Tutti gli sfoghi
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Dom
28
Lug
2019
vorrei sapere se sei "normale".
Ho una sorella di 6 anni più grande di me. Complice l'età e una mancata educazione allo stare insieme dei nostri genitori, io e mia sorella non siamo mai andate d'accordo, mai. Simo completamente diverse e lei, fin da bambina, ha una sorta di odio misto a gelosia nei miei confronti. Mi ha sempre deriso, umiliato, offeso, mai un gesto carino o una gentilezza,mai. Mi dava della lesbica deridendomi di fronte a nostra madre o da bambine, diceva cattiverie su di me, tanto che ricordo che una volta una maestra del doposcuola, la rimprovò aspramente sia per avermi derisa di fronte agli altri bambini, sia perchè tale scherno veniva da lei che era, è mia sorella.
Gli anni sono passati, tra l'indifferenza più totale, sempre insulti, meno ma comunque c' erano, e io che sono sempre stata pronta a supportarla ed aiutarla senza che mi venisse mai detto un grazie o un gesto carino.
Ha partorito una bellissima bambina neanche una settimana fà, e mentre lei e il suo odiosissimo compagno erano in ospedale, sia io con nostra mamma che i gentori di lui, ci siamo letteralmente spaccati la schiena per ripulire l'appartamento dove stavano e di cui scadeva il contratto, per portare tutto a casa nuova, pagata in buona parte da nostra madre.
La questione è questa, la bimba a detta di tutti è palesemente uguale a me, che poi sono uguale a lei, quindi non ci vedo niente di strano. Ecco per lei questo è un oltraggio, va a dire a tutti che la bimba è uguale al padre, che tutte le infermiere lo dicono...ma puoi? attaccarti anche a questo? sei mia sorella cazzo!!! ma per me può essere uguale anche a Whoopie Goldberg, ma che cazzo me ne frega! sono sconcertata perchè dovrà vivere con una deficiente come te! e spero che oltre all'aspetto fisico non prenda altro da te!
Dom
28
Lug
2019
Vivo con l ansia..
Da sempre ho un ansia per tutto che non mi fa vivere bene, non mi fa rilassare e dare il meglio di me nelle relazioni.. la mia personalità è un groviglio di contraddizioni, non capisco mai cosa mi piacerebbe fare, e per questo mi butto in attività che in realtà non mi interessano, forse per dimostrare agli altri che anche io ho degli interessi, degli hobby.. è come se la mia anima con il passare del tempo si fosse impoverita, inaridita e desertificata... un tempo da ragazzino avevo una vita interiore ricchissima, amavo interessarmi a tutto, a qualsiasi cosa, mi piaceva disegnare, scrivere, leggere, giocare, sognare a occhi aperti e questo mi aiutava tanto a non vedere il marcio delle cose.. adesso ho 26 anni e mi sento molto più stupido, più incapace e più mediocre rispetto alla mia infanzia.. è come se fossi diventato più stupido, ad esempio non riesco mai a portare a termine un qualcosa con soddisfazione, inizio mille cose, poi mi rendo conto che non sento e non riesco ad alimentare quel fuoco, quella scintilla che invece prima provavo per tutto... mi sento mediocre e insignificante e a causa di questo vivo ora mai da anni apatia e malessere.. vorrei tornare ad emozionarmi della vita, vorrei provar gioia come prima, e invece mi sento davvero spento e mediocre.. com'è possibile cambiare da così a così nella vita?? Da bambino pensavano tutti sarei diventato un qualcuno di importante perché avevo molti talenti e molte doti e invece adesso non so fare più nulla... non riesco ad avere costanza e determinazione in nulla... anche dal punto di vista estetico sono peggiorato, da ragazzo tutti mi dicevano che ero un bellissimo ragazzo, e adesso nessuno mi fa più comllimenti, sono anche ingrassato e vorrei tornare quello di una volta... ma è più forte di me, so solo procrastinare, è l'unica cosa che mi riesce...
Dom
28
Lug
2019
Calipso
Qui sulla mia isola è approdato un uomo forte e coraggioso chiamato Ulisse e me ne sono innamorata. Pur sapendo che il suo cuore era già di un'altra me ne sono innamorata. Lui mi ha desiderata, mi desidera ma non si accontenta di stare sulla mia isola. Lui è un viaggiatore, uno spirito libero e oltre a voler esplorare nuove isole, ha nostalgia di Itaca. Non farò lo stesso errore due volte e lo lascerò libero di navigare verso le mete che vorrà raggiungere. Lo amo ma questo non è un buon motivo per obbligarlo a restare solo con me. Buon viaggio Ulisse, mio amore e attento alle sirene.
