Tutti gli sfoghi
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Sab
12
Ott
2019
Amore o perdita di tempo?
Ci sono rapporti in cui non si capisce come stanno le cose, in cui del sentimento c'è, uno insegue l'altro, che non ci sta, o è impegnato, o distratto, poi appena quello cede, l'altro sparisce, e viceversa. Si creano quasi dei corti circuiti,sono storie che non decollano ma che non si arrestano,nessuno dei due riesce davvero ne ad aprirla ne a a chiuderla. Poi invece ci sono le storie classiche,che pur con i loro problemi sono comqune definibili come storiie: Io sono la tua fidanzata e tu il mio fidanzato, in pubblico, ufficiale. Abbiamo anche noi i nostri problemi di coppia ma siamo Comuqnue una coppia. Semplicità. Io sto vivendo una situazione del primo tipo, complicata e che inizia a farmi innervosire davvero. Non sto trovando un solo modo per indirizzarla verso qualcosa di più serio, eppure siamo entrambi mossi da buone intenzioni, ma qualcosa non quadra mai. C'è qualcuno che è riuscito a rendere "coppia" una situazione bloccata a metà? Come si fa? Ci vuole pazienza, Costanza, astuzia, cosa ci vuole? O quando un "amore " nasce così rischia di farci perdere anni della nostra vita appresso? Non ho più l eta per queste cose, vorrei mettter su famiglia e non so se mollare la presa o tener duro, perche questa persona mi piace davvero tanto e so di esser ricambiata, per quello non capisco il da farsi. Grazie mille
Sab
12
Ott
2019
Che anno di merda
Non ce n'é UNA che è andata bene e che sta andando bene in questo 2019. Senza dubbio l'anno (finora) peggiore della mia esistenza, e ho come il dubbio che d'ora in avanti andrà solo peggio. Non so se ridere o piangere, fatto sta che sto completamente cedendo...
Sab
12
Ott
2019
Ipocrisia
Ma boh, siamo nel 2019, parità dei sessi, i maschi dicono che è ora che anche le donne si mettano in gioco, no? Dicono che facciamo fare tutto a loro! Eppure se accade questo miracolato avvenimento si forma un bel bordello; immaginatevi questa scena - una ragazza fa la prima mossa, tira fuori il coraggio per provarci con un ragazzo eeeee badaboom diventa automaticamente una disperata, zoccola una facile in pratica!- con la beffa di essere alla fine pure umiliata e derisa...
Sab
12
Ott
2019
Pentita di aver pensato che essere generosi sia cool (riflessioni sull’opportunità di non essere troppo cattolici)
Hai l’avventura di nascere in una famiglia che può definirsi agiata, insomma di quelle in cui il titolo di laurea corredato di Phd e posizione dirigenziale sono l’approdo scontato della tua infanzia.
Ma siamo tutti cattolici e ci crediamo pure.
Quindi ti fanno controbilanciare l’obiettivo (mica poi tanto facilmente raggiungibile, ma questo è oggetto di altro sfogo), che ti hanno affibbiato alla nascita, facendoti crescere con l’idea di dover restituire quello che hai avuto.
E come si restituisce?
Beh, facendo della tua vita una ong, senza avere i finanziamenti, la visibilità e l’organizzazione di una ong.
Siccome partire privilegiato non vuol dire resistere in quella condizione, anche tu, raggiunta la maturità e figli e
obiettivi, soffri la crisi economica.
E c’hai pure una caterva di problemi di quelli che accomunano chiunque per il solo fatto di essere persone (tipo: tuo marito ti tradisce e ti molla per una dell’est europa con magnifiche tette rifatte, che le invidi pure ma andare dal chirurgo in Romania fa brutto), e poi torna ma sarebbe meglio che non l’avesse fatto.
e c’hai un numero imprecisato di figli piccoli da crescere e accudire mentre tieni le briglie del marito fedifrago e la posizione dirigenziale (che a sto punto, se la perdi, davvero non sai più che fare di te).
Ma continui a essere cattolica e ad avvertire l’obbligo morale di restituire lo schifo che stai vivendo in termini di aiuto agli altri.
