Superbia

Sfoghi: (Pag. 28)

Ven

18

Mar

2016

Ex migliore amico

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Non lo sopporto piu!! È un emerito imbecille 

da quanto l'ho mandato a quel paese per le sue stronzate crede di farmi ingelosire con quelle quattro gatte morte che si porta dietro

è un coglione che pensa solo a fare stronzate e nient'altro

il fatto è che sono gelosa di quando sta con loro e non capisco il perchè. Forse perchè era l'unico amico che avevo ma comunque resta il fatto che è un bambino idiota 

Ven

18

Mar

2016

Da ora in poi non voglio più donne bovine

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Si sa ciascuno è quello che mangia, prima domanda: Non mangi carne equina? Fuori dalla mia vita, non voglio una mucca!

Mer

16

Mar

2016

Senza Titolo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Prima mi caccia nel casino più grande della mia vita (finora) e poi al primo mezzo passo falso mi "lascia".

Sono da sempre stata segretamente innamorata del mio allenatore, ma il fatto che fosse sposato mi ha sempre impedito di farmi avanti. Un giorno lui mi dice che, non solo di essersi accorto dei miei sentimenti, ma anche di provare la stessa cosa per me. Da li' comincio una lotta con me stessa per resistere, finché cedo e piango tanto per la morte del mio amor proprio e la nascita di questa storia malsana . Una storia fatta di tante lacrime, ti amo sussurrati dietro angoli bui, amore passionale ma avvelenato dai miei sensi di colpa e tristezza.

Finché non mi confessa di avere avuto un'altra storia, parallela alla mia, ma che ora ha interrotto perché ama in realtà solo me. Ovviamente un'altra storia intendo oltre alla moglie, che non lascerà mai con la classica scusa della figlia piccolina. Come ci rimasi ferita non vi lascio neanche immaginare! E lui invece sostiene di avermi fatto beneficio della sua onestà.  (Se fosse stato davvero onesto me l'avrebbe detto PRIMA di iniziare tutta la storia, oppure, meglio ancora, non avrebbe tradito la.moglie).

Andiamo avanti cosi: ogni volta stiamo insieme son lacrime amare per me, che vorrei lui più di ogni altra cosa al mondo, ma non così!  Durante questa storia ho sviluppato attacchi di panico e male al fegato, ma lui non mi lascia ancora in pace.

Fino a una sera della scorsa settimana. Durante una cena sportiva, sto tutta la sera a parlare e ridere con un suo amico e poi lo abbraccio per salutarlo. È una persona per cui provo una grande amicizia e mi ha sempre fatto piacere rivederlo. Ma nulla di più.  Nessun gesto come sedergli in braccio o battute a sfondo sensuale.

Lui, l'allenatore, è diventato una iena. M'ha detto che non ho alcun rispetto dei suoi sentimenti e che presto farà lui molto peggio per vendicarsi.

Io mi sono solo scusata (debolmente) per avergli fatto provare sensazioni spiacevoli ma nulla più.  Non lo sto chiamando, né cercando, niente.  Mi sembra che il primo a non avere rispetto dei sentimenti sia proprio lui! E che tutta questa rabbia sia solo una scusa per , magari, andare con qualcun'altra senza che io mi possa arrabbiare. Finalmente mi fa lo schifo necessario per interrompere questa storia.

Che tipo è lui? Il classico bravo padre di famiglia con la fede in vista sulla mano e che è sempre buono e gentile con tutti. 

Ven

11

Mar

2016

Solo in vetta

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Da un po' di tempo mi sento insoddisfatto.
Mi sento solo, assolutamente solo.

Chiariamoci, conosco un sacco di persone, e la mia vita sociale potrebbe definirsi più che attiva, più della media delle persone, ma dà un po' di tempo non ce la faccio più.

Ho cominciato ad uscire di meno, a lasciarmi andare, a non impegnarmi in nulla, e a non vedere nessuno. Questo perchè, nonostante tutto mi sento solo, incompreso, sempre costretto in un ambiente che non è il mio, qualunque ambiente.

