Tars
Gio
01
Feb
2018
Non trovo più pace
Credevo fosse la monotonia ad uccidermi, gli esami che mi mancavano, la mancanza di molti amici, lo stare chiuso in casa, relazioni sentimentali assenti da anni...
Ma un esame è andato. Ho impegnato i miei giorni con tante attività diverse,parlo con le persone più spesso, incontro nuovi ragazzi e ragazze. A casa le cose vanno leggermente meglio. Perché allora non riesco a trovare pace interiore? Perché non riesco a vivere sereno, a godermi i piccoli passi in avanti che sto facendo? È ritornata l'ansia verso qualsiasi cosa che riguardi il futuro , un vago malessere che mi fa barcollare l'umore, che si insinua nella testa come un germe. Il senso di colpa dell'essere uno studente fuoricorso fa la sua parte, ma mi ero promesso di guardare i miei risultati con ottimismo visti i tanti ostacoli che fino ad oggi hanno intralciato e continuano ad intralciare il mio cammino...
Niente. Ho realizzato i miei propositi, ed il malessere resta. È una forma diversa questa volta,prima era tagliente, mi abbatteva con una scure , ora invece è vago e profondo, come se si fosse attaccato alle mie ossa, in modo da non poter essere sradicato con nessun piccolo successo, con nessun piccolo passo avanti.
Ho perso l'entusiasmo. Nè la musica nè la lettura mi entusiasmano più, nemmeno passeggiare nel bosco sul promontorio della montagna qui vicino. Lo stesso con i miei hobby. Ed erano cose che mi davano una gioia interiore infinita, mi riconciliavano con me stesso per qualche attimo.
Vivo la grande contraddizione di non volermi arrendere, ma di sentirmi impotente ed in balia di un oceano in tempesta, di quelrla che alcuni definiscono come "la vera condizione umana".
Vorrei tanto ritrovare il me di 5-6 anni fa. Quello che giudicava con leggerezza le difficoltà, e le superava con un salto. Quello che non conosceva la vera tristezza, ma solo qualche giornata no.
Compirò 23 anni presto...
Dove sei "me stesso", dove sei?
Mar
26
Dic
2017
Alla fine tutto sale a galla; speravo tanto d'essermi sbagliato
Tutto sale a galla dopo un po'. Come la merda.
Avevo preso un periodo di pausa dal gruppo di "amici" che frequento da anni. Sentivo che c'era qualcosa che non andava, l'ho sempre avvertito. Sentirsi inadeguati in ogni situazione, troppo diversi, osservare un rapporto di "amicizia" emotivamente sbilanciato. Rapporto che non è mai esistito; ho raccolto gli indizi e questa è la sentenza.
Mi hanno chiesto questo favore. Ma certo, posso mai lasciare nei guai un amico? Posso mai non aiutarlo e laciare che si intristisca?
Ma quando concedere, e chiedere, il favore diventa abitudine, per poi esser lasciato solo quando un piccolo aiuto sarebbe stato di conforto, uno inizia a porsi delle domande. E va in cerca di risposte. E scopre, tassello dopo tassello, di aver vissuto con un paio di meravigliosi occhiali costruiti ad hoc per osservare il mondo secondo una propria visione ottimistica, ma totalmente sbagliata.
Chiudi un occhio Tars, è colpa tua sei troppo selettivo. Sei troppo arrogante, Sei troppo. Sei di troppo.
Essere di troppo, era questa la sensazione; come quando si viene ricevuti a casa di un estraneo e ci si sente a disagio.
"Ma non è che potresti...? Ma per caso puoi...?" "Ma certo, non preoccuparti". Ecco, così queste persone si facevano puntualmente vive fino a poco tempo fa dopo settimane di sparizioni. Dovevo chiamare io, per poi ricevere buche e sole in quantità.
Ma credevo di esser io lo stronzo che andava cercando la presenza amica e rassicurante, credevo di avere troppa aspettativa, troppa pretesa. Così non mi sono fatto sentire, come ho detto.
