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Dom
02
Dic
2018
desideri
in questo periodo l'unico mio desiderio sarebbe avere un rapporto migliore con mia mamma. sento come se non fossimo mamma e figlia, sembra più una professoressa, una maestra, qualcuno con cui passi un sacco di tempo ma che rimane solo e soltanto uno sconosciuto. oddio, ovviamente mia mamma è bravissima, è una donna bellissima e forte come una roccia, ma ultimamente non mi è vicina.
vorrei un altro tipo di rapporto con lei, tipo quello che hanno le mie amiche con lei. vorrei poterle dire tutto, tutti i miei segretucci poco importanti, vorrei chiederle consigli sui ragazzi, sulla vita.. vorrei poterle dire che fumo da 2 anni, ma non per il gusto di dire "ah beh, mia mamma lo sa tanto, quindi posso fumare quanto voglio" ma semplicemente per sapere che lei lo sa, che ho avuto il coraggio di dirglielo...
Dom
02
Dic
2018
Ansia...
(Scusatemi se scrivo male,però sto scrivendo di fretta)
In questi giorni sto morendo,sono ansiosa e ho paura di tutto.Ho varie ossessioni,che non me le riesco a levare dalla testa.Tutti quelli intorno a me,continuano a dirmi di non avere paura,di non arrabbiarmi,perché ormai sono diventata più irritabile.Purtroppo non mi lavo neanche più per questo.
(So che mi criticherete,ma hey,è un sito di sfoghi ahahah)
Dom
02
Dic
2018
Senza Titolo
Non mi ha mai amata, 6 anni di cui 5anni a distanza e non mi ha mai amata non posso crederci.
Lo chiamo per chiarire, ero disposta per l’ ennesima volta ad accettare tutto per amore.
E lui sgranocchiava le patatine o chissà cosa . Che schifo!
Freddo, gelido, menefreghista che sa lamentarsi solo con me e poi lo ritrovo nelle foto che ride alle feste e festini per motivi di lavoro e prima ancora feste universitarie. Torna di notte.
mentre il resto della settimana va a dormire a 9 di sera così fice e ha troppo sonno per scrivermi un sms romantico.
Non ha mai la forza necessaria per fare l’amore è sempre stanco o pensieroso, mi respinge sempre ma che cavolo! è sempre stato così ma per amore ho accettato tutto. Anche di non avere rapporti perché lui non riusciva.
Il suo rifiuto hanno portato la mia autostima sotto terra e il mio umore anche.
25 anni di uomo di m...a sei !
raggiunti i suoi obiettivi professionali mi tratta peggio di prima e io sono una povera scema che si è illusa che lui potesse cambiare.
Economicamente prima ti aiutavo e scherzavi dicendo chi mi prende mi sono accontentato mentre ora che hai i soldi e anche tanti mi tratti come uno straccio perché sai che di donne puoi averne tante stai solo aspettando arrivi quella perfetta per te.
uomini schifosi come te andrebbero presi a calci nel bip e donne come dovrebbeto essere prese a schiaffi, la cretina che pensa al suo primo amore come l uomo della sua vita dovrei solo darmi una capocciata nel muro grrr che nervi. Scusate lo sfogo
Dom
02
Dic
2018
Solitudine e depressione
Ciao a tutti
Non sono capitato x caso su questo.sito, cercavo un posto dove potermi sfogare con qualcuno e cercare un aiuto.
