Tutti gli sfoghi
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Lun
29
Giu
2015
Dichiararsi a un uomo sposato
Ho una cotta per il padre del mio migliore amico. Ho 23 anni e lui 50. Da premettere che sono stata da sempre attratta da uomini molto piu grandi, sicuramente x mancanza della figura paterna. Ci conosciamo ormai da 3 anni, io e lui abbiamo lo stesso carattere e gli stessi gusti, io sono letteralmente persa di lui. Naturalmente non ci ho mai provato. Ultimamente l'ho rivisto ed é tornato ad essere il mio chiodo fisso. Quando mi vede il suo sguardo cambia, diventa pure rosso e si imbarazza..lui mi trova una bellissima ragazza...ma tutto si ferma lí. Ogni tanto mi scrive su whastapp, ma nulla di particolare, ci diamo il buongiorno e cose cosi. Vorrei capire se gli piaccio ma credo che se anche cosi fosse, non si farebbe avanti lo stesso.. O magari potrebbe aver paura che io lo giudichi male.. A me attrae troppo!!! Naturalmente non voglio rovinare il suo matrimonio, vorrei solo passare qualche momento con lui e avevo pensato di scrivergli un messaggio e fargli capire tutto ma subito dopo penso che sia un emerita cazzata!!! Consigli?! Mi raccontate le vostre esperienze simili? Avete mai preso l iniziativa !
Lun
29
Giu
2015
Ancora suocere
Parla malissimo di me con mio marito e fa di tutto per ferirmi. Io ci rido, lui non l'ascolta e mi tratta bene. Morirà di acidità ? Non le converrebbe essere tranquilla?
Lun
29
Giu
2015
Basta.
Da diversi mesi a questa parte ho smesso di vivere. Mio padre è disoccupato da più di un anno, così abbiamo dovuto lasciare la casa dove abitavamo in affitto per trasferirci a casa dei miei nonni.
Io studio in un'altra città: durante la settimana alloggio in un convitto e nei fine settimana torno a casa. Tutto questo mi ha portato ad essere sola, non ho amici con cui uscire, a cui confidare i miei problemi. Non c'è giorno che non mi senta triste e sola. Nonostante questo sono una ragazza molto ambiziosa e so di avere tutte le carte in regola per raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefissa. I miei genitori, però, non fanno altro che ostacolarmi con il loro egoismo. Vorrei tanto frequentare dei corsi linguistici all'estero, per me sarebbe un sogno che si realizza, ma loro non mi ascoltano e quando origlio le loro conversazioni li sento dire che dicendomi di sì vogliono solo darmi il contentino, che in realtà non mi faranno mai fare un'esperienza simile. Ho detto loro che sarei disposta a cercare un lavoro da fare nei fine settimana, ma loro si sono guardati ridendo.
Mi trattano come se fossi una bambina capricciosa, quando quello che voglio è solo riuscire ad avere il futuro che ho sempre sognato, quello che non hanno saputo fare loro.
Questa è solo la goccia che, oggi, ha fatto traboccare il vaso. Mi sento oppressa, incompresa, sottovalutata.
Io, una ragazzina tanto ambiziosa ed ottimista, sono ora costretta a pensare al suicidio. Sono stanca di vivere questa vita, non mi appartiene più
Lun
29
Giu
2015
Sei proprio un cafone
Premetto due cose:
- i miei suoceri sono delle brave persone. Questo non vuol dire che siano perfetti o che li debba adorare. Hanno anche dei difetti.
- è uno sfogo fine a se stesso. L'argomento non è serio, è solo una mia considerazione personale che, per forza di cose, non posso condividere pubblicamente.
Suocero, sei un cafone!!
Sì. Come ho scritto in uno sfogo precedente, mia suocera è stata male. I suoi congiunti però, invece di prendersi cura di lei attivamente, l'hanno lasciata a soffrire a letto, limitandosi a "preoccuparsi" per lei.
Ieri siamo andati a pranzo da loro. Stavo per mettere le mani al collo a suo marito.
Cafone e ignorante, non ci sono altri aggettivi per descriverlo.
Ha esordito con un "Si vede che ora sta meglio, ha ricominciato a rompere le palle", ripetuto almeno 2-3 volte nell'arco del pomeriggio, e completamente a sproposito.
Poi ha continuato con " Alla fine è stata male solo due giorni, io ero in Paradiso! Si stava così bene!"
Poi, quando lei mi ha ringraziato per un tonico che avevo consigliato di prendere, e che in effetti l'ha aiutata a stare meglio, consigliando a sua volta mio marito di prenderlo, prima di tutto si è lamentato del prezzo (...ridicolo..), poi ha detto "no..le medicine no..che schifo.." e quando io ho ribattuto che è un tonico, e non una vera e propria medicina, ha detto che "certe vaccate non si bevono, meglio un bicchiere di vino".
