essere una ragazza facile, anche se non capisco perché già all'eta di 5/6 anni mi dicesse che non valgo niente perché mia cugina parla bene il russo e io a malapena sapevo dire qualcosa in italiano. Non parlavo mai, ero taciturna, sola con i miei pupazzi e giocavo in silenzio con loro, ma questo la infastidiva e la faceva alzare le mani su di me. Non parlavo perché non ci riuscivo, era un mio difetto, ho iniziato tardi a comunicare: era ancora peggio però quando le maestre a scuola notavano i miei lividi e quando mi chiedevano spiegazioni, rispondevo ingenuamente che la mamma si era arrabbiata. Allora lì erano guai, ma non sapevo, allora, che dire la verità comportasse essere puniti.
Quindi, da allora, ho capito che dovevo mentire su quello che succedeva a casa.
Mi sto dilungando molto, dubito che qualcuno leggerà questo sfogo. Voglio semplicemente andare via di casa, e volevo trasmettere il messaggio che questo non è solo uno sfogo: è un grido di aiuto. Mi rendo conto che non ho un posto dove andare e ovviamente non voglio farmi ospitare dai miei amici, disturbando le loro famiglie. Mia cugina, le mie zie e mia nonna abitano in Ucraina e mio padre ha perso la patria potestà, non voglio andare a stare con lui perché è la persona più schifosa del mondo per me. Mi sento persa e abbandonata, sola. Andare via di casa vuol dire stare da sola, al freddo e a digiuno tante volte, ma sono pronta anche a questo; voglio solo dimenticare il male che sto sopportando. Mi tengo tutto dentro, non so nemmeno se è giusto scrivere una cosa del genere, online tra l'altro, ma voglio solo buttare fuori il veleno che c'è nel mio cuore. Voglio solo guarire le mie ferite, vorrei qualcuno che mi volesse bene al punto da dire "non importa che abbia fatto degli errori nella vita, io ti voglio bene comunque e voglio proteggerti". Non chiedo altro.
Ho una media scolastica molto alta (liceo linguistico) e il mio sogno è quello di frequentare l'università in UK o USA e viaggiare tantissimo all'estero. Mi hanno detto che viaggiare rende liberi, e la libertà per ora è un lusso che posso solo sognarmi. Magari sono più libera di altri bambini nel mondo, ma certamente non sono felice. Voglio essere felice.
Tante volte ho pensato di togliermi la vita, ma poi riflettendo valgo di più di un suicidio. I miei professori dicono che ho tanto potenziale e qualità, che dovrei tentare di entrare in prestigiose facoltà perché sono una ragazza con la testa sulle spalle e meriterei di essere ammessa, ma soprattutto, ce la potrei fare. Ho pianto quel giorno, e la mia prof di inglese non capiva la mia commozione. Ovvio che non capisce, perché non sa, che le sue parole mi hanno salvato la vita. Letteralmente. I prof delle superiori mi hanno dato la forza, inconsciamente, di andare avanti.
Ma non so per quanto resisterò ancora. Ancora tre anni, mi ha detto la mia psicologa, e poi sarò maggiorenne. Ma non posso sopportare, scusatemi, non ce la faccio.
Voglio pensare a me stessa, mi dispiace lasciare mio fratello, ma se ci vogliamo così bene troveremo l'occasione, fra qualche anno, di rivederci, ognuno con la propria vita. Da grandi. E io gli ho promesso che l'avrei cercato sempre. Non so perché mio fratello lo adora, gli consente tutto, anzi dice che se non ci fossi lei si potrebbe dedicare di più al loro rapporto. Scusatemi.
Non voglio gettare via il mio futuro, sarò eternamente grata a mia mamma per i soldi investiti nella mia educazione e l'amore, nel suo modo, che mi ha dato. Ma lei adesso mi sta facendo del male, giorno dopo giorno, e devo allontanarmi da lei. Così avrà la vita che aspetta da tempo, e auguro solo che realizzi tutti i suoi progetti e trovi la felicità.
La domanda è: dove vado? Fra due settimane inizia la scuola. Ma la scuola non è rifugio per la notte. E tutti sanno che di notti arrivano gli incubi.
Ho paura, tanta. Ma solo così potrò essere una donna forte nella vita...
Mar
22
Ago
2017
Timidezza
Ciao a tutti.