E... Abracadabra, uno si rifà vivo: serve un passaggio al centro commerciale a lui e ad un suo amico perchè "Tizio non guida, Sempronio non c'è e Caio non ha più la macchina" .
Ci sono rimasto una merda, tutti i miei dubbi si sono rivelati fondati.
Non so più cosa fare. Sono gli unici che potrei frequentare normalmente, quei pochi amici di cui non ho mai dubitato a cui voglio seriamente bene abitano lontano, possiamo vederci una volta ogni 10 giorni...
Sono rimasto solo, queste vacanze le sto passando a casa fra libri e pc.
Che delusione.
Sab
09
Set
2017
Il secondo prima della picchiata
Siete sull'orlo di un precipizio di montagna. Nel secondo prima di cadere giù, ammirate il bel paesaggio di cui potete godere solo grazie alla faticosa scalata che vi ha portato in cima.
Ecco come mi sento in questo momento, sull'orlo del precipizio.
Prima frequentavo un gruppo di persone che con gli anni ho iniziato a sopportare sempre meno, non per loro "cattiveria" ma per totale incompatibilità di caratteri e pensieri. E quando dico totale, è totale nel vero senso della parola.Iniziai a frequentarli più che altro perchè ci conoscemmo in contesto scolastico, e da ragazzini si tende a frequentare gente senza alcuna pretesa, soprattutto nei centri piccoli. Ma col tempo, quando inizi a sentirti a disagio in un gruppo diverso da come sei, inizi anche a porti della domande. Così ho deciso di frequentarli sempre meno per cercare di coltivare e trovare amicizie altrove. Ho qualche amico, ma non nel posto in cui abito. Sono lontani, alcuni li ho conosciuti all'università altri in vacanza. Ci si sente sempre, ma vedersi spesso di persona sarebbe molto meglio...
Ecco, iniziando a frequentare sempre meno il gruppo sopra citato, ho notato anche che nessuno più mi cerca. Nessuno.Sono mesi che non ricevo loro notizie. Ho notato che quel gruppo lo trascinavo io fuori casa, a giocare a calcio con altri miei conoscenti, a divertirsi... ed effettivamente aspettavano sempre che fossi io il propositore di ogni situazione, spesso mi chiamavano chiedendomi di organizzare cose fuori dai soliti noiosi schemi del sabato sera.Ora se mi va bene esco una sola volta a settimana, il resto del mio tempo lo passo leggendo, al pc o studiando...e non è che impazzisca per questa sedentarietà. Spero le cose migliorino con il ritorno allo sport...
Solo ora capisco il reale significato dell'avere contatti col mondo per "convenienza" , per non restare soli. A volte mi chiedo se abbia fatto bene a condurre questo "test" dell'allontanamento... all'inizio per una serie di coincidenze credevo d'esser riuscito a fare il grande salto! Tutto è andato bene per una settimana circa, poi eccomi qui, in stallo. E per adesso non vedo vie di fuga dal baratro della solitudine che si avvicina con le stagioni fredde. Cosa fare, non ne ho idea. Se ritorno con quel gruppo, so che mi aspetta noia e profondo senso di inadeguatezza. Se non ci ritorno, rischio la solitudine e tutto ciò che ne deriva, l'avvertire la profonda mancanza delle attività svolte con altre persone, la mancanza di qualcuno che si possa chiamare "Amico mio" ...
Gio
10
Ago
2017
Libertà ! Taglio col passato
Una volta lessi uno sfogo riguardante i problemi di un ragazzo con la sua vecchia comitiva. Lo trovai un po' esagerato, pur condividendo il sentimento di base di inadeguatezza con il proprio gruppo.
Tutto nasce alle superiori, dove si forma questo gruppo di 7 ragazzi e ragazze. Inizialmente era tutto rosa e fiori, ci si divertiva senza pretese, senza conoscere gli aspetti degli altri. Ma col tempo questa comitiva iniziò a sciogliersi pian piano, prima con l'allontanamento di alcuni, poi di altri, per motivi disparati. Rimaniamo in pochi.