Certo..per le coliche ed il male al fegato il vino è proprio l'ideale, testa di cazzo..che anche quando vostra figlia è stata male le avete rotto i coglioni perché si è fatta visitare ed ha fatto delle analisi.
Sì, perché i soldi per dottori e medicine son soldi buttati via.
Demente. Se mio marito mi dovesse trattare con la tua arroganza, freddezza e mancanza di rispetto, lo sbatto fuori di casa.
Lun
29
Giu
2015
Uomini maturi
Sono attratta da uomini maturi, uomini che hanno 15, 20 anni più dei miei. Avevo 14 anni quando avevo iniziato a sentirmi attratta da uomini così grandi ma, per fortuna, all'epoca non ho mai incontrato nessun pervertito, perché ero una bambina e facevo l'oca per attirare qualcuno e se avessi incontrato l'uomo sbagliato non avrebbe di certo avuto rispetto. Quando avevo 15 anni ho iniziato una storia con un ragazzo di soli due anni più grande ed è durata tre anni e dopo qualche mese (dopo essermi ripresa dalla rottura) ho iniziato ad uscire di più con amici, era estate, tra vacanze, viaggio e mare avevo conosciuto un uomo di 36 anni e avevamo iniziato ad andare a letto insieme. Così con un altro dopo lui e un altro ancora e un altro ancora. Il mio problema è che mi lego facilmente alle persone e si, sono attratta dagli uomini maturi ma non sono scema, so anche io che non è così bello avere una relazione con uno così tanto più grande. Diversi pensieri, diverse esigenze, diverse esperienze passate, diverse voglie di vivere esperienze insieme. Per questo motivo con questi quattro ci sono andata a letto qualche volta (a distanza di tempo) e ho smesso di incontrarli perché non sono capace di andare a letto con uno per molto tempo senza affezionarmi, lo so.
Da due mesi e mezzo vado a letto con un uomo di 39 anni ma è stato diverso fin dall'inizio e la dimostrazione è che non ho mai portato avanti le cose per così tanto tempo con gli altri.
Mi piace che mi faccia domande sulla mia vita, che si preoccupi per me, che mi chieda come è andato l'esame che ho dato il giorno prima, che mi voglia preparare la cena, che mi chieda di rimanere a dormire da lui, con lui. All'inizio rifiutavo ma ora mi viene sempre più difficile.
Sento che mi sto innamorando. Ma non voglio. Voglio chiuderla qua. Ma non posso, non riesco a staccarmi da lui. Aaaaaah
Lun
29
Giu
2015
Ansia, ti odio
Tutti hanno provato ansia per qualcosa nella loro vita. Purtroppo, c'è anche gente che ne soffre quasi quanto una malattia. Io per fortuna non rientro in questa categoria, ma vi posso assicurare che mi viene ansia x motivi stupidissimi. Ho ansia se devo chiamare qualcuno che non conosco al telefono. Ho ansia se devo guardare l'esito di un esame (anche se suppongo sia andato bene). Ho ansia quasi ogni volta che devo andare a lavorare (anche se poi mi passa subito una volta lì). Se ho ansia x queste cose, figuratevi quando devo andare ad un esame, quando devo incontrare una persona x la prima volta, quando vado ad un colloquio di lavoro, quando x qualche ragione sono al centro dell'attenzione...! E dopotutto, non mi reputo una persona poi tanto timida (ma forse se sono in compagnia). Addirittura delle volte sono capace di autosuggestionarmi, facendomi venire ansia anche solo immaginando situazioni non reali... ma vi pare normale? Come posso fare x diminuire tutta quest'ansia?? D:
Lun
29
Giu
2015
Fa male eccome
Ieri abbiamo litigato pesantemente, per una sciocchezza che ci potevamo risparmiare, anzi che mi potevo risparmiare. Avrei risolto la cosa in maniera del tutto civile, se non fosse stato che tu hai iniziato ad accusarmi di essere come io non sono. Perchè vedi, se c'è una cosa che non riesco a tollerare è essere diffamata, sentirmi dire "tu sei in quel modo!" e invece sapere dentro di me che non è così, nonostante sappia che alcune cose dette in momenti di rabbia non sono vere. Mi hai detto di essere menefreghista nei confronti tuoi, che se avessi bisogno di aiuto io non ci sarei, che non mi fido di parlare con te solo perchè non mi piace ammorbare le persone con i miei problemi e quando me ne vado da lavoro voglio solo pensare a divertirmi, star bene e dire cazzate. Hai detto molte cose, ma vedevo che eri arrabbiato, e guardandoti negli occhi sentivo che quelle cose non le