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Sfoghi: (Pag. 243)
Ven
19
Apr
2019
Non valgo la pena di essere amato?
27 anni quasi e da sempre single, da sempre ricevo apprezzamenti, dicono che sono un ragazzo molto carino, con dei bei modi e molto solare.. Ma nessuno si è mai innamorato di me, o meglio mi è capitato di ricevere sguardi, sorrisini accattivanti ma nessuno si è mai battuto per conoscermi e conquistarmi. Quello che vedo è che ora mai tutti vogliono consumare subito, vogliono e pretendono tutto senza fare il minimo sforzo e io non ci sto, io voglio qualcuno che lotti per avermi, per conquistarmi perché non valgo meno degli altri ma in tanti anni non c è mai stato nessuno. Sarà che sono gay? E di gay in giro ce ne sono pochi, dichiarati e in pace con se stessi ancor meno ma io non riesco ad accettare questo destino, ho voglia di amare ed essere amato, fosse l'ultima cosa che faccio su questa terra.. mi piacerebbe incontrare un ragazzo dolce premuroso, che voglia darmi vero affetto, che voglia davvero conoscermi, frequentarlo, rispettando i miei tempi, perché sono abbastanza timido.. Ma vedo che gli anni passano e in tutti questi anni nonostante abbia frequentato un'infinità di posti non mi é mai capitato nulla, non ho mai beccato qualcuno che mi guardava e poi passava all'azione eppure io di segnali ne lancio.. che abbiano forse paura? Ma se gli altri non si avvicinano a me, nemmeno a me viene da fare lo sforzo di avvicinarmi perché voglio che parta da loro.. mi è capitato di innamorarmi di ragazzi sbagliati, sempre etero e ci ho sofferto da cani, sono caduto anche in depressione, non voglio più star male così.. perché è così difficile trovare qualcuno per me? Ultimamente c é un ragazzo molto carino che mi fissa in continuazione, non lo conosco ma gli ho fatto capire che le sue attenzioni non mi disturbano, anzi... eppure continua solo a fissarlo, e non sopporto i tipi indecisi per cui mi stufo e l'ho mandato al diavolo..
Ven
19
Apr
2019
Senza Titolo
Aaaaaaaaarghhhhhh ho perso un'altra occasione di chiudere bocca. Pensavo di parlare con gente capace di ascoltare, ragionare ed ho ricevuto solo insulti. Certe persone preferiscono trovare tutto pronto senza saper nemmeno la storia ed il lavoro fatto per arrivare a questo risultato. Domando a me stessa da ore ma perché ho aperto bocca. 🤪😵🤪🤪 . Ho imparato la lezione, mai cercare di argumentare con persone non disposte a vedere le cose in un angolo diverso da quello abituale . Riceverai solo insulti
Gio
18
Apr
2019
Grazie
Non è un giorno speciale ma a volte le difficoltà mi portano a pensare alle persone che sono intorno a me e allora penso:
Grazie a te papà che mi insegni a trovare una soluzione per ogni cosa
Grazie a te mamma che mi insegni ad essere forte e mi aiuti nei momenti difficili
Grazie a te marito mio che nonostante tutto mi aiuti giorno dopo giorno
Grazie a voi piccole mie che mi riempite di amore e gioia anche se certi giorni sono davvero difficili
Grazie a te sorella che con il tuo comportamento mi ricordi sì essere indipendente
Grazie a voi parenti che di tanto in tanto avete voglia di scambiare due chiacchiere con me
Grazie a te amica mia che mi sopporti e mi fai sorridere nonostante i nostri problemi
Grazie anche a chi mi conosce e chissà, magari mi sparla dietro, perché vuol dire che sono nei vostri pensieri
Grazie ai miei colleghi che collaborano con me e mi aiutano anche se commetto errori, anche se sicuramente a qualcuno sto sulle balle
Grazie a voi che mi insegnate cose nuove con i vostri sfoghi e mi leggete.
Grazie!
