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Sfoghi: (Pag. 642)
Dom
21
Mag
2017
Voi cosa ne pensate??
Premetto che son un po' gelosa, ma non credo a livelli esagerati perché comunque lascio sempre la libertà al mio ragazzo di far quello che preferisce. C'è una cosa che però non sopporto e so che si scatenerà una discussione sotto questo post: ebbene sì se cè una cosa che ho cercato di ignorare fino adesso sono i "mi piace" tattici e l'aggiubgere ragazze nuove sui social. Io son la tipa "vivi e lascia vivere" su questo argomento ma ultimamente ci son cose che proprio non sopporto. Lui per esempio si vede che aggiunge ragazze che non conosce a caso di tutta Italia su Instagram perché qualche volta mi è capitato di notare che si trattavano di ragazze anche piccole di altre città (perché??! A che cazzo ti serve??).. opp c'è una o due ragazze in particolare che frequentano la sua stessa università a chi mette spesso mi piace. Allora ci sta mettere qualche volta perché lo faccio anch'io ma metterlo a quasi tutte le loro foto mi sembra esagerato, no?!! Voi cosa dite devi dirgli qualcosa?? Opp consigliate di evitare? Io non sono LAN tipa "eliminati da Facebook perché mi sembra davvero una bambinata ma credo che come in ogni cosa ci voglia rispetto... io non metto mi piace a degli estranei per farlo ingelosire perché mi sembra una bambinata. Cosa ne pensate? Certe volte mi sembra che lo faccia apposta perché nonostante gli abbia detto che mi dia fastidio lui continua...
Sab
20
Mag
2017
Che vita di mmeeeeardaaa (come canta Levante)
Ok, questo più che uno sfogo è praticamente una richiesta di insulti che grazie all'ausilio dell'anonimato sono sicura che non tarderanno a mancare. Fra mezz'ora sarà mezzanotte e io mi sono scolata già metà bottiglia di vino rosso e mi sto rompendo il cazzo a mille. Ma diciamoci la verità, io mi rompo sempre il cazzo a mille. Perché sono pigra, motivo per cui ogni anno mi rimetto a scrivere il curriculum e ogni anno mi imbarazzo alla vista degli spazi bianchi che tali sono rimasti, anno, dopo anno, dopo anno. Perché ho 24 anni e ancora studio, che cazzo i miei genitori a 24 anni si erano già sposati! Non che io abbia minimamente intenzioni di farlo (anche perché visto come è finito il loro matrimonio forse è meglio se se ne stavano ognuno a casa propria), ma di sicuro avevano un lavoro a differenza mia, un lavoro che nemmeno provo più a cercare perché ho troppa paura di sentirmi sbattere la porta in faccia, e continuo a dirmi che una volta laureata le cose cambieranno, ma la verità è che dentro di me so che non cambierà mai niente. Perché se nell'ambiente lavorativo è un pezzo di carta che fa la differenza, nel mio intimo sono sicura che è il coraggio che ormai ho perso la causa di un cambiamento. Sono diventata una smidollata senza precedenti.
E soprattutto, mi rompo il cazzo, mi rompo tantissimo il cazzo, perché sulla faccia della terra io non amo nessuno. Nessuno. Si voglio bene alla mia famiglia (una parte), si nel corso degli anni mi sono piaciuti dei ragazzi, ma non ho mai amato nessuno. Tutti penseranno, "hai 24 anni, ancora sei giovane", giovane il cazzo, e questa è una consolazione che non vale niente. Senza amore non ti godi la vita, perlomeno io non riesco. Non mi accontento di un ragazzo qualsiasi, e non mi accontento di amicizie qualsiasi. Per me queste sono cose da o bianco o nero, o tutto e niente. E fin'ora, per quanto riguarda l'amore, è stato solo niente. Poi ho il grande limite che non socializzo facilmente. Non mi ritengo una persona particolatmente antipatica, solo molto, molto, molto introversa. Che palle.
Scusate lo sfogo, volevo solo scriverlo da qualche parte.
Sab
20
Mag
2017
Sabato
Nonostante il senso di colpa smisurato, continuo a comportarmi male. Le classiche lacrime di coccodrillo?