pensavi davvero. Ho cercato di non darci peso, ma purtroppo il mio cervello è una spugna: assorbe tutto, elabora tutto e dimentica dopo molto tempo (non che le spugne dimenticano, ma va beh), anche le cose dette in momenti di rabbia. Eri diverso quando dicevi quelle cose, e forse questo mi aiuterà a dimenticarle più in fretta, a dire "ma sì, non lo pensava. archivia tutto e guarda avanti". sarà anche che litighiamo così di rado che non sono abituata con te, ogni volta è un pugno allo stomaco. Ci sono tante, troppe cose che dovrebbero farti capire che io tengo a te come non ho tenuto a nessuno, qualsiasi favore chiesto (da morale ad economico) io ci sono sempre stata, ho cercato a modo mio di dimostrarti tutto ciò che ho da darti e che avrò da darti. per te e per lei construirei un mondo a parte se so che ne aveste bisogno, toglierei a me per dare a voi. Abbiamo chiarito in pochissimo tempo, ma quelle parole ancora rimbombano nella mia mente. Vorrei che mi dimostrassi di volermi bene davvero, come hai sempre fatto. Sei un amico meraviglioso, ma dimmi che non mi dirai più cattiverie simili, non lo sopporterei ancora.
Lun
29
Giu
2015
Sempre la stessa storia. Femmine Invidiose.
Salve, questa volta non sono io la peccatrice, ma colei che subisce.
Da sempre ho difficoltà a rapportarmi con le altre donne. Non riesco a trovare amiche sincere e durature. Mi odiano, mi trattano con indifferenza, fanno di tutto per farmi sentire di troppo e raccolgono sempre ogni minimo pretesto per mettermi in cattiva luce, cosa semplice in realtà perchè sono sempre stata una persona spontanea e non so mordermi la lingua. Mi è già capitato in ambiente lavorativo, e anche in famiglia, o meglio, nella famiglia del mio uomo, un coacerbo di vipere. Una corporazione di giovani e vecchie stronze. Premetto che sono io ad aver generato parte del problema: presa dalla paura di essere criticata o rifiutata le snobbavo, preferivo restare vicino al mio ragazzo durante quei terribili pranzi di famiglia, e chiacchierare con i LORO ragazzi, o con le donne adulte della famiglia. Insomma questo gruppetto ben saldo di 4 ragazze (3 cugine e 1 outsider, fidanzata del fratello di una di loro, ma perfettamente integrata nel seguire le direttive) non mi hanno mai mostrato solidarietà o amicizia. Ultimamente ho cambiato atteggiamento per cercare di ingraziarmele: rivolgento loro complimenti (mai ricambiati) interessandomi dei loro problemi (i miei nessuno se li incula), congretulandomi per i loro successi (quando io prendo 30 ad un esame loro fingono persino di sapere che vado all'università), evitando come la peste atteggiamenti amichevoli nei confronti dei fidanzati, assumendo un'aria sottomessa e accomodante (non sono una minaccia) ho persino continuato a farmi tagliare i capelli da una di loro, senza essere contenta dei risultati. Loro, mi tolleravano, ma speravo che col tempo si sarebbero aperte. Macché.
Sabato sera le ho incontrate al bar. A., la parrucchiera, fredda e infastidita continua a guardarsi le doppie punte. Le altre due mi cagano a malapena. Non saprendo che dire gli chiedo informazioni su un litigio che c'era stato tra una delle zie e un vecchio ottantacinquenne prozio, come argomento di conversazione. Da questa mia maldestra idea, e dal fatto di aver difeso il povero vecchio (che tra l'altro è solo al mondo, non ha nessuno apparte loro) individuano il prefetto spunto per mettermi alla gogna mediatica della famiglia. Ieri sera era il compleanno del nonno, ed è stata una serata infernale. Le vipere e quel rospo della zia K. avranno intessuto una vasta tela di malvagità su di me, concordando sul fatto di ignorarmi per tutta la serata. Indottrinando i rispettivi fidanzati dal non rivolgermi la parola, a suon di occhiatacce. Poi, quando ci siamo congedati nessuno su 15 persone mi ha risposto Buonanotte, o ciao. Questa cosa mi ha intristito molto. Essere l'oggetto di un rifiuto premeditato e uananime, solo perchè ho appena appena criticato la zia, mi ha fatto male.
Come reagire, visto e considerato che sono persone che non posso semplicemente eliminare dalla mia vita, visto che chi si azzarda a non partecipare a quelle merdose riunioni è esecrato a vita, senza il beneficio di eccepire nulla?
