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Ven
24
Lug
2015
NO.
Ero in Slovenia e avevo appena cominciato a lavorare in un ristorante che a prima vista mi sembrò di qualità, ma una volta passati i primi giorni, realizzai che era davvero pessimo.
Il resto dello staff aveva la personalità e l'entusiasmo di una tomba, i clienti non erano molti, e la cucina era talmente messa male che nemmeno i programmi televisivi di restauro delle case potevano rimetterla in sesto (o farla sembrare decente). Accettai comunque l'incarico. Dopo circa due settimane, iniziarono numerose chiamate al telefono principale del ristorante, le quali erano costituite da insulti e cretinate varie.Pensai "qualche bambino cretino che ha visto il numero su internet", ma dopo aver sentito personalmente la voce al telefono, cambiai idea. La voce non era di un bambino, sembrava una persona adulta. Mi colpì molto il fatto che le chiamate (10 in una giornata) iniziavano tutte con un tono infantile, tipo scherzo, ma pian piano andavano sempre di più a scendere nell'odio,aumentando anche di volgarità. Si arrivava a certi punti in cui lo si sentiva quasi ansimare e tremare di rabbia durante la chiamata.Nonostante questo continuo fastidio telefonico, non potevamo cambiare numero del telefono e non potevamo nemmeno non rispondere poiché potevano essere dei clienti. All'inizio ci scherzavamo sopra, ma la cosa divenne seria quando trovammo gli stessi insulti scritti praticamente ovunque: davanti il ristorante, nei bagni, sui tavoli. Rinunciai e non misi più piede lì dentro.
Ven
24
Lug
2015
senza una meta
ho paura ragazzi del futuro,del mondo in cui viviamo dove vive solo invidia e cattiveria e dove c'è povertà in ogni angolo in cui ti fermi. sono una ragazza adolescente e sinceramente appena finita la scuola non so che fare..non c'è lavoro in nessuna parte del mondo vorrei tanto essere nata 30 anni fà!
Ven
24
Lug
2015
Eravamo ricchissimi
Eravamo ricchissimi.
Ricchi da far schifo.
Poi mio padre 5-6 anni fa ha completamente perso la testa.
Lui non ha mai condiviso nulla con la famiglia circa soldi, lavoro, ecc...in quel periodo è intervenuto un incidente professionale che lo ha fatto temporaneamente impazzire. Intendiamoci: da quell'incidente mio padre era uscito ancora molto ricco. Si parla di decine di milioni di euro. Diciamo che è stata la causa dell'impoverimento, ma non la causa immediata.
Già, perché da allora ha cominciato a fare castelli di debiti. Debiti per MILIONI di euro. Senza dire niente a nessuno.
Adesso non sappiamo quando le banche verranno a prenderci tutto.
La nostra unica speranza è di vendere alcune ns proprietà, tra cui la casa in cui viviamo, ma il mercato è fermo e nessuno si fa vivo.
Che casino...
Gio
23
Lug
2015
Non so come uscirne...
L'anno scorso io e la sorella del mio migliore amico ci siamo messi insieme, e siceramente parlando, sono stati i 3 mesi più belli di tutta la mia vita, e nonostante tutti i problemi in famiglia che avevo, riuscivo a dire di stare bene senza mentire. Nessuno sapeva di noi e questo è andato bene fino al quarto mese. Poco dopo il nostro mesiversario mi disse che non ce la faceva più a tenere tutto segreto ma non se la sentiva di uscire allo scoperto. Così ci lasciammo e per i 9 mesi successivi finsi di stare comunque bene e di stare andando avanti con la mia vita restando suo amico; 2 settimane fa non ce l'ho fatta a fingere ancora e le dissi che non era vero che che l'avevo dimenticata ma lei ormai non provava più quei sentimenti per me.
Come detto prima, è la sorella del mio migliore amico, e sabato scorso, neanche a farlo apposta, è venuta col fratello non avendo nient'altro da fare. Ridere e scherzare con lei fingendo di non provare determinate emozioni è stato uno strazio e a fine serata, quando tornai a casa, sentivo di aver perso una parte di me. Non so se qualcuno ha provato quello che ho provato io, ma per una settimana non ho avuto voglia di parlare con nessuno, mi ero isolato e allontanavo chiunque cercasse di parlare con me.