Questa mattina mi sono alzata presto, anche se non e' un'eccezione. Mi alzo sempre almeno mezz'ora, un'ora prima di mio marito. La mattina sembra essere l'unico momento che ho per me, per stare tranquilla in casa mia senza aver elui intorno. Ma oggi e' sabato. Io dovevo comunque andare a lavorare almeno un paio d'ore. Sono uscita anche mezz'ora prima del previsto, sono stata un po' su queste pagine a leggere e commentare. Ho fatto quello che dovevo fare a lavoro, e si sono fatte le 9.30. Fuori e' un splendida, meravigliosa giornata. Una person normale non vedrebbe l'ora di tornare a casa per svagarsi, organizzarsi la giornata, fare qualcosa di bello. Io continuo a restare seduta alla mia scrivania. Vorrei prendere la macchina e andare al parco. O a fare colazione fuori. O a camminare. Ecco si, una bella camminata sui colli. Purtroppo so che passare per casa demolira' ogni cosa. Mio marito stara' ancora mezzo dormendo, o come spesso accade sara' a letto con il cellulare a guardarsi le notizie sportive e i blog di calcio. Gli ci vorra' mezz'ora buona prima di alzarsi. un'altra mezz'ora per fare colazione, poi verra' fuori che deve farsi la doccia, ma deve decidere se farla prima o dopo che siamo usciti, a seconda di cosa vogliamo fare. Se andiamo a camminare la doccia si fa dopo. E solo per scegliere la soluzione a questo dilemma, un'altra mezz'ora. Poi si dovra' scegliere dove andare, dove parcheggiare, e altre cavolate del genere. E infine come vestirsi. Oltretutto, visto che domani siamo occupati tutto il giorno, oggi bisognerebbe fare le pulizie.
Ergo: se ora passo per casa, prima di 3-4 ore non potro' piu' uscire, saro' prigioniera in quella casa con lui, prigioniera del mio silenzio perche' ormai sono talmente rassegnata alla sua serie di cazzate (perche' tali le considero) da non commentare nemmeno piu'. E, manco a farlo apposta, devo tornare a lavoro a meta' pomeriggio.
Pero' a non tornare a casa e andare in giro da sola, pensando che magari lui e' li' a letto col suo telefono che sta solo aspettando che io rientri per darsi una mossa e decidere cosa fare assieme... senso di colpa. E quindi trovo un compromesso... resto qui un altro po', mi fermo seduta in macchina e mi prendo qualche minuto prima di scendere e di rientrare. E poi entro in casa e accetto il mio destino.
Mi deludo da sola. Mi sento egoista e al contempo senza palle.
Sab
20
Mag
2017
Senza Titolo
Ciao a tutti!Visito spesso questo sito ma solo ora ho preso la decisione di scrivere qualcosa anche io.Prima di tutto mi presento:sono una ragazza di diciotto anni,tra poco diciannove,abito in un piccolo paese vicino Roma e frequento l'ultimo anno di liceo (ebbene si ho gli esami).Ho un fratello piú piccolo e due genitori separati,mamma fa le pulizie e papà ha una pompa di benzina.Mi sento triste e insoddisfatta .Ho poche amiche,per la precisione tre,due sono compagne di classe e una é una mia compaesana.Non ho un fidanzato,non lo ho mai avuto,sono uscita una sola volta con un ragazzo che ho conosciuto ad una festa,da ubriaca.Tra di noi c'è stato solo un bacio che non ricordo nemmeno nei dettagli,poi non ci siamo piú risentiti.Mi sento stupida e inutile,la mia giornata tipo é:alzarsi,andare a scuola,tornare a casa,pranzare,dormire,studiare,cenare,guardare la tv e andare a dormire.Non so fare nulla,non so cantare,non so ballare,non so nuotare,non mi sono mai impegbata in niente.In tutta la mia vita ho fatto un anno di nuoto,uno di danza e un corso d'inglese a scuola.D'estate ho fatto l'animatrice all'oratorio e poi ho preso la patente,dopo essere stata bocciata una volta alla pratica.Sono timida,non riesco a fare niente senza agitarmi,anche parlare con un ragazzo mi fa sentire male,inizio a sudare e divento rossa.Non riesco mai ad esprimere le