Fin da piccolo sono stato definito un bambino prodigio, e ho sempre primeggiato in qualunque test, prova, esame, che coinvolgesse la mia mente. Anche nella vita sono sempre stato quello "Che risolve la situazione", "Che sa sempre cosa dire", e, a differenza di molti altri bambini e persone "diverse", questo non mi ha alienato dalla società, nella quale so muovermi con discreta agilità.

Ma mi sono sempre sentito frenato, mai totalmente me stesso con nessuno.

Per tutti i 26 anni della mia vita ho sempre dovuto trattenere la mia intelligenza con chiunque, perchè anche quando non lo facevo, questo creava problemi.
Fosse anche solo per invidia, che ha portato qualcuno a cercare di farmi fallire per sentirsi meglio, o semplice irritazione nel sentirsi più limitati di me. Mentre magari altri (come nelle relazioni intime che ho avuto) diventavano col tempo assolutamente dipendenti, assumendomi al rango di leader, che fa piacere, ma non è un rapporto paritario e veramente soddisfacente.

Soffro la mancanza di qualcuno con il quale non debba stare attento a sembrare più deficiente di quanto non sia per evitare di offenderne i sentimenti o intimorirlo.

Qualcuno che mi tenga testa e che in una discussione riesca a darmi torto almeno quando non ho ragione.

So che può sembrare strano, ma non avete idea del sogno che sarebbe potere intrattenere una discussione su qualunque argomento, sentendosi intrigati, stimolati, pareggiati o superati, dall'interlocutore.

Libero di non sentirmi come appartenente ad una specie diversa. Oppure l'unico adulto in un mondo di bambini di 7 anni

Negli ultimi tempi ho persino cominciato a detestare la stupidità, ad aggredirla con ogni mezzo, a provare rancore per chi si dimostra inferiore a me.

Basta una delle solite stupidaggini condivise dai più sui social network per farmi impazzire contro l'ottusità di tali ragionamenti, a me così alieni, così ridicoli. Ed è ancora più frustrante non sentirsi nemmeno capiti quando si parla. Doversi spiegare mille volte perchè in quelle zucche anche il concetto più basilare può metterci delle decadi a venire assimilato (se viene assimilato) 

Ed è infantile e inutile, lo so, ma è frutto di questa rabbia che mi porto dentro da troppo. 

Davvero, basta.

Voglio svegliarmi totalmente ritardato, oppure con qualcuno di simile a me.
Perchè suvvia, ho scritto nella categoria "Superbia" perchè ritengo di essere un ragazzo normale, non sono un luminare di nulla, e non ritengo il mio livello poi chissà che livello.

E' così difficile sopportarlo.

O almeno, lo sta diventando.

Mi scuso per la superbia che traspare da questo scritto, ma è effettivamente come mi sento. 

Mer

09

Mar

2016

Ironia

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Ho scritto uno sfogo in cui mi lamento del fatto che mi sento solo e che ho bisogno di attenzioni.

Purtroppo, è molto lungo. Ed è stato ignorato da tutti nonostante sia stato postato.

So di non poter pretendere niente, ma questa situazione è decisamente ironica. Non so se ridere o incazzarmi.

Mar

08

Mar

2016

Vorrei spiegartelo...

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

...Ma perderei il mio tempo. Vorrei spiegarti che anche se sei il mio capo ed hai il tuo ufficio, il tuo posto auto, uno stipendio migliore ed i pieni poteri su quel che si fa´.... dovresti salutarmi quando mi incontri. Nella scala gerarchica tu sei in cima alla piramide io sono a livello base e su questo non ci piove, (basta pensare che si vede il tuo nome in cima ed in basso non il nome mio ma il nome della mia funzione) ma perché credi di essere anche una persona migliore?? tanto da non salutarmi??? ma dico io non fai piu´fatica a guardare dritto quando mi incontri che a salutarmi?? vorrei dirtelo sai?? ma perderei tempo... mi piacerebbe avere 12 anni invece che 40 cosi´ti prenderei a sberle ed anche se so´che non servirebbe almeno mi toglierei qualche soddisfazione.