Gio
18
Apr
2019
Perché faccio solo figure di merdaa
PORCA puttanaaaaaaaaaaaaa sono tornata a casa e mi sono trovata di fronte il ragazzo che mi piace, raga una cosa totalmente inaspettata, lui era venuto a portare una cosa a mio padre e io non ho saputo come reagire 😠ho cominciato a balbettare e incespicare con le parole ho fatto la figura del l'idiota e non riuscivo a parlare. Mi sono attaccata alla bottiglia dell'acqua per avere qualcosa da fare. Non riuscivo a guardarlo negli occhi e oddio oddio che figura di merda mi avrà presa per una scema, per una strana, Madonna santa come sono stata antipatica poi. Cercavo di essere simpatica ma non si capiva non mi usciva il tono giusto E LO SO CHE DEVO METTE LE VIRGOLE MA IL FLUSSO DI COSCIENZA RENDE MEGLIO. MADONNA RAGA CHE FIGURA DI MERDA. non lo vedevo da mesi poi, questa nuova prima impressione non gli sarà certo piaciuta aiuto aiuto mi sono giocata tutto
Gio
18
Apr
2019
Ultima matrioska
Mi sembra di aver gettato via la mia vita, di non essere mai nato, che il me attuale sia un estraneo, che io non stia incarnando il vero e stesso. Sin quando ero piccolo i miei genitori mi hanno ripetuto che "lo studio viene prima di tutto", mi criticavano se non prendevo un voto molto sopra la sufficienza, mi paragonavano agli altri bambini: volevano il figlio perfetto. Mi hanno sempre usato per realizzare i loro sogni: mio padre, da ragazzo, voleva diventare un calciatore e mia madre laurearsi e fare carriera. In tutto questo mi sembra di non essere mai riuscito a capire che cosa veramente volessi io, quali fossero i miei talenti, mi sembra di avere sempre vissuto come in catene, come in una coltre di fumo in cui ho perduto me stesso. Ormai sono anni che non esco più, sono anni che non faccio altro che ripetere la solita routine casa-università-casa. Da quando avevo sedici anni la mia vita è solo studio, solo dovere: il mio spiacevole aspetto fisico, le mie difficoltà a relazionarmi, hanno fatto sì che , dopo un periodo in cui ho subito pure bullismo (goccia che ha fatto traboccare il vaso), cadessi in depressione. Da allora mi hanno abbandonato tutti e ora sono anni completamente da solo. Il telefono non squilla mai da tempo. Sono un morto che cammina: la sensazione di non essere importante per nessuno, che nessuno mi ami, che a nessuno frega in fondo nulla di me (neanche ai miei) mi ha demolito la voglia di vivere. È vero, anche, che prima ero comunque solo, sebbene lo fossi in modo diverso: non ho mai avuto nessun confidente, mi sono sempre tenuto tutto dentro, me la sono dovuta sempre cavare da solo. I miei erano e sono sempre stati molto assenti e non c'è stato nessun altro che mi ha fatto da "guida". Ho sempre provato molto dolore per il rifiuto, tuttavia, la differenza tra il passato e ora è che prima avevo speranza: prima mi mettevo in gioco per fare amicizia, prima ci provavo con le ragazze, ma ora non più: anche se socializzo senza problemi (per rapporti superficiali e basta) con i miei colleghi all'università, pare che io non gli interessi (fuori da quel posto non esisto), forse sono noioso, forse ho disimparato a socializzare anche se pare si divertano in mia presenza, o forse fiutano la mia diversità, forse capiscono che sotto la maschera da simpaticone che indosso stia affogando in un mare di dolore e disperazione e per questo mi tengono alla larga. Ho il viso oblungo e asimmetrico, la pelle grassa, non sono alto e ho una marea di altri difetti che non elenco, quando ero adolescente avevo un acne molto severa e i denti parzialmente storti: credo siano stati questi e tutti gli altri difetti, compreso il mio carattere chiuso a farmi rifiutare da tutte le ragazze (nell'adolescenza e durante la giovinezza è innegabile che conti molto l'aspetto fisico). Probabilmente molti rideranno ma questo sfogo nasce da una banalità: ho scelto di perdere la verginità con una meretrice (mi rendo conto che, oggettivamente se non così, non potrò mai sperimentare il sesso) e mi sono reso conto che a 22 anni non so nulla di condom e ho paura di andare a comprarli perché la cosa mi mette in imbarazzo. Quando l'ho realizzato la mia mente è tornata al passato: una serie di immagini, di frasi: tutti quelli con cui uscivo hanno avuto le loro prime esperienze