Dom
28
Lug
2019
Si pensano furbe
Care suocera, cognata e nipote prediletta...se pensate che sia fessa e non capisco che dietro il vostro ego fintamente chic si nasconde il.piu profondo dei caratteri cafoni e menefreghisti...fate le perfettine, le educate tanto per....e poi dietro parlate alle spalle facendovi delle grasse risate..usate le persone fino a quando vi conviene poi quando trovate qualche altro pollo da raggirare coi vostri finti comportamenti ( perché il.pollo precedente vi ha sfanculate) lo Circuit e.. fino a quando anche lui capisce e vi sbologna...vi vantate di beni che avete solo grazie alla fortuna di avere incontrato gente troppo buona...Io tra questi...Ma siccome ho capito come siete per me potete RICCAMENTE andare a fanculo in quanto 1. Cara suocera tu hai solo una nipote quella che ti vanti tanto di avere cresciuto immancabilmente non ammettendo che è una ragazza dalle mille insicurezze e terrorizzata solo all idea di contraddire te e tua figlia; mio figlio solo perché grazie a dio non lo hai avuto tra le mani è un bambino maleducato..Si si infatti....meglio come è che con i mal di stomaco come presero a tua nipote a 13 anni...
2. Cara cognata povera donna frustrata che si è accontentata della Vita Che Ha Solo Perché Ha Incontrato Un Uomo ,Se Così Si Può Chiamare, Che PuOI Manipolare A Tuo Piacimento...Ma In Realtà Sei Una PerSona RICCAMENTE Infelice AncHe Se MascherI Dietro I Tuoi Soldi La Felicità . ..
3. Cara nipote acquisita, sono riuscite a farti a loro immagine e somiglianza..da piccola mi vedevi a me è tuo zio e ci saltavi Al Collo Dagli Abbracci..E Loro Questo Nn Lo Hanno Mai Sopportato . .Fino A Che Non Sono RiusCite A Portarti Dalla Loro Parte..Ma Adesso Che Sei Cresciuta Condanno Anche Te Perché Hai Un Tuo Carattere E Sei Perfettamente In Grado Di Distinguere...Però Va Beene Così . .Tanto Rapporti Tua Madre Ha Sempre Evitato Di Averli Col Fratello Figuariamoci Con Me...Neanche La Nascita Di Tuo Cugino Ha Cambiato Le cose Nonostante Tutti I.Moeo Sforzi Per Venirvi Incontro . ..Spero Che Nella Tua Vita Tu Sia In Grado Di Fare Ciò Che Rende Felice Te..Invece Che Fare Ciò Rende Felice L Apparire Di Tua Madre E Di Tua Nonna..
4. CARO cognato..che dire a te...Niente...sei capitato nelle grinfie di queste due megere ed hanno fatto lo stesso lavoro con tua figlia..lo so lo so che vorresti scappare lontano si vede ma purtroppo non hai le palle..mi spiace ma sei condannato a vivere a vita in questo circolo vizioso...A meno che nn rinsavisci e scappi con una bella sellerona...te lo auguro e vorrei essere lì qualora succedesse a vedere le loro facce..A sentirsi male Per ciò che dice la gente...ahahha che risate mi farei....te lo auguro caro cognato ma purtroppo so che nn avresti mai il coraggio di farlo..
Detto ciò.....Buon a vita a tutti...
Dom
28
Lug
2019
Sono una donna fortunata
Ho due uomini, non uno solo. Ci penso tante volte al perché di questa situazione ma è così il destino. È iniziato quando mio marito mi trascurava forte e ha iniziato ad approfittare della mia situazione è economica. È un uomo dolce e gli voglio bene, non sto dicendo che è da buttare ma con lui c'è stato un periodo che desideravo buttarmi via e dimenticarmi di vivere.. perché ero sempre stanca e non si prendeva cura di me. Ho patito fame, freddo e lui non alzava un dito per impedirlo...
