Ira
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Sab
12
Ott
2019
Senza Titolo
Ciao, sono un adolescente di 17 anni quasi, e sono sempre giù di umore, triste, piena di rabbia.. tutto ció è dovuto per la mia famiglia, proprio perché non ho un buon rapporto con loro. Mio padre sta sempre a lavoro e trascorro la maggior parte del tempo con mia madre solo che tra me e lei non scorre bene, proprio perché lei non mi capisce mai, se le dico qualcosa mi replica in altra cosa del tutto differente, non mi ascolta mai, e ogni volta che qualcosa non va mi rinfaccia tutte le volte che mi accompagna da qualche parte e mi dice che è stanca e che dovrei pensare tutto io . Davvero non ce la faccio più , odio la mia famiglia odio tutti, non mi fanno neanche uscire, ho trascorso un estate in casa e ogni sabato e domenica dentro, o uscire con i miei. Non ho più 10 anni ben ho ben 17. Sono veramente triste ed esaurita . Non ho con chi sfogarmi mai, amici e amiche proprio pochi per il semplice fatto Che non esco mai e non ho rapporti con loro. Ho una vita che fa cagare, non ho mai niente che io voglia e da me pretendono tutto. Non vedo l’ora di diventare maggiorenne e di prendermi cura di me in pace.
Sab
12
Ott
2019
Ne ho le palle piene
Come da titolo ne ho proprio le palle piene... il mio lavoro mi sta uccidendo. Sono uno degli 'ultimi arrivati, ho il livello più basso di tutti ma faccio più degli altri, meglio e riparo pure i danni altrui. Insomma non capisco perché continuano a rinnovarmi con un livello infimo quando altri non fanno un cazzo e hanno un livello maggiore. Ho un unico difetto: proprio non riesco a leccare il culo al superiore, ma nemmeno morto. Possibile che questa cosa mi penalizzi sempre? Do sempre il massimo, raggiungo sempre ottimi risultati e ho sempre ricevuto i complimenti dei miei superiori senza aver mai leccato il culo a nessuno, ma ho sempre fatto lavori indipendenti dove alla fine i numeri parlano da soli. Ora che sono un dipendente invece.... il lavoro mi piace ma sono veramente stufo di esser trattato come l'ultima ruota del carro quando, per stessa ammissione di alcuni colleghi, sono il bue che trascina il carro. Lascerei tutto domani mattina ma non ho famiglia, sono solo e rinunciare a un lavoro oggi è un sacrilegio (anche se a tempo determinato). Voi cosa fareste? Qualcuno ci è passato ? Sto pensando di iniziare l'università per avere più occasioni ma non so se a quasi 30 anni sia la scelta giusta.
Sab
12
Ott
2019
Ipocrisia
Ma boh, siamo nel 2019, parità dei sessi, i maschi dicono che è ora che anche le donne si mettano in gioco, no? Dicono che facciamo fare tutto a loro! Eppure se accade questo miracolato avvenimento si forma un bel bordello; immaginatevi questa scena - una ragazza fa la prima mossa, tira fuori il coraggio per provarci con un ragazzo eeeee badaboom diventa automaticamente una disperata, zoccola una facile in pratica!- con la beffa di essere alla fine pure umiliata e derisa...
Sab
12
Ott
2019
Pentita di aver pensato che essere generosi sia cool (riflessioni sull’opportunità di non essere troppo cattolici)
Hai l’avventura di nascere in una famiglia che può definirsi agiata, insomma di quelle in cui il titolo di laurea corredato di Phd e posizione dirigenziale sono l’approdo scontato della tua infanzia.
Ma siamo tutti cattolici e ci crediamo pure.
Quindi ti fanno controbilanciare l’obiettivo (mica poi tanto facilmente raggiungibile, ma questo è oggetto di altro sfogo), che ti hanno affibbiato alla nascita, facendoti crescere con l’idea di dover restituire quello che hai avuto.
E come si restituisce?