La mia vita è stata sempre un po disordinata.: convivo con la depressione da quando ero piccolo. In passato riuscivo a conviverci, oggi invece, a 35 anni, è diventato impossibile. Mi sono creato dei muri, sono rimasto da solo, mi sento molto solo. Non riesco più ad avere relazioni con nessuno, è come se sentissi un gran disagio ogni volta che provo a parlare con qualcuno. I miei familiari hanno percepito la mia tristezza e io, cerco sempre di far finta di star bene anche se dentro di me ho l`inferno. Lo faccio perché ci sono problemi in casa e non voglio assolutamente essere quel "problema" in più. Scusate per lo sfogo. Sono stanco. Mi piace pensare che un domani le Cose cambieranno. Io sono.Una persona che sa reagire. Magari è solo un momentaccio. Un abbraccio a tutti voi. :) ;)
Dom
02
Dic
2018
lo gnocco francese
Allora, sono in Erasmus e venerdì sono uscita con questi altri tizi stranieri. Dopo molta birra, un paio di ragazzi hanno iniziato a provarci con me. Uno di loro era francese, carino e muscoloso (di solito a me non piacciono troppi muscoli ma a lui stavano bene), quindi ho deciso di dargli corda. Ha iniziato a dirmi eh ma perchè sei così timida (me lo chiedono tutti, ma non è che ho scelto io di esserlo xD), poi (ubriaco) inizia a dirmi "il tuo ragazzo deve essere molto geloso", io gli ho risposto che non ho un ragazzo, poi mi ha chiesto il mio numero e mi fa "però poi rispondi eh!" e ha continuato ad insistere che dovevo rispondere, io gli ho detto ma sì perchè non dovrei e lui non lo so, magari non mi rispondi ecc
poi inizia a dire: eh a me servirebbero lezioni di italiano, sì cerco proprio qualcuno che mi insegni l'italiano, io: sì va bene, se mi paghi xD
poi eravamo in un bar e ci siamo seduti al tavolo e ha appoggiato la testa sul mio braccio e inizia a fare altri discorsi tipo eh le ragazze timide sono oneste e altri deliri alcolici. erano ormai le 4 e io mi stavo rompendo le palle, quindi volevo tornare a casa, però avrei dovuto aspettare un ora e mezza la metro. Allora lui carinissimo mi fa: no ora ti chiamo un taxi e andiamo a casa insieme <3 poi sul taxi continuava a dirmi cose dolci, tipo il suo soprannome era Coco e io gli ho detto: come il film Disney! Quindi devi essere un principe... e lui mi ha risposto allora avrei dovuto portarti a casa a cavallo... ruberò un cavallo per te... così riuscirò a conquistarti xD :3 poi arrivati a casa io volevo lasciargli i soldi per il taxi ma ha voluto pagare lui. poi mi ha scritto se ero arrivata, io gli ho risposto.
lui mi piaceva, però il giorno dopo non sapevo se scrivergli o no perchè avevo paura che magari lui avesse cambiato idea, perchè magari ci aveva provato solo perchè era ubriaco, comunque alla fine gli ho scritto e abbiamo messaggiato un po' e lui mi ha chiesto se avevo programmi per il weekend e io gli ho detto no, e tu? e lui ha risposto sto a casa a guardare netflix allora io spudoratamente gli ho detto beh se vuoi ti posso fare compagnia e vabbè insomma sono andata a casa sua a "guardare netflix" e ho scoperto che è pure ricco e vive in una casa bellissima, mentre io sono povera come la merda e vivo in una topaia xD fra l'altro SI LAVA addirittura, sa cucinare, ed è stato in Canada e in Svezia, poi è simpatico e sicuro di sè, e io ero lì tipo che culo aver trovato uno così, proprio io che sono povera e l'unico posto dove sono andata è la piscina vicino a casa mia, e ho l'autostima di un ornitorinco xD comunque ci siamo messi a guardare film sulla sua tv gigante e all'inizio non sapevo se magari non voleva provarci , aveva cambiato idea ecc, poi però verso la fine del secondo film mi ha baciata e insomma abbiamo iniziato subito a limonare di brutto, poi vabbè siamo andati in camera sua e sono successe cose... *censura* xD comunque è stato bello perchè lui era liscio e forte e