Sono una ragazza e attualmente frequento il secondo anno di liceo. Il mio problema è che sono molto timida e spesso fatico a parlare con chiunque, anche solo per chiedere aiuto. Anche all'interno della mia classe non parlo molto per colpa di questo mio problema perciò le persone mi cercano solo per farmi delle domande e mai per chiedermi come mi sento. Facciamo una parentesi (Spesso vedo le altre ragazze della mia età sempre in gruppo, anche con molti ragazzi. Anche a me piacerebbe avere un fidanzato ma nessuno ci prova mai con me, non che ne abbia un bisogno disperato, anzi ci sto molto bene single. Si, sono bassina ma non mi sembra di essere brutta. A volte le mie "amiche" mi chiedono se voglio andare con loro al campo di calcio per vedere i ragazzi giocare ma,a me, sinceramente a me non mi interessa molto tanto so già qual'è il risultato. Mio padre mi dice che sono più avanti mentalmente rispetto a quelle della mia età ma, ormai non so più se credere a lui o a me.) Tornando al discorso precedente, spesso quando sono in gruppo tento di approciare ma finisco per essere lasciata in disparte dopo pochi minuti. Una volta, a una fiera della mia città, la mia migliore amica mi ha invitato a fare un giro con lei e con altre mie compagne di classe. Alla fine il risultato è stato che per tutta la serata sono stata invisibile per loro e che sono stata sballottata avanti e indietro per tutta la città perchè non potevo nemmeno andarmene siccome mi doveva portare a casa la madre della mia amica. Io non ho veramente idea di come superare tutto ciò e mi servirebbe disperatamente un aiuto.
Detto questo mi scuso per avervi fatto perdere qualche minuto di tempo con le mie cavolate da adolescente.
Spero vivamente che qualcuno mi risponda.
Grazie mille💕
Mar
22
Ago
2017
Nn riesco a mantenere una vita serena
Nn so vivere .Ho paura di vivere.Vorrei restare chiusa in uno spazio circoscritto.Ma nn sono da sola ho una famiglia.Nn so stare in mezzo alla gente.Ho paura dei cambiamenti.Se sto a casa con la mia famiglia mio marito e figl sto bene serena ma il rapporto con gli altri compromette anche la serenità del mio nido.Tipo viene mia madre a trovarci per qualche settimana ...basta una sua osservazione una sua parola che vado in tilt iniziò ad essere nervosa verso mio marito.Sono Anche incinta e questo temo che mi possa nuocere ma nn so nn riesco a fare diversamente.Poi mio marito si incazza ed io vado in crisi.Tra circa un anno dovremmo fare un cambiamento trasferirci nella nostra città di origine,avvicinarci a tutti i parenti.Ho paura ke tutto venga rotto.Io sono molto riservata.Anhe una discussione una litigata davanti a loro mi fa sprofondare nello sconforto.Invece come vivo adesso mi sento più tranquilla.Ma avremmo molto meno problemi sia economici che di gestione figli.
Mar
22
Ago
2017
Quando l'ansia non ti fa vivere come vorresti e ti estranea da tutto
Ho 21 anni e l'ansia mi sta uccidendo. Mi sento come se non stessi vivendo, nel senso che sto sprecando tutto della mia vita. Tutti non fanno che ripetermi che la mia è una bellissima età, dove devo pensare a divertirmi e a fare esperienze, io tutto questo non riesco a “viverlo” per colpa delle mie paranoie e della mia insicurezza. Non riesco stare a contatto con le persone, non riesco a mangiare nei luoghi pubblici, non riesco a guidare senza andare in panico, non riesco a socializzare (soprattutto con i ragazzi) e quando parlo con persone più grandi di me inizio a balbettare, non riesco ad uscire di casa se non ho almeno controllato (minimo tre volte) di aver chiuso la porta di casa e spesso mi capita di dover rientrare in casa per controllare di aver staccato tutti gli apparecchi elettronici che potrebbero provocare danni. Mi sento pazza. A volte mi capita di fare degli sbagli, magari di dire una parola che io considero di troppo o magari di aver fatto qualche brutta figura e non faccio altro che pensarci per una settimana intera, magari anche quando sto studiando per un esame, e questo mi nuoce gravemente perché non riesco a concentrarmi e mi tocca leggere più di una volta lo stesso capitolo, perché le prime letture le ho fatte con disattenzione per colpa dei miei pensieri negativi che offuscano la mia mente. Ultimamente ho trovato un lavoro part-time come cassiera. Un disastro. Essendo molto paranoica ho capito che non fa per me, più che altro il fatto di gestire i soldi di una cassa mi fa stare male, mi sento molto insicura. Arrivo a casa che non riesco né a mangiare e né a chiudere occhio. Per quanto riguarda le amiche, ne ho avute poche, tutte amiche conosciute tra i banchi di scuola, con loro mi sento pochissimo, più che altro perché io ci credevo molto nella loro amicizia, ma appena ognuno di noi ha preso strade diverse non si sono più fatte sentire e ci sono rimasta molto male, tanto da chiudermi un po' di più in me stessa. Ogni tanto qualcuna di loro mi chiede di uscire, ma provo un po' di rancore nei loro confronti e per questo declino sempre i loro inviti, perché noto che mi cercano solo per uscire o perché non sanno con chi passare la loro serata. Delle amiche alla fine me ne sono fatta una ragione. All'università ho conosciuto un po' di persone, anche se ora tento a non fidarmi molto e a non dare molta confidenza. Sono diventata molto amica di una ragazzo ed come se fosse un mio confidente. A parte ciò, ho sempre il problema di vivermi la mia vita. Soprattutto con i ragazzi, da quando vado all'università sono molti i ragazzi che hanno iniziato a provarci con me, sinceramente non so se per disperazione o perché gli piaccio davvero, ma nonostante questo io tento a scappare quando provano a parlarmi e a tagliare subito il discorso. Infatti sono già stata etichettata da molti, in modo ironico, come “quella strana”. È da sei/sette anni che non ho un ragazzo e non so, forse la mia situazione in famiglia (ovvero i miei genitori che litigano sempre) o forse perché non sono la classica ragazza che esce, va in discoteca, va al mare o ha delle amiche, mi portano a vergognarmi molto di me stessa e a non affezionarmi a nessun ragazzo. C'è un ragazzo che ha catturato la mia attenzione, è molto silenzioso e sta molto nelle sue, ma non ci proverei mai (anche se continuo a pensarci dalla prima volta che l'ho visto) perché non mi sento alla sua altezza. Ho accettato di uscire con un ragazzo, ma continuo lo stesso a pensare al ragazzo “silenzioso” e mi sento uno schifo. Mi sento di fare un torto ad entrambi, assurdo. Se avete dei consigli da darmi li accetto molto volentieri. Preciso che suppongo che io sia così per colpa del “mio passato”, sono stata bullizzata, ho avuti un po' di problemi di salute da piccola, non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre e anche con tutti i miei parenti, sono sempre stata vista come quella troppo silenziosa, timida e che non parla molto. Ringrazio le persone che perderanno un po' di tempo nel leggere questa pappardella e mi scuso per il mio italiano sgrammaticato.