Beh, facendo della tua vita una ong, senza avere i finanziamenti, la visibilità e l’organizzazione di una ong.
Siccome partire privilegiato non vuol dire resistere in quella condizione, anche tu, raggiunta la maturità e figli e
obiettivi, soffri la crisi economica.
E c’hai pure una caterva di problemi di quelli che accomunano chiunque per il solo fatto di essere persone (tipo: tuo marito ti tradisce e ti molla per una dell’est europa con magnifiche tette rifatte, che le invidi pure ma andare dal chirurgo in Romania fa brutto), e poi torna ma sarebbe meglio che non l’avesse fatto.
e c’hai un numero imprecisato di figli piccoli da crescere e accudire mentre tieni le briglie del marito fedifrago e la posizione dirigenziale (che a sto punto, se la perdi, davvero non sai più che fare di te).
Ma continui a essere cattolica e ad avvertire l’obbligo morale di restituire lo schifo che stai vivendo in termini di aiuto agli altri.
Cosi un giorno incontri sta tizia che viene dal Brasile e non c’ha documenti, ma ha una triste storia alle spalle, sua figlia l’ha lasciata là (capirai dopo che il Brasile non è in guerra e i figli non si lasciano a cazzo in giro). Sua cugina la fa dormire per terra senza coperta (probabilmente l’ha letto nell’unico romanzo che abbia iniziato nella sua vita, senza finirlo, a tema schiavitù e l’ha rivenduto a te - bianca, finta ricca, scema) e insomma ..
Che fai tu, cattolica senza soldi ma con tanta apparenza e bisognosa di compensare le ingiustizie (ma sono ingiustizie?) della vita?
Ovvio: la ospiti in casa.
Ospitare vuole dire che le dai vitto e alloggio gratis e che se per caso ti tiene i bambini una sera o lava il cesso, le paghi dieci euro all’ora.
esaltata dalla tua capacità di fare del bene (ma anche per quello c’è una scuola e sarebbe stato meglio se ci fossi andata) le risolvi: il problema del divorzio in Brasile e quello del matrimonio in Italia (perchè si, è vero: esistono quelle che si sposano con un italiano cretino, un po’ sfigato, per i documenti, e ovviamente capita a te, che tenti di aiutarla a raggiungere l’obiettivo con commoventi discorsi all’idiota italiano sulla importanza per la povera irregolare - clandestina non è politicamente corretto - di avere sti documenti. Ovviamente le tue parole non servono a nulla. Quindi lei tira fuori l’arte di sopravvivenza della favela e gli racconta di avere avuto un decreto di espulsione e il cretino, spaventato dall’idea di non avere il prossimo pompino, senza chiederle di mostrargli il decreto in questione, si affretta a montar su un matrimonio).
E tu, idiota, dopo avere assistito a tanta prova di onestà intellettuale, continui a pagarla per il lavoro che non fa, ti metti in tiro per andare alla finzione di matrimonio evangelista (pure con abito bianco, ritardo e lacrime di ordinanza), arrabbiata con te stessa perchè hai già provato a mandarla a fanculo per tre volte, ma ogni volta ci sei ricascata e le ha dato fiducia, lavoro, soldi che non merita, vantaggi di ogni genere (anche quello di usare la tua carta di credito per comprarsi roba su amazon).
Conforme al tuo personaggi tu, italiana laureata che si crede perspicace, hai uno psicologo che ti parla di manipolazione, ma tu no: sei troppo studiata per essere manipolata!
Insomma, sposata, fuori dalle palle, regolare e che può trovarsi un lavoro tu che fai?
Finalmente la inviti a uscire dalla tua vita?
Vai su tata.com e trovi una persona che sappia di cosa parla quando si definisce babysitter?
No.
Ovviamente vai in favela (ma questo perchè fa tanto figo, nel salotto bene, dire di essere entrata in un pericoloso quartiere della periferia di una città brasiliana) e le recuperi la figlia. E siccome la bambina è molto ma molto indietro, psicologicamente, e forse anche altro ma non è lei che c’entra, tu che fai? Ovvio, le procuri (e garantisci) una borsa di studio nella stessa scuola privata in cui studiano i tuoi bambini.