Bene, l'ho vista sabato scorso, solo 5 giorni fa, non capiterà così presto di vederla no? SBAGLIATO. Ho saputo oggi che il mio amico (della mia comitiva come anche il mio migliore amico) che si era trasferito al nord per lavoro, domani tornerà qua per le ferie ed essendo lui il migliore amico di lei, la vedrò ogni singola volta che usciremo con la mia comitiva, da questo sabato che viene, fino alla fine di agosto.
Non posso non uscire perchè il mioa mico si offenderebbe a morte però se ci vado c'è lei, e anche se so che farà male, una piccola parte di me desidera vederla ancora.
Gio
23
Lug
2015
L'Uomo Senza Nome
Stava sorgendo l’alba su El Chaltén.
Un fascio di raggi di sole baciava timidamente il brullo panorama intorno all’altopiano di Sandér, appassionato ed insicuro come un giovane amante alla scoperta dei suoi primi baci. Era uno spettacolo meraviglioso, e l’Uomo Senza Nome si domandò per quante volte ancora avrebbe potuto assistervi.
“Probabilmente troppe”, sussurrò tra sé. La Volpe, evidentemente, gli aveva lasciato in dono una sorprendente longevità.
Già, la Volpe.
Quanti lustri erano trascorsi da quando le loro strade si erano separate? Almeno cinque, avrebbe giurato, ma faticava a ricordarlo con esattezza. Si chiese dove fosse e quasi si spinse a domandarsi se stesse bene: in fondo, era stata il suo unico affetto per un pugno di gloriose decadi.
Il sole aveva ormai preso coraggio e troneggiava imperioso sopra l’intera Regione di Santa Cruz, affrescandola di luce.
L’USN abbassò lo sguardo: anche la città si stava svegliando. Cominciò a percepire nitidamente il frenetico brulicare di vite sotto di lui, assaporandone l’emozione. L’aria profumava di speranza.
Estrasse un sigaro dalla tasca del suo bianco pastrano, che ondeggiava sotto i colpi leggeri della brezza mattutina, e lo accese con muto compiacimento. “La colazione è servita”, pensò divertito dopo aver tirato la prima boccata.
Fumare lo aiutava a riflettere; riflettere lo spingeva a ricordare. In un baleno, il pensiero volò alla sua giovinezza, distante nel tempo ma vivida nella memoria. Com’era stato arido, in gioventù! Rinchiuso nel suo gretto egoismo, aveva dato troppo a chi nulla meritava e niente a chi, invece, avrebbe potuto pretendere tutto.
Lasciò che i rimpianti lo cullassero, rassicurandolo come il caldo abbraccio di una mamma ad un bambino tormentato dagli incubi. Provava un sadico piacere a nutrire i propri rimorsi; mantenere in vita il dolore era la penitenza che si era scelto, il suo personalissimo sentiero verso l’espiazione.
Aveva commesso molti errori, da giovane, perdonandosene la gran parte; eppure c’era una ferita che nemmeno gli anni avevano lenito, un macigno di cui non riusciva a liberarsi: la consapevolezza che il passato non si ripete.
In giovinezza si tende a schivare pigramente la vita, persuadendosi che, tanto, all’oggi seguirà comunque il domani. Abbagliati dalla sua potenza dirompente, ci illudiamo di avere il controllo sull’eternità e di poterne cristallizzare i momenti a nostro piacimento, preservandoli per sempre intatti ed intangibili. Così, in sella a tale folle delirio di onnipotenza, cavalchiamo spediti ed inconsapevoli verso la vecchiaia, sobillati dalla fretta degli stolti e trainati dall’inerzia degli indolenti.
L’USN sospirò.
La mattina aveva tinto il mondo di ocra. Ribelli insenature di verde impreziosivano il paesaggio, fotografando l'inarrestabile incedere di una vegetazione indomita e selvaggia. Il cielo, scrollatosi di dosso le scorie dell’imbrunire, sfoggiava orgoglioso il suo azzurro migliore, incurante dello scarno gregge di nuvole che lo pascolava svogliato.
“Non c’è artista che possa reggere il confronto con la Natura”, pensò. Eccolo, il grande rimpianto: aver compreso troppo tardi che la vita era colore.