Cosi un giorno incontri sta tizia che viene dal Brasile e non c’ha documenti, ma ha una triste storia alle spalle, sua figlia l’ha lasciata là (capirai dopo che il Brasile non è in guerra e i figli non si lasciano a cazzo in giro). Sua cugina la fa dormire per terra senza coperta (probabilmente l’ha letto nell’unico romanzo che abbia iniziato nella sua vita, senza finirlo, a tema schiavitù e l’ha rivenduto a te - bianca, finta ricca, scema) e insomma ..
Che fai tu, cattolica senza soldi ma con tanta apparenza e bisognosa di compensare le ingiustizie (ma sono ingiustizie?) della vita?
Ovvio: la ospiti in casa.
Ospitare vuole dire che le dai vitto e alloggio gratis e che se per caso ti tiene i bambini una sera o lava il cesso, le paghi dieci euro all’ora.
esaltata dalla tua capacità di fare del bene (ma anche per quello c’è una scuola e sarebbe stato meglio se ci fossi andata) le risolvi: il problema del divorzio in Brasile e quello del matrimonio in Italia (perchè si, è vero: esistono quelle che si sposano con un italiano cretino, un po’ sfigato, per i documenti, e ovviamente capita a te, che tenti di aiutarla a raggiungere l’obiettivo con commoventi discorsi all’idiota italiano sulla importanza per la povera irregolare - clandestina non è politicamente corretto - di avere sti documenti. Ovviamente le tue parole non servono a nulla. Quindi lei tira fuori l’arte di sopravvivenza della favela e gli racconta di avere avuto un decreto di espulsione e il cretino, spaventato dall’idea di non avere il prossimo pompino, senza chiederle di mostrargli il decreto in questione, si affretta a montar su un matrimonio).
E tu, idiota, dopo avere assistito a tanta prova di onestà intellettuale, continui a pagarla per il lavoro che non fa, ti metti in tiro per andare alla finzione di matrimonio evangelista (pure con abito bianco, ritardo e lacrime di ordinanza), arrabbiata con te stessa perchè hai già provato a mandarla a fanculo per tre volte, ma ogni volta ci sei ricascata e le ha dato fiducia, lavoro, soldi che non merita, vantaggi di ogni genere (anche quello di usare la tua carta di credito per comprarsi roba su amazon).
Conforme al tuo personaggi tu, italiana laureata che si crede perspicace, hai uno psicologo che ti parla di manipolazione, ma tu no: sei troppo studiata per essere manipolata!
Insomma, sposata, fuori dalle palle, regolare e che può trovarsi un lavoro tu che fai?
Finalmente la inviti a uscire dalla tua vita?
Vai su tata.com e trovi una persona che sappia di cosa parla quando si definisce babysitter?
No.
Ovviamente vai in favela (ma questo perchè fa tanto figo, nel salotto bene, dire di essere entrata in un pericoloso quartiere della periferia di una città brasiliana) e le recuperi la figlia. E siccome la bambina è molto ma molto indietro, psicologicamente, e forse anche altro ma non è lei che c’entra, tu che fai? Ovvio, le procuri (e garantisci) una borsa di studio nella stessa scuola privata in cui studiano i tuoi bambini.
Così sarà in classe con tuo figlio, per i prossimi cinque anni. Yeah, too cool, Sei davvero una American liberal trapiantata in Italia. Un orgoglio cattocomunista.
Ti trovi pure a darle consigli su come relazionarsi con le altre mamme della classe: sia mai che la sua presenza risvegli il loro classismo!
Ma,pronta, la sciabola della realtà interviene a spiegarti che la vita non è un blog di un professore di Yale..
La stronza, finalmente con i documenti e con una posizione pseudo sociale, scopre i sindacati, e scopre che (come Ti dice in un messaggio su whatsapp) in Italia i giudici sono dalla parte del lavoratore.
NOn importa che tu sia un lavoratore sul serio, basta dichiarare di avere lavorato.
E così la signora (?) - che ne aveva le palle piene di doverti dire grazie - va da un avvocato e ti fa recapitare una lettera chiedendoti 40.000 euro per avere “lavorato” grosso modo un anno e mezzo in nero. Senza prove, senza giustificazioni, così.