Hey! Boss fai come vuoi tanto non subirai nessuna lezione in questa vita o nell´altra io non credo alla giustizia divina (anche perché non hai amazzato nessuno per carita´) ma rimarrai pur sempre un maleducato e COGLIONE 

Mar

08

Mar

2016

Pentita e riconoscente

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Confesso di avere un carattere tremendo, mi rivolgo spesso alla persona che amo con toni impertinenti, irriverenti, arroganti, con aria di sufficienza peccando pure di ingiustificata superbia.

 Che dire, ho un carattere e dei modi ignoranti.

 E invece dovrei solo baciare dove passi, tu che sei così perfetto, che mi accontenti sempre quando puoi, che cerchi di adeguarti a tutte le mie richieste, che sei bravo sul lavoro e anche a casa, che sei paziente oltre ogni immaginazione...

Lo so che te lo dico mooolto di rado, ma io ti amo veramente tanto, nonostante la sclero mi pento sempre di non trattarti come meritersti, mi ripeto sempre che dovrei comportarmi diversamente, essere più riconoscente, ma quando ti si pianta dentro un carattere come il mio è davvero dura smorzarlo.

 Ma io noto tutto, so gli sforzi che fai, vedo quanto ti impegni e lo apprezzo davvero moltissimo.

 Sei la persona migliore che potessi incontrare, intelligente, di ampie vedute, arrivi sempre molto più in là di me, sei buono, paziente, e io ti stimo da morire! 

Dovrei solo vergognarmi certe volte a lamentarmi!  

Anche perchè non valgo un terzo di quello che vali tu!

Mar

08

Mar

2016

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Sono un ragazzo di 18 anni e sto affrontando un periodo di crisi incredibilmente difficile.

Sono figlio unico e sono sempre stato solo. Da un lato sono molto timido, d'altra parte, lo sport, il calcio e i maggiori interessi (a mio avviso stupidi) non mi sono mai piaciuti. Ho sempre preferito passare il mio tempo davanti al computer, lontano da tutti e da tutto, sebbene abbia sempre sofferto di solitudine.

Il mio primo tentativo di uscire dal guscio che mi ero costruito risale alla terza media, con la mia prima cotta. Premetto che ho una concezione dell'amore molto particolare: ripugno ogni forma di relazione amorosa superficiale, dato che non mi sembra autentica. Inoltre ho sempre pensato che l'amore sia un sentimento talmente forte da non poter scegliere di chi innamorarmi, perché altrimenti sarebbe forzato. Durante la gita di terza media mi sono reso conto di provare attrazione per una mia compagna di classe, figlia di amici di famiglia. Devo ammettere che probabilmente i miei, vedendomi timido, fecero molta pressione facendomi ogni volta il terzo grado su cosa pensassi delle ragazze che mi circondavano, in particolare lei, e temo di essere stato influenzato da ciò. Non sono mai stato attraente né ho mai avuto un fisico piacevole e penso che ciò abbia contribuito, con la mia timidezza e la mia introversione, sul rifiuto che ricevetti dopo poco tempo (un mese circa) quando le confessai ciò che provavo. Nonostante la risposta, continuai a insistere arrivando a una brusca rottura dei rapporti con lei. Non avendo amici che potessero sostenermi all'epoca, e trovandomi a scegliere una scuola superiore dove non conoscevo nessuno, decisi nonostante le mie difficoltà di impegnarmi per sconfiggere la timidezza.

In primo infatti conobbi i miei primi veri amici: tra i miei compagni di classe, legai con due ragazzi (che chiamerò F e V) e una mia compagna di classe (che chiamerò G). È grazie a lui (sì, lui - non si riconosce nel suo corpo e vuole operarsi) che ho conosciuto la sua migliore amica di allora, una ragazza un anno più piccola di noi (C) che abita a circa 100km da qui: lei viene a trovarci durante le vacanze e una volta sono andato anch'io da lei per un giorno. Lo stesso anno, durante l'estate, ho conosciuto un altro ragazzo (D), un anno più piccolo di me, con cui ho legato molto poiché condividiamo lo stesso interesse per la lettura e per l'animazione orientale.

