Tutti gli sfoghi
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Dom
18
Ago
2019
Ancora con l'amica del mio fidanzato
L'altra sera sono uscita con il mio fidanzato e mi ha chiesto se poteva mettere nella mia borsa cellulare e portafoglio così da non dover tenere tutto in mano. Al momento di salutarci, lui si è dimenticato di riprendere le sue cose e me le sono portate a casa...situazione ghiotta, certamente, quella di poter frugare nel suo smartphone, ma non l 'ho fatto. Ho solamente notato una notifica della sua amica all'una di notte e mi sono fatta mille domande sul perchè una con compagno e figlia di tre anni deve rompere i cogli@ni a lui...che c@zzo andrà cercando ancora?? perchè lo cerca di notte?? mi viene da pensare male... di lui mi fido, ma lei fa fatica a trattenersi quendo lo vede, lo deve toccare e sbaciucchiare come se fosse il suo fidanzato. Finora da me ci ha preso solo occhiatacce, se ne parlo con il mio fidanzato dice che lei è fatta così e finiamo per litigare noi due, quindi ho deciso che alla prossima occasione dovrò farmi giustizia da me...il suo compagno in varie occasioni ha cercato di contenerla, notando il mio sguardo seccato ed anche per non fare la figura dello scemo lui, ma è servito a poco...io comportarmi come lei con il suo compagno, non lo farei mai, anche solo per non regalare a lui una botta di autostima...sei una stronz@ e ti metterò all'angolo dimostrandoti che sei solo una povera stupidina.
Dom
18
Ago
2019
Pensiero
A tutti quelli che cercano una metà della propria vita.
Credo nell' amore, nelle favole, nelle persone. Ma ho visto che per me non è possibile trovare nessuno. Nessuno che mi piaccia per condividere la mia vita dove tutto apparentemente è facile e senza fatica, dove non mi manca nulla. Nessuno che mi piaccia e mi ricambi, perché quelli che attirano me... bè evidentemente hanno altri gusti. Puo darsi che ci sia una percezione sbagliata di me alla base, che chieda troppo o pensi di poter guardare qualcuno di troppo lontano da me, da come sono, dal mio stile di vita. Ma a questo punto meglio stare sola e sopportare me stessa, piuttosto che fare infelice un altro chre non riuscirei ad amare. Perché qualcuno mi desidera, ma ma fa per me.
Oramai il mio treno è perduto. Puo darsi che sia solo colpa mia. Lo accetto. Mi impegno ad accettare tutto quello che la vita mi ha fatto sperimentare, ad accettare che mi abbia tolto tutto quello che sognavo, che non abbia piu nulla da offrirmi.
Accetto tutto. Questa è l'unica strada. Posso piangere in silenzio, senza disturbare nessuno, e sperare che la mente regga e che nessuno mi possa mai trovare compleamente pazza ormai, incapace di sopportare ancora.
Possibile che sia così concentrata sul mio essere sola? Che mi senta così in difetto perché sono sola?? A pensarci è proprio da stupida, ma è dura abbattere una convinzione tale.
Non so che pesci pigliare, e non scrivetemi di pigliare uccelli, perché quella non è una soluzione. Grazie.
Dom
18
Ago
2019
Uomo di m****
Rieccomi ad aggiornarvi sul mio sex bomb, attualmente su lidi lontani. Dopo aver fatto marcia indietro ed essersi scusato dei suoi modi da disadattato, sempre in lite col mondo, pareva che nascondesse un fondo, molto in fondo, di pace con se stesso e con il prossimo. Ma è durata poco. Un giorno ha iniziato e continuato con critiche non troppo velate su quello che sono (fisicamente parlando) con tanti suggerimenti per migliorarmi. La mia autostima è inattaccabile, o meglio non me ne frega niente delle velleità di perfezione fisica, portate agli estremi: è una situazione attraverso cui sono già passata, diventa tara mentale; quindi mi tengo in forma e sono molto curata, ma non ossessionata. E soprattutto, inscalfibile nella certezza che non sono né un mostro né un cesso. Rimane il fatto che mi pare poco carino PRETENDERE che io sia così e colà, quando ci conosciamo appena. E poi pretendere è sempre sbagliato. Ma mi dava il messaggio che se volevo stare con lui dovevo migliorare. [ Ma chi cazzo ti credi di essere?]. E va bene, episodio uno.