D’un tratto, il profumo di speranza avvertito pochi istanti prima si fece acre e pungente. Starnutì, quasi a voler somatizzare il moto di malinconia che lo stava assalendo. Tirò un’ultima boccata di sigaro - ormai ridotto ad un mozzicone - lo spense e si incamminò lentamente verso la valle: aveva riflettuto a sufficienza, per oggi.
Volente o nolente, era iniziata un’altra giornata.
Volente o nolente, era iniziata anche per lui.
Gio
23
Lug
2015
mi fai un favore? ma anche no
conversazione telefonica
"ciao, sono pinca pallina. non so se ti ricordi di me, sono stata nel tuo negozio in primavera. Ho acquistato delle cose per mio figlio e ti ho detto che sarei tornata anche per me. Sono Maria, ricordi????"
io: " no mi spiace, ma dimmi pure"
Cliente: " so che ti ho detto che sarei tornata per me ma invece no e mi spiace. ma sai, non posso spendere soldi. va bhe dai, ma tornerò a settemnre"
Io: "non c'è mica problema, adesso ci osno i saldi e a settembre avrò altre promo. Ci mancherebbe. ma dimmi pure"
Cliente: " no niente sai, ho trovato un lavoretto in un call center e devo fissare appuntamento per il mio capo. MI serve un piacere: posso farlo venire da te???? solo 5 minuti e poi al massimo gli dici che ci devi pensare bene. Lavoro per la compagnia telefonica x".
Io: " guarda sono scappata lo scorso anno dalla compagnia telefonica x e non ci voglio tornare. adesso ho la y e mi trovo bene. scusa ma non mi sembra il caso di far venire questa eprsona per nulla. Perde tempo lui e io anche".
Cliente:" ah ma davvero non puoi accontentarmi? ma io sono una cliente".
io:" non è una questione di essere o no cliente, non sono interessata ai vostri piani tariffari".
Ma io dico... ma che faccia di culo hai? ma sapete che io non ho ancora realizzato chi caxx'è questa? mica vedo due clienti all'anno che ricordo nome e cognome!
Gio
23
Lug
2015
Alla mia Titolare
A te, che tratti tutti come dei cretini, che non manchi mai di ricordarci che ci fai solo un favore a farci lavorare per te, che anche se ho un master non valgo un cazzo perchè :"Guardi un po' io sono titolare di un azienda e ho la 3 media, lei ha studiato tanto per cosa";
A te che sei di CL e vai in chiesa tutte le domeniche, ti credi tanto cristiana e buona mentre invece sei razzista, omofoba e sottopaghi tutti i tuoi dipendenti passando il tempo a cercare modi per fregarci.
A te che hai cresciuto dei figli ancora più stronzi e incapaci di te, che ti trattano di merda. A te che non ti lavi ne le ascelle ne i denti; che con 40° fai lavorare la produzione senza sosta e senza aria condizionata o ventilatori e ti lamenti che in ufficio invece fa troppo freddo.
A te che rompi il cazzo che non fatturiamo, che siamo solo un costo, che nonostante i 100 km che faccio per venire a sopportare la tua puzza, non mi paghi trasferte, sgli traordinari o un merdosissimo ticket, ma che fai false fatture per comprare cazzate a figli e nipoti e spendi 3000 € al mese per i tuo pranzi...
A te che fai mobbing alle impiegate incinte e a chi si ammala.
A te che non vedi che i problemi della tua azienda derivano dal fatto che tu e i tuoi figli vi siete improvvisati imprenditori, che non arrivi a capire cose basilari e che non sei in grado di usare un computer e che devi solo ringraziare di aver sposato uno coi soldi che ti ha dato il capitale....dico:
Sarà pur vero che studiare non conta un cazzo, ma fidati che essere intelligenti fa tutta la differenza.
Tutto quello che fai agli altri ti tornerà indietro e se così non fosse... ci penserò io ad assicurarmi che sia così.
Noi tutti siamo qui perchè al momento non abbiamo alternative e, nonostante te, continuiamo a dare il nostro meglio.
Chiediti come mai quando usi parole tipo "terrone","negro", o fai discorsi omofobi e contro chi convive, ha figli fuori dal matrimonio etc etc. nessuno ride, si diverte o annuisce... ci fai schifo e sei gretta e ignorante.