muscoloso, però così dolce e gentile, poi continuava a baciarmi, super romantico <3 e insomma non la finivamo più, poi però dopo che lo avevamo fatto pensavo di dovermene andare a casa, ma lui mi fa: puoi restare a dormire se vuoi, è tardi e fuori piove e non ti posso lasciar tornare a casa da sola con questo tempo; io gli ho chiesto se fosse proprio sicuro, perchè di solito i tizi con cui vado a letto non vogliono che io rimanga a dormire perchè per loro è come essere coinvolti emotivamente. lui ha insistito - che sorpresa, non pensavo di trovare un ragazzo dolce, carino, simpatico, che si lava e che mi chiede di dormire con lui! e dormire insieme è una delle mie cose preferite <<3 quindi sono stata contentissima. poi con lui è stato proprio top perchè continuava a stringermi e accarezzarmi, mi ha fatto dormire sul suo petto, e io adoro tantissimo questo genere di cose, e insomma è stato proprio bello, abbiamo davvero dormito appiccicati e questa cosa mi dà super soddisfazione xD poi al risveglio abbiamo continuato a coccolarci e insomma siamo stati lì fino all'una di pomeriggio xD poi gli piaceva baciarmi e mi baciava ogni 2 secondi, ci saremo dati circa un miliardo di bacetti, che cosa dolce <3 e insomma boh sono stata così fortunata :)
secondo me sono i francesi che sono migliori dei soliti tamarri italiani senza sentimenti ahahha
Dom
02
Dic
2018
Non mi piace vivere qui..
Sono 7 anni che Vivo in questa città, ci sono venuto io di mia spontanea volontà ma non mi piace più stare qui.. non ho messo radici e non mi sono ambientato, quando non lavoro nei fine settimana o nei giorni di ferie non so mai cosa fare, sono sempre stato sfortunato in ambito sociale, purtroppo nonostante sia anche un ragazzo abbastanza carino il mio carattere cupo e introverso fa da schermo a eventuali amicizie e amori.. è sempre stato così ho avuto sempre pochissimi amici, sempre iper selezionati e nonostante tutto comunque ho avuto le mie belle fregature.. oggi giornata di pulizie, ordine in casa, tv, fa molto freddo fuori e non ho voglia di uscire.. e poi con chi? Non capisco perché da anni mi sento così spento, così malinconico, abbattuto.. non riesco più a vedere la vita con occhiali colorati, per me ora mai è tutto grigio.. cerco di guardarmi intorno, ma non c è mai nessuno che colpisca la mia attenzione e se c è questa persona non corrisponde mai, quelle rare volte in cui mi innamoro.. spesso mi consolo con acquisti pazzi, abiti costosi firmati, domani mi arriva il nuovo iPhone xs da amazon pagato 1000 e passa euro.. mi tolgo questi piccoli sfizi perché posso permettermelo ho molti risparmi da parte.. ma non mi sento appagato, felice, mi ingabbiato, insabbiato in questa routine dalla quale non riesco ad uscire.. ho tutto ma mi manca da sempre la cosa che ho più desiderato e non è mai arrivata..
Dom
02
Dic
2018
Gli piaccio oppure no? Aiutatemi a capire.
Sono fidanzata e anche se il rappprto con il mio ragazzo a livello fisico non e’ mai stato buono” vantiamo una media di una volta al mese dove io vengo respinta di continuo durante questi 9 anni, non lo tradirei mai.
Ma sono curiosa di capire il comportamento di un ragazzo, che conobbi anni fa, lui era sembrava senza alcun dubbio interessato, rimase visibilmente sconvolto quando gli feci capire che sono fidanzata. Si allontano’ e ci salutavamo semplicemente con un ciao ma dentro di me sentivo una strana sensazione, forse il fatto di non essere desiderata dal mio ragazzo mi faceva sentire strana quando vedevo questo ragazzo. Una sua amica mi disse non farci caso se ti riempre di domande fa così con tutti è uno curioso. (Quindi magari fa il farfallone con tutte, o è solo un impiccione)
Parlai con il mio ragazzo e forse per paura comincio’ a darmi piu’ attenzioni a respingermi sempre meno, quando lo vedeva si ingelosiva molto.
