Tutti gli sfoghi
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Sab
22
Lug
2017
Che si vive a fare
Per compensare un ragionamento logico? e il resto? quello che non si vede? non si vede e basta. Si preferisce chiudere gli occhi di fronte ad una certezza logica.
Poi quando muore un cantante dei Linkin Park, tutti a dire poverino, ma dove cazzo eravate prima? Magari un vostro supporto prima che si ammazzasse avrebbe potuto sarvagli la vita. Invece no, fate i buonisti poi ci sono i decelebrati che fanno le peggio battute e pensano di essere simpatici.
Viva l'empatia
Sab
22
Lug
2017
Mia madre è una professoressa di matematica rompicazzi e severa, non so cosa le farei!
sono stanca di tutto, la scuola fa schifo, ho solo due amiche neanche tanto simpatiche, a casa poi c'è mia madre che oltre a rompere mi sgrida perchè dovrei andare meglio a scuola, lei infatti è un'insegnante di matematica, è davvero insopportabile. E' saccente, severa, adesso poi c'è il fatto che è incinta di due mesi, lei ha 48 anni e quando l'ho saputo ho iniziato a temere che dovrò impazzire... E' fissata con i compiti di matematica, vuole che sia sempre tutto in ordine. Io frequento la stessa scuola dove insegna lei, anche i suoi alunni non la sopportano tanto...da quando poi è incinta è come se mi fosse caduto il mondo addosso, perchè comanda me e mia sorella a bacchetta dicendo che, essendo incinta, ha ancora più responsabilità...
Sab
22
Lug
2017
Perdere la testa
ho perso la testa per un ragazzo che risiede nella struttura dove lavoro. Lui non è italiano, ma questo non è il problema. Il fatto è che dopo aver passato molte ore da sola con lui in ospedale, alla fine si è creata una confidenza che è sfociata in attrazione fisica. é capitato di baciarci e mi sono sentita quasi stordita dalle sue labbra e quando mi parla ho la sensazione che lui mi accarezzi. Non lo so, forse sto uscendo di testa, lui ha 25 anni, io dieci di più e sembro tornata adolescente. Lo penso continuamente e mi sono accorta di provare gelosia a volte nei suoi confronti. La realtà è che mi attira da pazzi ed ogni scusa è buona per avere un contatto con lui. Lo desidero da pazzi e faccio fatica ad far finta di nulla davanti agli altri, ho sempre voglia di saltargli addosso e fargli la festa...spero di tornare presto in me, altrimenti i miei genitori si ritroveranno un bel nipotino cioccolatoso :)))
Sab
22
Lug
2017
Non provo invidia, ma questa cosa mi urta. Anche al più piccolo sbaglio, il karma mi colpisce, ma non a certa gente che ha fatto parte del mio passato... (purtroppo)
Per farla breve: avevo due amiche con cui ho condiviso alcuni miei anni dell'adolescenza. Mesi fa, per un motivo stupidissimo, litigammo e non le sentii più. Non ho sentito la loro mancanza, se non cinque mesi dopo per circa una settimana, poi fortunatamente è passato: loro mi dissero di volere soltanto il mio saluto, io avevo ribadito che nemmeno quello volevo dal momento che mi hanno trattata da perfetta sconosciuta. Adesso le vedo che hanno già fatto il loro gruppo di amici, se ne escono, mentre io passo le giornate chiusa in camera mia, sebbene ci fosse l'opportunità di uscire ma le mie insicurezze si impadroniscono di me e della mia personalità, mostrandomi tutt'altro per ciò che realmente sono, perché io non sono solo una persona insicura e complessata, posso anche essere molto di più (positivamente parlando)! Della mia città mi è rimasta solo un'amica (vita sociale molto simile alla mia, se non uguale se non fosse per il fatto che lei ha un ragazzo), per il resto amici virtuali. Non capisco perché io da un momento all'altro mi sono ritrovata a stare sola, a piangere di nascosto e a passare un'altra estate di merda. So che se non esco gli amici non vengono a bussare sotto casa mia, però che cazzo, buona vita a loro, ma se sono così sfigata ci sarà del buono anche per me? Chissà.
Ven
21
Lug
2017
Sono stanca
Sono stanca di tutti e tutto...
Avevo delle amiche favolose e per una stupida litigata non ci parlo più e so già che se ci chiariremo non saremo più come prima e non voglio nemmeno provare a chiarire perche alcune di loro mi odiano...