Il secondo arriva quando mi dice chiaramente, testuali parole, che gli ho rotto le palle e sono una rompipalle infantile,
Lui si crede un grande uomo, potente, temuto, più bravo e più furbo di tutti. Insomma molti gradini sopra noi comuni mortali, che abbiamo a che fare con le magagne della vita quotidiana, compreso il tubo dell'acqua che si rompe o lo scaldabagno da cambiare.
È un gran coglione, capisco sempre più perché è stato lasciato. È un gran cafone. Dovrebbe ricominciare dai fondamenti, dal rispetto per le persone.
E visto che voleva solo scopare, e va bene, dico che è ancora più coglione. Perché poteva essere un po' più educato e meno isterico e pieno di sé, e avrebbe continuato a farlo allegramente, come già era.
Ma chi si crede di essere?? Ha una situazione globale dove stargli accanto è solo una perdita di tempo. È molto più quello che può ricevere, di quello che può dare. Eppure più di una possibilità gliel'ho data, perché io non ho bisogno di nulla. Ma nemmeno di un uomo, maleducato e rigonfio da scoppiare, che si sente così superiore da dire a me, che non gli ho mai chiesto nulla, in termini di tempo, attenzioni, o qualsiasi altra cosa, che sono una rompiballe.
Ma vaffanculo va'.
Dom
18
Ago
2019
Come se non esistessi
Il mio ragazzo ogni minuto libero che ha lo passa attaccato al computer su un videogioco, se gli faccio notare(non lo aggredis co)che sta giocando da una vita (4/5 ore) si incazza e mi dice che non devo permettermi perché è il suo modo di rilassarsi dopo il lavoro, oggi e domenica, si è svegliato alle 10, non lavora ed è incollato a quel PC dalle 10.30
Da notare che il fidanzato in questione ha 40 anni non è più un bambino
Dom
18
Ago
2019
Stufo di certe donne
Ciao a tutti. Vivo nel Napoletano, non so se altrove sia così, ma dalle mie parti le donne non sanno davvero comportarsi come dovrebbero! Sono sempre maleducate, respingono ogni tentativo di approccio con fare acido, anche se in fondo sono interessate (!!!!)
L'ultima qualche giorno fa: amica di amici, io 35 lei 27, ci siamo sentiti per qualche settimana, alla fine le ho chiesto di uscire per ben due volte, ha letto i messaggi e non mi ha nemmeno risposto. Io ovviamente non mi sono fatto sentire più.
Risultato: lei è andata a lamentarsi dalle amiche dicendo che sono sparito. E cosa si aspettava? Che la pregassi in ginocchio?
E questo è solo un esempio, ne potrei fare a decine, miei e di amici.
Alle donne dico: tesori belli, quando capirete che questo atteggiamento vi porterà ad essere delle zitelle inacidite sarà troppo tardi, creperete da sole!
Dom
18
Ago
2019
Fidanzato, cani e nervoso
Ciao
Io e il mio ragazzo ci siamo conosciuti che avevamo già dei cani, lui un cane di taglia piccola e io due cani di taglia medio/grande.
Dopo un anno di relazione a distanza abbiamo deciso di andare a convivere, i cani si sono accettati subito e hanno fatto branco, io li tratto tuttii e 3allo stesso modo, il problema è il mio ragazzo, pensa solo al suo cane, quando vanno in giardino lui pulisce dove ha sporcato il suo e mi chiama per pulire dove hanno sporcato i miei, se i miei cani stanno male se ne frega e dice che passa subito, se ll suo fa uno sternuto di corsa dal veterinario, e anche qui posso passarci sopra volendo ma non passo sopra al fatto che mette il suo cane anche prima di me.
Se dico i cani sul letto no perché sono tre e poi non ci stiamo noi, la risposta è ma lei è piccola...
Stanotte uno dei miei aveva la dissenteria e ci svegliavapeer uscire, lui è andato a dormire sul divano perché non si può vivere così, se era la sua a avere la dissenteria tutta casa doveva stare sveglia a controllare che stesse bene. (è già capitato)
Insomma non sopporto più sta situazione e se provo a parlarne con lui va sulla difensiva e mi aggredisce.
Dom
18
Ago
2019
Chi mi da un consiglio?