Un dito medio alzato e una cifra senza senso (ma che era: l’ad della Ferrari?) nella consapevolezza che a te sarebbe comunque convenuto accordarti per regalarle un anno di ipotetico stipendio, piuttosto della gogna delle baby sitter e dei portinai di scuola e casa chiamati a testimoniare contro di te (e chi mai ci avrebbe creduto alla storia del cattolico aiuto? Della borsa di studio nella scuola privata? Del biglietto aereo regalato per sua figlia etc etc?).
La verità processuale sarebbe stata a suo favore, comunque.
Dunque, giunta alla fine di questa vicenda che ti rimane?
Il cazzo di cattolicesimo.
E anche qui, mica a tuo favore: la scuola è privata è attolica.
La borsa di studio è per la bambina, non per la madre e quindi ... ti trovi sta stronza nella chat di classe, alle riunioni, con quel sorriso finto a giocare a fare la signora che non lavora (Ma in effetti è così: pagata senza lavorare, chi meglio di lei?).
Non ti resta che cercare un blog per sfogarti, magari sta rabbia che hai dentro, sta voglia di insultarla ti passano scrivendo qui.
E magari ti passa pure sto senso di colpa tutto cattolico che ti viene dal pensare, dal profondo del cuore, che è una stronza e che vorresti tanto che quei soldi che le hai dovuto dare, non potesse fare nulla più che carta igienica per pulirsi il culo.
Amen.
Sab
12
Ott
2019
Quanto è dura..
Accettare di non essere abbastanza attraenti, di piacere poco per vari motivi? Ho 27 anni e sono arrivato alla mia età senza nessun tipo di esperienze, sono gay, vivo in una città anche abbastanza grande, da solo... sempre solo.. Sempre stato single, ho provato in questi anni ad iscrivermi a vari social gay, ma con risultati davvero infimi, pochissimi like, pochissimi contatti, sempre per altri da uomini che hanno superato i 40 da una vita.. sempre brutti, poco attraenti, mi è capitato davvero raramente di essere contattato da qualche tipo carino, però poi al momento di incontrarsi questi si defilavano oppure quando mi chiedevano altre foto, veniva fuori che non ero il loro tipo.. sempre così, ora mai sono stanco e depresso, ho capito che non c'entra il mio aspetto, io sono una persona che si tiene e curata, in passato sono stato molto sovrappeso, ma adesso con tanta costanza sono riuscito a dimagrire, con il nuoto e con le camminate.. ma non è cambiato nulla, piaccio lo stesso poco.. e ho capito che il motivo principale è il mio viso.. anonimo, viso da eterno fanciullo, paffutello, rotondo, quasi più femminile che maschile.. passo le giornate in casa e ora mai mi sono rassegnato al fatto che non potrò mai avere accanto l'uomo dei miei sogni, o mi accontento degli scarti che nessuno ha mai voluto.. o resto solo.. è così deprimente prendere coscienza di tutto ciò.
Sab
12
Ott
2019
Allergia
Se ti penso, per me sei ancora bello e so che se ti riabbracciassi cederei. Sì, potrei avere culo e potremmo ancora passare altri pomeriggi in cui anche le cavolate, tipo fare la spesa, o far fare la passeggiata col cane, sono belle in tua compagnia. Potremmo ancora passare altre serate in cui anche parlare del più e del meno o guardare abbracciati un film qualsiasi è bello, perché in tua compagnia. Potremmo ancora passare altre notti a dormire insieme, o meglio, a non dormire perché siamo ancora nella fase in cui ci vogliamo sempre e ogni bacio e ogni abbraccio stretto diventa facilmente una scusa per rifare l'amore. Sarei ancora sbalordita da come riesci ad essere dolce ed arrapante allo stesso tempo, meravigliata da come uno che scopa da dio riesce a mettere così tanto amore e dolcezza in ogni gesto. Eppure non ti posso rivedere, perché hai un grande difetto, sei un logorroico del cazzo e ne vai fiero, perché pensi che parlare tanto sia comunque d'aiuto a te e a chi hai attorno.
