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Mer
13
Feb
2019
ma che...
Insomma, ma che ti importa di quello che faccio io, mi telefoni per sapere cose e poi critichi, sei perfetta solo tu, vuoi sapere dei cugini e poi critichi anche loro, ma insomma ma un pacco di affati tuoi no eh?
tanto a casa mia non ci vieni, sei bandita, le tie criticje ed i tuoi insegnamenti riservali per qualcun'altro
Mer
13
Feb
2019
Un adulto che non ammette di aver sbagliato non deve essere perdonato
Provo veramente tanta rabbia e dolore per tutte quelle persone che hanno passato una vita intera a fare determinate scelte o rinunce per ottenere quel minimo di considerazione da parte di un padre o una madre, tutte quelle persone che avranno per sempre il rimpianto di aver vissuto gli anni più importanti a far realizzare i sogni degli altri, quanti ne ho visti chi ha scelto percorsi scolastici diversi, chi ha preso impieghi non convenienti, chi ha dovuto troncare relazioni, tutto questo un figlio lo ha fatto cercando approvazione nell'egoismo di un genitore... Mio padre quando ero ragazzino smise totalmente di parlarmi e guardarmi in faccia, sapeva solo dirmi che sbagliavo su tutto, che ero un incomplete, qualsiasi mia passione scolastica o non lui diceva che io non ero in grado, per me era troppo difficile, mentre mia madre guardava con sguardo severo in silenzio, in ogni mia riuscita nessuno si è mai congratulato, perché io dovevo fare come dicevano loro, io per ottenere la loro attenzione, la loro approvazione vivevo come una totale contraddizione, mio padre non mi guardò in faccia fina ai miei 21 anni, per sentire uscire poi dalla sua bocca che un lavoro al caldo e pulito è meglio di uno in cui ti spacchi la schiena, intanto io che volevo fare liceo ed università mi sono sentito dire che ero troppo stupido per farcela, per me era difficile dicevano, feci un professionale come voleva lui e se facevo il muratore era il lavoro dei negri dicevano, quanti figli ci sono che dovranno ancora pagare gli sbagli di un genitore, seguite sempre i vostri sogni, che siete nati per realizzare voi stessi, non per compensare alle cagate di gioventù del 70.
Mar
12
Feb
2019
Curiosità innocente
Ma quando gli uomini guardano i porno, immaginano di far sesso con l'attrice o comunque entrano nei panni dell'attore?
Mar
12
Feb
2019
Sfogo sul mondo
Siamo tutti controllati, in balia delle banche. Gombloddo!!! A 30 anni vorrei dare un consiglio ai piu giovani: credete a tutto! Non pensate che ci siano altre vie! Entrate in banca, finanza non seguite le passioni! E andate nelle big cities dove rubano meglio! Da quando nascete avete una data di scadenza, non perdetevi ed entrate in finanza!
Mar
12
Feb
2019
Nonna
Non posso immaginare quello che stai passando, sento solo il dolore nella tua voce al telefono. Vorrei venirti a trovare ma non posso, spero solo che tu possa guarire al più presto. Oggi quasi piangevo a sentirti così, meno male che c e la zia che ti può stare vicino ed aiutarti... Vorrei fare di più ma non posso... Vorrei solo abbracciarti
Mar
12
Feb
2019
cordone ombelicale
C'è questo cordone che non riesco/ho paura a spezzare.
Non sono mammona, forse un pò, ma non capisco se tutto ciò sia dovuto dal mio passato o solamente dal fatto che loro sono stati troppo apprensivi con me.
Quando ero appena nata ho subito una grave operazione e i miei genitori hanno passato un calvario con me.
Hanno pianto tantissimo, sono stati in ospedale mesi, ho preso tantissime medicine..e a detta dei medici è un miracolo che io sia viva. Non ricordo nulla di tutto questo ma ogni volta che i miei genitori affrontano l'argomento si sentono morire mi dicono.
Tuttavia non sono molto affettuosi con me, ne di conseguenza io con loro (mai un abbraccio, una carezza è rara) ma non ne faccio una colpa, hanno fatto una brutta vita e ricevuto poco amore dalle loro rispettive famiglie.
Io sono figlia unica, hanno deciso loro così dopo il calvario che hanno passato con me non se la sono sentita di avere un altro figlio. Almeno questo è quello che mi hanno sempre detto.