mie idee come vorrei perché mi faccio prendere dall'ansua.Non riesco nemmeno a salutare le persone perché ho l'ansia e oenso di fare una figuraccia.Ho sempre paura di sbagliare.Spesso quando parlo dico cose che non vorrei perché mi faccio prendere subito dal panico e non penso.Ho paura della vita,a volte penso che sarebbe molto piú facile lasciarsi morire,ma poi 0enso a tutte quelle persone che ogni giorno cercano di sopravvivere e mi sento ancora peggio.Non mi sento all'altezza del dono della vita,non lo merito.A 18 anni dovrei essere sempre felice,avere mille passioni,non stare mai con le mani in mano;io inveve sono tutto il contrario,passo le giornate chiusa in camera a dormire o a studiare.Vorrei cambiare,essere una persona migliore,ma non so da dove iniziare,mi manca il coraggio.L'anno prossimo dovrò andare all'università e dovró essere capace di gestirmi e iniziare a costruirmi una vita.Vorrei anche incontrare un ragazzo e condividere con lui la mia vita.Vorrei avere molti amici,essere simpatica o almeno non antipatica,vorrei avere carattere.Per ora mi sento una stupida merda incapace senza senso ma non so dove trovare la forza per cambiare.Sarei molto felice se qualcuno potesse rispondermi e darmi qualche consiglio.Grazie a chi lo fará❤
Sab
20
Mag
2017
L'amico del mio ragazzo
Ciao a tutti, so che è assurdo, mi trovo a scrivere qui su questo sito una cosa che mi accade da qualche tempo, e il fatto che io non abbia avuto nemmeno il coraggio di parlarne con le mie amiche la dice lunga...
Si tratta di un amico del mio ragazzo. Premettendo che sono 2 anni e un po' che sono fidanzata con il mio ragazzo, ultimamente mi ha portata nel suo gruppo di amici, ed essendo arrivata dopo, in un gruppo già formato si erano già formate amicizie, legami... insomma io ero nuova in questo contesto già formato e diciamo la verità... loro non sono stati il massimo dell'accoglienza per me... fatta eccezione per un ragazzo... single... che essendo un po' più aperto era molto espansivo.
quindi io mi ritrovavo con questi amici che mettevano un muro con me perchè molto chiusi, e lui quest'altro amico che invece era molto socievole.
la premessa serve a far capire che probabilmente è per questo... che ho cominciato a vederlo con occhi diversi.... e... non so che cos'è... un interesse... una simpatia... sentirmi lusingata..... non so cos'è e non so come capirlo... ma io ci penso a lui... certe volte e quando ci vediamo(in gruppo ovviamente) provo piacere nell'interagire con lui... ci prendiamo mentalmente insomma
detto questo, le emozioni che provo sono contrastanti... senso di colpa nei confronti del mio ragazzo... non è stata facile tra noi all'inizio... ho lottato per lui... per quello che abbiamo costruito insieme, l'ho voluto con tutta me stessa e a dire il vero è una storia a cui ho dato e do ogni giorno valore, quindi non farei mai nulla per farlo soffrire e non butterei tutto all'aria
ma questa cosa verso questa persona c'è... sento queste sensazioni dentro di me...
non ne ho parlato nemmeno con le mie amiche perchè ho paura di ammetterlo... e loro mi sono state tanto vicine quando le cose con il mio ragazzo non andavano bene prima che stessimo insieme e hanno visto la mia determinazione nel conquistarlo, ora mi sento stupida a dir loro di questo ragazzo e la situazione... glie l'ho accennato un po' ma non mi sento libera di parlargliene tranquillamente....
che ne pensate? help perchè sono un po' confusa
Sab
20
Mag
2017
disturbo evitante
A volte ho la sensazione di non piacere alle persone e preferisco farmi i fatti miei. Sento una specie di vuoto. A volte evito, evito con tutto me stesso, non ho paura, o meglio forse si perché non avrei questo comportamento, mi chiudo in me stesso dove sto in pace, senza urtare nessuno.