Così sarà in classe con tuo figlio, per i prossimi cinque anni. Yeah, too cool, Sei davvero una American liberal trapiantata in Italia. Un orgoglio cattocomunista.
Ti trovi pure a darle consigli su come relazionarsi con le altre mamme della classe: sia mai che la sua presenza risvegli il loro classismo!
Ma,pronta, la sciabola della realtà interviene a spiegarti che la vita non è un blog di un professore di Yale..
La stronza, finalmente con i documenti e con una posizione pseudo sociale, scopre i sindacati, e scopre che (come Ti dice in un messaggio su whatsapp) in Italia i giudici sono dalla parte del lavoratore.
NOn importa che tu sia un lavoratore sul serio, basta dichiarare di avere lavorato.
E così la signora (?) - che ne aveva le palle piene di doverti dire grazie - va da un avvocato e ti fa recapitare una lettera chiedendoti 40.000 euro per avere “lavorato” grosso modo un anno e mezzo in nero. Senza prove, senza giustificazioni, così.
Un dito medio alzato e una cifra senza senso (ma che era: l’ad della Ferrari?) nella consapevolezza che a te sarebbe comunque convenuto accordarti per regalarle un anno di ipotetico stipendio, piuttosto della gogna delle baby sitter e dei portinai di scuola e casa chiamati a testimoniare contro di te (e chi mai ci avrebbe creduto alla storia del cattolico aiuto? Della borsa di studio nella scuola privata? Del biglietto aereo regalato per sua figlia etc etc?).
La verità processuale sarebbe stata a suo favore, comunque.
Dunque, giunta alla fine di questa vicenda che ti rimane?
Il cazzo di cattolicesimo.
E anche qui, mica a tuo favore: la scuola è privata è attolica.
La borsa di studio è per la bambina, non per la madre e quindi ... ti trovi sta stronza nella chat di classe, alle riunioni, con quel sorriso finto a giocare a fare la signora che non lavora (Ma in effetti è così: pagata senza lavorare, chi meglio di lei?).
Non ti resta che cercare un blog per sfogarti, magari sta rabbia che hai dentro, sta voglia di insultarla ti passano scrivendo qui.
E magari ti passa pure sto senso di colpa tutto cattolico che ti viene dal pensare, dal profondo del cuore, che è una stronza e che vorresti tanto che quei soldi che le hai dovuto dare, non potesse fare nulla più che carta igienica per pulirsi il culo.
Amen.
Sab
12
Ott
2019
Sono una merda
Ti ho fatto del male, di nuovo e senza volerlo.
E adesso ho paura di perderti... di nuovo.
L'ho fatta grossa stavolta. Perché incasino sempre tutto?
Riesco solo a pensare che non voglio perderti, per nessuna ragione al mondo.