Dopo aver conosciuto meglio e più approfonditamente queste persone, nasce in me un totale senso di inadeguatezza al contesto. Interessi totalmente differenti, superficialità di pensiero da 13enni...non bisogna esser filosofi e scienziati, ma a 22-23 anni un minimo di pensiero critico dovresti averlo sviluppato no? Dovresti aver la voglia di divertirti 24 ore su 24 ma dovresti pure riconoscere quando fare la persona seria, o tenere un discorso che non sia " LA FYYYGAAAA!!!111!!!1!PASTORyZIA11!1! (riferito al trend su Facebook)" che piace a tutti,chiaro, ma oh, cazzo ne parli tutto il giorno! Tra l'altro quelli rimasti, con due eccezioni (me ed un altro), ne parlano compulsivamente ed in maniera molto volgare pur non concludendo mai nulla. Gli unici ad aver avuto/avere ragazze siamo io e quest'altro.
Si aggiunge poi l'argomento trattato dallo sfogante citato all'inizio : il totale disinteresse nel fare qualcosa di nuovo, la totale disorganizzazione in qualsiasi circostanza. Mi spiego meglio : si propone qualcosa. L'idea viene accolta, ma nessuno, a 23 anni, ha la capacità di dire "Ok ragazzi, serve questo, quest'altro e andiamo". Forse più che organizzazione è meglio definirla determinazione, fermezza. No, totalmente inibiti ed inebetiti, per questo mi arriva puntualmente la delega di preoccuparmi di tutto, chiamare persone, cercare macchine disponibili, fare eventuali spese,studiare un itinerario. Essendo studente lavoratore non ho quasi mai tempo da dedicare a queste cose, nonostante tutto lo faccio e a dir la verità qualche volta è pure divertente. Ma dopo mesi e mesi e mesi e anni ed ancora mesi di questa tarantella mi so rotto i coglioni :mi sono rotto i coglioni di stare con loro.
La cosa bella è che dopo aver ricevuto pressioni del tipo "Che si fa?Fai qualcosa!Muoviti!Che si fa allora?Hai fatto?Hai visto?" (mi incaricano automaticamente, non mi propongo io) , domande che restano immutate dopo la mia risposta "Organizzate voi e fatemi sapere dopo, sto lavorando" , magari menano anche il pacco all'ultimo o esce sempre qualche vizio finale che fa bestemmiare anche le divinità norrene. O magari io non controbatto più e continuo a lavorare, nessuno decide niente e dunque se la prendono con me.
Ho trascinato questo dubbio per molto, moltissimo tempo. Avevo paura di fare il salto.
Poi però l'ho fatto. Tagliato tutto.
Via.
E mi sono sentito fottutamente bene, libero! Sono rimasto con ancor meno amici? Meglio, quelli che son rimasti mi piacciono, non mi fanno mai sentire a disagio o fuori luogo.
Non farò feste tutti i giorni come un tempo, ma quelle che farò almeno punteranno sulla qualità delle persone, non sulla quantità.
Dom
02
Lug
2017
Il fresco dopo la pioggia
Dopo tanti giorni ha piovuto, finalmente.
L'aria si è rinfrescata, si sta bene. Mi affaccio alla finestra del tetto e mi godo il bellissimo cielo limpido con qualche chiazza di bianco, il sole filtrato dalle nuvole dona una delicata luce arancione al paesaggio tipico della campagna italiana. Mi accendo la sigaretta rollata, come da rituale. Ed è lì che il tizzone rimasto sepolto sotto una coltre di cenere arde di nuovo.
Qualcuno ricorda i bei momenti rivedendo vecchie foto, qualcun altro parlando di vecchie glorie con amici di sempre, o ascoltando una canzone. A me invece basta una sensazione per rivivere attimi che sembrava fossero finiti nello stanzino del cervello.
Ma quando più d'una sensazione si lega in una sinfonia di percezioni, si risveglia il ricordo, ritorna la malinconia. Questa volta, è la malinconia piacevole, che ti intristisce con il sorriso.
L'aria fresca, il profumo di prato dopo la pioggia, i colori dell'ambiente, l'intensità della luce, persino il venticello che scuote gli alberi...
Mi hanno riportato ad un viaggio in nord Europa di molti anni fa. Ero un adolescente.
