Tutti gli sfoghi

Sfoghi: (Pag. 646)

Mar

04

Set

2018

Altezza é veramente mezza bellezza?

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Sono una ragazza di ormai 18 anni, vergine e sono alta 178. Sono considerata una bella ragazza, ma questo non mi ha portato comunque a vivere come tutti gli altri. La mia altezza mi ha ostacolato in tante cose  mi ha fatto perdere amici, i primi amori, tutto. E tutto questo perché viviamo in una società che sta scendendo sempre più in basso  dove contano solo le apparenze. Due anni fa per colpa "della mia altezza" sono arrivata addirittura a pesare 60 chili, che poi per la mia costituzione ossea che é normale, ne robusta ne esile, é grande come perdita di peso.L unica volta che sono uscita con un ragazzo é stata con un ragazzo alto sull 172 e mi ha detto:sei una bellissima ragazza,ma sei troppo alta per me. Un esempio giusto per far capire cosa stiamo diventando. Comunque  io credo che la mia altezza non sia così eccessiva. secondo voi 178 come altezza é veramente cosi esagerata? una donna così alta é poco femminile? 

Lun

03

Set

2018

Cervello in tilt

Sfogo di Avatar di DanaDana | Categoria: Altro

Come funziona il cervello umano? A me davvero viene da impazzire. Fino alla settimana scorsa che ero distante dal mio ragazzo soffrivo, non mi fidavo, paranoie e gogo sul nulla...

Poi sono tornata in città, ci siamo rivisti, abbiamo parlato ecc.. mi sono  trasformata... Sono tornata quella che ero all'inizio... A sentire l' amore dentro e la passione forte... Una passione travolgente.... La notte più bella di sempre e il giorno dopo a cercare nuove idee piccanti per dare di più... Insomma tutto era tornato come prima del mio impazzimento estibo...

Grande piano per la notte successiva... Usciamo in gruppo sabato, bellissima serata, tutto va bene.... La sera torniamo tardi e crollo dal troppo sonno... Domenica mattina non so cosa mi e successo!!!!!! Lui si e messo a giocare alla play con un mio amico che e per ora ospite a casa mia, e io giravo per casa cercando cose da fare... E mi faceva piacere sentirlo giocare, che si divertiva e faceva come un folle...fin lì era ancora tutto ok

A un certo punto mi sono ritrovata ad aiutare mia sorella a sbrigare un paio di cose e all' improvviso mi sono trasformata in un mostro intollerante verso il mio ragazzo. Un cambio di umore netto a bianco a nero che ha alcun motivo per essere così drastico! 

Quella bella  mente spensierata che avevo non è più tornata ed è due giorni che sono di nuovo a terra e vedo con occhio sospettoso ogni cosa che mi dice e rispondo in maniera scorbutica a tutto . Di quei bei piani d'amore non ne ho più voglia manco a parlarne, sono gelida  eogni volta che lui mi chiede cos ho non so dire altro che "Bo non lo so"... Ma mi sento spenta! Come diamine è possibile un cambiamento netto come questo???????? Io non me lo riesco a spiegsre! E figuriamoci lui che non capisce neanche quando glielo spiego io... Mi sta prendendo per folle. Stavolta veramente non ha fatto nulla che potesse lontanamente giustificare il mio impazzimento così netto!

Ma come e possibile che l'umore cambi in questo modo? Cosa è successo al mio cervello?

 

(PS non ci sono è accentate perché scrivendo col cel mi sfuffa concentrarmi )

Lun

03

Set

2018

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao a tutti... sono insieme alla mia ragazza da 4 mesi appena..  vi spiego.. praticamente mi sono fidanzato con lei dopo quasi un mese di distanza dalla morte di mia madre.. lei mi ha aiutato molto mi ha dato tante dimostrazioni, al punto che, io non avendo neanche il papá ho deciso di andarci a convivere.. fin qui tutto bene tranne una cosa che mi turba... lei vorrebbe andare a lavorare, per contribuire alle spese di casa e quant'altro, l'unico problema è che io non mi fido tanto, ovvero ho molta paura che nel posto di lavoro possa incontrare qualcuno che le possa piacere per poi lasciarmi... cosa che mi butterebbe praticamente a terra dato che è proprio grazie a lei se io non penso a tutto il mio passato.. è un pensiero che non riesco a togliermi dalla testa.. so che è un pensiero molto banale ma volevo avere il consigli di qualche persona "esterna"..