Ho un ragazzo da un anno e mezzo che amo, credo sia finalmente quello giusto. Vive da solo ma ha quasi la mia età.
A loro sta molto simpatico e gli vogliono molto bene.
Lui vorrebbe che andassi a convivere, ma ho un qualcosa che mi blocca.
Sarebbe a 10 minuti di distanza da casa, già adesso trascorro da lui tutti i weekend e anche qualche giorno alla settimana.
Non vi dico la fatica iniziale dei miei genitori, nonostante la mia età, nel poter andare da lui i weekend.
Vi spiego mio padre: controlla ancora che io arrivo a casa dopo lavoro e spia dalla finestra per aprirmi il cancello. io rido e lo prendo in giro suonando il clacson e facendo gli abbaglianti. Non è un giro che non mi abbia detto " mi raccomando stai attenta".
attenta a cosa non l'ho ancora capito. -.-
Sono una ragazza matura, responsabile, e poi ho quasi 30anni. Mi sento scema a scrivere ciò, i miei genitori sono dei 60enni imbranati con la tecnologia e aspettano me per ogni cosa.
Quando volevo andare dal mio ragazzo nei weekend mi preparavo la borsa con i vestiti e dicevo loro: ciao ci vediamo lunedì.
E loro: ma cosa serve che vai li
Io: è il mio ragazzo, è normale ..non siamo all'epoca degli antichi, ciao buon weekend.
Stavo male a vederli stare male. Ma su suggerimento del mio ragazzo abbiamo detto facciamo piano piano, un passo alla volta così si abituano.
Anche lui si è accorto del loro immenso attaccamento a me.
Hanno sempre questa tendenza protettiva.
dentro di me sono sempre bloccata nelle decisioni.
Mi credete se io vi dico che mi sento da una parte male al pensiero di "abbandonarli/lasciare la mia casa" e sono felice pensando di iniziare una nuova vita con il ragazzo?
Ho tipo ansia e non so come dire: mamma papà io voglio vivere con n.
la prenderebbero a male, tipo abbandono? So che dovrei pensare a me stessa, ma sono sensibile e solo al pensiero mi viene da piangere!
.
Ho paurissima di non essermi riuscita a vivere il momento con questo tentennare.
:(
Mar
12
Feb
2019
Non mi rilasso mai, Vivo malissimo...
Ho paura che andando avanti di questo passo prima o poi mi verrà un brutto male. Il problema è che non riesco ad accettarli fondamentalmente per quello che sono, sono troppo critico nei confronti di me stesso, mi sento sempre inferiore agli altri, anche se fuori tendo ad apparire aggressivo, molto aggressivo.. nel senso nella gestualità, nel modo di parlare è come se agredissi le persone, sto cercando di smussare queste spigolosita' dato che lavoro a contatto con il pubblico e non posso permettermi fraintendimenti.. dentro sento di non valere nulla e di non essere nulla, quando cammino sono sempre in tiro, sempre rigido come una statua tristissimo e attentissimo a come mi guardano gli altri e cosa penseranno.. non ne posso più, forse ho bisogno di uno psichiatra
Mar
12
Feb
2019
E con quella foto
cosa pensavi di dimostrare?
Un’altra frecciatina?
ma almeno alza quel telefono e dimmi le cose in faccia, anziché mandare messaggi indiretti con sti social del cazzo
O sai fare la figa dura e tosta solo in palestra?
Mar
12
Feb
2019
Sono una persona di merda
Considerati i miei comportamenti passati, merito di stare sola a vita.
Quando ero piccola, molto piccola, mio padre mi ripeteva in continuazione che dovevo essere la più bella, la più intelligente e la più brava, a tutti i costi.
Dato che sono sempre stata una bambina molto ingenua, riservata e che non si faceva troppe domande, mi impegnavo in tutti i modi per emergere ma sia chiaro: io non sono un genio dello studio. Mai stata e mai lo sarò. Ho una spiccata attitudine artistica, perché sono molto brava a disegnare, scrivere e dipingere, ma ovviamente tutto ciò poco ha a che fare con la didattica scolastica.
Tuttavia durante le elementari e le medie sono sempre stata la prima della classe, il classico esempio da seguire, insomma. Tutti mi lodavano: genitori, insegnanti ed ero benvoluta anche dai miei compagni di scuola, perché sono sempre stata molto generosa e disponibile nei confronti degli altri.