Son passati tanti anni e vicino a me c'è sempre stato un altro uomo, eravamo conoscenti. Un uomo simpatico, spigliato fin troppo con le donne e già sposato. Possiamo anche chiamarlo puttaniere se rende meglio l'idea. Fino ad allora i nostri erano solo discorsi di lavoro, un giorno abbiamo iniziato a parlare delle nostre vite e dei problemi che avevamo. Ho scoperto punti di vista sugli uomini che non conoscevo, non ho potuto fare a meno di fare confronti tra la sua e la mia famiglia.
Si chiede sempre alle persone, ai genitori, di essere grandi forti e autonomi. O di darci sicurezza.. invece poi tutto quel che cerca una persona è qualcuno che si prenda cura di lui o lei nello stesso modo in cui lui o lei fa con gli altri.. io non avrei mai pensato di diventare quel che sono oggi, il mio comportamento è sbagliato. Non l'ho fatto per un desiderio di rivincita. È che con lui sto bene..
Non so se ora sia tutto passato o solo una fase, ho cambiato modo di vedere la vita e non ho più pensieri strani sul come farla finita. Se fosse stato per la mia famiglia nessuno ha mai voluto capire quanto stavo male sia mentalmente che fisicamente poi.. è dovuto arrivare uno "stronzo" a tenermi compagnia (e io a lui) per farmi capire che la vita può essere breve, non contano gli anni ma stare bene. Non posso passare 10 anni di inferno quando neanche so' se la mia data di scadenza è vicina..
Dom
28
Lug
2019
Laurea magistrale e crisi esistenziale
Ho 25 anni e una storia travagliatissima con lo studio. Fin da piccola mi è sempre andato stretto l'ambiente scolastico e non ho mai particolarmente gradito studiare per interrogazioni e compiti, ma mi forzavo a dare un'apparenza da "brava bimba" solo per compiacere mia madre e i miei nonni, per avere i loro complimenti e sentirmi buona e amata. Sicché si è creata di me un'immagine quanto più lontana possibile dalla realtà: quella di "secchiona" amante dello studio, a cui non pesa affatto passare intere giornate sui libri e che punta solo ai voti più alti. Voti che ho preso: dalle elementari fino alla sudatissima laurea triennale in lettere classiche sono sempre riuscita a prendere il massimo, nonostante non avessi un vero metodo e la mia voglia fosse sempre pari a zero. Era la mia parlantina, era la fortuna o il riuscire ad assorbire tutto dalle spiegazioni in classe, non so. Semplicemente mi mettevo davanti ai libri per ore e ore - trascurando la mia vita sociale e qualunque attività alternativa - e tra un pensiero deconcentrante e l'altro qualcosa mi rimaneva. Era molto più facile quando qualcosa suscitava un minimo interesse in me, altrimenti era dieci volte più complicato riuscire ad assimilare anche solo un misero concetto. Fatto sta che la materia che mi riusciva meglio era italiano: non per un particolare impegno ma perché i miei temi (sproloqui di pagine e pagine; rigorosamente tema libero) piacevano agli insegnanti e amavo leggere di tutto. Così si è aggiunta un'altra sfumatura alla mia maschera: quella di appassionata di letteratura, quella che deve assolutamente frequentare il liceo classico e poi una facoltà umanistica, altrimenti avrebbe perso il suo enorme "potenziale". Per ribellarmi, piuttosto inconsciamente, a questo diktat, inizialmente mi sono iscritta a mediazione culturale, studiando francese (non so per quale ragione, dato che la mia preparazione risaliva alle basi delle medie) e tedesco. Tempo un semestre e mezzo e, anche a causa di una mia compagna del liceo che mi stalkerava letteralmente all'università, pur avendo preso 30 a tutti gli esami dati decido di smettere perché mi faccio prendere dalla trappola de "Ma la tua passione non erano le lettere? Che ci fai lì?!". Ennesima scelta di merda. Mi sarebbe bastato rendermi conto del fatto che invidiavo da morire quelli che studiavano giapponese, che ero così interessata (per la prima volta davvero) che mi feci fare venti euro di fotocopie dei loro appunti, per fare una scelta decisamente più sensata: cambiare francese con il dannato giapponese e non abbandonare la facoltà di lingue. Niente di tutto questo. Mi iscrivo a lettere classiche ormai completamente in balia degli eventi e ci resto, perché dopo aver voluto la bicicletta