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Mar
29
Ago
2017
Problema con il mio compagno
Io e il mio compagno stiamo insieme da 7 anni e da circa un anno abbiamo messo su casa e da pochi mesi conviviamo. Abbiamo entrambi 28 anni.
La relazione come tutte ha avuto i suoi alti e bassi ma sostanzialmente non è mai mancato rispetto e dialogo tuttavia credo ci sia una carenza di PASSIONE che forse è l'elemento essenziale di ogni relazione.
La convivenza a livello pratico sta andando bene, ci troviamo bene e ci siamo organizzati alla perfezione a parte qualche normale battibecco su pulizie o similari ma ci siamo sempre trovati e chiariti su tutti i fronti.
Io mi sono un pò spenta nel corso degli anni, specie dopo una crisi avvenuta 5 anni fa, in un momento di particolare tensione il mio compagno ha avuto un periodo di disfunzione erettile che tra varie litigate, orgoglio e negazione da parte di lui fino alla decisione di sentire un esperto è durata un anno, cioè un anno senza rapporti sessuali, io ho aspettato pazientemente, tante volte sono sbottata va bene, ma quando ho visto che finalmente aveva deciso di intraprendere un percorso con un esperto l'ho sempre sostenuto. Però da quel giorno non ho più vissuto in modo normale la sessualità ed ho sempre avuto paura ad ogni rapporto di poter fare qualcosa di sbagliato e di rivivere quel brutto periodo: ne ha risentito molto la mia libido in generale ed hai miei occhi ha perso l'immagine forte dell'uomo per lasciare spazio ad un immagine fragile e delicata come il cristallo, cosa decisamente poco eccitante.
Dopo alcuni anni di tranquillità credo che siamo ricaduti nel tunnel, stesso copione, una defiance (fa niente), due defiance (fa niente)... scarso dialogo da parte sua, poi è venuto il terrore anche a me, iniziano le litigate, la paura di avvicinarsi ed ora sono due mesi che ci ritroviamo come 5 anni fa, io attraversata da mille dubbi: paura di non piacergli più o addirittura di non essergli mai piaciuta neanche prima (ho molta poca autostima di me stessa) ma negli anni non mi sono lasciata andare anzi, cerco sempre di migliorarmi, ho perso 10 kg, non sono da biancheria intima sexy (ma neanche lui, dice che tanto va tolta...) ma cerco di essere sempre in ordine con depilazione e tutto.
Ho pensato anche che possa essere in realtà gay (sospetti senza alcun fondamento a parte la defiance) come nelle migliori pellicole tragicomiche, non siamo delle migliori coppie passionali durante il fidanzamento lo facevamo una volta alla settimana quando c'era la disponibilità di casa libera, mi pareva poco ma mi stava tutto sommato bene, io pensavo che per lui invece fosse poco e che con la convivenza saremmo "espolosi" e invece no... PER NULLA.
So che il periodo non è dei migliori, la casa, nuove abitudini, nuove situazioni, le spese e tutto causano stress (ma siamo fortunati, non abbiamo debiti con nessuno!!!) ma lo vedo così debole e così "succube" degli eventi, se ad ogni preoccupazione mi cade così cosa facciamo? In questa situazione sto soffrendo molto anche io, non mi sento più donna, non mi sento sexy, non mi sento desiderata, circolo vizioso che non fa che aumentare la mia poca autostima. Ho paura di aver scelto l'uomo sbagliato ed ora è "troppo tardi", più volte con gentilezza ho cercato di fargli capire che vorrei vederlo un pò più duro, altre volte abbiamo litigato di brutto e per suscitare reazioni l'ho provocato dicendogli in faccia cose sicuramente brutte...
L'altra sera sembrava tutto deciso, tutto "pronto" mi sveglia mentre già sonnecchiavo e poi finisce in nulla. E' frustrante...
Insomma non so più che pesci pigliare... (ma tanto pesci qui non ne prendo a priori, ok scusate il sarcasmo, ma mi rimane solo quello).
Accetto consigli e critiche da chiunque, tanto di questo problema non posso parlare con nessuno, se non con sconosciuti.