Spesso in un numerose occasioni mi sono proposta per es quando andavo in chiesa (ora non vado più mi sto più avvicinando al buddismo) attività come animatrice di bambini, come catechista ma non sono mai stata reputata all'altezza di svolgere determinati compiti nè dal prete (che era un mezzo esaurito, che parlava più spesso del diavolo che di Cristo, stillando nel credente una paura al di fuori da ogni controllo, almeno nel mio caso), che per potere accettare di fare la catechista, sotto consiglio del cerimoniere (l'unico che mi reputava in grado e l'unico che si salvava in quel ammasso di gentaglia) passare da una signora con la quale il prete non si sarebbe potuto rifiutare. Mi affiancò ad una ragazza (di solito ci sono massimo 3 catechisti), invece questa me ne affiancó altre e 2, più lei. In una classe di 7 bambini eravamo 4 catechiste. Per me è stato veramente umiliante. Eravamo alle estate ragazzi e io mi ero proposta come animatrice e un ragazzo mi affiancó a una di questo cobricola. Eravamo dentro perché faceva troppo caldo e ogni squadra era in un aula a svolgere una determinata attività. Quando questa ragazza con cui mi avevano aggregati che doveva recarsi in un altra aula si volta e mi fa: Ce la fai sola? Ma che crede che sia così deficiente ed incapace di tenere d'occhio dei bambini? In un altra occasione, faccio parte di un associazione dove si gioca a carte (non si gioca con i soldi, si gioca a giochi tipo commaander, 7 rosso, the game, il consiglio dei 4, 7 wonders, dixit ecc...) e ogni tanto questa associazione organizza dei giochi da tavolo e io mi sono proposta di aiutare ma anche questa volta il mio aiuto è stato rifiutato. Perché devono essere gli altri a decidere cosa sono o non sono in grado di fare? Perché se mi propongo per qualcosa è perché so che una determinata cosa la posso fare. Allora perchè nessuno mi lascia provare? Se invece non mi reputasssi all'altezza non mi sarei mai proposta no? Mi sono recata da tanti psicologi per avere una risposta a questa domanda ma tutti per il semplice fatto che la maggior parte, non mi reputa all'altezza di questi ruoli hanno dato per certo che la percezione altrui sia corretta e quella mia errata. Non si sono presi neanche il disturbo di mettere in dubbio la percezione altrui considerandola corretta per semplice maggioranza. Con la scusante io non psosso intervenire sugli altri ma solo su di te. (Basta semplicemente consigliare come comportarsi e cosa dire in questa occasioni per far comprendere agli altri che la loro percezione agli altri, sempre su di me stanno aggendo, anzi così agiscono sia su di me che sugli altri) Un ulteriore riprova che la percezione altrui in tal senso è sbagliata: qualche anno fa avevo un amica che avevo una fratellastro e una sorellastra più piccola e per come mi rapportavo a lei la zia (i bimbi piccoli erano suoi figli ed era la matrigna della mia amica)-mi chiamava: "Sara dei bambini" in aggiunta questa signora aveva lavorato come animatrice in una ludoteca di sua proprietà quindi era competente nel ruolo. Io ci so fare con i bambini. Ripeto devo essere io a decidere cosa sono in grado o non in grado di fare non gli altri. Dunque, vorrei un vostro consiglio come mi devo comportare se mi dovesse ricapitare una situazione del genere? Come posso far capire agli altri che sono perfettamente in grado di destreggiarmi in una determinata situazione? Ora mi sono iscritta ad un partito politico e stiamo organizzando la presentazione di un libro e uno dei ruoli è l'addetto alla sorveglianza che non deve far altro che prendere le chiavi dai vigili e riportaglierle e sorvegliare e spiegare in che cosa consiste insomma niente di tanto particolare. Parlando al telefono con il segretario del partito della mia provincia ha cercato di insistere di affidare questo ruolo qualcun'altro. Avendo io il modulo mi sono dovuta prendere il ruolo con la forza apponendo a quel ruolo i miei dati. Vorrei un consiglio un maniera alternativa d'agire e forse più corretta? Ma sono stanca di essere tappata le ali e che le altre persone mi impediscano di emergere.
Dom
18
Ago
2019
Senza Titolo
Vivo da moltissimi anni a Mestre e non posso che confermare alcune delle note negative già espresse e motivate. Ma non tutte.
Io ho seguito quello che poi sarebbe diventato mio marito. È vero, avere famiglia e figli aiuta moltissimo. Assolutamente. Ma non a integrarsi, rifiuto categoricamente questo termine. Ad INSERIRSI piuttosto come accade ovunque, con tutte le difficoltà del caso. Io però non ho incontrato la montagna di falsità, ipocrisia e pregiudizio di cui ho letto nei commenti. Piuttosto molta riservatezza, che certo all’inizio ho scambiato per freddezza assoluta.
E’ vero, esiste il pregiudizio contro certi meridionali e questo è testimoniato e confermato dalla storia, non è campato in aria. Ma non è il caso di fare una dissertazione in questa sede. Diciamo che siamo un paese ridicolmente provinciale e diviso da nord a sud, isole comprese, tutti contro tutti. Ciò ci rende una barzelletta agli occhi di altri paesi “ evoluti”, dunque attaccabilissimi da mille punti di vista , ma soprassediamo.