dovevo necessariamente pedalarla. Nonostante esami tostissimi, professori severi e la solita mancanza di forte interesse e motivazione riesco a terminare la triennale a pieni voti. Non mi laureo neppure che già sto frequentando la magistrale, senza pensarci, senza darmi tempo di capire cosa diavolo sto facendo e cosa voglio fare davvero - perché tanto devo fare per forza l'insegnante dopo questo percorso di studi, no? La magistrale la scelgo in filologia moderna (in pratica, la magistrale di lettere moderne) perché quella classica mi ha svenato. Inizio a bomba col solito 30, il primo corso mi piace e mi impegno sul serio. Da lì, una discesa nel baratro. Iniziano corsi assurdi senza capo né coda. Comincio a chiedermi cosa ci faccio lì, come se fossi in terra straniera. Tutti mi tartassano dicendo che il voto della triennale non conta, conta solo quello della magistrale, e che quindi avrei dovuto prendere una sfilza di 30 per assicurarmi un altro 110 e lode. Per la pressione, per l'essere completamente sola in un ambito totalmente diverso, per la mancanza di senso di questa magistrale, inizio pian piano a scivolare nella depressione. Evito le mie (già poche) amiche, sparisco, non rispondo più a nessuno, mi chiudo in casa, piango ogni giorno; soprattutto, non riesco più a studiare. Apro il libro, qualunque libro, e nonostante non sia nulla di così difficile rispetto a quello che mi costrinsi ad imparare alla magistrale non riesco ad andare oltre le due righe. Fisso le pagine, con occhi da morta. La mattina devo mettere una decina di allarmi sul cellulare per convincermi ad alzarmi, la sera non voglio andare a letto per il terrore che verrà domani e sarà un altro giorno in cui cercherò di studiare senza successo e dovrò vedere quei libri di cui non mi importa nulla. Disturbi psicosomatici iniziano a minare la mia salute, fino ad allora abbastanza buona. Gastrite cronica, cisti, tiroidite, disturbi intestinali, infiammazione alla colecisti, emicrania: a 24 anni la mia vita si consuma tutta tra ospedali e decine e decine di dottori. Vado in crisi col mio ragazzo. Per completare il quadro, pensieri suicidi spuntano come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mi costringo comunque a fare altri due esami e dopo l'ennesima crisi esistenziale vado da uno psicologo. Per lui devo finire subito questa magistrale, dato che ormai sono in ballo, e smetterla di piangere perché "non c'è tempo". WOW. Davvero, non l'avrei mai detto. Ma se sono da te evidentemente è perché questa cavolo di magistrale non riesco a finirla in fretta, saltellando sulla mia crisi come una lepre marzolina! Ora, un anno dopo, sono esattamente allo stesso punto di prima, anzi, la situazione (fisica e mentale) sembra peggiorare di giorno in giorno. Non credo ormai che abbandonerei, anche se non mi interessa nulla di quello che studio, se non altro per orgoglio. Vorrei solo...prendermi una pausa. Fermarmi un attimo a riflettere e dirmi "Si può sapere dove sto andando?". Vorrei darmi da fare lavorando di più di quanto faccio, acquisire esperienza del mondo - che non ho -, sviluppare delle competenze CONCRETE. Sono vent'anni che sto studiando ininterrottamente e controvoglia, senza nessuno svago, senza nessuna valvola di sfogo, in un ambiente familiare disastrato da violenze fisiche e psicologiche, droga e malattie mentali. Non incolpo i miei familiari di nulla, però. La colpa è mia che non ho saputo prendere in mano le redini della mia vita, non ho avuto la forza di distaccarmi da quelle dinamiche e pensare a me, alla persona con cui devo passare l'intera esistenza. Come ho detto, l'unico studio stimolante probabilmente sarebbe stato il giapponese alla facoltà di lingue. Quel treno è passato e ora è troppo tardi. Alla luce quindi di quello in cui ormai mi ritrovo, come potrei dire a mia madre che è tempo per il mio bene di prendermi anche una piccola pausa dall'università?
Attenzione. Non sto dicendo che non voglio far nulla, come se fossi una viziata a cui è sempre stato dato tutto perché NON È COSÌ. Vorrei solo CAPIRE. E fare qualcosa che per me abbia significato e mi faccia sentire realizzata nonostante le difficoltà.
Questo è il mio sfogo. Grazie.