Riesco a specchiarmi di nuovo negli occhi di quella ragazza, sento le risate di amici di viaggio, vedo i loro sorrisi, i loro zaini e le birre che ci caddero nel parcheggio del centro commerciale. Ammiro ancora una volta i tramonti visti insieme, le partite di calcio, sento l'odore di quella mensa appiccicaticcia e dei suoi vassoi color verde stagno. Avverto il pessimo gusto di quel succo d'arancia preconfezionato seguito dalle battute sarcastiche sul pessimo cibo. Sento sulla pelle la "morbidezza" delle poltrone dell'area comune ,riascolto dei discorsi meravigliosi e ripeto, di nuovo, fra me e me "Che belle persone, mi piace passare il tempo con loro!"
Le ore di lezione pomeridiane, la pausa, poi la campanella. Esco con gli altri sulle scale dell'atrio, ridiamo. Mi allontano per salutarla, il cuore scalpita impazzito. La bacio. Lì, con il fresco dopo la pioggia, con la luce che tinge d'arancio ciò che ci circonda, con l'odore del prato bagnato.
La sigaretta è finita, se continuo mi fumo anche il filtro. Me ne accenderei un'altra per restare nel cinema dei ricordi. Meglio di no. Per oggi credo possa bastare così, devo tornare alle mie carte.
Ps
Ultimamente non provo sentimenti negativi: quando prendo carta e penna, o in alternativa entro su questo sito, i miei sfoghi tendono al malinconico dei ricordi. Forse non è attinente con il sito, ma sono riflessioni che non riesco a tenermi, devo fissarle su carta/schermo e andarle a rileggere magari a distanza di giorni. Ne ho quasi necessità.
Ven
16
Giu
2017
Una cena o un mortorio?
Qualche sera fa mi sono ritrovato invitato ad una festa, ad una cena precisamente. Molta gente, un tavolo a parte per noi ragazzi.
Beh, tavolata da 15 dai 18 ai 25 anni e credetemi, sembrava di trovarsi ad un funerale. La festeggiata non parla molto, la conosco bene, ma tutti gli altri? Le nostre famiglie si conoscono dall'alba dei tempi. Erano seduti i vari parenti più qualche amico stretto, su 15 persone ne conoscevo 4. Ho provato in tutti i modi ad estorcere qualche parola, a fare qualche battuta, di solito sono il "mastro di festa", il mio gruppo m'affida spesso le redini della serata e direi che far divertire le persone è una cosa che mi riesce bene!
Questa volta zero. Qualcuno rideva per 4 secondi e poi calava di nuovo un silenzio di tomba, mi sono sentito quasi a disagio. Ma porca puttana, era una festa o un funerale? Come fanno 15 giovani a non scambiarsi una parola per ben 3 ore ,seduti allo stesso tavolo? Non una risata, niente...anche un rutto sarebbe stato apprezzato come "voce fuori dal coro". Tutti vestiti elegantissimi, in silenzio. Dopo queste 3 ore di silenzio, ci siamo mangiati la torta e via. Mah.
Mi chiedo spesso se sia io quello sbagliato certe volte!
Sab
20
Mag
2017
Collezione di sconfitte
Ultimamente mi sento estraneo da tutto.
Mi sento un inetto, un totale fallimento. Mi sono seduto al tavolo e mi son chiesto : "Cosa so fare bene?". Niente. È dura da ammettere, da metabolizzare...
L'ultima sessione d'esami non è stata brillante, ed il traguardo finale si è allontanato. Attualmente non ho più band, sono un musicista, e pare che nelle mie zone non ce ne siano più. Non posso esprimere un - chiamiamolo così- potenziale, ecco, e ciò mi rende frustrato. Sono uno che ha bisogno di piccole vittorie di tanto in tanto per poter andare avanti come un treno, che sia un esame passato o una serata con la band in un locale.
Non cito neanche la "vita sentimentale". Solo pali, delusioni e capacità di trovare ragazze che da un giorno all'altro si trasformano in peggio.