Ven
11
Ott
2019
Scuola
Scegliere un liceo dove già una ragazza nel 2002 si era suicidata é stata la mia prima scelta sbagliata. Ho vissuto gli ultimi giorni li pensandomi gettata da quella stessa finestra del terzo piano e liberata finalmente da tutto quello che stavo vivendo. É cominciato tutto al secondo anno, quando stanca di passare le ricreazioni in bagno, ho deciso di perdere peso, non che fossi grassa, ma perché il magro in quella scuola piaceva a tutti. Cominciai il terzo anno piena di nuove ambizioni, persone che mi parlavano e persone che volevano essere mie vicine di banco, finalmente avevo amiche, amici e fidanzati. Da li tutto però mi sfuggì di mano, la gente che mi stava vicino voleva solo farsi vedere con me, non gli interessavo per nulla e così che continuai a perdere peso per voler acquistare l'amicizia, niente sapendo che era inacquistabile, non era per me, ragazza del sud, destinata ad essere terrona. Cominciai così a fumare e a tagliarmi, l'unico obiettivo era cercare di punirmi per non essere accettata, arrivai un giorno in classe con il braccio destro edematoso e pieno di tagli, tutti i compagni se ne accorsero preoccupati, i professori fecero finta di non vedere nonostante un ragazzo lo disse esplicitamente che avevo il braccio mal messo.quel giorno all'ultima ora scoppiai a piangere e al suono della campanella corsi a prendere l'autobus che mi avrebbe portato lontana da tutto e tutti, spensi il cellulare, ma fui ritrovata da mio padre che mi riportò a casa. Arrivata al mio nido, miaadre piangeva, lei é rimasta dal terzo anno al quarto appesso alla mia forma di depressione che aveva il nome di anoressia. Il malessere si esprimeva con la voglia di tagliarmi, poi si trasformò nella voglia di stare al buio, poi nella voglia di non mangiare e correre fino a che nom vedevo piú per poi finire con una bella sigaretta, la voglia di avere sempre un ragazzo attorno. Quest'ultima cosa mi fece compiere un grosso errore, andare a finire in casa di un ragazzo di 9 anni piu grande di me, io ancora minorenne, che al primo no, minacciò di uccidermi, cercò dapprima di strangolarmi, poi di soffocarmi con un cuscino e poi non ricordo piu nulla, solo che ero senza vestiti che piangevo all'angolo della stanza. Mi ricordo che ho passato i giorni a seguire chiusa in casa nel buio di camera mia, senza mangiare, dicendo che mi sarei uccisa perché nom avevo nulla da perdere. Infatti persi tutto, ma perché non avevo mai avuto niente, da quella terra arida e restia della pianura padana. Rischiai di essere il.secondo suicidio in quella scuola.
Ven
11
Ott
2019
Incredibile
L'ipocrisia delle persone non smetterà mai di sorprendermi, vome quando mi è capitato di scusarmi con una persona a me cara perché ero stata aggressiva nel parlarle e poi 2 giorni dopo sono venuta a sapere che ancora prima della discussione alle mie spalle ne ha fatte e dette di tutti i colori, e io mi sono scusata perché ho utilizzato un tono aggressivo nell'esprimermi a riguardo per vedere sta testa di cazzo fare pure l'offeso.... Ipocrisia, superbia e tanti altri atteggiamenti di merda gratuiti.
Oggi si è cattivi senza motivo, questi sono i valori che vi sono stati trasmessi
Ven
11
Ott
2019
ma
per togliersi qualcuno dalla testa...bisogna tagliarsela?
Ven
11
Ott
2019
I miei peggiori auspici
Per quanto indubbie siano le sue doti in qualità di capitano d'industria, mi auguro vivamente che la becera mossa di Mustier di scaricare sui clienti i tassi negativi dei conti deposito si trasformi in un totale fallimento nonché in un boomerang dolorosissimo per tutto il gruppo Unicredit.
Spero con tutto me stesso che non riesca ad innescare le dinamiche di cartello che sta palesemente promuovendo e che Carlo Messina, Alessandro Foti o qualche altro CEO del loro calibro prenda la palla al balzo per portarsi a casa la consistente fuga di capitali che potrebbe derivare da un'opportuna contromossa.
Purtroppo, come spesso accade, ciò che si spera è lo scenario più improbabile, per fortuna che in extremis c'è sempre Interactive Brokers.
Ven
11
Ott
2019
Senza Titolo
Ho 20 anni, sono fidanzata da due anni e mezzo con un ragazzo. Mi mancano 3 anni per finire l'università e andarmene finalmente di casa. Perché finalmente? Perché mia madre mi ha rotto il c...., da quando mi sono fidanzata è diventata una sfaticata assurda, una grandissima rompic......., una vera stronza. Poi dice che non ha nulla contro il mio ragazzo... prima ero molto amica di mia madre, quindi credo che faccia così per paura di perdermi.. ma non ha capito che si sta solo facendo odiare e non la sopporto più. Spero passino il più in fretta possibile questi anni.
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