Sab
20
Mag
2017
Ah allora non sono solo un oggetto
A volte mi sento preso come un oggetto. Anzi sempre. Se non vogliamo esporci come soggetti, la vigliaccheria ci trasforma in oggetti, in c'ho che non siamo.
Se è questa la considerazione che una persona ha di me, mi scatta una molla in testa, che fa di tutto pur di tenersi orgogliosamente appesa e pronta al chi va la'. In poche parole, se cerchi di fottermi, magari ci riesci, ma la volta dopo verrai fottuto doppiamente, ti farò soffrire le pene dell'inferno. Se sei umile con me, io sono automaticamente umile.
Un mio amico mi usa per avere un favore a poco prezzo. Ok ma per tutta la sera sarà compito suo accertarsi che io torni a casa, benzina o meno, insomma uno scambio alla pari. Una ragazza che prima mi fa capire di essere interessata e poi mi fa penare perché se la passano in quindici e lei ci mette tutto il suo tempo a farsi gli stracazzi suoi perché è indecisa, se poi per caso sceglie me, la mando affanculo, io se per una persona esisto solo per essere usato o per sentire la loro finta presenza, alzo i tacchi. Mi hanno dato dello psicopatico per questo. Io non penso di esserlo, non sempre, ho un passato dove con la mia fiducia ci hanno fatto gli involtini primavera e se li sono sbafati..
Trust no one, non mi fido più di nessuno e per farlo ci impiego un enorme fatica. Ogni delusione è un suicidio per me, non sono forte come voi che vi "fate forza" e calpestate qualsiasi sentimento vi si presenti davanti. Le tipe se non hai prima i soldi non sono mai attratte da te, mi hanno definito poveraccio e tossico, poi quando ho iniziato ad avere soldi perché mi sono fatto un culo tanto, tornavano come le anatre a "sondare" la situazione in cerca di pesce fresco. A convenienza, sto mondo funziona solo così.
Sab
20
Mag
2017
Madre assillo
Buongiorno a tutti, sono una ragazza che vive con i genitori per via del lavoro poco redditizio e anche per una questione di rispetto nei confronti di mio padre che sta poco bene e ha bisogno di cure. Il mio sfogo parte dal fatto che molto spesso litigo con mia madre per questioni di poco valore e di fisse mentali. Oggi l'ultima... ribadisce spesso il fatto che io non ho amici... il che è vero in quanto non ho mai avuto a che fare con persone serie o che tenessero a me, ma non sono asociale, come pensa lei, sono timida e riservata ma se c'è da dialogare dialogo con chiunque se ho qualcosa da dire. Un'altra cosa che mi rimprovera é che se io faccio qualcosa per la famiglia lo faccio solo per inerzia, solo perché lo debba fare...o che non sono capace a trovarmi un lavoro come si deve. Sembra che gli faccia schifo! E ogni volta che lo fa mi fa sentire male come se sia un mostro... Non capisco cosa abbia mai fatto di male... forse sono troppo accondiscendente nei suoi confronti. Però tengo al suo giudizio non tanto a quello della gente ma al suo sì e mi fa sentire male anche se lei pensa che lo faccia per spronarmi.