Stranamente, solo alcuni anni dopo essermi trasferito, conobbi alcuni ragazzi che abitano nel mio complesso: in particolare P, una ragazza della quale mi ero invaghito e che mi ha respinto, facendomi attraversare un periodo di grande sofferenza a causa delle prese in giro ricevute dal ragazzo che aveva iniziato a frequentare poco dopo la mia dichiarazione. Superata questa fase, mi sono ritrovato in un periodo di totale buio, in cui sentivo tutte le emozioni come false. Fortunatamente superai questa fase anche grazie all'ingresso di un altro ragazzo nel gruppo, H. In quel periodo inoltre iniziai a parlare con un ragazzo più piccolo, che abita nella mia stessa regione, conosciuto online per interessi comuni. Iniziai a considerarlo il mio migliore amico, poiché ero convinto di aver trovato qualcuno che mi capisse, nonostante il suo modo di fare vittimista ed egocentrico. Ma i rapporti si ruppero qualche mese dopo, in seguito a una lite: sono ancora convinto del fatto che lui provasse qualcosa per me, sebbene lo abbia sempre negato. Fu grazie a H che non ricominciai a sentirmi solo, e trovai in lui un vero amico, tanto che divenne il mio confidente. La situazione cambiò drasticamente quando H conobbe C grazie alla chat di gruppo con cui eravamo soliti comunicare: dopo una situazione piuttosto complicata risolta grazie all'intervento di G e di un'altra amica del nostro gruppo, H e G intrapresero una relazione a distanza, e io fui l'unico a non saperne niente. Ciò mi fece star male all'inizio, ma cominciai a non dare peso a ciò. Quello stesso anno realizzai di essere innamorato di una amica (ma più conoscente, data la mia timidezza). Questa relazione era però impossibile, perché lei era già impegnata con un altro ragazzo da diversi mesi. Attesi quasi sei mesi nei quali la incontravo ogni settimana (e la vedevo sempre felice con il suo ragazzo) prima di parlarle.

Ero stanco di essere sempre io quello a dover rinunciare ai propri sentimenti - e credo che la mia sensibilità non sia semplice da comprendere - quindi continuai a passare del tempo con lei, ma in silenzio o scherzando come farebbe un amico, dato che non sono mai stato in grado di relazionarmi con le ragazze. In quel tempo continuavo a chiedermi cosa ci fosse di sbagliato in me, poiché mi sentivo rifiutato da tutti e indegno dell'attenzione delle persone, soprattutto di lei; a coronare il tutto, c'era quella sensazione di consapevolezza di stare sbagliando, poiché ero conscio del fatto che fosse già fidanzata e nonostante tutto io cercassi ancora di conquistarla. Dopo due anni e mezzo mi trovai ad assistere alla rottura dei suoi rapporti con l'ormai ex: fino a due mesi dopo ero quasi arrivato alla conclusione di aver superato, quando sentendola parlare di un'altra persona in un modo diverso dal solito, data la sua palese attrazione verso di lui, presi coscienza del fatto di amarla ancora. Con un'ulteriore delusione, sono entrato in un'altra fase di buio assoluto. Ad aggravare il tutto c'è il fatto che ho raggiunto un'età in cui la maggior parte delle persone hanno già avuto esperienze amorose, mentre io sono totalmente inesperto; se mi fidanzassi adesso, starei comunque con una persona che ha già attraversato la fase di insicurezza nei rapporti e finirei per stancarla.

Recentemente ho notato anche che ormai nessuno mi contatta più, ma sono sempre io a prendere l'iniziativa. G ha trovato una ragazza che abita lontano, mentre H sta ancora con C e a mio avviso si sta allontanando molto da me. Se all'inizio ero io quello che durante le uscite passava tutto il tempo al telefono, ora sono quello che guarda tutti assorti nelle loro costanti conversazioni con i partner mentre spero che qualcuno mi rivolga la parola anche solo per chiedermi come sto. Non avendo molto tempo per spostarsi, H va a trovare la ragazza durante le feste - spesso seguito da G - e quindi non passa il suo tempo con il resto del gruppo. Non trovo questo sbagliato, ma mi rendo conto che questa situazione porterà il mio migliore amico (o almeno "migliore" per me) a scegliere tra la sua ragazza e i suoi amici. E sembra che stia scegliendo la sua ragazza.