Lun

03

Set

2018

Come sopravvivere a un padre che vede solo se stesso

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

mai avrei pensato di arrivare a sfogarmi su un blog, ma del resto non riesco a farlo con nessuno se non con il diretto interessato: mio padre!

premetto che mio padre non ha mai avuto una famiglia e di conseguenza tante cose non ha mai imparato a gestirle, non ci ha mai fatto mancare nulla ne a livello economico ne a livello affettivo, però ha dei vizi che ci creano molta sofferenza. Mio papà ha 70 ed ha la fortuna di potersi godere la sua pensione in tranquillità. Qualche hanno fa ha avuto un lieve ictus che però ha conpromesso le sue facoltà celebrali. I vizi di mio padre sono due: il vino è il gioco. Insieme ci stanno rendendo la vita impossibile. Premetto che mio padre non è un alcolizzato: beve una bottiglia di vino tra pranzo e cena ma, a differenza di una persona senza problemi di salute, basta a cambiare le sue facoltà cognitive ( si vede palesemente L effetto che L alcool ha su di lui) vede solo le sue ragioni, e ovviamente se gli fai notare che sbaglia diventa aggressivo e insulta. Il secondo vizio riguarda il gioco, si parla di circa 400 euro al mese, fatto sta che ad ogni fine mese il saldo del conto corrente va a zero. Le sue giustificazioni sono: per il primo vizio che le analisi sono sempre apposto e che nessuno lo porta mai a casa ubriaco, in giro non beve (se lo fa , lo fa a casa) e per il gioco è che la pensione è sua e ne fa quello che vuole. Abbiamo provato tante volte a spronarlo a trovare un hobby, a pensare di risparmiare quei soldi per concedersi una serata al mese con mia madre, a togliersi i suoi sfizi nel vestire ( dato che per tanti anni è stato direttore di un negozio di abbigliamento); ma niente. Qui iniziano a piovere insulti e minacce: a mia mamma dice che morirà povera e che se voleva una pensione doveva lavorare e io sono una stronza senza rispetto! Mia mamma fa dei lavoretti per sopperire le necessità che ha, io  mia sorella ovviamente le diamo dei soldi perché mio papà non le da un centesimo ( ma davanti a tutti fa la bella faccia dicendo che mia madre non deve andare a lavorar perché ormai è troppo stanca fisicamente); la realtà è che ha anche il coraggio di chiedere soldi anche a lei e lei ovviamente acconsente. Mia mamma si è ammalata nel frattempo e davvero penso che la colpa sia solo di mio padre.

questo è un problema che va avanti da tanto tempo, ho vissuto anni di ansia ma ho cercato sempre di uscirne da sola, per proteggere mia mamma è mia sorella più piccola che grazie a Dio è andata a convivere e può far una vita serena. Io ho 26 anni, grazie a Dio ho un buon lavoro, vorrei uscir  di casa ma non posso lasciare mia madre con questa situazione.sta sera per L ennesima volta gli ho chiesto di smetterla, di esser una persona migliore, di poter aver un padre normale come lo è lui alla mattina quando si sveglia: si preoccupa di prepararmi la colazione e di chiedermi cosa voglio per cena. Mia sorella L ha invitato a cena per presentare il fidanzato, lui felice del fatto, è andato a comprarsi una camicia per L occasione e quel giorno non ha bevuto. Questo è quello che sarebbe mio padre senza i vizi, ma purtroppo già a pranzo la situazione è diversa e alla sera è degenerata. Se mi chiama in pausa pranzo tante volte interrompo la chiamata perché sento che è già alterato, alla sera mi chiudo in camera e mangio in fretta per non fare scoppiare il nervoso che ho nel vederlo così. Mi vergogno di lui,non porto mai nessuno a casa, neanche il mio ragazzo: sto con lui da tanti anni e ho avuto il coraggio solo di dirgli che non vedo d accordo con lui ma senza dirgli i motivi. Tante volte gli auguro che gli succeda qualcosa e tante volte  lo vorrei sul serio, dovrei pentirmene ma per me è una liberazione.

cerco di non piangere perché so che a mia madre gli si spezza il cuore, ma stasera non ce L ho fatta. Gliel ho chiesto piangendo, ma lui ha continuato con la sua solita scusa: come può un padre non arrendersi davanti alla figlia che piange? Che ti chiede di smettere?