Lun
28
Ago
2017
ti voglio...non riesco a toglierti dalla testa...
ok sei fidanzata....ok ci conosciamo da poco....ma non è stato uno sbaglio...quei 3 giorni insieme sono stati come un sogno....lo so siamo anche colleghi ed io il tuo superiore e allora? ci rivedremo a novembre e già impazzisco a non poterti vedere....a pensare a tutti coloro che ci proveranno con te (siamo entrambi in ambiente militare). Credimi ti amo.....a 34 anni so riconoscere una infatuazione da altro....non mi sentivo così da troppo tempo...ti penso di continuo, ti voglio ti desidero vorrei abbracciarti.....perchè è sempre tutto così difficile? sei dolce, bella intelligente, davvero non ho parole....adesso pagherei semplicemente per poterti di nuovo stringere con me, accarezzare i tuoi capelli sentire il tuo profumo...forse nemmeno avrei dovuto provare, sei entrata dentro di me....resisterò questi 2 mesi e vedremo....spero che non ti dimenticherai di me....ti amo....ti amo....non faccio altro che guardare il cellulare....quando mi scrivi sono felice.....comunque vada voglio tu sia felice piccola...
Lun
28
Ago
2017
Davvero
Ti ho amato davvero. Davvero. Come si ama una parte di sé. Sei tu che hai scelto. Scelto di non avermi, prima, scelto di perdermi, poi. E mi hai perso. Davvero.
Lun
28
Ago
2017
Assenza
L'assenza è dei colori della mia vita.. Devo andare avanti, sopravvivere per poi vivere e non arrendermi.. Ma se tutti smettessero di buttarmi giù.. Ricordandomi le enormi difficoltà.. Vi manterrò tutti, ci riuscirò, anche chi si è perso per malattia mentale.. Rinuncerò ad una vita di amore verso di me per vivere quello verso gli altri.. Ho accettato che nessuno mi aiuti, sto accettando di non avere figli perché la persona che amo non è in grado di reggere lo stress.. Ha ragione, non ce la farebbe, ma non posso abbandonarlo per questo, perché non sta bene e non ne ha colpa.. Amici in parte fuggiti.. Per tre mesi non ho avuto contatto con anima viva, niente lavoro, abbandono di famiglia, fidanzato e amici. . Io ci sono stata per tutti.. Ma ormai non sento più nulla, vivo un distacco affettivo che è l'unica cosa che mi consente di non disperarmi e rimboccarmi le maniche per costruire una vita per me e per gli altri.. Ma vi chiedo : basta disfattismi. Basta buttarmi giù e dirmi'Non ce la farai'. Basta essere giudicata e considerata influenzabile. Sono quello che sono e sono forte. Rinunciare al pathos è stato un atto obbligato ma molto sofferto per riconquistare la mia vita. Chiedo rispetto per la mia battaglia, che ho portato avanti per molti che poi si sono defilati o che ora mi sottopongono a processo. Ora merito pace e rispetto.
Lun
28
Ago
2017
Convivenza e università
Ciao a tutti. Ho 21 anni, sto da 5 mesi con un ragazzo di 26 che abita a più di 400 km da me e frequento l'università. Il mio ragazzo vorrebbe venire a cercare lavoro dalle mie parti, stabilirsi lì e vorrebbe che io andassi a vivere con lui. Io però sto ancora studiando e non mi sembra giusto chiedere ai miei di pagarmi l'università anche se me ne vado di casa. Potrei trovare un lavoretto, ma non mi permetterebbe comunque di rendermi economicamente indipendentemente e non farebbe altro che allungarmi i tempi. Non so proprio cosa fare..mi sembra persino stupido provare anche solo a chiedere ai miei genitori. Voi cosa ne pensate?
Lun
28
Ago
2017
Sondaggio generale sul matrimonio!
sarei curiosa di sapere se credete nel matrimonio? Semplicemente si o no, la vostra età e se no perché. Grazie!!!
Lun
28
Ago
2017
Nuovi poveri
Due anni fa una multinazionale ha offerto a mio marito una bella cifra per rilevare la sua attività. Mi sono sentita al settimo cielo e per qualche mese ho vissuto con la convinzione che sarei diventata milionaria. Mi immaginavo ricca, con mio marito finalmente a casa e non sempre in giro per lavoro, i figli sistemati, la casa ristrutturata e arredata a nuovo, e le mie sorelle e alcuni parenti non benestanti, grazie al nostro aiuto economico, senza più l’ansia di arrivare alla fine del mese.
I miei genitori non sono ricchi, ma grazie alla loro attività commerciale hanno sempre guadagnato bene e io le mie sorella siamo vissute senza preoccupazioni. Dopo il matrimonio la mia vita ha continuato sulla stessa linea, ho una bella casa, ho sempre avuto l’aiuto domestico tutto il giorno, i miei figli sono andati a scuole private, hanno frequentato circoli sportivi, fatto viaggi all’estero e festeggiato i compleanni in locali alla moda.