Nel mio caso, il lavoro lo avrei avuto ovunque ed ho scelto invece di seguire il cuore. Il che è stato molto peggio....Ho sofferto tantissimo per il clima, per la “diversità “ del mare ( Jesolo, beh lasciamo perdere....), per il cibo che non trovavo ( e non trovo...) buono come “ il mio” ( niente cannoli, granite, arancini, niente di niente......), ma solo in ultima analisi per la freddezza delle persone. Che non è dettata da pregiudizio ma molto spesso proprio da un carattere forgiato da altra latitudine e longitudine. Al sud tanta allegria e battute colte al volo, manate sulle spalle, innegabile questo... ma quanta finta solidarietà!!!!! E quanta cacca lasciata sui marciapiedi ( ho un cane e lo so benissimo.......) e disordine ( io purtroppo detesto le macchine in doppia fila, cosa ci posso fare)
Invece qui le amicizie nel tempo me le sono fatte, con più fatica ma sono solidissime. Poche ma buone. Conta la qualità. Del numero di persone che mi saluta in massa per strada,invece, non me ne faccio nulla, che poi anche qui ne conosco tantissime ormai...La maggior fatica semmai io la imputo all’età che è differente, va considerato che non si possono stringere legami come ai tempi della scuola!!! Nessuno di noi è lo stesso di quando aveva 20 anni, siamo seri! Se restiamo eterni Peter Pan è tutto molto più complicato!
Nei primi tempi tante volte avrei voluto scappare, vivevo con la domanda di trasferimento in mano, ma mi sarei “ricollocata” nel punto esatto di quando ero andata via?? E se mi fossi trovata peggio?? Allora ogni volta che ho potuto ( ...e che posso) sono andata via per ossigenarmi, ma per poi tornare sempre. Mio marito che ha studiato qui e vive da molti più anni, mi ha sempre spiegato che la differenza vera la fa vivere nei paesini all’interno ( nei quali comunque ho insegnato e non vivrei MAI, ma professionialmente mi sono trovata benissimo con tutti, alunni, genitori e colleghi e ) o in città o zone più vicine al mare.
E allora Mestre, che è un NON LUOGO, è il posto migliore in cui vivere, un vero melting pot, centrale e funzionalissimo. Ci sono mille incroci e “ razze”, Venezia poi è unica e ci arrivi in sei minuti, come essere a Milano, Londra o New York per il respiro internazionale.
Adesso mi definisco” nè del sud nè del nord”!! L’obiettività, lo confesso, mi è stata data anche dai figli nati e cresciuti qui, che rappresentano il meglio della sintesi geografica, e che vengono felicissimi al mare a Messina ( e vai di granite, arancini, cannoli a morire!) ma poi ad un certo punto vogliono tornare a studiare e vivere “ giù al nord”. Degli adorabili” polenteroni “๐๐๐
Dom
18
Ago
2019
A mio marito
Sono una cretina!Mi illudo che si possa rimettere a posto qualcosa di rotto,e tu con il tuo muso lungo e le tue imposizioni su come dobbiamo impiegare il tempo tutti insieme,il voler controllare a forza anche la mia vita,non mi incoraggia sai?No,non ti sopporto più.
Deficiente io che non ho il coraggio di mandarti a quel paese,per cosa poi?I figli?
Ma a me chi me li ridá i miei anni ?
Dom
18
Ago
2019
lโinvidia forza motrice del mio successo
Sono una ragazza di vent’unanni, quindi in realtà forse ancora non ho vissuto abbastanza per sapere con certezza cosa stia per affermare qui di seguito.
Comunque sia, in questi ultimi due anni “la forza motrice”, ciò che mi ha motivata e spinta ad ottenere ciò che volevo e desideravo, è stata l’invidia nei confronti degli altri.
E con altri intendo davvero chiunque: amici, familiari, sconosciuti visti per strada, conoscenti di amici di cui ho sentito parlare... letteralmente, qualsiasi persona che avesse quel qualcosa in più di me faceva scattare questa molla nel cervello che prontamente mi ordinava di fare qualsiasi cosa per averla anche io.
Purtroppo dopo il diploma ho dovuto ritardare gli studi all’università a causa di ristrettezze economiche, avendo solo un genitore che percepiva uno stipendio medio, perciò mi sono rimboccata subito le maniche trovando lavoro in un locale.