Mentre quel ragazzo quando mi vedeva abbassava lo sguardo (non so perche’) quando ero con il mio ragazzo e io facevo lo stesso ma non volutamente mi sentivo in imbarazzo.Pensavo fosse timido e lasciavo perdere.
Poi prendo coraggio e inizio a salutarlo dopo varie incomprensioni, dove lui mi evita, mi passa accanto senza salutarmi ma fissandomi dritto negli occhi, cambia luoghi( magari memmeno per me), io faccio lo stesso, ero stanca di di questa situazione, lui mi prende da parte e chiariamo.
ridiamo e scherziamo, era una persona come le altre mentre parlavo però dopo anche se scacciavo via il suo pensiero mi tornava in mente.
racconto tutto al mio ragazzo che fino al momento prima , non mi aveva calcolata poi fa il geloso e mi riempie di attenzioni.
Mentre questo Ragazzo sapeva di potermi vedere solo quel giorno ma la settimana dopo non si fece vedere. (Se vi piace una ragazza e sapete di poterla vedere solo quel giorno e non avevi un cavolo da fare, non sareste andati?)
quando lo incontro mi guarda abbassa lo sguardo” perche cavolo lo fa?) vede che lo sto guardando e mi saluta. Sembra felice anche se trattenuto.
Lo fa per imbarazzo oppure perché spera che anche se gli passo vicino non lo vedo e quindi non lo saluto nonostante tutto quel casino oppure non gli frega nulla?
Sab
01
Dic
2018
EHHH È COSÌ...
Un'entità superiore mi ha Donato la possibilità, qualche settimana fa, di scambiare due parole con te. Uno dei momenti più belli della mia vita. Ma cosa succede poi? Tu non ci sei più. Come osi. Anzi, come osa, il fato, farmi ciò. Perché proprio te, con tutti i ragazzi fancazzisti che ci sono. Dimmi perché. Io vorrei conoscerti, ma non posso. L'etere ci divide. Tu forse neanche sai chi sono, mi avrai già dimenticato. Forse non immagini neanche che una ragazza possa pensarti, abituato come sei a ragazze maligne che null'altro fanno fuorché irriderti per presunti difetti che dovrebbero con tutta probabilità ricercare in loro stesse. Te non immagini tutto ciò, te non lo puoi neanche materializzare nei sogni, o negli incubi. Eppure è così. Ma te non ci sei. C'eri sempre, ora mai. Niente... Spero che tu ritorni. Dammi una possibilità, dattela anche te. Chi lo sa. Però, sii almeno presente, non sfuggire... O evita di mancare.
Sab
01
Dic
2018
Non ti ho ancora incontrata (Valigie - terza serie)
Landing
Ci stiamo preparando alla discesa. La voce dell'hostess, piuttosto flebile e leggermente distorta, giunge dall'altoparlante. A percepirlo solo noi, sparuto gruppo di viaggiatori di un venerdì di fine novembre. Ieri ultimo giorno di lavoro celebrato con un aperitivo a fine giornata in uno dei bar vicino l'ufficio. Poi il mio collega srilankese, che si è comportato da fratello, mi ha accompagnato all'albergo vicino all'aeroporto dove ho passato la notte. Poi questa mattina, all'alba, il check-in. E adesso eccola lì la città che mi ospiterà per diversi mesi. Fa capolino tra le nuvole di una giornata che si preannuncia uggiosa, con i suoi grattacieli e il fiume che l'attraversa: è buffo ma è come se una piccolissima parte di me tornasse a casa. E così, dopo tre settimane, la decisione è operativa: abbandono il lavoro, la famiglia e la patria. Preavviso risicatissimo ma a norma di contratto. E' il lato positivo dell'essere freelance. Del resto avevo avvertito l'azienda che un termine di 15 giorni lavorativi era troppo breve tanto per me quanto per loro. Ho cercato di dar loro un preavviso più ampio, ma il nuovo cliente l'ha tirata per le lunghe con la firma del nuovo contratto e alla fine ci sono rientrato a pelo. Li ho messi un po' nelle pesti, mi spiace: del resto sono passati quattro anni, un record per me.