Hai avuto la fortuna di impiegare persone semplici,con poche alternative a parte te che si sono sempre spaventate all'idea di replicare e ribellarsi.. ma sai a cosa mi servirà la mia laurea? A rovinarti.. a nome mio e di tutti gli altri.
Al contrario di te agirò sotto la luce del sole, nel pieno della legalità e con il nobile proposito di impedirti di far venire altri esaurimenti nervosi, aborti, paranoie; per impedirti di prendere fondi dalla regione e comprarci le tue cazzate, perchè ci sono aziende molto più meritevoli che sono nelle più alte e che avrebbero molto più diritto di te.
Perchè tutti sappiano che persona sei.
Ci fai schifo.
P.s. l'ho scritto talmente di getto che ci saranno errori grammaticali di tutti i tipi... ma la mia ira non mi ha permesso di meglio.
Gio
23
Lug
2015
niente di meglio di jeans troppo stretti per riflettere...
Perché i jeans mi sono stretti? Semplice, sono ingrassata. Tralasciando il fatto che i jeans che indosso ora mi erano stretti anche 10 kg fa. Fatti da cani, li tengo per quando ho tutto a lavare. La gamba mi va giusta, ma la vita stringe qualsiasi sia la mia taglia. Sembrano maledetti!
E come mai sono ingrassata? Semplicissimo, mangio un sacco. Troppo. Sembrava che sul fronte sovrappeso andasse meglio, e infatti da un lato è così. Faccio danza orientale, mi muovo spesso, quindi non ho dolori di sorta, come li avevo anni fa, quando sono ingrassata la prima volta. Oltretutto, pur essendo ancora sovrappeso, ho comunque perso tre kg. E sul più bello che mi sento più tranquilla, ecco che ricominciano gli attacchi di fame nervosa. Tra l'altro, molto più subdoli del solito, dato che finisco con strafogarmi a pranzo o a cena. Pur mantenendo una certa disciplina (colazione, eventuale merenda, pranzo, merenda, cena, bevendo litri d'acqua, nel frattempo), quindi non ci sarebbe neanche ragione di strafogarmi durante i pasti principali. Ma come mai mangio così tanto? Perché è ricominciata la fame nervosa?
Alla fine ho capito. Sono anni che, qualsiasi cosa faccio, mi ritrovo sempre qualcuno tra i piedi. Per lo più è il mio ragazzo. Sono rare le volte in cui ho fatto qualcosa solo con le mie amiche. Praticamente mai da sola. Sul serio, amo il mio ragazzo, ma a volte non ne posso davvero più, ormai ho una vita completamente inquadrata. Azienda, casa, casa del mio ragazzo. Quindi, famiglia, famiglia, il mio ragazzo. Magari anche amici, ma lui c'è quasi sempre. E il mio destino? Già tracciato. Convivenza. Quindi, lui. Considerando che voglio fare la guida turistica e lui comunque vuole mettersi in proprio, facendosi un ufficio a casa, mi sa tanto che ci saranno dei periodi in cui lo vedrò 24 ore al giorno. Mi sta venendo male al pensiero.
Ho fatto il corso di apprendistato, ed è stata una ventata di aria fresca, ho conosciuto gente nuova, e la voglia di stare sola per un po' si è rifatta sentire di prepotenza.
Ne ho parlato con lui, ma ho come il sospetto che non abbia capito. Gli ho comunicato la mia intenzione di fare un weekend completamente sola. Quindi, il 10 agosto ho prenotato una camera nel mio vecchio posto di lavoro, in modo da salutare un po' di gente che non vedo da parecchio tempo. Indovinate? Inizialmente si è offerto di venire con me! Ho dovuto fargli notare che non gli avevo chiesto di venire. Che volevo stare da sola. La sua candida risposta? "Beh, vengo su con te, mi lasci da qualche parte, fai le tue cose e ci rivediamo a sera!"