Abbiamo provato a trovare un compromesso, anche alla luce del fatto che pure io ho un grande difetto, nelle mie cose taglio corto, elimino il superfluo e lavoro a testa bassa giorno dopo giorno, perché finora è stato questo l'unico modo fattibile che ho trovato per fronteggiare i problemi e uscirne. Qualche volta hai detto Sì, inteso come capisci che mi basta sentirti vicino senza che mi ubriachi di parole, senza che mi proponi in dettaglio soluzioni più disparate pur non conoscendo a fondo il problema. Ma sappiamo entrambi che non si cambia per gli altri, nemmeno quando si ama. Non posso riabbracciarti perché sono satura di tutte quelle parole e della sensazione di aver rubato del tempo ad altre cose urgenti nel tentativo di ascoltarle e di arginarle e anche perché il solo pensiero di te che, seppur in buona fede, potresti ripartire per la tangente, mi fa ormai venire l'orticaria. Sì, sono diventata allergica a quel modo di parlare al punto che non me la sento più nemmeno di rischiare di sentirlo un'altra sola volta. Anche se il resto di te mi piace ancora tanto, ma tanto.
Probabilmente lo hai capito anche tu quando l'altro ieri dopo due ore scappavo da casa tua e da quello che doveva essere un saluto al volo. Certo, mica era colpa tua che ero arrivata già ubriaca di parole altrui, ma anche se non lo fossi mi avrebbero steso i fiumi delle tue, perché come cazzo è possibile dico io che anche la versione più leggera e indorata di una situazione che sto già risolvendo, ma della quale mi continui a chiedere, scatena comunque una valanga di supposizioni e soluzioni campate in aria, che tu senti di dover per forza esporre, nonostante io avessi messo in chiaro dal giorno uno che non vorrei mai che ti scervellasi o ti perdessi dietro le mie cose, perché la tua presenza e il tuo affetto già basta e avanza. Non è del tutto giusto che mi 'tagli fuori', dicesti tu altre volte. Mi fa sentire partecipe, potrei trovare altre idee o portarti degli spunti di cui non eri a conoscenza, dicesti altre volte ancora.
Fatto sta gioia che in preda alla logorrea NON sei molto predisposto all'ascolto e anche se lo fossi e io riuscissi ogni volta a comprimere in poche frasi anni dei miei sforzi, per spiegarti a fondo il perché delle mie scelte in ambito salute, famiglia e lavoro, insieme al perché delle mie mosse di sopravvivenza quotidiane, avresti comunque da proporre e riproporre fiumi di cose alternative. Perché anche le poche volte in cui sarò forse riuscita a dirti i motivi di fondo e le fatiche già fatte, non ha comunque fatto differenza. Restavi convinto che sia più importante scavare e rimettere in discussione situazioni che ho a fatica rattoppato ed archiviato, per poter godere insieme alle persone a cui più tengo di almeno di una sorta i tranquillità.
Ed è questo che mi fa più male. Sapere, che invece è possibile godere della compagnia di una persona cara, senza che questa ti spinga a rimettere in discussione il tuo mondo ogni volta che cade uno spillo o anche senza che cada. Perché con gli amici e pure con alcuni conoscenti posso capirmi ,non dico al volo, ma quasi e con te no? Ora capisco perché non ti andava giù quando ti ho detto che evito le uscite con una delle mie amiche storiche, anche se continuo a stimarla lavorativamente. Forse ti ritrovi in quel modo di fare che spinge anche te a non poter fare a meno di suggerire mille alternative e di riaprire vecchi discorsi dolorosi a qualcuno che si è già speso per mesi, a volte per anni, per cercare e trovare soluzioni tramite la gente che è il top del proprio settore....e ora avrebbe cazzo anche diritto di dire basta e godersi almeno una parvenza di tranquillità.
L'altro ieri ci siamo comunque salutati con un abbraccio, ma io ho risposto al tuo 'A dopo, Amore' che certe cose fanno allontanare fino al punto del non ritorno. Poi ho realizzato che per me significava 'A dopo, manco morta', perché mi sentivo come l'allergico che ha appena ingoiato la fatidica nocciolina e mi sento così tuttora. Spero tu possa capire che anche se mi piacciono tante cose di te, quest'altra cosa del voler periodicamente ridiscutere tratti della mia esistenza con valanghe di parole che manco mia nonna chiacchierona, pace all'anima sua.. è peggio di un palo nel culo all'improvviso, cosparso di sostanze urticanti, e di un diametro che farebbe fatica a sopportare pure un travione a fine carriera. E credo che all'allergia che mi è scattata a causa di ciò non ci sia altro rimedio che evitare. Sto prendendo tempo, perché voglio dirti che per me non ci può essere un dopo, in modo che tu ci stia meno male possibile. Devo pure sbrigarmi, perché abiti a due passi, ho esaurito le scuse per la mia assenza negli ultimi due giorni e non vorrei dover affrontare il discorso mentre ti incrocio per caso e vado di fretta.. Conoscerti e stare con te in questi mesi è stato comunque un bene, però ora capisco come si sente la gente che darebbe un rene pur di evitare l'ennesimo discorso con un logorroico che non si rende manco conto.