Ho 4 amiche che conosco da sempre che si sono aggiunte ad un gruppo di altre cinque ragazze e così sono tornata ad essere loro amica, ma le odio, le odio tantissimo. Non mi chiamano mai quando escono, solamente quando hanno bisogno di me, quindi solo per usarmi. Poi quando ci sto insieme alcune di loro sembrano non sopportarmi... Con solo due ragazze diciamo che ci sto bene, ma a volte anche loro non le sopporto. Poi per il mio compleanno non mi hanno nemmeno fatto un regalo, niente di niente. Una di loro non mi risponde mai ai messaggi e mi risponde sempre malissimo, la odio tantissimo! Secondo me sono loro ad odiarmi, ma non capisco perché, forse perché sono un po' logorroica, ma non mi sembra una ragione per odiarmi, non chiamarmi mai ed usarmi, anche perché sto migliorando e cerco di parlare un po' meno. Però due di loro non le capisco, una è quella che odio tantissimo mentre un altra è una ragazza che conosco dall'asilo, quando siamo a scuola ridiamo e siamo sempre insieme, ma fuori da scuola cambiano completamente. Due anni fa erano bravissime adesso sono insopportabili!
L'unica persona che amo è il mio ragazzo, è l'unica con cui posso sfogarmi, con cui sto bene, infatti ho una tremenda pura di perderlo, perché è un ragazzo che si arrabbia molto facilmente e per una parola sbagliata potrebbe anche lasciarmi...
NON NE POSSO PIÙ.
Cosa potrei fare?
Ven
21
Lug
2017
Io mi fido ma qualcosa mi stuzzica a non farlo
Ci vediamo una volta ogni due settimane o al mese, e puntualmente ad ogni rapporto mi dici che "è stretta perché non è abituata".Venerdi scorso l'abbiamo fatto dopo 3 settimane, ed ho notato proprio l'opposto di ciò che mi dici ogni volta.La cosa mi è rimasta un po' così.Ti chiedo e poi fai l'offesa, ma passa e durante la serata ti parlo di corna tra persone che conosco, tu hai gli occhi lucidi e ti tremano le labbra.Io ti chiedo se devi dirmi qualcosa, ad un tratto dici che io e te abbiamo chiuso.Io dico va bene, poi in hotel non mi parli e non vuoi uscire.Dici che hai provato ad usare quel giocattolo sessuale giorno prima, quando proprio qualche minuto indietro dici di non averci mai provato.Piangi piangi ed io ti dico che esco e che potrei tornare con qualcuno in camera.Tu inizi ad urlare e mi butto i pantaloni dalla finestra.Cosi un litigio per poi finire in silenzio a notte fonda, ed iniziare a fare sesso.Tutto tace e ci svegliamo l'indomani.Molto freddi andiamo in stazione, ed al separarsi delle nostre strade l'aria è gelida.Discussioni nei giorni seguenti perché sei stufa e il fatto "figa larga" ti pare squallido.Decidi di chiudere, ed io impazzisco.Parliamo e decidi che stiamo assieme, finché non ti faccio una sorpresa e mi presento al tuo lavoro.Tu mi vedi mentre servi dei clienti e rimani di stucco.Io ti guardo e vedo che hai il fiatone, e mi chiedi che ci faccia lì.Io dico che posso andarmene, ma tu dici che sei felice e mi baci a stampo.Poi vedo che ti soffermi a parlare con una collega, che seriamente segue quel che dici.Torni e dici che sei felice, ma a me non sembra.Io mi fido di te, ma ci sono certi atteggiamenti che non capisco.Hai un altro forse?Forse avrei dovuto aspettare che finissi di lavorare per vedere con chi uscissi?O forse sono solo paure mie?Spero di non scoppiare amore mio, perché stavolta ho deciso di essere un uomo con le palle e renderti felice, sei la mia vita.Ti amo.
Ven
21
Lug
2017
VITA CHE NON VA
Ciao a tutti, la mia Vita non va, il mio lavoro non mi piace ma devo farlo per vivere. Soffro di depressione e ansia, prendo farmaci. Sono sovrappeso e non mi piaccio.
In famiglia ho dei problemi con un familiare che ci rende la vita impossibile.
La mia vita di coppia non va, non amo la mia compagna.
Sono proprio incastrato a qualcosa che non può continuare, è una sofferenza costante.
Non so cosa fare sinceramente.