Sab
27
Lug
2019
Il focolare (el hogar)
Non ho mai avuto una famiglia normale, né me ne sono fatta una propria. È possibile che in un futuro prossimo io abbia dei soldi in mano, la casa dove vivo sia venduta, e io me ne vada altrove.
Attendo questa opportunità da tempo però il cambio di vita mi fa un po' paura. Più che altro mi preoccupa il non avere parenti stretti che possano aiutarmi. Sono figlio unico, mia madre ed io non siamo in buoni rapporti, il resto dei familiari sono estranei e con loro non chinatevi mai a raccogliere le margherite.
Sarebbe stato diverso se ero piu giovane e/o fidanzato.
Mi manca "capitale sociale" che per definizione sono le persone che possono darci una mano nel momento del bisogno.
I soldi che avrei in mano sarebbero gli ultimi.
Venduto tutto, emigrato....
E se va male?
E poi cosa cerco?
Sono reduce da una convivenza dove sono stato sfruttato. Non vorrei che la cosa si ripetesse.
Però mi piacerebbe farmi una famiglia propria.
Di difficile attuazione, è un progetto che mi piacerebbe.
Spagna, Portogallo, o America Latina?
Poi servirebbe un investimento da fare, e dovrebbe andare bene.
Paura di finire sul marciapiede.
Voglia di andar via.
Pensierino sulla famiglia.
Età un po' al limite.
A 40 anni avrei avuto meno paura.
Settore di lavoro: costruzioni e commercio.
Boh.
Voi credete nel focolare?
Credete che sia possibile rifarsi una vita a 50 anni con qualche soldo in tasca, andando via dall'Italia?
Sab
27
Lug
2019
Finalmente ci prestano la macchina ma...
Finalmente dopo 4 anni che il mio ragazzo guida, hanno deciso di prestargli la macchina. Lui ha 26 anni ed i genitori sono una noia mortale.. glie l'hanno prestata solo per accompagnarmi a casa...
Quando gli dico che tra un po'possiamo uscire lui dice che ci vogliono mesi... ma sono 4 anni che aspettiamo! Che palle, fai un minimo di accenno alla Cossa cazzo!
Sab
27
Lug
2019
Dire cazzate
Un gradevole vaffanculo, a tutti coloro i quali ti dicono: stai facendo fatica col tuo primo figlio, vedrai che se fai il secondo sarà meglio, rinizi a vivere. Ma andate a cagare idioti.
Sab
27
Lug
2019
Il computer in sud-coreano
E niente.
In pratica oggi sono andato a casa dello zio di una mia amica a prendere delle cose che gli avevo prestato, e prima di andare via per una particolare congiuntura temporale mi sono trovato pochissimi minuti da solo in cucina con il PC del suddetto zio aperto sul desktop, senza password né niente. Pronto all'uso, diciamo.
E in quel momento era pure connesso alla rete Wi-Fi domestica, fortunatamente.
E allora che ho fatto?
Con gli occhi e le mani sul PC (e con le orecchie tesissime sulla porta di ingresso affinché potessi accorgermi per tempo se uno di loro due fosse rientrato nella stanza), ho fatto un balzo nel Pannello di Controllo e nelle impostazioni, e gli ho messo il computer in lingua-sudcoerana
(ho scaricato al volo l'aggiornamento da Internet, complice la connessione Wi-Fi cui avevo accesso, e ho impostato il sud-coreano come lingua principale)
Poi ho chiuso tutto e ho rimesso il desktop esattamente come l'avevo trovato, e al loro ritorno mi son fatto trovare seduto tranquillo e sornione come se non fosse successo nulla, sfogliando con nonchalance una rivista che c'era sul tavolo
Mi hanno congedato, strette di mano e convenevoli, e ho lasciato l'abitazione
Adesso voglio vedere come faranno a rimetterlo a posto, rido già solo a pensarci!!
Me li sto immaginando lì, con le mani nei capelli seduti su quella sedia della cucina a cercare in mezzo a tutti quegli sghiribizzi e strani geroglifici estremo-orientali dove si trova l'impostazione per farlo ritornare in italiano. Certo, perché per caso qualcuno di voi sa come si dice "Pannello di Controllo" in coreano, oppure "Cambia Lingua"? No, eh? Hahaha
Che spasso
Qui sotto mi viene chiesto se mi sento pentito per quello che ho fatto:
ebbene, LA RISPOSTA E' NO. Anzi, potessi tornare indietro lo rifarei di nuovo
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