da adolescenti: la paura di andare a comprare i preservativi penso l'abbiano avuta tutti questi ultimi ma massimo a sedici/diciassette anni mentre io, ormai adulto, ancora sto messo così. Da quando ho sedici anni ho vissuto immerso nei libri: nel tempo libero leggevo filosofia, storia, libri di divulgazione scientifica, guardavo anime e giocavo -saltuariamente- ai videogiochi: erano le uniche cose che mi piaceva fare, i momenti più belli della mia vita li ho passati da solo. Ieri in un film ho sentito la frase "chi è stato da solo per molto tempo, probabilmente lo rimarrà per sempre": ho davvero paura di rimanere completamente da solo (ora ho i miei genitori e qualche amico d'infanzia), ho paura di finire come quelli che vengono ritrovati morti da soli nei loro appartamenti a causa del puzzo emanato dai loro cadaveri: trovo troppe difficoltà e barriere a creare nuovi legami, ho preso troppi no, troppi rifiuti, non c'è nulla che mi spinge a pensare che la prossima volta andrà bene, per me ormai è naturale non creare legami a meno che non prendono l'iniziativa gli altri (cosa che non accade mai). La scorsa settimana ho passato dei giorni turbolenti e la notte non riuscivo a prendere sonno. Per cercare di addormentarmi mi sono forzato a ricordare la sensazione di una carezza, di un abbraccio, di un bacio dato da una persona che mi ha voluto bene, ma nulla. Non ricordo neanche più cosa si provi a entrare in contatto con un corpo femminile. Questa società poi non aiuta: non si può essere se stessi nel rapportarsi con gli altri, non ci si può permettere di assumere atteggiamenti che viene spontaneo adottare, o meglio, lo si può fare a meno di essere naturalmente aderenti -nel comportamento- al modello di ragazzo apprezzato oggi: chi può negare che sia, inoltre, ancora in piedi lo stereotipo del maschio "macho scopatore", per cui chi ha più di vent'anni ed è vergine come me, viene definito "caso umano" (e mi fermo qui)? Alla fine la colpa è mia: non sono come dovrei essere né fisicamente, né caratterialmente per essere degno di attenzioni e di affetto dalla gente là fuori. Sto cercando un altro senso per vivere rispetto a quello dato dalle relazioni umane, ma non lo trovo. Vorrei sapere se c'è qualcosa in grado di colmare l'infinito vuoto d'affetto dentro di me.
Gio
18
Apr
2019
Giocattoli e bambini
Il mio più che uno sfogo vuole essere una riflessione ed una ricerca di opinioni/idee. Al momento ho 2 bambine, di 3 e 4 anni, nei 4 anni della grande sono arrivati diversi giochi a casa, non una valanga, ma sono comunque troppi. Da poco ha compiuto gli anni la piccola e per limitare i regali ho proposto un regalo collettivo per gli zii e regali utili da parte dei nonni, così come gioco vero e proprio è arrivata solo una bambola grande e bellissima. Ora, la questione è che comunque in casa abbiamo troppi giochi (o almeno, sono troppi per i miei standard), vedo che se ricevono cose nuove le guardano 2 secondi e poi vengono dimenticate diventando parte del caos. Voi come vi regolate? Quanti giochi hanno i vostri bambini? Che cosa fate con i giochi (magari nuovi) che non vengono utilizzati?
Gio
18
Apr
2019
Voglio essere una banca
Si, voglio fregarmene dell'economia reale e vivere di interessi. Voglio piazzarmi li, essere un bell'edificio che toglie spazio al verde per dare credito col debito incorporato. Voglio dare un pezzo di carta e dei soldi a fronte di cose reali come chessò una casa, ma mi accontento di una barca o un solaio a patto che ne possa diventare proprietario. Voglio poter regolare l'assunzione dei lavoratori. Voglio drcidere chi sia un fallito e chi un vincente. Voglio proporre accordi per investimenti dove guadagno solo io. In fondo offrirei un ottimo servizio, decido a chi dare e a chi no. Potrei mandare uno stato in bancRotta, ma solo perché reputo sia meglio per i suoi cittadini responsabilizzarsi e capire che ogni secondo della loro vita abbia un prezzo.
Gio
18
Apr
2019
Senza Titolo
12 anni oggi, é rimasto solo un guscio spoglio. Trash it.
Gio
18
Apr
2019
Auguri!
Tanti auguri anima mia. Dalla tua pantofolina.
Gio
18
Apr
2019
E se pensi son scemo
Tu non mi vuoi bene
Ho paura
Non mi dai sicurezza
Ho paura
Io vorrei solo te
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