Quando mio marito mi ha detto che non avrebbe più venduto perché la multinazionale aveva rinunciato, mi è crollato il mondo.
Addio sogno.
Sono caduta in una depressione terribile.
“Non ti manca nulla, pensa a quelli che hanno perso il lavoro e non riescono più neppure a fare la spesa” mi dicevano le amiche. Lo so che molti invidiano la mia situazione, ma mi sento povera e infelice. Peraltro la crisi ha colpito anche l’attività di mio marito, le vendite sono in discesa libera e i conti in rosso. Da qualche mese, non posso più comprarmi un gioiello, ho ridotto le ore della colf e devo fare la spesa e cucinare, mentre prima la maggior parte delle sere andavamo a cena fuori o ordinavamo tutto.
Mi sento come se fossi passata dalle stelle alle stalle.
Come trascorro le giornate? A letto o sul divano, guardo la tv, scrivo sui social, coccolo il mio cane e dalle 11 di mattina in poi comincio a riempire il calice di prosecco. Bevo da sola a casa, al bar con le amiche e alle feste. Sono ingrassata e ho paura che la mia vita non sarà molto lunga. Sono egoista perché non penso ai rifugiati, alle persone senza lavoro o a chi è povero da sempre? Non sono insensibile, so che al mondo ci sono tante persone che con la cifra che spendevo solo per me vivono un mese in quattro, ma loro non soffrono come me. Chi è abituato a vivere con poco, non mai viaggiato, non è mai andato alle mostre, non ha comprato vestiti costosi o cenato al ristorante stellato, quindi non rinuncia a tutto questo per la crisi. Semplicemente non l’ha mai fatto e continua a non farlo. Io ogni volta che devo rinunciare a un viaggio o a comprarmi qualcosa mi sento povera e infelice.
Lun
28
Ago
2017
Incertezza
Mi attanaglia da anni. Quel che vorrei è fare un po di soldi per stare tranquillo.
Mi alzo al mattino, penso ai soldi. Pensare ad altro è una scusa per non pensare al fatto che non li hai e ti senti legato a terra, con delle catene.
Vado avanti con roba che mi da pochi spicci. Non ho voglia di leccare il culo a responsabili e capi per farmi dare un posto di lavoro in un azienda.
Certo, risolverebbe la situazione ma sto crrcando di aprire una mia attività
Ma sono anni che vedo sto frigo vuoto, che son dimagrito di 20kg, che non vado ne al mare, ne in piscina, che per avere i vestiti di stagione, invernali o estivi devo arrivare a soffrire il caldo o il freddo o devo aspettare che le scarpe si riducino a brandelli per comprarle.
Non mi sento libero, mi chiedo a 20 anni come ci si può sentire così impotenti.. Voglio aiutare i miei genitori, voglio portare via la mia famiglia da qui.
Sto morendo dentro.
Lun
28
Ago
2017
Ho sbagliato tutto
Inizio col dire che ho avuto e ho a che fare con un tipo.. È un ragazzo stronzo se devo dire la verità, con le ragazze in generale ed infatti ho sempre provato ad evitarlo ma non ci sono riuscita granché. Si è instaurato un rapporto strano, ho imparato a conoscere lati di lui anche buoni e ho accettato in un certo senso i lati negativi. Ogni volta che parlo di lui mi fermano e mi chiedono se mi piace, non so mai cosa rispondere.. Sta di fatto che sono sempre stata fin troppo sincera e non avrei dovuto perché è un tipo che parla parecchio anche senza pensarci. Gli ho tipo parlato delle mie amiche ma non soffermandomi sulle cose personali, tipo ho detto che ho litigato con la mia migliore amica un tempo e quest'ultima si sente con un suo amico. Ovviamente lui ha riferito facendomi passare per la parla parla di turno,la mia era sincerità ma ok. L'altro ieri è successo un fatto simile, ho smentito un fatto che pensavo ne fosse a conoscenza ma non lo era.. Volevo semplicemente fargli capire che lo difendevo.. In questo modo gli amici mi sono andati contro perché sanno che lui è un tipo che si attacca sulle cose ed io parlo troppo, ammetto che compio solo stupidaggini. Non ce la faccio più, volevo essere di aiuto ma passo per quella che non sono ora.