Ok adesso però cerchiamo di non perderci niente. In questo preciso istante il mio portafoglio e il mio cellulare sono le uniche cose a cui sono agganciato: le chiavi e le tessere che ho in tasca non mi servono più a niente qui. E finalmente arriva il mio valigione, l'unico bagaglio sul nastro trasportatore. E' quello del set che avevo comprato l'anno scorso per andare a Bari, subito dopo la lettera dell'avvocato che ha innescato quella catena di eventi di cui questo non è che l'ultimo anello.
Deja vu
L'aeroporto non dista troppo dal centro città, ma c'è il traffico dell'ora di punta. Il tassista, sulla sessantina e oltre, è certamente del posto. Sfreccia bello agile sulle corsie della tangenziale, non disdegna il sorpasso a destra, considera i limiti alla stregua di amichevoli consigli, guida senza cintura, accetta solo pagamenti cash e non rilascia ricevuta. Meno male che ho fatto bancomat prima di partire, s'è fumato due biglietti da venti così (ma i tedeschi non erano ligi alle regole?).
Il viaggio fino in centro è stato piacevole però. I cartelli dell'autostrada ed il paesaggio invernale mi hanno procurato un tuffo nel passato remoto della mia primissima infanzia, quando quei due pazzi dei miei genitori si facevano la strada in macchina portandosi due bimbi piccolissimi, prima con una volkswagen maggiolino e poi con una Ford Taunus da Berlino fino alla Sicilia, in un periodo in cui l'Autostrada del Sole era percorribile solo per tratti e il passaggio della dogana con la Germania est comportava attese di ore. Quando sono nato io, in quella città, mia mamma aveva da poco compiuto 22 anni e mio padre 26. Lei era arrivata solo l'estate prima, senza conoscere una parola di tedesco e stava tutto il tempo da sola a casa perché spesso mio padre doveva fare anche le notti in ospedale. Ogni tanto racconta che, durante quell'estate in cui era incinta di me, alla radio percepiva, senza capire, che qualcosa di grave stava avvenendo in città. Stavano semplicemente costruendo un muro che avrebbe cambiato il corso della storia.
Nonostante potessi avere due, massimo tre anni, i viaggi li ricordo bene, forse per la fatica ed anche la tensione che evidentemente avvertivo in alcuni frangenti. Mi ricordo in particolare di una notte alla disperata ricerca di un motel dove alla fine siamo riusciti a riposarci. Eppure quelle sensazioni così forti e così ancestrali sono rimaste indelebili dentro di me, ma sono tutte positive. Ed è probabilmente per questo che i viaggi in auto di notte mi piacciono ancora tanto e mi procurano sensazioni così intense.
Fumo e bancarelle
Il residence è in pieno centro, a ridosso della zona pedonale è a due passi dalla mia nuova sede di lavoro. Il tassista non ha beccato il senso unico giusto quindi mi lascia a una ventina di metri dall'ingresso. Non fa niente gli dico, peccato che la numerazione sia di interpretazione abbastanza 'controversa', e le insegne della struttura sono tutt'altro che sbandierate. Quindi buco l'ingresso e vado oltre, giusto per accorgermi di una discreta concentrazione di locali a luci rosse oltre che di un anomalo assembramento di figuri di etnie varie (anche italiani) che bivaccano sui marciapiedi e dall'aspetto abbastanza inquietante. Non me ne curo e finalmente becco l'ingresso giusto. Mentre sbrighiamo le formalità di rito con il tipo della reception, la butto lì chiedendo rassicurazioni sul fatto che la zona sia sicura. Lui capisce l'antifona e mi dice che se non do fastidio, nessuno mi darà fastidio e in ogni caso c'è la security la sera. Ma quindi rientrando tardi possono esserci problemi? "Per il sì e per il no watch your steps" mi risponde. E comunque c'è la security. Annamo bene! La mia stanza