Al liceo è cominciato il mio personale incubo: sono stata vittima di bullismo per cinque lunghi anni, sia da parte dei professori che dei miei compagni di classe, ma ho fatto il grave errore di non parlarne con nessuno (non sto qui a raccontare tutto quello che ho subito... ci vorrebbe una vita, in ogni caso ci sono stati episodi abbastanza gravi).
Purtroppo fui costretta ad iscrivermi al liceo classico, perché i miei ritenevano che fosse l'istituto migliore per me. Io volevo andare o all'artistico o al linguistico, ma loro mi dissero di no.
Fatto sta che durante quei cinque anni, dal momento che ODIAVO le materie che studiavo, i miei voti sono calati vertiginosamente. Ho rischiato ogni anno di essere bocciata, salvandomi per il rotto della cuffia.
Nonostante da piccola fossi una persona molto sicura di me e cosciente delle proprie capacità (anche troppo per una bambina), durante quel lasso di tempo sono crollata in tutto: mi è stata inculcata nel cervello l'idea che non valevo nulla e ancora oggi essa risiede in me.
Ovviamente nel frattempo i miei genitori si sono mostrati incredibilmente delusi, mi urlavano in testa ogni santo giorno e io mi facevo piccola piccola. Avevo pochi amici, quelli delle medie e delle elementari, ma ero talmente chiusa che se fossi stata completamente sola non avrebbe fatto alcuna differenza.
Finito il liceo ho iniziato nuovamente a respirare, mi sono iscritta all'università, ma subito si è palesata quella che era ormai la nuova me: una persona terribilmente insicura, frustrata, insoddisfatta e in continua competizione con gli altri.
Non sto nemmeno a descrivere tutti i pensieri che mi sono passati per la testa, basta dire che poco a poco, pur di prevalere su qualcun altro, ho finito col concentrare tutte le mie attenzioni sulle vite altrui per poi distoglierle dalla mia... e sono diventata una persona di merda.
Ho avuto dei ragazzi e finivo sempre con l'essere in competizione con le loro ex (o amiche). A volte addirittura con i ragazzi stessi, perché avevo il pallino di dover essere migliore di loro. Lo stesso meccanismo si è ripetuto con familiari e amici. Per fare un esempio banale, se io e un mio collega dovevamo sostenere un certo esame, mi impegnavo in tutto e per tutto per prendere un voto più alto del suo. L'idea che magari lui risultasse migliore di me mi faceva stare male (per quanto gli volessi bene e per tutto il resto fossi totalmente disponibile con lui).
Queste situazioni mi hanno stressato a tal punto da rompere i rapporti con queste persone. Anche loro, per altri motivi, si sono comportate male con me. Ma se fossero stati corretti, sono sicura che il mio senso di competizione non sarebbe svanito.
Sono molto triste: attualmente sto concludendo gli studi e tra un mese dovrò anche partire per andare a lavorare all'estero. Per quanto ami viaggiare, ciò che mi aspetta non mi entusiasma.
Sono debilitata a causa dei rapporti finiti, degli scontri che ci sono stati con queste persone, dei miei pensieri malsani. E ho paura che non riuscirò mai a guarire da ciò, anche perché non ho nessuno con cui parlarne. Non ho manco avuto il coraggio.
Tutto mi fa star male, non saprei nemmeno come spiegarlo bene. Ho fatto qualche esempio esemplificativo, ma potrei farne milioni davvero.
Mi rammarico tantissimo nel vedermi così e sapete perché? Perché fino a un certo punto della mia vita io non sono stata così, perché semplicemente nulla di tutto ciò mi interessava. In cuor mio so di non essere così e so che è stato qualcosa di indotto. Mi disprezzo profondamente e credetemi se vi dico che le ho provate tutte per sotterrare questo odioso sentimento, ma non c'è stato nulla da fare.
Vorrei andare da uno psicologo, ma proprio questo momento della mia esistenza non è adatto: come detto a breve mi trasferirò e sarò impegnatissima tra ricerca della casa e del lavoro.
Scusate lo sfogo...
Mar
12
Feb
2019
Credo di avere qualche problema
Quando faccio sesso con la mia donna, mi piace travestirmi da Wonder Woman... Parrucca compresa, tiara, lazo, insomma ho tutto, sono molto pignolo. Non so perché, mi fa sentire potente e mi eccita da morire...
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