e vero che molte volte lo attacco senza motivo, ma sono esasperata dalla situazione.

il trauma che mi ha causato non lo sa nessuno, ho cercato di dimenticare tutto ciò che mi fa soffrire. Ho detto a mia madre di separarsi perfino.

vorrei solo un aiuto per capire come fare, Vorrei che si curasse ma va fuori di testa quando gli dico che ha bisogno di un confronto con qualche esperto.

vorrei vedere mia mamma star meglio invece che spegnersi ogni giorno di più,

tra due giorni è il mio compleanno e vorrei davvero che tutto questo finisse  

Lun

03

Set

2018

Le ninfomani

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Invidia

Porto un'invidia a non finire per le donne col problema mentale opposto al mio, ovvero quelle che agiscono impulsivamente.

E più di tutte invidio quelle che scopano irresponsabilmente a destra e a manca, perché hanno la mia esatta carica libidica ma sono capaci di sfogarla. Io sono una frustrata, per puro culo sono simpatica e non inacidita, ma la verità è che covo un'enorme tristezza e vorrei avere le palle di quelle che riescono a organizzare incontri sessuali in qualsiasi contesto.

 

Lun

03

Set

2018

CONFESSIONE

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

QUESTA LETTERA E’ RIVOLTA A TUTTI COLORO CHE INTENDANO BENEFICIARE DELLA MIA ESPERIENZA DI VITA, IN MODO TALE DA NON RIPETERE I MIEI STESSI ERRORI

 

Siccome non sarei capace di esprimere a parole ciò che sento, ho deciso di farlo in forma scritta. Mi chiamo ****** e al momento di scrivere ho 21 anni e 9 mesi circa. In questo scritto non voglio raccontarvi dettagliatamente la mia vita, bensì confessare il mio stato d’animo e cercare di capire insieme a voi come sia potuto arrivare ad un livello così pietoso ed umiliante. Dico confessare perché nessuno in realtà mi ha mai conosciuto, sono sempre stato un individuo estremamente riservato e restio a mostrare i propri sentimenti, sebbene non sia affatto sicuro di averne mai avuti. Questa mia incapacità di relazionarmi con il mondo, con i miei simili e di mostrare affetto alle persone care è forse il lato peggiore del mio carattere, nonché la principale causa della mia depressione attuale. Piano piano mi sono sempre più isolato da tutto e da tutti, fino a diventare completamente indifferente a ciò che mi circonda. Non cerco più la compagnia dei miei coetanei o dei miei familiari, convinto che ormai nessuno possa più darmi il calore umano di cui avrei bisogno, ma che in fondo so di non meritare. Ero convinto di poter convivere con la solitudine, di poter indurire il mio cuore a tal punto da non provare più dolore, rabbia e amarezza, ma mi sbagliavo. Gli esseri umani non sono fatti per vivere da soli come dei reclusi o degli eremiti e se adesso soffro a causa dell’isolamento è solo perché ho allontanato tutti quelli che mi erano vicini.

Sono nato da un matrimonio senza amore, probabilmente frutto più di convenienza che di altro, da due genitori ormai quarantenni che forse non si aspettavano neanche più di avere un figlio e che si sono guardati bene dal farne un secondo. Per tutta l’infanzia non ho avvertito queste mancanze, ma durante l’adolescenza qualcosa si è rotto e col tempo ho capito come stavano realmente le cose in casa mia. Non ho mai conosciuto i miei nonni, né quello paterno né quello materno, una cosa di cui mi rammarico molto, mentre le mie nonne non mi hanno accompagnato nemmeno fino all’adolescenza. Per quanto riguarda gli altri parenti, la maggior parte vivono in un’altra regione mentre uno zio vive all’estero. Li vedo e li sento pochissimo. Ci sarebbe anche mio cugino, ma sebbene da piccoli fossimo decisamente più affiatati adesso siamo quasi due estranei.

E’ vero, mi sento estremamente solo: ho pochissimi amici e ormai non so neanche se considerarli veramente tali. Non riesco più a fidarmi di nessuno. La maggior parte delle persone che ho conosciuto dall’infanzia all’età adulta passando per l’adolescenza sono state solo fugaci comparse: a volte mi sono illuso che fossimo veramente amici, ma quasi sempre sono stato smentito dai fatti. Alcuni mi si sono addirittura rivoltati contro, la maggior parte non mi ha mai considerato. Sono stato ignorato e messo in ombra così a lungo da un numero così elevato di individui diversi che a volte mi sono sentito un fantasma, il che si addice bene alla mia attuale vita. Il rapporto con i parenti è ormai inesistente, quello con i miei genitori irrimediabilmente compromesso e non trovo nessuno che abbia veramente voglia e tempo di ascoltarmi, tanto meno di capirmi.