al primo piano si trova esattamente sulla strada vista alberghetto equivoco, dal lato opposto, intorno a cui gravita questa umanità un po', come dire, border. Sistemo le mie cose e mi do da fare con Google maps per trovare un po' di destinazioni. Passo al calcolo delle distanze dalla mia posizione solo che non riesco a trovarla. StreetView mi visualizza un mega locale a luci rosse con insegne fatte pure male, quindi di bassissima lega. Solo che non lo vedo, dev'essersi sbagliato. Porca troia, vuoi vedere che è qua sotto. Mi accorgo che la dotazione dell'albergo include anche dei tappi per le orecchie. Cioè fatemi capire, io il sabato sera mi troverò gli ubriaconi infoiati tedeschi che fanno a botte con gli scoppiati? Azz pensavo di essere in Germania e mi ritrovo a Saigon? La realtà per fortuna non è così drammatica. La foto di Streetview è vecchia, il locale non esiste più e questo residence ha tutta l'aria di essere parte di un'operazione di 'bonifica' più generale. Girando poi per la città avrò conferma che si tratta veramente di un'eccezione (un'eccezione sotto il mio balcone, wow). Tra l'altro non ho mica capito che tipologia di drogati siano, sembrano degli eroinomani fuori tempo. Comunque gironzolo per la città. Il centro è magnificamente vivo e pieno di bancarelle. Wurstel come se piovesse, ma anche zuppe da mangiare in piedi. Street food di qualità ed una piacevole sensazione di vitalità. Va per la maggiore una specie di vin brulé fatto col sidro. Ne assaggio una versione con Calvados. Squisita e beverina , me la faccio fuori a stomaco semivuoto. Dopo mezzora di passeggiata vedo i dinosauri (gli stessi di quella mamma che ha fumato erba dello sfogo di qualche settimana fa). Vorrei poter fumare una pipa da qualche parte in pace, visto che a casa non posso. Faccio una ricerca su google per trovare qualche cigar/pipe lounge. Mi imbatto in un articolo che parla diffusamente di altro tipo di pipa che da queste parti viene fumato, indovinate un po' da chi? proprio da quell'umanità che bivacca sotto casa di cui si parla in dettaglio come di un problema della città. Sono fumatori/spacciatori di crack e stanno messi veramente male. Loro. Io invece vorrei non demoralizzarmi. La notte per fortuna si svolge tranquilla e silenziosa. Il giorno successivo, oggi per voi che leggete, faccio qualcosa che scaccia i cattivi pensieri. Cerco subito la palestra. Ne visito una spettacolare nello splendido centro commerciale in pieno centro città. La piscina e la sauna dominano i tetti della città vecchia con vista panoramica sui grattacieli. Prezzi non esorbitanti, anche meno di quello che pagavo in Italia. Cominciamo a ragionare.
Non ti ho ancora incontrata
E così mi trovo per un attimo ad immaginarmi davvero una vita da solo, in un paese diverso dall'Italia, con persone nuove, mai conosciute prima nella mia vita. Per certi versi trovo la cosa stimolante. Ma non era questo che ho ricercato in tutti questi anni in cui pure non ho vissuto in modo esaltante. Un disagio che, guardandomi all'indietro, per me appare ancora più evidente. Anni a combattere con la precarietà innescata dall'insoddisfazione di una persona che non si sente mai veramente amata, mai completamente e davvero voluta, sempre come se fosse messa in discussione. Eppure ho sempre fatto affidamento sul fatto che l'amore avrebbe trionfato o, quanto meno, non avrebbe permesso che ci allontanassimo davvero. Perché nei momenti in cui la paura cedeva il passo alla fiducia reciproca tutto filava liscio e perfetto. E ci si ritrovava uniti in un'intensità mai sperimentata prima nella mia ormai non breve vita e non priva di grandi amori vissuti. Per non dire della sua. Ma non è stato sufficiente.