Ven
21
Lug
2017
Amore e odio
Non so quanto sia dannoso e penalizzante avere un paio di genitori o, più in generale, una famiglia che ti faccia sperimentare amore e odio allo stesso tempo. È una situazione pericolosa perché ti fa traballare sul sottile filo che intercorre tra il voler bene una persona e il disfarsene sentimentalmente una volta e per sempre. Mio padre è mia madre sono quel tipo di genitori chiusi di mente che condannano ogni cosa che sia al di fuori del normale. Per essere dei figli "idonei" si aspettano un determinato tipo di cose che devi fare necessariamente, nonostante tu abbia dei sentimenti o un carattere che poco si conforma ai loro standard. I miei genitori non sono stati una famiglia vera per me, non perché non mi abbiamo dato da mangiare, da bere, dei soldi per uscire o per acquistare le cose più necessarie (come vestiti, ricariche telefoniche...), ma perché non li ho sentiti mai così vicini fino in fondo. Non mi hanno mai trasmesso sicurezza, voglia di vivere, amore sincero nonostante tutto, non sono mai stati davvero comprensivi. Per non considerare l'assenza asfissiante di un padre che preferisce passare il weekend con gli amici al bar piuttosto che coltivare gioia e pace e amore in famiglia. Mia madre non è che sia di aiuto: anche lei ha una dose massiccia di colpe in tutto ciò. Finora ho farneticato, ma forse con qualche esempio pratico capireste meglio come ci si sente. Ultimamente ho vinto un viaggio su un'isola del Lazio attraverso un concorso scolastico (ho 17 anni, liceo scientifico) e tra le cose da portare lì ce ne erano diverse da comprare! Per non portarla sulle lunghe avevo bisogno di 100 euro (ma anche di meno) per comprare tutto. Appena hanno sentito che dovevo comprare scarpe, valigia e quant'altro, hanno cominciato a rinfacciarmi tutti i soldi che mi danno, dicendomi che sono viziato e altre stronzate simili. Io non sono quel tipo di figlio, con poco riesco sempre a vestirmi alla moda senza dover ricorrere a vestiti firmati e costosi. Ma in tutto ciò c'è sempre un particolar gusto nel fare le differenze tra me e mia sorella, che attualmente vive col marito. Un paragone che, a prescindere, non dovrebbe mai esserci se c'è amore incondizionato per i figli, ma anche se io avessi molti più soldi e privilegi di mia sorella, qual è il vostro problema? Sono abbastanza responsabile in quel che compro: non acquisto videogiochi o cose inutilmente costose, evito di comprare roba solo perchémi piace, cercando sempre di prendere ciò che è realmente utile. Ma ovviamente mia madre ha fatto casino anche per delle lenti a contatto che da tanto volevo acquistare, incutendomi sempre quel terrore e quella insicurezza di essere talmente imbranato nelle cose da non essere in grado di applicarle sui miei occhi. Alla faccia sua che ho imparato in meno di un'ora e riesco a inserirle in meno di 5 minuti. Tutto questo pregiudicarmi è nato dal fatto che non ho mai imparato a ingoiare le pillole. Quante volte mi hanno detto di essere un incapace e un imbranato solo perché non sono in grado di raggirare lo stimo involontario di non affogare. Alle volte basta un po' di sicurezza e di sprono per risolvere questi piccoli "problemi", ma l'ignoranza è troppa per capire come impartire una giusta educazione ai figli. Per non parlare poi del fatto che mia madre non accetta la mia omosessualità e mio padre fa finta di nulla al riguardo. In fin dei conti, penso che siano stati dei buoni genitori perché non mi è mancato mai nulla, anche se ogni volta (senza alcuna eccezione eh!) hanno polemizzato sui soldi che chiedevo per comprare anche semplicemente i libri della scuola. Il punto è che un figlio non si fa felice con i soldi ma con l'amore che è fatto da tantissime piccole cose che loro non hanno mai realizzato con me. In ogni caso, la vita è mia e non credo che accettaranno di buon gusto che un giorno possa sposarmi con un uomo e che possa avere un figlio adottivo! Già immagino il dolore che dovrò provere un giorno quando noto un diverso trattamento in termini di affetto e amore nei confronti di mio figlio rispetto a mia nipote (nata biologicamente da un padre e una madre eterosessuali al 100%). Per dirla filosoficamente, ho una valigia nell'armadio piena di sogni che so che non potrò mai realizzare grazie a loro, per cui dovrò fare affidamento alle sole mie forze.
Voi come credete debba comportarmi? Io penso di andarmene a vivere all'estero e di farmi vivo solo nei giorni di feste (ammesso che accettino un mio eventuale marito e figlio adottivo) e di ignorarli per tutto il dolore che mi hanno fatto provare, quando non si sono mai sforzati abbastanza per comprendermi veramente!
Ven
21
Lug
2017
Perdita dell'adolescenza
Sarò io il problema, ma penso di aver perso l'adolescenza. Questo periodo tanto esaltato da tutti, colmo di emozioni... In uno sfogo precedente scrissi di essere stato rifiutato da una ragazza. Beh... quella è stata la cosa che più mi ha coinvolto dopo tutti questi anni di sofferenza, dopo essere stato lasciato da una ragazza con cui non ho avuto alcuna MINIMA esperienza in ambito affettivo nè sessuale. Ma questa è un'altra storia...