E propri qui è iniziato il mio tormento.
Mentre io ero “rimasta indietro”, i miei amici benestanti con famiglie perfette andavano all’universitá, andavano sempre in discoteca, per locali esclusivi, vestivano bene e così via.
A me non era mai mancato nulla e questa differenza non l’avevo mai sentita così pesantemente finché non mi sono sentita incastrata nella mia vita di merda.
Cameriera, single, che a 19 anni doveva pagare metá dell’affitto e le bollette, senza patente, senza macchina, pochi amici perché estremamente timida, l’universitá se la volevo fare doveva essere pagata di tasca mia ed ero stressata ed invidiosa di tutto e di tutti fino all’insopportabile.
E allora mi sono detta che era necessario fare qualcosa.
Ho iniziato a fare due lavori full time, uno diurno e uno notturno in nero...non avevo tempo per nient’altro se non il lavoro, ma almeno mi ha portato tanti soldi, mi sono fatta la patente, mi sono comprata la macchina.
Lavorare tanto mi ha fatto dimagrire tantissimo, arrivando a pesare 44 kg per 1.74.
Sono sempre stata consapevole di essere molto bella e con un volto particolare, quindi con il drastico dimagrimento mi sono convinta ad investire in un book fotografico.
mi sono lanciata nell’ambito della moda, gli unici momenti liberi che avevo venivano adibiti ai casting.
non ero mai a casa, non vedevo più la mia famiglia tantomeno i miei amici.
avevo tante relazioni con il pubblico, con la gente, ma niente di personale. mi sono sentita vuota e triste per tanto tempo, un annetto, ma ciò che mi spingeva a continuare era l’idea che io dovevo essere come loro, dovevo avere anche io ciò che avevano loro, mi fossi dovuta spezzare la schiena e farmi in quattro per tutta la vita.
poi dopo qualche mese hanno iniziato a chiamarmi per shooting editoriali, pubblicità.
ma non era abbastanza, nei miei amici, nei passanti per strada, trovavo sempre qualcosa che io non avevo.
capeli più sani, unghie più belle, vestiti di qualità migliore, stronzate del genere, ma le dovevo avere anche io.
invidisa del successo delle mie amiche con i ragazzi, dei tanti fidanzati che potevano vantare, della sicurezza con cui si muovevano, del gran carisma che le caratterizzava ho deciso di lasciarmi andare e smetterla di di chiudermi in me stessa.
e anche se tutt’oggi sono ancora timida e terrorizzata quando devo ordinare la pizza o prendere un appuntamento dal medico, sono molto più aperta, solare, vivo tuto con più tranquillità, tutto ciò solo perché volevo essere come loro.
però non mi bastava mai, ero diventata veramente ossessionata, accecata dall’invidia. pensavo tutto il giorno, tutti i giorni a cosa avevano gli altri più di me, beni materiali e non, e come avrei potuto ottenerli anche io.
anche se piano piano stavo ottenendo tutto ciò che volevo ero profondamente infelice.
e poi ho conosciuto lui, che mi ha scossa da tutto ciò che stavo passando, che mi ha fatta sentire perfetta anche così com’ero, con le cose che avevo.
non so se sia stata la mia rovina o la mia fortuna questa mia improvvisa invidia generale verso l’intero pianeta, però ora sto per iniziare l’università dei miei sogni, pagata con i miei sforzi, sono completamente indipendente, con tanti soldini messi da parte, un lavoro che mi appaga e mi diverte, il guardaroba che la mia anima da ricca ha sempre sognato ed un lui che mi piace chiamare come “quello giusto”.
volevo solo raccontare tutto ciò per dire che secondo me, ci sono tanti tipi di invidia.
l’invidia negativa ti fa star male, ti abbatte e ti deprime, non facendo altro che metterti in stallo e in un loop da cui è difficile uscire.
poi però c’e quella positiva, che al contrario ti spinge a fare di tutto per essere migliore di loro, migliore di te stesso, ti induce a superare i tuoi limiti e a non accontentarsi mai.
certo, se ora ripenso a come ho passato questi ultimi due anni....
depressa, infelice, sempre scontenta,
una pazza furiosa insomma, maniaca e ossessionata dall’apparenza.
e penso che avrei preferito saper gestire il tutto e contenere l’invidia in un sentimento normale e non così esasperato come l’ho vissuto io.
però davvero, se non fossi stata così invidiosa... chissà come starei adesso...
voi che ne pensate? succede anche voi di fare qualcosa di positivo o di raggiungere traguardi solo perché eravate invidiosi?
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