No, amore mio, non hai capito. Non ti basta che faremo dieci giorni di ferie insieme? Proprio non ti basta? Non ti basta che passiamo tutti i weekend insieme, di cui la maggior parte solo tu e io? Senza contare che soffri la macchina. Pensi sul serio che abbia voglia di sentirti lamentare della nausea e a vederti fare versi per tre ore? Anzi per sei, perché mettiamoci dentro anche il ritorno a questo viaggio? Perché lo sai che guiderei io. Peggio, nonostante il tuo mal d'auto, saresti tu a dirmi di guidare! Alla fine sono riuscita a farglielo capire. Quindi, il 10 agosto, torno in montagna per una notte. Da sola. Io e basta. Me and myself! Non vedo l'ora! Un ritorno a essere solo Criseide, come anni fa! Una vita fa...
Da un lato mi sento in colpa. Lui fa davvero di tutto, per me. Ci tengo a lui, non voglio assolutamente farlo soffrire. Ma se si tratta di lasciarmi un po' di spazio di manovra, cominciamo ad aver problemi e a soffrire sono io.
E poi, santo cielo, sono stanca di essere indicata come "la ragazza di...". Ormai è solo questo che vedo, quando mi guardo allo specchio! Non voglio lasciarlo, anche se a volte la tentazione ci sarebbe. Ma mi rendo conto che non è solo colpa sua. Quando lavoravo in campeggio, fuori dalla portata della mia famiglia, un lavoro che avevo trovato da sola, e che mi prendeva tanto tempo, quindi non avevo nessun problema a vederlo ogni volta che potevo. è proprio la situazione generale che mi sta facendo sentire in trappola. Quindi, prima di passare ai tagli netti, vedo di ritrovare un po' di autonomia personale. Mamma mi ha sempre detto che ho sempre avuto la tendenza a essere un po' vagabonda. Infatti, non ho mai avuto problemi a fare stagioni, magari senza sentire i miei e i miei amici per mesi. Devo ammettere che, se mi capitasse un'occasione di andarmene via di nuovo, la coglierei al volo senza troppi scrupoli. Magari facendomi sentire di più a casa. Ma mi manca la Criseide vagabonda.
Scusate la lunghezza dello sfogo, avevo bisogno di rimettere in ordine le idee.
Gio
23
Lug
2015
fottiti stronza
spero vivamente che la vita ti renda il trattamento che hai riservato a me. stesse condizioni, nessuno sconto.
Gio
23
Lug
2015
era tutta una presa in giro
Scrivo per sfogarmi di una situazione che mi ha abbattuto moralmente e a cui non riesco a trovare un sistema..un mese fa stavo con il mio ragazzo da un anno..lo lasciai per perché non stavo bene anzi ero distrutta..nel frattempo uscivo con un amico che mi stava aiutando a stare tranquilla e a superare la cosa perché dopo aver lasciato lui mi ero ritrovata da sola..io e questo mio amico però ci stavamo legando e andavo a casa sua ..successe che dopo che mi lasciai scattò qualcosa con questo mio amico, che nonostante tutto era incasinato con una ragazza che poi alla fine lasciò, finimmo per metterci assieme..all inizio era stupendo..lui sembrava molto preso da me..mi mise dentro la sua compagnia, mise su fb del nostro fidanzamento e dormivo sempre da lui.. Abun certo punto mi disse anche ti amo..eravamo inseparabile..poi però dopo un mese lo vedo distaccato e dice di volere una pausa per capire ciò che prova..non ci sentiamo per una settima e dopo una settimana decide e mi lascia..dicendo che stava bene per i cavoli suoi..io ci rimasi malissimo..mi ero affezionata più del dovuto ma lui realizzò che era una presa bene momentanea e che si sentiva oppresso forse perché abbiamo fatto tre settimane di convivenza..cerco di accettare la cosa e in un attimo mi scarica da tutto..mi toglie dal gruppo e toglie anche il fidanzamento su fb...ieri poi vengo a sapere dal mio ex una verità che mi ha allarmata..mi manda degli screen dove l ultimo ragazzo diceva che non ce la faceva più perché per starmi vicino stava soffocando i suoi spazi vitali..e che stava con me solo per dimenticare la ex..e che in realtà non provava niente ..ci sono rimasta malissimo..perché tra l altro tutti sapevano della cosa..e io sono stata illusa per bene..mi diceva che per me ci sarebbe stato e che con me era tutto diverso..il dolore di essere stata presa in giro è troppo forte..e mi pento di essermi lasciata andare più del dovuto con lui
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