Dicevo dei miei genitori: purtroppo non andiamo per niente d’accordo. Loro ormai mi considerano un fannullone, un buono a nulla, un freddo calcolatore, probabilmente una specie di aberrazione. Sono fermamente convinti che io li odi entrambi, soprattutto mia madre che non mi perdona di averle intimato in un momento d’ira ed esasperazione di andarsene di casa. Ora è lei che non vede l’ora di buttare me fuori di casa. In effetti ci sono stati dei momenti in cui ho provato un  forte risentimento verso di loro, ma adesso non posso far altro che ammettere di sentirmi in colpa nei loro confronti e di averli delusi profondamente. Da piccolo, nonostante il caratteraccio, promettevo bene: ero considerato un bambino intelligente e dal carattere forte, che nella vita avrebbe sicuramente fatto strada. Ahimè come si sbagliavano. La mia rovinosa caduta è cominciata a metà del secondo anno all’università. Dopo un inverno dispendioso a causa dello studio mi sono sentito stranamente prosciugato, ho iniziato a studiare sempre di meno, ad auto-escludermi dalle (poche) compagnie che frequentavo, ad evitare conoscenti e “amici”, per poi cadere nel vortice della depressione: la mia vita mi appariva vuota, priva di scopo, inutilmente flaccida e noiosa nel suo monotono incedere, ogni giorno era uguale a quello precedente e a quello immediatamente successivo…mi sentivo inutile e privo di stimoli, uno stupido essere insignificante senza sogni da realizzare e senza niente di interessante da offrire, con una vita grigia e un futuro privo di senso. Allora mi sono guardato indietro e ciò che ho visto mi ha atterrito: analizzando la mia vita a ritroso ho capito di non aver mai veramente vissuto, ma di aver passato i miei primi 20 anni dietro ai libri ad ammazzarmi di studio per sopperire alla mancanza di una vita sociale, di affetti sinceri e persino delle cotte che un qualsiasi ragazzo dovrebbe provare. Tutt’oggi non mi sono mai innamorato di una ragazza, non ho mai provato quelle sensazioni che dovrebbero accelerarmi il battito cardiaco, costringere la mia fantasia a voli pindarici e spingermi a compiere gesti al di là dei limiti imposti dalla mia indole chiusa e rigida. L’unica ragazza per cui abbia mai provato dei sentimenti (ma io stesso non saprei dirvi che genere di sentimenti) non lo ha mai saputo, non ho mai avuto il coraggio di dichiararmi, nascondendomi dietro alle scuse più varie (non le interesso, non è il mio tipo, ormai è passato troppo tempo, siamo incompatibili come carattere, è superficiale…e altre barzellette tragicomiche per nascondere la mia mancanza di palle). Contemporaneamente a queste rivelazioni, mi sono trovato completamente solo: nessuno si era accorto del mio stato d’animo e nessuno ha preso sul serio le mie implicite richieste d’aiuto. Sono finito persino da uno psicoterapeuta per qualche mese, ma non è servito a un cazzo, per lo meno nel lungo termine. Sono riuscito a fatica a rialzarmi, ad andare avanti e a lasciarmi alle spalle tutta la tristezza che in poco tempo mi aveva ridotto ad un miserevole invertebrato, ma il prezzo da pagare è stato alto: sono cambiato, se possibile in peggio. Sono diventato più cinico e pessimista, mi sono incupito ulteriormente e ho perso completamente la fiducia nel prossimo, maturando l’egoistica idea di potermela e dovermela cavare da solo, facendo a meno degli altri. Questa filosofia nichilista e insieme materialista però non mi ha portato lontano, infatti, nonostante i miei voti non siano affatto bassi, riesco a dare pochissimi esami, non ho più la forza di volontà di mettermi a studiare con furore e competitività come facevo una volta, mi riprometto in continuazione di tornare lo studente brillante di un tempo ma all’atto pratico qualcosa mi blocca, mi sento svogliato e inerme, come se non avessi più obiettivi da raggiungere, un traguardo a cui mirare, o semplicemente l’ambizione di arrivare in  alto. Non riesco a dare un senso alla mia vita, ho paura di ciò che mi aspetta: riuscirò a laurearmi di questo passo? Cosa succederà dopo l’università? Farò un lavoro che odierò, semplicemente per portare a casa i soldi che mi permettano di sopravvivere? Ma troverò un lavoro, o farò il parassita a spese dei miei genitori? E anche se riuscissi a sistemarmi, cosa mi aspetta? Che prospettive ho? Che senso ha la mia vita? Vivrò e morirò da solo, dimenticato da tutto e da tutti come se non fossi mai esistito? Soffocherò lentamente nel grigiore della mia ridicola esistenza? Avrò mai una famiglia? Dei figli? Una donna che mi ami per quello che sono? Ma chi sono io? Chi potrebbe mai amare un essere insignificante come me?