La mattina del giorno in cui ho firmato il contratto che mi sta rivoluzionando la vita, di fronte al giudice, ho sottoscritto la mia separazione. Che combinazione curiosa. Qualcuno dei miei amici ci ha rintracciato una sorta di disegno divino. Io non l'ho mai sentita così. Ricordo perfettamente come in quella mattina facessi un parallelo con il giorno in cui mi sono svegliato nel mio appartamento da single per andare a sposarmi in Comune. Una follia la cui fine immediata era quotata dai bookmaker con percentuali ridicole. Fidanzati da meno di sei mesi, differenza di età, nessuno dei due con un lavoro remunerato in modo continuativo. Per usare un eufemismo. Io ormai più che trentenne e senza alcuna prospettiva di carriera. Eppure ne siamo usciti, è arrivato il figlio, abbiamo fatto salti mortali assurdi, pagando baby sitter che ci costavano un occhio della testa senza che i genitori lontani potessero darci una mano, indebitandoci con loro e le banche. Tutto questo lo abbiamo affrontato e risolto stando uniti in tutti questi anni. La giudice sembrava avvertire questa intensità e ci ha chiesto più di un volta se eravamo certi. Sembrava qualcosa di più di una prassi rituale. Ho percepito con chiarezza il suo rammarico per un vissuto la cui intensità è impossibile da non percepire anche nel desiderio di voler chiudere tutto senza ripensamenti. Che è quello che in definitiva ha detto Laura, mentre io ho dovuto ricacciare in gola un attimo di commozione quando venivano snocciolati i dati anagrafici con la data di matrimonio ed il luogo. Lei non lo so. Non mi sono girato mai verso di lei se non dopo una fugace occhiata in cui ho scorto i lineamenti tesi come corde di violino. Tornando dal tribunale del capoluogo verso casa, percorrendo con calma la statale avevo messo su la mia solita compilation. Ultimamente ero entrato in fissa con una vecchi canzone di Michael Bublé I haven't met you yet. Mi era piaciuto il video sul tubo. Semplicissimo, banale. Girato in un supermercato in cui lui immagina di incontrare la donna dei suoi sogni e l'evento viene festeggiato dal macellaio, gli inservienti, la cassiera e tutti i clienti che piano piano si mettono a ballare. Una roba che più natalizia non si può. Come natalizio è il piccolo moto di nostalgia quando vedo le coppie che impazziscono a gestire il bimbo in carrozzina al bar o per strada. O addirittura all'Ikea, quel moto di tenerezza verso le coppie in procinto di sposarsi che litigano per le dimensioni della scarpiera, o del mobile tv da mettere in sala, mentre io scelgo i miei suppellettili per la mia casa da separato che adesso ho dovuto pure abbandonare e mi manca un po' anche quella. Il rammarico perché un'occasione come quella che mi è capitata avrei solo voluto condividerla e farla diventare un'opportunità di crescita per entrambi. Con la prospettiva di una vita più serena e, magari, più appagante, a patto di imparare la difficile arte di godersi la vita. Perché la felicità, in verità, non è un obiettivo da raggiungere. La felicità si vive giorno per giorno e il vero segreto è accorgersi di essere felici in quel momento e non solo dopo, tornando indietro con la mente e rivisitando con occhio benevolo situazioni che non si reputava così importanti, appaganti, belle. E tutto questo va bene se ne fai tesoro per una nuova occasione. Ma devi soffrire per capirlo. E quanto devi soffrire Laura. E poi sarà così davvero? Sarà così per te? Sarà cosi per me? Non mi resta che cantare a squarciagola con il buon Michael, nel viaggio di ritorno dal tribunale (lasciandomi andare per l'unica volta a un pianto con un accenno di singhiozzo) I haven't met you yet, Non ti ho ancora incontrata, e pensare per quell'attimo di illusione, che possa parlare di te.
Sab
01
Dic
2018
Senza Titolo
Volevo solo dire al mondo che sono un’inguaribile testa di cazzo.
Tra una settimana parte, ma come mi viene in mente di fargli una t-shirt personalizzata e spedirgliela direttamente a casa? Perché sono demente? Oh yeah my friends, let’s say that out loud!🤦🏻♀️
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