Sab
12
Ott
2019
Ti credi la morte
Vi racconto la passata di ieri:
Io: mi arriva un messaggio whatsapp,lo leggo e lo cancello sul telefono di mia madre
Lei: era per me,per me! l'hai cancellato.
Io: no tranquilla alla tua età non ti caga nessuno.
Lei: A TE TI CAGANO A ME MI PARLANO,VEDI TU LA DIFFERENZA...................................
Ma chi minchia ti senti d'essere donna orgogliosa piena di odio represso e rancore persino verso il suo stesso sangue,tipo cosa che io sarei un'essere che tutti devono disprezzare e guardare dall'alto in basso,che non ho diritti,che non merito rispetto a prescindere,che non sono una persona!
Uso il suo telefono poichè non posso permettermene uno ma a breve prendero' la sua sim (sempre funzionante) se non tutto il telefono (che esce sempre con me(il telefono),mentre invece lei ne ha un altro senza sim) lei lo usa solo per mandare il buongiorno mattiniero ad una zia e a scrivere una tantum a sua cognata che non la caga e agli stomachevoli messaggi natalizi e pasqualizi ai fratelli che non la cagano e ai nipoti che fanno altrettanto e l'amica sua di scuola che io ho bloccato che le mandava foto di viaggi per farle suscitare invidia...Whatsapp è utilissimo,io chatto anche con persone del sudamerica...Ma alla sua sessantina fa molto molto male...Dopo il suo compleanno il telefono entrerà in mio possesso definitivo...
Io capisco che sei una donna sola,insoddisfatta di tuo marito della tua casa e dei tuoi figli e ancora provata dal lutto dei tuoi genitori che ti ha incattivita specialmente nei miei confronti: Ma ora hai rotto le palle mamma,E' arrivato il momento di mantenere le distanze...Ho smesso del tutto di prendere farmaci,mi odiava per questo e me lo faceva pesare dal lato emotivo ed economico...Lei invece che è diabetica,una farmacia ambulante,prende piu' di una pillola tutti i giorni e le uniche volte che vede gente sono dottori la nessuno dice niente.....A me spiace essere cosi' con mia madre,ma non ha affettività e amor proprio per se stessa e sta contagiando anche me con i suoi modi di fare,la sua malinconia e il suo lieve stato depressivo...Una volta piangeva dallo stress e le ho chiesto se voleva le pulizie le avrei fatte io...Per l'orgoglio si lascerebbe morire...Non so che dire..provo dispiacere misto a indifferenza e a volte odio...E credo che nel tempo (se non mi allontano il piu' possibile da lei) le cose possano solo peggiorare :(
Per il resto...Continua a dispiacermi ,mi fai pena mamma!
Sab
12
Ott
2019
Addio amore mio...
Vorrei soltanto amarti, ma a quanto pare non ci riesco.
Mi sforzo, ci metto l’anima, cerco di essere me stessa sempre e comunque, per quanto impegnativa e imperfetta io sia…
Ma non basta, è questa la verità.
L’amore non sempre è sufficiente, lo hai detto anche tu, quindi forse in cuor tuo lo sai che così non va…
E sono mesi oramai che ci proviamo, che perdiamo il sonno, l’appetito… Che siamo irritabili e fragili…
Ti amo tantissimo, probabilmente troppo. E’ proprio questo il problema… Il mio unico pensiero, la mia unica preoccupazione è che tu sia felice, ed è evidente che la tua felicità non è compatibile con me… Perciò, per quanto questa decisione mi faccia morire dentro… Volevo dirti che ho deciso di farmi da parte…
Sei una persona speciale, intelligente, sensibile, buona, disponibile, leale, paziente, onesta… Unica nel suo genere. E pensare che ti ho portato a credere il contrario, che ti ho fatto sentire un mentecatto…
Meriti di stare con qualcuno che ti regali ricordi stupendi, serenità, sorrisi, abbracci… Qualcuno che ti sostenga, anziché trascinarti a fondo con sé.