Mar
22
Ago
2017
Secondo voi sono sensibile?
Mi sto chiedendo se sono sensibile, non scoppio facilmente a piangere ma rimango male per cavolate e mi metto troppo nei panni degli altri.
Delle volte mi faccio triste da sola solo pensando a quanto fa schifo il mondo, per le persone e per le cose che capitano come terremoti, episodi di razzismo, discriminazioni, guerre ecc...
Se uno mi capisce male rimango male.
Cerco sempre di aiutare il prossimo.
Appena uno non mi invita e mi esclude sto male e penso solo a quello.
Se uno pensa male di me sto male.
Se uno mi sgrida con un tono cativissimo mi viene da piangere.
Se uno ride di me sto male.
A scuola sono esclusa e quindi tutto il giorno mi sento triste e mi perdo nei pensieri pensando a tutte le cose negative che mi frullano in mente.
Nessuno se ne accorge quando rimango male, anche perché non mi metto a piangere, però sento male dentro.
Se uno mi rompe rispondo malissimo e quindi nessuno per fortuna lo sa che sono sensibile, anche per il fatto che uno non si accorgono quando mi offendo e due non mi metto a piangere davanti agli altri.
Preferirei più tosto piangere di nascosto.
Mar
22
Ago
2017
TUTTE DICONO CHE LE DIMENSIONI NON CONTANO MA È VERO?
Seguendo varie pagine su FB e parlando con alcune mie amiche mi dicono sempre che le dimensioni di un pene non contano, ma io non so se crederle o meno, perché guarda caso Johnny Sins un attore porno che non ce l'ha molto grosso ma molto lungo è incredibilmente amato dal pubblico femminile ed anche Rocco anche se non ho mai visto il suo pene e non voglio guardarlo è considerato un eroe dalle nostre parti (Italia dato che ora sono all'estero) e quindi chiedo a voi donne e uomini di essere sinceri però, le dimensioni contano???? Per me che sono uomo no c'è una ragazza può avere la prima, la terza, la quarta o un sedere piccolo grande o flaccido ma non mi baserei mai su quello per giudicare
Mar
22
Ago
2017
Mia madre mi da della puttana
Non ho un buon rapporto con la mia famiglia e son costretta a vivere con loro perchè sono minorenne; Con mio padre neache parlo, con mia sorella litigo ogni santo giorno e con mia madre non ci capiamo proprio. Quando litigo con mia sorella a volte scappano delle parolacce tipo "troia" "puttana" "stronza", ma la cosa che mi fa soffrire di più è le litigate con mia madre. Mia madre usa lo stesso linguaggio, stesse parole, aggiungendoci anche imitando gesti del rapporto sessuale. Io mi scandalizzo ogni volta che lo fa, mi distrugge perchè questo non mi sembra un comportamento da madre. Oggi, per esempio, ho litigato con lei e mi ha dato della puttana perchè sono andata fuori con una canotta e dei jeans strappati al ginocchio e mi ha detto che se vado in giro così attiro i ragazzi, uomini che mi stuprano etc... e anche mia sorella aggiunto "è vero, sei una puttana, anche tua madre lo dice, visto? Vai per strada"
Sentendo queste parole mi sono messa piangere, ripetendomi che forse sono effettivamente una puttana. Mi fanno sentire come se ora dovessi truccarmi pesantemente, mettermi vestiti cortissimi e andare per strada per fare la puttana.
Questa situazione mi ha davvero distrutto, ho pure ricorso ad un psicologo ma niente...
Non vedo l'ora di andarmene via.
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