E così non posso che essere d’accordo con i miei genitori quando mi attaccano e mi umiliano denigrando la vita mollacciona e da mantenuto che sto conducendo, così come devo ammettere che in realtà a loro io voglio bene, anche se non gliel’ho mai detto, perché altrimenti non mi importerebbe del loro giudizio. Vorrei che ogni tanto spendessero parole di elogio nei miei confronti, che mi sostenessero di più e mi abbracciassero quando sbaglio, invece riversano su di me tutte le loro frustrazioni e le loro aspettative deluse. E non ho deluso solo loro, ma tutti coloro che credevano in me: amici come ******* e *******, che mi hanno sempre considerato una persona intelligente e colta anche se io non li ho mai aiutati come avrei dovuto e potuto; le mie maestre e professoresse di italiano di elementari, medie e superiori che mi hanno sempre stimato e apprezzato; le docenti di inglese e francese dell’università, con cui avevo un ottimo rapporto; mio zio, che mi ha sempre considerato come il nipote più giudizioso e intelligente e che si aspetta da me grandi cose; le uniche due amiche che io abbia mai avuto, ma a cui non detti mai l’importanza che meritavano per colpa della mia cecità e grettezza; e tutti coloro che ho fatto soffrire con il mio atteggiamento distaccato e a cui non ho dato l’importanza che meritavano. Chissà se ogni tanto pensano ancora a me, chissà se potranno mai perdonarmi.

In questo ultimo anno e mezzo ho cercato di sfogare la mia inquietudine dedicandomi a cinema, musica, mostre, a ciò che credevo potesse riempire la mia vuota routine, ho provato a rimettermi in carreggiata con tutta la buona volontà che possiedo ma è stato inutile, mi sento più solo che mai, sto perdendo la voglia di uscire di casa e di vedere altre persone, mi vergogno persino di espormi al giudizio altrui: che cosa potrebbe mai pensare di me chi mi vede per la prima volta, ora che sono l’ombra di me stesso, l’ombra di un uomo solo? E chi mi ha conosciuto in passato cosa penserebbe vedendo come sono appassito? Non mi va di parlare di me stesso, perché non ho niente da raccontare e ciò che potrei rivelare non mi piace per niente. Non vado fiero di ciò che sono diventato.

Saltuariamente ho anche pensato al suicidio, ma ho troppa paura di affrontare il dolore della morte e il nulla che mi attenderebbe dopo; anche se la mia vita non ha senso ho ancora la flebile speranza che qualcosa possa cambiare, che la scintilla che una volta animava i miei gelidi occhi possa tornare a bruciare, ma in fondo so che è solo un’illusione.

Se avete letto fino in fondo questa mia confessione spero che possiate imparare dai miei errori e non ripeterli: non crediate di potercela fare da soli, abbiate cura di chi vi ama, tenetevi stretti le persone che vi vogliono bene e non lasciate mai che la timidezza, la scontrosità, i pregiudizi, l’orgoglio o la paura vi impediscano di mostrare i vostri sentimenti, ma soprattutto non chiudetevi egoisticamente in voi stessi per schermarvi dalle intemperie della vita, o diventerete dei fantasmi come me.

Lun

03

Set

2018

domani è il mio anniversario di matrimonio

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Domani è il mio anniversario di matrimonio (son 24 anni) e sono triste, anzi per la precisione VUOTA mi sento vuota . Vorrei non ci fosse il 4 settembre. Non voglio fare l'ipocrita o festeggiare qualcosa di non festeggiabile. 