Tempo fa, mio padre stette male, ebbe un forte ictus. Già da prima era incapace di autogestirsi e mia madre era obbligata a corrergli dietro. Cosa comporta l'incapacità di mio padre? Separazione (questo a 7 anni). Va bene, tiriamo avanti, ammetto di non averlo mai considerato un vero padre, stava sempre da solo, dipendente da internet e sigarette, la casa un disastro. Me lo ricordo ancora... Le notti passate a sentire l'odore di fumo e vedere lui attaccato davanti ad un PC sono state alquanto traumatizzanti.
Mio padre ingrassa, va in sovrappeso, si vuole poco bene. Tre anni fa, a 50 anni di età, arriva l'ictus... Disperazione generale, non sappiamo che fare, ma nonostante ciò mia madre (GRANDISSIMA DONNA, mia madre...) tiene duro. Cerca di non farci pesare la cosa, ma è inevitabile... ha bisogno di aiuto anche lei, com'è giusto che sia.
Cosa comportò l'Ictus? mio padre perse una parte della memoria, che recuperò una settimana più tardi (non ricordava di avere dei figli...), e non provò più emozioni. Da poco, ogni tanto, accenna una risata a qualche battuta...
Dopo un mese di ospedale, altro mese di riabilitazione. Tutti i giorni da andare a trovare, vedere come stesse... senza sentirsi dire nulla, neanche un grazie.
Torna a casa... data la situazione, mia madre decide di riunire la famiglia (ovviamente consultando me e la sorella). Non mi sembrava una cosa umana lasciare mio... padre.... da solo. Comunque, è sempre mio padre...
Tornato appunto a casa, ora tocca seguirlo in ogni cosa: far da mangiare, pulire, aspirare, fare i letti, spolverare, eccetera... non è capace di farlo. Dove si muove crea scompiglio e disordine... devo sistemare io (non che prima non facessi niente!). Mia sorella mi aiuta, ma è piccola e non pretendo nulla.
Nonostante mio padre abbia preso malattia per sei mesi, mia madre lavora, lavora, lavora... lavora tanto. Noi siamo a casa, studiamo e puliamo.
Passo un anno in una scuola di merda, non mi piace, faccio fatica a studiare. Passo in media sei ore giornaliere sui libri, dimagrisco tantissimo: arrivo a pesare 53 chili dai 75 di prima che mio padre fosse colpito... Vengo bocciato.
Dimagrisco ancora, mi considerano anoressico, mi escludono. Tutt'ora peso 60 chili nonostante il mio metro e novanta di altezza, non riesco a mettere su più nulla.
Appunto, vengo escluso da tutto e da tutti. Nel frattempo, probabilmente perchè non le servivo più, la mia ragazza mi molla. Il suo scopo era quello di aumentare la sua autostima, e vedendo che oramai il bisognoso ero io e non più lei, si stufa e decide di tagliare i ponti, addossandomi, oltretutto, colpe che non penso mi meritassi... tutte scuse. Ma nonostante tutto ciò mi riprendo... non posso lasciare mia madre da sola.
Mentre gli altri ragazzi si godono la propria giovinezza, magari avendo anche le prime vere esperienze affettive, io rimango da solo. Nessun amico vero, scappano tutti vedendomi in difficoltà. L'unico che rimane è mio cugino insieme ai suoi genitori... Li ringrazio per questo: vengono a darci una mano in casa, a portare fuori mio padre... un grande aiuto, un sospiro di sollievo...
Ora... mi rendo conto che sono rimasto indietro. Gli altri hanno fatto delle esperienze che sì, forse in futuro farò, ma non sarà mai come averle fatte prima...
Avrei desiderato avere al mio fianco, anche solo per poco tempo, una persona che mi amasse veramente, con cui avrei avuto i primi rapporti... Certo, sono consapevole che nell'adolescenza, al giorno d'oggi, molte relazioni siano superficiali, ma comunque avrei desiderato provare queste esperienze sulla mia pelle (la ragazza di cui ho parlato prima mi usava... E io non pretendevo, pensavo che prima o poi qualcosa cambiasse, ma nulla).
Mi ritrovo a diciassette anni, secondo me, troppo maturato. Non ho più la testa di un ragazzo, sono avanti, ne sono consapevole. Avrei voluto solamente vivere la mia adolescenza... non diventare padre di mio padre!
Ven
21
Lug
2017
Senza Titolo
Sono davvero delusa
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