Lun
28
Ago
2017
La mia storia a capitoli - 1
Salve a tutti, vorrei presentarmi:
mi chiamo Inaya, ho 18 anni e sono nuova. Mi sono iscritta perché credo mi possa far bene esternare ciò che provo e magari riceverò anche qualche consiglio.
Sono nata in una grande città, che ancora adesso considero casa mia, ed ero una bambina molto felice, con tanti amici e una vita normale, come ogni bambina. Sin dalla scuola materna ho sempre adorato andare a scuola e fare i compiti, mi piaceva imparare e anche a casa leggevo molti libri senza mai stancarmi.
Quando avevo 8 anni ci siamo trasferiti in un paesino davvero molto piccolo, che conta al massimo 100/150 persone in tutto, senza supermercati, negozi, cinema, palestre o altro, davvero isolato dal mondo. Persi tutti i miei amici ma alla fine avevo solo 8 anni, ne avrei avuti di nuovi. Fin da subito ho avuto problemi a integrarmi; non che non ci abbia provato, io ho dato tutta me stessa per iniziare amicizie anche solo parlando con gli altri bambini e tutto sembrava andare decentemente il primo mese, ma poi iniziarono a vedere che andavo bene a scuola, che mi piaceva addirittura e che avevo voti alti, troppo alti secondo loro. Io non ho mai studiato in vita mia, neanche per la maturità, mi bastava seguire le lezioni in classe per ricordarmi le cose, ma venni additata come "secchiona" e "senza vita" e isolata dai miei compagni. Le insegnanti non aiutavano: usavano me per spiegare la grammatica o le tabelline agli altri e mi usavano come metro di paragone per chi non si impegnava o non capiva qualcosa, "ma è facile, non vedi che lei lo ha capito? Chiedile di spiegartelo, così magari riesci anche tu".
Se mai avessi fatto qualche errore in qualche verifica le insegnanti sarebbero state deluse, "non me lo aspettavo da te" mi dicevano "come hai fatto a sbagliare qualcosa di simile, bastava che ti impegnassi un poco".
A casa le reazioni erano le stesse: "ci siamo rimasti male, sappiamo che sai come si fanno le cose. Hai un cervello, perché non lo usi?". Se avessi preso un voto sotto l'8 avrei ricevuto frasi come "sono deluso" o "davvero ti va bene così? Puoi puntare al 10 ma ti accontenti di essere come gli altri".
Non ho più avuto una vita normale e serena da bambina quale ero, dovevo sempre dare del mio meglio o avrei deluso qualcuno, quando sbagliavo mi facevano sentire stupida, "una nullità che non usa ciò che le è stato donato", una che si abbassa a ciò che non è.
Io ho sempre e solo voluto essere trattata normalmente e avere amici che non fossero invidiosi di me, perché avrebbero dovuto esserlo poi, io riesco a ricordare le spiegazioni in classe ma non sono mica un genio, chiunque ha qualcosa in cui riesce bene, non per questo deve essere trattato da diverso o strano.
Un anno, alle medie, provai a prendere solo 6 in modo che le aspettative si abbassassero, in modo che iniziassero a lodarmi per i miei successi e non a insultarmi per i miei errori, ma fu ancora peggio: i miei mi chiedevano perché non volessi più renderli orgogliosi di me, perché "mi abbassassi allo stesso livello degli altri", perché rifiutassi di usare "ciò che io avevo e gli altri no". Anche gli insegnanti dicevano che non mi riconoscevano più e mi chiedevano se fosse successo qualcosa a casa, perché non era normale che io prendessi "solo 6".
Alle superiori ebbi molti scontri con gli insegnanti perché mi prendevano in antipatia, non so bene il motivo, a scuola andavo sempre bene però se magari facevano una correzione sbagliata nel mio compito e gli chiedevo "mi scusi, qui mi ha corretto questo, potrebbe spiegarmi qual è la risposta allora? Io credevo fosse questa" allora mi credevano superba, indisponente, quando io volevo solo capire e imparare dai miei errori, ma loro lo prendevano come un affronto o un insulto e mi prendevano di mira. Passai così 5 anni di superiori, fra insulti, commenti e isolamenti da parte dei miei compagni, insulti e umiliazioni da parte degli insegnanti e insulti da parte dei miei genitori. Non ero mai abbastanza per loro, qualunque cosa facessi avrei potuto fare meglio o di più.
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