Ho sposato il mio primo e unico grande amore ed ora non ci  credo  ancora di come siamo ridotti. Come è potuto accadere ??  Mai avrei detto che noi due saremmo finiti così, due estranei che al massimo litigano , al meglio si ignorano.   Noi che eravamo così amici, così sulla stessa lunghezza d'onda , cosa è successo ??  Sto cercando di cambiare la situazione ( " se vuoi che le cose cambino, devi essere il primo tu a cambiare" ) ma non si smuove nulla MAI, mi sento in trappola.  Poi sento che questi si son lasciati, gli altri han divorziato e mi trovo ad invidiarli. Io non ci riesco proprio.   

 Ho ho avuto il flash che non l'amavo più ad ottobre 2013, anche se erano anni che non stavamo bene ma vuoi il lavoro vuoi i figli e gli impegni... e da allora cerco di uscirne in qualche modo, lui lo sa ,sono  5 anni che  parliamo, che litighiamo, siamo andati a tera pia di coppia ....non c'è soluzione.  A me questo amore non ritorna. Vorrei veramente che il mio cuore tornasse a battere per lui ma niente, non succede. 

Premetto che il problema principale è il suo bere (e come diventa quando beve) .  Ho detto chiaramente al mio consorte che potrà esserci un dialogo, un possibile riavvicinamente se e solo se smette di bere. Solo allora potremmo parlare del futuro etc...ma non si fa aiutare, non vuole far nulla e tira avanti.  Ed io tiro avanti con lui. Ma   che vita è questa ??  lavoro molto , non ho mai tregua per poi tornare a casa e   NON SENTIRE NULLA anzi sempre con l'ansia di non sapere in che stato lo troverò.  Andiamo in ferie assieme (con la famiglia) ma non sono mai felice, mai spensierata.    Come ne esco ??

Lun

03

Set

2018

Quanto guadagnate?

Sfogo di Avatar di magicsignmagicsign | Categoria: Avarizia

Cosi...per curiosita. Magari specificando anche il vostro tipo di lavoro senza entrare troppo nello specifico ovvio!

Lun

03

Set

2018

Luci sull'oceano

Sfogo di Avatar di TarsTars | Categoria: Altro

Girovagavo per Galway alle prese con una nuova realtà.

Ero in viaggio, libero, occhi avidi di novità. Perso fra le strade irlandesi, decisi di fermarmi in un pub per inaugurare l'inizio di quella che sarebbe stata, a mia insaputa, una meravigliosa avventura.

Lì ci siamo conosciuti, in quella bettola di pub nascosto alle masse turistiche. Si veniva travolti dalla gioia di vivere del mondo, i musicisti si scatenavano in un angolo, qualcuno ballava, la barista ti chiedeva sorridente cosa volessi bere.

E noi? 

Due viaggiatori solitari del Bel Paese che per puro caso si incontrano in un pub di Galway. Erano solo 10 minuti che ridevamo come due matti, eppure mi sembrava che ti conoscessi da una vita, come se avessimo già fatto quel viaggio insieme. Più ti guardavo negli occhi, più ero convinto di quel pensiero. Più mi innamoravo.

Ci rivedemmo la sera per andare a ballare il folk irlandese sempre in quella bettola, la quale dopo le 20 diventava il centro d'Irlanda. Ballammo per ore, ci interruppe un bacio, leggero, innocente, senza scopi. Momenti di un'intensità tale se ne vivono pochi.

A pub chiuso andammo a sederci sull'oceano. Le luci del centro illuminavano il cuore della città, qualche ubriaco perso cantava , qualche porta si spalancava all'improvviso facendo scappare un paio di secondi di musica dal vivo. Tutta quella vitalità, quella luce calda, quei volti in crisi mistica travolti da una felicità riscoperta lasciavano man mano il posto ai suoni della sottile pioggia che cadeva di traverso e del grande oceano che tormenta quelle coste.

Ci sedemmo dunque, e parlammo. Parlammo di cose meravigliose, del futuro, del passato, delle scarpe scomode e di quella nazione che sotto la sua aria umida, grigia e ventilata, nasconde un caldo cuore pulsante e vivo, capace di farsi ascoltare dai viaggiatori e di intontirli.

L'allegro caos della città si sentiva da lontano contrapponendosi con i suoni selvaggi delle scogliere e di qualche gabbiano insonne. Iniziai ad avvertire che la scintilla stava per diventar vampa.

 

Decisi di non innamorarmi di lei.