Ed è tristemente evidente che questo tipo di persona, non posso essere io…
Scusami, scusami se ho aspettato così tanto tempo, scusami se ho voluto crederci, se ho voluto provarci, se ti ho illuso di potercela fare… Scusami se per un po’ continuerò a portare al collo questa collana… Stringerla probabilmente sarà straziante, ma sono sicura mi aiuterà a desistere dal tentativo di ricontattarti in futuro.
Perché come dice Amy Lee nella meravigliosa canzone “My immortal”:
<< E se hai deciso di andare via, vorrei che tu andassi semplicemente via, perché la tua presenza aleggia ancora qui e non mi lascerà sola >>
Spero tu possa davvero tornare a splendere, sei forte, determinato e deciso.
Riprenditi la tua vita e la serenità che a quanto pare ti ho sottratto…
Addio amore mio, ti auguro ogni bene…
Sab
12
Ott
2019
Sono una merda
Ti ho fatto del male, di nuovo e senza volerlo.
E adesso ho paura di perderti... di nuovo.
L'ho fatta grossa stavolta. Perché incasino sempre tutto?
Riesco solo a pensare che non voglio perderti, per nessuna ragione al mondo.
Ven
11
Ott
2019
Scuola
Scegliere un liceo dove già una ragazza nel 2002 si era suicidata é stata la mia prima scelta sbagliata. Ho vissuto gli ultimi giorni li pensandomi gettata da quella stessa finestra del terzo piano e liberata finalmente da tutto quello che stavo vivendo. É cominciato tutto al secondo anno, quando stanca di passare le ricreazioni in bagno, ho deciso di perdere peso, non che fossi grassa, ma perché il magro in quella scuola piaceva a tutti. Cominciai il terzo anno piena di nuove ambizioni, persone che mi parlavano e persone che volevano essere mie vicine di banco, finalmente avevo amiche, amici e fidanzati. Da li tutto però mi sfuggì di mano, la gente che mi stava vicino voleva solo farsi vedere con me, non gli interessavo per nulla e così che continuai a perdere peso per voler acquistare l'amicizia, niente sapendo che era inacquistabile, non era per me, ragazza del sud, destinata ad essere terrona. Cominciai così a fumare e a tagliarmi, l'unico obiettivo era cercare di punirmi per non essere accettata, arrivai un giorno in classe con il braccio destro edematoso e pieno di tagli, tutti i compagni se ne accorsero preoccupati, i professori fecero finta di non vedere nonostante un ragazzo lo disse esplicitamente che avevo il braccio mal messo.quel giorno all'ultima ora scoppiai a piangere e al suono della campanella corsi a prendere l'autobus che mi avrebbe portato lontana da tutto e tutti, spensi il cellulare, ma fui ritrovata da mio padre che mi riportò a casa. Arrivata al mio nido, miaadre piangeva, lei é rimasta dal terzo anno al quarto appesso alla mia forma di depressione che aveva il nome di anoressia. Il malessere si esprimeva con la voglia di tagliarmi, poi si trasformò nella voglia di stare al buio, poi nella voglia di non mangiare e correre fino a che nom vedevo piú per poi finire con una bella sigaretta, la voglia di avere sempre un ragazzo attorno. Quest'ultima cosa mi fece compiere un grosso errore, andare a finire in casa di un ragazzo di 9 anni piu grande di me, io ancora minorenne, che al primo no, minacciò di uccidermi, cercò dapprima di strangolarmi, poi di soffocarmi con un cuscino e poi non ricordo piu nulla, solo che ero senza vestiti che piangevo all'angolo della stanza. Mi ricordo che ho passato i giorni a seguire chiusa in casa nel buio di camera mia, senza mangiare, dicendo che mi sarei uccisa perché nom avevo nulla da perdere. Infatti persi tutto, ma perché non avevo mai avuto niente, da quella terra arida e restia della pianura padana. Rischiai di essere il.secondo suicidio in quella scuola.
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