Sab
20
Mag
2017
imbarazzo
Come ci si comporta in questi casi? Perchè io comincio a sentirmi stronza, e giuro che non lo vorrei. I fatti sono questi: Ho una carissima amica, che conosco dai tempi delle medie. Una ragazza di cuore e molto intelligente, con cui è bellissimo sia chiacchierare e ridere che parlare di cose serie. Ha degli atteggiamenti però che in pubblico risultano essere davvero imbarazzanti, e lei sembra la sola a non accorgersene. Preferisco sempre vederla in casa, ad esempio, perchè se usciamo anche solo a fare una passeggiata lei fa figuracce una dietro l'altra. Ha un tono di voce stridulo e non sa moderare il volume, insomma letteralmente urla, se parla di qualcosa quel qualcosa lo sente chiunque nel raggio di 20 metri. A Natale siamo andate in giro a comprare i regali assieme e lei quando vedeva qualcosa di carino urlava, sgambettava e saltellava per i negozi, disturbava i commessi con richieste davvero eccessive "Vorrei questo, ma ho notato che tutti hanno il cartellino leggermente spiegazzato o rovinato. Me ne trova uno col cartellino integro?" o mettendosi direttamente a chiacchierare passando da un argomento all'altro, come fossero amici e tirando fuori aneddoti assolutamente non richiesti partendo dall'articolo che vuole acquistare e passando per la sua intera biografia. Non riesco a capire il suo comportamento, mi lascia basita. E' una ragazza in gamba, si sta laureando, ha sempre letto moltissimo, ha una cultura invidiabile, è intelligente e piacevole ma è come se in pubblico non fosse in grado di "sapersi comportare", non ha filtri tra mente e parola o tra mente a atto pratico. Ho spesso pesato di parlargliene ma come si fa a dire una cosa del genere a qualcuno senza ferirlo o addirittura deluderlo come amico? Mi sento in colpa a pensare questo di lei, ma davvero è una cosa che salta all'occhio, per strada, nei bar, nei negozi tutti la guardano male per il tono di voce e risate, per come si comporta e per le richieste che fa. Io di mio sono una persona che cerca di passare inosservata, di comportarmi come una persona o una cliente traquilla, mi da fastidio l'idea di spiccare tra la folla per questo tipo di cose, per cui mi imbarazza quando lo fa una persona accanto a me. Devo sentirmi una stronza io, e lasciare che si esprima così come le viene, oppure sarebbe il caso di parlarle (e se si, COME?!?). Grazie in anticipo per i vostri consigli.
Sab
20
Mag
2017
Senza Titolo
Cerco di essere esaustiva.
Di fronte all'autorità mi blocco e non faccio del mio meglio.
Se mi sento osservata non mi concentro su quello che sto facendo, ad esempio devo rileggere una frase tante volte che alla fine ci rinuncio e aspetto che le persone che mi fanno sentire così vadano via.
Se devo spiegare un concetto o un'idea un po' complessa ad un superiore, parlo tanto, non faccio in tempo ad arrivare al dunque che mi liquidano (senza aver colto il punto) o mi interrompono per spiegarmi qualcosa che già so, come se per loro evidentemente non l'avessi capita.
Cerco di migliorare, fino a poco fa non ero così.
Ho svolto molti diversi lavori, felice di cambiarli spesso perché la prima volta sono rimasta troppo delusa dal comportamento di un superiore di cui mi fidavo pienamente, e mi sono ripromessa che finché ne ho la possibilità, quando non mi trovo più a mio agio in un luogo di lavoro, lo lascio. Quindi ho iniziato a dire la mia opinione senza paura, se c'è da discutere discuto, non voglio alzarmi tutte le mattine con il mal di stomaco a causa del lavoro.
Ora ho iniziato un lavoro che mi piace. Mi piace il settore. Mi piacciono i colleghi e mi piace come si pone il titolare nei miei confronti. Sono tutti così rispettosi e gentili. Non mi sembra normale. O ho avuto solo una serie di sfortunate occupazioni fino ad ora. O qui c'è qualcosa che non mi torna. Mi dicono pure che sono soddisfatti del mio lavoro, anche se a me non sembra di aver fatto poi così tanto nè particolarmente bene. Mi rinnovano il contratto, mi pagano più di quanto mi aspettassi. Non mi mettono pressione, non mi sgridano quando sbaglio qualcosa.
Ok, nonostante l'incertezza delle loro motivazioni, non posso farmi scappare un lavoro così.
Però ho come un tarlo dentro. Non dormo bene la notte, non ho più fame. È possibile innamorarsi di un lavoro? Sono questi i sintomi? Altrimenti cos'è? Ansia, perché? E come faccio a smettere di sentirmi osservata, far tacere il tarlo, così da concentrarmi sulle mansioni e farle bene, e rapidamente, e fare quello che il mio superiore si aspetta da me (anche se a questo punto penso di non aver ancora capito di preciso cosa si aspettano da me)?
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