Anzi, me lo imposi. Volevo godermi gli attimi di quel viaggio per come venivano. Eravamo due viaggiatori con dimore distanti, sapevo che una volta tornato sarei caduto in preda ai tormenti della lontananza.

 

Oramai era notte fonda, i pub avevano chiuso. Un turista cercava di tornare sui propri piedi all'albergo, i musicisti di strada fumavano insieme dopo una jam session durata un giorno intero. 

Arrivammo al bivio che separava le strade delle nostre sistemazioni. Ci guardammo negli occhi per un po', forse per un minuto forse per un'ora, non saprei. Un abbraccio e mi disse: "Il mondo è piccolo, riusciremo a rivederci, volendolo. O forse casualmente".

Il giorno dopo avevamo tanta strada da percorrere, chi in una direzione, chi in quella opposta. Avevo già ripreso a camminare quando le dissi, girandomi "Beh hai ragione, il mondo è piccolo... ma anche tondo! Prima o poi due direzioni opposte si incrociano, e questo è un fatto!".

Lei rise, e riprendemmo a camminare.

Lun

03

Set

2018

La mia migliore amica sta diventando insopportabile!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

Io e lei ci conosciamo da tantissimi anni, si può dire che siamo quasi come sorelle.
Non ci siamo mai lamentate l'una dell'altra e la nostra amicizia è nata proprio perché eravamo entrambe emarginate dai gruppetti a scuola.
Da un po' di tempo (5 anni) si sta comportando in maniera esageratamente gelosa.

Io e lei siamo uniche amiche. Non abbiamo mai avuto altre persone (o almeno, quelle poche volte che avevamo altri amici se ne andavano dopo breve tempo).
Ormai è diventata insopportabilmente gelosa.
Mi spia le chat, legge i miei messaggi privati. Non posso andare a salutare un vecchio compagno di scuola che va lei, con aria adirata, a dirmi "chi cazzo era???" oppure ad urlarmi contro di non andare ad abbracciarle.
Vuole sempre decidere per me (se lei vuole fare una cosa, costringe anche me a farla). E quando -ovviamente- mi ribello a questo comportamento, mi fa passare per la cattivona di turno e lei si fa passare per la vittima.
Usa la carta del vittimismo quasi sempre, ormai. e mi dà sui nervi questo comportamento immaturo.
L'altra volta mi ha minacciato di andarsene via se non smettevo di parlare con altre persone.

Ora mi dico, se mi conosci da anni e anni, sai che ci tengo tantissimo a te, cosa stai a fare la gelosa? non sono un oggetto! Non sono così idiota da lasciarti comandare a bacchetta la mia vita, i miei gusti e sopratutto le mie idee! Che cosa vuoi?!
E il bello è che lei, grandissima egoista, può far quel cazzo che vuole mentre io devo starla a sentire.

Se lei vuole viaggiare, DEVO viaggiare con lei.
Se lei vuole andare al mare, DEVO andare con lei.
Se a lei non piace una cosa, ovviamente, NON DEVE PIACERE A ME.

Oh, vero! Lei può avere tutti gli amici che vuole. mentre se io parlo con loro (e magari mi trovano più interessante di lei) fa di tutto pur di bloccare i contatti con loro. Perché è perennemente gelosa E invidiosa di me.
Devo essere solo sua. Ma allo stesso tempo, GUAI se parlo con i suoi amici e loro cercano me per parlare.
è insicura. Molto, ma MOLTO insicura. Ma allos tesso tempo, c'ha un ego così smisurato che farà incazzare persino la persona più paziente al mondo.
Pensa quasi sempre a se stessa, molto egocentrica, bambina viziata. E sopratutto, ha la mania di sparare puttanate e subito dopo (se la sentono e si arrabbiano) fa la scarica barile, del tipo: "Ma sei stata tu, A., a dire ciò che ho detto!"

 

è stupido. Abbiamo entrambe rispettivamente 19 e 20 anni.
Ti prego, per carità di dio, Comportati come una ragazza della tua età. 
Non puoi stare a minacciare che ti allontani da me SOLAMENTE perchè ho abbracciato una ragazza.

(Lei è bisessuale. ma non è per niente innamorata di me. Anzi, mi tratta come una sorella minore. Ma appunto il problema è che decide troppo per me. e se non riesce a decidere per me o a mettermi in bocca cosa che non ho detto, si arrabbia e comincia ad essere anche manesca).

Qualche consiglio?

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