E ora che mancano pochi mesi alla nostra separazione - dato che la sede dell'università che sceglierò sarà lontana da quella loro, che è la stessa - mi sento davvero male perché non solo rischierò di non rivedere mai più gli unici amici che io abbia mai trovato (con molta difficoltà), ma anche perché non lo sto facendo nel migliore dei modi (o forse nel modo che spero?). Non mi va di rinfacciare nulla, perché voglio loro troppo bene, ad H soprattutto, che è l'unico che mi abbia mai davvero ascoltato e consigliato. Ma questo distacco, legato anche a un maggiore legame che noto tra H e G nell'ultimo periodo, pesa tutto sulla mia autostima, già per nulla elevata. Forse sono solo egocentrico e voglio le attenzioni concentrate su di me, ma credo di avere solo bisogno di qualcuno che mi ritenga speciale, qualcuno con cui avere un legame molto stretto. Il fratello che non ho mai avuto.

Mar

08

Mar

2016

brutto carattere

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

ho un caratteraccio. ho allontanato tutti dalla mia vita, non ho piu nessun amico. come posso smettere di giudicare gli altri inferiori a me, come posso evitare che se ne accorgano?

Sab

27

Feb

2016

E nel pensier rinnova la paura.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Superbia

Questo sfogo nasce dalla profonda frustrazione che provo in questo momento della mia vita, né attribuibile alla salute, né alla mia famiglia, né al mio amore.

Il mio problema è la mia tesi e più me ne lamento, peggio sto... meno me ne lamento, peggio sto.

Mi sembra di essere entrata in quel dannato circolo vizioso che alcuni chiamano "blocco dello scrittore" e che altri chiamano... boh, come lo chiamiamo?

E' già la seconda che scrivo, è già la seconda che patisco, soffro nel mettere alla prova me stessa e nell'affrontare i miei limiti. Umana sì, stupida? Forse. Essermi imbarcata in qualcosa più grande di me, come lo è questo lavoro, di sicuro è da stupidi.

Sento un improponibile senso di responsabilità che giorno dopo giorno mi schiaccia, mi dilania e mi provoca fiumi di lacrime. Non mangio, non dormo ma quel che è peggio: non produco.

Non produco qualcosa che E' GIA' ALLA SUA FOTT*TA FINE!

Cosa mi blocca? Cosa mi succede? Finirò in tempo?

Sento la pressione di un percorso universitario eccellente, sento la pressione delle mie aspettative e non accetto, nel mio piccolo, di essere umana anche io. Manie di grandezza/protagonismo, ovvio! Sono boriosa? Ancor più ovvio.

Ma sono fragile, fragile e disperata; sono in gabbia, una gabbia che ho forgiato io con le mie viscere irritate dallo stress.

Mi odio, mi detesto e sto facendo passare dei periodi bruttissimi a persone che non se lo meritano e che per me darebbero la vita: i miei ed il mio fidanzato.

Giuro, non controllo il mio comportamento, non controllo i miei istinti ferini: isterìa portami via.

Sono Pentita, leggo in fondo al box. Pentita sì, ma di cosa? Di aver scelto la tesi che ho scelto e mi logora ogni giorno di più, ogni giorno che si avvicina alla consegna? Sì, FOTT*TAMENTE Sì, ARCIPENTITISSIMISSIMISSIMA.

Pentita di trattare a pesci in faccia i miei cari? Ancora di più.

Pentita di stare facendo questo a me stessa? Altrettanto.

Non so quante persone si siano trovate o si trovino nella mia situazione, quati "malati di perfezionismo" come me stiano rovinando la vita  a sé e agli altri.

MI PENTO, MI STRAPENTO E MI RIPENTO.

Depressione? Forse sì. Coerenza? Assolutamente.

L'angoscia più grande è svegliarsi la notte col cuore in gola e pensare che sarebbe tutto migliore, se la mattina non ci si svegliasse più. 


Questo non si fa.

Iscriviti!

Iscriviti
Iscriviti e potrai aggiungere commenti senza attendere approvazioni, votare gli sfoghi e gestire i tuoi post ed il tuo profilo senza limitazioni.
Clicca qui per aggiungerti