Lavoro poco, pochissimo, se riesco a trovare qualcosa è per pura botta di culo, almeno mi mantengo la motocicletta. Ho provato a cercare qualche piccolo lavoro che potesse farmi guadagnare due soldi; non accettano principianti, e per me che ho frequentato un liceo e non un professionale le porte si chiudono sempre.
E allora? E allora finisce sempre che prendo la mia moto e mi alieno dal mondo. È una valvola che riesce a tenermi sveglio nonostante le piccole sconfitte, non saprei come definirle, così sembra che stia offendendo chi prende davvero sonori schiaffi dalla vita, in contrasto con le mie cretinate.
Come si ritorna a vincere?
Sab
06
Mag
2017
Un dolce abbraccio logorante
Sto tornando a casa.
Torno su una strada un po' desolata che attraversava campi e colline, sulla mia moto. Una cuffietta in un orecchio, gli occhi che godono del mondo che mi circonda. Vago con la mente nel presente, nel passato, nel futuro, ma in modo molto leggero e banale, lasciandomi alle spalle una faticosa settimana.
Come un tizzone spento sul quale si soffia eccola, riaffora dal nulla ardendo. Una combinazione. Quella combinazione. La luce del crepuscolo di quel preciso istante, quel pezzo lento così meraviglioso, quelle vibrazioni delle foglie. Improvvisamente ricordo un odore. Ricordo un posto, una persona, i suoi capelli ed i suoi occhi.
La riconosco, è una vecchia conoscenza : la malinconia. Ci mette un istante ad avvolgermi completamente in un dolce abbraccio logorante. La lascio fare, mi piace. Era tanto che non si faceva sentire.
Mi accompagna lungo la strada, mi fa compagnia con un coltello nello stomaco ed una carezza sul viso.
Passo vicino la ferrovia. Ricordo l'ultimo addio.
Sono in città adesso, meglio lasciar stare.
Sappi R. ,che dimenticarti è difficile. Non credo di aver mai conosciuto una persona tanto amabile ed aggraziata. Quel fraintendimento mi costò caro, e quando riaffiora non posso far a meno di provare un certo risentimento verso me stesso.
Mer
04
Gen
2017
Una silenziosa notte bianca
Sono alla finestra in soffitta, mi sto avvelenando con una sigaretta e qualche canzone in cuffie.Anche stasera, eccezione festiva, ho alzato il gomito e mi sono ritrovato questo sito fra i preferiti.
Da qui vedo l'intera valle: è imbiancata a perdita d'occhio,poi cala il buio. Queste notti di festa faccio sempre tardi e a fine serata mi piace godere del silenzio. Forse è questo il mio problema, penso troppo, malinconicamente, e mi piace farlo. Sono un idiota. Penso,penso, penso. Sono incapace ad esser cinico.
Ho imparato che grandi cambiamenti portano grandi novità, certo è anche scontato dirlo,la scoperta dell'acqua calda. Ma quale sarà il mio prossimo grande cambiamento? Non lo so.
Mi sembra tutto così conformista il mondo. Comportati così, parla così, sii questo in quel momento, sii quest'altro in un tempo diverso. Non ne sono capace.
Che noia questo utente, scrive cose così banali.
Anche tu sei andata, dire che credevo... mah. Come si diventa cinici? Come ci si fa scivolare addosso queste stronzate? Perché sto così male per simili leggerezze?
Mi sento terribilmente stupido.
Dom
01
Gen
2017
Ti ho salutata, ma...
Sono le 5 del mattino.
Fuori c'è una tempesta di neve, ed io sono qui, abbastanza ubriaco ma non troppo, vicino al camino a pensare a stasera. Sei stata per me l'ennesima occasione persa.Ti ho salutata e stavi con il tuo nuovo tipo, che anche mi ha salutato.
Quanta sfiga c'ho in fatto di sentimenti: mi innamoro di ragazze rare che puntualmente perdo, per un motivo o per un altro.
Mi piacevi, mi piaci. Ma anche stavolta è andata male. E continuo ad esser solo, ad avvertire la mancanza.
Spero non ti arrabbierai ma credo sia meglio non sentirci proprio più.
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