Meschine, brutte, ignoranti, senza qualità di alcuna sorta oltre la perfidia e la falsità.
Lun
29
Giu
2015
Nuovi incontri scombussolano
Sono impegnata da poco più di tre anni con un ragazzo e solitamente il sabato non lo passiamo mai separati, così parecchi mesi fa avevamo deciso di passare il venerdì "da soli" con i nostri amici. Io solitamente vado in un bar del mio paese.
A novembre ho conosciuto un ragazzo mentre giocavamo a biliardino e non abbiamo nemmeno parlato tanto, semplicemente ci complimentavamo per i gol. Da quel giorno ci salutavamo sempre senza mai parlare (non capitava mai l'occasione) però vedevo sempre il suo sguardo rivolto verso me. Mi è capitato addirittura di vederlo mentre mi guardava riflessa in uno specchio del bar... Ma il problema è che se io sono a conoscenza di tutti questi sguardi è perché ogni volta anche io cercavo il suo. Ma non ha mai fatto nulla, non mi ha nemmeno mai mandato un semplice messaggio su Facebook e i suoi sguardi non sono perversi. Abbiamo quasi vent'anni di differenza e non credevo fossero così tanti: non li dimostra. Non è bello, non è giovane, non è nemmeno affascinante. Ma quello sguardo...quel sorriso...ogni volta che lo vedevo trascorrevo l'intera settimana a pensare a lui. Da qualche settimana capitava, però, di scambiare qualche parola e venerdì scorso abbiamo parlato parecchio. Tanti discorsi.
"Mi fa piacere stare anche assieme a voi...e parlare con te!
Mi ha spiazzato scoprire la tua età, pensavo fossi più grande, forse perché fai uno strano effetto.
Giochiamo di nuovo a biliardino, come quando ci siamo conosciuti? Squadra che vince non si cambia, no?
Noi ci spostiamo da qua, vieni anche tu? Ehm no volevo dire: venite anche voi?" e un ìo sguardo triste alla mia risposta negativa e quel "Ok, allora ciao, ci vediamo".
Mi si sedeva accanto, mi "scocciava" anche quando era lontano chiamandomi e lanciandomi pezzi di carta o le sigarette. E si, io stavo mezzo flirtando nonostante mi stessi contenendo perché tengo al mio ragazzo e dico sempre che non lo tradirei mai (che se proprio volessi stare con qualcun altro prima lo lascerei) ma non mi sembra che immaginare spesso di fare sesso con "il nuovo arrivato" mi renda "non-adultera". Non so cos'abbia di speciale questo ragazzo/uomo ma penso fin troppo spesso a lui e penso sempre che se mi dovessi lasciare col mio ragazzo, ci andrei solo a letto, non vorrei frequentarlo perché mi affeziono facilmente alle persone e non voglio intraprendere una relazione con uno che ha 40 anni in più.
Ma ve ne rendete conto? A momenti immagino il mio futuro senza il mio ragazzo per uno che nemmeno conosco. E il fatto che non abbia parlato del mio ragazzo in questo post non significa che non lo ami...
Lun
29
Giu
2015
I soldi
Devo praticamente dire addio ad un sogno che avevo e rimandare di non so quanti anni il percorso di vita che avevo scelto perché non posso fare un viaggio, il quale per l'appunto era decisivo. Il motivo? I dannatissimi, fottutissimi soldi; pensavo che questo viaggio costasse la metà e già sarebbe significato un problema serio, considerato che ho solo mia madre con uno stipendio da impiegata e che io, forse è anche colpa mia, sono uscita l'anno scorso dalla scuola e ho studiato e dato gli esami per l'università ma non ho cercato un lavoro. Insomma, con la metà della cifra già mi sarei scordata di chiedere vestiti e altre cose per qualche mese, già il passaporto è stata una bella spesa capitata all'inizio del mese. Allora ho aspettato che mamma uscisse per andare a fare la spesa e mi sono messa a piangere come al solito, come una bambina piccola che ha paura del buio. Però ho deciso una cosa: non sta né in cielo né in terra l'idea che i miei futuri figli abbiano problemi a chiedere un paio di scarpe, non facciano una vacanza in vita loro nemmeno dopo la maturità e abbiano problemi a comprare i libri per la scuola e per l'università: io voglio diventare ricca, non mi importa come nè se causerò dannni a qualcuno; perché io l'ho conosciuto chi è più ricco di me e fa veramente schifo, io mi merito più di tutte quelle stronze di mie compagne di scuola che fanno le alternative e poi vanno a New York nel weekend, mi merito davvero tanto e lo so, è questo che mi fa incazzare.
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